Rapporto del Controllo federale delle finanze per la Delegazione delle finanze delle Camere federali e il Consiglio federale sull'attività svolta nel 2000
Rapporto del Controllo federale delle finanze per la Delegazione delle finanze delle Camere federali e il Consiglio federale sull’attività svolta nel 2000
del 23 marzo 2001
Onorevoli presidenti e consiglieri,
Abbiamo l’onore di sottoporre alla vostra attenzione il rapporto del Controllo fede- rale delle finanze sulla sua attività svolta nell’anno trascorso. Ai sensi dell’articolo 14 capoverso 3 della legge sul controllo delle finanze (LCF; RS 614.0) il rapporto deve riferire sulla portata e sugli aspetti più importanti della sua attività di revisione, su accertamenti e valutazioni rilevanti, come pure sulle pendenze e sui motivi degli eventuali ritardi. Il rapporto è pubblicato.
Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l’espressione della nostra alta considera- zione.
23 marzo 2001 Controllo federale delle finanze: Il direttore, Kurt Grüter
2001-0411 2129
Compendio
Il Controllo federale delle finanze (CDF) è l’organo supremo di vigilanza sulle fi- nanze della Confederazione e allestisce autonomamente ogni anno il suo program- ma d’esame. Esso fornisce al Parlamento le basi che gli consentono di esercitare le sue competenze finanziarie e l’alta vigilanza sull’amministrazione e la giustizia. Nel contempo, con la sua attività di verifica, aiuta il Consiglio federale nella vigilanza sull’amministrazione. L’effettivo del personale del CDF consta di circa 80 persone. Il CDF esamina con sondaggi per campionatura un volume finanziario annuo che solo nel settore del conto di Stato ascende a circa 50 miliardi di franchi di uscite ed entrate. Ad esso vanno aggiunti diversi fondi con conti propri come il Fondo AVS, il Fondo di com- pensazione dell’assicurazione contro la disoccupazione o il Fondo per i grandi pro- getti ferroviari AlpTransit e Ferrovia 2000, nonché numerose organizzazioni affi- liate. Durante l’anno in rassegna il CDF ha – condotto 36 revisioni finali presso la Confederazione, i suoi fondi e le sue imprese, – effettuato 97 revisioni di unità amministrative e verifiche speciali nel settore amministrativo, – concluso 19 revisioni presso diverse organizzazioni e – esercitato il mandato di revisione presso dieci organizzazioni internazionali. La panoramica non comprende i numerosi controlli dei datori di lavoro, i diversi chiarimenti per conto della Delegazione delle finanze delle Camere federali, delle Commissioni delle finanze e del Consiglio federale nonché i mandati di lieve entità. Il CDF ha potuto effettuare circa l’80 per cento delle verifiche pianificate nel pro- gramma di lavoro del 2000. La maggior parte ha potuto essere conclusa e trasmes- sa alla Delegazione delle finanze delle Camere federali. La ragione dell’adempi- mento solo parziale del programma di lavoro va ricercata nella mancanza di risorse dovuta a vacanze, ritardi o nuove priorità, di cui si è dovuto tener conto nel corso dell’anno in rassegna. Così il CDF ha eseguito verifiche non pianificate come ad esempio l’esame degli addebiti di cattiva gestione presso le FFS. Nella grande maggioranza dei casi, il CDF ha potuto formulare un giudizio positivo sull’amministrazione, il cui lavoro è considerato accurato, economico e professio- nale. In casi singoli è stata tuttavia riscontrata un’attenzione insufficiente nei con-
fronti degli imperativi di parsimonia ed economicità. In qualche caso è stata criti- cata anche la tenuta della contabilità. Attraverso la propria attività di verifica il CDF ha saputo nuovamente indicare op- portunità di risparmio dell’ordine di decine di milioni. L’obiettivo primario del Controllo delle finanze non consiste tuttavia nella quantificazione in franchi e cen- tesimi del risparmio realizzato. La sua importanza risiede piuttosto nell’accer-
tamento dei punti deboli della contabilità e della gestione finanziaria dell’ammini- strazione, nella prevenzione nonché nella consulenza ai singoli servizi. Il CDF si impegna per un’amministrazione economica, responsabile ed efficiente e serve per- ciò in ultima analisi anche ai contribuenti quali fruitori di prestazioni pubbliche. Questa utilità dispiegata a favore del pubblico giustifica i costi del CDF. Il presente rapporto informa sugli aspetti principali e sulla portata della sua attività di revisione, su accertamenti e valutazioni rilevanti, come pure sulle pendenze dell’attività di revisione. – Il capitolo 1 tratta un aspetto principale dell’attività di verifica del CDF du- rante l’anno in rassegna, ossia l’informatica della Confederazione, che è stata sottoposta a una riorganizzazione sostanziale e ha dovuto affrontare sfide particolari con l’introduzione dell’applicazione standard SAP/R3. – Il capitolo 2 riprende altri importanti campi di verifica del CDF come il conto di Stato, la gestione amministrativa orientata all’efficacia, la coope- razione allo sviluppo, AlpTransit, Expo.02, il settore dei PF, le imposte fe- derali e le assicurazioni sociali. In occasione delle verifiche si è dovuto purtroppo continuamente constatare come si dia poca rilevanza ai sistemi di controllo interni. Sistemi di controllo interni efficaci, pur non potendo impe- dire azioni dolose né un impiego di mezzi antieconomico e inadeguato, di- minuiscono in maniera efficace i relativi rischi. – Il capitoli 3 e 4 si occupano in forma sintetica di alcune verifiche nei singoli dipartimenti e nelle organizzazioni internazionali. La lista delle verifiche eseguite e concluse con un rapporto all’attenzione della Delegazione delle finanze delle Camere federali si trova nell’allegato. – Il capitolo 5 elenca le pendenze dell’attività di revisione e la segnalazione di avvenimenti particolari. Fortunatamente il dossier concernente la Cassa pensioni può essere chiuso. Il conto annuale può, per la prima volta dopo oltre dieci anni, venir raccomandato per l’approvazione senza limitazioni. In merito all’appropriazione indebita presso il PF di Zurigo e alle irregola- rità nel settore dell’asilo, il CDF ha dovuto, in virtù dell’articolo 15 capo- verso 3 della legge sul controllo delle finanze, informare i dipartimenti inte-
ressati, il capo del Dipartimento federale delle finanze e la Delegazione delle finanze delle Camere federali prima della conclusione della procedura di verifica e di appuramento. – I compiti del CDF non si limitano soltanto alle verifiche, bensì comprendo- no anche il sostegno al Parlamento e alla Delegazione delle finanze delle Camere federali nonché le attività di consulenza. Il capitolo 6 informa su tali attività. – Il capitolo 7 è dedicato agli affari interni del CDF, al suo funzionamento e alle risorse disponibili. – Il CDF è inglobato in una fitta rete di organi di vigilanza e può pertanto fruire di un ricco scambio di esperienze. I contatti con le Corti dei conti esteri sono regolari, segnatamente con Germania, Austria, Francia, Gran
Bretagna, Paesi Bassi e Ungheria. Il CDF ha tuttavia approfondito anche la collaborazione con i controlli cantonali delle finanze. Il capitolo 8 fornisce una visione d’assieme sulle relazioni con i differenti organi e istituzioni di vigilanza in Svizzera e all’estero. – Il capitolo 9 propone infine una panoramica delle future sfide del CDF.
I seguenti accertamenti del CDF si riferiscono in particolare a circostanze e avvenimenti degli anni di revisione 1999 e 2000, riscontrati durante le verifi- che effettuate nell’anno in rassegna. Al momento della relazione non si è po- tuto giudicare in maniera esaustiva in quale misura i punti deboli illustrati siano stati eliminati e in che modo le raccomandazioni del CDF siano già state tradotte in pratica. Le verifiche completive del 2001 permetteranno di giudicare lo stato concreto dei singoli affari.
Rapporto
1 Verifica informatica
L’intero settore informatico dell’Amministrazione federale è stato sottoposto a un’ampia riorganizzazione, la cui attuazione non è ancora ultimata. Il Con- trollo federale delle finanze (CDF) ha pertanto dato la sua priorità a questo settore. Per le sue verifiche esso si è concentrato sulla collaborazione delle strutture di tecnologia informatica più diffuse, sul funzionamento dei processi conforme alle esigenze e sull’impiego efficiente degli strumenti di conduzio- ne. Il CDF tira un bilancio generale dell’introduzione dell’applicazione stan- dard di contabilità SAP/R3 nell’Amministrazione federale. Esso ha inoltre preso posizione all’attenzione del Consiglio federale in merito al rapporto del Dipartimento federale delle finanze concernente le misure di sicurezza nel settore informatico. Le sue osservazioni vanno giudicate positivamente non da ultimo in vista dell’evoluzione dell’e-business e dell’e-government nonché della criminalità economica e dell’aumento del terrorismo informatico ad essi legati.
L’informatica dell’Amministrazione federale è sottoposta a una riorganizzazione senza precedenti. Il progetto Nove-IT, lanciato nel 1997, concerne sia l’infrastruttura sia l’insieme dei processi o l’organizzazione dei differenti partner, indipendente- mente se questi ultimi sono destinatari o fornitori di prestazioni. La verifica infor- matica è pure interessata dalla riorganizzazione. Pronunciandosi il 30 novembre 1998 sul seguito del progetto, il Consiglio federale ha rinunciato alla costituzione di un nuovo ispettorato informatico e confermato i compiti di verifica informatica del CDF. Nel 2000 l’attività del CDF nel settore della verifica informatica ha riguardato tre aspetti: – la collaborazione con i nuovi organi instaurati dal progetto Nove-IT, – il settore SAP R/3, – la sicurezza informatica in genere.
1.1 Collaborazione in seno all’organizzazione Nove-IT
Il CDF è intervenuto in differenti occasioni presso la Consulenza informatica della Confederazione, il nuovo Organo di strategia informatica della Confederazione (USIC), nonché i responsabili del progetto Nove-IT, segnatamente per vigilare af- finché la definizione dei nuovi processi risponda in maniera adeguata alle esigenze e che siano realizzati strumenti di gestione efficaci. Il tema del repertoriamento delle applicazioni e dell’infrastruttura informatici – oggi inesistente – resta uno scoglio importante. La legislazione sulle finanze della Confe- derazione prescrive la tenuta di un inventario del genere, indispensabile all’armoniz-
zazione degli standard preconizzata da Nove-IT o alla gestione efficace della sicu- rezza. Al CDF spiace che la nuova ordinanza concernente l’informatica e la teleco- municazione1 abbia comportato due peggioramenti importanti sul piano della sicu- rezza informatica: – L’abrogazione dell’ordinanza concernente la protezione delle applicazioni e dei sistemi informatici nell’Amministrazione federale2 e in particolare la soppressione dell’obbligo di esaminare entro cinque anni (termine scaduto il 15 giugno 1996) tutti i sistemi esistenti. Il CDF rileva che tale esigenza non è mai stata interamente soddisfatta. – L’abbandono dell’obbligo secondo cui l’ex-Ufficio federale dell’informatica (OFI) doveva repertoriare le principali applicazioni informatiche e tenere un inventario delle informazioni necessarie alla protezione dei sistemi3. Il CDF rileva che questo obiettivo non è mai stato pienamente realizzato. Gli ispettorati delle finanze degli Uffici sono d’altronde stati resi attenti alla formu- lazione di nuovi accordi di prestazioni (Service Level Agreement) che regolamente- ranno le relazioni tra i fornitori e i destinatari di prestazioni informatiche. È essen- ziale, infatti, che i diritti necessari a un’esecuzione efficace della sorveglianza finanziaria da parte dei servizi di revisione interna siano previsti in questi contratti.
1.2 Settore SAP R/3
Le applicazioni informatiche SAP R/3 costituiscono un settore che presenta alti ri- schi finanziari, sia per i volumi finanziari che esse permettono di gestire sia per le somme spese per il loro sviluppo. Il CDF ha proceduto nel corso dell’anno 2000 a un bilancio generale dell’introdu- zione di quest’applicazione standard in seno dell’Amministrazione federale. Le principali constatazioni figurano di seguito.
1.2.1 Gestione del progetto per l’introduzione SAP R/3
Su proposta dell’Amministrazione federale delle finanze (AFF) il 14 dicembre 1994 la Conferenza informatica della Confederazione ha deciso di adottare SAP R/3 come programma di contabilità standard per tutti gli Uffici federali. Con la coordinazione dell’AFF è stato sviluppato e testato in diversi Uffici un modello di riferimento per le contabilità dei servizi. La discussione sull’integrazione della contabilità centrale, i legami tra i moduli o l’adattamento dei processi di gestione sono rinviati a più tardi. Nel contempo, la Conferenza informatica decide che il modulo «Human Resource»
1 Ordinanza del 23 febbraio 2000 concernente l’informatica e la telecomunicazione nell’Amministrazione federale (OIAF, RS 172.010.58).
2 Ordinanza del 10 giugno 1991 (RS 172.010.59).
3 Articolo 3 capoverso 3 lettera g dell’ordinanza dell’11 dicembre 1989 concernente l’istituzione dell’UFI (RS 172.010.58).
di SAP non entra in linea di conto per il progetto BV PLUS che succederà all’appli- cazione PERIBU4. Nel suo rapporto d’attività per il 1996 del 18 febbraio 1997, il CDF aveva già rile- vato le principali debolezze di questo progetto5. Un’applicazione come SAP R/3 può dare vantaggi a un’impresa unicamente se la stessa rimodella e unisce tutti i suoi processi di gestione. Le decisioni prese il 19 dicembre 1997 dal Consiglio federale hanno contribuito a frenare gli sviluppi selvaggi e a rafforzare la collaborazione a livello operativo. Si sono però dovuti aspettare oltre quattro anni e le reazioni spesso vivaci degli utenti prima che il Gruppo di condotta SAP decidesse il 15 settembre 2000 il lancio del progetto InSAP che persegue la totale unificazione dei processi di gestione presso tutta l’Amministrazione federale, compresa la loro integrazione nella contabilità centrale alla fine del 2004. Come per molti altri progetti sovradipartimentali, le ragioni di questa lentezza vanno ricercate essenzialmente nella struttura organizzativa dell’Amministrazione federale che lascia un margine di manovra troppo importante ai dipartimenti nel settore della gestione corrente. Le differenti strutture di coordinamento attuate successivamente (Conferenza informatica della Confederazione, Consiglio informatico, Comitato di- rettivo SAP, Comitato di coordinazione SAP, Gruppo di controllo SAP) presentano tutte lo stesso difetto di essere dei sistemi di milizia (le persone non possono consa- crarvi il tempo necessario) che lavorano su una base consensuale (ricerca del com- promesso che preserva gli interessi dei rappresentanti dei differenti partner, siano essi dipartimenti o Uffici). Organi del genere non si prestano all’introduzione di un software che implica l’unificazione dei processi di gestione.
1.2.2 Redditività e trasparenza dei costi
Su un piano generale, la redditività dell’introduzione di SAP R/3 non è ancora pro- vata. I vantaggi attesi non saranno probabilmente ottenibili prima della fine del 2004. Oggi è difficile dire se giustificheranno i costi di dieci anni di lavoro d’intro- duzione. In generale, il CDF critica, dall’inizio del progetto, l’assenza di trasparenza nel settore dei costi. Una ragione di questa situazione è l’assenza di un progetto o di un programma centrale che includa tutti i progetti SAP. Non esiste di fatto alcuna procedura di rilevazione centralizzata che permetta di riunire tutti i costi legati all’introduzione di SAP R/3. Il CDF constata d’altra parte che la mancanza di personale qualificato costa caro all’Amministrazione federale. Questa deve ricorrere a mandatari esterni le cui tariffe sono molto onerose e che sono ingaggiati soltanto per progetti puntuali e non cono- scono i modelli sviluppati in altri Uffici. Il CDF ha d’altronde formulato diverse rac- comandazioni relative alla gestione delle licenze SAP R/3, volte a ridurre i costi in questo settore.
