La vergogna dei "safari umani" durante l'assedio di Sarajevo. Sono coinvolti anche cittadini svizzeri?
26.3469 · Interpellanza · 2026-03-20
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Lo scorso mese di novembre la Procura di Milano ha formalmente aperto un'inchiesta sulla base di un esposto dello scrittore Ezio Gavazzeni, che ha raccolto testimonianze secondo cui negli anni tra il 1992 e il 1995 sarebbe esistito un sistema organizzato durante l’assedio di Sarajevo, tramite il quale cittadini stranieri, dietro il pagamento di somme di denaro molto elevate, venivano accompagnati sulle colline controllate dalle forze serbo-bosniache per sparare deliberatamente contro civili inermi, nell’ambito di veri e propri “safari umani”, con tanto di tariffario della morte che prevedeva prezzi differenti a seconda del bersaglio, bambini compresi. Tra quei "cecchini del weekend" – o "turisti della guerra" come sono nel frattempo stati definiti dai media italiani –, vi sarebbero stati anche cittadini svizzeri.
Se ciò fosse vero, è importante che anche nel nostro Paese sia tenuta alta l'attenzione nei confronti di coloro i quali parteciparono a un tale orrore, ritenuto che oggi dovrebbero avere tra i 60 e gli 80 anni e i reati non essere prescritti (art. 101 cpv. 1 lett. b e c del Codice penale svizzero, CP), visto che si tratterebbe di crimini di guerra (art. 264b e segg., in particolare 264c cpv. 1 lett. a e cpv. 2 CP) e contro l'umanità (264a cpv. 1 lett. a CP).
A tal fine, si chiede dunque anche al Consiglio federale:
Può confermare che dopo l'apertura dell'inchiesta della Procura di Milano, vi è stata una richiesta di assistenza giudiziaria anche nei confronti della Svizzera? (Sui media internazionali si parla dell'apertura di «canali investigativi anche in Francia, Svizzera e Belgio».)
Oltre all'agire che fosse richiesto da una domanda come quella di cui al punto precedente (assistenza giudiziaria internazionale), le autorità di perseguimento penale svizzere (federali o cantonali) si sono pure già attivate sulla base degli indizi di reato emersi negli scorsi mesi?
L’eventuale presenza di cittadini stranieri – per quanto ci concerne: svizzeri – sulle colline di Sarajevo durante gli anni della guerra di Bosnia era conosciuta ai nostri Servizi d'informazione come, in base a una testimonianza raccolta da chi ha fatto la denuncia in Italia, pare lo fosse quella di cittadini italiani ai Servizi segreti militari italiani? Se sì, cosa fu fatto per stroncare e perseguire una simile pratica ignobile e inumana?
Stellungnahme des Bundesrates
L’Ufficio federale di giustizia, competente in materia, non ha ricevuto dall’Italia alcuna domanda d’assistenza giudiziaria relativa al caso in questione.
Al momento non si ha notizia del coinvolgimento di cittadini svizzeri o di procedimenti nei loro confronti. Il Ministero pubblico della Confederazione è in contatto con le autorità di perseguimento penale italiane. Se queste ultime dovessero richiedere sostegno alla Svizzera, le autorità di perseguimento penale svizzere esaminerebbero la domanda e avvierebbero le pertinenti indagini o sosterrebbero le autorità italiane nell’ambito dell’assistenza giudiziaria.
L’allora Polizia federale era al corrente di sospetti in merito, che sono stati esaminati assieme alle polizie cantonali e al Corpo delle guardie di confine. Tuttavia non sono stati identificati casi concreti e, in particolare, non sono stati rilevati indizi di un sistema di «mercenariato organizzato».