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Iniziativa parlamentare concernente l'abolizione del divieto dell'assenzio. Rapporto della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati

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Iniziativa parlamentare concernente l’abolizione del divieto dell’assenzio Rapporto della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati

del 10 febbraio 2004

Onorevoli colleghi,

con il presente rapporto, vi sottoponiamo il progetto di modifiche della legge federa- le sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso e della legge federale sulle bevande distillate, che trasmettiamo nel contempo per parere al Consiglio federale.

La Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati vi propone di adottare le modifiche di legge allegate.

10 febbraio 2004 In nome della Commissione: Il presidente, Eugen David

2004-0450 1257

Rapporto

1 Situazione iniziale

Il 13 dicembre 2002, il consigliere agli Stati Jean-Claude Cornu ha presentato un’iniziativa parlamentare che chiedeva l’abolizione del divieto dell’assenzio, così come era definito negli articoli 2, 11 e 47 della legge federale del 9 ottobre 1992 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (legge sulle derrate alimentari, LDerr)1. Il 24 settembre 2003, il Consiglio degli Stati ha deciso all’unanimità di dare seguito all’iniziativa2 e ha incaricato la Commissione dell’economia e dei tributi di elabora- re un progetto. Il 10 febbraio 2004, alla presenza di rappresentanti dell’Ufficio federale dell’agricoltura e dell’Ufficio federale della sanità pubblica, la Commissio- ne ha esaminato il progetto di legge e il rapporto, approvando entrambi all’una- nimità.

2 In generale

Nel 1908, in seguito a diversi tragici avvenimenti, il Popolo svizzero si pronunciò per un divieto dell’assenzio e delle imitazioni dell’assenzio. In occasione dell’ultima revisione totale della Costituzione federale, tale disposizione è stata stralciata dal testo costituzionale. Al giorno d’oggi sembra preferibile regolamentare simili pro- dotti piuttosto che etichettarli in modo ammiccante come «frutti proibiti». Il rischio per la popolazione è certamente maggiore se le vengono offerti prodotti illegali e incontrollati piuttosto che se può acquistare in commercio un prodotto che soddisfa tutti i requisiti della legislazione in materia alimentare. Anche dal punto di vista della prevenzione dell’alcoolismo, pare più auspicabile rivolgere l’attenzione all’insieme delle bevande alcoliche che non differenziare tra prodotti legali e illegali. All’epoca, il divieto dell’assenzio fu pronunciato innanzitutto a causa dell’elevato tenore di tuione nei prodotti a base di assenzio e dunque nell’interesse della salute della popolazione. Nel frattempo, grazie a perizie scientifiche riconosciute, è stato possibile stabilire i valori massimi oltre i quali il tuione è nocivo, così che è possibi- le evitare rischi specifici per la salute. In caso di abolizione del divieto dell’assenzio, questo valore massimo di tuione andrebbe applicato analogamente a quanto avviene per le altre bevande spiritose all’anice. Conformemente al vigente diritto in materia di derrate alimentari, sarebbe così possibile sanzionare l’inosservanza dei valori massimi. L’abolizione del divieto dell’assenzio è stata chiesta innanzitutto dall’Association Région Val-de-Travers, poiché la popolazione di quella zona vorrebbe nuovamente coltivare la pianta dell’assenzio e preparare un prodotto a base di assenzio a deno- minazione di origine controllata (DOC) e indicazione geografica protetta (IGP), il che rivitalizzerebbe economicamente la valle e offrirebbe un’opportunità di diversi- ficazione ai suoi agricoltori.

1 RS 817.0

2 Boll. Uff. 2003 S 931

3 Commenti delle singole disposizioni

3.1 Modifiche della legge del 9 ottobre 1992 sulle derrate

alimentari

Art. 2 cpv. 4 lett. a Campo d’applicazione Abrogare: «è fatto salvo il divieto dell’assenzio» Questo articolo disciplina il campo d’applicazione della legge; quale unica eccezio- ne, il campo d’applicazione della legge sulle derrate alimentari contempla per l’assenzio anche l’uso personale. Tale eccezione va stralciata.

Art. 11 Divieto dell’assenzio Abrogare In caso di abolizione del divieto dell’assenzio, questo articolo non avrebbe più senso, poiché questa bevanda spiritosa verrebbe trattata come tutti i prodotti descritti nel capitolo 39 dell’ordinanza sulle derrate alimentari (ODerr).

