26.3812 · Mozione · 2026-06-18
Dipartimento delle Finanze
Depositato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi legali e/o regolamentari in modo da consentire al personale dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) soggetto al regime transitorio, come disciplinato nell’ordinanza del 20 febbraio 2013 concernente il pensionamento in particolari categorie di personale (OPPCPers; RS 172.220.111.35), di proseguire su base volontaria la propria attività dopo il compimento dei 60 anni, purché siano soddisfatte le condizioni richieste concernenti la salute e le competenze professionali.
Begründung
Nei prossimi cinque anni, l’effettivo del personale presso l’UDSC diminuirà presumibilmente del 34 per cento. Secondo le previsioni, il personale in uscita non potrà essere compensato con nuove assunzioni. Per l’UDSC questa situazione costituisce una sfida importante nell’ambito strategico del personale, che va ad aggiungersi alle crescenti esigenze generate dal processo di trasformazione e digitalizzazione in corso.
Al fine di garantire il corretto svolgimento dei compiti di questo importante Ufficio, sarebbe tuttavia possibile attingere a una riserva di personale che potrebbe senz’altro essere mobilitata, ovviamente su base volontaria. Si tratta del personale dell’ex Corpo delle guardie di confine, che però, secondo il regime transitorio sancito negli articoli 2 lettera b e 9a OPPCPers, non può proseguire volontariamente la propria attività oltre i 60 anni.
Non si capisce perché questi collaboratori esperti, che vantano un’esperienza pluriennale e preziose competenze specialistiche, debbano andare in pensione controvoglia pur essendo ancora idonei al lavoro e disponibili a proseguire la loro attività. Questo è controproducente sia per i collaboratori sia per il datore di lavoro, che potrebbe continuare a beneficiare della loro esperienza e delle loro competenze.
A 60 anni, le condizioni fisiche e mentali differiscono da persona a persona. La forma fisica e la capacità lavorativa individuali dipendono da tanti fattori. Se un collaboratore desidera continuare a lavorare e se soddisfa i requisiti in termini di salute e qualifiche professionali, bisognerebbe prendere in considerazione tale possibilità e, laddove opportuno, concederla.
Una maggiore flessibilità riguardo all’età di pensionamento (da 60 a 65 anni) andrebbe a vantaggio sia del datore di lavoro sia dei collaboratori che vorrebbero proseguire la loro attività.