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Futuro della Sezione della Svizzera italiana dell'Istituto svizzero di pedagogia per la formazione professionale (ISPFP).

95.3035 · Interpellanza · 1995-02-01

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Chiediamo al Consiglio federale come prospetta il futuro della Sezione della Svizzera italiana dell'Istituto svizzero di pedagogia per la formazione professionale (ISPFP): intende continuare a sostenere i suoi sforzi per rispondere alle esigenze dell'area italofona in materia di formazione dei docenti di scuole professionali e per sviluppare le sue attività, in modo che la minoranza italofona possa disporre della stessa offerta didattica degli altri due gruppi linguistici?

Begründung

La qualità della formazione professionale, il suo adattamento all'evoluzione tecnica e culturale dipendono dal grado di preparazione e di aggiornamento dei docenti del ramo. Sotto questo profilo, la Sezione della Svizzera italiana dell'ISPFP svolge una funzione fondamentale nell'area italofona, contribuendo a creare le condizioni di base per un'economia regionale dinamica.

L'istituzione della Sezione come organismo indipendente e il suo successivo sviluppo fino ad oggi sono stati possibili anche grazie all'impegno delle autorità federali competenti, le quali hanno risposto positivamente ad una legittima aspirazione della Svizzera italiana. Il Cantone Ticino ha pure contribuito al consolidamento di questa struttura, assumendo una parte dei costi.

Ora la situazione in cui versano le finanze federali suscita però inquietudini sul futuro della Sezione. Già attualmente, con effettivo e preventivo bloccati, essa si trova a dover far fronte ai suoi compiti, per esempio l'abilitazione dei docenti,.Interpellation Weder Hansjürg 1652 N23 juin 1995 con mezzi limitatissimi. Lo svolgimento delle sue attività appare gravemente pregiudicato, se la Confederazione non dovesse più assicurare il suo indispensabile sostegno, vanificando così gli sforzi congiunti di autorità federali e cantonali. Gli interpellanti auspicano che la Confederazione si impegni a garantire alla Sezione della Svizzera italiana dell'ISPFP, anche in futuro, i mezzi necessari allo sviluppo e al completamento dell'offerta didattica, affinché anche la minoranza italofona disponga, nell'ambito della formazione professionale, delle stesse possibilità della Svizzera romanda e della Svizzera tedesca.

Risposta del Consiglio federale del 31 maggio 1995

Il Consiglio federale attribuisce notevole importanza alle questioni che riguardano la formazione in generale e a quelle relative alla formazione professionale in particolare. Investire nella formazione, significa innanzitutto investire nel futuro. Simili investimenti contribuiscono considerevolmente a fornire a una società i mezzi necessari per far fronte al cambiamento sempre più rapido e a influire attivamente su tali mutamenti. Le risorse disponibili devono pertanto essere impiegate con la maggiore efficacia possibile; il Consiglio federale considera questo principio un compito e al tempo stesso un obbligo. In altre parole, ciò significa che i mezzi devono essere ripartiti equamente, tenendo conto della specificità die bisogni dei diversi beneficiari. Già al momento dell'ampliamento dell'Istituto svizzero di pedagogia per la formazione professionale (ISPFP), il Consiglio federale si era basato su questo genere di considerazioni.

Con la creazione, nel 1991, di una sezione autonoma dell'ISPFP a Lugano, la Confederazione ha ampiamente sviluppato la formazione degli insegnanti delle scuole professionali della Svizzera italofona, formazione impartita in precedenza a Losanna. In tal modo, l'impegno a favore della formazione degli insegnanti delle scuole professionali della Svizzera italiana è superiore a quello delle altre regioni linguistiche. Tra il 1990 e il 1994, la quota delle spese dell'Istituto per la Svizzera italiana è passata dal 14,5 al 20,5 per cento, ossia a circa 1,1 milioni di franchi. I compiti dell'Istituto sono assunti in loco da tre funzionari e 14 persone che lavorano sulla base di un contratto di lavoro a tempo parziale o su mandato. Paragonato alla proporzione degli apprendisti di lingua italiana nel nostro paese, che è dell'8,7 per cento (Ufficio federale di statistica, anno scolastico 1993/94), l'impegno della Confederazione a favore degli insegnanti delle scuole professionali italofone rimane comunque considerevole.