4 Questa decisione sarà riveduta in favore di SAP soltanto all’inizio del 1997, dopo l’interruzione del progetto BV PLUS. 5 Vedi segnatamente numero 582 del rapporto d’attività 1996 del CDF (pubblicato il 18 febbraio 1997).
1.2.3 Regolarità della tenuta delle contabilità tramite
I problemi relativi alla regolarità contabile vengono constatati sia nella contabilità dei servizi sia nel legame tra queste differenti contabilità e la contabilità centrale. Le verifiche negli Uffici hanno mostrato: – lacune importanti nei sistemi di controllo interno, in particolare la mancata separazione delle funzioni tra le persone incaricate di compiti delicati oppure lo svolgimento dei compiti contabili da parte di consulenti informatici ester- ni, – parametrizzazioni di sistemi che rendono inoperanti le misure di controllo budgetario e che comportano sorpassi budgetari non autorizzati, – problemi nella delimitazione dei periodi contabili, – un’assenza di concezioni nell’archiviazione dei dati contabili, – sviluppi di sistemi che non corrispondono al modello di riferimento del- l’AFF. Su un piano più generale, il CDF ha rilevato segnatamente: – problemi di concordanza tra la contabilità dei servizi e la contabilità cen- trale, – problemi d’interfaccia tra le contabilità degli Uffici e il sistema di informa- zione del personale BV PLUS e – un sostegno metodologico e organizzativo insufficiente agli Uffici nell’intro- duzione di SAP.
1.2.4 Regolarità del trattamento dei dati con SAP R/3
I problemi nel settore informatico risiedono essenzialmente nella gestione insoddi- sfacente dei diritti d’accesso. Queste lacune si possono segnatamente osservare: – a livello di sistema e di archivi di lavoro (segnatamente gli archivi di trasfe- rimento di dati tra gli Uffici e la contabilità centrale), – nelle applicazioni, – nella sorveglianza insufficiente delle mutazioni dei diritti d’accesso, – nei diritti troppo ampi accordati a informatici esterni. Altre lacune sono state rilevate nel settore della gestione dei programmi, nella sepa- razione insoddisfacente tra i settori di produzione e di test, nonché nel controllo dell’attività dei responsabili di sviluppo esterni.
1.2.5 Prospettive nel settore SAP R/3
Diverse misure sono state prese alla fine del 2000 per tentare di migliorare la situa- zione. La più promettente tra esse è il lancio del progetto InSAP (integrazione SAP)
che mira alla totale unificazione dei processi di gestione presso tutta l’Amministra- zione federale, compresa la loro integrazione nella contabilità centrale alla fine del 2004. Spetterà agli organi dell’alta vigilanza finanziaria adoperarsi, affinché il progetto d’integrazione InSAP mantenga le sue promesse per la fine dell’anno 2004. Even- tuali ritardi nell’avanzamento della riforma del modello contabile non possono esse- re esclusi. Sarà opportuno badare all’attuazione di misure volte a evitare che tali ri- tardi comportino dei differimenti nell’unificazione dei processi di gestione e nel consolidamento dei dati in un sistema SAP centrale.
1.3 Sicurezza informatica
Il CDF si è pronunciato in modo critico sul rapporto concernente la sicurezza infor- matica del 25 agosto 2000 del Dipartimento federale delle finanze all’attenzione del Consiglio federale. Il CDF ha constatato che il rapporto era troppo ottimistico in di- versi settori e non rispecchiava fedelmente la situazione effettiva. Dall’ultimo rile- vamento, la sicurezza informatica infatti è tendenzialmente peggiorata per diverse ragioni. Si constata questo peggioramento in un momento in cui l’e-commerce e l’e- government sono caratterizzati dall’aumento della criminalità economica e del terro- rismo informatico. Le lacune constatate sono riconducibili soprattutto all’attenzione insufficiente degli utenti, all’inventariamento carente dei rischi e ai gateway. Nell’anno in rassegna i responsabili dell’informatica della Confederazione hanno dovuto affrontare sfide straordinarie. Non si è dovuto soltanto realizzare l’ambizioso progetto di riorganizzazione Nove-IT, bensì far fronte anche al passaggio all’anno 2000, ciò che non ha permesso di rafforzare la sicurezza nella misura desiderata. Così, l’inventariamento, una misura di sicurezza essenziale, non ha potuto essere continuato. Nove-IT e le migrazioni di personale ad esso legate hanno comportato però anche una perdita di competenze importanti in Uffici chiave, ciò che ha pure avuto ripercussioni sulla sicurezza informatica. Gli effetti di sinergia auspicati grazie al progetto non possono essere realizzati dall’oggi al domani. Si sono inoltre avute resistenze da parte di diversi gestori e utenti. L’Organo di strategia informatica della Confederazione chiede il rilevamento di dati degni di protezione, un’analisi dei rischi, un catalogo di misure e l’autovalutazione degli Uffici sotto la vigilanza dei responsabili della sicurezza. Il CDF ha dovuto constatare che quattro dipartimenti e l’UFIT non hanno ancora dato seguito a questo compito. Inoltre i dati già rilevati erano parzialmente incompleti e non aggiornati. Le verifiche del CDF hanno mostrato come i processi dell’esame dei dati e dell’at- tualizzazione delle banche-dati in diversi Uffici sono manifestamente insufficienti. Infine si è dovuto criticare il fatto che i tre più importanti centri di calcolo della Con- federazione sono privi di piani in casi di catastrofe.
2 Altri importanti campi di verifica
Il CDF ha fissato, come altre priorità, la verifica del consuntivo e dei conti annuali degli otto Uffici federali con mandato di prestazioni e budget globale (GEMAP), l’efficacia dei controlli interni presso gli Uffici federali esaminati, i programmi d’aiuto della cooperazione svizzera allo sviluppo in Ecuador e Perù, la vigilanza e il controllo della NFTA, Expo.02, le ripercussioni del- l’acquisizione dell’autonomia nel settore dei PF, la vigilanza finanziaria can- tonale nel settore fiscale della Confederazione nonché, nel settore delle assi- curazioni sociali, l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, l’assicurazione contro la disoccupazione e le casse di compensazione dei datori di lavoro.
2.1 Consuntivo 1999
Il consuntivo della Confederazione pubblicato con il messaggio del Consiglio fede- rale del 29 marzo 2000 con un’eccedenza di uscite nel conto finanziario pari a 2,6 miliardi di franchi corrisponde alla documentazione esaminata dal CDF. La contabilità centrale della Confederazione viene tenuta in maniera conforme e ordi- nata. La contabilità e il consuntivo 1999 corrispondono, con la limitazione della Cassa pensioni della Confederazione, alle prescrizioni legali. Il CDF ha pertanto raccomandato al Parlamento di approvare il consuntivo del 1999. Nel rapporto dell’organo di controllo della Cassa pensioni concernente il conto spe- ciale 1999 sono state formulate diverse riserve, che si ripercuotono in maniera corri- spondente sulle cifre del bilancio della Confederazione. Si è trattato di crediti non confermati, conti bloccati non documentati e la definizione aperta della riserva ma- tematica e dei certificati d’assicurazione in relazione con la verifica dei dossier. Nel frattempo queste lacune sono state eliminate. Il conto della Cassa pensioni per il 2000 può essere, per la prima volta da oltre dieci anni, raccomandato per l’appro- vazione senza limitazioni. Pure per le unità GEMAP si sono dovute formulare riserve. Le lacune constatate, in particolare il rilevamento incompleto delle compensazioni delle prestazioni, la con- tabilità degli immobilizzi mancante, la documentazione lacunosa non sono tuttavia d’importanza essenziale per il giudizio complessivo del consuntivo. Dal punto di vista del rendiconto («true and fair view») il CDF ha dovuto rendere attenti sul fatto che l’aumento del disavanzo della Confederazione per l’importo di 19 miliardi di franchi non corrisponde all’eccedenza delle spese del conto economi- co pari a 4,4 miliardi di franchi. La differenza è in relazione con la compensazione di prestiti FFS all’interno del bilancio della Confederazione. Queste scritture conta- bili sono corrette dal profilo giuridico, ma il procedimento scelto dovrebbe essere analizzato almeno riguardo ai principi contabili generalmente riconosciuti. La creazione di fondi autonomizzati come ad esempio del Fondo per i grandi pro- getti ferroviari rende più difficile la trasparenza in materia di politica finanziaria. Anche se nei messaggi concernenti il preventivo e il consuntivo si procede a un con-
solidamento di entrambi i conti, l’interesse politico è rivolto al saldo del conto fi- nanziario che, seppur incompleto, è determinante ai fini della gestione politico fi-
nanziaria. Le uscite del Fondo per i grandi progetti ferroviari ammontavano nel 1999 a 864 milioni di franchi, l’eccedenza delle uscite, che ha dovuto essere finanziata tramite prestiti federali e anticipi soggetti a interessi, a 617 milioni di franchi. Nei suoi rapporti, il CDF ha già a diverse riprese indicato i punti deboli del rendi- conto della Confederazione. Nell’anno in rassegna le discussioni sul modello dei conti della Confederazione si sono messe in moto. L’Università di San Gallo ha re- datto, su mandato dell’industria del cemento, una perizia sull’elaborazione futura del modello dei conti. Nella sua presa di posizione, il CDF ha seguito due suggerimenti della perizia. Esso è favorevole in particolare al passaggio del rendiconto odierno dal principio secondo la cassa al principio secondo la competenza (accrual) nonché a una maggiore armonizzazione con standard e norme internazionali. Tuttavia, il CDF vede una necessità di agire anche nell’ambito del calcolo di costi e prestazioni, dei crediti d’impegno, dei conti d’ordine del bilancio, del trattamento contabile di fattori speciali nonché delle contabilità dei progetti. Il Dipartimento federale delle finanze ha nel frattempo iniziato un progetto. Si prevede di sottoporre al Parlamento, ancora entro la metà del 2003, un messaggio sulla revisione della legge sulle finanze della Confederazione.
2.2 Gestione con mandato di prestazioni e budget globale
(GEMAP) Il CDF ha proceduto per tutte le otto unità GEMAP a una verifica finale del conto annuale 1999. Nell’occasione sono state constatate diverse lacune, che hanno inte- ressato da una parte l’investimento dell’esercizio in quanto tale, dall’altra anche la gestione dei progetti da parte di singoli Uffici. Si è dovuto criticare soprattutto la significatività del calcolo dei costi e delle prestazioni. Ciò è particolarmente fasti- dioso, poiché questo strumento di gestione di economia aziendale deve mettere a disposizione anche le informazioni che permettono di sapere se il grado di copertura delle spese voluto ha potuto essere effettivamente raggiunto e se esiste un sussidia- mento trasversale tra settore pubblico e quello dell’economia di mercato. La signifi- catività è limitata soprattutto dal fatto che non è stato possibile attestare la comple- tezza delle cosiddette fatture pro forma né prendere in considerazione, se non con stime, gli interessi calcolatori e gli ammortamenti, non da ultimo a causa della man- canza della contabilità degli investimenti. Si è dovuto criticare pure il fatto che non sempre è stato possibile determinare con calcoli l’esigenza di risparmio. Inoltre è problematico che tale esigenza possa venir soddisfatta con il rinvio degli investi- menti. Le lacune sono state discusse con la direzione del progetto GEMAP e gli Uffici inte- ressati. Dall’inizio del 2000 le prestazioni interne sono registrate in un libro ausilia- rio, cosicché è stata creata la base per la revisione. Per la prova dell’esigenza di ri- sparmio è stato realizzato un modulo standard. Le verifiche completive nell’anno in corso permetteranno di giudicare l’adeguatezza alla revisione. Il CDF ha inoltre chiesto che le differenti constatazioni siano incluse anche nel giudizio generale, che servirà al Consiglio federale come base decisionale per il futuro modo di procedere, una volta conclusa la fase pilota.
2.3 Verifica dei controlli interni
Quando esegue l’inventario dei rischi ai quali è confrontata, quando disciplina chia- ramente le competenze dei suoi differenti responsabili d’unità o quando determina le decisioni o transazioni che sono valide soltanto dopo una conferma da parte di una seconda persona, la direzione di un Ufficio rinforza il suo controllo interno. Queste misure le permetteranno di meglio attuare la politica dell’Ufficio e diminuire i rischi di qualsiasi genere. I principi di tenuta regolare della contabilità e di presentazione dei conti esigono l’attuazione di un controllo interno di questo genere. Secondo le norme edite dalla Camera fiduciaria, il consiglio d’amministrazione e la direzione sono responsabili dell’attuazione e della garanzia dell’efficacia duratura del controllo interno. In seno all’Amministrazione federale questa responsabilità incombe segnatamente al Consi- glio federale e alle direzioni degli Uffici. Secondo il CDF, il grado di sviluppo del controllo interno attuato dagli Uffici è uno dei fattori essenziali nella pianificazione dei lavori di verifica. L’analisi dei processi permette di determinare i rischi, le misure attuate per gestire questi rischi e l’efficacia di queste misure. Se i risultati di quest’analisi sono soddisfacenti, le pro- cedure sono sicure e il rischio d’errore diminuisce. Questa situazione è auspicabile per l’Ufficio, ma anche per il revisore che potrà limitare le sue verifiche a un cam- pione inferiore di dossier. Tali verifiche vengono attualmente eseguite sistematica- mente. Esse hanno permesso, presso diversi Uffici, di identificare lacune importanti nei settori seguenti: – Documentazione delle procedure: si tratta probabilmente del problema più frequente. Vi sono procedure documentate in modo insufficiente o la cui do- cumentazione non è aggiornata. Non c’è niente che assicura che queste pro- cedure, che si fondano su usi trasmessi oralmente, siano applicate durevol- mente. L’assenza o la partenza di una persona-chiave può rendere nullo un tale sistema di controllo interno. Sotto pressione, le persone interessate pos- sono facilmente rinunciare a certi controlli, se questi non sono ancorati e do- cumentati in maniera vincolante nei processi. – Concezione delle procedure: è difficile elaborare un concetto di controllo interno efficace e allo stesso tempo adeguato ai rischi e alle risorse disponi-
bili. Il CDF contribuisce tuttavia spesso al miglioramento dei sistemi, pro- ponendo di trasferire o raggruppare certi compiti di controllo, di ricorrere alle possibilità offerte dalle applicazioni informatiche o di meglio formare il personale. – Controlli automatizzati attuati per agevolare il rispetto delle procedure: i problemi risiedono soprattutto nei diritti d’accesso informatici che non corri- spondono alle funzioni esatte delle persone, ma accordano a queste ultime delle possibilità alle quali non dovrebbero (più) avere diritto. – Rispetto delle procedure previste: le riconciliazioni periodiche dei conti non vengono effettuate, i giornali degli errori non vengono analizzati, i giustifi- cativi essenziali alle verifiche successive non vengono conservati. Parallelamente a queste verifiche, il CDF ha intrapreso un lavoro di sensibilizzazio- ne alla questione per le direzioni degli Uffici. Un primo seminario ha riunito una cinquantina di direttori d’Ufficio. Organizzata con il concorso di uno specialista
esterno, questa manifestazione ha riguardato i casi di criminalità economica in seno all’Amministrazione federale. Tutti questi casi mettono in luce lacune nelle verifiche interne: diritti d’accesso o di firma non revocati in occasione della partenza di colla- boratori, doppia firma di comodo, cumulo di funzioni presso una sola persona, as- senza d’analisi sistematica dei rischi. L’analisi di queste disfunzioni è uno strumento importante per la prevenzione della corruzione e per l’adozione di misure di miglio- ramento. Il CDF proseguirà questa campagna di prevenzione. L’attuazione di verifiche effica- ci può infatti essere realizzata soltanto con l’appoggio della direzione di un Ufficio, che vi deve destinare le risorse necessarie e accettare all’occorrenza di rimettere in causa il suo modo di funzionamento.
