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96.3446 · Interpellanza · 1996-09-26

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Nella consultazione in corso sul miglioramento della tassazione delle società per rilanciare l'attrattiva della piazza economica svizzera il Consiglio federale prevede pure delle norme più flessibili per la tassazione delle azioni proprie detenute dalle società.

Dato che l'iter burocratico e legislativo durerà ancora parecchio tempo è urgente un correttivo transitorio delle direttive attuali dell'Amministrazione federale delle contribuzioni per non punire le aziende che detengono azioni proprie in funzione di precisi obbiettivi aziendali (azioni a garanzie di prestiti convertibili, azioni per il personale ecc.)

Le norme transitorie previste ai punti 1 e 2 dovrebbero poi essere annullate con l'entrata in vigore delle future disposizioni legali, una volta superata la discussione parlamentare.

Chiedo al Consiglio federale:

1. di esaminare la possibilità di prolungare da due a quattro anni l'attuale periodo durante il quale si possono detenere azioni proprie senza conseguenze fiscali (termine d'altronde previsto dalla proposta medesima del Consiglio federale in consultazione);

2. di evitare, in via subordinata, la tassazione delle azioni proprie alle aziende che le utilizzano a fini esclusivamente aziendali e non per farne beneficiare gli azionisti.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel progetto di riforma concernente l'imposizione fiscale delle società posto in consultazione il 25 giugno 1996 (versione italiana, il 9 luglio 1996), il Consiglio federale ha proposto una regolamentazione legale del riscatto di azioni proprie. Questa prevede che il termine attualmente in vigore per l'alienazione sia prolungato da due a quattro anni.

Le reazioni scaturite da questa proposta nel quadro della procedura di consultazione sono molto differenti: per taluni non vi è nessuna necessità di operare modifiche. Altri contestano che esista il bisogno di intervenire a livello di legge. L'acquisto di azioni proprie è una questione di applicazione del diritto. I partecipanti alla consultazione, che desiderano una liberalizzazione delle conseguenze fiscali per il riscatto di azioni proprie, hanno opinioni dissomiglianti riguardo alla concreta elaborazione delle prescrizioni legali. In particolare la proroga del temine da due a quattro anni non trova consensi in quanto ritenuta troppo rigida e non flessibile.

In queste condizioni il Consiglio federale ritiene prematuro studiare già ora una soluzione transitoria. Da un lato esiste il pericolo che una tale soluzione possa essere in contraddizione con future disposizioni legali. D'altro lato una soluzione transitoria non avrebbe senso se nel corso della procedura legislativa si respingesse una regolamentazione legale, in quanto ritenuta inutile, oppure non si riscotesse il consenso per una tale regolamentazione. Inoltre, la soluzione transitoria proposta dagli interpellanti per i fini esclusivamente aziendali, solleverebbe delicati problemi di delimitazione e sarebbe pregiudizievole alla certezza del diritto.

Risposta del Consiglio federale.