Art. 47 cpv. 1 lett. d Delitti Abrogare: (chiunque intenzionalmente) «fabbrica, importa, trasporta, vende, aiuta a smerciare ovvero acquista o deposita a scopo di vendita bevande contenenti assenzio o imitazioni dell’assenzio». In caso di abolizione del divieto dell’assenzio, queste disposizioni non devono più essere specificate esplicitamente per questa categoria di bevande spiritose, poiché la commercializzazione di bevande alcoliche, in particolare di quelle spiritose, è già disciplinata.

3.2 Modifica della legge del 21 giugno 19323 sull’alcool

(LAlc)

Art. 40 cpv. 4 Condizioni Il termine assenzio non deve essere più citato quale esempio d’infrazione.

3 RS 680

3.3 Altre basi legali

Questa categoria di bevande spiritose deve soddisfare tutti i requisiti della legisla- zione in materia di derrate alimentari, in particolare quelli dell’ordinanza del 1° marzo 19954 sulle derrate alimentari (ODerr) riguardanti: – la pubblicità (art. 37) e la consegna di bevande alcoliche a bambini e minori – la composizione delle bevande spiritose all’anice (art. 424–426). Nell’ordinanza del DFI del 26 giugno 19955 sulle sostanze estranee e sui componen- ti presenti negli alimenti (OSoE), è fissato il tenore di tuione massimo (10 mg/kg) per le bevande alcoliche contenenti più del 25 per cento del volume di alcool. Que- sto valore limite non può essere superato. Inoltre, questo genere di bevanda spiritosa sottostà alla legge federale sull’alcool ed è tassato di conseguenza.

4 Conseguenze

4.1 Conseguenze finanziarie e ripercussioni sull’effettivo

del personale L’abolizione del divieto dell’assenzio non provoca oneri supplementari a livello della Confederazione, dato che le misure preventive e gli organi di controllo per le bevande alcoliche esistono già. Secondo diverse stime, la produzione illegale d’assenzio in Svizzera ammonta a circa 10 000–15 000 litri l’anno, il che corrisponde a introiti fiscali di 140 000–

200 000 franchi annui. L’assenzio è tuttavia prodotto essenzialmente da alcool

acquistato in commercio è quindi già tassato.

4.2 Idoneità all’attuazione

L’abolizione del divieto dell’assenzio non necessita di misure esecutive particolari, dato che ai prodotti a base di assenzio si applica il diritto in materia di derrate ali- mentari. Essi sottostanno dunque alle stesse prescrizioni delle rimanenti bevande spiritose.

5 Rapporto con il diritto europeo

Riguardo all’assenzio, il diritto comunitario in materia di derrate alimentari non è armonizzato. Perciò, all’interno dell’Unione europea, a seconda del Paese si appli- cano normative diverse. In diversi Paesi, la preparazione dell’assenzio non è mai stata vietata, così che questa bevanda è stata prodotta legalmente e venduta negli altri Paesi europei.

4 RS 817.02 5 RS 817.021.23

Per contro, la direttiva 88/388/CEE sul ravvicinamento delle legislazione degli Stati Membri nel settore degli aromi destinati ad essere impiegati nei prodotti alimentari e nei materiali per la loro preparazione ha ripreso i valori fissati nel Libro Blu del Consiglio d’Europa per la pianta dell’assenzio (Artemisia absinthium), precisando il tenore di tuione massimo per le bevande alcoliche che se ne ricavano: – mass. 5 mg/kg per le bevande contenenti meno del 25 % del volume di alcole, – mass. 10 mg/kg per le bevande contenenti più del 25 % del volume di alcole. Nel dicembre 2002, la Commissione europea ha pubblicato un’indagine tossi- cologica svolta dal Scientific Commitee for Food (SCF). Nelle sue conclusioni, questo Comitato scientifico conferma che i valori limiti europei per le derrate ali- mentari e le bevande sono giustificati.

6 Costituzionalità e legalità

Il divieto dell’assenzio è stato stralciato dalla Costituzione federale in occasione della sua ultima revisione totale (1999). Nel relativo messaggio, la misura è stata motivata adducendo che questa disposizione è ancorata a sufficienza nella legge sull’alcool.

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