2.4 Cooperazione allo sviluppo
Il CDF ha effettuato, sulla base di progetti scelti, un ampio controllo dell’efficacia della cooperazione svizzera allo sviluppo in Ecuador e Perù. La verifica ha dato complessivamente buoni risultati. Sia in Ecuador sia in Perù l’agricoltura costituisce l’elemento chiave per lo sviluppo economico e la lotta contro la povertà. Il CDF ritiene pertanto opportuno indirizzare le attività della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) prioritaria- mente in questo settore economico. Per rafforzare la situazione della popolazione attiva nell’agricoltura, occorrerebbe però esaminare se i futuri programmi d’aiuto, oltre alla produzione, non debbano essere maggiormente rivolti alle componenti commercializzazione e accesso ai crediti. I primi tentativi in questa direzione, previ- sti nei programmi dei Paesi, vengono tuttavia messi in pratica soltanto da poco tem- po in alcuni progetti specifici. Il CDF ritiene pure che le attività ampiamente diversificate possano venir ulterior- mente concentrate. In questo ambito si pone la questione a sapere se i settori trasver- sali ambiente, buon Governo e sviluppo non discriminatorio tra uomo e donna deb- bano assumere anche in futuro l’importanza di un settore economico. La questione è giustificata, poiché la DSC, insieme ai prenditori in regia svizzeri Swisscontact e Intercooperation, attivi in Ecuador e Perù, dispongono di una pluriennale esperienza nei settori tradizionali agricoltura, piccola industria e formazione professionale. A questo proposito occorre esaminare anche l’eventualità di dare più importanza, in entrambi i Paesi, all’aiuto di piccole e medie imprese (PMI), in modo da sostenere indirettamente gli strati poveri della popolazione. Con la strategia finora perseguita, ossia la concentrazione delle conoscenze e del know how in certe organizzazioni svizzere, ci si può chiedere inoltre in che misura, nell’ambito dell’odierna procedura d’assegnazione dei progetti, si crea unicamente una concorrenza «artificiale». In questo modo si costruiscono barriere che potrebbe- ro impedire il trasferimento di know how e l’ottimale impiego delle risorse. Visto che il più delle volte vengono presi in considerazione i medesimi offerenti e che al- cuni di essi godono comunque vantaggi legati all’ubicazione, occorre esaminare cri- ticamente i costi della procedura di aggiudicazione. In virtù della complessità di
questa procedura nella cooperazione allo sviluppo, nel 2001 il CDF valuterà e ana- lizzerà in modo approfondito le esperienze fatte finora.
L’ampio sistema di reporting costituito negli anni scorsi ha comportato un aumento del carico di lavoro. Il CDF ha constatato che si dovrebbe dare maggiore importanza agli aspetti qualitativi. Occorre inoltre esaminare in che misura è possibile semplifi- care e standardizzare l’odierno sistema di reporting, portando al centro dell’atten- zione gli aspetti contenutistici. Il Perù è uno dei sei Paesi prioritari del «sippo»6, attivo nei tre settori promozione delle importazioni, informazione commerciale nonché formazione e perfeziona- mento. Con il programma per Paese della DSC vi sono alcuni punti comuni nel set- tore della promozione delle PMI e della commercializzazione. Nella sua presa di posizione la DSC condivide la raccomandazione di coordinare di più le attività della DSC e del «sippo» in modo da utilizzare in maniera ottimale il potenziale di sinergie esistente. I ritardi esistenti sia in Ecuador sia in Perù nei rendiconti dei mezzi d’esercizio han- no fatto sì che nel febbraio 2000 la DSC abbia incaricato un esperto esterno per va- lutare le competenze e capacità professionali dei responsabili delle finanze. L’esper- to è giunto alla conclusione che sia in Ecuador sia in Perù esiste l’immediata neces- sità di agire. Nell’occasione sono stati illustrati diversi scenari per la soluzione dei problemi esistenti. La DSC ha avviato delle misure e intende ridefinire il settore dei compiti finanze e amministrazione. Ulteriori informazioni circa questa verifica si possono trovare nel rapporto circo- stanziato del CDF, pubblicato su internet (www.efk.admin.ch).
2.5 NFTA
2.5.1 Vigilanza e controllo
Per la realizzazione efficace del grande ed estremamente complesso progetto NFTA, costituisce un presupposto essenziale il chiaro accertamento della situazione orga- nizzativa, delle competenze e responsabilità, delle procedure e della coordinazione di tutti gli organi e servizi del Parlamento, del CDF, dell’Amministrazione federale, delle autorità cantonali, delle società di costruzione, delle imprese e degli istituti in- caricati della vigilanza, del controllo e dell’esecuzione. Il CDF è competente per l’alta vigilanza finanziaria e il coordinamento dei differenti servizi di revisione e ispettorati delle finanze. Esso vigila affinché il concetto di controllo sia corretto, che l’Ufficio federale dei trasporti adempia correttamente i suoi compiti e che non vi siano posizioni non verificate. Oltre a questo mandato di coordinamento, il CDF verifica il conto del Fondo per i grandi progetti ferroviari ed esegue verifiche dirette presso i costruttori, segnatamente dal profilo formale e mate- riale nell’ambito del sistema degli appalti e dell’aggiudicazione nonché nella gestio- ne dei mandati e nelle questioni operative. I relativi rapporti di revisione del CDF costituiscono per i responsabili della delegazione di vigilanza per la NFTA una base importante per la sua attività.
6 Mandato per la promozione delle importazioni in favore di Paesi in sviluppo e trasforma- zione, che il SECO ha conferito all’OSEC; swiss import promotion program.
2.5.2 Verifiche effettuate
Nel 2000 il CDF ha effettuato quattro revisioni nonché differenti verifiche completi- ve per revisioni precedenti. Secondo l’ordinanza delle competenze per la NFTA, il CDF è incaricato di coordinare le differenti attività degli organi di vigilanza finan- ziaria. Il CDF ha constatato che è stato possibile definire la revisione interna per l’AlpTransit San Gottardo SA, ma non ancora quella per la BLS AlpTransit SA. Delle undici verifiche previste nel programma di verifiche della revisione interna per il 1999 soltanto sette hanno potuto essere effettuate per problemi legati alla carenza di personale. Secondo le verifiche nel settore del sistema degli appalti e dell’aggiudicazione della BLS AlpTransit SA, la legislazione federale sugli acquisti pubblici nel settore delle costruzioni è stata di principio osservata. Il CDF ha fatto delle raccomandazioni so- prattutto perché la valutazione dei criteri d’aggiudicazione era documentata in ma- niera lacunosa, le trattative non sono avvenute con tutti i concorrenti nonché a causa della dichiarazione d’intenti conclusa con un concorrente. Nel settore delle presta- zioni di sevizi le precedenti raccomandazioni del CDF sono state messe in pratica soltanto parzialmente. Sono stati criticati in particolare la contemporanea assegna- zione senza concorso di quattro mandati indipendenti tra loro a una ditta, laddove secondo una visione generale s’imponeva almeno la procedura mediante invito, non- ché il momento della firma del contratto. La BLS AlpTransit SA ha sostenuto che il lungo lasso di tempo fino al bando di concorso dei mandati di prestazioni di servizi era dipesa dalle ampie trattative con le autorità. L’AlpTransit San Gottardo SA ha assegnato un mandato di consulenza dopo essersi procurata soltanto due offerte. In base alla pertinente legislazione federale concer- nente gli acquisti pubblici sarebbe stata opportuna una procedura mediante invito per almeno tre offerenti. Ciò non è però stato fatto, nonostante vi fossero offerenti ade- guati e benché tale procedura non avrebbe comportato un ritardo decisivo. Secondo una verifica completiva in merito alla vigilanza del progetto AlpTransit dell’Ufficio federale dei trasporti, è stato possibile risolvere il problema delle risorse mancanti nel settore del controllo e della regolazione dei costi. Le raccomandazioni
del CDF, per contro, sono state tradotte in pratica soltanto parzialmente. Il CDF ha criticato in particolare la mancanza di chiarezza riguardo all’impegno complessivo della Confederazione nonché lo strumento dell’elaborazione dei dati non ancora ef- ficiente in questo settore. Le lacune nel controllo e nella regolazione dei costi conti- nuano pertanto a costituire un rischio evitabile. Nel settore dell’assegnazione dei mandati si sono constatati punti deboli riguardo alla continuità nella valutazione dei criteri d’aggiudicazione, mancando in parte le motivazioni. L’Ufficio federale dei trasporti ha nel frattempo avviato le misure richieste. Le verifiche dei punti di collegamento tra la contabilità delle società di costruzione e il Fondo per i grandi progetti ferroviari ha evidenziato differenze riconducibili alla conversione dei prestiti in contributi a fondo perso. Le differenze hanno potuto esse- re eliminate con la chiusura annuale del 2000. La relativa verifica non è ancora di- sponibile. Sia l’Ufficio federale competente sia le direzioni d’impresa di entrambe le società di costruzione hanno raccolto le raccomandazioni del CDF e assicurato di eliminare i punti deboli.
2.6 Expo.02
2.6.1 In generale
Nell’ambito del suo mandato legale, il CDF ha accompagnato dal 1997 i lavori per il progetto Expo.01 rispettivamente Expo.02. Per l’Expo esso esercita solo la vigilanza finanziaria. I conti annuali vengono rivisti dall’ufficio di revisione PriceWaterhouse Coopers come previsto dagli statuti. Gli accertamenti del CDF vengono di regola effettuati ex post secondo i criteri fissati nella legge sul Controllo delle finanze. In virtù dell’articolo 4 del decreto federale del 16 dicembre 1999 concernente un cre- dito aggiuntivo per l’esposizione nazionale, la direzione dell’Associazione dell’Expo (comitato di regolazione) fornisce ora alla Delegazione delle finanze delle Camere federali e al CDF un rapporto trimestrale sullo stato d’avanzamento degli affari, l’assegnazione di mandati e la situazione finanziaria. Nell’anno in rassegna il CDF ha preso posizione in merito a questi tre rapporti.
2.6.2 Valutazione della situazione finanziaria di Expo.02
Mentre nella presa di posizione per il primo rapporto il CDF si era occupato preva- lentemente di questioni formali riguardanti il rendiconto, in entrambe le successive prese di posizione all’attenzione della Delegazione delle finanze delle Camere fede- rali è stata analizzata la situazione finanziaria. Per uscite globali di circa 1 470 mi- lioni di franchi, Expo.02 prevede (stato: novembre 2000) entrate pari a circa 560 milioni di franchi a titolo di contributi di sponsor, 300 milioni di franchi per bi- glietti d’ingresso, 360 milioni di franchi a titolo di contributi dei poteri pubblici e 200 milioni di franchi per altre attività. L’impegno finanziario della Confederazione ammonta a 718 milioni di franchi, di cui 338 milioni di franchi per la garanzia del deficit della Confederazione. Non sono comprese altre prestazioni di diversi servizi federali. Il CDF è giunto alla conclusione che, contrariamente al previsto, i rischi non sono diminuiti con la concretizzazione del progetto. Anche lo sviluppo delle entrate solle- va preoccupazioni, in particolare per quel che concerne la sponsorizzazione. A que- sto proposito il CDF ha sottolineato le previste difficoltà di liquidità. Sul piano delle spese sono riconoscibili costi supplementari. Il comitato di regolazione è consape- vole della difficile situazione finanziaria e cerca, tramite intense discussioni con le banche, di trovare soluzioni e di compensare rispettivamente limitare i maggiori co- sti attraverso una rigorosa gestione dei progetti. Sotto l’aspetto dell’impiego parsi- monioso dei mezzi, il CDF ha richiamato l’attenzione sul fatto che un prefinanzia- mento della Confederazione sarebbe vantaggioso rispetto a un finanziamento mediante crediti bancari onerosi. Ciò richiederebbe tuttavia un’autorizzazione di credito da parte del Parlamento.
2.6.3 Sponsorizzazione
L’evoluzione dei contributi degli sponsor ha una ripercussione determinante sull’e- voluzione della situazione finanziaria rispettivamente della liquidità di Expo.02. Il CDF ha verificato i dati sulla sponsorizzazione forniti da Expo.02. Per l’analisi ci si
è basati sui dati pubblicati su internet il 15 agosto 2000. Secondo la situazione di allora, Expo.02 prevedeva entrate per 546 milioni di franchi, di cui 80 milioni per progetti della Confederazione e dei Cantoni, 331 milioni per progetti di Expo.02 che dovrebbero venir realizzati con uno sponsor e i restanti 135 milioni per progetti rea- lizzati dagli sponsor stessi. Al momento della verifica unicamente 160 milioni di franchi erano assicurati tramite contratti. Per altri 159 milioni di franchi esistevano dichiarazioni d’intenti firmate, che possono tuttavia essere sciolte senza ulteriore impegno da parte dello sponsor. Vi erano inoltre opzioni per 97 milioni di franchi. I circa 120 milioni di franchi mancanti a metà agosto, pur essendo compresi nel bud- get, devono essere ancora trovati. Alla fine dell’anno (stato: novembre 2000) i contributi assicurati tramite contratti o dichiarazioni d’intenti ammontavano alla considerevole somma di 416 milioni di franchi. A questo stadio mancavano però ancora pur sempre circa 150 milioni di franchi. A questo proposito la direzione dell’Expo fa riferimento al procedimento a tappe dalla ricerca degli sponsor fino all’assicurazione contrattuale. La conversione delle opzioni in dichiarazioni d’intenti e alla fine in contratti vincolanti dipende dal grado di concretizzazione dell’esposizione nazionale.
2.6.4 Procedura d’assegnazione dei mandati
Il CDF ha esaminato il modo di aggiudicare appalti selezionati e ha criticato il fatto che il mandato d’amministrazione generale è stato assegnato a una persona senza previa gara d’appalto e che la decisione d’aggiudicazione del mandato di pianifica- zione e di controllo finanziario per un importo di quasi sette milioni di franchi non era documentata. Per le cinque gare d’appalto esaminate concernenti la realizzazione degli Arteplage (piattaforme, forum e parchi espositivi), riguardanti complessivamente circa 300 milioni di franchi, l’Expo ha pensato a condizioni di pagamento inusuali per tentare di ottenere un prefinanziamento delle costruzioni da parte delle imprese generali esecutrici. Queste condizioni di pagamento hanno costituito un freno alla partecipa- zione di altri offerenti per le gare d’appalto e il CDF ha anche evidenziato il rischio di manipolazione dell’assegnazione degli appalti che questo sistema comporta. Que- sta situazione è ancor più deplorevole tenuto conto che questa opzione di prefinan- ziamento non ha finalmente potuto essere concretizzata. Le quattro gare d’appalto per la messa a disposizione dei forum e dei parchi esposi- tivi degli Arteplage sono iniziate tramite una procedura selettiva con pochissimi partecipanti, soprattutto per le summenzionate ragioni. Esse si sono concluse con un’aggiudicazione mediante trattativa privata delle costruzioni dei quattro siti di Ex- po.02, poiché, dopo la fase di prequalifica, gli offerenti hanno proceduto a rinunce mirate per ripartirsi i cantieri.
2.6.5 Inchiesta su Expo.01
La commissione della gestione del Consiglio degli Stati ha esaminato la gestione presso Expo.01 e a questo proposito si è interessata anche al ruolo e all’attività del CDF, il quale, in un rapporto circostanziato, ha preso posizione in merito alle que- stioni sollevate.
2.7 Politecnici federali
2.7.1 Autonomizzazione del settore dei PF
Dal 1° gennaio 2000 il settore dei PF con entrambi i politecnici, i quattro istituti di ricerca e il Consiglio dei PF è stato autonomizzato nel cosiddetto terzo cerchio. Il settore dei PF lavora con un mandato di prestazioni e dispone di un settore finanzia- rio autonomo. Questa modifica costituisce un fondamentale cambiamento di sistema per la vigilanza finanziaria. Nella nuova legge sui PF, il CDF è stato designato quale Ufficio di revisione per tutto il settore dei PF e deve quindi esaminare il conto an- nuale secondo le norme della categoria professionale. Esso continua inoltre a eser- citare la vigilanza finanziaria.
