26.3960 · Postulato · 2026-06-19
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Depositato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di valutare la possibilità di semplificare la regolamentazione delle professioni e di renderla più coerente per sfruttare meglio il potenziale di manodopera grazie a una maggiore mobilità del personale e a un riconoscimento più agevole delle qualifiche professionali conseguite all’estero.
Begründung
Uno studio di Ecoplan del 2025, commissionato dalla SEFRI, dimostra che in Svizzera oltre 160 professioni sono regolamentate, la maggior parte a livello cantonale o comunale, anche se per circa 50 vigono normative diverse a seconda del Cantone. Ciò ostacola la mobilità intercantonale dei lavoratori qualificati e crea inutili ostacoli al riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite all’estero, proprio in un periodo segnato da una forte domanda di manodopera qualificata. Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale dovrebbe valutare se esistono margini per semplificare e rendere più coerente la regolamentazione delle professioni e, di conseguenza, anche il riconoscimento dei titoli professionali, con l’obiettivo di sfruttare meglio il potenziale di manodopera delle persone che vivono nel nostro Paese. Oltre alle normative statali a tutti i livelli federali, occorre tenere conto anche degli effetti degli accordi di diritto privato, come gli accordi settoriali o i contratti collettivi di lavoro (CCL), e dei rispettivi requisiti. Studi dell’OCSE (p. es. Competition and regulation in professions and occupations) dimostrano che in molti Paesi il livello di regolamentazione delle professioni è aumentato. Regolamentazioni troppo dettagliate ostacolano l’accesso al mercato e aumentano gli oneri amministrativi per le imprese. Possono quindi costituire un intralcio allo sfruttamento del potenziale della forza lavoro locale e compromettere la mobilità dei lavoratori. Per quanto riguarda la Svizzera, nella sua analisi per Paese del 2022 l’OCSE ha rilevato che, sebbene la mobilità dei lavoratori qualificati sia garantita dalla legge sul mercato interno, nella pratica si osservano spesso restrizioni cantonali e barriere amministrative. È quindi necessario intervenire.