99.3642 · Interpellanza · 1999-12-22
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Chiedo al Consiglio federale:
1. se non ritiene che nei confronti della casinò Admiral di Mendrisio si sia verificato un caso di diniego di giustizia, essendo la sua domanda del 1995 tuttora inevasa;
2. se non ritiene che nei confronti della casinò Admiral sia stata commessa una disparità di trattamento rispetto ad altre strutture (in particolare Bienne e Sciaffusa) che si sono trovate in una situazione sostanzialmente analoga, ma hanno, al contrario di Mendrisio, ottenuto la licenza per il gioco della boule;
3. se non ritiene che la notevole lentezza con la quale il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha preparato il testo della nuova legge sulle case da gioco (LCG) e la relativa ordinanza (peraltro ancora in fieri) sia corresponsabile della situazione venutasi a creare;
4. se è esatto che il trattamento riservato alla domanda di Bienne è stato fatto dipendere da promesse verbali fatte da funzionari non competenti per la decisione di merito circa il rilascio della licenza per il gioco della boule;
5. se ritiene che ciò è ammissibile e se sia giusto che la sorte della domanda della casinò Admiral sia dipesa dalla diversa (e totalmente insostenibile) opinione di funzionari pure non competenti per il rilascio della licenza per il gioco della boule;
6. se intende procedere ad una verifica del comportamento di tali funzionari per verificare se sia esente da prevenzione nei confronti della domanda della casinò Admiral;
7. se al momento di votare le disposizioni transitorie riguardanti la LCG, il Parlamento sia stato informato in modo completo sulla posizione in cui si sarebbe trovata la casinò Admiral, sul modo nel quale la sua domanda era stata trattata e su ciò che invece era avvenuto nei casi di Bienne e di Sciaffusa;
8. se, nel momento in cui ha formulato l'ordine di chiusura del casinò Admiral, il capo del DFGP era a conoscenza di tutti gli elementi esposti nello sviluppo di quest'interpellanza;
9. se non intenda ritornare sulla sua decisione del 16 dicembre 1999 e sospendere la moratoria decretata nell'aprile del 1996 e decidere la domanda della casinò Admiral;
10. o se, alternativamente, non intenda proporre soluzioni alternative per evitare la chiusura del casinò Admiral, che risulterebbe penalizzante per l'intera regione del Mendrisiotto, una delle più colpite della Svizzera dalla crisi economica degli anni novanta.
Begründung
Preso atto della comunicazione secondo cui il Governo della Repubblica e del Cantone del Ticino ha ricevuto dal capo del DFGP l'incarico di chiudere entro il 1° aprile 2000 il casinò Admiral di Mendrisio, che allo stato delle cose dà lavoro a 75 persone, 64 delle quali vivono in Ticino;
- considerato il fatto che la notizia diramata dalla stampa cantonale ha suscitato preoccupazione in seno ai partner ed ai fornitori del casinò Admiral e, soprattutto, alle famiglie sui cui membri pende la minaccia dell'imminente licenziamento;
- considerato inoltre il fatto che, dalla sua apertura (novembre 1997) a tutt'oggi, il casinò Admiral non è stato mai né fonte né causa di lagnanze o di contestazioni d'alcun genere, risultando esso invece come il casinò meglio frequentato in Svizzera (1200 clienti il giorno, 400 000 l'anno) e come struttura che gode d'ottima fama nazionale e internazionale;
- considerati inoltre i seguenti fatti:
a. Il casinò Admiral vanta cifre d'affari superiori ai 50 milioni di franchi l'anno.
b. In virtù di tali cifre d'affari, nel biennio 1998/99 esso ha versato 17,1 milioni di franchi tra contributi al Municipio di Mendrisio, imposte comunali, imposte cantonali ed imposte federali.
c. Sempre nello stesso biennio, tra spese per affitti ed acquisti vari, investimenti pubblicitari, formazione professionale e promozione tout court, il casinò Admiral ha speso 10,82 milioni di franchi.
