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26.3450 · Interpellanza · 2026-03-20

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale ha riconosciuto a più riprese la gravità della situazione in Iran, caratterizzata da una repressione sistematica, arresti arbitrari e gravi violazioni dei diritti umani.Al contempo, la prassi svizzera in materia d’asilo continua a fondarsi su una valutazione riduttiva dei rischi e sul principio secondo cui gli allontanamenti verso l’Iran restano in linea generale esigibili. Tuttavia, l’esecuzione di questi allontanamenti appare spesso difficile, se non impossibile, il che comporta sospensioni caso per caso e ammissioni provvisorie.Ne risulta una preoccupante discrepanza tra le constatazioni del Consiglio federale sulla situazione in Iran e le conseguenze concrete della sua politica d’asilo, come pure un’incertezza giuridica per le persone coinvolte.In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:Come giustifica il fatto di continuare a considerare esigibili gli allontanamenti verso l’Iran nonostante la loro esecuzione venga regolarmente sospesa a causa dei rischi e degli ostacoli constatati?Ritiene davvero che sospensioni concesse caso per caso costituiscano una risposta adeguata a una situazione di repressione sistemica, o riconosce la necessità di una misura più chiara e coerente?È disposto a porre fine a questo approccio, che esso stesso qualifica come prudente ma che appare incoerente, sospendendo formalmente gli allontanamenti verso l’Iran o adeguando in maniera significativa la sua prassi in materia d’asilo?

Stellungnahme des Bundesrates

Dal 3 marzo 2026, a causa della guerra in Iran e in risposta agli eventi verificatisi in questo Paese, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha sospeso fino a nuovo ordine l’attività decisionale relativa alle domande di asilo presentate da cittadini iraniani e ha invitato i Cantoni a non eseguire più allontanamenti verso l’Iran.Questa decisione è stata presa in particolare perché l’instabilità della situazione in materia di sicurezza, la mancanza di informazioni e i continui attacchi militari non consentono di valutare in maniera attendibile né i bisogni individuali di protezione secondo il diritto in materia di rifugiati né l’esigibilità dell’esecuzione degli allontanamenti.La sospensione dell’esecuzione degli allontanamenti costituisce una misura cautelare temporanea. Garantisce che non vengano eseguiti rimpatri fintanto che non può essere escluso con certezza il rischio di un pericolo concreto legato all’assenza di informazioni e ai combattimenti.Queste due misure, ovvero la sospensione dell’attività decisionale e dell’esecuzione degli allontanamenti, consentono di reagire rapidamente alle mutevoli circostanze e costituiscono una risposta conforme al diritto e flessibile agli sviluppi dinamici nei Paesi d’origine. Misure più a lungo termine, come la modifica della prassi d’asilo e d’allontanamento, dipendono dall’evoluzione della situazione. Richiedono un’analisi della situazione più stabile e attendibile di quella attualmente possibile per l’Iran.La SEM continua a osservare con grande attenzione l’evolversi della situazione. Non appena quest’ultima si sarà stabilizzata e sarà possibile una valutazione più fondata, riesaminerà la prassi d’asilo e d’allontanamento finora applicata per l’lran e, se necessario, l’adeguerà.

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