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99.3546 · Mozione · 1999-10-08

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

In alcune regioni di confine la libera circolazione delle persone avrà ripercussioni più importanti che in altre regioni. È pertanto opportuno prevedere una serie di misure che consentano di controllare l'evoluzione della situazione economica in queste regioni nonché di sostenere le attività di controllo necessarie all'applicazione delle misure d'accompagnamento decise dalle Camere federali. Il Consiglio federale è quindi invitato a:

1. sostenere gli sforzi dei cantoni intesi a istituire degli osservatori al fine di seguire l'evoluzione degli effetti della libera circolazione delle persone e, se del caso, di proporre interventi puntuali;

2. aiutare i cantoni a controllare l'applicazione degli accordi e delle misure d'accompagnamento;

3. aiutare i cantoni a verificare che agli svizzeri siano garantite dagli Stati dell'UE le stesse condizioni di reciprocità qualora essi desiderino beneficiare della mobilità professionale e commerciale prevista dagli accordi;

4. sostenere gli sforzi dei cantoni volti a istituire sportelli che forniscano alle imprese e ai lavoratori dei cantoni interessati informazioni circa la portata e l'applicazione degli accordi. Ciò deve avvenire in stretta collaborazione con le associazioni interessate;

5. aiutare i cantoni nell'ambito delle misure d'accompagnamento affinché le imprese presenti sul loro territorio possano beneficiare delle possibilità fornite dalle offerte pubbliche di lavoro nei paesi dell'UE;

6. a stanziare i crediti necessari per il raggiungimento di questi obiettivi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

L'8 ottobre 1999 le Camere federali hanno approvato gli accordi bilaterali con l'UE e la loro trasposizione nel diritto nazionale. La procedura decisionale seguita finora sul piano politico ha evidenziato soprattutto l'importanza per la Svizzera di cautelarsi dalle conseguenze indesiderate di tali accordi. Per questa ragione, il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso di adottare misure d'accompagnamento nei settori sensibili, in particolare contro il dumping salariale e contro un massiccio aumento del traffico pesante.

Gli atti legislativi relativi agli accordi settoriali hanno raccolto in Parlamento un ampio consenso da parte delle forze politiche e delle regioni. Determinante è stato il riconoscimento della grande importanza politica ed economica di tali accordi per il nostro paese. Tutta la Svizzera ne trae beneficio. Essi aumentano infatti l'attrattiva della piazza economica svizzera e garantiscono l'occupazione. Gli economisti stimano il guadagno in termini di benessere al 2 percento del prodotto interno lordo, ossia a circa 8 miliardi di franchi.

Principali beneficiari della liberalizzazione del mercato del lavoro sono le imprese e, di conseguenza, la piazza economica svizzera. Beneficiari sono però anche gli studenti, i pensionati e tutte le persone che desiderano lavorare nell'UE, in quanto già due anni dopo l'entrata in vigore degli accordi i cittadini svizzeri saranno trattati, in seno all'UE, alla stregua dei cittadini europei.

Per tutelare i lavoratori da uno smantellamento sociale, il Parlamento ha deciso una serie di misure d'accompagnamento.

Esse sono pensate e concepite in modo da lasciare ai cantoni un ampio potere di apprezzamento proprio tenendo conto delle possibili differenze che potrebbero insorgere in particolare fra Cantoni frontalieri e cantoni non frontalieri. Per questo motivo, i provvedimenti previsti hanno un carattere fortemente decentralizzato. Oltre ad una commissione federale, il Codice delle obbligazioni prevede che ogni cantone istituisca una commissione tripartitica che riunisca i rappresentanti dei sindacati, dei datori di lavoro e dei cantoni. Il ruolo di questa commissione sarà di determinare, in funzione delle condizioni economiche locali, in particolare nelle zone di frontiera, se un intervento è necessario.

Per quanto riguarda le misure che possono essere adottate - che si tratti dell'estensione dei contratti collettivi di lavoro o della fissazione di salari minimi mediante contratti-tipo di lavoro - la competenza spetta ogni volta, prioritariamente, ai Governi cantonali, i quali si basano sulla valutazione della commissione tripartitica cantonale.

In questo stesso spirito, il criterio determinante per l'adozione delle misure, ossia l'esistenza di un dumping salariale abusivo e ripetuto, lascia volontariamente posto ad un certo margine di apprezzamento da parte dei cantoni.

Per quanto concerne le domande poste dall'autore della mozione a proposito delle misure d'accompagnamento, costatiamo che il ruolo degli osservatori del mercato del lavoro, auspicato dall'onorevole Cavadini, è esattamente il ruolo che le commissioni tripartitiche sono chiamate a svolgere. È comunque evidente che il Consiglio federale assisterà i cantoni nell'applicazione sia degli accordi che delle misure d'accompagnamento. Questo aiuto consisterà nel mettere a disposizione documenti d'informazione, moduli per la notifica dei lavoratori distaccati e, se necessario, direttive.

L'Accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone faciliterà parimenti le prestazioni di servizio transfrontalieri da parte di persone fisiche (lavoratori e indipendenti). Al più tardi due anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, queste prestazioni saranno liberalizzate, pur rimanendo limitate a 90 giorni di lavoro all'anno. Il diritto di entrata e di soggiorno sarà inoltre generalmente applicato laddove la Svizzera e l'UE hanno già concluso accordi in materia di servizi (commesse pubbliche, trasporti). L'accordo sugli appalti pubblici garantisce ai fornitori svizzeri un accesso non discriminatorio alle commesse di imprese dell'UE nei settori dell'approvvigionamento idrico ed energetico, dei trasporti urbani e regionali, delle ferrovie e delle telecomunicazioni. La partecipazione a tali commesse spetta comunque alle singole imprese. La Confederazione, dal canto suo, si impegna sin d'ora a garantire un accesso agevolato alle informazioni importanti, ad esempio nel quadro dell'Euro Info Center (EIC) da essa finanziato.

La graduale liberalizzazione della circolazione delle persone permetterà di basarsi, in occasione di decisioni ulteriori, su esperienze concrete in tale settore e non solamente su previsioni. È comprensibile che già oggi si rifletta sulle possibili conseguenze di questa estensione. Lo stesso Consiglio federale non ha escluso, nel suo messaggio, un inasprimento della concorrenza nelle regioni di confine.

Con l'attiva collaborazione transfrontaliera, che in alcuni casi si protrae da decenni, e con la partecipazione, negli ultimi anni, alle iniziative comunitarie Interreg I e II, queste regioni hanno dimostrato di essere in grado di cogliere l'apertura ai paesi vicini come un'opportunità. Sono infatti stati avviati numerosi progetti che contribuiscono a creare nuovi posti di lavoro nelle regioni e ad aumentare la competitività delle imprese regionali. Lo stesso giorno in cui sono stati approvati gli accordi bilaterali, il Parlamento ha stanziato un credito di 39 milioni di franchi a favore di Interreg III. Negli anni 2000-2006, buona parte di questo importo sarà destinato a progetti transfrontalieri regionali.

Dopo l'entrata in vigore degli accordi occorrerà seguire da vicino gli sviluppi, così come sono illustrati nella mozione. Il Consiglio federale è disposto a quel punto a ordinare ai suoi uffici di collaborare a tali osservatori. Attualmente, un ulteriore programma di misure d'accompagnamento non è comunque giustificato.

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.