d. Gli investimenti iniziali - tra "Mendrisio 1" e "Mendrisio 2" - ammontano a qualcosa come 22 milioni di franchi;
- considerato inoltre il fatto che il complesso Admiral di Mendrisio ospita un teatro (522 posti a sedere), una sala per congressi e banchetti, una cucina attrezzata, due ristoranti ed alcune sale per conferenze utilizzate regolarmente da importanti aziende operanti nella regione e nel cantone intero;
- tenuto conto del fatto che le asserite ragioni giuridiche che stanno alla base della richiesta di chiusura del casinò Admiral da parte del capo del DFGP comportano una palese disparità di trattamento rispetto ad altri casinò svizzeri (e, segnatamente, quelli di Sciaffusa e di Bienne), e
- tenuto conto inoltre del fatto che il casinò Admiral ha presentato richieste sia per la licenza cantonale sia per quella federale prima dell'entrata in vigore della moratoria. Ottenendo solo quella cantonale, mentre la domanda di concessione federale è pendente a Berna dal 1995.
Stellungnahme des Bundesrates
Cronologia degli avvenimenti
Nel corso del primo trimestre 1996 il DFGP dovette constatare che la situazione nel settore dei Kursaal e degli apparecchi automatici da gioco, a causa dell'improvviso boom, rischiava di sfuggire al controllo e di arrecare pregiudizio alla nuova legge sulle case da gioco. L'allora capo del DFGP approfittò della Conferenza cantonale dei direttori di giustizia e polizia, che si tenne a fine marzo del 1996, per informare i rappresentanti dei cantoni della sua intenzione di proporre al Consiglio federale una moratoria in materia di approvazione dei permessi cantonali del gioco della boule e un riesame approfondito della prassi di omologazione degli apparecchi automatici da gioco. La relativa decisione del Consiglio federale del 24 aprile 1996 è stata comunicata ai cantoni e agli altri interessati nella forma opportuna. Questo valse anche per i gestori del casinò di Mendrisio, la cui domanda per l'approvazione delle licenze cantonali del gioco della boule era ancora pendente. In quell'occasione, essi furono anche informati che la loro domanda sottostava alla moratoria.
All'inizio del 1997, notata la tendenza in alcuni cantoni di sfuggire agli obiettivi della moratoria del Consiglio federale con progetti per casinò di soli giochi automatici, per poter così eludere la necessità dell'approvazione federale, l'allora capo del DFGP si è visto costretto a informare con una circolare tutti i cantoni, e il Canton Ticino in particolare, con lettera separata del 27 giugno 1997, ammonendo espressamente da simili propositi. Precisò segnatamente che l'installazione di tali casinò di giochi automatici avveniva sotto la propria responsabilità e a proprio rischio. Con lettera dell'8 luglio 1997, il Governo ticinese trasmise detto avvertimento ai promotori del progetto Mendrisio, declinando espressamente qualsiasi responsabilità del Canton Ticino o della Confederazione nel caso in cui il rischio si fosse realizzato.
Siccome il casinò Admiral non ne tenne conto e inaugurò ugualmente la propria attività nel novembre del 1997, il Consiglio federale si è visto obbligato, non da ultimo in considerazione dell'effetto che tale modo di agire poteva avere sui progetti di altri casinò di soli giochi automatici, a intervenire drasticamente una seconda volta emanando, il 22 aprile 1998, l'ordinanza sugli apparecchi automatici da gioco. La legalità di tale provvedimento è stata nel frattempo pienamente confermata dal Tribunale federale. Il Parlamento ha fondamentalmente sostenuto tale nuova politica del Consiglio federale sul gioco d'azzardo varando la nuova legge sulle case da gioco e, in particolare, l'alquanto contestata regolamentazione transitoria. In base a detta regolamentazione soltanto i Kursaal esistenti in possesso di un permesso cantonale del gioco della boule approvato dalla Confederazione, ottengono una concessione provvisoria. Varie proposte che avrebbero permesso tra l'altro al casinò Admiral di continuare provvisoriamente l'attività dopo l'entrata in vigore della nuova legge sulle case da gioco, sono state respinte.
Nel dicembre scorso il Consiglio federale esaminò se la sospensione della moratoria potesse essere una via praticabile per evitare la chiusura dei casinò con soli giochi automatici; ha tuttavia desistito da tale proposito, poiché i numerosi cantoni che si erano attenuti alla moratoria e al successivo monito ne sarebbero stati penalizzati, avvantaggiando invece i cantoni che non avevano osservato né moratoria né moniti. Il Consiglio federale non può giustificare una simile situazione. Il Consiglio federale non ha preso nessuna decisione nuova, bensí ha confermato la situazione di diritto secondo la quale il casinò Admiral dovrà chiudere i battenti con l'entrata in vigore della nuova legge sulle case da gioco.
