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26.3481 · Interpellanza · 2026-03-20

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Se vuole procurarsi una contraccezione d’emergenza (CE), una donna deve recarsi in farmacia per sottoporsi a un colloquio. Le farmaciste e i farmacisti sono infatti tenuti a seguire un protocollo di dispensazione standard che prevede più tappe: la consultazione in una stanza separata e, soprattutto, la compilazione di un questionario molto dettagliato.

Questo meccanismo di gatekeeping, apparentemente nell’interesse della donna, non ha una funzione terapeutica, bensì di controllo, caratterizzato da asimmetria di potere e dipendenza. Si tratta di una distorsione del principio del consenso informato. Va ricordato che la CE è un medicamento che non presenta praticamente effetti collaterali e ha pochissime controindicazioni.

In molti Paesi, è acquistabile senza prescrizione medica. La sua dispensazione può inoltre essere paragonata a quella del Viagra. Per quest’ultimo non è però previsto alcun questionario obbligatorio, sebbene presenti effetti collaterali ben più rilevanti e la legge richieda un’anamnesi e la decisione di dispensazione da parte del o della farmacista.

Inoltre, la CE è ammessa per tutte le donne, indipendentemente dall’età. Il protocollo di dispensazione prevede tuttavia un’età minima di 16 anni, al di sotto della quale deve essere valutata la capacità di discernimento. Secondo i tribunali, però, nell’ambito medico la capacità di discernimento può essere presunta a partire dai 12 o 13 anni.

Insomma, ci sono troppe barriere per un medicamento per il quale il fattore tempo è estremamente importante (72 ore).

In considerazione di tutti questi elementi, pongo le seguenti domande al Consiglio federale:

  1. Per quali motivi di protezione della salute e su quali basi legali giustifica un accesso così restrittivo alla CE? L’assunzione della CE non rientra forse nella responsabilità personale?

  2. Non ritiene più opportuno obbligare le farmaciste e i farmacisti a fornire i necessari consigli di prevenzione e a proporre un colloquio di consulenza che garantisca la massima discrezione, invece di imporre queste barriere?

  3. In che modo si assicura dell’effettiva applicazione del diritto di accesso alla CE e quali misure propone per evitare che l’accesso sia ostacolato a causa delle esitazioni a intraprendere questo percorso, percepito come stigmatizzante?

  4. Qual è la sua posizione in merito alla capacità di discernimento innalzata artificialmente a 16 anni nel protocollo di dispensazione della CE?

Stellungnahme des Bundesrates

1.–2. La legge sugli agenti terapeutici (LATer; RS 812.21) e l’ordinanza sui medicamenti (OM; RS 812.212.21) stabiliscono i requisiti per la dispensazione di medicamenti e i criteri per la classificazione dei medicamenti nelle diverse categorie di dispensazione. Come già sottolineato nella risposta all’interpellanza Funiciello 23.4107 «Accesso alla contraccezione d’emergenza» e nel parere in risposta alla mozione Gredig 24.4238 «Semplificare l’accesso alla contraccezione d’emergenza», i contraccettivi d’emergenza sono medicamenti altamente efficaci che possono provocare importanti effetti collaterali e interagire con numerosi altri medicamenti. Sebbene in base al loro profilo di rischio siano medicamenti soggetti a prescrizione medica, i contraccettivi d’emergenza possono essere dispensati dalle farmaciste e dai farmacisti in assenza di prescrizione medica dopo un colloquio di consulenza specialistica. Il Consiglio federale considera importante l’autodeterminazione riproduttiva quale diritto umano fondamentale di decidere liberamente in merito al proprio corpo, alla contraccezione, alla gravidanza e alla pianificazione familiare senza costrizione, discriminazione o violenza. Per motivi di sicurezza delle utilizzatrici, è tuttavia indispensabile che prima dell’uso dei contraccettivi d’emergenza avvenga un colloquio di consulenza con una persona qualificata (in particolare un medico, una farmacista o un farmacista). Occorre trovare un equilibrio tra l’autodeterminazione dell’utilizzatrice e la comunicazione di informazioni per la protezione della salute. Il colloquio di consulenza, svolto mantenendo la discrezione, deve in particolare informare le utilizzatrici su come comportarsi in caso di effetti collaterali o complicazioni gravi e assicurare che venga dispensato il contraccettivo d’emergenza più idoneo. 3. Nella sua risposta all’interpellanza Funiciello 23.4107, il Consiglio federale aveva prospettato di affrontare l’argomento dell’accesso ai contraccettivi d’emergenza con le autorità di esecuzione competenti, illustrando anche vantaggi e svantaggi della vendita libera. Il 2 settembre 2024 si è quindi svolto un incontro fra l’Ufficio federale della sanità pubblica, Swissmedic e i medici e i farmacisti cantonali. I partecipanti sono giunti alla conclusione di affidare la revisione del protocollo per la consegna del contraccettivo orale d’emergenza alla Società svizzera dei farmacisti (pharmaSuisse), in collaborazione con il Gruppo interdisciplinare d’esperte ed esperti per la contraccezione d’emergenza (IENK). Inoltre, è stata considerata auspicabile un’applicazione che consenta di fornire le informazioni sensibili in modo discreto prima di un colloquio in farmacia. La maggioranza dei partecipanti all’incontro si è espressa criticamente in merito alla riclassificazione dei contraccettivi d’emergenza nella categoria di dispensazione D anziché B proposta nell’interpellanza Funiciello 23.4107. Le misure proposte dal gruppo di esperte ed esperti il 2 settembre 2024 sono state discusse in modo approfondito con pharmaSuisse e IENK il 1° luglio 2025 e al momento sono in corso di attuazione. Per esempio, in futuro la parte relativa all’anamnesi del protocollo per la consegna potrà essere compilata (preventivamente) in autonomia dalla cliente, in modo da garantire una maggiore discrezione e privacy. 4. La capacità di discernimento è un presupposto fondamentale per poter dispensare un medicamento all’utilizzatrice. L’età esatta alla quale inizia la capacità di discernimento non è espressamente definita dalla legge, ma deve essere valutata caso per caso e considerando la situazione concreta. La dispensazione di contraccettivi d’emergenza è disciplinata da linee guida (p. es. la scheda informativa sulla contraccezione d’emergenza per le adolescenti di pharmaSuisse: www.salute-sessuale.ch > Nostre attività > Attività di rete > IENK - Gruppo interdisciplinare d’esperte ed esperti per la contraccezione d’emergenza, disponibile in tedesco e francese), prese come riferimento per quanto riguarda il rispetto dei doveri professionali e di diligenza. Secondo queste linee guida, la cui legittimità può essere valutata in via definitiva nel singolo caso soltanto da un tribunale, la dispensazione di contraccettivi d’emergenza a persone di età inferiore ai 16 anni è senz’altro possibile e consentita, purché siano soddisfatti i relativi requisiti e la capacità di discernimento sia esaminata e documentata per le persone di età compresa fra i 12 e i 16 anni.