26.3952 · Mozione · 2026-06-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Depositato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una revisione globale del diritto in materia di asilo e stranieri, fondata su un cambiamento fondamentale di paradigma: la politica d’asilo deve essere orientata in modo coerente alla protezione temporanea. L’obiettivo è ridurre in modo sostanziale gli incentivi alla presentazione di domande abusive, senza impedire alle persone bisognose di protezione di accedere alla procedura d’asilo. Il progetto dovrà disciplinare, quale pacchetto complessivo coerente, i settori giuridici rilevanti: statuto di protezione e procedure, prestazioni sociali, ricongiungimento familiare, esecuzione e ritorno, nonché diplomazia migratoria. Quale riferimento dovranno servire misure di comprovata efficacia adottate da Stati europei, in particolare dalla Danimarca, ma anche da altri Paesi con esperienze comparabili.
Begründung
Nel 2025 la Svizzera ha registrato 25’781 domande d’asilo, mentre la Danimarca, con obblighi internazionali comparabili, ne ha contate solo 1’959. Nel 2015, la Danimarca registrava ancora oltre 21’000 domande. Il forte calo non è il risultato di una singola misura, ma di un cambiamento di paradigma: la protezione è anzitutto temporanea e l’obiettivo principale non è l’integrazione duratura, bensì il ritorno quando la situazione nel Paese d’origine lo consente.
Anche in Svizzera sono state discusse numerose misure su procedure, esecuzione, prestazioni sociali e ricongiungimento familiare. Adeguamenti isolati restano però insufficienti in un sistema complesso. Occorre quindi una revisione coerente del diritto in materia di asilo e stranieri, senza limitare il diritto di ogni persona a presentare una domanda, ma riducendo in modo sostanziale l’attrattiva delle domande abusive, rafforzando e velocizzando l’esecuzione.
La revisione dovrà orientare la protezione al principio della temporaneità, prevedendo verifiche regolari dello statuto, procedure di revoca in caso di miglioramento nel Paese d’origine, liste più ampie di Stati sicuri, termini di ricorso ridotti al minimo imposto dal diritto internazionale e obblighi di collaborazione più vincolanti. Dovranno inoltre essere fissate condizioni più rigorose per il ricongiungimento familiare, uniformate le prestazioni sociali al minimo esistenziale costituzionale e rafforzati ritorno, centri di partenza, carcerazione amministrativa e leva della politica dei visti.