Lexipedia

preparatory:AB 341015

Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2024-06-10

Wortprotokoll

Il Consiglio federale è incaricato di ripristinare i controlli alle frontiere con l'Italia fino a quando l'accordo di Dublino non sarà nuovamente rispettato da quest'ultima. Questa è la proposta contenuta nella mia mozione. Da dicembre 2022 l'Italia ha sospeso in modo unilaterale l'accordo, di fatto causando un problema al nostro paese, perché se l'Italia non applica più l'accordo significa che i controlli ai margini dello spazio di Dublino non sono più garantiti e di conseguenza le frontiere svizzere a loro volta non sono più controllate.

Sono stupito dalla passività del Consiglio federale. Sembra infatti che sia più intenzionato a non dispiacere ai paesi a noi vicini e all'Unione europea piuttosto che a trovare delle soluzioni per la sicurezza del nostro paese. In effetti si dimostra sempre ligio e leale con gli accordi internazionali, mentre proprio alcuni paesi membri dell'Unione europea non li rispettano senza farsi particolari problemi. Il sistema di Dublino, vincolante per gli Stati membri dell'UE e per gli Stati associati come la Svizzera, prevede che la competenza dell'esecuzione della procedura d'asilo spetti al primo paese in cui la persona rifugiata arriva. Se in seguito si trasferisce in un altro Stato, quest'ultimo può rinviare la persona nel paese d'arrivo, anche se lì non aveva presentato domanda di asilo.

Tuttavia, con la sospensione dell'accordo da parte dell'Italia questo concetto è caduto e, di fatto, l'unica soluzione per fare quanto l'Italia non fa è che la Svizzera ripristini i controlli ai confini. L'esempio dell'Austria dimostra che ciò è possibile, anche in base al diritto europeo. Da settembre 2022 a gennaio 2023 ha introdotto dei controlli alle frontiere con la Slovacchia. Anche la Germania ha ripristinato i controlli alle frontiere con l'Austria dopo la crisi dei rifugiati del 2015 e li ha recentemente prorogati.

Nella sua presa di posizione il Consiglio federale sostiene: "Intanto il ripristino dei controlli alle frontiere interne conformemente all'articolo 25 del codice frontiere Schengen non implica né una sospensione della cooperazione Schengen né una vera e propria chiusura delle frontiere, bensì consiste nell'introdurre controlli delle persone ai confini.

Le frontiere resterebbero dunque aperte alle persone in cerca di protezione." Esatto, è proprio quello che si chiede. Nessuno di noi esige la costruzione di muri ai confini, ma unicamente l'applicazione delle leggi e degli accordi internazionali.

Per questi motivi, con la mia mozione chiedo di fatto di attuare una soluzione straordinaria di fronte a un problema straordinario, almeno fintanto che l'Italia non tornerà ad applicare l'accordo di Dublino e a garantire il controllo e la registrazione dei richiedenti l'asilo ai confini.