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26.413 · Iniziativa parlamentare · 2026-03-20

Parlamento

Assegnato alla commissione competente

Wortlaut

Propongo di adottare misure volte a tutelare gli inquilini contro le operazioni speculative (disdette collettive) che consistono nell’acquistare un immobile a un prezzo maggiorato, rescindere successivamente i contratti di locazione degli inquilini interessati e, una volta terminati i lavori, stipulare nuovi contratti di locazione a canoni molto più elevati.

Per porre fine a tale speculazione, è necessario un pacchetto di misure finalizzato a:

  • rafforzare il meccanismo previsto dall'articolo 269 del Codice delle obbligazioni, al fine di impedire ai locatori di far ricadere sugli inquilini il capitale proprio investito in un immobile o in un appartamento il cui prezzo di acquisto è eccessivo;

  • rafforzare la tutela prevista dall’articolo 271 CO affinché le disdette siano annullate qualora siano motivate dalla volontà di eseguire lavori che possono essere ragionevolmente imposti agli inquilini prevedendo, se necessario, la loro partenza temporanea tramite un accordo di ricollocazione;

  • limitare la possibilità per il locatore di stipulare contratti di locazione a tempo determinato con gli inquilini che si insediano dopo i lavori qualora tali nuovi contratti prevedano pigioni sostanzialmente più elevate, salvo giustificati motivi ammessi in via restrittiva.

Begründung

Drill, baby, drill: questo slogan trumpiano caratterizza la politica della finanza nei confronti del mercato immobiliare. Il 2025 è stato l'anno dei record. Il principale indice azionario immobiliare (SXI-Index) ha registrato un aumento di oltre il 23,3 per cento rispetto al 2024, mentre i rendimenti dei fondi immobiliari hanno superato tutti i limiti con il 10,6 per cento (SWIIT). Il settore finanziario ha realizzato profitti supplementari per oltre 9 miliardi di franchi.

Eppure, per il 2026 si prevede che la penuria di alloggi si aggraverà ulteriormente.

Allora, dove finiscono i soldi? Il caso degli inquilini sfrattati in boulevard Carl-Vogt a Ginevra fornisce la risposta: nella speculazione.

La logica consiste nell'investire il più possibile acquistando a prezzi sempre più elevati immobili da affittare. Se il rendimento diminuisce temporaneamente, il nuovo proprietario compensa la perdita sfrattando gli inquilini per poi riaffittare a prezzi ben maggiori. I cinque immobili di boulevard Carl-Vogt erano infatti stati acquistati nel 1999 per 9 milioni di franchi e rivenduti nel 2020 per 128 milioni. Il nuovo proprietario ha poi disdetto i contratti di locazione degli inquilini che vi vivono, alcuni dei quali da diversi decenni.

Il miglior sistema per giustificare le disdette consiste nel far valere la necessità di svolgere alcuni lavori. Uno stabile datato viene raramente sottoposto a una manutenzione regolare. È il pretesto tanto più ideale in quanto il Tribunale federale ha aperto una breccia. Utilizzare l’argomento dei lavori di ristrutturazione consente altresì di legittimare la speculazione avvalendosi di argomenti legati alla protezione del clima.