2.7.2 Politecnico federale di Losanna (PFL)
Prima del suo trasferimento al terzo cerchio il CDF ha esaminato la regolarità dei conti di bilancio del PFL per l’esercizio 1998 ed eseguito un’analisi finanziaria det- tagliata di una parte dei conti, segnatamente quelli in cui sono allibrati i mezzi finan- ziari accordati da terzi nel quadro della ricerca scientifica. La revisione del CDF attesta la regolarità dei conti di bilancio per l’esercizio 1998 con una riserva concernente la completezza dei debitori nel conto corrispondente. Il CDF ha parimenti rilevato come il PFL non abbia applicato con sufficiente rigore le regole finanziarie derivanti dalla legge sulle finanze della Confederazione. Le con- statazioni del CDF sono state fatte per una somma di 1,2 milioni di franchi. Ciò con- cerneva principalmente l’atelier di reprografia nonché l’attribuzione d’interessi su conti depositati presso la Confederazione. L’affare è stato regolato dal PFL d’intesa con l’AFF e il CDF. L’analisi finanziaria dei fondi di terzi riguarda circa 98 milioni di franchi alla fine del 1998. Il CDF ha constatato che il PFL nel corso degli anni ha accumulato su questi conti riserve finanziarie senza destinazione specifica e disponibili cash. Infat- ti, secondo sondaggi per campionatura effettuati su quasi 56 milioni di franchi, oltre 42 milioni di franchi non sono più vincolati a progetti correnti. Il PFL ha ricono- sciuto che con quest’analisi il CDF ha abbordato una problematica reale e ne condi- vide in parte le sue conclusioni. Il CDF ha raccomandato che queste eccedenze di liquidità siano rimesse nel circuito della ricerca, cosa che il PFL ha accettato di fare.
2.8 Imposte
2.8.1 Vigilanza finanziaria cantonale nel settore fiscale
della Confederazione Il CDF ritiene che la vigilanza dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) sia troppo concentrata sul trattamento di dossier considerati dai Cantoni come casi problematici. L’AFC giudica per contro questo genere di vigilanza utile e indi- spensabile per l’uniformità di tassazione. Secondo il CDF, si dovrebbero tuttavia esaminare e valutare maggiormente anche i processi e i controlli interni dei sistemi di tassazione e d’incasso dei Cantoni. Finora in ambito fiscale sono mancati contatti sistematici e a tutto campo tra il CDF e gli organi cantonali di vigilanza finanziaria. Tenuto conto del peso finanziario delle imposte federali riscosse dai Cantoni, il CDF intende in avvenire sviluppare attività complementari, evidentemente tenendo conto delle competenze secondo la legislazione cantonale e federale. Con i Controlli cantonali delle finanze è stata deci- sa la costituzione di un gruppo comune di lavoro, che dovrebbe fare il punto della situazione.
2.8.2 Imposta sul valore aggiunto
La revisione ha riguardato la chiusura dei conti al 31 dicembre 1999, l’analisi dei processi in seno al revisorato dell’AFC nonché la gestione dei progetti e la sicurezza informatica. Il CDF ha constatato che gli allibramenti di chiusura sono stati effettuati corretta- mente. Per contro, la verifica ulteriore dei dati contabili complessivi del sistema contabile MOLIS nonché dell’insieme dei dati presentati nel rapporto annuale del- l’AFC e nel consuntivo si rivela essere difficile. L’AFC è cosciente che l’attuale sistema MOLIS risponde solo parzialmente alle esigenze in materia di tenuta dei conti. Inoltre dovranno essere prese misure per migliorare la trasparenza dell’informazione contabile, segnatamente per quel che concerne il principio lordo che non è rispettato. Soluzioni dovranno essere trovate in collaborazione con l’AFF e il CDF. Nell’occa- sione saranno abbordate pure la creazione eventuale di un conto per debitori dubbi nonché la costituzione del relativo accantonamento. L’ispettorato delle finanze dell’AFC presenta lacune a livello di sistema di controllo interno. La separazione di funzioni non è sempre rispettata, segnatamente in materia di pagamenti ai creditori e di mutazioni degli indirizzi di pagamento. Le attività dell’ispettorato dovrebbero d’altra parte essere accentrate su compiti di controllo per evitare di assumere funzioni che deve in seguito controllare. La dimensione finan- ziaria e la complessità dei lavori richiedono almeno un posto a tempo pieno.
2.9 Assicurazioni sociali
2.9.1 Ufficio federale delle assicurazioni sociali
Durante una revisione dei servizi effettuata alla fine del 1999 si è constatato che il servizio finanziario dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) manca di personale. Di questo settore si occupavano unicamente un impiegato a tempo pie- no e un apprendista. Il contabile responsabile era già da lungo tempo inattivo per ragioni di salute. Al momento della revisione non era stato possibile quantificare il numero delle fat- ture non pagate. Visto che non era stata prestata l’attenzione necessaria alle direttive concernenti l’allibrazione, il servizio finanziario ha dovuto rispedire ai responsabili dei crediti circa la metà di tutte le fatture in entrata. Nel gennaio del 1999 l’UFAS ha introdotto per la contabilità il sistema SAP R/3. Tale riorientamento ha richiesto modifiche e adeguamenti dei processi esistenti. Vi- sti i problemi sorti con l’introduzione di questo sistema e la mancanza delle cono- scenze richieste in materia di SAP, al momento della revisione la contabilità non era ancora aggiornata. Questa situazione ha determinato una sorveglianza generalmente insufficiente nel settore finanziario nonché una concentrazione dei compiti su pochi collaboratori. Questo cumulo di funzioni ha dovuto essere stigmatizzato. Anche le competenze e le responsabilità nel settore finanziario non erano disciplinate in maniera chiara. Non esisteva neppure un sistema di controllo interno efficace. In considerazione delle lacune riscontrate, la direzione delle finanze e della contabi- lità è stata giudicata inadeguata. La direzione dell’Ufficio ha avviato misure orga- nizzative immediate e si adopera per accelerare il ripristino di una contabilità con- forme alle prescrizioni giuridiche della Confederazione in materia di gestione finanziaria. In tal modo è stato possibile appurare numerosi conti e nominare inter- namente un responsabile del servizio finanziario. Per l’elaborazione delle pendenze nonché per la chiusura annuale dell’esercizio 1999 sono stati coinvolti specialisti interni dell’Ufficio nonché dell’Ufficio federale dell’informatica e della telecomuni- cazione. Per ottimizzare i processi e impiegare meglio il sistema SAP, l’UFAS ha costituito un gruppo di progetto. Secondo una verifica completiva effettuata nel- l’anno in rassegna, le misure avviate dalla direzione dell’Ufficio rivelano effetti po- sitivi.
2.9.2 Fondo di compensazione dell’assicurazione
contro la disoccupazione In seguito a un caso di malversazione il conto del 1998 ha potuto essere verificato soltanto con ritardo. Nell’occasione il conto è stato rivisto per la prima volta ai sensi di un conto di gruppo con il sostegno di una fiduciaria privata. I conti consolidati del 1999 del Fondo di compensazione dell’assicurazione contro la disoccupazione sono pure stati rivisti secondo i principi della Camera fiduciaria svizzera applicabili alla revisione dei conti di gruppo. Le revisioni hanno dato luogo a osservazioni relative al sistema di controllo interno di sei Casse. Lacune relativa- mente frequenti sono state rilevate a proposito del cumulo di funzioni, delle proce-
dure di controllo e della gestione dei debitori. La regolarità dei conti delle Casse ha potuto essere certificata, ad eccezione della Cassa cantonale friburghese, ove sono state riscontrate malversazioni. Nel settore dei Centri regionali di collocamento, dei servizi di logistica delle misure di mercato del lavoro e degli Uffici cantonali dell’industria, delle arti e mestieri e del lavoro, numerose osservazioni hanno riguardato problemi contabili, spese ammini- strative e procedure di controllo. I conti delle Casse di compensazione dei Cantoni di Zurigo, Lucerna, Zugo, Neuchâtel e Ginevra sono stati approvati solo con riserva. Nella sua presa di posizione, il Segretariato di Stato dell’economia assicura di voler rivolgere un’attenzione particolare alla sistemazione delle lacune. L’assunzione, all’inizio del 2001, di un ispettore interno dovrebbe garantire un’indipendenza indi- spensabile al funzionamento di una sorveglianza finanziaria efficace.
2.9.3 Verifiche dei datori di lavoro
Conformemente all’articolo 68 capoverso 2 della legge sull’AVS, si deve periodi- camente controllare se i datori di lavoro affiliati alla Cassa di compensazione appli- cano le disposizioni legali. Secondo l’articolo 5 capoversi 1 e 2 dell’ordinanza sulla Cassa federale di compensazione, i datori di lavoro affiliati a questa Cassa sono controllati dal CDF. Nell’anno in rassegna il CDF ha eseguito numerosi controlli presso differenti Uffici federali e organizzazioni annesse. Nell’occasione ha avuto sovente modo di constatare come i contributi non siano determinati e conteggiati correttamente, ciò che richiede corrispondenti riscossioni posticipate. La causa va per lo più ricercata nei problemi di delimitazione tra attività lucrativa indipendente e dipendente in relazione con i mandati di perizia. Urtante a questo proposito è il fatto che in questi casi la riscossione posticipata di contributi è spesso integralmente a carico del datore di lavoro.
3 Verifiche nei singoli dipartimenti
Nel primo semestre il CDF verifica le chiusure annuali del consuntivo della Confederazione e delle sue imprese. I rapporti dei relativi Uffici servono alle commissioni parlamentari competenti e alle Camere federali quale base per l’approvazione dei conti annuali. Le osservazioni seguenti si limitano a risul- tati degni di nota delle verifiche svolte nei singoli dipartimenti.
I diversi accertamenti del CDF si riferiscono in particolare a circostanze di fatto e avvenimenti degli anni di revisione 1999 e 2000 riscontrati durante verifiche effet- tuate nell’anno in rassegna. Al momento della relazione non si è potuto giudicare definitivamente in quale misura i punti deboli abbiano potuto essere migliorati o eliminati e in che modo le raccomandazioni del CDF siano state tradotte in pratica. Le verifiche effettuate nel 2001 permetteranno di giudicare lo stato concreto dei sin- goli affari. Un elenco completo delle verifiche eseguite si trova nell’allegato 1. Tale elenco non contempla i mandati speciali della Delegazione delle finanze delle Came- re federali e del Consiglio federale.
3.1 Dipartimento federale degli affari esteri
Le verifiche di singoli settori e le revisioni di diversi conti annuali delle organizza- zioni annesse hanno dato buoni risultati. Gli accertamenti dell’ispettorato consolare e delle finanze sono degni di nota. Le procedure disciplinari nei casi di violazione in seno alle rappresentanze estere sono state effettuate in modo corretto. Considerata l’importante rotazione del personale nelle rappresentanze estere e vista la crescente importanza delle tecnologie informatiche, il CDF ha raccomandato di orientare maggiormente al rischio il programma d’ispezione e di improntare in modo diverso i controlli nella centrale e nelle rappresentanze estere. Il CDF elabora, in collaborazione con la Segreteria generale e l’Università di Neu- châtel, sempre nel rispetto della necessaria autonomia e della ripartizione delle fun- zioni, un concetto per il controlling operativo delle rappresentanze svizzere all’e- stero. Per il resto rimandiamo a quanto esporremo in materia di collaborazione allo sviluppo (cfr. n. 2.4).
3.2 Dipartimento federale dell’interno
Per il progetto «Life Skills», un programma per la prevenzione delle droghe per gio- vani nella Svizzera romanda, che a seguito della resistenza di singoli Cantoni ha do- vuto essere interrotto, il conto finale presentava un disavanzo di 100 000 franchi. L’Ufficio federale della sanità pubblica ha rinunciato, d’intesa con il CDF, a un ri- sarcimento da parte dell’ideatore del programma. Con il passaggio dell’Ufficio intercantonale di controllo dei medicamenti all’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici è stato deciso che il conto 1999 deve essere verifi- cato anche dalla Confederazione. Il CDF ha potuto appurare che la contabilità e il conto annuale sono stati eseguiti in modo regolare. Il CDF partecipa ai lavori in vista della revisione delle direttive della Conferenza dei sussidi per la costruzione. La revisione di queste direttive comprende essenzialmente la verifica dei valori dei singoli importi forfettari dei costi di superficie da applicare come base per i sussidi. Il CDF spera che con le nuove direttive possa essere au- mentata la certezza del diritto nell’ambito dei sussidi e che quindi possano essere soppresse, in futuro, copiose verifiche dei sussidi. Sulla base della verifica del conto annuale di numerosi fondi e fondazioni è stata confermata, con un’eccezione, la regolarità della contabilità. Presso il Centro svizze- ro di coordinamento della ricerca educativa di Aarau ha dovuto essere apportata una restrizione. Il disavanzo dovuto alla Cassa pensioni non è stato presentato nei conti e non sono stati costituiti accantonamenti per coprire possibili richieste dell’Ammi- nistrazione federale delle contribuzioni. Inoltre, sono state costituite riserve dagli utili degli anni dal 1995 al 1998, ma secondo il CDF mancano le pertinenti basi le- gali.
3.3 Dipartimento federale di giustizia e polizia
Nell’ambito di una verifica delle autorità di vigilanza finanziaria sono state esami- nate anche le spese straordinarie causate in relazione con il mandato dell’ONU as- sunto dall’allora procuratrice pubblica riguardanti ad esempio le pigioni di apparta- menti privati, l’addossamento di costi per coprire i danni a carico degli inquilini, i contributi degli impiegati alla Cassa pensioni della Confederazione e le prestazioni straordinarie. La Segreteria generale aveva rimandato al Decreto del Consiglio fede- rale, facendo inoltre notare che per questo tipo di affari non vi sono precedenti. Nell’ambito della protezione dello Stato, il CDF esamina, su mandato della Delega- zione delle finanze delle Camere federali, i costi delle ricerche, gli indennizzi per misure di vigilanza, gli indennizzi ai Cantoni per la protezione dello Stato, le spese per la lotta al traffico illecito di stupefacenti e nel settore dell’inchiesta mascherata. Il CDF ha potuto confermare che le operazioni di rilevante importanza finanziaria dei settori esaminati sono state eseguite in modo regolare per quanto riguarda la le- galità, la parsimonia e la regolarità.
3.4 Dipartimento federale della difesa, della protezione
della popolazione e dello sport A seguito del caso di appropriazione indebita «Bellasi», il CDF ha eseguito verifiche d’efficienza relativa ai sistemi interni di controllo. Complessivamente i risultati pos- sono essere considerati positivi. Un’indagine sull’impiego di contanti nell’Amministrazione federale ha mostrato che l’utilizzazione di questa forma di pagamento costituisce una piccolissima parte del traffico dei pagamenti dei Servizi e che il rischio misurato al volume finanziario delle Casse federali deve essere giudicato minimo. A titolo di esempio nel 1999 so- no state effettuate due milioni di transazioni tramite posta con un volume di paga- menti pari a 54 miliardi di franchi. Il movimento di fondi tramite la Banca nazionale svizzera ammontava a 24 miliardi di franchi. Nel confronto, i pagamenti in contanti ammontavano a 143 milioni di franchi pari allo 0,2 per cento delle operazioni di pa- gamento tramite la Posta e la Banca centrale. La maggior parte dei pagamenti in contanti, ossia 117 milioni di franchi, sono stati effettuati dalla Truppa. La Confederazione possiede un’ampia collezione di opere d’arte. Queste ultime sono state date in prestito a rappresentanze all’estero e a differenti Servizi. In occasione di controlli presso le imprese d’armamento si è dovuto constatare che mancavano di- versi oggetti d’arte che non sono più stati ricuperati nemmeno dopo intense ricerche. La causa è da ricercare nell’assenza di controllo dell’inventario a seguito della quale, in occasione delle diverse riorganizzazioni in seno all’Amministrazione federale, si sono verificate tali perdite. Purtroppo queste osservazioni non si limitano alle impre- se d’armamento. L’Ufficio federale della cultura gestisce dal 1989 una banca dati su base informatica, ma soltanto da due anni si è iniziato a confrontare l’inventario della collezione con gli elenchi tenuti dai singoli Uffici federali allo scopo di risalire in modo mirato alle cause delle discrepanze appurate nei singoli casi. Il CDF effet- tuerà nell’anno in corso una verifica della situazione attuale con il responsabile Uffi- cio federale della cultura.
