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26.3606 · Mozione · 2026-06-10

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Depositato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi legali, in particolare la legge sul controllo dei beni a duplice impiego (LBDI) e l’ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego (OBDI), in modo tale che anche la fornitura di infrastrutture e servizi digitali – in particolare infrastrutture cloud (IaaS), servizi di piattaforma (PaaS), servizi applicativi cloud (SaaS) e l’accesso remoto – siano soggetti a un obbligo di autorizzazione o di dichiarazione qualora sussista un rischio concreto di impiego militare o per finalità rilevanti sotto il profilo della sicurezza.

A tal fine occorre assicurare che:

  1. la distinzione attualmente in vigore tra esportazione fisica e fornitura digitale di tecnologie rilevanti sotto il profilo della sicurezza venga riesaminata e adeguata, e che le lacune esistenti vengano colmate;

  2. le autorità competenti dispongano di strumenti adeguati per registrare e controllare in modo efficace e indipendentemente dalla tecnologia utilizzata i trasferimenti immateriali di tecnologia, nonché le future forme di servizi digitali;

  3. la Svizzera sfrutti attivamente il proprio margine di manovra nell’ambito dell’Accordo di Wassenaar e lo ampli.

Begründung

Il Consiglio federale afferma nell’interpellanza 25.4530 che le infrastrutture cloud «IaaS», «PaaS» e «SaaS» non costituiscono esportazioni ai sensi della LBDI e non sono soggette ad autorizzazione. Allo stesso tempo, non vi sono meccanismi di controllo specifici per tali servizi, a meno che non siano coinvolti software esplicitamente elencati.Questa situazione giuridica consente l’accesso dalla Svizzera a infrastrutture digitali potenzialmente rilevanti sotto il profilo della sicurezza, senza che venga effettuato un controllo sistematico ai sensi della legislazione sul controllo delle esportazioni. Data la crescente importanza delle tecnologie digitali in ambito militare e dei servizi di intelligence, un approccio incentrato principalmente sui beni materiali è giunto al suo limite e non è più al passo con i tempi.La prassi attuale, secondo cui i controlli vengono effettuati solo in casi specifici e in presenza di indizi concreti, non è sufficiente a prevenire gli abusi. Dato il rapido sviluppo tecnologico, ad esempio nel campo dei nuovi modelli «as a service», è inoltre necessario un approccio aperto alle diverse tecnologie, così da evitare future lacune.