97.1131 · Interrogazione ordinaria · 1997-10-06
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide la preoccupazione dell'interrogante sullo sviluppo nella Repubblica federale di Jugoslavia. In particolare segue con grande attenzione questo sviluppo riguardo all'applicazione dell'accordo di riaccettazione concluso con il governo di Belgrado. Inoltre, è suo obiettivo che l'accordo sia applicato correttamente. All'occorrenza insisterà debitamente presso le autorità jugoslave.
Il Consiglio federale prende posizione riguardo alle singole domande nel modo seguente:
Ad domanda 1
Il risultato delle elezioni parlamentari serbe, del 21 settembre 1997, non ha finora avuto ripercussioni chiaramente determinabili sulla situazione in Serbia.
Le elezioni presidenziali in Serbia si sono svolte, il 21 settembre e il 5 ottobre 1997, in due turni elettorali. Al secondo turno elettorale determinante ha preso parte, secondo i dati ufficiali della commissione elettorale, il 48,97% degli aventi diritto di voto, per cui è venuto a mancare il quorum necessario pari a oltre il 50%. Pertanto le elezioni sono state dichiarate nulle e dovranno essere ripetute. Le dichiarazioni sull'esito della ripetizione delle elezioni presidenziali in Serbia, già fissate per il 7 dicembre 1997, e le eventuali ripercussioni hanno carattere meramente speculativo.
Milo Djukanovic, il vincitore del secondo turno delle elezioni presidenziali montenegrine del 19 ottobre 1997, appartiene, come del resto lo sconfitto Momir Bulatovic, al Partito socialdemocratico, affiliato al Partito socialista serbo di Slobodan Milosevic. Era stato presidente dei ministri sotto il presidente uscente Bulatovic. Attualmente è prematuro valutare quale politica seguirà Djukanovic.
Ad domanda 2
L'applicazione del trattato sull'istruzione, che Slobodan Milosevic, presidente serbo, ha concluso nel settembre 1996 con Ibrahim Rugova nella funzione di rappresentante della Repubblica del Kosovo, non riconosciuta a livello internazionale, non ha potuto finora avere seguito a causa della divergente interpretazione di entrambe le Parti contraenti. Il 9 settembre 1997 sono ripresi i negoziati sul sistema di formazione nel Kosovo per accelerare l'applicazione del trattato.
Il trattato sull'istruzione differisce da quelli internazionali, sia per la natura giuridica, sia per le Parti contraenti; ragion per cui non è possibile trarre conclusioni in merito all'applicazione segnatamente dell'accordo sulla riaccettazione concluso con la Svizzera. In base alle esperienze fatte finora in sede d'applicazione di detto accordo, il Consiglio federale non ha motivo di dubitare del rispetto del trattato da parte del Governo serbo.
Ad domanda 3
Le sanzioni dell'ONU differiscono dall'"outer wall of sanctions" nei confronti della Repubblica federale di Jugoslavia. Mentre le prime sono state ordinate dalla comunità internazionale, il così detto "ambito di sanzioni esterne" si basa su un provvedimento unilaterale degli USA. Le sanzioni dell'ONU contro la Repubblica federale di Jugoslavia, cui ha aderito anche la Svizzera, sono state abrogate il 1° ottobre 1996 con decisione del Consiglio di sicurezza. Anche la Svizzera, il 25 novembre 1996, ha dato seguito alla decisione. Pertanto non possono più esservi infrazioni contro le sanzioni ONU. Per quanto concerne l'"outer wall of sanctions", non è affare della Svizzera reagire contro la vendita della Società di telecomunicazioni serba a terzi.
Ad domanda 4
All'atto dei negoziati concernenti l'accordo sulla riaccettazione concluso con la Repubblica federale di Jugoslavia, in merito ai trasporti aerei di cittadini jugoslavi obbligati a lasciare la Svizzera, erano determinanti in primo luogo le disposizioni sulla sicurezza aerea. Giusta l'articolo 6 capoverso 6 dell'accordo sulla riaccettazione, del 3 luglio 1997, il trasporto di persone da rimpatriare è effettuato fondamentalmente nel traffico delle linee aeree dalla compagnia aerea nazionale dello Stato richiesto. I costi di volo connessi si fondano sulle tariffe IATA in vigore a livello internazionale per i voli diretti tra Svizzera e Repubblica federale di Jugoslavia. Sui voli di linea della Compagnia jugoslava JAT è prescritta la presenza di un funzionario adibito alla sicurezza. In casi particolari le autorità cantonali d'esecuzione possono, per motivi di sicurezza del volo, domandare alla JAT ulteriore accompagnamento ufficiale che è indennizzato globalmente dalla Confederazione.
Ad domanda 5
Conformemente all'articolo 8 dell'accordo sulla riaccettazione, i costi di rimpatrio sono a carico dello Stato richiedente, compresi i costi del necessario accompagnamento ufficiale. L'Ufficio federale dei rifugiati (UFR) controlla i costi fatturati dalla Compagnia aerea JAT per il trasporto e il necessario accompagnamento ufficiale e li contabilizza separatamente nella voce creditoria pertinente. Questa, come tutte le altre voci, sottostanno alla sorveglianza finanziaria parlamentare.
Ad domanda 6
L'Ambasciata svizzera a Belgrado è aperta a tutti, quindi anche agli Albanesi del Kosovo. Il personale di sorveglianza ha avuto istruzioni in merito. I servizi specialistici dell'Ambasciata, inclusa la sezione visti, hanno un atteggiamento normale e spontaneo con gli Albanesi del Kosovo. Il personale locale non parla albanese; ma si risponde comunque a lettere scritte anche in albanese o in serbo.
Ad domanda 7
Conformemente all'articolo 4 dell'accordo sulla riaccettazione, le autorità jugoslave competenti comprovano, a richiesta, la cittadinanza delle persone da rimpatriare e ordinano alle loro rappresentanze diplomatiche-consolari in Svizzera di allestire i documenti che sostituiscono il passaporto. In caso di necessità, i documenti di viaggio scaduti possono essere rinnovati. La scadenza del termine di validità dei documenti che sostituiscono il passaporto non significa però la perdita della cittadinanza jugoslava.
Risposta del Consiglio federale.