26.3451 · Interpellanza · 2026-03-20
Dipartimento delle Finanze
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Secondo la quinta misura del piano d’azione per l’attuazione della Strategia Biodiversità Svizzera (fase 2), entro il 2030 almeno il 30 per cento degli spazi verdi di proprietà della Confederazione o sotto la sua diretta influenza dovranno essere gestiti in modo seminaturale rispettando l’ecosistema.
In risposta alla domanda 25.7974, posta dalla sottoscritta, il Consiglio federale elenca vari servizi federali incaricati della gestione di tali spazi, adducendo al contempo che finora sono stati perseguiti approcci diversi per la loro classificazione. Inoltre, i servizi competenti starebbero provvedendo a colmare lacune esistenti nell’inventario degli spazi verdi. Secondo il Consiglio federale, pertanto, al momento non sarebbe possibile fornire indicazioni attendibili su quanto sia elevata la quota di spazi verdi gestiti già oggi in modo seminaturale.
In alcuni casi, la progettazione di questi spazi prossima allo stato naturale sarebbe attestata da marchi specifici, come ad esempio nel caso delle aree dei campus di competenza del Consiglio dei politecnici, certificate dalla fondazione «Natur und Landschaft».
A questo riguardo invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. In che modo il Consiglio federale può impegnarsi a gestire almeno il 30 per cento degli spazi della Confederazione in modo seminaturale, senza essere in possesso di dati effettivi sugli spazi di sua proprietà?
2. Cosa s’intende concretamente per «approcci diversi» in relazione alla classificazione degli spazi?
3. Per quale motivo non è stata adottata una classificazione uniforme? Quali azioni intraprende in merito il Consiglio federale ed entro quale termine?
4. Quale approccio adotta il Consiglio federale nel tentativo di coordinare il rilevamento e la classificazione degli spazi verdi gestiti in modo seminaturale?
5. Si tiene uno scambio interdipartimentale su questa tematica che preveda linee d’azione, strategie e obiettivi comuni? In sua assenza, quali ragioni lo impediscono?
6. Quanto efficiente ed efficace è la presenza di diversi modi di procedere dei singoli uffici interessati rispetto all’adozione di un approccio comune?
7. La Confederazione collabora con la fondazione «Natur und Landschaft» per certificare i propri spazi tramite marchi specifici – con quali altre fondazioni collabora in tal senso?
Stellungnahme des Bundesrates
Ad domanda 1: gli spazi verdi di proprietà della Confederazione sono noti. I dati giuridicamente vincolanti sulle superfici provengono dalla misurazione ufficiale e sono registrati nei sistemi d’informazione geografica. L’obiettivo del 30 per cento si fonda sugli impegni internazionali stabiliti nel Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal adottato il 19 dicembre 2022 in occasione della 15a Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica. L’intento è migliorare gli ecosistemi e, di conseguenza, le prestazioni che la natura fornisce all’essere umano. Ad domanda 2: per identificare la quota di spazi verdi nei rispettivi ambiti di competenza, tutti gli uffici federali interessati utilizzano dati di misurazione pubblici. Nel concreto, si basano sulle informazioni relative alla copertura del suolo secondo il modello di dati della misurazione ufficiale 2001 «Confederazione» (MD.01-MU-CH) e sull’ordinanza del 18 novembre 2001 sulla misurazione ufficiale (RS 211.432.2). Le categorie di copertura del suolo consentono, ad esempio, di distinguere tra giardini (ad es. tappeti verdi, parchi, giardini con boschetti), campi/prati/pascoli, torbiere e boschi. Inoltre, diversi servizi federali utilizzano ulteriori classificazioni, determinate dalla gestione degli spazi verdi di cui sono responsabili e dai mandati loro affidati. Ad esempio, l’Ufficio federale delle strade necessita, per la manutenzione corrente delle strade nazionali, di classificazioni basate sui criteri di indennizzo per la gestione e la cura degli spazi. Tuttavia, le classificazioni finora adottate non consentono di stabilire chiaramente in tutti i casi se gli spazi siano gestiti in modo seminaturale. Un tappeto verde, ad esempio, non è di per sé gestito in modo seminaturale. Lo è solo se soddisfa determinati requisiti. Ad domanda 3: come sopra indicato, la classificazione degli spazi si basa sulla loro gestione, in funzione dei compiti dei singoli servizi federali. Finora non era stata effettuata una classificazione uniforme degli spazi verdi gestiti in modo seminaturale, poiché mancava un obiettivo a livello federale in questo senso. La situazione è cambiata con l’adozione della quinta misura del piano d’azione per l’attuazione della Strategia Biodiversità Svizzera (fase 2). Infatti, un gruppo di lavoro composto da rappresentanti di tutti i servizi federali interessati sta definendo un approccio coordinato. Ad domande 4 e 5: tale gruppo di lavoro è diretto dall’UFAM. In collaborazione con i servizi federali interessati è stato fatto un primo bilancio degli approcci adottati finora e si sta lavorando allo sviluppo di un approccio metodologico comune per il rilevamento degli spazi verdi gestiti in modo seminaturale. A tal fine, verranno definiti attributi uniformi per descrivere gli spazi e le modalità di gestione. Esistono vari strumenti che forniscono un orientamento, come i criteri della fondazione «Natura&Economia» per la certificazione di aree progettate in modo seminaturale o la classificazione degli ambienti naturali TypoCH di Info Flora. Un primo rapporto coordinato sullo stato di attuazione e sul raggiungimento dell’obiettivo del 30 per cento è previsto per la seconda metà del 2028. Ad domanda 6: le classificazioni utilizzate si sono sviluppate nel tempo e riflettono i diversi mandati nonché i portafogli immobiliari e infrastrutturali dei servizi federali. Anche la gestione di spazi quali le aree edilizie, i corridoi faunistici sulle strade nazionali, le piazze di tiro e i centri di ricerca richiederà in futuro classificazioni differenziate. L’approccio coordinato (v. risposte alle domande 3, 4 e 5) garantirà una metodologia comune per la classificazione degli spazi gestiti in modo seminaturale. Ad domanda 7: finora i campus di competenza del Consiglio dei politecnici e le aree di alcuni centri logistici dell’esercito sono certificati dalla fondazione «Natura&Economia». Inoltre, la progettazione seminaturale degli spazi circostanti costituisce un criterio nell’ambito della certificazione secondo lo Standard Costruzione Sostenibile Svizzera, con cui sono stati premiati diversi edifici della Confederazione a uso civile. Tuttavia non si prevede di fare certificare la progettazione seminaturale di tutti gli spazi verdi selezionati a questo scopo, poiché non in tutti i casi il valore aggiuntivo che ne deriverebbe giustifica la spesa maggiore.