26.4048 · Postulato · 2026-06-23
Dipartimento delle Finanze
Depositato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che valuti l’attuazione e le ripercussioni delle strutture di vigilanza sui mercati finanziari negli ultimi cinque anni. A tal fine occorre considerare in particolare le norme vigenti a partire dall’entrata in vigore, il 1° gennaio 2020, della legge sugli istituti finanziari (LIsFi) e della legge sui servizi finanziari (LSerFi) nel settore dei gestori patrimoniali indipendenti, nonché la vigilanza sulle compagnie di assicurazione, sugli intermediari assicurativi e su altri intermediari finanziari.
Il rapporto dovrà esaminare l’efficienza, la proporzionalità, la trasparenza e le ripercussioni sui costi dei modelli di vigilanza esistenti e individuare eventuali necessità di intervento.
Begründung
A cinque anni dall’entrata in vigore della LIsFi e della LSerFi è opportuno procedere a una valutazione sistematica delle strutture di vigilanza sui mercati finanziari.
Nel settore d’attività dei gestori patrimoniali indipendenti si sostiene che gli obiettivi essenziali della riforma – in particolare una vigilanza efficiente e proporzionata – siano stati finora raggiunti solo in misura insufficiente. Si rilevano anche segnali di carenze strutturali che si manifestano sotto forma di costi elevati, sovrapposizioni e mancanza di trasparenza.
Inoltre coesistono diversi modelli di vigilanza sui mercati finanziari: mentre alcuni settori, come le compagnie di assicurazione, sono direttamente sottoposti alla FINMA, in altri settori vige un sistema a due livelli con organismi di vigilanza. Gli intermediari assicurativi indipendenti sono addirittura soggetti a registrazione e vigilanza doppia, ovvero a livello di datore di lavoro (impresa individuale o persona giuridica) e in relazione ai collaboratori a contatto con la clientela. Queste differenze sollevano interrogativi in merito alla coerenza, all’efficienza e alla parità di trattamento dei soggetti sottoposti a vigilanza.
Una valutazione intersettoriale dovrà verificare se le strutture esistenti sono conformi agli obiettivi perseguiti con la regolamentazione, individuare eventuali inefficienze e stabilire se siano necessari adeguamenti.
Il rapporto dovrà esaminare in particolare i seguenti aspetti:
costi e tasse: evoluzione e ripartizione, nei vari settori dei mercati finanziari, dei costi di vigilanza, nonché relazione con il profilo di rischio di ciascun settore;
efficienza dei modelli di vigilanza: confronto fra le strutture che prevedono due livelli di vigilanza (organizzazioni e FINMA) e la vigilanza diretta, nonché individuazione di sovrapposizioni;
trasparenza della vigilanza: tracciabilità delle classificazioni in materia di rischio, processi di controllo e prassi in materia di vigilanza;
proporzionalità: adeguatezza delle esigenze poste dalla regolamentazione in relazione alle dimensioni, alla complessità e al rischio che caratterizzano gli istituti oggetto di vigilanza;
adozione degli elementi di flessibilità esistenti: impiego di strumenti fondati sul rischio e di agevolazioni in materia di regolamentazione;
governance: analisi dei possibili conflitti d’interesse e interdipendenze istituzionali nelle strutture di vigilanza;
coerenza del sistema di vigilanza: confronto tra regimi di vigilanza diversi sui mercati finanziari,in particolare fra il settore dei gestori patrimoniali e quello delle assicurazioni;
efficacia e accettazione: valutazione delle ripercussioni pratiche della vigilanza sugli attori che ne sono oggetto.