A che punto è il Consiglio federale per quanto riguarda il divieto di residui di pesticidi vietati in Svizzera nelle derrate alimentari importate?
26.3455 · Interpellanza · 2026-03-20
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Come ricordato in una recente indagine della RTS, nel 2021 il 35 per cento delle derrate alimentari provenienti da Paesi che non fanno parte dell’UE presentava residui di pesticidi vietati in Svizzera. Già diversi anni fa, il Parlamento aveva reagito a questa situazione accogliendo la mozione Badertscher 20.3835.
L’attualità ci richiama tuttavia con forza l’urgenza di adottare misure. In primo luogo, i dibattiti sull’accordo di libero scambio con il MERCOSUR e, in secondo luogo, la decisione adottata lo scorso 7 gennaio dalla Francia di sospendere l’importazione di ortaggi contenenti residui di pesticidi vietati. Tra questi residui figura in particolare il glufosinato, un erbicida per il quale sono previste in Svizzera tolleranze all’importazione per 17 diversi tipi di frutta.
I residui di pesticidi vietati in Svizzera mettono in pericolo la nostra salute, in particolare attraverso l’accumulo di più pesticidi («effetto cocktail»). Sono inoltre ingiusti per le contadine e i contadini svizzeri esposti a una situazione di concorrenza sleale e pericolosi per le agricoltrici e gli agricoltori che lavorano con questi prodotti nei Paesi esportatori.
Poniamo quindi le seguenti domande al Consiglio federale:
A che punto è l’adempimento della mozione Badertscher? Quale termine può indicare per la piena applicazione della decisione del Parlamento?
La Francia ha deciso di sospendere l’importazione di numerosi frutti contenenti residui di pesticidi, come il glufosinato. Perché la Svizzera continua ad autorizzarne l’importazione?
È risaputo che i rischi per la salute aumentano con l’accumulo di più pesticidi. Tuttavia, in Svizzera i limiti sono fissati singolarmente per ciascun pesticida. In che modo il Consiglio federale misura i rischi dell’«effetto cocktail»?
Stellungnahme des Bundesrates
1. I livelli massimi per i residui nelle derrate alimentari importate vengono regolarmente adeguati allo stato più recente delle conoscenze e devono essere innocui per la salute. Le richieste della mozione 20.3835 Badertscher «Nessun residuo nocivo di prodotti fitosanitari vietati nelle derrate alimentari importate» sono prese in considerazione in ogni revisione dell’ordinanza del DFI concernente i livelli massimi per i residui di antiparassitari nei o sui prodotti di origine vegetale e animale (OAOVA; RS 817.021.23).
L’attuazione di queste richieste avviene nell’ambito di un processo continuo e non si esaurisce con una singola normativa. Da quando è stata accolta la mozione Badertscher, la OAOVA è stata quindi modificata più volte. Nel corso di questo processo, centinaia di tolleranze all’importazione relative a prodotti fitosanitari non omologati sono state rese notevolmente più severe. Nell’adempimento della mozione occorre tenere conto degli obblighi internazionali per non compromettere inutilmente il commercio di derrate alimentari con l’estero. 2. Nell’attuale revisione dell’OAOVA è prevista la definizione di livelli massimi più restrittivi per i residui di glufosinato nelle derrate alimentari importate, nella misura in cui ciò risulti opportuno alla luce delle nuove conoscenze scientifiche. L’ordinanza rivista entrerà in vigore ancora quest’anno e limiterà tali residui a partire dal primo trimestre del 2027. L’approccio adottato, con restrizioni all’importazione di derrate alimentari, è quindi altrettanto rigoroso di quello già applicato in Francia. 3. Per quanto riguarda i metodi di valutazione utilizzati per stabilire i livelli massimi per i residui, la Svizzera si allinea all’UE e segue con grande attenzione gli sviluppi internazionali in merito alla valutazione degli «effetti cocktail». Secondo le prime conclusioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, l’esposizione combinata ai residui di prodotti fitosanitari non rappresenta un rischio rilevante per la salute. Non appena l’UE avrà pubblicato la metodologia di valutazione degli «effetti cocktail», la Svizzera esaminerà la propria valutazione del rischio relativa ai residui di prodotti fitosanitari e, se necessario, la adeguerà di conseguenza.