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26.3852 · Mozione · 2026-06-18

Dipartimento delle Finanze

Depositato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adeguare legge e Costituzione in modo che, in futuro, la Banca nazionale Svizzera (BNS) debba mirare a detenere un capitale proprio compreso tra il 10 e il 15 per cento. In tal modo non dovrà costituire ulteriore capitale proprio e potrà distribuire una quota maggiore degli utili. La parte del capitale proprio che supera il valore target superiore del 15 per cento deve essere versata alla Confederazione sotto forma di distribuzione eccezionale una tantum. I mezzi supplementari a disposizione della Confederazione devono confluire in un fondo che permetta di contrarre debiti e destinato al finanziamento di una politica di sicurezza integrale, con una durata di almeno dieci anni.

Per utilizzare i mezzi del fondo occorre definire le seguenti priorità: colmare la lacuna creatasi in relazione al finanziamento delle spese per l’esercito in seguito alla decisione del Parlamento di fissarne l’obiettivo di crescita all’1 per cento del PIL; attribuire internamente un ordine di priorità per gli acquisti, compresi piani di rinuncia per l’esercito, sulla base dell’analisi delle minacce elaborata nella strategia in materia di politica di sicurezza 2026; mettere a disposizione mezzi per effettuare gli investimenti necessari nell’ambito civile della sicurezza; predisporre mezzi per garantire una quota di aiuto pubblico allo sviluppo (APS) pari ad almeno lo 0,7 per cento del reddito nazionale lordo (RNL); accelerare le cooperazioni in materia di politica di sicurezza con i partner europei ed effettuare almeno il 90 per cento del volume degli acquisti di armamenti in Stati europei.

Begründung

La politica di sicurezza deve essere concepita in modo più ampio. È pertanto imperativo tener conto della cooperazione internazionale. La Svizzera deve finalmente raggiungere l’obiettivo di una quota APS dello 0,7 per cento del RNL sancito negli accordi internazionali.

Il capitale proprio della BNS è costituito principalmente da utili non distribuiti e a fine 2025 ammontava a 166,5 miliardi, ossia al 18,6 per cento. Una quota di capitale proprio del 10–15 per cento è tuttavia sufficientemente elevata (una banca centrale potrebbe operare persino con un capitale proprio negativo). Se non occorre costituire ulteriore capitale proprio, è realistico prevedere la possibilità di una distribuzione annua degli utili pari a 9–12 miliardi, di cui 3–4 miliardi a favore della Confederazione. La distribuzione massima convenuta attualmente è pari a 2 miliardi; l’importo eccedente deve confluire in un fondo (1–2 mia.), fintantoché questo esisterà, così come avviene nel caso della distribuzione straordinaria una tantum a favore della Confederazione (stato fine 2025: 3,6 % o ca. 32 mia.). Quanto precede deve essere disciplinato nella Costituzione in una disposizione transitoria, poiché altrimenti ai Cantoni spetterebbero almeno i 2/3 della distribuzione degli utili. In futuro, grazie alla definizione dell’obiettivo relativo al capitale proprio a livello costituzionale, anche i Cantoni riceveranno una quota maggiore.

Utilizzare la distribuzione degli utili e la distribuzione eccezionale della BNS per finanziare una politica di sicurezza integrale | Lexipedia | Lexipedia