La verifica eseguita nel 1997 del sistema informativo geografico (SIG) presso l’Ufficio federale di topografia ha evidenziato numerose lacune dal profilo della strategia e della coordinazione dei differenti sistemi. Sono considerati SIG le appli- cazioni informatiche nel settore dell’ordinamento del territorio come ad esempio il registro fondiario, la cartografia, la pianificazione del territorio, la protezione del paesaggio e la rete ferroviaria. In occasione della verifica successiva eseguita nel- l’anno in rassegna ha dovuto essere criticata un’assenza di coordinazione nei settori della politica dei prezzi e della politica di mercato. La riforma dell’esercito e la conseguente riduzione degli effettivi e dei giorni di ser- vizio si ripercuote anche sull’occupazione delle piazze d’armi e degli alloggi delle truppe. Una verifica del CDF effettuata nel 1996 ha mostrato che gli alloggi militari non sono occupati da diverso tempo. Nell’anno in rassegna è stata verificata la mes- sa in atto della raccomandazione e il CDF ha potuto osservare uno sviluppo positivo volto a una preparazione e a un’utilizzazione più economica dell’infrastruttura per l’addestramento.
3.5 Dipartimento federale delle finanze
Accanto ai temi principali citati nei capitoli precedenti del presente rapporto, quali l’informatica, il conto dello Stato e le imposte, assumono particolare importanza in questo settore le diverse revisioni svolte presso l’Ufficio centrale di compensazione e il Fondo dell’AVS. In occasione della revisione principale della Cassa svizzera di compensazione sono state rilevate in 12 casi dei 95 verificati irregolarità nel settore delle prestazioni. Il sistema di controllo interno non copre al 100 per cento il rischio di errori nel settore delle prestazioni. Proposte per una migliore vigilanza dei rischi come un’applicazione sistematica del "principio che 4 occhi vedono meglio" è stata respinta per motivi di redditività. L’Ufficio centrale di compensazione intende limi- tarsi a verifiche di plausibilità effettuate puntualmente. Il CDF ha potuto aderire a questa proposta. Per il Fondo di compensazione dell’AVS ha dovuto, una volta ancora, essere rile- vato che il grado di copertura non rispetta le disposizioni legali. Ai sensi dell’arti- colo 107 capoverso 3 della legge federale sull’AVS il Fondo di compensazione non può scendere generalmente al disotto di un importo pari a quello delle uscite di un anno. Il grado di copertura alla fine del 1999 si elevava soltanto al 79 per cento. La questione legata alla costituzione delle riserve con i sussidi federali dà sempre luogo a discussioni. Le disposizioni della legge federale sui sussidi parlano chiaro: conformemente all’articolo 14 sono computabili soltanto le spese effettivamente sopportate e assolutamente necessarie per l’adempimento appropriato del compito. L’Amministrazione federale delle finanze emetterà, in collaborazione con il CDF, direttive volte a conferire una maggiore incisività a queste disposizioni di legge.
3.6 Dipartimento federale dell’economia
In occasione delle verifiche effettuate in relazione con la liquidazione dell’Unione svizzera per il commercio di formaggio ha dovuto essere rilevato che tra gennaio 1996 e novembre 1999 è stato successivamente aumentato il salario annuo di un’im-
piegata da 106 000 franchi a 193 700 franchi. Questo aumento sproporzionato del salario con lo scopo di accrescere la pensione non solo ha comportato le corrispon- denti maggiori uscite per le spese di salario, bensì anche considerevoli spese assicu- rative per il 2° pilastro. A seguito di queste osservazioni l’impiegata ha rinunciato con effetto retroattivo a una parte dell’aumento dello stipendio. Inoltre, il CDF ha criticato le licenze di esportazione a prezzi troppo bassi, poiché ciò corrisponde a un sussidio mascherato dell’esportazione di formaggio verso il Canada. Dalla verifica del conto del latte è risultato che un importo di 42 milioni di franchi non era stato versato come previsto dall’Associazione dei produttori di latte all’agricoltura. Di conseguenza, l’Ufficio federale dell’agricoltura ha presentato una richiesta di rimborso, ma ha omesso di far valere anche gli interessi maturati per un importo di 70 000 franchi circa. Per i sussidi versati per la costruzione o la manuten- zione di scuole d’agricoltura, il CDF ha raccomandato di allestire un controlling che garantisca un rimborso dei prestiti accordati. Il CDF esamina i contributi versati per le costruzioni relativi a tutto il settore dei sussidi. Dall’esame svolto su 13 costruzioni di scuole di formazione professionale è risultato che sono stati versati sussidi federali troppo elevati per un importo com- plessivo pari a quasi tre milioni di franchi.
3.7 Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti,
dell’energia e delle comunicazioni Dalla verifica dei sussidi dell’investimento per la stazione di Preda della Ferrovia Retica è risultato che la redditività di questo progetto poteva essere comprovata solo parzialmente. Anche nei confronti di un altro progetto nel settore dei trasporti, in particolare la circonvallazione di Kirchberg, hanno dovuto essere sollevate obiezio- ni. L’elaborazione dell’affare si è rivelata in parte lacunosa e la verifica del progetto da parte dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) è stata documentata in modo insufficiente. Mancavano inoltre le valutazioni relative alla redditività e ai provve- dimenti di protezione fonica. Un impiegato delle FFS ha biasimato il cattivo management nella direzione del pro- getto «Sistema a pendolino del vagone unitario IV» che ha comportato maggiori spese dell’ordine di grandezza di milioni. Il CDF ha esaminato queste critiche ed è giunto alla conclusione che nel loro complesso le accuse non sono giustificate. An- che se il controlling e il reporting nella prima metà del progetto non sono stati giudi- cati sufficienti, il progetto ha potuto essere concluso entro i tempi prefissi ed ha avuto un buon esito. Nella suddivisione tra i costi d’investimento e i costi di manu- tenzione, pur essendovi un ampio margine di apprezzamento, le competenze non sono state superate. La verifica della realizzazione dei progetti nell’ambito delle strade nazionali nei Cantoni – questi ultimi sono i committenti delle costruzioni mentre la Confederazio- ne fornisce sussidi – è effettuata in primo luogo dai Controlli cantonali delle finanze. L’USTRA vigila l’attività complessiva dei Cantoni nel settore delle strade nazionali. Al CDF incombe l’alta vigilanza. In particolare, esso ha il compito di verificare l’efficacia dell’organizzazione di controllo dell’USTRA e dei Controlli cantonali delle finanze. Presso l’USTRA ha dovuto rilevare un’assenza parziale di sistematica
e anche dei punti deboli nella struttura dell’organizzazione incaricata della verifica che sono all’origine di un’insufficiente efficacia e di una scarsa consapevolezza nei confronti dei costi. In occasione di revisioni in due Cantoni, il CDF ha rilevato che non venivano effettuate le verifiche materiali a causa della mancanza di risorse risp. che per l’aggiudicazione dei mandati di prestazione erano sempre gli stessi studi d’ingegneria a ricevere i mandati di verifica. Di fronte alle auspicate entrate considerevoli provenienti dall’asta delle licenze UMTS, il CDF ha verificato la sicurezza informatica in seno all’Ufficio federale delle comunicazioni. Dai controlli sono risultati diverse lacune che hanno potuto essere colmate in tempo. Nell’ambito della verifica dei conti annuali per il 1998 e il 1999 dell’Istruzione ae- ronautica preparatoria, che è effettuata dall’Aero-Club Svizzero e che riceve dalla Confederazione un sussidio annuo che va dai tre ai quattro milioni di franchi, è stato criticato il fatto che per i corsi di paracadutismo non vengono riscosse tasse d’iscri- zione.
4 Mandati internazionali
Secondo l’articolo 6 della legge sul controllo delle finanze il CDF svolge mandati di verifica presso organizzazioni internazionali.
Il Consiglio federale affida al CDF mandati di revisione in seno a organizzazioni che ne fanno richiesta. Il direttore del CDF esercita il mandato di verifica dei conti di tre organizzazioni specializzate delle Nazioni Unite, ovvero: – l’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI) a Ginevra, – l’Unione internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) a Ginevra e – l’Unione postale universale (UPU) a Berna. A tale riguardo, il CDF partecipa ai lavori del Comitato dei revisori di conti esterni delle Nazioni Unite e delle loro organizzazioni speciali (Panel). Gli altri Paesi mem- bri del Panel sono il Canada, la Francia, la Germania, l’Inghilterra, l’India, le Filip- pine, il Regno Unito e il Sudafrica. Il suo impegno in seno a questo Comitato inter- nazionale permette lo scambio di interessanti informazioni con altre autorità di vigilanza, garantisce una «unité de doctrine» e permette il mantenimento di contatti proficui. Il CDF può impiegare le informazioni acquisite in tali occasioni per le pro- prie attività di revisione. Periodicamente vengono analizzate le relazioni tra il con- trollo esterno, il controllo interno e gli altri organi di vigilanza allo scopo di sfruttare le sinergie. Oltre alle summenzionate tre organizzazioni speciali dell’ONU, il CDF verifica l’Organizzazione intergovernativa per i trasporti internazionali ferroviari (OTIF) a Berna nonché l’Organizzazione europea per le ricerche astronomiche dell’emisfero australe (ESO) a Monaco di Baviera e in Cile. Come membro di altre organizzazioni intergovernative i cui conti vengono riveduti a turno dai Paesi membri, la Svizzera viene periodicamente chiamata a procedere alle verifiche. Nel 2000, il CDF ha con- trollato i conti delle seguenti organizzazioni:
– la Segreteria dell’AELS a Ginevra e Bruxelles. Il CDF è membro dell’or- gano di alta vigilanza finanziaria dell’AELS e assume contemporaneamente la carica di presidenza; – l’Ufficio dei diritti dell’Uomo a Sarajevo, in Bosnia-Erzegovina; su richiesta dell’OSCE, il mandato in seno all’Ufficio dei diritti dell’Uomo a Sarajevo viene prolungato di un anno anche dopo le dimissioni della signora Haller. In tal modo il CDF vuole garantire la continuità in questo settore. – l’Organizzazione europea per l’esercizio di satelliti meteorologici (EUMET- SAT) a Darmstadt (in collaborazione con la Spagna); – l’Agence intergouvernementale de la Francophonie a Parigi e diversi uffici regionali e delegazioni permanenti. L’impegno del CDF presso queste organizzazioni internazionali è notevole (circa mille giorni di revisione all’anno). Le verifiche di organizzazioni internazionali ri- chiedono pertanto un dispendio considerevole delle risorse del CDF che quest’ul- timo mette a disposizione gratuitamente nel segno della disponibilità della Svizzera verso queste organizzazioni. È stato nuovamente possibile formulare diverse racco- mandazioni per migliorare i sistemi di controllo interni e per ottimizzare le applica- zioni informatiche.
5 Pendenze derivanti da revisioni e informazioni
Nell’anno in rassegna è stato possibile regolarizzare un’importante pendenza derivante da revisioni degli anni precedenti, vale a dire quella concernente la Cassa pensioni della Confederazione. Il Parlamento ha così potuto approvare senza riserve per la prima volta dopo oltre dieci anni il conto annuale. Il CDF non ha voluto aspettare fino alla fine della procedura di verifica per comunica- re alle competenti autorità due particolari anomalie e ha informato conforme- mente all’articolo 15 capoverso 3 della legge sul Controllo delle finanze sia la Delegazione delle finanze delle Camere federali sia i rispettivi capi di dipar- timento e il capo del DFF. Si trattava di un’appropriazione indebita presso il PF di Zurigo e di sussidi federali troppo elevati nel settore dell’asilo.
5.1 Pendenze derivanti da revisioni
Conformemente all’articolo 14 della LCF, il CDF deve riferire sulle pendenze tra- mite il rapporto annuale. In virtù del capoverso 4 il Consiglio federale si assicura che sia dato seguito alle pendenze. Nell’anno in rassegna ha potuto essere regolarizzata la pendenza «Cassa pensioni della Confederazione». Dal 1° luglio 1999 la fiduciaria Ernst&Young SA ha assunto la carica di organo di controllo della CPC (art. 53 LPP risp. art. 63 cpv.1 Statuti della CPC). Ciononostante, il CDF continua a preservare, nell’ambito della sua atti- vità di vigilanza finanziaria, gli interessi della Confederazione. Il CDF ha approvato la procedura contabile per regolarizzare le pendenze degli anni precedenti della CPC
e la richiesta di una prova esplicita delle contabilizzazioni speciali nel conto dello Stato. La procedura semplificata per regolarizzare le pendenze si basa sul piano della CPC allestito il 20 gennaio 2000. L’organo di controllo ha comunicato che la proce- dura sarà svolta come pianificato e che per la chiusura del 2000 la riserva contenuta nel rapporto dell’organo di controllo dell’anno precedente riguardante l’esattezza dei crediti concessi dalla Confederazione a quel tempo non ancora confermati sarà le- vata. È stata altresì appianata la pendenza nel settore del materiale per test del Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca. Nel 2000, l’operazione legata alla restitu- zione del prestito per un importo di 680 000 franchi è stata conclusa. Rimane ancora aperta la pendenza dell’Ufficio federale della cultura. Conforme- mente alla richiesta del CDF, le contestazioni dovranno essere analizzate nella loro essenza nel messaggio concernente l’istituzione di una fondazione di diritto pubbli- co. In base agli obiettivi del Consiglio federale, ancora nella prima metà del 2001 sarà presentato un messaggio concernente una legge federale sulla Fondazione Mu- see Suisse. Dall’attività di verifica nell’anno in rassegna non devono essere citate nuove pen- denze derivanti da revisioni ai sensi dell’articolo 14.
5.2 Informazioni secondo l’articolo 15 capoverso 3 LCF
Ai sensi dell’articolo 15 capoverso 3 della LCF bisogna informare il capo del Dipar- timento competente e il capo del DFF su tutte le particolari anomalie o lacune so- stanziali o di rilevante importanza finanziaria riscontrate dal CDF. Se le lacune con- statate concernono la gestione finanziaria di servizi del DFF, ne devono essere informati il presidente della Confederazione o il vicepresidente del Consiglio fede- rale. Contemporaneamente, il CDF informa la Delegazione delle finanze delle Ca- mere federali. Se lo ritiene opportuno, può informare il Consiglio federale. Nel- l’anno oggetto del rapporto sono avvenute due comunicazioni di questo tipo.
5.2.1 Appropriazione indebita presso il Politecnico
federale di Zurigo Un impiegato del PF di Zurigo si è appropriato indebitamente di circa 540 000 fran- chi. Contro questo impiegato è in corso una procedura penale per appropriazione indebita e falsità in documenti. Il caso è ora depositato presso le autorità forensi del circondario di Zurigo. Inoltre, è in corso una procedura civile per riottenere l’intera somma di denaro sottratto. L’accusato è un impiegato nel settore delle finanze del PF di Zurigo. Manipolazioni mirate di pezze giustificative hanno permesso al colpevole di appropriarsi indebita- mente a più riprese di importi in contanti. Gli atti dolosi si sono svolti su un periodo di più mesi prima che, nell’estate del 2000, venissero scoperti. Il caso ha messo alla luce lacune organizzative che in parte sono state corrette con l’apporto di provvedi- menti immediati. A seguito di questo caso, il PF di Zurigo ha commissionato una verifica del sistema interno di controllo.
