97.1066 · Interrogazione ordinaria · 1997-06-05
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
È esatto che il Consiglio federale ha deciso di rinnovare il mandato ad una agenzia di pubbliche relazioni (Ruder Finn) fino al termine dell'anno e ad un'agenzia di lobbying (Barbur, Griffith & Rogers) per un anno; i costi complessivi ammontano a 720.000.- franchi. A tal fine, la delegazione delle finanze delle Camere federali ha approvato il 18 giugno 1997 una richiesta di credito supplementare di 600.000.- franchi destinati all'informazione "Suisse - Seconde Guerre mondiale" per il 1997. I 120.000.- franchi necessari per il finanziamento dell'azienda di lobbying nel 1998 saranno considerati nell'ambito del budget. Le due agenzie erano state precedentemente assunte in prova dal 15 aprile al 15 maggio 1997. La decisione è stata presa dal Consiglio federale su proposta del DFAE.
L'immagine della Svizzera negli Stati Uniti si è deteriorata in modo preoccupante durante gli ultimi mesi. Tale deterioramento è percepibile non solo nella stampa, dove gran parte degli articoli parlano della Svizzera in modo negativo, ma anche negli ambienti politici.
Per far fronte a questa situazione, la Svizzera ha adottato provvedimenti importanti. Al riguardo non esistono precedenti e la Svizzera può certo affermare di essere uno dei pochi Paesi a dedicare simili attenzioni al proprio passato. Sfortunatamente tali misure non sono ancora sufficientemente considerate dalle parti implicate. Se dovessero restare ignorate da chi fa opinione negli Stati Uniti, potrebbe esserci il pericolo che passino inosservate, senza modificare conseguentemente l'immagine della Svizzera. Assumendo un'impresa di pubbliche relazioni e un'agenzia di lobbying, il Consiglio federale intende per l'appunto far conoscere alle parti implicate, alla comunità ebraica, ai politici, all'amministrazione e ai media, i provvedimenti adottati dal nostro Paese. Tali agenzie dovranno inoltre far capire, in termini comprensibili all'opinione pubblica americana, la situazione estremamente precaria in cui si trovava la Svizzera durante la Seconda Guerra mondiale. Così facendo si dovrebbe riuscire a combattere stereotipi e pregiudizi.
In nessun caso si tratta di operazioni di marketing o di propaganda. Si tratta piuttosto di ripetere e fa recepire il nostro messaggio e le nostre misure concrete ai destinatari summenzionati. Ci si augura che questo agire sia efficace e contribuisca ad alleviare la pressione mediatica esercitata sulla Svizzera. Chiunque conosca l'ambiente nordamericano sa che simili operazioni possono essere condotte solo da specialisti, con specifiche competenze, impossibili da trovare in un'ambasciata o tra i collaboratori del DFAE. Per ottenere risultati concreti bisogna avere contatti molto vicini al pubblico dei destinatari. Per questa stessa ragione entrano in linea di conto soltanto imprese americane. D'altronde, nella risposta all'interrogazione 96.5179 il Consiglio federale aveva precisato che "il ricorso a simili servigi nell'ambito di una politica di informazione sulla Svizzera era una possibilità da non escludere, secondo le circostanze".
Per restaurare l'immagine della Svizzera negli Stati Uniti ci vorrà molto tempo e sarà necessario un grande lavoro in profondità per convincere chi fa opinione. Per questa ragione i contratti con le due agenzie sono stati rinnovati. La scelta è avvenuta dopo esame delle offerte ricevute e considera tanto le caratteristiche specifiche di ognuna, in funzione del pubblico destinatario, della loro esperienza, della loro reputazione e dei loro onorari relativamente modesti rispetto alle pratiche per questo tipo di mandati.
Il lavoro dell'agenzia di pubbliche relazioni sarà concentrato sui media e la comunità ebraica, mentre l'azienda di lobbying sarà maggiormente attiva nel mondo politico e più precisamente presso il Congresso americano.
Ovviamente la nostra ambasciata a Washington e la Task force seguiranno da vicino lavori delle due agenzie e daranno le necessarie istruzioni; è pure prevista una valutazione dell'operato e dei risultati raggiunti.
Risposta del Consiglio federale.