95.3007 · Interpellanza · 1995-01-24
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
L'interpellante, rifacendosi in parte al medesimo atto parlamentare presentato il 24 gennaio 1995 e al postulato del 31 maggio 1994 (94.3192, "Rinnovo concessione forze idriche FFS - lago Ritom"), chiede di informare al più presto l'opinione pubblica ed i parlamentari ticinesi e della Confederazione in merito ai problemi citati nel titolo dell'interpellanza.
Begründung
La stampa quotidiana, a ritmi periodici, pubblica allarmanti informazioni riguardanti la perdita di posti di lavoro nei Cantoni di frontiera e, in particolare, nell'alto Ticino, riferentesi a impieghi federali. Lunedì, 23 gennaio scorso, un quotidiano ticinese riferiva delle comprensibili preoccupazioni espresse durante l'ultima riunione del comitato direttivo dell'Associazione dei Comuni della Leventina. Riassumo:
1. Maggio 1995, chiusura della stazione FFS di Ambrì;
2. riduzione di posti di lavoro nella centrale FFS del Ritom;
3. avvenire civile dell'ex aerodromo militare di Ambrì;
4. riduzione di posti di lavoro nell'ambito dei servizi permanenti militari, in particolare le guardie di fortificazione, di quelli delle PTT, senza compensi preannunziati.
L'interpellante, considerata la situazione viepiù degradata della congiuntura nelle Tre Valli superiori del Ticino, con particolare riferimento, nel caso specifico, all'alta Leventina, chiede al Consiglio federale di informare dettagliatamente il pubblico in merito alla globale diminuzione settoriale di posti di lavoro e di informare contemporaneamente in merito agli auspicati ed attesi provvedimenti compensatori.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale capisce le preoccupazioni dell'autore dell'interpellanza in merito alla riduzione di posti di lavoro in seno alle regìe federali nel Cantone Ticino. Considerando la difficile situazione delle finanze federali, la pressione sempre maggiore esercitata sulle PTT e le FFS da parte della concorrenza e la riforma dell'"Esercito 95", le regìe federali sono costrette ad attenersi sistematicamente a un'attenta gestione dei costi. Ciononostante, si tenta, nel limite del possibile, di evitare il verificarsi di casi estremi.
Il Consiglio federale risponde alle singole domande dell'autore dell'interpellanza come segue:
1. Con lettera del 29 dicembre 1993, le FFS hanno comunicato al Comune di Quinto che a partire dal 29 maggio 1994, la stazione di Ambrì-Piotta sarebbe stata occupata unicamente dal lunedì al venerdì e che era previsto in futuro di trasformarla in stazione non occupata. Questo provvedimento fu comunicato oralmente ai rappresentanti del Comune di Quinto in occasione di un colloquio avvenuto il 26 novembre 1994 tra i rappresentanti della Direzione di Circondario II delle FFS e quelli del Comune. La relativa conferma scritta è stata inviata il 18 gennaio scorso.
La trasformazione di una stazione in stazione non occupata si rifà al concetto "Presenza in superficie" delle FFS. Tale concetto permette una riduzione dell'onere finanziario della Confederazione da parate delle FFS senza che vi sia tuttavia una riduzione dell'offerta ferroviaria sul territorio. Fattore determinante per decidere se è il caso di eliminare la presenza di personale in una stazione è il volume d'affari della stazione stessa in termini di traffico viaggiatori. La soglia fissata è pari ad un volume d'affari di 505 000 franchi all'anno (situazione del 1994). Il volume d'affari relativo al traffico viaggiatori raggiunto nel 1994 nella stazione di Ambrì-Piotta ammonta solo a 72 678 franchi. Rispetto all'anno precedente si è registrato un calo di 29 833 franchi (meno 29 per cento). I costi relativi al personale di una stazione ammontano a 113 000 franchi (situazione del 1995) per una persona presente dal lunedì al venerdì.
Il 15 febbraio 1995, il Comune di Quinto ha inoltrato all'UFT una domanda per il rilascio di una decisione di prima istanza. La pratica è attualmente in corso. Dopo l'intervento della regione Tre Valli e dell'Associazione dei Comuni della Leventina, le FFS hanno offerto a questi gruppi di interesse l'alternativa di un modello di gerenza della stazione da affidare a terzi (vendita da parte di terzi) e che prevede la possibilità di dare in affitto l'infrastruttura. Dal canto loro, le FFS potrebbero partecipare al volume d'affari.