In seguito alla precaria situazione delle finanze federali, anche l'ISPFP si vede costretto a concentrare le sue risorse sui principali bisogni in materia di formazione. Ne consegue che, a prescindere dalle regioni linguistiche, l'Istituto può per esempio trovarsi nell'impossibilità di rispondere positivamente alla totalità delle domande di formazione e di perfezionamento degli insegnanti delle scuole professionali. Questa concentrazione di risorse non può naturalmente essere effettuata a scapito dell'una o dell'altra regione del paese, per cui lo sforzo importante fornito a favore della Sezione italofona dell'Istituto sarà salvaguardato nella sua sostanza e - per quanto concerne l'ordine di grandezza - mantenuto nelle proporzioni attuali. Il Consiglio federale è fiducioso che questa situazione non comporterà perdite dal profilo della qualità della formazione e del perfezionamento degli insegnanti delle scuole professionali. Vista la particolarità della sua situazione economica e culturale, esso intende inoltre assicurare al Cantone Ticino che continuerà a riservare particolare attenzione ai suoi problemi e ai suoi bisogni in tutti gli ambiti, incluso quello della formazione professionale.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale attribuisce notevole importanza alle questioni che riguardano la formazione in generale e a quelle relative alla formazione professionale in particolare. Investire nella formazione, significa innanzitutto investire nel futuro. Simili investimenti contribuiscono considerevolmente a fornire a una società i mezzi necessari per far fronte al cambiamento sempre più rapido e a influire attivamente su tali mutamenti. Le risorse disponibili devono pertanto essere impiegate con la maggiore efficacia possibile; il Consiglio federale considera questo principio un compito e al tempo stesso un obbligo. In altre parole, ciò significa che i mezzi devono essere ripartiti equamente, tenendo conto della specificità die bisogni dei diversi beneficiari. Già al momento dell'ampliamento dell'Istituto svizzero di pedagogia per la formazione professionale (ISPFP), il Consiglio federale si era basato su questo genere di considerazioni.

Con la creazione, nel 1991, di una sezione autonoma dell'ISPFP a Lugano, la Confederazione ha ampiamente sviluppato la formazione degli insegnanti delle scuole professionali della Svizzera italofona, formazione impartita in precedenza a Losanna. In tal modo, l'impegno a favore della formazione degli insegnanti delle scuole professionali della Svizzera italiana è superiore a quello delle altre regioni linguistiche. Tra il 1990 e il 1994, la quota delle spese dell'Istituto per la Svizzera italiana è passata dal 14,5 al 20,5 per cento, ossia a circa 1,1 milioni di franchi. I compiti dell'Istituto sono assunti in loco da tre funzionari e 14 persone che lavorano sulla base di un contratto di lavoro a tempo parziale o su mandato. Paragonato alla proporzione degli apprendisti di lingua italiana nel nostro paese, che è dell'8,7 per cento (Ufficio federale di statistica, anno scolastico 1993/94), l'impegno della Confederazione a favore degli insegnanti delle scuole professionali italofone rimane comunque considerevole.

In seguito alla precaria situazione delle finanze federali, anche l'ISPFP si vede costretto a concentrare le sue risorse sui principali bisogni in materia di formazione. Ne consegue che, a prescindere dalle regioni linguistiche, l'Istituto può per esempio trovarsi nell'impossibilità di rispondere positivamente alla totalità delle domande di formazione e di perfezionamento degli insegnanti delle scuole professionali. Questa concentrazione di risorse non può naturalmente essere effettuata a scapito dell'una o dell'altra regione del paese, per cui lo sforzo importante fornito a favore della Sezione italofona dell'Istituto sarà salvaguardato nella sua sostanza e - per quanto concerne l'ordine di grandezza - mantenuto nelle proporzioni attuali. Il Consiglio federale è fiducioso che questa situazione non comporterà perdite dal profilo della qualità della formazione e del perfezionamento degli insegnanti delle scuole professionali. Vista la particolarità della sua situazione economica e culturale, esso intende inoltre assicurare al Cantone Ticino che continuerà a riservare particolare attenzione ai suoi problemi e ai suoi bisogni in tutti gli ambiti, incluso quello della formazione professionale.