Risposte alle singole domande:
1. Tanto le autorità ticinesi quanto il casinò Admiral sono stati informati nel 1996 dal DFGP che l'ordinanza del 1° marzo 1929 concernente l'esercizio dei giochi nei Kursaal accordava al Consiglio federale un grande potere discrezionale per quanto concerne l'approvazione dei permessi cantonali del gioco della boule. Da questo contesto risulta sia che l'approvazione dei permessi del gioco della boule da parte del Consiglio federale ha un valore non solo dichiarativo ma anche costitutivo, sia che non esiste alcuna pretesa giuridica all'approvazione di un progetto da parte del Consiglio federale. Pertanto dove non esiste un diritto, non si può neppure parlare di diniego di giustizia. Questo vale non solo per il caso di Mendrisio, bensì anche per tutte le altre undici domande presentate prima (Leukerbad, Bienne e Sciaffusa) e dopo la moratoria. Il menzionato potere discrezionale sta alla base anche della moratoria decisa il 24 aprile del 1996 dal Consiglio federale, visto che l'aumento vertiginoso del numero dei casinò e la loro distribuzione non equilibrata nei cantoni e nelle regioni avrebbero pregiudicato i lavori e le finalità della nuova legge sulle case da gioco.
2. La domanda di Mendrisio è stata trattata esattamente come quella di Leukerbad. Entrambe sono state sottoposte al Consiglio federale per approvazione prima della decisione della moratoria ed entrambe sono incorse nella moratoria.
La domanda del Consiglio di Stato del Canton Ticino per il Kursaal di Mendrisio venne inoltrata alle autorità federali a metà novembre 1995. Tuttavia l'esame poté iniziare soltanto dopo l'invio della documentazione mancante (nel caso delle domande di Bienne e di Sciaffusa ciò non fu necessario, poiché le rispettive autorità si erano messe in contatto con l'Ufficio federale di polizia già nella primavera/estate del 1995 e avevano redatto la richiesta correttamente). Inizialmente l'esame è stato limitato, per ragioni di economia procedurale, alla controversa questione se Mendrisio, considerata la sua estrema vicinanza geografica, solo 15 chilometri di autostrada, dall'esistente Kursaal Lugano, fosse un'ubicazione autonoma per un casinò ai sensi dell'articolo 1 dell'ordinanza concernente l'esercizio dei giochi nei Kursaal. Per le autorità federali si aggiunge poi un altro motivo per cui verificare la domanda: infatti l'ex Kursaal di Stabio, che si trova nelle immediate vicinanze di Mendrisio, nel 1986 aveva chiesto di sua iniziativa di poter cessare l'attività per mancanza di clienti e insufficiente redditività del gioco della boule.
Per la Confederazione questo elemento sollevò notevoli e oggettive perplessità sulla possibilità che un casinò nel Mendrisiotto con il gioco della boule potesse adempiere le condizioni dell'articolo 1 dell'ordinanza concernente l'esercizio dei giochi nei Kursaal. Per chiarire la questione ebbero luogo, oltre a contatti per scritto e telefonici, anche numerose riunioni, fino al sopralluogo avvenuto a metà febbraio 1996. Oltre all'esame della domanda (iniziale) sul carattere autonomo dell'ubicazione del Kursaal, non si potè concludere l'esame delle altre condizioni per l'autorizzazione (p. es. forma giuridica, composizione, finanziamento del responsabile di una casa gioco, presupposti, disposizioni spaziali) prima della decisione della moratoria. Anche su tali ultimi punti non era chiaro se la domanda adempiva tutte le condizioni.
Per quanto riguarda le domande di Sciaffusa e di Bienne, la situazione era differente: nel caso di Sciaffusa infatti le autorità federali furono contattate la prima volta già nell'estate 1995, fatto che permise di preparare la richiesta nella maniera migliore; la domanda finale per l'approvazione giunse alla Confederazione il 5 dicembre 1995. L'esame della domanda fu pertanto sensibilmente più semplice e quindi più rapido, tanto da permettere al DFGP di trasmettere la domanda, per la decisione del Consiglio federale, già il 12 marzo 1996.
