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97.3441 · Interpellanza · 1997-10-02

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

In merito alla motivazione dell'interpellanza

Nella procedura riguardante l'estrazione di sabbia e di ghiaia per la distruzione di munizioni sul Susten negli anni 1992 e 1993, la Confederazione ha in gran parte perso davanti al tribunale arbitrale. Nella motivazione dell'interpellanza vengono tuttavia fatte constatazioni che, nella loro forma, inducono in errore.

L'8 aprile 1994 il proprietario del fondo ha fatturato alla Confederazione il materiale di riempimento impiegato con tre fatture parziali per un ammontare totale di fr. 1'030'000.-. Nel suo ricorso del 3 aprile 1996, egli rettificò le quantità fatturate in precedenza, chiedendo alla Confederazione un importo di fr. 735'000.-, più interessi e spese.

L'Aggruppamento dell'armamento e la direzione della Fabbrica di munizioni hanno considerato che le richieste di indennizzo avanzate dal proprietario del fondo per la sabbia e la ghiaia erano, secondo il vigente contratto di servitù del 23 maggio 1980, fondamentalmente troppo elevate e le hanno respinte. L'offerta di trattative fatta dalla Confederazione il 9 giugno 1994 si fondava anch'essa sul contratto di servitù. L'"indipendenza" dell'ufficio d'ingegneria specializzato menzionato nella motivazione dell'interpellanza è stata di conseguenza respinta dalla Confederazione.

La decisione del tribunale arbitrale del 29 agosto 1997 assegna infine al proprietario del fondo fr. 624'444.-. Le spese giudiziali e le spese ripetibili per la Confederazione ammontano a fr. 175'000.-. L'importo stabilito dal tribunale arbitrale è dunque inferiore a quello fatturato dal proprietario del fondo l'8 aprile 1994.

In merito alle singole domande

1.Nel giugno 1997 il proprietario del fondo sul quale si trova il posto di distruzione di munizioni del Susten ha promosso un'azione nei confronti della Confederazione al Tribunale federale di Losanna. Le pretese e le motivazioni sono in rapporto con la tragica esplosione avvenuta sul Susten nel novembre 1992. Poiché è in corso un processo, una liquidazione extragiudiziale è problematica.

2.Durante le trattative pluriennali, i servizi competenti del DMF e del DFF si sono sforzati di raggiungere un accordo amichevole con il proprietario del fondo. Nel quadro di tali trattative, in occasione delle quali le autorità competenti dovevano anche assumere la responsabilità nei confronti dei contribuenti, al proprietario è stata sottoposta, nell'interesse di una liquidazione extragiudiziale, un'offerta comparativa. Le trattative sono nel frattempo fallite; le posizioni delle parti erano troppo distanti per permetterne un avvicinamento.

3.L'esercizio dell'impianto di distruzione di munizioni del Susten è oggi possibile soltanto con un'autorizzazione eccezionale limitata delle autorità incaricate della protezione dell'ambiente. A breve o media scadenza l'impianto dovrà quindi essere chiuso.

All'esportazione all'estero di munizioni da eliminare si oppongono la Convenzione di Basilea del 22 marzo 1989, il Concetto direttivo svizzero in materia di rifiuti e la legge sulla protezione dell'ambiente. Quali ulteriori condizioni quadro legali sono inoltre applicabili le autorizzazioni per l'esportazione di rifiuti speciali, sempre più severe.

Nel quadro del bilancio preventivo 1997 dell'Ufficio federale delle aziende d'armamento, le Camere federali hanno perciò approvato un credito d'impegno di fr. 10'400'000.- per un impianto di smaltimento di componenti di munizioni (EMKO) presso la SM Impresa svizzera di munizioni di Altdorf. Tale impianto, moderno ed ecologico, entrerà progressivamente in funzione dalla fine del 1998, cosicché la distruzione di munizioni all'aperto sul Susten non sarà più necessaria.

4.I costi per l'eliminazione delle munizioni dipendono fortemente dal tipo di munizione e non possono essere indicati forfettariamente. Per principio, la munizione da eliminare viene dapprima smontata meccanicamente nella misura del possibile. I materiali estratti vengono riciclati o venduti. In futuro, soltanto le componenti di munizioni che, per motivi tecnici di sicurezza, per motivi qualitativi e economici, non possono essere ulteriormente smontati, saranno eliminate termicamente nell'impianto EMKO, in un settore chiuso dotato di sistema di depurazione dei gas. Finora tali componenti venivano fatte esplodere all'aperto sul Susten.

I maggiori costi per l'eliminazione termica di componenti di munizioni nell'impianto ecologico EMKO di Altdorf sono sopportabili se paragonati alla distruzione sul Susten, che a breve o media scadenza non sarà più autorizzata.

All'estero, le quantità di munizioni da eliminare sono considerevolmente superiori alle nostre, cosicché i prezzi sono alquanto inferiori. Tuttavia, a causa della legislazione nazionale e internazionale sulla protezione dell'ambiente, in futuro lo smaltimento all'estero sarà preso in considerazione soltanto in casi eccezionali.

Risposta del Consiglio federale.