5.2.2 Settore dell’asilo
Il CDF ha effettuato in collaborazione con il Servizio delle finanze dell’Ufficio fede- rale dei rifugiati (UFR), una revisione presso la Fondation vaudoise pour l’accueil des requérants d’asile (FAREAS) a Renens. Su procura del Consiglio di Stato, il Département de la santé et de l’action sociale ha delegato a partire dal 1° luglio 1994 le sue competenze cantonali in materia di asilo a questa fondazione. Ciononostante, lo Stato del Canton Vaud rimane competente nei confronti della Confederazione per l’esecuzione della legge ed è responsabile dell’utilizzazione corretta dei sussidi fede- rali. La revisione effettuata dal CDF ha mostrato importanti lacune del sistema interno di controllo e un’assenza di affidabilità dei flussi di informazioni a tutti i livelli della FAREAS, come pure tra le differenti autorità cantonali e la FAREAS. Di conse- guenza, i conteggi trimestrali prodotti dalla FAREAS per la fatturazione all’UFR per il periodo dal 1995 al 2000 erano errati o incompleti. La prima fonte di errore proviene da ritardi nell’aggiornamento delle banche dati. La FAREAS aveva peraltro già constatato che le occorreva un lasso di tempo superiore a quello che le era imposto dal Cantone affinché tutte le mutazioni potessero essere prese in linea di conto e per garantire dei conteggi corretti. Per questo motivo essa ha apportato dei correttivi per gli anni dal 1996 al 1998. Ma, per ragioni inspiegabili, questi importi, tutti a favore della Confederazione, non sono mai stati accreditati all’UFR. Una seconda fonte importante di errore riguarda i redditi percepiti dai ri- chiedenti l’asilo, che ora devono essere in parte restituiti. In generale, quando questi redditi sono dichiarati dai richiedenti – operazione che non sempre viene fatta – il loro diritto all’assistenza è calcolato in modo corretto. Le informazioni concernenti questi redditi figurano generalmente nei fascicoli. Per contro, capita spesso che tali informazioni non siano trasmesse alla centrale della FAREAS oppure che vengano trasmesse, ma che non vengano immesse nella banca dati. I conteggi trimestrali sono pertanto sbagliati. Questi punti deboli del sistema d’informazione hanno purtroppo una pesante portata finanziaria. Le analisi permettono al CDF di affermare che al- meno il 26 per cento dei redditi non è stato immesso nella banca dati. Infine, per il
fatto che non sono state osservate le norme dell’UFR nei settori dell’attribuzione dei permessi B (periodo 1996-2000) e dei prolungamenti di soggiorno, vi è stata anche una fatturazione, a torto, all’UFR. Complessivamente, le correzioni necessarie a favore della Confederazione sono dell’ordine di grandezza di 22 milioni di franchi.
6 Altre prestazioni del CDF
Accanto alle verifiche, rientrano nei compiti principali del CDF anche il so- stegno alla Delegazione delle finanze delle Camere federali e al Consiglio fe- derale nonché l’elaborazione di pareri concernenti disegni di legge e di ordi- nanza. Esponendo questi pareri, il CDF può intervenire già nella fase di preparazione di una legge esercitando la propria influenza su aspetti impor- tanti in materia di vigilanza finanziaria.
6.1 Sostegno della Delegazione delle finanze
delle Camere federali e del Consiglio federale Con la sua attività di verifica il CDF aiuta il Parlamento nell’alta vigilanza e il Con- siglio federale nella vigilanza sull’Amministrazione. I rapporti completi e dettagliati del CDF sulle singole verifiche permette alla Delegazione delle finanze delle Came- re federali di intervenire, se necessario, presso il Consiglio federale. I capi di dipar- timento nonché la Cancelliera federale vengono informati in modo succinto sui ri- sultati delle verifiche presso i loro servizi. Oltre a ciò il CDF aiuta nella preparazione e nell’attuazione di ispezioni della Dele- gazione delle finanze delle Camere federali, svolge mandati derivanti da revisioni e allestisce pareri sulle questioni più svariate. Nell’anno in rassegna si è trattato so- prattutto di questioni relative alla costituzione di riserve e ai riporti di crediti, ai costi della linea della Vereina e a chiarimenti in relazione con il caso di corruzione in Bo- snia-Erzegovina. Nel 1999 il Consiglio federale ha incaricato il CDF di eseguire un’analisi dei proce- dimenti e del rischio in seno al DDPS. Nell’anno in rassegna il CDF ha sostenuto il DDPS nell’attuazione di diverse misure.
6.2 Pareri riguardanti disegni di legge e ordinanze
del Consiglio federale Il CDF ha elaborato pareri riguardanti diversi affari del Consiglio federale. In parti- colare, occorre ricordare la legge federale sulla trasparenza e l’ordinanza sul perso- nale federale. Il CFD vede di buon auspicio un’organizzazione trasparente della vigilanza finanzia- ria, ragione per cui si è espresso, di principio, a favore della nuova legge sulla tra- sparenza. Tuttavia, deve essere garantito che l’obiettivo di ottimizzazione prefisso per l’amministrazione non venga vanificato tramite pubblicazioni premature prima che la procedura di verifica si sia conclusa. Vi sarebbe infatti il pericolo che gli at- tuali rapporti costruttivi tra gli esperti che eseguono la verifica e gli Uffici oggetto di tale verifica si trasformino in un atteggiamento di sfiducia e di ostruzionismo. Allo scopo di garantire un’informazione equilibrata dell’opinione pubblica è importante che, nei casi in cui il CDF prevede la pubblicazione di un rapporto di verifica unita- mente a un parere dell’unità amministrativa oggetto della verifica ed eventuali valu- tazioni della Delegazione delle finanze, i rispettivi atti siano accessibili al pubblico unicamente dopo tale pubblicazione. Il CDF ha pertanto chiesto una disposizione speciale in cui si preveda che un’operazione di verifica del CDF, unitamente ai ri- spettivi atti e al rapporto, sia considerata pubblica unicamente quando la Delegazio- ne delle finanze delle Camere federali si sia occupata di tale oggetto rispettivamente quando il rispettivo rapporto sia stato pubblicato dal CDF. Il Consiglio federale adotterà nella prima metà del 2001 il messaggio concernente la legge federale sulla trasparenza dell’amministrazione. Nell’ambito della consultazione degli Uffici sull’ordinanza di applicazione della legge sul personale federale il CDF ha chiesto che si tenga conto dell’autonomia nel settore del personale sancita nella legge sul Controllo delle finanze in modo tale che essa possa emanare un proprio statuto per il personale paragonabile a quello del-
l’Istituto federale della proprietà intellettuale (IPI). Il CDF parte dal presupposto che la sua richiesta possa essere realizzata nel quadro del nuovo diritto in materia di per- sonale e auspica che in tal modo vi sia anche una maggiore competitività sul mer- cato del lavoro.
7 Metodo di lavoro e organizzazione del CDF
Il CDF è l’organo supremo di vigilanza sulle finanze della Confederazione e allestisce autonomamente il suo programma annuale di verifica. Esso coadiu- va il Parlamento nell’esercizio delle sue competenze finanziarie costituzionali e dell’alta vigilanza rispettivamente il Consiglio federale nell’esercizio della vigilanza sull’Amministrazione federale. Nelle sue verifiche il CDF lavora in modo orientato al rischio, alla cooperazione e alla prevenzione e secondo gli standard della Camera dei fiduciari nonché delle associazioni professionali internazionali. Nell’anno in rassegna disponeva di un preventivo di 11 milioni di franchi ed occupava circa 80 collaboratori, alla cui permanente formazione professionale e specializzazione è data una particolare importanza.
7.1 Criteri di verifica e metodo di lavoro
Nell’ambito dei mandati attribuiti ai servizi di revisione del CDF i criteri di verifica sono – come per una ditta di revisione – l’esattezza materiale e formale dei conti annui. La parte di gran lunga più importante di questo ventaglio di compiti è la veri- fica del conto di Stato della Confederazione, anche se sono importanti pure il Fondo per grandi progetti ferroviari o il Fondo di compensazione dell’AVS. Nelle revisioni delle unità amministrative il CDF verifica se la contabilità è tenuta in modo regolare, se uscite ed entrate soddisfano le disposizioni legali e se le risorse sono impiegate in modo parsimonioso. Sulla base della LCF esso può inoltre verificare se le uscite fi- nanziarie esplicano l’effetto desiderato. Nelle sue verifiche il CDF segue le seguenti linee direttive: – Orientamento al rischio: i punti prioritari del lavoro sono posti laddove il ri- schio è maggiore. Per questo una periodica valutazione del rischio è un compito centrale del CDF. Un rischio maggiore esiste, ad esempio, laddove viene collocato molto denaro o dove prevalgono strutture difficilmente scru- tabili. Nella valutazione del rischio è pure importante conoscere la qualità del sistema di controllo interno (SCI) dell’unità amministrativa e gli ele- menti indicanti un impiego poco economico delle risorse. – Secondo standard professionali: il CDF si orienta agli standard della Camera dei fiduciari e dell’Organizzazione internazionale degli organi superiori di controllo delle finanze pubbliche (INTOSAI). – In modo cooperativo: il CDF intende creare un plusvalore per gli Uffici sot- toposti a verifica. Esso si prefigge di ottimizzare la sicurezza e i processi in seno all’amministrazione. Si considera un partner, non un poliziotto.
– In modo preventivo: l’attività del CDF è concentrata sull’analisi dei proce- dimenti e dei processi. Questo è il modo per meglio garantire ed ottenere su vasta scala che la contabilità sia tenuta in modo regolare e legale e che le entrate fiscali siano impiegate in modo parsimonioso.
7.2 Organizzazione
Il CDF è l’organo supremo di vigilanza sulle finanze della Confederazione. Come tale esso assume uno statuto speciale. – Il Parlamento coadiuva il CDF nell’esercizio delle sue competenze finanzia- rie costituzionali e dell’alta vigilanza sull’amministrazione. – Il Consiglio federale coadiuva il CDF nell’esercizio della vigilanza sull’am- ministrazione. Nel quadro del suo mandato di verifica, il CDF controlla non soltanto l’ammini- strazione, bensì tutti gli altri servizi che lavorano con i fondi provenienti dalle impo- ste come, ad esempio, anche i beneficiari di sussidi. L’indipendenza del CDF si manifesta nel seguente modo: – Il CDF allestisce autonomamente il suo programma di verifica e lo trasmette per conoscenza al Consiglio federale e alla Delegazione delle finanze. – Il CDF può rifiutare mandati speciali affidatigli da Parlamento e Consiglio federale se ne è ostacolato lo svolgimento del programma di revisione. – Il CDF sottopone il suo preventivo direttamente al Parlamento. – Il/la direttore/trice del CDF statuisce autonomamente sulle nomine e promo- zioni dell’intero personale del CDF. – Il/la direttore/trice del CDF è nominato/a dal Consiglio federale, la nomina è approvata dal Parlamento. – Dal profilo amministrativo il CDF è aggregato al DFF, ma non vi è assog- gettato. La responsabilità è il complemento di autonomia e indipendenza. Di conseguenza, il CDF deve assumersi la responsabilità della qualità del suo lavoro. Quale organo su- premo di vigilanza sulle finanze della Confederazione esso è in primo luogo com- petente per l’alta vigilanza, non è quindi responsabile del comportamento in materia finanziaria dei singoli servizi federali, questa responsabilità rimane agli Uffici e ai Dipartimenti competenti. Per il CDF il 2000 è stato contrassegnato dall’attuazione della riorganizzazione. Per raffigurare in modo organizzato la struttura dei processi centrali il CDF ha scelto un’organizzazione a matrice. Come organizzazione a due linee essa evidenzia gli elementi «orientamento ai clienti» e «competenza specializzata». L’orientamento ai clienti e l’allestimento di un programma annuo sono tutelati dai sei capi di mandato. I revisori del CDF sono attribuiti ciascuno ad un settore specialistico rispettivamente ad un centro di competenza. Esistono cinque di questi centri, segnatamente due per
le revisioni finanziarie, uno ciascuno per le questioni riguardanti l’edilizia, l’infor- matica e le verifiche della redditività. I capi di questi centri di competenza hanno il
compito di raccogliere le conoscenze necessarie per il settore specialistico, di am- pliarle e di assicurare la qualità delle verifiche. Essi si assumono la responsabilità personale per i collaboratori di questo settore. La loro attività comprende tra l’altro l’esecuzione di colloqui per il concertamento degli obiettivi, di colloqui di qualifica nonché le questioni relative alla qualifica e alla retribuzione delle prestazioni (cfr. organigramma nell’allegato 2). L’attribuzione di collaboratori a singole verifiche e progetti sulla base del fabbiso- gno di risorse notificato dalla direzione del mandato avviene d’intesa con il settore specialistico. Questo processo è sottoposto a chiare regole decisionali. L’assoluta priorità per l’attribuzione a un mandato è dettata dai requisiti del collaboratore. In secondo luogo si considera la disponibilità temporale del collaboratore e in terzo luogo la conformità delle misure di sviluppo del personale con le possibilità di poter realizzare nell’ambito di una verifica progressi definiti e individuali. In occasione di una visita ai servizi della Sottocommissione competente della Commissione di ge- stione del Consiglio degli Stati il CDF ha potuto delucidare dettagliatamente i suoi compiti, la sua posizione e il suo metodo di lavoro.
7.3 Finanze
Le uscite del CDF nell’anno oggetto del rapporto sono ammontate a 10,8 milioni di franchi. Nel dettaglio, le uscite e le entrate si presentano come segue: Le uscite e le entrate del CDF nel 2000 Tabella
1999 2000 2000 Differenza rispetto
Conto Budget Conto al Budget 2000 In migliaia franchi In migliaia in % di franchi
Uscite 10 359 12 041 10 844 –1197 –9,9 Retribuzione 9 785 10 363 9 632 –731 –7,1 del personale Prestazioni di servizi 282 1 240 938 –302 –24,4 di terzi Altre spese per il 291 437 274 –163 –37,3 materiale Entrate 259 259 73 –186 –71,8 Onorari 250 250 53 –197 –78,8 Rimborsi spese 9 9 20 +11 +122.2
I residui di crediti sono essenzialmente da ricondurre ai posti vacanti che si riper- cuotono sia sulle uscite per il personale che sulle spese per il materiale. Inoltre è stato possibile attribuire mandati ad esperti per costi inferiori a quelli pianificati. Per quanto riguarda le entrate, l’indennizzo del Fondo dell’AVS per la revisione è stato incassato dall’UCC.
7.4 Personale
Degli 80 collaboratori del CDF una settantina di persone è attiva nel campo della revisione. Circa 30 collaboratori del CDF sono economisti con diploma universitario o della scuola universitaria professionale in scienze economiche, sei sono analisti economici e periti fiduciari diplomati mentre vi sono anche altri esperti con forma- zione superiore in contabilità. Le competenze tecnico-scientifiche sono garantite da otto ingegneri e da sei revisori informatici diplomati (CISA). Inoltre il CDF può av- valersi delle conoscenze specializzate di una mezza dozzina di giuristi. Il CDF dispone di personale specializzato diplomato per la vigilanza sulle finanze pubbliche della Confederazione. Esso non dispone unicamente di un know how in materia di revisione, bensì anche di profonde conoscenze dell’Amministrazione fe- derale. Questa è la differenza decisiva rispetto ad analisti economici e consulenti privati che si occupano solo in via eccezionale dell’amministrazione. Tuttavia, il CDF ha anche dei limiti. Infatti esso non lesina a chiedere l’aiuto esterno ricorrendo a specialisti del settore privato quando è necessario e oggettivamente ed economi- camente ragionevole.
7.5 Formazione e specializzazione
Per i collaboratori del CDF la formazione e la specializzazione non sono facoltative bensì obbligatorie. Ogni anno vengono dedicati a tale scopo dieci giorni lavorativi per ogni collaboratore. All’interno del CDF si bada affinché le conoscenze acquisite siano mantenute, curate e trasmesse a coloro che le applicano in modo mirato nel- l’interesse del mandato conferito loro dalla legge. Per poter garantire tutto ciò, il CDF sviluppa una gestione delle conoscenze. Le persone che dispongono di cono- scenze devono elaborarle nel loro settore e renderle accessibili e utili per il CDF. Altre fonti importanti di conoscenze per il CDF sono il know how di autorità estere di controllo dei conti e di ditte fiduciarie. In particolare i contatti internazionali del CDF rappresentano un importante fattore per il mantenimento della qualità.