Per quanto riguarda la domanda di Bienne invece, il Consiglio federale è stato obbligato a onorare le promesse fatte dall'Ufficio federale di polizia nel quadro dell'esame preliminare e a rilasciare l'approvazione. Senza tali promesse, anche la domanda di Bienne, esattamente come quella del Canton Vallese riguardante Leukerbad, sarebbe indubbiamente stata soggetta alla moratoria e non sarebbe stata approvata. La domanda di Mendrisio, o piú esattamente quella del Canton Ticino, non è stata quindi l'unica a esser stata inoltrata alla Confederazione prima della moratoria e a non aver ottenuto l'approvazione.
3. L'elaborazione della nuova legge sulle case da gioco è stata un compito arduo e lungo per la commissione di esperti sia perché la Svizzera non possedeva una significativa esperienza al riguardo, sia perché di continuo si opponevano interessi divergenti. A ciò si deve aggiungere che, dopo l'approvazione nel 1993 del nuovo articolo costituzionale sui giochi d'azzardo, nonostante il permanere del divieto sulle case da gioco, le cerchie interessate sono diventate sempre più impazienti desiderando quanto prima prender parte all'affare estremamente lucrativo dei casinò e degli apparecchi automatici da gioco. Proprio questa enorme pressione ha condotto al boom, di cui si è prima accennato, complicando e rallentando particolarmente i lavori per la nuova legge sulle case da gioco, dato che il Consiglio federale e il DFGP si sono visti spesso costretti a imporre nuovamente l'ordine legale intervenendo con misure energiche (moratoria, emanazione dell'ordinanza sugli apparecchi automatici da gioco).
Per quanto concerne il casinò di Mendrisio, la sua apertura avvenne nella piena consapevolezza del rischio che poteva comportare. Non è pertanto lecito attribuire la responsabilità di una tale situazione al DFGP che, dal canto suo, l'aveva preannunciata esplicitamente. Comunque nel frattempo gli esercenti hanno potuto trarre dalla loro disponibilità ad assumersi tale rischio un profitto non certo indifferente.
4. Con la lettera del 17 novembre 1995 fu presentata la domanda per l'approvazione del permesso cantonale del gioco della boule per il Kursaal di Bienne, dopo che era già stata inoltrata una domanda di esame preliminare in data 2 agosto 1995. A causa dello stato avanzato e positivo dell'esame, l'ufficio federale competente assicurò ai responsabili del Kursaal di Bienne che sarebbe stata chiesta l'approvazione della domanda. Fiducioso di ottenere una risposta positiva il Kursaal di Bienne sostenne investimenti onerosi, prima che il Consiglio federale decidesse la moratoria del 24 aprile 1996. L'assicurazione e gli investimenti effettuati in base a essa hanno indotto, secondo la costante prassi del Tribunale federale in tali casi, il Consiglio federale a onorare l'assicurazione data e ad approvare il permesso cantonale del gioco della boule per il Kursaal di Bienne, quale unica eccezione alla moratoria in data 9 maggio 1996.
5. Il Consiglio federale ribadisce che il "destino" del casinò Admiral non dipende affatto dall'opinione di funzionari, ma piuttosto dalla decisione del Consiglio federale e del Parlamento.
6. L'allora capo del DFGP s'informò dettagliatamente sui singoli dossier e procedimenti, in particolare per Mendrisio. Al Consiglio federale non risulta prova di alcun pregiudizio da parte di funzionari della Confederazione al riguardo della domanda del casinò Admiral, ragion per cui non vi è motivo per aprire un'inchiesta in merito.
7. Nella legge sulle case da gioco non vi è alcun'altra disposizione che abbia sollevato tante discussioni durante le deliberazioni parlamentari come l'attuale regolamentazione transitoria sulla prosecuzione dell'attività dei Kursaal e dell'esercizio degli apparecchi automatici da gioco fuori dei Kursaal che hanno ottenuto l'approvazione del Consiglio federale. Le conseguenze di queste disposizioni sulle dodici domande per ottenere la licenza, e piú precisamente quella di Mendrisio, erano ben conosciute poiché molte proposte sono state rifiutate, tra cui anche quella che avrebbe permesso al casinò Admiral di proseguire la sua attività.
