Lexipedia

94.3190 · Mozione · 1994-05-31

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il sottoscritto mozionante, come già ripetutamente rilevato alla tribuna del Consiglio federale, avverte quanto segue:

1. La terza lingua ufficiale svizzera, l'italiano, è sempre più scaduta nella considerazione linguistica nazionale.

2. A livello di pubblica istruzione la lingua italiana non è obbligatoria.

Il mozionante chiede al Consiglio federale:

1. di rendere perentoriamente obbligatorio, a livello di scuola media, l'insegnamento della terza lingua ufficiale, l'italiano, dopo quella tedesca e francese;

2. di correggere la decisione della Commissione federale di maturità che non ha fatto propria la proposta del Governo ed in particolare del Dipartimento federale dell'interno del 1o luglio 1992.

Begründung

Per anni la "sparuta" deputazione ticinese alle Camere federali si batte, a livello legislativo, per un riconoscimento federalista integrale della terza lingua ufficiale svizzera: l'italiano. Per ragioni pratiche, finanziarie e di "efficientismo linguistico", la terza lingua ufficiale svizzera è sempre rimasta accantonata nella considerazione opzionale per quanto concerne le maturità cantonali o la maturità federale conseguite nelle scuole medie superiori. Recentemente l'on. Ruth Dreifuss, capo del Dipartimento federale dell'interno, ha ammesso "che la Commissione federale di maturità ha fatto un passo indietro rispetto alla proposta messa in procedura di consultazione il 1o luglio 1992".

La citata commissione federale ritiene che, essendo tuttora prioritaria la finalità di sgravare l'onere degli allievi, non si può costringere quest'ultimi ad aggiungere una nuova materia, nel caso specifico si tratta dell'insegnamento della lingua italiana. Il predecessore dell'on. Dreifuss, il consigliere federale ticinese, on. Cotti, si era, invano, battuto affinché misure nuove e incisive fossero capite e, dunque, adottate anche a livello della Commissione federale di maturità.

L'on. Dreifuss ha ragione di dire che quando si vive, come in Svizzera, una realtà linguistica composita in una società federalista, ciascuno deve poter parlare nella propria lingua ed essere, di conseguenza, capito.

Ritengo che si tratti, per gli svizzeri, di un diritto costituzionale che deve essere salvaguardato anche se il proponente di questa mozione proviene da una regione o Cantone confederato, la cui entità linguistica non supera il 4 per cento di quella globale computata nella Confederazione. Per questi motivi, mai come oggi, in una visione federalista svizzera, occorre marcare la volontà politica del Governo e del Parlamento affinché anche la terza lingua ufficiale, dal piano opzionale della pubblica istruzione, scatti al piano obbligatorio, almeno per quanto concerne gli esami di maturità.

Si tratta di un provvedimento non certo complesso da adottare ma, legato non solo al rispetto formale della costituzione, ma a quello più profondo di una cultura, quella di lingua italiana, senza la quale la Svizzera plurilingue ufficialmente oggi non esisterebbe, e nemmeno esisterebbe il relativo "involucro" del diritto federale che, in ogni momento, la deve proteggere.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La mozione si fonda sul principio, cui noi aderiamo, che ogni cittadino svizzero debba essere in grado di farsi capire dai propri compatrioti e che, nella misura del possibile, la padronanza delle lingue nazionali, o almeno di quelle ufficiali, deve conseguentemente fare parte della cultura di tutti gli svizzeri. L'autore della mozione rileva a giusto titolo che le lingue minoritarie - in questo caso l'italiano - devono essere oggetto di un'attenzione particolare per evitare che siano sostituite progressivamente dalle lingue maggioritarie. A tale riguardo è vero che l'insegnamento ha un ruolo di primo piano.

Alcuni ritengono che la promozione della terza lingua nazionale sia insufficiente nelle scuole di maturità; l'insegnamento obbligatorio dell'italiano era stato preconizzato nel 1992, nella procedura di consultazione sulla revisione dell'ordinanza sul riconoscimento degli attestati di maturità cantonali. La proposta è però stata respinta dalla maggioranza schiacciante delle autorità consultate e, in particolare, dai Cantoni.

Da allora, il gruppo incaricato della revisione dell'ordinanza sul riconoscimento degli attestati di maturità è stato incaricato di identificare eventuali alternative all'insegnamento obbligatorio dell'italiano che comportino un miglioramento rispetto alla situazione attuale.

La commissione preconizza quindi

- la possibilità di scegliere l'italiano come seconda lingua nazionale;

- la possibilità di scegliere l'italiano come disciplina opzionale specifica;

- la possibilità di scegliere l'italiano come terza disciplina fondamentale;

- l'obbligo per le scuole di proporre un insegnamento facoltativo dell'italiano;

- lo sviluppo dei metodi di immersione e la maturità bilingue.

Le proposte sono state inviate nuovamente alle cerchie interessate per consultazione nel giugno 1994. Il Consiglio federale non ha ancora studiato il dossier.

Per le suddette ragioni la mozione non può essere accolta nella sua forma costrittiva. Inoltre sarebbero d'ostacolo anche considerazioni d'ordine giuridico; la mozione infatti non è ammessa quando riguarda un ambito legislativo delegato al Consiglio federale.

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.

Italiano: terza lingua ufficiale svizzera? | Lexipedia | Lexipedia