8 Rapporto del CDF con altri organi di vigilanza
Il CDF può, in conformità dell’articolo 11 LCF, proporre la creazione di ispettorati delle finanze (revisione interna). Il CDF ne approva il regolamento, vigila sull’efficacia dei controlli, emana istruzioni tecniche, è responsabile della formazione dei loro collaboratori e si cura della coordinazione. Se è ga- rantita una revisione interna efficace, il CDF, nella sua qualità di autorità esterna di vigilanza, ha lo spazio per una valutazione di nuovi campi di con- trollo. Secondo l’articolo 16 LCF, il CDF può effettuare verifiche presso i Cantoni che ricevono prestazioni finanziarie dalla Confederazione. Il CDF collabora per quanto possibile con i Controlli cantonali delle finanze. Nell’anno in ras- segna tale collaborazione è stata ulteriormente approfondita. Nella sua veste di autorità suprema di vigilanza sulle finanze della Svizzera, il CDF cura i contatti con le Corti estere dei conti. Ciò gli permette non solo di allacciare relazioni proficue ma anche di scambiare esperienze e di conoscere altri metodi di revisione. Il CDF è inoltre membro dell’Organizzazione in- ternazionale degli organi superiori di controllo delle finanze pubbliche (INTOSAI) e delle rispettive organizzazioni sussidiarie europee EUROSAI.
8.1 Ispettorati delle finanze dell’Amministrazione
federale Nel suo complesso, il rapporto del CDF con gli ispettorati delle finanze si è svilup- pato sulla base di un buon spirito di gruppo in cui tutti perseguono con motivazione gli stessi obiettivi.
8.1.1 Concezione della revisione in seno
alla Confederazione Secondo il concetto dell’impostazione della responsabilità nella legge sull’organiz- zazione del Governo e dell’Amministrazione (LOGA) la revisione interna è ancorata negli aggruppamenti e negli Uffici responsabili per il loro rispettivo campo d’attività. Il quadro legale non vieta la creazione di ispettorati delle finanze a livello dipartimentale, tuttavia questi ultimi devono limitarsi al controllo dei campi d’atti- vità dipartimentali. Nella sua qualità di organo esterno di vigilanza finanziaria dell’Amministrazione federale, il CDF ha, in virtù dell’articolo 11 LCF, un ruolo di preminenza nella crea- zione di ispettorati delle finanze. La creazione di un ispettorato delle finanze è op- portuna quando il CDF giunge alla conclusione che una direzione senza ispettorato non possa più garantire i suoi obblighi volti ad assicurare una regolare gestione fi- nanziaria nel suo campo d’attività. Non spetta certamente a tali ispettorati delle fi- nanze assumersi i compiti del CDF, ma essi hanno la competenza di emanare diretti- ve. L’alta vigilanza del CDF si manifesta in particolare nel mandato legale di
verifica dell’efficacia degli ispettorati delle finanze e di coordinamento delle attività di controllo. L’obbligo da parte degli ispettorati d’informare il CDF, ancorato nell’articolo 11, pone la base per un dialogo permanente. Inoltre, il CDF assicura lo scambio di esperienze con regolari corsi di formazione.
8.1.2 Formazione
Nel 2000 sono stati organizzati due seminari di un giorno. Il primo ha avuto per te- ma il modello di riferimento Cobit, che costituisce lo strumento riconosciuto dalla Camera fiduciaria svizzera per quanto riguarda il controllo e la revisione dei proces- si informatici. Il secondo, tenutosi in ottobre, ha in particolare permesso al Professor F. Ruud dell’Università di San Gallo di presentare gli ultimi sviluppi in materia di revisione interna, come pure il diploma CIA (Certified Internal Auditor) organizzato sul piano mondiale dall’Institut of Internal Auditors (IIA). Oltre a questi due semina- ri, il CDF ha aperto agli ispettori interni i propri corsi di formazione, permettendo a 37 collaboratori dei servizi di revisione interna di formarsi nei settori come la revi- sione dei sussidi, gli acquisti, le applicazioni SAP R/3 oppure nel settore delle valu- tazioni.
8.1.3 Nuovi ispettorati delle finanze
Nel corso del 2000 sono stati istituiti due nuovi ispettorati delle finanze. Dopo che a seguito del caso di appropriazione indebita «Bellasi» un’analisi appro- fondita del sistema di controllo interno delle Forze terrestri aveva rilevato diversi punti deboli, nell’anno in rassegna ha potuto essere attuata la raccomandazione del CDF di creare un ispettorato delle finanze ai sensi dell’articolo 11 LCF. Il CDF ha in seguito offerto la possibilità a un collaboratore dell’ispettorato delle finanze delle Forze terrestri di svolgere uno stage di tre mesi presso il CDF allo scopo di meglio conoscere i compiti e il metodo di lavoro della vigilanza finanziaria. Grazie alla collaborazione tra il CDF e la Direzione del lavoro del Segretariato di Stato dell’economia è stato possibile implementare un nuovo ispettorato delle finan- ze per il complesso settore dell’assicurazione contro la disoccupazione. Esso sottostà direttamente alla direzione del lavoro in qualità di Stato maggiore indipendente e autonomo.
8.2 Controlli cantonali delle finanze
Il CDF ha proseguito i contatti e lo scambio di esperienze con i Controlli cantonali delle finanze e ha abbozzato direttive volte ad intensificare la collaborazione degli organi di vigilanza finanziaria del settore pubblico. Al centro del dialogo vi erano i convegni di specialisti con i Controlli delle finanze dei Cantoni germanofoni rispet- tivamente della Romandia e del Ticino. È stata presentata la problematica legata al SIC in relazione al caso Bellasi e la collaborazione di diversi organi di controllo in base all’esempio di Expo.02 e si è discusso sui campi di verifica in cui sono tutelati gli interessi della Confederazione e dei Cantoni. Nei settori della formazione e delle
scienze è stato possibile istituire due gruppi di lavoro comuni che si occuperanno della metodica di verifica e della coordinazione dei compiti di controllo ad esempio nel settore della promozione delle Università e delle Scuole universitarie professio- nali. Dovrebbe essere istituito un ulteriore gruppo di lavoro nel settore delle imposte.
8.3 Organizzazioni internazionali e Corti estere dei conti
Nel 2000 il CDF ha altresì intrattenuto diversi contatti internazionali. Nel corso del primo semestre ha partecipato ad esempio al 14° Seminario di INTOSAI svoltosi a Vienna, in occasione del quale ha tenuto una relazione sulle verifiche del sistema della sanità pubblica, mentre alla Conferenza internazionale sui controlli interni in Ungheria ha presentato un rapporto sulle ripercussioni della decentralizzazione sul rischio delle verifiche. Il CDF è stato inoltre invitato a tenere la relazione intitolata «Outsourcing: conseguenze per la revisione» presso l’Università di Potsdam. Infine, il direttore del CDF ha avuto l’occasione, assieme alla Delegazione delle finanze delle Camere federali, di rendere visita alla Corte spagnola dei conti. Diverse Corti estere dei conti hanno permesso a collaboratori del CDF di acquisire nuove conoscenze importanti in diversi settori di verifica nell’ambito di visite di la- voro presso il National Audit Office a Londra, la Corte dei conti all’Aja nonché presso la Corte dei conti a Parigi. In autunno e per una settimana hanno avuto luogo a Berna incontri con esperti di una delegazione della Corte ungherese dei conti, sotto la direzione del suo presidente, aventi per tema le questioni legate agli sviluppi regionali e alla vigilanza finanziaria dello Stato in questo settore. Su invito dell’Alta autorità di controllo dei conti della Slovacchia è stato stabilito un primo contatto. In occasione di una visita a Bratislava il CDF ha presentato diversi contributi in materia di controlli interni e di vigilanza finanziaria in uno Stato federativo. Infine, nell’anno in rassegna il CDF è stato invi- tato a ricevere il Revisore Generale di Bhutan nonché le delegazioni di alto rango del Ministero cinese delle finanze e della Board of Audit and Inspection della Re- pubblica della Corea in occasione delle loro brevi visite in Svizzera e di spiegare loro la vigilanza finanziaria applicata nel nostro Paese. Grazie alla partecipazione del direttore del CDF all’incontro delle Corti nazionali dei conti in Germania è stato infine possibile intrattenere un intenso scambio di infor- mazioni. Di fronte a strutture statali simili nonché ad interrogativi identici nel settore della vigilanza riguardanti compiti comuni in uno Stato federativo, tali discussioni sono state molto proficue per la Svizzera. Le sedute del Comitato dei revisori dei
conti esterni del Panel delle Nazioni Unite sono altresì una buona opportunità per lo scambio di informazioni (cfr. n. 1.8). Il CDF è convinto che simili contatti internazionali tra le autorità di controllo dei conti contribuiscano in modo non irrilevante a dare impulsi positivi e che siano sem- pre uno stimolo per interrogarsi sui propri metodi di lavoro.
8.4 Organizzazioni professionali e associazioni
La credibilità del CDF si fonda anche sul lavoro svolto dai rappresentanti presso le principali organizzazioni professionali svizzere. Il CDF è particolarmente attivo nel settore della revisione informatica, in particolare in seno al comitato svizzero dell’ISACA (Information Systems Audit and Control Association) e alla Camera fiduciaria, ma nel 2000 ha pure rafforzato la sua presenza presso l’Associazione svizzera di revisione interna (ASRI/SVIR) e alla Società svizzera di valutazione SEVAL in cui esso è rappresentato a livello di comitato.
9 Prospettiva
La continua modernizzazione dell’amministrazione e l’introduzione di stru- menti di gestione moderni richiedono pure uno sviluppo della vigilanza finan- ziaria. Pure lo sviluppo delle aliquote e dei metodi di verifica rappresentano una sfida per il CDF.
In avvenire l’attività del CDF sarà caratterizzata da diversi sviluppi. Questi sono da una parte provocati esteriormente dalle mutate condizioni quadro economiche e tec- nologiche e dalle connessioni internazionali e dall’altra, sono dati dalle riforme am- ministrative e dall’impiego di complesse applicazioni informatiche. In tal modo la revisione deve esaminare in modo viepiù orientato al rischio e in un’ottica proces- suale affinché possa sempre costituire un adeguato sistema di sostegno per il Parla- mento, per il Consiglio federale e per l’amministrazione. La complessità dell’informatica impiegata in seno all’amministrazione continuerà ad aumentare. In questo contesto si devono in particolare menzionare l’e-government, l’impiego di sistemi complessi come SAP R/3 e la crescente importanza della sicu- rezza informatica e dei dati ad essi collegata. La modernizzazione dell’amministrazione proseguirà con il sostegno di esperti esterni. In questo contesto si situano l’introduzione di nuovi strumenti di gestione e lo spostamento di compiti della Confederazione nella seconda e terza cerchia (ad es. FLAG, autonomia del settore PF). Nell’interfaccia tra Parlamento e amministrazio- ne, il CDF vuole avere la possibilità di perseguire una gestione amministrativa orientata all’efficenza e in pari tempo contribuire a soddisfare il principio della re- golarità. A medio termine la nuova perequazione finanziaria produrrà pure i suoi effetti sulla vigilanza finanziaria del CDF. Diversi grandi progetti con elevata partecipazione finanziaria della Confederazione e corrispondenti rischi politici, come i progetti viari NFTA e Ferrovia 2000 o l’espo- sizione nazionale Expo.02, richiedono l’intervento del CDF. Il CDF deve tuttavia intraprendere anche altri sforzi per colmare lacune nell’ambito della vigilanza e per potenziare gli esami di economicità riguardanti una colonna portante delle loro attività d’esame. Per l’attuazione dell’articolo 170 della Costitu- zione federale, che richiede l’esame dell’efficacia delle misure federali, il CDF vuole fornire un contributo importante.
Di fronte a queste sfide sempre più impegnative vi sono difficoltà nell’accaparrarsi personale qualificato sul mercato del lavoro. Il CDF non potrà fare a meno di seguire nuove vie. Per poter valutare in modo orientato al futuro le collaboratrici e i collabo- ratori devono essere in grado di pensare in modo imprenditoriale, di riconoscere le correlazioni con gli altri settori e di mettersi nei panni di un direttore d’Ufficio. Il CDF deve potere tenere il passo con gli sviluppi e i nuovi strumenti dell’ammini- strazione ed essere addirittura in condizione di anticipare i futuri sviluppi.
Allegato 1
Sommario delle verifiche effettuate nei singoli Dipartimenti La seguente lista contiene le verifiche concluse e quelle trasmesse alla delegazione delle finanze delle Camere federali.