L'allora capo del DFGP aveva preso posizione davanti alle due commissioni d'esame preliminare riguardo a entrambi i casinò di soli apparecchi automatici di Mendrisio e di Herisau. Ci fu occasione di ritornare sull'argomento anche in sede plenaria. In tale circostanza il Consiglio federale trovò sorprendente che, di fronte alle chiare conseguenze per il casinò Admiral della regolamentazione transitoria adottata, in nessun intervento fossero fatti valere i rimproveri oggi sollevati nella presente interpellanza.
8. Contrariamente a quanto sostenuto dagli interpellanti, il capo del DFGP non ha mai ordinato la chiusura del casinò Admiral. A causa della decisione del Parlamento, il casinò Admiral non ha mai adempito le condizioni legali per il rilascio di una concessione provvisoria secondo l'articolo 61 capoverso 1 LGC, visto che non dispone di un permesso cantonale per il gioco della boule approvato dalla Confederazione. Pertanto, con l'entrata in vigore della nuova legge, deve cessare la sua attività. Per questo motivo il Governo ticinese chiede alle autorità federali di concedere a posteriori l'approvazione. Il capo del DFGP ha sottoposto tale proposta al Consiglio federale, competente in materia, che, il 13 dicembre 1999, ha deciso di non sospendere la moratoria sull'approvazione del gioco della boule. Nella lettera del 16 dicembre 1999 il capo del DFGP ha reso nota questa decisione al Consiglio di Stato del Canton Ticino.
Durante la preparazione della proposta all'attenzione del Consiglio federale di non sospendere la moratoria, il capo del DFGP ha esaminato con attenzione la situazione in cui si sarebbero trovate Mendrisio, Herisau e le altre dieci località con domande ancora pendenti, e ne ha informato esaustivamente il Consiglio federale prima che decidesse.
9. Il 13 dicembre 1999 il Consiglio federale ha confermato la decisione del 24 aprile 1996 (moratoria). Questa conferma è avvenuta dopo che il Consiglio federale ha preso conoscenza di tutti i fattori determinanti. Da allora non sono pervenuti altri elementi o argomentazioni, in grado di farlo ritornare sulla decisione presa. In particolare, anche a proposito dell'addebito secondo il quale il Consiglio federale avrebbe respinto illecitamente l'approvazione della domanda del casinò Admiral del 1996, non sono state presentate altre argomentazioni nuove, che non siano già state prima esaminate e respinte. Pertanto con la decisione del 19 gennaio 2000, in risposta alla domanda di riesame presentata dal Governo ticinese in merito al casinò di Mendrisio, il Consiglio federale ha di nuovo confermato la propria volontà di non sospendere la moratoria.
10. Il capo del DFGP ha domandato, durante la preparazione della proposta al Consiglio federale, che venissero vagliate molto attentamente possibili alternative alla chiusura dei casinò di Herisau e Mendrisio. Dalla loro analisi minuziosa però risultava che l'unica alternativa possibile implicava necessariamente la sospensione della moratoria. Ciò avrebbe sì evitato la chiusura del casinò Admiral, ma avrebbe nel contempo "punito" i numerosi cantoni che, rispettando la moratoria del Consiglio federale, hanno sospeso tutti i progetti di case da gioco sul loro territorio fino all'entrata in vigore della nuova LGC. Accettare una tale disparità di trattamento a scapito di numerosi cantoni e a favore di Mendrisio sarebbe oltremodo ingiusto visto che gli stessi promotori del casinò Admiral, pienamente consapevoli del rischio e nonostante i tempestivi avvertimenti scritti del DFGP e dello stesso Governo del Canton Ticino, hanno creato una situazione di fatto compiuto delle cui conseguenze negative ora intendono addossare la colpa al Consiglio federale.
Il Consiglio federale deplora il fatto che con la chiusura del casinò Admiral vadano persi posti di lavoro. È tuttavia convinto che tale perdita di posti di lavoro nel Canton Ticino sarà largamente compensata dalle case da gioco, che dopo l'entrata in vigore della nuova legge, otterranno la concessione A o B.
Risposta del Consiglio federale.