preparatory:AB 341029
Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2024-06-10
Wortprotokoll
A seguito della decisione unilaterale dell'Italia del dicembre 2022 di sospendere l'Accordo di Dublino, il Consiglio federale è incaricato di congelare il secondo contributo svizzero all'Italia di 20 milioni di franchi relativo all'attuazione di programmi di cooperazione per il sostegno di misure nel settore della migrazione, il credito quadro per la migrazione, a favore di Stati membri dell'UE selezionati. Questa decisione dovrà essere mantenuta fino a quando l'Italia non ripristinerà l'accordo di Dublino. Questo in sintesi è quanto chiede la mia mozione.
D'altronde chi di voi pagherebbe un conto al ristorante senza ricevere il pasto ordinato? O chi di voi pagherebbe un bene non recapitato? Ci troviamo più o meno nella stessa situazione: la Svizzera versa 20 milioni di franchi, quelli dei contribuenti svizzeri, all'Italia per applicare un accordo di Dublino che quest'ultima ha sospeso da ormai 17 mesi. Mi stupisco che si debba fare una mozione per chiedere[NB]quello[NB]che[NB]dovrebbe[NB]essere naturale, ovvero la sospensione del pagamento, almeno fino a quando l'accordo verrà ripristinato.
Nel suo parere sulla mia mozione il Consiglio federale sostiene quanto segue: "Il secondo contributo è uno strumento della politica europea della Svizzera. Nell'attuale contesto delle relazioni bilaterali con l'UE non sarebbe opportuno mettere in discussione il sostegno strutturale a lungo termine all'Italia, anche perché l'8 giugno 2023 il Consiglio dell'Unione europea ha raggiunto un'intesa di massima per sancire giuridicamente la solidarietà nel settore della migrazione. Il previsto meccanismo di solidarietà, nella sua forma attuale, non è vincolante per la Svizzera, ma sostenendo l'Italia il nostro paese dimostra di assumersi le sue responsabilità nel quadro della politica migratoria europea."
In sintesi, il Consiglio federale anche qui sembrerebbe il più interessato a non dispiacere all'Unione europea e ad un suo Stato membro, piuttosto che chiedere, anche sospendendo il pagamento, il ripristino degli accordi. Il governo ha dimostrato negli ultimi mesi di agire in modo scaltro, anche violando crassamente gli accordi in essere. Alcuni esempi, oltre alla sospensione dell'Accordo di Dublino, di progetti che ha annunciato di voler attuare: l'introduzione di una tassa sanitaria sui frontalieri quando l'Italia ha recentemente sottoscritto l'accordo sui frontalieri che non la prevede, anzi, ne vieta altri tributi, oppure la tassa a carico dei frontalieri che sono soci di società a garanzia limitata in Svizzera perché ritenute dallo Stato italiano strumento dei lavoratori italiani in Svizzera per eludere il fisco. Pare evidente che sia necessario cambiare tattica, se non vogliamo essere più papisti del Papa. Oltre che senza Accordo di Dublino ci troviamo pure con meno [PAGE 1142] soldi in cassa perché continueremo a darli all'Italia per attuare un accordo che ha deciso unilateralmente di sospendere.