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26.3639 · Mozione · 2026-06-15

Dipartimento di giustizia e polizia

Depositato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una revisione globale del diritto in materia di asilo e stranieri, fondata su un cambiamento fondamentale di paradigma: la politica d’asilo deve essere orientata in modo coerente alla protezione temporanea. L’obiettivo è ridurre in modo sostanziale gli incentivi alla presentazione di domande abusive, senza impedire alle persone bisognose di protezione di accedere alla procedura d’asilo. Il progetto dovrà disciplinare, quale pacchetto complessivo coerente, i settori giuridici rilevanti: statuto di protezione e procedura, prestazioni sociali, ricongiungimento familiare, esecuzione e ritorno, nonché diplomazia migratoria, prendendo come riferimento misure di comprovata efficacia adottate da Stati europei, in particolare dalla Danimarca, ma anche da altri Paesi con esperienze comparabili.

Begründung

Nel 2025 la Svizzera ha registrato 25 781 domande d’asilo, mentre la Danimarca, con gli stessi obblighi internazionali e una forza economica comparabile, ne ha contate appena 1959 – pro capite quasi dieci volte meno. Non è sempre stato così: nel 2015, al culmine della crisi dei rifugiati, il Paese scandinavo registrava ancora 21 316 domande. Da allora, rispetto alla Svizzera, il numero è drasticamente diminuito, in conseguenza di un sistematico cambiamento di paradigma.Questo calo non è il risultato di una singola misura, ma per l’appunto di un cambiamento di paradigma: in Danimarca la protezione è in linea di massima temporanea e l’obiettivo principale non è l’integrazione ma il ritorno. La politica d’asilo è stata impostata in quest’ottica in tutti i settori, creando così un effetto complessivo coerente. Negli ultimi anni il Consiglio federale e il Parlamento hanno discusso numerose misure su procedura, esecuzione, prestazioni sociali e ricongiungimento familiare. Molte vanno nella giusta direzione, ma adeguamenti isolati restano spesso senza effetto in un sistema complesso. Anche in Svizzera è necessario un fondamentale cambiamento di paradigma, che non deve puntare a limitare in maniera generalizzata il diritto d’asilo – ogni persona ha il diritto di presentare una domanda d’asilo – ma a dissuadere dal presentare domande abusive, analogamente a quanto avviene in Danimarca, e a eseguire in maniera più sistematica gli allontanamenti.Questo cambio di rotta farà diminuire il numero delle domande, sgravando in particolare i Cantoni e i Comuni, ormai al limite sul piano finanziario, infrastrutturale e del personale. La revisione globale del diritto in materia di asilo e stranieri dovrebbe mirare in particolare a orientare la protezione al principio della temporaneità, con un’accoglienza provvisoria, verifiche regolari dello statuto e procedure sistematiche di revoca in caso di miglioramento della situazione nel Paese di origine. Occorre inoltre ampliare gli elenchi dei Paesi di origine e terzi sicuri, ridurre i termini di ricorso al minimo imposto dal diritto internazionale e far rispettare in maniera rigorosa gli obblighi di collaborare. Come in Danimarca, vanno sanciti nella legge requisiti severi in materia di ricongiungimento familiare: completa indipendenza dall’aiuto sociale, elevate competenze linguistiche e norme chiare in materia di alloggio. Per quanto riguarda le prestazioni sociali, l’aiuto sociale e le prestazioni in natura per i richiedenti l’asilo vanno armonizzati a livello svizzero al minimo esistenziale costituzionale. Nell’ambito del ritorno e dell’esecuzione occorre creare centri di partenza centralizzati, ricorrere sistematicamente alla carcerazione in vista di rinvio coatto e impiegare la politica dei visti quale leva nei confronti dei Paesi di origine non cooperativi.Mantenendo l’attuale livello in materia di domande d’asilo e di esecuzione, la Svizzera rischierebbe di compromettere l’accettazione sociale di una politica migratoria aperta nel suo complesso, anche per quanto riguarda il reclutamento di personale qualificato, importante per la nostra economia.La Svizzera deve pertanto incentrare la sua politica d’asilo sulla protezione temporanea. La Danimarca dimostra che una politica di questo tipo è compatibile con la Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e gli Accordi bilaterali.La Danimarca deve servire da ispirazione, non da modello assoluto. Il Consiglio federale dovrà analizzare in maniera approfondita le politiche adottate in Europa, considerando, oltre alla Danimarca, anche i modelli di migliori prassi di altri Stati europei.

Protezione sì, ma temporanea. Cambiamento di paradigma nella politica d'asilo svizzera sul modello danese | Lexipedia | Lexipedia