Dipartimento federale degli affari esteri – Segreteria generale e Direzione del diritto internazionale pubblico, Revisio- ne di settori scelti – Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Revisione realizzata presso il Servizio informazione del DFAE, dell’Ispettorato consolare e finanziario e della Segreteria della Commissione di coordinamento per la presenza della Svizzera all’estero (COCO) – Direzione dello sviluppo e della cooperazione, Personale – Ambasciata svizzera a Budapest, Ispezione – Ambasciata svizzera a Quito, Ispezione – Consolato generale di Svizzera a Milano, Ispezione – Fondazione degli immobili per le organizzazioni internazionali (FIPOI), controllo del conto annuale 1999 – Fondazione degli immobili per le organizzazioni internazionali (FIPOI), Gi- nevra, Controllo dei crediti per la manutenzione del Centro Internazionale di Conferenze di Ginevra, del Centro William Rappard e della Sala William Rappard – Fondazione in favore di cittadini svizzeri vittime di sinistri, controllo del conto annuale 1999 – Cooperativa del fondo di solidarietà degli Svizzeri all’estero, controllo del conto annuale 1999
Dipartimento federale dell’interno – Ufficio federale della cultura, esame dei sussidi per l’attività extrascolastica della gioventù – Istituto svizzero di meteorologia, controllo del conto annuale 1999 (GEMAP) – Ufficio federale della sanità pubblica, progetto «Life Skills» – Ufficio federale delle assicurazioni sociali, revisione del servizio e verifica del sistema interno di controllo – Ufficio federale dell’assicurazione militare, controllo del conto dei costi e delle prestazioni 1999 della Clinica federale di riabilitazione Novaggio – Ufficio federale dell’assicurazione militare, esame dell’applicazione infor- matica ISM2
– Aggruppamento per la scienza e la ricerca, revisione dei Servizi presso la Segreteria di Stato e l’Ufficio delle questioni spaziali – Ufficio federale dell’educazione e della scienza, revisione del servizio – Ufficio federale dell’educazione e della scienza, esame dei sussidi federali secondo la legge federale sull’aiuto alle università – Ufficio federale dell’educazione e della scienza, esame dell’applicazione in- formatica KIS – Consiglio dei politecnici federali, introduzione del sistema SAP R/3 nel set- tore dei politecnici federali – Centro PF Hönggerberg, controllo della gestione contabile delle costruzioni – Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio, revisione del servizio – Istituto Paul Scherrer, esame del controlling della sorgente di luce sincrotro- ne Svizzera – Ufficio intercantonale di controllo dei medicamenti (UICM); esame del conto annuale 1999 – Accademie svizzere, esame dei conti annuali 1998 e costituzione di riserve – Fondazione Pro Helvetia, esame del conto annuale 1998 – Ufficio svizzero di coordinazione per la ricerca nel settore dell’istruzione (USCRI) Aarau, esame del conto annuale 1999 – Fondazione per i corsi preparatori agli studi universitari, esame del conto annuale 1999 – Conferenza universitaria svizzera, esame del conto annuale 1999 – Fondazione Marcel Benoist, esame del conto annuale 1999 – Comitato di aiuto alle popolazioni colpite dalle valanghe, esame del conto annuale 1999 – Fondazione «un futuro per i nomadi svizzeri», esame del conto annuale 1999 – Fondazione Pro Arte, esame del conto annuale 1999
Dipartimento federale di giustizia e polizia – Segreteria generale, revisione dei servizi – Ufficio federale di polizia, protezione dello Stato – Ufficio federale di polizia, controllo dei settori della contabilità specialistica, dei trasporti di polizia e dei rimpatri – Ufficio federale delle assicurazioni private, revisione dei servizi – Ufficio svizzero di metrologia, controllo del conto annuale 1999 (GEMAP) – Istituto federale della proprietà intellettuale, controllo del conto annuale
– Istituto svizzero di diritto comparato, controllo del conto annuale 1999 del fondo Schindler
Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport – Ufficio federale di topografia, controllo del conto annuale 1999 (GEMAP) – Ufficio federale di topografia, economicità del sistema d’informazione geo- grafico – Ufficio federale dello sport, controllo del conto annuale 1999 del progetto «Educazione, gioventù e sport» nella Repubblica Dominicana – Ufficio federale dello sport, controllo delle procedure e del sistema di con- trollo interno nel traffico dei pagamenti – Ufficio federale dello sport, Centro sportivo Tenero, controllo del conto an- nuale 1999 (GEMAP) – Ufficio federale della protezione civile, spese per il personale – Stato maggiore generale, servizio sociale dell’esercito, revisione dei servizi – Stato maggiore generale, Divisione degli immobili militari del Gruppo della pianificazione, successivo ad un esame del 1996 – Verifica speciale liquidazione del materiale dell’esercito – Servizi centrali delle Forze aeree, processi e procedure nel traffico dei pa- gamenti – Aggruppamento dell’armamento, Ufficio federale del materiale dell’esercito e delle costruzioni, organizzazione, procedura e conseguenza dei controlli interni – Aggruppamento dell’armamento, Ufficio federale del materiale dell’esercito e delle costruzioni, centro di istruzione delle truppe di trasmissione, piazza d’armi di Kloten – Aggruppamento dell’armamento, Ufficio federale del materiale dell’esercito e delle costruzioni, esame di diversi progetti – Imprese d’armamento (RUAG Suisse AG), controlli di opere d’arte, prestiti dalla collezione della Confederazione – Fondo speciale per la difesa e la protezione della popolazione, controllo del conto annuale 1999 – Fondo «Fondazione nazionale Winkelried», controllo del conto annuale – Fondazione «Fondo St. Jakob», controllo del conto annuale 1999
Dipartimento federale delle finanze – Amministrazione federale delle finanze, controllo del conto di Stato 1999 – Amministrazione federale delle finanze, Cassa di risparmio del personale fe- derale, controllo del conto annuale 1999
– Swissmint, controllo del conto annuale 1999 (GEMAP) – Amministrazione federale delle contribuzioni, revisione dei servizi presso la Divisione principale imposta federale diretta, imposta preventiva, tassa di bollo, nonché presso la Sezione personale e organizzazione – Amministrazione federale delle contribuzioni, revisione dei servizi presso la Divisione principale imposta sul valore aggiunto – Amministrazione federale delle dogane, Revisione Finanze e contabilità compresa la chiusura annuale 1999 nonché i settori imposta sul valore ag- giunto e imposta sugli autoveicoli – Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione, progetto Nove- IT – Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione, CCSAP BV – Organo strategia informatica della Confederazione e Ufficio federale dell’in- formatica e della telecomunicazione, analisi del rapporto sulla sicurezza in- formatica – Ufficio federale delle costruzioni e della logistica nonché Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione, esame degli acquisti informatici – Ufficio federale delle costruzioni e della logistica, esame successivo SAP IMAGE – Ufficio federale delle costruzioni e della logistica, esame del progetto di co- struzione «Bern, Bollwerk 27/29» – Ufficio federale delle costruzioni e della logistica, esame del risanamento dell’edificio amministrativo «Einsteinstrasse 2» a Berna – Ufficio federale delle costruzioni e della logistica, esame della trasformazio- ne e del miglioramento della Biblioteca Nazionale – Ufficio centrale di compensazione di Ginevra, controllo del conto annuale 1999 (GEMAP) – Ufficio centrale di compensazione di Ginevra, controllo del conto annuale
1999 del fondo di compensazione AVS/AI/IPG
– Ufficio centrale di compensazione di Ginevra, controllo del conto annuale
2000 del fondo di compensazione AVS/AI/IPG
– Cassa svizzera di compensazione di Ginevra, controllo del conto annuale – Cassa svizzera di compensazione di Ginevra, revisione principale 1999 – Cassa federale di compensazione, controllo del conto annuale 1999 – Cassa federale di compensazione, stato di attuazione del sistema informatico e valutazione approssimativa dei possibili rischi – Regia federale degli alcool, controllo del conto annuale 1999/2000 – Ufficio federale del personale, revisione informatica BV PLUS – Ufficio federale del personale, Cassa di soccorso, controllo del conto an- nuale 1999
Dipartimento federale dell’economia – Segreteria generale, Expo.02, verifica del mercato degli acquisti – Segreteria generale, Expo.02, sponsoring – Segreteria generale, Organo d’esecuzione del servizio civile, esame del conto annuale 1999 (FLAG) – Segretariato di Stato dell’economia pubblica, raggruppamento dell’UFEE e dell’UFIAML – Segretariato di Stato dell’economia pubblica, Unione svizzera delle coope- rative di fideiussione delle arti e mestieri, controllo del conto annuale 1999 – Segretariato di Stato dell’economia pubblica, fondo di compensazione del- l’assicurazione contro la disoccupazione, controllo del conto annuale 1999 – Ufficio federale dell’agricoltura, controllo del conto lattiero 1998/99 – Ufficio federale dell’agricoltura, esame dei sussidi lattieri – Ufficio federale dell’agricoltura, esame dell’esecuzione dei pagamenti diretti effettuati nel Canton Friburgo nel 1999 – Ufficio federale dell’agricoltura, esame delle pubblicazioni delle stazioni fe- derali di ricerche agricole – Ufficio federale dell’agricoltura, sussidi per la costruzione e il restauro delle scuole d’agricoltura – Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia, revisione dei servizi – Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia, esame dei sussidi per il centro svizzero per l’elettronica e la microtecnica – Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia, esame degli edifici delle scuole professionali – Ufficio federale delle abitazioni, esame delle operazioni LCAP non pagate – Unione svizzera del commercio del formaggio, vigilanza finanziaria – Fondo di compensazione dello zucchero, controllo del conto annuale 1999 – Fondazione «Fondo dei premi dell’economia svizzera di esportazione» dell’Unione svizzera del commercio e dell’industria (Vorort), controllo del conto annuale 1999 – Garanzia contro i rischi dell’esportazione, controllo del conto annuale 1999
Organigramma del CDF Controllo federale delle finanze Allegato 2 (Stato al 1° febbraio 2001) Direzione Direttore: K. Grüter Direttore supplente: A. Vuillemin Vicedirettrice: S. Furrer Hoffmann Vicedirettore: M. Huissoud
Strategia Conduzione Assicurazione Qualità Vicedirettrice: S. Furrer Hoffmann
Strategia Controlling Gestione conoscenze Gestione e sviluppo e Assicurazione qualità Servizio giuridico Relazioni internazionali Supporto Comunicazione del Personale A. Taugwalder S. Furrer Hoffmann P. Brügger M. Schaible C. Paratte C. Reinhardt
Settori di controllo Finanze Direttore supplente: A. Vuillemin
DFAE / UFR / DFAE / UFR / DFAE / UFR / DFAE / UFR / DFAE / UFR / DFAE / UFR / Amministrazione DDPS DDPS DDPS DDPS DDPS DDPS e gestione P. Brügger P. Brügger P. Brügger P. Brügger P. Brügger P. Brügger
Vigilanza e revis. Supporto finanziaria 1 informatico D. Monnot
Centri Vigilanza e revis. di finanziaria 2 Cancelleria competenze H.-R. Wagner
Controlli di Vice-direttore economicità Redazione M. Huissoud V. Eggimann-Lanz
Controlli della Amministrazione informatica del personale V. Eggimann-Lanz
Controlli acquisti e costruzioni Segretariato P. Zumbühl
Allegato 3
Elenco dei mandati dei servizi di controllo rispettivamente dei servizi di revisione del CDF (Stato al 31 dicembre 2000)
Mandati nell’ambito del DFAE – Fondo di solidarietà degli svizzeri all’estero – Consiglio di fondazione della «Fondazione in favore di cittadini svizzeri vit- time di sinistri» – Progetto «Educazione, gioventù e sport» nella Repubblica Dominicana – FIPOI Fondazione degli immobili per le organizzazioni internazionali
Mandati nell’ambito del DFI – Settore dei PF – Fondo nazionale svizzero della ricerca scientifica – Conferenza universitaria svizzera, Berna – Ufficio svizzero di documentazione per le questione scolastiche e di forma- zione, Aarau – Preparazione allo studio universitario, Friburgo – Fondazione PRO ARTE – Comitato di coordinazione per il soccorso alle persone danneggiate dalle valanghe – Fondazione Marcel Benoist – Fondazione Carnegie per il salvataggio – Fondazione Pro Helvetia – Fondazione Gottfried Keller – Fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri»
Mandati nell’ambito del DFGP – Istituto della proprietà intellettuale (IPI) – Fondo Schindler
Mandati nell’ambito del DDPS – Fondazione del Fondo St. Jakob per il Dono nazionale svizzero – Fondo sociale per la difesa e la protezione della popolazione – Fondazione Winkelried
Mandati nell’ambito del DFF – Regia federale degli alcool – Conto di Stato – Cassa di risparmio del personale federale – Cassa di soccorso – Cassa svizzera di compensazione – Fondo AVS/ AI / IPG – Cassa federale di compensazione – CSI, Conferenza svizzera sull’informatica (F) – Cassa di previdenza del personale delle dogane (nel turno biennale) – Fondazione dei funzionari svizzeri in favore dei lebbrosi
Mandati nell’ambito del DFE – Fondazione del fondo premi dell’economia svizzera dell’esportazione, Zuri- go – Fondo per la garanzia contro i rischi dell’esportazione (GRE), Zurigo – Fondo per garantire l’utilizzazione delle eccedenze di carne dell’Ufficio fe- derale dell’agricoltura – Sostegno alla produzione di uova in Svizzera (Cassa di compensazione del prezzo delle uova) – Amministrazione del fondo di compensazione per lo zucchero – Costruzione d’abitazioni AG – Unione svizzera delle cooperative di fideiussione delle arti e mestieri – Assicurazione contro la disoccupazione
Mandati nell’ambito del DATEC – Fondo danni nucleari – Commissione federale della Linth – Fondo per i grandi progetti ferroviari – Fondo svizzero per il paesaggio (FSP) – Fondazione per il Parco nazionale svizzero – Fondo per il promovimento della ricerca sulla foresta e sul legno – Fondo svizzero di sicurezza stradale
Mandati internazionali – Associazione europea di libero scambio (EFTA), presidenza del Board of Auditors – Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI)
– Organizzazione intergovernativa per i trasporti internazionali per ferrovia (OTIF) – Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT) – Unione postale universale (UPU) – Organizzazione europea per le ricerche astronomiche (ESO) – Agenzia intergovernativa della francofonia – Office of the Human Rights Ombudsperson for Bosnia and Herzegovina – Organizzazione europea per l’esercizio di satelliti meteorologici (EUMETSAT) – Sistemazione internazionale del Reno (IRR)
Allegato 4
Elenco delle abbreviazioni A AFC Amministrazione federale delle contribuzioni AFF Amministrazione federale delle finanze AVS Assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità
B BV PLUS Sistema d’informazione del personale della Confederazione
C CC Centrale di compensazione Ginevra CDF Controllo federale delle finanze CIA Certified Internal Auditor CISA Organizzazione revisori diplomati CP Cassa Pensioni della Confederazione
D DDPS Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazio- ne e dello sport DSC Direzione dello sviluppo e della cooperazione
E EUMETSAT Organizzazione europea per l’esercizio di satelliti meteorologici F FAREAS Fondation vaudoise pour l’accueil des requérantes d’asile
G GEMAP Gestione con mandato di prestazioni e budget globale
H HR Human Resource
I IAA Institut of Internal Auditors IFPI Istituto Federale della Proprietà Intellettuale InSAP Integrazione SAP INTOSAI Organizzazione internazionale degli organi superiori di controllo delle finanze pubbliche
L LCF Legge sul Controllo delle finanze LOGA Legge sull’organizzazione del Governo e dell’Amministrazione
M MOLIS Sistema informatico
N NFTA Nuova Ferrovia Transalpina NOVE IT Riorganizzazione dell’informatica e della telecomunicazione nell’Amministrazione federale
O OSIC Organo strategia informatica della Confederazione
P PMI Piccole medie imprese PF Politecnici federali
S SAP/R3 Software standard per la contabilità seco Segretariato di Stato dell’economia SIG Sistema informatico geografico
U UCC Ufficio centrale di compensazione UFAS Ufficio federale delle assicurazioni sociali UFI Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione UFR Ufficio federale dei rifugiati
Compendio 2130
1 Verifica informatica 2133
1.1 Collaborazione in seno all’organizzazione Nove-IT 2133
1.2 Settore SAP R/3 2134
1.2.1 Gestione del progetto per l’introduzione SAP R/3 2134
1.2.2 Redditività e trasparenza dei costi 2135
1.2.3 Regolarità della tenuta delle contabilità tramite SAP R/3 2136
1.2.4 Regolarità del trattamento dei dati con SAP R/3 2136
1.2.5 Prospettive nel settore SAP R/3 2136
1.3 Sicurezza informatica 2137
2 Altri importanti campi di verifica 2138
2.1 Consuntivo 1999 2138
2.2 Gestione con mandato di prestazioni e budget globale (GEMAP) 2139
2.3 Verifica dei controlli interni 2140
2.4 Cooperazione allo sviluppo 2141
2.5 NFTA 2142
2.5.1 Vigilanza e controllo 2142
2.5.2 Verifiche effettuate 2143
2.6 Expo.02 2144
2.6.1 In generale 2144
2.6.2 Valutazione della situazione finanziaria di Expo.02 2144
2.6.3 Sponsorizzazione 2144
2.6.4 Procedura d’assegnazione dei mandati 2145
2.6.5 Inchiesta su Expo.01 2146
2.7 Politecnici federali 2146
2.7.1 Autonomizzazione del settore dei PF 2146
2.7.2 Politecnico federale di Losanna (PFL) 2146
2.8 Imposte 2147
2.8.1 Vigilanza finanziaria cantonale nel settore fiscale della
Confederazione 2147
2.8.2 Imposta sul valore aggiunto 2147
2.9 Assicurazioni sociali 2148
2.9.1 Ufficio federale delle assicurazioni sociali 2148
2.9.2 Fondo di compensazione dell’assicurazione contro la
disoccupazione 2148
2.9.3 Verifiche dei datori di lavoro 2149
3 Verifiche nei singoli dipartimenti 2149
3.1 Dipartimento federale degli affari esteri 2150
3.2 Dipartimento federale dell’interno 2150
3.3 Dipartimento federale di giustizia e polizia 2151
3.4 Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e
dello sport 2151
3.5 Dipartimento federale delle finanze 2152
3.6 Dipartimento federale dell’economia 2152
3.7 Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle
comunicazioni 2153
4 Mandati internazionali 2154
5 Pendenze derivanti da revisioni e informazioni 2155
5.1 Pendenze derivanti da revisioni 2155
5.2 Informazioni secondo l’articolo 15 capoverso 3 LCF 2156
5.2.1 Appropriazione indebita presso il Politecnico federale di Zurigo 2156
5.2.2 Settore dell’asilo 2157
6 Altre prestazioni del CDF 2157
6.1 Sostegno della Delegazione delle finanze delle Camere federali e del
Consiglio federale 2158
6.2 Pareri riguardanti disegni di legge e ordinanze del Consiglio federale 2158
7 Metodo di lavoro e organizzazione del CDF 2159
7.1 Criteri di verifica e metodo di lavoro 2159
7.2 Organizzazione 2160
7.3 Finanze 2161
7.4 Personale 2162
7.5 Formazione e specializzazione 2162
8 Rapporto del CDF con altri organi di vigilanza 2163
8.1 Ispettorati delle finanze dell’Amministrazione federale 2163
8.1.1 Concezione della revisione in seno alla Confederazione 2163
8.1.2 Formazione 2164
8.1.3 Nuovi ispettorati delle finanze 2164
8.2 Controlli cantonali delle finanze 2164
8.3 Organizzazioni internazionali e Corti estere dei conti 2165
8.4 Organizzazioni professionali e associazioni 2166
9 Prospettiva 2166
Allegati
1 Sommario delle verifiche effettuate nei singoli Dipartimenti 2168
2 Organigramma del CDF (Stato al 1° febbraio 2001) 2173
3 Elenco dei mandati dei servizi di controllo rispettivamente dei servizi
di revisione del CDF (Stato al 31 dicembre 2000) 2174