Considerata la critica situazione finanziaria delle FFS e della Confederazione, è difficile pensare ad altre soluzioni. Conformemente ad un contratto sociale, il collaboratori delle FFS tuttavia hanno la garanzia di ottenere un altro posto di lavoro, pur dovendo in controparte soddisfare alcune condizioni, come buone prestazioni, un comportamento ineccepibile e la disponibilità ad accettare un altro lavoro.
2. Attualmente sono in corso negoziati tra le FFS e il governo del Cantone Ticino riguardo al rilascio di una concessione relativa alla centrale idroelettrica del Ritom. Le FFS hanno inviato al Cantone un progetto di concessione. La decisione su un'eventuale riduzione dei posti di lavoro seguirà solo dopo il rilascio della concessione e l'approvazione del relativo progetto. Il Comune di Quinto è già stato informato a questo proposito.
3. Alla fine del 1994 l'aerodromo militare di Ambrì non svolge più la sua normale funzione nell'ambito dell'aviazione militare. L'esercito deciderà prossimamente quali impianti o parti di essi potranno ancora essere utilizzati a fini militari.
Già prima della soppressione definitiva della funzione di aerodromo militare, l'Ufficio federale dell'aviazione civile ha autorizzato l'impiego dell'aerodromo di Ambrì a fini civili su base contrattuale.
Inoltre il nostro Collegio ha ordinato, nel quadro della sua politica di pianificazione del territorio, un progetto specifico intitolato "Infrastruttura dell'aviazione" (piano federale degli aerodromi). In collaborazione con il Cantone Ticino, tale progetto verrà completato con dichiarazioni relative ad un impiego ulteriore dell'ex aerodromo militare di Ambrì nel settore dell'aviazione civile.
4. La pianificazione del personale all'interno del DMF non è ancora conclusa; tuttavia, è probabile che l'amministrazione militare federale riduca il numero di posti di lavoro nel Sopraceneri, senza che venga colpito in particolar modo il Corpo della Guardia delle fortificazioni. Verranno prese in considerazione soprattutto le ripercussioni sociali della pianificazione del personale del DMF, offrendo, nella misura del possibile, altre possibilità di impiego accettabili a chi è rimasto colpito dalla soppressione di posti di lavoro.
Nel quadro della riforma in atto nell'esercito e nel dipartimento e a causa dei tagli massicci praticati alle finanze del DMF, in pochi anni quest'ultimo dovrà sopprimere un totale di 5000 posti di lavoro. Vista la situazione economica particolarmente tesa del Ticino, il DMF ha preso le misure di ristrutturazione previste in un'ottica regionale e favorendo il Cantone. Infatti, la soppressione di posti di lavoro in Ticino è stata solo dell'8 per cento rispetto al 23 per cento nelle altre regioni (secondo le attuali cifre). In particolare, si è rinunciato alla chiusura dell'aerodromo militare di Lodrino.
Anche le PTT si vedono costrette ad applicare provvedimenti di risparmio a tutti i livelli e misure di razionalizzazione molto severe, a causa della crisi economica svizzera in generale, del parziale rallentamento del traffico postale, della maggiore concorrenza internazionale e della conseguente pressione sui costi e sulle tariffe. Il numero dei posti di lavoro è diminuito in tutte le direzioni di circondario, in particolare in quelle dei centri economici dell'Altipiano.
Tra il 1992 e il 1994, le PTT hanno ridotto il personale del Cantone Ticino del 3 per cento, vale a dire di 54 unità. Tale percentuale è comunque inferiore alla media svizzera pari al 5,7 per cento. Tali provvedimenti sono da ricondurre al progetto "Contenimento dei costi" (ristrutturazione e concentramento della logistica nel settore della posta-lettere e della posta-pacchi, potenziamento dell'automatizzazione relativa alla codificazione della distribuzione e della spartizione per la distribuzione, ecc.), nonché alle misure di razionalizzazione degli uffici dei conti correnti postali.
Nel settore delle telecomunicazioni, tra il 1992 e il 1994 il personale del Cantone Ticino è stato ridotto del 6,5 per cento, vale a dire di 72,5 unità, rispetto alla media svizzera del 6,3 per cento. Per compensare gli effetti di tali provvedimenti, è stato istituito nell'ambito di un nuovo progetto a Bellinzona un "Centro servizi riparazioni", nel quale lavorano attualmente 30 persone. Inoltre, è stato creato a Lugano un centro di competenze "Mobilcom", dove hanno trovato impiego 15 persone.
Risposta del Consiglio federale.