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96.1091 · Interrogazione ordinaria · 1996-10-01

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha ripetutamente dichiarato che farà di tutto affinché le ricerche storiche sul ruolo avuto dalla piazza finanziaria svizzera all'epoca della dittatura nazionalsocialista siano svolte in modo veloce, completo e approfondito. Esso condivide il parere del Parlamento, secondo cui la creazione di una commissione peritale indipendente rappresenta il mezzo più efficace e convincente per fare chiarezza su quell'epoca con la massima trasparenza possibile. Per tali motivi fin dall'inizio il Consiglio federale ha lavorato in stretta collaborazione con le due Camere. La celere elaborazione del decreto e il rapido esame da parte del Parlamento che ne ha dichiarato il carattere urgente e l'immediata istituzione della commissione di esperti da parte del Consiglio federale avvenuta il 19 dicembre 1996 stanno a dimostrare che le affermazioni in base alle quali Consiglio federale e Parlamento intendevano limitare o ritardare l'esame critico del passato sono prive di qualsiasi fondamento.

Premesso quanto sopra, il Consiglio federale condivide l'opinione dell'interrogante secondo cui le indagini vanno accelerate, nella misura del possibile.

Allo scopo di acquisire importanti elementi ancora prima dell'inizio dei lavori della commissione peritale, alla fine di ottobre del 1996 il Consiglio federale ha incaricato con una misura urgente il DFAE di far esaminare dal profilo storico la correlazione fra gli averi non rivendicati e gli accordi d'indennizzo che la Svizzera aveva concluso dopo la guerra con gli Stati dell'Europa centrorientale. Il rapporto degli storici P. Hug e M. Perrenoud è stato pubblicato il 19 dicembre. Sul rapporto e sulle rispettive raccomandazioni, il Consiglio federale ha preso posizione il 26 febbraio 1997.

La durata di validità del decreto federale è limitata a cinque anni. Il Consiglio federale ha comunque più volte chiarito che si tratta di un termine massimo e che si aspetta risultati sostanziali prima che esso giunga a scadenza. Inoltre ha incaricato il gruppo di esperti di presentare rapporti intermedi.

Per quanto concerne in particolare la questione dell'oro trafugato sollevata dall'interrogante, il 15 gennaio 1997 il Consiglio federale ha chiesto al Professor J.F. Bergier, presidente della commissione di esperti, di esaminare la possibilità di trattare in via prioritaria due ambiti già ampiamente studiati a livello storico, ossia le transazioni in oro della Banca Nazionale Svizzera e la politica svizzera dei rifugiati durante la Seconda guerra mondiale. Il Professor Bergier ha lasciato sperare che i risultati degli studi connessi a questi due ambiti possano essere disponibili prima dell'estate. Il Consiglio federale verrebbe così messo nelle condizioni di potere trarre più in fretta del previsto le dovute conclusioni riguardo a questi due aspetti delicati della nostra storia.

Ovviamente l'accelerazione delle inchieste non può avvenire a scapito della qualità delle stesse. La Svizzera ha l'obbligo morale verso se stessa e i suoi interlocutori di procedere a un esame completo e scrupoloso del proprio passato. Trovare la verità rappresenta un compito impegnativo e complesso, che non si limiterà esclusivamente a una ricerca negli archivi svizzeri. L'Archivio federale stima a 45 posti/anno il lavoro necessario all'elaborazione sistematica degli atti che vi si trovano. A questi occorre aggiungere lo studio degli altri archivi del Paese, come quelli della Banca nazionale svizzera, delle banche e di altre imprese. Proprio in relazione con la questione dell'oro trafugato, prima di poter fornire risultati definitivi occorrerà inoltre prendere in considerazione o attendere le indagini di altri Paesi.

Per finire va menzionato in questo contesto che il 23 ottobre 1996 il Consiglio federale ha istituito una task force interdipartimentale, sotto la guida del DFAE. Nel frattempo questa task force si è costituita in qualità di organizzazione del progetto. Adesso la task force si compone di sei diplomatici impiegati a tempo pieno, di una portavoce e di una giurista. Si sta inoltre costituendo un piccolo gruppo di storici con contratto a termine. Diretta dall'ambasciatore Thomas Borer, la task force lavora in stretta collaborazione con le persone di collegamento designate dagli altri Dipartimenti.

Il suo compito consiste in particolare nel fornire il proprio apporto all'indagine e all'analisi, da effettuarsi il più rapidamente possibile, concernenti il volume e il destino degli averi di ogni genere giunti in Svizzera in seguito al regime nazionalsocialista. Coordina le attività dei diversi uffici federali che si occupano della questione e intrattiene contatti con i Governi interessati e altri ambienti coinvolti. La task force ha per esempio avviato una collaborazione con storici specializzati.

Con tutte queste misure il Consiglio federale vuole mostrare chiaramente che attribuisce massima priorità alla rilettura rapida, esauriente e approfondita del ruolo della piazza finanziaria svizzera prima, durante e immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale.