Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni DATEC Ufficio federale dello sviluppo territoriale Sezione Sviluppo sostenibile
Strategia per uno sviluppo sostenibile: Linee guida e piano d’azione 2008-2011 Versione per la consultazione Berna, 25 giugno 2007
Indice 1 Contesto ......................................................................................................................................... 3 1.1 Mandato ................................................................................................................................... 3 1.2 La strategia per uno sviluppo sostenibile della Confederazione ............................................. 3 1.3 Principali interazioni con la strategia per uno sviluppo sostenibile.......................................... 4 1.3.1 Verifica dell’attività sulla base di un portafoglio di compiti ...........................................4 1.3.2 Programma di legislatura 2007–2011 ..........................................................................4 1.3.3 Politica di crescita ........................................................................................................4 2 Linee guida per la politica di sviluppo sostenibile .................................................................... 6 2.1 Assumere responsabilità per il futuro ...................................................................................... 6 2.2 Rapporto equilibrato fra le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile ....................................... 6 2.3 Integrare lo sviluppo sostenibile in tutte le politiche settoriali .................................................. 8 2.4 Migliorare il coordinamento tra le politiche settoriali e aumentare la coerenza....................... 8 2.5 Realizzare lo sviluppo sostenibile tramite la partecipazione ................................................... 9 3 Il piano d’azione 2008-2011 ........................................................................................................ 10 3.1 Intenti e obiettivi ..................................................................................................................... 10 3.2 Sfide principali e misure......................................................................................................... 11 1 - Cambiamenti climatici e pericoli naturali ...........................................................................11 2 - Energia...............................................................................................................................13 3 - Sviluppo territoriale e trasporti ...........................................................................................14 4 - Economia, produzione e consumi .....................................................................................16 5 - Uso delle risorse naturali ...................................................................................................18 6 - Coesione sociale, demografia e migrazione......................................................................19 7 - Sanità, sport e promozione dell’attività fisica.....................................................................21 8 - Sfide globali per l’ambiente e lo sviluppo ..........................................................................22 3.3 Ambiti tematici trasversali: sfide e misure.............................................................................. 25 9 - Politica finanziaria..............................................................................................................25 10 - Formazione, ricerca, innovazione....................................................................................26 11 - Cultura .............................................................................................................................28 4 Competenze e misure di accompagnamento per l’attuazione della strategia ...................... 30 4.1 Competenze, collaborazione a livello federale e finanziamento............................................ 30 4.2 Valutazione della sostenibilità................................................................................................ 31 4.3 Aggiornamento della strategia, controlling e reporting, esame dell’efficacia......................... 32 4.4 Collaborazione tra Confederazione, Cantoni e Comuni ........................................................ 32 4.5 Collaborazione con altri gruppi di interesse........................................................................... 33 4.6 Comunicazione ...................................................................................................................... 33 Allegato 1 Le misure del piano d’azione 2008-2011 ...................................................................... 34 Allegato 2 Misure della Strategia per uno sviluppo sostenibile 2002 e relazione con il piano D’AZIONE 2008-2011....................................................................................................... 35 Allegato 3 Descrizione degli indicatori dello sviluppo sostenibile del CISvS ............................ 37 Allegato 4 Indicatori delle sfide principali ...................................................................................... 40
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1 CONTESTO
1.1 Mandato
Dieci anni fa, il Consiglio federale ha formulato in una strategia nazionale le sue intenzioni, corredate di indicazioni pratiche, per l'attuazione dello sviluppo sostenibile in Svizzera. La prima strategia per uno sviluppo sostenibile in Svizzera è stata adottata nel 1997, cinque anni dopo la Conferenza del- l’ONU sull’ambiente e lo sviluppo di Rio de Janeiro. Il 27 marzo 2002, in vista del vertice mondiale di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile, il Consiglio federale ha approvato un secondo documento strategico “Strategia per uno sviluppo sostenibile 2002”.
Parallelamente, il 27 marzo 2002 il Consiglio federale ha deciso di rinnovare la strategia entro il 2007. La presente strategia poggia su una valutazione complessiva della strategia del 2002 e su un bilancio di attuazione dello sviluppo sostenibile in Svizzera 1 . Il 17 gennaio 2007 il Consiglio federale, prenden- do atto del rapporto di attuazione, ha ribadito la propria volontà di rinnovare la strategia. Il presente documento concretizza tale volontà.
1.2 La strategia per uno sviluppo sostenibile della Confederazione
Anche in futuro il Consiglio federale si orienta alla definizione di sviluppo sostenibile elaborata nel 1987 dalla Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo in vista della Conferenza di Rio de Ja- neiro del 1992, comunemente chiamata “definizione Brundtland”, dal nome della presidente della com- missione. Secondo tale definizione, uno sviluppo è sostenibile se riesce a soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bi- sogni. Per capire il concetto di sviluppo sostenibile sono fondamentali due aspetti complementari: la sostenibilità dell’ecosistema globale e la priorità al soddisfacimento dei bisogni basilari, in particolare di quelli delle persone più povere 2 .
L’orientamento etico-filosofico alla base di questa definizione presuppone che il potere illimitato di di- sporre del futuro deve cedere il passo a una responsabilità basata sulla giustizia tra le generazioni e le regioni del mondo. Lo sviluppo sostenibile presuppone infatti che le basi vitali siano garantite, a condi- zioni di dignità e di equità, a tutti gli esseri umani che popolano e popoleranno il pianeta. Nel 2002, con l’adozione dei documenti della Conferenza di Rio e del Vertice mondiale di Johannesburg, il prin- cipio della responsabilità per il futuro è stato riconosciuto dalla comunità degli Stati – e con essa an- che dalla Svizzera – come principio vincolante.
La strategia per uno sviluppo sostenibile contempla aspetti di vario genere. Nelle linee guida per la po- litica di sviluppo sostenibile (capitolo 2), il Consiglio federale spiega la propria concezione di sviluppo sostenibile e illustra come intende integrarlo nelle politiche federali. A tal fine, si riallaccia alle linee guida della Strategia per uno sviluppo sostenibile 2002, concretizzandole ulteriormente. Il capitolo 3 comprende il piano d’azione per il programma di legislatura 2007-2011, nel quale il Consiglio federale pone l’accendo sulle sfide principali a lungo termine, dando particolare rilievo ai settori di intervento prioritari. Sono inoltre evidenziate le politiche settoriali trasversali quali politica finanziaria, formazione, ricerca, innovazione e cultura, che hanno un influsso sulle sfide principali.
In sede di attuazione della strategia (capitolo 4) il Consiglio federale si appoggia agli organismi e alle strutture esistenti. L’attuazione compete al Comitato interdipartimentale sullo sviluppo sostenibile (CISvS) presieduto dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) in qualità di servizio federale responsabile per lo sviluppo sostenibile. Rispetto alla strategia del 2002 sono stati potenziati il control- ling e la valutazione e l’ottimizzazione dei progetti politici nell’ottica dello sviluppo sostenibile (valuta- zione della sostenibilità, VSost).
1 Comitato interdipartimentale sullo sviluppo sostenibile (CISvS): Strategia per uno sviluppo sostenibile 2002 – Bilancio e rac- comandazioni per il rinnovo. Berna 2007 2 World Commission on Environment and Development: Our Common Future. Oxford / New York 1987, pag. 43
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I singoli elementi della strategia presentano diversi orizzonti di validità. Le linee guida (capitolo 2) e le misure di accompagnamento (capitolo 4) hanno validità non limitata e costituiscono il quadro di riferi- mento per un’azione coerente a lungo termine. Il piano d’azione 2008-2011 (capitolo 3) ha invece du- rata limitata e andrà rinnovato dopo quattro anni.
1.3 Principali interazioni con la strategia per uno sviluppo sostenibile
1.3.1 Verifica dell’attività sulla base di un portafoglio di compiti
Il Consiglio federale procede alla verifica sistematica dei compiti della Confederazione. Ciò significa che in base ad un portafoglio sono definiti i compiti cui lo Stato può rinunciare completamente e quelli in cui può ridurre il proprio intervento. Sono inoltre esaminate possibilità di riforma, di scorporo o di dissociazione di compiti svolti congiuntamente da Confederazione e Cantoni. Nel 2006, nella prima fase della verifica, il Consiglio federale ha stabilito un obiettivo prioritario: entro il 2015 – tenuto conto del deficit delle assicurazioni sociali – le finanze federali dovranno evolvere in linea con la crescita e- conomica (3 per cento in termini nominali all’anno). Il Consiglio federale ha fissato obiettivi e tassi di crescita per i singoli settori della spesa pubblica. Considerata la crescente necessità di finanziamento delle assicurazioni sociali, occorrono risparmi dell'ordine di circa 8,5 miliardi di franchi a fronte di una crescita tendenziale delle uscite (4,7 per cento l’anno). Nella seconda fase si esamineranno sistemati- camente i compiti della Confederazione in funzione di possibili rinunce, riduzioni e riforme. Nella terza tappa si tratterà di concretizzare le strategie di riforma e riduzione dei compiti e di formalizzarle in un piano d’azione, dopo aver consultato i Cantoni, i partiti e le parti sociali. I risultati della verifica del por- tafoglio di compiti sono integrati nel programma di legislatura 2007-2011 e sono quindi coordinati con la strategia.
1.3.2 Programma di legislatura 2007–2011
Il Consiglio federale presenta il programma di governo per il quadriennio successivo nel rapporto sul programma di legislatura. La strategia per uno sviluppo sostenibile è strettamente legata alla pianifi- cazione della legislatura. Entrambi i processi abbracciano un ventaglio molto ampio di tematiche, ma si distinguono per i contenuti e l'orizzonte temporale. La strategia fissa obiettivi a lungo termine e pone l’accento sulle sfide principali (cfr. capitolo 3). Diversamente dal programma di legislatura, non si limita a progetti legislativi, ma si estende a importanti iniziative strategiche che vertono sull’attuazione del di- ritto vigente.
Le basi del programma di legislatura sono definite nel rapporto “Sfide 2007-2011” 3 dello Stato maggio- re di prospettiva dell’Amministrazione federale, nel quale sono integrate le diverse prospettive della Confederazione, in particolare gli scenari della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) sull’evoluzio- ne del prodotto interno lordo, gli scenari demografici dell’Ufficio federale di statistica (UST), le prospet- tive sul trasporto di merci e persone elaborate dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) e le prospettive energetiche allestite dall’Ufficio federale dell’energia (UFE). Questi documenti sono fon- damentali anche per la politica di sviluppo sostenibile. Una visione integrativa di questi lavori garanti- sce il coordinamento tra la strategia per uno sviluppo sostenibile e il rapporto sul programma di legi- slatura 2007-2011.
1.3.3 Politica di crescita
La politica di crescita del Consiglio federale, intesa quale processo interdipartimentale di ampia porta- ta strettamente legato alla pianificazione della legislatura, si propone di aumentare l’efficienza econo- mica della Svizzera con pacchetti di misure rinnovabili periodicamente. Questo obiettivo mette in rela- zione la politica di crescita con la strategia che, fra le tre dimensioni della sostenibilità (cfr. capitolo 2.2), prevede appunto quella dell'«efficienza economica». Relativamente allo sviluppo economico la politica di crescita e la strategia seguono tuttavia priorità diverse. La politica di crescita considera il di- saccoppiamento tra crescita economica e consumo di risorse e gli effetti sul capitale sociale obiettivi secondari e non contempla un programma adeguato di misure di politica ambientale e sociale. La
3 http://www.bk.admin.ch/dokumentation/publikationen/00290/00930/index.html?lang=it
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strategia affronta il tema dello sviluppo economico in particolare ai capitoli 3.2.4 e 3.2.8. L’effetto delle singole misure di promozione della crescita sulla sostenibilità è verificato in base al metodo dell’analisi di impatto della regolamentazione (AIR) 4 . L’accento su particolari aspetti avverrà sulla base di un’ana- lisi di pertinenza in base al metodo della valutazione della sostenibilità (cfr. capitolo 4.2). L’analisi e la successiva valutazione vanno affidate in primo luogo agli Uffici federali che si occupano del coordina- mento.
4 L’AIR è applicata a livello federale dal 2000 per le leggi e le ordinanze. http://www.seco.admin.ch/themen/00374/00459/00465/index.html?lang=fr
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2 LINEE GUIDA PER LA POLITICA DI SVILUPPO SOSTENIBILE
Le linee guida per la politica di sviluppo sostenibile poggiano sulla Costituzione federale (Cost. 5 , arti- coli 2, 54, 73) e sui documenti internazionali di riferimento elaborati dalle Nazioni Unite 6 e dall’OCSE 7 . La strategia dell’Unione europea in materia di sviluppo sostenibile 8 costituisce un’altra importante fon- te. Le linee guida qui esposte concretizzano e aggiornano le direttive che il Consiglio federale ha for- mulato nel rapporto “10 anni dopo Rio – La Svizzera verso lo sviluppo sostenibile” destinato alla Com- missione dell’ONU per lo sviluppo sostenibile (CSD) 9 e integrato nella Strategia per uno sviluppo so- stenibile 2002 10 .
2.1 Assumere responsabilità per il futuro
La sfida fondamentale – ossia garantire il soddisfacimento dei bisogni di tutta l’umanità, e quindi an- che delle popolazioni del Sud, e ridurre il carico ambientale e il consumo di risorse – esige un cam- biamento radicale e a lungo termine in ambito sociale ed economico. Secondo il principio della «re- sponsabilità comune ma differenziata», sancito dalla Dichiarazione di Rio, i paesi industrializzati de- vono farsi carico di vincoli maggiori sia perché hanno avuto e hanno tuttora una buona parte di re- sponsabilità nei processi di sviluppo, sia perché dispongono di maggiori risorse finanziarie e tecniche. D’altro canto, considerata la loro dinamica di crescita, i paesi in via di sviluppo – e in particolare quelli emergenti – non possono temporeggiare.
Assumere responsabilità per il futuro significa promuovere a tutti i livelli i principi di precauzione, cau- salità e responsabilità, intesi come condizioni quadro per un’azione economica, ecologica e sociale sostenibile sul lungo periodo. L’approccio precauzionale è necessario per evitare eventuali danni alla salute dell’uomo o all’ambiente e per adottare misure preventive anche in assenza di certezze scienti- fiche. Occorre fare in modo che i prezzi riflettano i costi effettivi e che chi causa eventuali danni alla salute o all’ambiente sia chiamato a rispondervi.
2.2 Rapporto equilibrato fra le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile
I criteri stabiliti nella Strategia per uno sviluppo sostenibile 2002 per concretizzare gli obiettivi di svi- luppo sostenibile in ciascuna delle tre dimensioni «responsabilità ecologica», «capacità economica» e «solidarietà sociale» sono mantenuti nei loro contenuti (cfr. tabella seguente). Nell’impostare le politi- che si dovrà tener conto delle tre dimensioni e di tutti i criteri dello sviluppo sostenibile (considerazione completa di tutte e tre le dimensioni della sostenibilità).
5 RS 101 6 UN DESA: Guidance in Preparing a National Sustainable Development Strategy: Managing Sustainable Development in the New Millennium. New York 2002 7 OCSE: The DAC Guidelines, Strategies for Sustainable Development: Guidance for Development Co-operation. Parigi 2001 8 Consiglio dell’Unione europea: Strategia dell'UE in materia di sviluppo sostenibile, adottata dal Consiglio europeo il 15-16 giugno 2006 9 Consiglio federale: 10 anni dopo Rio – La Svizzera verso lo sviluppo sostenibile, Rapporto del 3 giugno 2001 destinato alla Segreteria della Commissione dell’ONU per lo sviluppo sostenibile. Berna 2001 10 Cfr. Comitato interdipartimentale sullo sviluppo sostenibile (CISvS): Strategia per uno sviluppo sostenibile 2002 –Bilancio e raccomandazioni per il rinnovo. Berna 2007
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CAPACITÀ • Mantenere i redditi e l’occupazione e incrementarli in funzione dei bisogni, ba- ECONOMICA dando ad una distribuzione compatibile con le esigenze sociali e territoriali. • Almeno conservare e incrementare qualitativamente il capitale produttivo basato sulle risorse sociali e umane. • Migliorare la competitività e la capacità innovativa dell’economia. • Nell’economia, lasciar agire in primo luogo i meccanismi di mercato (prezzi) te- nendo conto dei fattori determinanti di scarsità e dei costi esterni. • Una gestione da parte dell’ente pubblico che non avvenga a scapito delle future generazioni (per es. debiti, degrado del patrimonio).
RESPONSABILITÀ • Conservare gli spazi naturali e la varietà delle specie. ECOLOGICA • Mantenere il consumo di risorse rinnovabili al di sotto del livello di rigenerazione, o al di sotto delle disponibilità naturali. • Mantenere il consumo di risorse non rinnovabili al di sotto del potenziale di svi- luppo delle risorse rinnovabili. • Ridurre l’inquinamento dell’ambiente naturale e il carico per l’uomo dovuti a e- missioni, rispettivamente sostanze nocive, a un livello innocuo. • Ridurre gli effetti delle catastrofi ambientali e tollerare i rischi di incidenti soltan- to nella misura in cui anche in caso di massimo incidente possibile non si verifi- chino danni che perdurino oltre una generazione.
SOLIDARIETÀ • Tutelare e promuovere in senso globale la salute e la sicurezza dell’uomo. SOCIALE • Garantire la formazione e quindi lo sviluppo nonché la piena espressione e l’identità del singolo. • Promuovere la cultura nonché la conservazione e lo sviluppo dei valori e delle risorse sociali nel senso di un capitale sociale. • Garantire a tutti eguali diritti e la certezza del diritto, segnatamente per quanto concerne la parità dei sessi, l’equiparazione dei diritti e la tutela delle minoranze nonché il riconoscimento dei diritti umani. • Promuovere la solidarietà all’interno e tra le generazioni nonché a livello globale.
Il modello degli stock di capitale rappresenta un ulteriore fondamento per politica svizzera di sostenibi- lità 11 . Il modello, sviluppato dalla Banca Mondiale, si basa sull’idea che vi sono tre dimensioni della sostenibilità, ossia tre stock di capitale: ambiente, economia e società. Il «capitale naturale» presente sulla Terra non può quindi essere dilapidato, ma va rinnovato costantemente. La sostenibilità è data se a lungo termine si può vivere degli interessi, senza intaccare il capitale. Il modello è stato migliorato con l’introduzione del concetto di «sostenibilità forte» e «sostenibilità debole» che tiene conto della sostituibilità degli stock. La sostenibilità forte chiede che gli stock di capitale siano mantenuti costanti sul lungo periodo, mentre quella debole pone questa condizione unicamente per il capitale di sosteni- bilità globale. La sostenibilità debole permette quindi, ad esempio, di ridurre lo stock di capitale am- bientale a condizione che tale riduzione sia compensata da un aumento del capitale economico e so- ciale.
In virtù del tenore delle disposizioni costituzionali in materia di sviluppo sostenibile (in particolare gli articoli 2 e 73 Cost.) 12 , il Consiglio federale ha adottato una posizione intermedia tra sostenibilità forte
11 Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), Ufficio federale dello sviluppo territoriale ARE: Lo sviluppo sostenibile in Svizzera: basi metodologiche. Berna 2004 Il modello degli stock di capitale adotta un concetto di «capitale» meno esteso del concetto delle tre dimensioni della soste- nibilità. Il capitale comprende infatti stock materiali e immateriali quali impianti di produzione, risorse naturali o capitale di fi- ducia sociale, mentre le tre dimensioni contemplano altri aspetti, quali la questione della ripartizione equa o i principi legati all’assetto politico. Il concetto di capitale può essere definito con relativa facilità nella sua accezione economica ed ecologi- ca. L’accezione sociale, invece, è ancora molto dibattuta nella letteratura scientifica. 12 Ufficio federale dello sviluppo territoriale: Fragen im Zusammenhang mit den Nachhaltigkeitsbestimmungen in der Bunde- sverfassung – Rechtsgutachten. Berna 2004 Nell’articolo costituzionale che espone lo scopo generale, il concetto di sviluppo sostenibile assume un’accezione ampia e si riallaccia alla definizione di sviluppo sostenibile della commissione Brundtland con particolare enfasi alle tre dimensioni, al soddisfacimento prioritario dei bisogni basilari delle popolazioni svantaggiate e ai limiti di sostenibilità della biosfera. Il princi- pio costituzionale della sostenibilità, sancito dall’articolo 73, obbliga la Confederazione e i Cantoni ad operare a favore di un rapporto durevolmente equilibrato tra la natura, la sua capacità di rinnovamento e la sua utilizzazione da parte dell’uomo. La caratteristica fondamentale di questo equilibrio è l’orientamento alla capacità di innovazione. L’articolo 73 tratta specificata- mente la dimensione ecologica e, a differenza dell’articolo 2, spiega perché la sostenibilità è riconosciuta come uno dei tre pilastri della politica ambientale, accanto al principio di prevenzione e di causalità (chi inquina paga).
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e debole, definita «sensibile sustainability» dagli ambienti scientifici anglofoni e chiamata «sostenibilità debole plus» in Svizzera. Quest’approccio presuppone che i singoli elementi degli stock di capitale siano sostituibili e che tra gli stock sussista una relazione di complementarietà. Si ammette quindi una certa sostituibilità tra gli stock di capitale, a patto che i processi di ponderazione siano trasparenti, non gravino sempre la stessa dimensione di sostenibilità e che, globalmente, siano rispettati i limiti di sol- lecitabilità della biosfera. Il Consiglio federale ritiene che molti aspetti ambientali presentino caratteri- stiche specifiche che – tenendo conto anche del potenziale di progresso tecnologico – fanno apparire irrealistica una sostituzione del capitale ambientale con il capitale sociale o economico. Molti beni am- bientali, ad esempio un clima stabile, la biodiversità, terreni fertili o lo strato d’ozono, sono indispensa- bili alla sopravvivenza dell’umanità e non possono, di norma, essere sostituiti dal capitale. Gli inter- venti umani sulla natura non devono causare perdite irreversibili che compromettono in modo illecito le possibilità d’azione delle generazioni future.
Il concetto di «sostenibilità debole plus» presuppone che nell’analisi delle tre dimensioni della sosteni- bilità in sede di sviluppo o di valutazione di progetti si tenga conto di determinati limiti o condizioni marginali alla sostituibilità degli stock di capitale: • Le esigenze minime sociali, economiche ed ecologiche 13 vanno rispettate. • Le evoluzioni o le ripercussioni irreversibili o difficilmente reversibili vanno evitate. • Alle generazioni future non bisogna lasciare oneri senza i corrispettivi benefici. • L’inquinamento ambientale e i problemi sociali non devono essere esportati. • Nel caso di incertezze o di rischi, riconducibili a conoscenze insufficienti o ad eventi con bassa pro- babilità e elevato potenziale di danno, occorre adottare la massima precauzione. • Nei settori in cui vi sono già gravi problemi di sostenibilità o in quelli in cui i problemi potrebbero a- cuirsi alla luce della tendenza osservata, occorre evitare un ulteriore deterioramento della situazio- ne.
Il Consiglio federale mette a disposizione gli strumenti necessari per garantire che la valutazione della sostenibilità dei progetti sia effettuata secondo criteri uniformi (cfr. capitolo 4.2).
2.3 Integrare lo sviluppo sostenibile in tutte le politiche settoriali
Il Consiglio federale considera che lo sviluppo sostenibile non è un’ulteriore politica settoriale, bensì un «principio regolativo» da integrare in tutte le politiche settoriali. In altre parole, tutte le politiche set- toriali devono orientarsi alla sostenibilità. Questo è sottolineato dall’articolo 2 Cost. che dichiara lo svi- luppo sostenibile uno dei compiti vincolanti della Confederazione e dei Cantoni, conferendogli un ca- rattere programmatico. Questa disposizione va intesa quale direttiva giuridicamente vincolante e come mandato d’azione per tutte le autorità legislative ed esecutive. L’intento principale dell’articolo è quello di dare un orientamento alle autorità governative federali e cantonali. Nel definire ad esempio gli obiet- tivi e i mezzi della sua politica di governo, il Consiglio federale deve tendere a questo compito statale. L’articolo funge da orientamento anche per il Tribunale federale, nella sua funzione di autorità giudi- ziaria suprema. Questo principio direttivo implica che il Consiglio federale, i Dipartimenti e gli Uffici de- vono integrare lo sviluppo sostenibile nei processi di pianificazione e di gestione in atto. Per promuo- vere la politica di sostenibilità non vanno create strutture parallele.
2.4 Migliorare il coordinamento tra le politiche settoriali e aumentare la coerenza
Lo sviluppo sostenibile richiede una presa in considerazione tempestiva delle tre dimensioni e il coin- volgimento di tutti gli uffici interessati dalla problematica, in vista di soluzioni sostenibili a lungo termi- ne. Nell’adempimento dei compiti occorre tenere conto delle tre dimensioni della sostenibilità (ecologi- ca, economica e sociale). L’integrazione delle tre dimensioni nelle pianificazioni, nelle decisioni politi- che e nei progetti concreti è un criterio prioritario. Occorre garantire che le decisioni politiche importan- ti si basino su proposte le cui ripercussioni sociali, economiche ed ecologiche siano state valutate per 13 Si può trattare di valori limite fissati per legge (ad es. valori limite di emissione, norme ambientali rilevanti per la salute pub- blica conformemente alla legge sulla protezione dell’ambiente e alle pertinenti ordinanze), valori limite scientifici che non so- no (ancora) stati tradotti in valori limiti legali (ad es. livello delle emissioni di gas serra volto a contenere l’ulteriore riscalda- mento climatico) o ancora norme di politica sociale quali pari opportunità, uguaglianza di trattamento, reddito minimo, condi- zioni di vita dignitose, garanzia del minimo vitale o garanzia dei diritti umani.
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tempo e in modo trasparente, come richiesto dall’articolo 141 della legge federale del 13 dicembre 2002 sull’Assemblea federale (legge sul Parlamento) 14 . Un ulteriore elemento importante è la verifica ex-post dell’efficacia delle decisioni politiche (cfr. articolo 170 Cost.). Le verifiche dell’efficacia forni- scono informazioni sulle modalità di attuazione delle misure, sulla reazione dei destinatari e sugli e- ventuali effetti collaterali e indicano se la politica ha centrato (o no) gli obiettivi fissati.
Procedure decisionali trasparenti e un ampio coinvolgimento dei vari attori permetteranno ponderazio- ni globali degli interessi e decisioni basate su un ampio consenso, evidenzieranno soluzioni praticabili e garantiranno che nelle decisioni politiche si tenga conto per quanto possibile delle esigenze di so- stenibilità. I conflitti sugli obiettivi vanno esplicitati e le valutazioni motivate. A prescindere dal coordi- namento e dalla gestione dei conflitti, vanno promosse ottimizzazioni e sinergie. Gli strumenti di valu- tazione della sostenibilità possono affiancare il processo di coordinamento fornendo basi obiettive e ausili decisionali. Le regole da applicare in sede attuativa sono riportate al capitolo 4. Per migliorare il coordinamento e la coerenza sarà necessario creare strutture collaborative complementari.
2.5 Realizzare lo sviluppo sostenibile tramite la partecipazione
Lo sviluppo sostenibile non è un compito riservato alle autorità statali o di esclusiva competenza della Confederazione. Molti dei problemi che toccano il paese possono essere risolti in modo costruttivo a patto che fra i tre livelli istituzionali vi sia una stretta collaborazione. Una strategia limitata alla politica federale avrebbe un’incidenza insufficiente.
La collaborazione con i Cantoni e i Comuni è indispensabile. Per effetto della struttura federalista, i Cantoni e i Comuni dispongono di estese competenze e possibilità di influsso in molti settori rilevanti per la sostenibilità. La promozione di processi di sostenibilità nei Cantoni e nei Comuni – vere e pro- prie interfacce con la società civile – e le attività di sensibilizzazione assumono un ruolo molto impor- tante.
Così come una strategia limitata all’ambito federale, anche una strategia limitata al solo ente pubblico risulterebbe insufficiente in considerazione dei fattori d’influenza e dei gruppi di attori rilevanti per lo sviluppo sostenibile. Ciò dimostra che nella politica dello sviluppo sostenibile occorre coinvolgere an- che la società civile e il settore privato. La collaborazione tra le autorità statali e i gruppi di interesse è già consolidata nella prassi. Nella politica internazionale in materia di sostenibilità esiste da anni una collaborazione su base regolare con organizzazioni non governative interessate, in particolare con quelle attive nei settori dell’ambiente, dello sviluppo e dell’economia. Queste organizzazioni sono chiamate a partecipare ai lavori di preparazione svolti dalle autorità in vista di importanti negoziati in- ternazionali e nello scorso decennio hanno dato importanti impulsi allo sviluppo sostenibile in Svizze- ra. La collaborazione con le cerchie non governative sarà portata avanti anche in futuro.
Anche gli attori non istituzionali sono invitati ad integrare le linee guida strategiche nella loro attività quotidiana. Ciò riguarda in particolare le aziende private, che sono chiamate ad operare in modo re- sponsabile. Le aziende possono promuovere lo sviluppo sostenibile sfruttando i margini d’azione, in modo da minimizzare il carico ambientale e di massimizzare il valore aggiunto sociale ed ecologico nella determinazione dei prezzi e nei processi produttivi. Possono conferire legittimità e obbligatorietà al loro impegno aderendo a vari accordi, norme e standard, ad esempio nel settore della gestione am- bientale o della responsabilità sociale.
14 RS 171.10 http://www.admin.ch/ch/i/rs/171_10/a141.html
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3 IL PIANO D’AZIONE 2008-2011
3.1 Intenti e obiettivi
Per orientare lo sviluppo verso la sostenibilità sono necessarie azioni concrete. Per prima cosa il Con- siglio federale affronterà gli assi d’intervento prioritari che risultano dall’analisi elaborata dal Comitato interdipartimentale sullo sviluppo sostenibile (CISvS) 15 , ovvero: • Lottare contro il riscaldamento climatico globale e contro i pericoli naturali, soprattutto attraverso una riduzione del consumo energetico, una maggiore utilizzazione delle fonti energetiche rinnovabi- li, prestando particolare attenzione ai settori quantitativamente significativi della mobilità e dello svi- luppo territoriale. • Incrementare la produttività economica disaccoppiandola dal consumo di risorse ed energia e ren- dere gli schemi di consumo e produzione più compatibili con i principi della sostenibilità. • Sfruttare le risorse naturali in modo sostenibile e ridurre i danni ambientali in termini sia qualitativi, sia quantitativi. • Garantire un accesso equo alle risorse sociali ed economiche senza pregiudizio per le generazioni future e migliorare l'integrazione di tutti i gruppi di popolazione. • Intensificare gli interventi volti a lottare contro la povertà e a promuovere la pace nel mondo e mi- gliorarne l'efficienza.
In base all’analisi e alla valutazione comparativa delle strategie di sostenibilità adottate da altri paesi, il Consiglio federale ha identificato otto sfide strategiche principali per le azioni promosse nel settore dello sviluppo sostenibile:
1. Cambiamenti climatici e pericoli naturali.
2. Energia.
3. Sviluppo territoriale e trasporti.
4. Economia, produzione e consumi.
5. Uso delle risorse naturali.
6. Coesione sociale, demografia e migrazioni.
7. Sanità, sport e promozione dell’attività fisica.
8. Sfide globali per l’ambiente e lo sviluppo.
Parallelamente, in varie politiche settoriali che per il loro spiccato carattere interdisciplinare e trasver- sale hanno un impatto sulle sfide strategiche principali, bisogna creare basi e presupposti per un’azio- ne sostenibile. Si tratta in particolare delle seguenti politiche:
9. Politica finanziaria.
10. Formazione, ricerca e innovazione.
11. Cultura.
Nel capitolo 3.2 sono descritte le sfide principali e sono definiti gli obiettivi e le misure prioritarie. Al capitolo 3.3 sono invece descritte le politiche settoriali trasversali.
Nel piano d’azione il Consiglio federale illustra gli obiettivi perseguiti per ogni sfida principale e per le politiche settoriali trasversali e indica le misure che intende adottare per conseguirli. Queste misure costituiscono le azioni prioritarie che il Consiglio federale porrà in primo piano nella prossima legislatu- ra. Il piano d’azione non è un ulteriore programma di attività della Confederazione. Le misure proposte definiscono priorità o spostamenti di enfasi nelle politiche già adottate in vista di realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Per questo motivo il finanziamento delle attività è garantito nel quadro del pro- cesso ordinario di pianificazione finanziaria (cfr. capitolo 4.1).
Il piano d’azione contempla misure che rientrano nella sfera di competenza diretta del Consiglio fede- rale. Si tratta da un lato di progetti legislativi e dall’altro di azioni strategicamente importanti o di ridefi-
15 Comitato interdipartimentale sullo sviluppo sostenibile (CISvS): Strategia per uno sviluppo sostenibile 2002 - Bilancio e rac- comandazioni per il rinnovo, Berna 2007
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nizione di priorità nell’applicazione del diritto vigente che contribuiscono in modo rilevante alla soste- nibilità. Per raggiungere i traguardi definiti nelle sfide principali sono generalmente necessarie ulteriori misure, parzialmente legate all’attuazione delle politiche già adottate.
Le misure del piano d’azione soddisfano del tutto o in parte i seguenti criteri: • Globalità, ossia integrazione delle tre dimensioni «responsabilità ecologica», «solidarietà sociale» ed «efficienza economica». • Intergenerazionalità (le misure devono riguardare problemi o dinamiche a lungo termine). • Pertinenza globale (le misure concernono problemi o dinamiche globali). • Concordanza gerarchica (le misure possono essere subordinate a una o più sfide). • Importanza e rilevanza (misure che richiedono l’azione o il sostegno del Consiglio federale e contri- buiscono a fornire soluzioni rilevanti per le sfide prioritarie). • Innovazione e carattere pilota (le misure forniscono nuove soluzioni e/o possono essere applicate ad altri settori/ambiti).
Tra le diverse sfide principali e le relative misure vi sono spesso relazioni trasversali che possono comportare sinergie positive, ma anche conflitti. Le misure possono contribuire a raggiungere gli obiet- tivi fissati per una o più sfide principali. Le unità amministrative della Confederazione competenti per l’attuazione delle misure sfruttano il più possibile le sinergie e assicurano un coordinamento ottimale in caso di conflitti.
L’attuazione delle misure strategiche è monitorata nel quadro di un controlling dettagliato (cfr. capitolo 4.3). In considerazione di ciò sono stati assegnati degli indicatori per ogni sfida e per gli ambiti setto- riali trasversali. Questi indicatori sono ripresi per lo più dal sistema di monitoraggio dello sviluppo so- stenibile MONET 16 e permettono di misurare i progressi compiuti. Il controlling delle singole misure si basa anche su una serie di indicatori. L’appendice tecnica alla strategia, aggiornata ogni anno, fornirà informazioni sui contenuti specifici e sui principali aspetti organizzativi.
3.2 Sfide principali e misure
1 - Cambiamenti climatici e pericoli naturali
Sfide e traguardi
Da circa 250 anni, le emissioni di gas serra di origine antropica modificano la composizione dell'atmo- sfera, rafforzando l'effetto serra naturale e provocando cambiamenti climatici quali precipitazioni e- streme – e quindi piene e colate detritiche –, crescenti canicole e periodi di siccità. Nel secolo scorso la temperatura media a livello mondiale è aumentata di 0,6°C, con un incremento particolarmente marcato a partire dal 1970. La causa più probabile di questo riscaldamento va ricercata nei gas a ef- fetto serra emessi nell'atmosfera da attività umane quali la combustione di agenti energetici fossili (carbone, petrolio e gas naturale) e i disboscamenti su larga scala nelle foreste tropicali. I mutamenti climatici influenzano in modo sostanziale non solo lo sviluppo ecologico, ma anche quello sociale ed economico (ad es. cambiamenti nel settore del turismo alpino per le incertezze legate alle condizioni di innevamento, sostanziali variazioni stagionali del bilancio idrico). Il riscaldamento climatico ha an- che un impatto sulla salute della popolazione (ad es. pericoli legati al caldo e a nuovi agenti patogeni). Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), per contenere l’aumento delle tempe- rature al di sotto di 2°C ed evitare effetti catastrofici per l’uomo, entro il 2050 si dovranno ridurre le e- missioni globali di CO2 del 50% rispetto ai livelli del 1990. Ai paesi industrializzati si chiedono riduzioni nettamente più sostanziali (60-80% entro il 2050). Sempre secondo l’IPCC, rimane poco tempo – e cioè fino al 2020 – prima che intervengano cambiamenti climatici irreversibili e di ampia portata.
La legge federale dell’8 ottobre 1999 sulla riduzione delle emissioni di CO2 (Legge sul CO2) 17 prevede una riduzione globale del 10% delle emissioni di CO2 causate dalla combustione di agenti energetici fossili rispetto ai livelli del 1990. Il Protocollo aggiuntivo alla Convenzione sul clima (Protocollo di Kyo-
16 www.monet.admin.ch 17 RS 641.71
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to), ratificato anche dalla Svizzera, esige entro il 2010 la riduzione dell’8% delle emissioni di sei gas serra rispetto ai valori registrati nel 1990. I settori d’attività rilevanti ai fini del raggiungimento degli o- biettivi fissati dal Protocollo sono, oltre al settore energetico e ai trasporti, l’agricoltura, la gestione fo- restale e i processi industriali (in particolare la produzione di cemento e l’impiego di gas serra sinteti- ci). I negoziati sugli obiettivi di riduzione per il periodo successivo al 2010 sono iniziati nel 2005. La Svizzera si allinea essenzialmente all’obiettivo di riduzione del 20% entro il 2020 promosso dall’Unione europea.
Oltre alla riduzione delle emissioni, assumono un’importanza crescente la gestione delle conseguenze dei cambiamenti climatici e le relative misure di adattamento. Gli attuali dispositivi di protezione e di gestione delle catastrofi naturali devono prevedere ed integrare nuovi rischi o rischi supplementari le- gati ai cambiamenti climatici. Accanto alla gestione delle catastrofi vera e propria, diventa sempre più importante la prevenzione. Si pensi ad esempio alla valutazione dei pericoli, alla definizione di obiettivi di protezione, alla pianificazione integrata delle misure (mappatura, misure tecniche e pianificatorie e sistemi di allarme) e al contenimento dei rischi residui. Mancano tuttora un’analisi approfondita dell’im- patto a lungo termine dei cambiamenti climatici sull’economia (turismo, agricoltura, approvvigionamen- to energetico, disponibilità di risorse idriche) e sulla società (in particolare salute) e la definizione delle misure di adattamento corrispondenti.
Indicatori e obiettivi quantitativi
>>> La scelta degli indicatori per le sfide principali è tutt’ora provvisoria e sarà rivista nell’am- bito della redazione finale della strategia.
Il monitoraggio dello sviluppo sostenibile nell’ambito tematico dei cambiamenti climatici e della prote- zione contro i pericoli naturali si basa sui seguenti indicatori 18 .
INDICATORI SVILUPPO TREND VALU- OBIETTIVI QUANTITATIVI NORMATIVI AUSPICATO TAZIO- NE DEL TREND
Intensità di CO 2 del traffi- co individuale motorizzato
Intensità totale di CO 2
Emissioni di gas a effetto Fino al 2010: -8% sotto il livello del serra 1990 (riferimento: media 2008-2012).
Fino al 2010: -10% per le emissioni di CO 2 dovute all’utilizzazione energetica degli agenti fossili (riferimento: media 2008-2012). Emissioni di CO 2 Emissioni dovute all’utilizzazione ener- getica di combustibili fossili: -15%. E- missioni dovute ai carburanti fossili (senza carburanti per aereo, voli inter- nazionali): -8%.
Parte della popolazione NN NN NN esposta ai pericoli naturali
Misure
Il Consiglio federale intende raggiungere i traguardi attuando ed applicando gli strumenti e i program- mi esistenti (legge sul CO2, Protocollo di Kyoto, Piattaforma nazionale dei pericoli naturali PLANAT). Nel piano d’azione definisce la seguente misura integrativa:
18 Spiegazioni degli indicatori: Allegato 3.
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• 1-1 Proseguimento della politica climatica In vista del «dopo 2010», l’attuale politica climatica basata sulla legge sul CO2 e sul Protocollo di Kyoto dev’essere portata avanti e diventare una politica di ampio respiro. La futura legge sul clima dovrà contribuire a stabilizzare le concentrazioni di gas serra a livelli non pericolosi e a gestire gli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Si tratterà da un lato di promuovere prodotti e strutture a bassa emissione di gas serra e ridurre le emissioni legate al consumo di combustibili fossili e di al- tre fonti energetiche. Dall’altro – e considerati i cambiamenti climatici già in atto – bisognerà creare i presupposti per monitorare in modo sistematico gli effetti a lungo termine e per sviluppare strategie di adattamento efficaci.
2 - Energia
Sfide e traguardi
Il consumo energetico primario in Svizzera è ripartito come segue: 47,9% petrolio, 21,2% combustibili nucleari (produzione nucleare di elettricità), 10,3% metano e 10,3% altri agenti energetici (dati del 2005). Solo il 18% circa proveniva da fonti rinnovabili (soprattutto forza idrica lorda e legno). Anche su scala mondale il consumo energico primario è coperto per circa l’80% da fonti non rinnovabili. L’attua- le sistema energetico poggia quindi ampiamente su risorse non rinnovabili, causando danni all’am- biente e al clima e lasciando irrisolti molti problemi per le generazioni future. Poiché le fonti energiche fossili residue si concentrano sempre più in regioni instabili, le sfide da raccogliere verteranno su te- matiche quali la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, le crisi politiche e i conflitti.
Un sistema energetico è sostenibile solo se copre i bisogni dell’economia e della società con l’uso ra- zionale dell’energia e l’impiego contenuto di risorse e utilizza per quanto possibile fonti energetiche rinnovabili. Presuppone quindi l’uso parsimonioso dell’energia. L’articolo 89 Cost. (politica energeti- ca) 19 e la legge sull’energia del 26 giugno 1998 (LEne) 20 prevedono che la Confederazione e i Canto- ni si adoperano per un approvvigionamento energetico sufficiente, diversificato, sicuro, economico ed ecologico, nonché per un consumo energetico parsimonioso e razionale. A lungo termine la politica energetica e climatica svizzera deve far propri gli obiettivi del progetto «Società a 2000 watt» che pun- ta a ridurre di un terzo l’attuale consumo energetico e a sostituire il più possibile i vettori energetici fossili con fonti rinnovabili. Per farlo è necessario aumentare notevolmente l’efficienza nell’uso dell’e- nergia, promuovere le fonti rinnovabili e forme di vita e di attività economiche a basso consumo ener- getico.
Indicatori e obiettivi quantitativi
Il monitoraggio dello sviluppo sostenibile nell’ambito tematico dell’energia si basa sui seguenti indica- tori.
INDICATORI SVILUPPO TREND VALU- OBIETTIVI QUANTITATIVI NORMATIVI AUSPICATO TAZIO- NE DEL TREND
Consumo finale di energia per persona
Energie rinnovabili Fino al 2030 aumento della quota di e- lettricità prodotta con energie rinnova- bili fino al 10% del consumo odierno di 21 elettricità in Svizzera .
Consumo di carburanti e di combustibili fossili (totale)
19 http://www.admin.ch/ch/i/rs/101/a89.html 20 RS 730.0 21 http://www.bfe.admin.ch/themen/00490/index.html?lang=it
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INDICATORI SVILUPPO TREND VALU- OBIETTIVI QUANTITATIVI NORMATIVI AUSPICATO TAZIO- NE DEL TREND
Consumo di energia per la produzione di beni e servi- zi
Consumo finale di energia per i trasporti
Misure
Il Consiglio federale intende raggiungere i traguardi attuando ed applicando gli strumenti e i program- mi esistenti (in particolare programma SvizzeraEnergia, rimunerazione per l’immissione di energia da fonti rinnovabili, prescrizioni e informazione, ricerca settoriale). Nel piano d’azione definisce la seguen- te misura integrativa:
• 2-1 Proseguimento della strategia energetica Le ultime prospettive mostrano che il consumo di energia continuerà a crescere in particolare sul fronte dell’elettricità, dei carburanti e dei processi industriali. Accanto alla problematica dei cambia- menti climatici occorre quindi chiedersi come soddisfare la domanda crescente con un’offerta suffi- ciente, sicura e a prezzi sostenibili. In base alla politica promossa dal 1990 con i programmi Energia 2000, SvizzeraEnergia e altri strumenti, occorre portare avanti e sviluppare la strategia energetica per raggiungere l’obiettivo a lungo termine di un approvvigionamento energetico sostenibile e con- cretizzarla con piano d’azione che promuova l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili. In questo senso svolgeranno un ruolo importante anche gli strumenti di economia di mercato, come ad e- sempio le tasse sull’energia.
3 - Sviluppo territoriale e trasporti
Sfide e traguardi
Le “Linee guida per l’ordinamento del territorio svizzero”, pubblicate dal Consiglio federale nel 1996, si orientano esplicitamente al principio della sostenibilità. Alla base delle linee guida vi è l’idea di un si- stema integrato di regioni urbane e regioni rurali con agglomerati compatti che permettono un consu- mo contenuto di spazio. Ciò dovrebbe permettere di armonizzare in maniera completa le esigenze nei confronti del territorio dell’economia (presupposti di localizzazione per l’economia, dotazione infrastrut- turale, collegamenti ecc.), della società (agglomerati e spazi di svago attrattivi e di qualità) e dell’eco- logia (impiego parsimonioso del suolo, paesaggio colturale diversificato, conservazione degli habitat naturali). Come mostrano, però, valutazioni, lo sviluppo territoriale concreto non è ancora in linea con quest’obiettivo e, quindi, non può essere definito sostenibile. I segni più tangibili sono da un lato il consumo di superficie che non accenna a diminuire e che si attesta a circa 1 m2 al secondo, dall’altro la progressiva frammentazione del paesaggio e l’edificazione sparsa.
La mobilità è la colonna portante e il principale fattore d’influsso dello sviluppo territoriale. La mobilità è sostenibile, quando è in grado di soddisfare i bisogni della popolazione e dell’economia e di collega- re adeguatamente le varie regioni, con un impatto possibilmente ridotto sull’ambiente e sull’uomo. Ne- gli ultimi decenni l’efficienza ambientale dei trasporti è globalmente migliorata. Sul fronte del consumo energetico e delle emissioni di gas serra, tuttavia, non si registra ancora un’inversione di tendenza nella misura auspicata. Anche la ripartizione modale fra traffico lento, traffico individuale motorizzato e trasporti pubblici non ha praticamente subito variazioni. Nonostante gli ingenti investimenti, la quota di trasporti pubblici nel traffico viaggiatori si situa da anni attorno al 20%, questo perché anche le infra- strutture stradali sono state migliorate e potenziate. Il volume di traffico continua ad aumentare di pari passo con il prodotto interno lordo. Nel traffico merci la progressione è addirittura sovraproporzionale.
Occorre quindi potenziare gli sforzi per un impiego parsimonioso del suolo e tendere sempre più allo sviluppo centripeto degli agglomerati. La superficie insediativa va stabilizzata a 400 m2 pro capite. Oc-
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corre garantire lo sviluppo equilibrato di tutte le regioni del paese e mantenere un sistema di trasporti che soddisfi le esigenze dell’economia e dei cittadini e riduca gli effetti negativi del traffico sulla popo- lazione, sull’ambiente e sull’economia.
Indicatori e obiettivi quantitativi
Il monitoraggio dello sviluppo sostenibile negli ambiti tematici dello sviluppo territoriale e dei trasporti si basa sui seguenti indicatori.
INDICATORI SVILUPPO TREND VALU- OBIETTIVI QUANTITATIVI NORMATIVI AUSPICATO TAZIO- NE DEL TREND
Superficie d’insediamento 2 Superficie d’insediamento Stabilizzazione a 400 m per persona
Rapporto modali nel tra- Aumento della quota del traffico lento sporto di persone (trasporti terrestri)
Persone esposte al rumore
Intensità del trasporto di merci
Misure
Il Consiglio federale intende raggiungere i traguardi definendo delle priorità nella politica attuale e ap- plicando gli strumenti esistenti (in particolare legge federale Legge federale del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio 22 , strumenti per il finanziamento e la pianificazione delle infrastrutture di trasporto) e, nel piano d’azione, con le seguenti misure integrative:
• 3-1 Progetto territoriale Svizzera In vista della rielaborazione delle “Linee guida per l’ordinamento del territorio svizzero” del 1996, occorre formulare obiettivi coordinati tra tutti i livelli istituzionali e linee guida per il futuro sviluppo territoriale della Svizzera. In un secondo tempo andranno sviluppate le necessarie misure di attua- zione. Gli aspetti fondamentali del progetto sono un orientamento più pronunciato dei piani direttori cantonali e comunali allo sviluppo sostenibile, la creazione di condizioni quadro adatte per uno svi- luppo insediativo a costo contenuto e a basso consumo di suolo e la creazione di incentivi finanziari per ridurre le esternalità legate allo sviluppo territoriale. Il fabbisogno di superficie andrà orientato coerentemente verso l’interno, ossia nelle aree già ampiamente edificate. In questo senso occorre- rà in particolare migliorare il coordinamento tra pianificazione del territorio e tutela dell’ambiente e la collaborazione intercomunale.
• 3-2 Piano di misure «infrastrutture di trasporto per il futuro» Si tratta di realizzare obiettivi coordinati tra i vari vettori (trasporti pubblici, trasporti su strada e traf- fico lento) che dovranno essere completati con approcci innovativi. Con la priorità «attuazione del piano settoriale dei trasporti» si intende garantire che la pianificazione di dettaglio dei singoli vettori si orienti agli obiettivi, alle priorità e ai principi generali della parte programmatica del piano settoria- le dei trasporti adottata dal Consiglio federale nel 2006 e ispirata ai principi di sostenibilità. La priori- tà «fondo infrastrutturale - finanziamento infrastruttura» è volta a garantire che il finanziamento delle infrastrutture di trasporto poggi sulle condizioni pianificatorie formulate per il fondo infrastrutturale, che tengono anch’esse conto dei principi di sostenibilità. La priorità «potenziamento dei trasporti pubblici», che prevede la manutenzione e la modernizzazione dell’infrastruttura ferroviaria e la cre- azione di strutture istituzionali adatte, mira a raggiungere l’obiettivo del trasferimento del traffico merci attraverso le Alpi e del traffico viaggiatori dalla strada alla rotaia e ai trasporti pubblici. Infine,
22 SR 700
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la priorità «rafforzamento del traffico lento» mira ad aumentare per mezzo di misure specifiche la quota di traffico lento nella mobilità globale.
• 3-3 Piano di misure «mobilità sostenibile» Lo scopo del piano è di sviluppare ulteriormente le condizioni quadro per una mobilità orientata allo sviluppo sostenibile. Nel quadro della priorità «trasferimento» si intende sostenere con strumenti di economia di mercato il trasferimento del traffico merci attraverso le Alpi dalla strada alla ferrovia (ad es. borsa dei transiti alpini) e compensare i costi esterni del traffico stradale privato (ad es. road pri- cing) e dell’aviazione (ad es. computo del cherosene nel totale delle emissioni di CO2). Con la prio- rità «promozione di veicoli puliti» sono portati avanti gli sforzi volti a promuovere l’acquisto di veicoli più ecologici e a bassa emissione di inquinanti. Il centro di servizi per la mobilità sostenibile mira a sviluppare nuove idee per forme e offerte di mobilità orientate al futuro sostenendo progetti innova- tivi.
• 3-4 Piano di misure «sicurezza dei trasporti» Per ridurre il numero di morti e feriti gravi provocati dal traffico stradale, il Consiglio federale adotte- rà e attuerà un pacchetto di provvedimenti. Sarà data particolare attenzione alle caratteristiche di genere degli utenti e della popolazione che vive lungo gli assi di transito.
4 - Economia, produzione e consumi
Sfide e traguardi
In vista di un’economia basata sul sapere, molto produttiva e a basso consumo di risorse, occorre una trasformazione a lungo termine che rafforzi lo sviluppo socioeconomico e sia in linea con la necessità di ridurre in termini assoluti il consumo di ambiente e di risorse. La produttività dell’intera economia va costantemente migliorata. A ciò deve contribuire un’ampia gamma di politiche settoriali quali l’educa- zione, la ricerca e l’innovazione (ERI), la politica fiscale e di concorrenza, la politica del mercato del lavoro o ancora la politica delle infrastrutture. A questo proposito va fatto riferimento alla politica di crescita promossa parallelamente e accessoriamente alla strategia per lo sviluppo sostenibile (cfr. ca- pitolo 1.3.3), i cui contenuti non sono ripresi in questa sede per evitare doppioni. E’ invece dato rilievo al riorientamento dei modelli di produzione e di consumo e al disaccoppiamento tra sviluppo economi- co e consumo di energia e risorse.
La produzione di beni e servizi è sottoposta a una forte pressione concorrenziale e si muove in un contesto globalizzato. I consumi crescono in tutto il mondo e vi è il rischio che tale aumento si riper- cuota negativamente sull’ambiente e sulle condizioni di lavoro. La sfida fondamentale in questo setto- re consiste nel riorientare la produzione e il consumo di prodotti (beni, servizi, edifici) in modo tale che questi ultimi soddisfino elevati criteri economici, ecologici e sociali lungo tutto il loro ciclo di vita (politi- ca integrata dei prodotti, IPP). Se quest’obiettivo sarà raggiunto, si conseguiranno risparmi e si ridur- ranno i costi esterni, ad esempio nel campo della salute. Occorre quindi creare condizioni quadro che favoriscano la produzione di prodotti più sostenibili e inducano la relativa domanda. Rappresentano importanti strumenti attuativi gli incentivi di mercato per i produttori, l’introduzione di standard e di eti- chettature ambientali e l'applicazione del principio «chi inquina paga».
Attraverso la domanda di prodotti più ecologici i consumatori possono fornire un importante contributo a questa politica. La Confederazione stessa dà il buon esempio nel settore degli acquisti pubblici, esi- gendo prodotti e realizzando edifici convenienti, ecologici e rispettosi dei principi della responsabilità sociale. Nel definire e attuare le misure è molto importante che Stato, economia, società e ricerca co- operino su una base partenariale e di coordinamento. Occorre inoltre sottolineare la responsabilità delle imprese, chiamate ad integrare maggiormente nella loro attività i principi di sostenibilità (corpora- te social responsibility) sviluppando strategie commerciali improntate alla sostenibilità, riorientando la progettazione dei prodotti e dei processi produttivi o adottando standard e norme in materia di respon- sabilità ambientale e sociale (cfr. linea guida 2.5).
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In generale occorre, per mezzo di incentivi e con condizioni quadro adeguate, imprimere maggiori im- pulsi all’innovazione in vista di un cambiamento strutturale dell’economia orientato alla sostenibilità. Uno dei principali requisiti è l’introduzione della verità dei costi legati all’energia, alla mobilità, allo smaltimento dei rifiuti, al consumo di suolo e al consumo di risorse, incorporando le sovvenzioni diret- te e indirette e i costi esterni. La verità dei costi genera incentivi per aumentare l’efficienza ambientale, permette di risparmiare e orienta il progresso tecnico verso prodotti sostenibili e verso l’ottimizzazione dei processi. Si delineano potenziali economici destinati ad assumere sempre più importanza nel cor- so del 21° secolo.
Indicatori e obiettivi quantitativi
Il monitoraggio dello sviluppo sostenibile nell’ambito tematico dell’economia, della produzione e dei consumi si basa sui seguenti indicatori.
INDICATORI SVILUPPO TREND VALU- OBIETTIVI QUANTITATIVI NORMATIVI AUSPICATO TAZIO- NE DEL TREND
Risorse umane nel campo delle scienze e tecnologie
Parte degli investimenti del prodotto interno lordo
Intensità materiale dell’economia
Intensità energetica della produzione di beni e servi- zi
Evoluzione e composizione dei rifiuti solidi urbani (to- tale incluso il riciclaggio)
Misure
Per raggiungere i traguardi fissati per questa sfida, il Consiglio federale intende attuare, parallelamen- te alla politica di crescita, le seguenti misure nell’ambito del piano d’azione:
• 4-1 Sviluppo ulteriore della politica integrata dei prodotti (IPP) Il Consiglio federale intende rafforzare la produzione e il consumo di beni e di servizi che soddisfa- no elevati standard economici, sociali ed ecologici per mezzo degli acquisti pubblici (prassi di ac- quisti pubblici sostenibili della Confederazione), della sensibilizzazione e informazione dei consu- matori, del perfezionamento del metodo dell’analisi del ciclo di vita (ecobilancio) nonché della pro- mozione di standard ambientali e sociali e di label. Nel quadro della cooperazione economica allo sviluppo sosterrà inoltre l’elaborazione di uno standard globale di sostenibilità per il bioetanolo in un sottoprogetto ad hoc. Infine, nel settore della gestione sostenibile dei materiali si tratterà di proporre strategie volte a ridurre il consumo di risorse e l’impatto ambientale garantendo prodotti di qualità equivalente o addirittura migliore.
• 4-2 Edilizia sostenibile In Svizzera si spendono ogni anno oltre 50 miliardi nel settore della costruzione. Un terzo della spe- sa è rappresentato da commesse pubbliche. Le spese edili devono evolvere tenendo conto delle di- rettive della strategia per uno sviluppo sostenibile. A tal fine occorre formulare una strategia immo- biliare della Confederazione basata sulla sostenibilità (inclusa la convenzione per limitare le emis- sioni di CO2 degli edifici federali). La Confederazione intende acquistare prestazioni e opere edili in grado di soddisfare elevati standard economici, sociali ed ecologici durante tutto il loro ciclo di vita. Inoltre vuole influenzare l'edilizia attraverso programmi rilevanti per il settore (ad es. SvizzeraEner- gia), collaborando all’elaborazione di prescrizioni e norme edili (ad es. Minergia) e rafforzando la re- te di attori che si occupano di edilizia sostenibile in Svizzera.
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• 4-3 Sviluppo della politica agricola Nella politica agricola occorre portare avanti il trasferimento di fondi dal sostegno al mercato ai pa- gamenti diretti a una velocità che sia socialmente sostenibile nonché sviluppare un nuovo approccio per l’uso sostenibile delle risorse. Nel settore del commercio estero – sullo sfondo di un’ulteriore li- beralizzazione nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) o dell’eventuale li- beralizzazione degli scambi tra la Svizzera e l’UE nel settore agroalimentare – occorrerà verificare il sistema dei pagamenti diretti per determinare se può migliorare la situazione economica ed ecolo- gica e garantire al contempo la sostenibilità sociale.
5 - Uso delle risorse naturali
Sfide e traguardi
Le risorse naturali quali la biodiversità o il bosco forniscono prestazioni che costituiscono presupposti indispensabili allo sviluppo economico e sociale. La loro conservazione, quindi, rientra nell’interesse di tutte e tre le dimensioni della sostenibilità. La biodiversità è un’importante base vitale per l’uomo. In Svizzera, molte specie minacciate sono ormai presenti solo con una popolazione esigua e in poche zone. La tutela, la valorizzazione e l’interconnessione di questi siti sono state avviate efficacemente solo negli ultimi 15 anni. Tuttavia, le zone protette sono troppo piccoli per permettere alle specie mi- nacciate di sopravvivere a lungo termine. Sono già stati sviluppati strumenti per tutelare la biodiversità in Svizzera (inventari dei biotopi, liste rosse, monitoraggio della biodiversità, compensazione ecologica ecc.). Il paesaggio è la base che garantisce qualitativamente la capacità di rigenerazione delle risorse naturali rinnovabili, ossia la funzionalità degli ecosistemi. Le qualità del paesaggio sono inoltre un im- portante aspetto della qualità di vita e dell’attrattiva di un luogo. I boschi sono una fonte importante di materie prime e fungono da habitat per varie specie animali e vegetali, assorbono le emissioni che al- terano il clima, sono spazio vitale, luogo di lavoro e area di svago per l’uomo, filtrano l’acqua, proteg- gono dai pericoli naturali e stabilizzano gli ecosistemi. Mentre in tutto il mondo la politica energetica e climatica pone l’accento sulla protezione dei boschi da uno sfruttamento eccessivo, in Svizzera si in- coraggia l’utilizzazione di legname indigeno anche per scopi energetici e la creazione di maggiore va- lore aggiunto su scala nazionale.
Occorre inoltre tenere in debita considerazione la protezione delle acque e i vari tipi di inquinamento ambientale – inquinamento delle acque causato da composti chimici e ormoni, inquinamento atmosfe- rico dovuto alle polveri fini, inquinamento del suolo causato da metalli pesanti – e l’uso sicuro e soste- nibile delle sostanze chimiche e dei rifiuti pericolosi.
Indicatori e obiettivi quantitativi
Il monitoraggio dello sviluppo sostenibile nell’ambito tematico delle risorse naturali si basa sui seguenti indicatori.
INDICATORI SVILUPPO TREND VALU- OBIETTIVI QUANTITATIVI NORMATIVI AUSPICATO TAZIO- NE DEL TREND
Popolazione degli uccelli nidificanti
Frammentazione e disper- sione del paesaggio
Concentrazione di metalli pesanti nel suolo
Concentrazione di fosforo nei laghi
Concentrazione di polveri fini
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Misure
Il Consiglio federale intende raggiungere i traguardi definendo una serie di priorità nella politica attuale e applicando gli strumenti esistenti (legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell’ambiente 23 , legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque 24 , legge federale del 1° luglio 1966 sulla protezione della natura e del paesaggio 25 , legge federale del 4 ottobre 1991 sulle foreste 26 , pro- grammi di attuazione quali il piano d’azione «Valutazione e gestione dei rischi dei nanomateriali di sin- tesi»). Nel piano d’azione definisce le seguenti misure integrative:
• 5-1 Programma «Paesaggio Svizzera» Occorre rafforzare la gestione dell’evoluzione del paesaggio migliorando la collaborazione tra le po- litiche settoriali e i vari livelli istituzionali. Occorre migliorare il monitoraggio, il rilevamento tempesti- vo e la valutazione dello sviluppo e della qualità del paesaggio. I parchi di rilevanza nazionale de- vono in particolare promuovere uno sviluppo regionale sostenibile.
• 5-2 Analisi di efficacia della tutela della biodiversità Le misure adottate finora in Svizzera per conservare la biodiversità vanno sottoposte ad un’analisi di efficacia. In base a tale analisi bisognerà decidere se la politica adottata finora soddisfa i criteri o se è necessaria una strategia più incisiva per promuovere la biodiversità.
• 5-3 Sviluppo della politica delle sostanze chimiche Con l’introduzione nell’UE dell’innovativo sistema REACH per la registrazione, la valutazione e l’autorizzazione dei prodotti chimici, la Svizzera rischia di diventare la piattaforma del commercio di vecchie sostanze chimiche non sufficientemente testate e non più commercializzabili nell’Unione europea. La Svizzera deve verificare la propria politica in materia di sostanze chimiche e adeguarla progressivamente agli elevati standard della normativa europea, per evitare effetti negativi sulla sa- lute, sull’ambiente e sui mercati internazionali dei prodotti chimici. La Svizzera deve inoltre introdur- re al più presto il sistema GHS (Globally Harmonized System of Classification and Labelling of Che- micals) rispettando l’impegno formale assunto nel 2002 nel quadro del Vertice mondiale per lo svi- luppo sostenibile di Johannesburg.
6 - Coesione sociale, demografia e migrazione
Sfide e traguardi
Lo sviluppo sociale sostenibile poggia su una società solidale e equa – un’esigenza che va costante- mente adeguata alle nuove sfide. In molti casi, lo sviluppo incide negativamente sulla coesione socia- le. In considerazione dell’invecchiamento demografico, il sistema di sicurezza sociale e la politica so- ciale saranno messi sotto forte pressione a medio-lungo termine. Nei prossimi decenni la quota di an- ziani (65enni e oltre rispetto alla popolazione di età compresa tra 20 e 64 anni) aumenterà passando dal 25,7% (2005) a circa il 50% nel 2050. Occorre quindi adeguare i sistemi pensionistici all’andamen- to demografico, senza imporre alle generazioni future un ulteriore, sostanziale peso finanziario. Lo svi- luppo demografico attuale esige il riorientamento verso una «società delle quattro generazioni». In fu- turo la politica dovrà seguire approcci volti a sfruttare i potenziali delle varie generazioni e a rafforzare i rapporti intergenerazionali.
È inoltre necessario rafforzare il coordinamento e l’integrazione delle prestazioni sociali finanziarie e statali (non solo a livello di politica sociale, ma anche a livello di politica del mercato del lavoro, degli stranieri, della salute, dell’educazione, abitativa, familiare e fiscale) per evitare che le persone cadano nella cosiddetta trappola della povertà. Parallelamente si creano altre sfide di integrazione. La coesio- ne sociale è messa a dura prova dal crescente gap tra i gruppi sociali e dalla pluralità degli stili di vita.
23 RS 814.01 24 RS 814.20 25 RS 451 26 RS 921.0
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Occorre rafforzare il capitale sociale, ossia la somma di fattori che incoraggiano la convivenza orga- nizzata tra soggetti, la fiducia reciproca e, di rimando, lo sviluppo sociale. In questo senso, l’integra- zione della popolazione straniera assume un’importanza primordiale. La conoscenza reciproca delle culture presenti in Svizzera è molto importante per la coesione nazionale. Si tratta di ridurre i problemi connessi alla non integrazione e di ridurre nella maggior misura possibile i costi che ne derivano: la scarsa integrazione sociale o professionale fa aumentare il rischio di disagio, disoccupazione, povertà, malattia, dipendenza e criminalità. Lo Stato deve creare condizioni quadro che promuovono le pari opportunità e la partecipazione alla vita sociale.
Indicatori e obiettivi quantitativi
Il monitoraggio dello sviluppo sostenibile negli ambiti tematici della coesione sociale, della demografia e della migrazione si basa sui seguenti indicatori.
INDICATORI SVILUPPO TREND VALU- OBIETTIVI QUANTITATIVI NORMATIVI AUSPICATO TAZIO- NE DEL TREND
Disoccupazione giovanile NN NN
Persone che vivono sotto la soglia della povertà
Working Poor: rapporto NN NN NN stranieri / svizzeri
Formazione terminata più elevata (rapporto stranieri / NN NN NN svizzeri)
Uguaglianza: salario fem- minile in % di quello ma- schile
Misure
Il Consiglio federale intende raggiungere i traguardi definendo una serie di priorità nella politica attuale e applicando gli strumenti esistenti (in particolare attuazione della 5a revisione dell’assicurazione inva- lidità (AI), garanzia del finanziamento aggiuntivo per la 4a revisione dell’AI, pianificazione della 12a re- visione dell’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS), mandato federale per i provvedi- menti di integrazione). Nel piano d’azione definisce le seguenti misure integrative:
• 6-1 Strategia per la lotta contro la povertà Occorre elaborare un pacchetto di misure differenziate per i problemi legati alla povertà allo scopo di ottenere miglioramenti concreti e duraturi nei principali ambiti problematici (ad es. working poor, povertà tra i giovani senza lavoro, anziani in situazione di povertà, integrazione e povertà ecc.). Per prima cosa, però, si dovranno valutare le misure già adottate e le esperienze fatte. Si dovrà inoltre tener conto del ruolo fondamentale dei Cantoni e dei Comuni nella lotta contro la povertà e delle in- terazioni con formazione, migrazione e orientamento economico.
• 6-2 Adeguamento della politica del mercato del lavoro all’invecchiamento demografico Sono necessari sforzi particolari per mantenere l’elevata quota di popolazione anziana attiva ne- cessaria allo sviluppo economico e il finanziamento delle assicurazioni sociali in un contesto di in- vecchiamento demografico. La Confederazione deve creare incentivi per generare un cambiamento nel comportamento della forza lavoro e dei partner sociali. In base al progetto di pacchetto di misu- re approvato nel 2007, il Consiglio federale deciderà ulteriori misure di attuazione.
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7 - Sanità, sport e promozione dell’attività fisica
Sfide e traguardi
Lo stato di salute complessivo della popolazione svizzera, in base alla speranza di vita e al tasso di mortalità, non è mai stato così buono. Aumentano però le malattie croniche, legate soprattutto al so- vrappeso (diabete, disturbi cardiovascolari), al fumo (cancro, disturbi polmonari) e ad altre dipenden- ze, come pure i problemi di ordine psichico, dovuti ad esempio a pressioni subite nella vita professio- nale o a condizioni di lavoro nocive per la salute. Finora il sistema sanitario è stato incentrato in ma- niera troppo preponderante sulla cura delle malattie. In futuro l’attenzione andrà spostata verso lo sta- to di salute generale della popolazione e ci si focalizzerà maggiormente sulla prevenzione e sulla promozione della salute. È importante incoraggiare una politica multisettoriale che tematizzi le intera- zioni tra stato di salute della popolazione da un lato e situazione ambientale, abitudini alimentari, comportamento in fatto di mobilità, attività fisica e differenze sociali dall’altro. La promozione della sa- lute a pari condizioni per tutti – tra cui anche le informazioni e l’educazione rilevanti per la salute –, il rafforzamento della coesione sociale e il miglioramento della protezione sanitaria sono requisiti indi- spensabili a tal fine. Occorre inoltre incentivare l’attività sportiva e la mobilità non motorizzata, come pure creare o conservare spazi naturali che favoriscono l’attività fisica, che promuovono la salute e con poco rumore. Si tratta di creare condizioni ottimali affinché la popolazione pratichi regolarmente un’attività sportiva e incentivi individuali su ampia scala per ottenere un cambiamento nel comporta- mento delle persone che fanno poco moto o che non ne fanno affatto.
Una delle sfide fondamentali dell’assicurazione malattie è rappresentata dalla stabilizzazione della di- namica dei costi. Occorre riformare il sistema sanitario, in modo che possa rispondere ai bisogni effet- tivi di una società in trasformazione e garantire l’efficienza, la concorrenzialità e la qualità del sistema sanitario. Si dovranno quindi eliminare tutti gli incentivi che provocano un aumento della quantità delle prestazioni mediche fornite e che non sono giustificate dai nuovi bisogni di una società in costante in- vecchiamento.
Indicatori e obiettivi quantitativi
Il monitoraggio dello sviluppo sostenibile negli ambiti tematici della sanità, dello sport e della promo- zione dell’attività fisica si basa sui seguenti indicatori.
INDICATORI SVILUPPO TREND VALU- OBIETTIVI QUANTITATIVI NORMATIVI AUSPICATO TAZIO- NE DEL TREND
Comportamento favorevole per la salute : attività fisica
Speranza di vita in buona salute
Spese per la prevenzione delle malattie e per la promozione della salute
Costo del sistema sanitario
Consumo di tabacco
Misure
Il Consiglio federale intende raggiungere i traguardi definendo una serie di priorità nella politica attuale e applicando gli strumenti esistenti (in particolare legge federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie 27 e relative ordinanze). Nel piano d’azione definisce le seguenti misure integrative:
27 RS 832.10
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• 7-1 Strategia nazionale su alimentazione, attività fisica e salute 2008-2012 La strategia mira in primo luogo a frenare e ridurre l’aumento del numero di persone in sovrappeso o obese in Svizzera, soprattutto tra i bambini. Un’enfasi particolare sarà data alle modalità di produ- zione e distribuzione degli alimenti.
• 7-2 Eliminazione delle disuguaglianze in sanità Occorre elaborare una politica che possa riequilibrare le opportunità della popolazione svizzera – oggi distribuite in modo non omogeneo – di restare in buona salute e di raggiungere un’età in linea con la speranza di vita media.
• 7-3 Strategia «Migrazione e salute», fase 2 L'obiettivo a lungo termine della strategia è di creare un sistema sanitario in grado di rispondere ai bisogni di una società e di un’utenza mutate in seguito ai movimenti migratori. Per migliorare l’ac- cesso ai servizi sanitari e per fornire prestazioni specifiche dovranno essere attuate misure in cin- que settori d'intervento: formazione (formazione di base, perfezionamento e riqualificazione), infor- mazione, prevenzione e promozione della salute, fornitura di prestazioni sanitarie, offerte terapeuti- che destinate a rifugiati e richiedenti l’asilo vittime di traumi, ricerca (basi, valutazione e monitorag- gio).
• 7-4 Promozione dello sport e dell’attività fisica Con offerte mirate per tutti i gruppi di età e per tutti i livelli si vuole incentivare la popolazione a pra- ticare attività fisica. Occorre aumentare la comprensione dell’importanza sociale dello sport e del- l’attività fisica e migliorare le condizioni quadro e le strutture per promuovere tali attività. Si tratta di incoraggiare le attività sportive e fisiche quotidiane per i bambini e i giovani, mentre per gli adulti l’accento è posto sull’attività sportiva o fisica regolare. Lo sport va inoltre utilizzato maggiormente come mezzo di integrazione sociale.
• 7-5 Fairplay e sicurezza nello sport Affinché lo sport possa produrre effetti positivi sullo sviluppo sostenibile, è necessario combatterne gli aspetti negativi. Un programma d’azione deve contribuire a concretizzare i principi della Carta e- tica nello sport e a lottare efficacemente contro il doping. Si tratta inoltre di rafforzare la prevenzione delle dipendenze e di adottare misure contro la violenza e le molestie sessuali.
8 - Sfide globali per l’ambiente e lo sviluppo
Sfide e traguardi
Nel 21° secolo la globalizzazione economica proseguirà. I paesi occidentali e alcuni paesi emergenti seguono un modello di sviluppo centrato sulla società della conoscenza, il cui benessere poggia sul sapere e sull’impiego delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. La produzione industriale si sposta sempre più nei paesi emergenti e in via di sviluppo, in particolare in Asia. Le a- ziende transnazionali sono il motore dello sviluppo economico e al contempo importanti attori nel pro- cesso di globalizzazione. Lo scambio internazionale di servizi finanziari assume sempre più importan- za. La globalizzazione economica genera sfide impegnative a livello di ambiente, sviluppo e lotta alla povertà.
I cambiamenti ambientali globali crescono. L'analisi più recente della situazione ambientale mondiale è quella effettuata nel 2005 dal Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite nell’ambito del “Millen- nium Ecosystem Assessment”. Secondo questo studio, il 60% circa degli ecosistemi che permettono la vita sul nostro pianeta – come acqua dolce, aria, clima – è degradato o utilizzato in modo non so- stenibile. Vista l’attuale tendenza, nei prossimi 50 anni la situazione potrebbe deteriorarsi considere- volmente. Questi problemi possono essere risolti unicamente se gli attori governativi e non governativi coordineranno interventi e azioni. Per poter svolgere appieno la propria funzione, il sistema ambienta- le globale basato su convenzioni internazionali va rafforzato e sviluppato ulteriormente. Ciò significa eliminare le incoerenze o le contraddizioni tra attori e convenzioni e colmare le lacune ancora esistenti nella normativa internazionale. La politica ambientale deve occuparsi sempre più anche di questioni
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che concernono la politica di sviluppo, di sicurezza internazionale, di migrazione, la politica umanitaria e sanitaria internazionale e la politica di commercio internazionale.
Dal 1990 è stato possibile ridurre la percentuale di persone al mondo che vivono con meno di un dol- laro al giorno dal 28 al 18% (2004). In termini assoluti, però, il numero di persone in estrema povertà non è diminuito a causa del costante aumento demografico. A ciò si aggiunge il fatto che la ricchezza non è distribuita in modo più equo. Il divario economico tuttora elevato tra poveri e ricchi fa aumentare il numero di migranti potenziali. Sul fronte dello sviluppo, gli obiettivi del Millennio formulati nel 2000 dalle Nazioni Unite (MDG) fungono da punto di riferimento per una politica di sviluppo centrata sui di- ritti umani e sull’ecologia. In virtù degli obiettivi del Millennio i paesi devono impegnarsi maggiormente per sradicare la povertà, promuovere la dignità umana e la parità di trattamento e concretizzare la pa- ce, la democrazia e la sostenibilità. Tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno concordato di rag- giungere entro il 2015 obiettivi misurabili per la lotta alla fame, alla povertà, alle malattie, all’analfabe- tismo, alla discriminazione delle donne e alla distruzione dell’ambiente. In occasione del vertice ONU del 2005 sono stati riconfermati tre campi d’intervento prioritari della politica internazionale: sviluppo (obiettivi del Millennio per lo sviluppo), sicurezza (politica di sicurezza orientata a promuovere lo svi- luppo), diritti umani e stato di diritto.
Si punta globalmente a rafforzare la coerenza e l’uguaglianza dei pilastri istituzionali multilaterali. A tal fine occorre un regime globale efficace per la regolamentazione del commercio e dei movimenti di ca- pitali internazionali che non tenga conto esclusivamente delle esigenze dell’economia. Oltre alla pro- mozione dell’accesso senza discriminazioni ai mercati, in seno all’Organizzazione mondiale del com- mercio (OMC) vanno portati avanti gli sforzi verso un sistema di commercio che protegga l’ambiente e contribuisca a ridurre la povertà. Parallelamente, si tratta di rivalutare su scala globale la normativa in- ternazionale ancora relativamente debole e eterogenea in materia di protezione ambientale (trattati multilaterali sull’ambiente) e di sviluppo sociale (ad es. Organizzazione internazionale del lavoro, OIL) in modo da equipararla alla normativa economica che, grazie ai meccanismi di sanzione e composi- zione delle controversie nel quadro dell’OMC, ha maggior carattere vincolante ed efficacia.
Indicatori e obiettivi quantitativi
Il monitoraggio dello sviluppo sostenibile in rapporto alle sfide globali per l’ambiente e lo sviluppo si basa sui seguenti indicatori (cfr. sfida Cambiamenti climatici e pericoli naturali, indicatori per l’ambito tematico “Clima”).
INDICATORI SVILUPPO TREND VALU- OBIETTIVI QUANTITATIVI NORMATIVI AUSPICATO TAZIO- NE DEL TREND
Aiuto pubblico allo svilup- po
Aiuto pubblico allo svilup- po in favore dei paesi po- veri
Aiuto allo sviluppo che raf- forza il potenziale com- merciale
Quota delle importazioni libera da tasse doganali
Commercio equo
Misure
Per raggiungere gli obiettivi il Consiglio federale definisce le seguenti misure prioritarie nel piano d’azione:
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• 8-1 OMC e sviluppo sostenibile La Svizzera intende portare avanti l’ulteriore liberalizzazione e integrazione dell’economia mondiale nel quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), impegnandosi in particolare a fa- vore dello sviluppo sostenibile. In occasione dei negoziati dell’OMC, il Consiglio federale intende impegnarsi da un lato per la dimensione economica e specifica dello sviluppo sostenibile, puntando soprattutto all’ottimizzazione dell’impiego delle risorse economiche mediante l’ulteriore riduzione di sussidi non sostenibili e di ostacoli al commercio e agli investimenti. D’altro canto si tratta di raffor- zare anche le altre dimensioni della sostenibilità in seno all’OMC. Nel settore dell’ecologia, il Consi- glio federale si impegna pertanto per una coerenza tra le disposizioni rilevanti per il commercio e i trattati internazionali sull’ambiente, per la garanzia dell’informazione dei consumatori tramite un si- stema di assegnazione di marchi ecologici compatibile con l'OMC, per il rispetto di standard ecolo- gici minimi nonché per l’applicazione e l’ampliamento del principio di precauzione e di causalità. Per quanto concerne le misure in campo sociale, la Svizzera si impegna in seno all’OMC per un raffor- zamento della mutua collaborazione tra le organizzazioni multilaterali e per un miglioramento del dialogo con le organizzazioni non governative.
• 8-2 Rafforzamento della governanza ambientale a livello internazionale La Svizzera s’impegna a rafforzare il Programma per l’Ambiente dell’ONU (UNEP) e farlo diventare il pilastro centrale del regime ambientale internazionale, ad attuare e portare avanti le misure decise dalla comunità internazionale nel 2002 per migliorare la governanza ambientale a livello internazio- nale, a sostenere la visione strategica dell’Organizzazione per l’ambiente dell’ONU e a concretizza- re l’idea dell’elaborazione di obiettivi ambientali globali (Global Environmental Goals, GEG). La Svizzera s’impegna inoltre a sviluppare la strategia globale in materia di sostanze chimiche e favori- re iniziative di partnership per risolvere i problemi internazionali di eliminazione dei rifiuti. Sostiene l’elaborazione di una convenzione sulle foreste, la creazione di un forum per l’acqua e l’ulteriore raf- forzamento e attuazione della convenzione sulla biodiversità, la disponibilità di mezzi finanziari a- deguati per attuare i progetti ambientali internazionali aumentando e estendendo il Fondo ambien- tale globale e la considerazione delle priorità di politica ambientale nella politica di sviluppo.
• 8-3 Finanziamento adeguato per il raggiungimento degli obiettivi del Millennio (MDG) La Svizzera s’impegna attivamente affinché, all'atto della verifica del meccanismo “Financing for Development” prevista nel 2008, sia approvato un finanziamento internazionale adeguato degli o- biettivi del Millennio in relazione a tutte e sei le dimensioni: (1) risorse finanziarie dei paesi in via di sviluppo, (2) investimenti diretti esteri, (3) commercio quale motore dello sviluppo, (4) cooperazione internazionale allo sviluppo, (5) misure multilaterali di cancellazione dei debiti, (6) sviluppo di una nuova architettura finanziaria globale. Per quanto riguarda il proprio contributo, la Svizzera sottopo- ne le relazioni finanziarie che intrattiene con i paesi in via di sviluppo ad un’analisi complessiva dei costi e dei benefici e stabilisce i propri contributi in modo da frenare il divario di benessere.
• 8-4 Partecipazione all’elaborazione degli accordi multilaterali sullo sviluppo sostenibile La Svizzera partecipa attivamente alla definizione dell’agenda politica delle organizzazioni interna- zionali e s’impegna a favore dello sviluppo sostenibile nel quadro delle strutture e dei forum interna- zionali esistenti. In quest’ambito, sostiene in modo mirato le esigenze dei paesi in via di sviluppo più poveri, promuovendo una politica di globalizzazione equa. Per quanto riguarda la dimensione socia- le dello sviluppo sostenibile, gli accordi internazionali mirano a coprire i bisogni fondamentali dei più poveri (vedi in particolare i MDG), garantire occupazione e reddito alla popolazione rurale che vive in povertà e la cui sussistenza è minacciata dalla globalizzazione nonché tutelare i gruppi sociali più vulnerabili contro i rischi sanitari quali le malattie trasmissibili, la penuria di risorse (acqua, energia), le conseguenze dei cambiamenti climatici, il clima di insicurezza e la violenza negli Stati vulnerabili. La Confederazione aspira ad ottenere un ampio consenso dell’opinione pubblica, della società civile e dell’economia nei confronti della politica multilaterale per lo sviluppo sostenibile.
• 8-5 Promozione civile della pace e dei diritti umani Nei limiti delle sue possibilità, la Svizzera collabora a livello regionale e globale per trovare soluzioni pacifiche ai conflitti. In determinati casi, dove dispone di un canale di dialogo ed è accettata dalle
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parti, fornisce un contributo efficace alla costruzione di un clima di fiducia, alla mediazione e alla prevenzione dei conflitti. Le misure che adotta poggiano sull’analisi sistematica del contesto e sup- portano gli attori chiave nella risoluzione dei conflitti nel rispetto del quadro politico e legale, li aiuta- no a superare le cause strutturali della povertà e della violenza, promuovono lo stato di diritto, il ri- spetto dei diritti umani, la prevenzione e la mitigazione delle sofferenze e contribuiscono alla rico- struzione dopo un conflitto. Nella lotta contro la povertà, la Svizzera tematizza sistematicamente i diritti umani, in particolare per quanto concerne l’accesso all’acqua, all’alimentazione e all’assisten- za sanitaria nonché il diritto fondamentale alla non discriminazione.
• 8-6 Distinzione tra beni pubblici globali e politica di sviluppo Tra la cooperazione allo sviluppo e l’agenda politica volta a garantire i beni pubblici globali – quali la protezione dalle malattie contagiose o la garanzia di stabilità finanziaria internazionale – vi sono so- vrapposizioni. La dissociazione dei compiti permetterebbe un’attribuzione delle risorse e una forni- tura di prestazioni più efficienti in entrambi i settori e costituirebbe una base per una ridefinizione delle competenze di politica interna e estera dei servizi federali in un clima di globalizzazione. La collaborazione al “Global 25 Forum” fungerebbe inoltre da piattaforma per un impegno internaziona- le.
3.3 Ambiti tematici trasversali: sfide e misure
9 - Politica finanziaria
Sfide e traguardi
Lo sviluppo sostenibile esige che la generazione attuale non viva a spese delle generazioni future. Dal punto di vista della politica finanziaria si tratta di impedire una distribuzione del benessere squilibrata tra le generazioni. La politica finanziaria deve offrire stabilità, favorire la crescita economica, promuo- vere l’occupazione, il benessere e la coesione sociale. A tal fine occorrono un bilancio sano a medio termine, una quota di indebitamento contenuta e una quota statale e fiscale più bassa nel confronto internazionale. L’attuazione coerente del freno all’indebitamento garantisce il contenimento dei deficit dei conti finanziari, che rappresentano la causa principale del nuovo indebitamento dal 1990. La stabi- lizzazione del debito pubblico e la conseguente riduzione della quota di indebitamento esigono misure che vanno oltre il semplice freno all’indebitamento.
Per prima cosa occorre tematizzare i fattori che esulano dal freno all’indebitamento. Oltre ai deficit, le spese straordinarie e i crediti di tesoreria hanno contribuito in modo decisivo all’indebitamento della Confederazione. Occorre garantire che a medio termine il bilancio statale resti equilibrato anche inclu- dendo i finanziamenti straordinari. In secondo luogo occorre garantire che le misure di contenimento siano concretizzabili anche a lungo termine, senza che la qualità del preventivo sia compromessa. Occorre interrompere la dinamica delle spese federali e contenere gli elevati tassi di crescita della spesa in determinati settori promuovendo riforme e definendo priorità. In terzo luogo, vanno affrontate al più presto le sfide a lungo termine legate all’invecchiamento demografico. Sul lungo periodo i costi di una società che invecchia costituiscono infatti una delle maggiori sfide per la politica finanziaria. Secondo le stime, le assicurazioni sociali pubbliche obbligatorie faranno segnare un’importante ecce- denza di spesa se non saranno adottati correttivi sul fronte delle prestazioni e/o del finanziamento. L’indebitamento delle assicurazioni sociali e la pressione sulle spese della Confederazione aumente- rebbero in misura corrispondente.
Lo sviluppo sostenibile va promosso anche con strumenti di politica finanziaria nel settore dell’energia, dei trasporti, delle emissioni e della gestione delle risorse e con il finanziamento di misure preventive, ad esempio nel settore della salute. Gli incentivi finanziari si prestano a influenzare i comportamenti delle persone. Di recente è stato possibile introdurre sul fronte delle entrate e delle uscite nuovi, im- portanti strumenti che promuovono la sostenibilità (ad es. tassa sul CO2, tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni TTPCP, pagamenti diretti nell’agricoltura) in parallelo alle politiche setto- riali. Queste iniziative vanno portate avanti. L’adozione di misure preventive per promuovere la salute permette di risparmiare sul fronte della medicina curativa, il che sgrava il bilancio statale.
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Indicatori e obiettivi quantitativi
Il monitoraggio dello sviluppo sostenibile nell’ambito tematico trasversale della politica finanziaria si basa sui seguenti indicatori.
INDICATORI SVILUPPO TREND VALU- OBIETTIVI QUANTITATIVI NORMATIVI AUSPICATO TAZIO- NE DEL TREND
Quota del deficit del bilan- cio delle collettività pubbli- che
Quota fiscale delle colletti- vità pubbliche
Riforma fiscale ecologica
Tasse ambientali
Tasso di indebitamento delle collettività pubbliche
Misure
Il Consiglio federale intende raggiungere i traguardi sostenendo le seguenti misure, riferite essenzial- mente all’equilibrio del bilancio. Per le misure che incidono sul bilancio statale a livello di entrate e u- scite, si rinvia alle misure nei singoli ambiti tematici illustrate precedentemente.
• 9-1 Scenari di sviluppo La politica finanziaria deve tematizzare maggiormente le sfide del futuro. Solo definendo per tempo i giusti indirizzi sarà possibile conservare un margine d’azione ed evitare che la società sia costretta a brusche correzioni di rotta. Alla Confederazione serve uno strumento che consenta di perseguire un’ottica di lungo periodo nella politica finanziaria. Grazie a scenari di sviluppo il Consiglio federale intende elaborare almeno ogni quattro anni scenari a lungo termine per determinati compiti che su- perano l’orizzonte temporale della pianificazione finanziaria. Si tratta di uno strumento che permette alla Confederazione di individuare possibili correttivi e misure di gestione e controllo. Gli scenari permettono da un lato di delineare le tendenze di sviluppo e il relativo impatto finanziario in ambiti specifici con un orizzonte temporale più lungo di quello della pianificazione finanziaria, dall’altro di discutere le opzioni politiche disponibili. Questo nuovo strumento sarà impiegato per la prima volta nel quadro del programma di legislatura 2007-2011.
10 - Formazione, ricerca, innovazione
Sfide e traguardi
Il sapere e l’utilizzazione delle conoscenze costituiscono oggi una delle più preziose risorse per un’im- postazione sostenibile dei processi di sviluppo. Il sapere come risultato della formazione, della ricerca e dell’innovazione è una necessità fondamentale per far fronte all’inasprita concorrenza (tra le piazze economiche) a livello internazionale. Il sapere è anche uno dei principali requisiti per riflettere critica- mente sui valori e i comportamenti, affermare la propria identità, acquisire orientamenti pratici per af- frontare la vita e rendere possibile l’integrazione culturale ed economica tra diversi gruppi della popo- lazione. Infine, il sapere è importante non solo per capire le relazioni tra società, politica, economia e ambiente naturale in una prospettiva ecologica ma anche per agire in modo adeguato.
Il Consiglio federale considera prioritaria la politica della formazione, della ricerca e dell’innovazione. Ha quindi chiesto al Parlamento di aumentare del 6% l’anno lo stanziamento medio di spesa per que- sto settore nel periodo 2008-2011. Gli obiettivi prioritari sono garantire e aumentare a lungo termine la qualità della formazione e migliorare la competitività nonché promuovere la crescita nel settore della
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ricerca. Si tratta inoltre di consolidare e rafforzare la comprensione del concetto di sostenibilità nelle scuole dell’obbligo e nelle università, nella promozione della ricerca e nella formazione professionale.
È necessario migliorare costantemente e a tutti i livelli (dal giardino d’infanzia all’università) la qualità del sistema formativo, considerato un fattore di successo fondamentale. A tal fine occorrono riforme strutturali nelle università e nelle scuole universitarie professionali, dove permangono notevoli poten- ziali di razionalizzazione che vanno sfruttati mediante una migliore ripartizione dei compiti tra le uni- versità e all’interno delle stesse.
Indicatori e obiettivi
Il monitoraggio dello sviluppo sostenibile nell’ambito tematico trasversale della formazione, ricerca e innovazione si basa sui seguenti indicatori.
INDICATORI SVILUPPO TREND VALU- OBIETTIVI QUANTITATIVI NORMATIVI AUSPICATO TAZIO- NE DEL TREND
Capacità di lettura dei quindicenni
Tempo dedicato al perfe- zionamento
Spese pubbliche per l’educazione
Domande di brevetti depo- sitate
Spese per la ricerca e lo sviluppo (R-S)
Misure Il Consiglio federale intende raggiungere i traguardi definendo una serie di priorità nella formulazione e nell’attuazione della sua politica della formazione, della ricerca e dell’innovazione. Nel settore dei Politecnici federali (PF) l’accento è posto sull’individuazione e il rilevamento tempestivo dei pericoli na- turali, sull’affidabilità e la sostenibilità dei materiali e dei sistemi nonché sullo studio, la pianificazione e lo sviluppo della protezione delle risorse, dell’uso delle risorse e dell’energia, dell’infrastruttura e del- l’assetto del territorio. Nel quadro del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) vanno menzionate la ricerca fondamentale (scienze ambientali), la ricerca orientata (in particolare le priorità nazionali di ricerca clima e nord-sud, Programma nazionale di ricerca 54 «Sviluppo sostenibile e am- biente costruito») e la partecipazione a programmi quadro di ricerca dell’Unione europea sulla temati- ca «Sostenibilità, protezione dell’ambiente, energie rinnovabili». Nel quadro del piano d’azione il Con- siglio federale definisce le seguenti misure:
• 10-1 Piattaforma di coordinamento CDPE-Confederazione «Formazione e sviluppo sostenibile» La piattaforma raggruppa la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) e vari Uffici federali interessati alla formazione per lo sviluppo sostenibile. Il Consiglio fede- rale sostiene la piattaforma nei suoi sforzi per integrare le esigenze della sostenibilità nel sistema educativo e di attuare un piano di misure, inizialmente incentrato sulla scuola dell’obbligo, e periodi- camente sviluppato e esteso.
• 10-2 Decennio ONU dell’educazione allo sviluppo sostenibile 2005-2014, attuazione del piano in- ternazionale di implementazione dell’UNESCO e della strategia dell’UNECE per l’Europa Per completare le attività della piattaforma CDPE-Confederazione centrata sul settore dell’apprendi- mento formale, vanno promosse attività di implementazione anche nel settore dell’apprendimento
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non formale 28 e informale 29 . Si tratta in particolare di mettere in rete gli attori e di sviluppare un pro- gramma di attuazione. La Svizzera dovrà inoltre partecipare al dialogo politico internazionale.
• 10-3 Educazione allo sviluppo sostenibile nelle scuole universitarie professionali e nella formazione professionale Con un programma d’azione specifico occorre promuovere lo sviluppo sostenibile nelle scuole uni- versitarie professionali e nella formazione professionale, integrandolo maggiormente nei percorsi di studi e nelle offerte di perfezionamento. In secondo luogo, occorre sostenere le domande di finan- ziamento inoltrate alla Commissione per la tecnologia e l’innovazione per la realizzazione di progetti nei settori della protezione e della tecnologia ambientale e dello sviluppo sostenibile.
11 - Cultura
Sfide e traguardi
Lo sviluppo sostenibile e lo sviluppo culturale si condizionano a vicenda. Lo sviluppo socioculturale dell’individuo è una delle finalità più importanti dello sviluppo umano, mentre la cultura è la base dell’a- gire e dell’essere sociale. Proprio per questo va integrata in ogni azione politica. Oltre all’integrazione della dimensione culturale, lo sviluppo sociale sostenibile presuppone iniziative di promozione specifi- che e misure nel campo della creazione e della salvaguardia della cultura. L’attuazione della politica culturale della Confederazione assume quindi grande importanza, in quanto implica e concretizza la promozione e la valorizzazione della diversità culturale e permette l’accesso alla cultura a tutti i gruppi sociali e a tutte le fasce d’età. La Confederazione mira a promuovere la creazione culturale e la valo- rizzazione del patrimonio culturale e a garantire condizioni quadro adeguate.
La diversità culturale, parte integrante del nostro concetto di Stato, è sancita dalla Cost. La Conven- zione dell’UNESCO sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, alla cui elaborazione la Svizzera ha partecipato attivamente, riconosce il ruolo della diversità culturale come fattore decisivo per uno sviluppo sociale sostenibile. Garantire tale diversità è un postulato importante anche per la politica di sostenibilità della Svizzera 30 . La creazione contemporanea è fondamentale tanto quanto la conservazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. La politica della Con- federazione deve promuovere e garantire, nei limiti delle possibilità legali, la diversità della creazione culturale, la valorizzazione adeguata del patrimonio culturale e le necessarie condizioni quadro.
Indicatori e obiettivi quantitativi
Il monitoraggio dello sviluppo sostenibile nell’ambito tematico trasversale della cultura si basa sui se- guenti indicatori.
INDICATORI SVILUPPO TREND VALU- OBIETTIVI QUANTITATIVI NORMATIVI AUSPICATO TAZIO- NE DEL TREND
Spese pubbliche per la NN NN NN promozione culturale
Spese pubbliche per la salvaguardia del patrimo- NN NN NN nio culturale
Entrate ai musei / quota NN NN NN dei giovani
28 Comprende l'acquisizione di competenze attraverso la formazione non obbligatoria ma strutturata, ad esempio corsi, semina- ri ecc. 29 Comprende l’acquisizione di competenze nel quadro dei processi di formazione quotidiani (studio in azienda, in famiglia ecc.). 30 Ufficio federale di statistica (UST), Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), Ufficio federale dell’ambiente (UFAM): Monitoring der Nachhaltigen Entwicklung MONET, Schlussbericht. Neuchâtel 2003, pag. 18 (postulato 1a), disponibile in francese e tedesco.
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INDICATORI SVILUPPO TREND VALU- OBIETTIVI QUANTITATIVI NORMATIVI AUSPICATO TAZIO- NE DEL TREND
Uso regolare di una se- conda lingua nazionale
Numero di persone la cui lingua materna appartiene NN NN NN ad una minorità linguistica
Misure
Essendo la cultura un presupposto dell'agire sostenibile, il Consiglio federale ne sottolinea l’importan- za quale tema trasversale chiamato ad influenzare positivamente tutte le altre politiche settoriali. Il Consiglio federale intende raggiungere gli obiettivi attraverso l’applicazione degli strumenti esistenti, in particolare la legge federale sulla promozione della cultura (promozione diretta della diversità cultura- le), la promozione delle lingue sancita dall’articolo 70 Cost. (promozione del plurilinguismo individuale e sociale e scambio tra gruppi sociali) e la legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (promozione di paesaggi colturali e del patrimonio edilizio). Nel quadro del piano d’azione il Consiglio federale definisce la seguente misura:
• 11-1 Protezione e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale La valorizzazione del patrimonio culturale immateriale mira alla continuità culturale e al rafforza- mento dell’identità culturale. La globalizzazione e la conseguente tendenza all’uniformizzazione e- videnziano l’importanza fondamentale del patrimonio culturale immateriale per la socializzazione dei giovani, la comunicazione intergenerazionale, la trasmissione di valori e la formazione dell’iden- tità culturale. Dopo la ratifica da parte del Parlamento della Convenzione dell’UNESCO per la sal- vaguardia del patrimonio culturale immateriale, il Consiglio federale si impegnerà per l’adozione del- le necessarie misure, quali l’identificazione del patrimonio culturale immateriale, l’elaborazione di un inventario e la creazione di centri di documentazione.
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4 COMPETENZE E MISURE DI ACCOMPAGNAMENTO PER L’ATTUAZIONE DELLA STRATEGIA
4.1 Competenze, collaborazione a livello federale e finanziamento
In linea di massima, lo sviluppo sostenibile non va inteso come un compito supplementare della Con- federazione. Nel limite del possibile, infatti, va integrato nei processi ordinari di pianificazione e di ge- stione politica degli Uffici federali, dei Dipartimenti e del Consiglio federale. Lo sviluppo sostenibile non deve implicare un ampliamento dell’attività statale, bensì essere realizzato fissando delle priorità e riorganizzando l’impiego delle risorse esistenti. In linea di principio non sono previste strutture sup- plementari per l’attuazione della strategia. Il finanziamento delle singole misure dev’essere garantito nel quadro del processo ordinario di pianificazione finanziaria.
Per un’attuazione efficace della strategia occorre una definizione chiara degli ambiti di responsabilità e delle strutture. La responsabilità politica per la strategia e per il piano d’azione incombe al Consiglio federale, mentre per il perseguimento della strategia è competente il Comitato interdipartimentale sullo sviluppo sostenibile (CISvS), i cui compiti prioritari sono: • Garantire lo scambio di esperienze tra le varie unità amministrative. • Elaborare e valutare il reporting della strategia per conto del Consiglio federale. • Formulare raccomandazioni al Consiglio federale per l’ulteriore sviluppo della politica di sostenibili- tà.
Il CISvS assume quindi il ruolo di piattaforma di informazione, coordinamento e discussione per tutte le attività e i processi della Confederazione rilevanti per lo sviluppo sostenibile. A tal fine il comitato si riunisce regolarmente. Il CISvS è composto dai rappresentanti ufficiali di varie unità amministrative (che provvedono a comunicare ai loro superiori le decisioni del comitato) nonché da collaboratori del- l’Amministrazione che sono interessati direttamente o indirettamente dall’implementazione della stra- tegia.
Ogni unità amministrativa è tenuta ad attuare la strategia all’interno della propria organizzazione e a prevedere i fondi necessari nella pianificazione finanziaria. Per integrare efficacemente lo sviluppo so- stenibile occorre conoscerne i principi e i fondamenti; ciò richiede iniziative mirate di formazione conti- nua. L’attuazione delle misure del piano d’azione compete all’unità amministrativa interessata. Per ga- rantire la coerenza e l’efficacia, quest’ultima organizza se necessario incontri con i partner dei gruppi di lavoro del CISvS incaricati di seguire l’attuazione delle misure. Le informazioni rilevanti sulle singole misure e sulla loro attuazione sono riportate nell’appendice tecnica.
In qualità di servizio federale specializzato per lo sviluppo sostenibile, l’ARE assume la presidenza del CISvS. Dirige inoltre la Segreteria del CISvS in qualità di organo responsabile dell’attuazione della strategia e prepara le decisioni del plenum. Oltre a garantire il coordinamento tra i vari uffici federali e ad elaborare un programma dettagliato per l’attuazione della strategia, l’ARE redige i rapporti di verifi- ca (reporting) dello stato di attuazione della strategia in base alle comunicazioni degli uffici, coordina i lavori di valutazione, garantisce la comunicazione a livello federale e con gli altri gruppi di attori e cura a livello europeo lo scambio di esperienze sulle strategie nazionali di sostenibilità. Per lo svolgimento di questi compiti, l’ARE è affiancato da altri membri dell’Ufficio del CISvS, che funge da organo ristret- to di gestione strategica ed è composto dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), dall’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) e dall’Ufficio fe- derale della sanità pubblica (UFSP).
Misure
Per promuovere la collaborazione tra le unità amministrative e l’integrazione dei principi di sostenibilità nelle politiche settoriali della Confederazione, il Consiglio federale adotta le seguenti misure:
30
• Le unità amministrative tengono conto della strategia nelle loro pianificazioni politiche e attuano quest’ultima con i fondi previsti nella pianificazione finanziaria. Nei progetti che promuovono, do- cumentano il coordinamento con gli obiettivi della strategia all’attenzione del Consiglio federale. • I Dipartimenti e le unità amministrative rappresentati nel CISvS illustrano nel quadro del reporting (cfr. capitolo 4.3) in che modo attuano internamente i principi della strategia. • Ai progetti congiunti promossi nell’ambito del CISvS partecipano le unità amministrative interessa- te, che completano i mezzi finanziari limitati dell’ARE. • Le unità amministrative promuovono la partecipazione dei collaboratori alle offerte di perfeziona- mento specifiche dedicate allo sviluppo sostenibile. • Il CISvS elabora esempi di buona prassi per l’integrazione della sostenibilità nelle politiche setto- riali e informa in modo adeguato le unità amministrative della Confederazione e l’opinione pubbli- ca.
4.2 Valutazione della sostenibilità
In vista di ottenere un rapporto equilibrato fra le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (cfr. linea guida 2.2) e di migliorare il coordinamento tra le politiche settoriali e aumentare la coerenza (cfr. linea guida 2.4) è molto importante per il Consiglio federale che le decisioni adottate siano motivate e illu- strate in modo trasparente e che si basino su un’ampia documentazione e su una ponderazione tem- pestiva degli interessi. La metodologia della valutazione della sostenibilità 31 , sviluppata nel quadro della Strategia per uno sviluppo sostenibile 2002, soddisfa queste esigenze. La valutazione della so- stenibilità è un metodo di valutazione e di ottimizzazione che permette di analizzare le ripercussioni sociali, economiche ed ecologiche di progetti politici e di dossier della Confederazione in chiave stra- tegica, pianificatoria e programmatica. Permette di evidenziare i conflitti di obiettivi, di sviluppare in tempo utile proposte di miglioramento e ottimizzazione e di delineare possibili varianti. La metodologia poggia sul rilevamento sistematico degli effetti diretti e indiretti, auspicati e non auspicati di un proget- to. La valutazione integrale e verificabile degli effetti e la loro valutazione creano la necessaria traspa- renza. Oltre ad un'analisi in senso stretto, la valutazione della sostenibilità comprende una serie di principi procedurali e accompagna le fasi di sviluppo di un progetto fino alla decisione finale. La valu- tazione può quindi anche constare di più analisi intermedie.
In sede di valutazione i dossier e i progetti vanno analizzati in base ai 15 criteri di sostenibilità indicati al punto 2.2 delle linee guida, ai 27 criteri più differenziati del Comitato interdipartimentale sullo svilup- po sostenibile (CISvS 32 ) oppure in base ai criteri e agli indicatori di sostenibilità specifici derivati dai criteri del CISvS. Il punto di partenza per i criteri e gli indicatori specifici è rappresentato dai set di cri- teri generali con i quali i criteri settoriali devono essere compatibili. La determinazione degli effetti di un progetto in base ad un set di criteri è completata – secondo la metodologia per la valutazione della sostenibilità – con l’indicazione di come affrontare i conflitti di obiettivi e come valutare singoli effetti (cfr. il concetto di «sensible sustainability» o «sostenibilità debole plus», punto 2.2 delle linee guida).
La valutazione della sostenibilità va effettuata in particolare per i nuovi progetti legislativi, pianificatori o edilizi importanti o rilevanti ai fini della sostenibilità. La valutazione evidenzia interfacce con gli stru- menti di valutazione esistenti o previsti. Sul piano legislativo si può citare l’analisi di impatto della rego- lamentazione (AIR), mentre per i piani che stabiliscono condizioni quadro per i progetti che sottostan- no all’esame dell’impatto ambientale si può menzionare la valutazione ambientale strategica (VAS) 33 . Occorre analizzare in che misura è necessario potenziare le sinergie tra gli approcci o addirittura pro- cedere ad applicazioni integrate degli strumenti.
Insieme agli uffici federali competenti per altri approcci di valutazione strategica, l’ARE sostiene i ser- vizi federali nella scelta della metodologia e degli strumenti e nell’esecuzione della valutazione.
31 Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE): Nachhaltigkeitsbeurteilung – Rahmenkonzept und methodische Grundla- gen/Evaluation de la durabilité – Conception générale et bases méthodologiques. Berna 2004, disponibile in francese e te- desco 32 Cfr. allegato 2 33 Mentre la VAS è vincolante per gli Stati membri dell’UE in base alla pertinente direttiva, in Svizzera tale valutazione è ancora in fase di chiarimento.
31
Misure
In questo ambito il Consiglio federale adotta le seguenti misure:
• La valutazione della sostenibilità va applicata maggiormente nei progetti importanti, per ridurre i conflitti di obiettivi e sfruttare in modo ottimale le sinergie fra le tre dimensioni dello sviluppo so- stenibile. In particolare le misure contenute nel piano d’azione vanno accompagnate da una valu- tazione della sostenibilità in sede di elaborazione e in vista della decisione del Consiglio federale. L’ARE stabilisce le modalità e l’oggetto della valutazione insieme alle unità amministrative compe- tenti e d’intesa con le unità amministrative responsabili degli altri approcci valutativo-strategici. • Per quanto attiene agli approcci valutativi adottati occorre impegnarsi per uniformare le condizioni quadro. Insieme alle unità amministrative interessate, l’ARE elabora e sviluppa le basi necessarie (ad es. criteri e indicatori settoriali), le mette a disposizione quali ausili applicativi e informa le unità amministrative della Confederazione e l’opinione pubblica in forma adeguata.
4.3 Aggiornamento della strategia, controlling e reporting, esame dell’efficacia
Il Consiglio federale aggiorna il piano d’azione (capitolo 3) ad ogni nuovo periodo di legislatura. Il capi- tolo 2 (linee guida) e 4 (competenze e misure di accompagnamento) hanno validità a lungo termine e sono adeguati solo se necessario.
Con l’ausilio del controlling dell’attuazione e del reporting periodico, il Consiglio federale può reagire in tempo utile al cambiamento delle condizioni quadro. In questa sede assumono particolare importanza il sistema di monitoraggio dello sviluppo sostenibile (MONET) e altre informazioni sullo stato dello svi- luppo sostenibile basate su indicatori, come ad esempio l’«impronta ecologica» 34 . Il sistema MONET misura e documenta l’attuale situazione e l’evoluzione della Svizzera relativamente agli aspetti sociali, economici ed ecologici dello sviluppo sostenibile e serve come base al reporting nazionale. Confor- memente alla strategia, le unità amministrative integrano maggiormente lo sviluppo sostenibile nel loro reporting periodico su singoli dossier o ambiti politici settoriali.
In virtù dell’articolo 170 Cost. l’Assemblea federale verifica l’efficacia dei provvedimenti adottati dalla Confederazione. Il Consiglio federale intende rafforzare l’efficacia della strategia. Una valutazione quadriennale permetterà di formulare un giudizio retroattivo globale dell’esecuzione, degli effetti e del raggiungimento degli obiettivi in vista dell’aggiornamento del piano d’azione.
Misure
Nell’ambito in questione il Consiglio federale adotta le seguenti misure:
• Ai fini del controlling dell’attuazione gli Uffici federali competenti aggiornano ogni anno le schede di misure nell’appendice tecnica pubblicata online per informare i gruppi di interesse all’interno e all’esterno dell’Amministrazione federale. • La strategia è valutata dopo quattro anni in vista dell’aggiornamento il piano d’azione. I risultati della valutazione vanno presentati al Consiglio federale. • Il sistema di indicatori MONET – che funge da sistema nazionale di monitoraggio dello sviluppo sostenibile – è sviluppato ulteriormente e verificato ad intervalli regolari. • Lo sviluppo sostenibile dev’essere maggiormente tematizzato nel reporting periodico dei singoli dossier o ambiti di politica settoriale.
4.4 Collaborazione tra Confederazione, Cantoni e Comuni
Un’esigenza fondamentale del Consiglio federale è che i principi dello sviluppo sostenibile siano con- siderati anche a livello cantonale e comunale. L’integrazione verticale Confederazione – Cantoni – Comuni è un obiettivo prioritario che va promosso con risolutezza. Pertanto, la strategia del Consiglio
34 Comitato interdipartimentale sullo sviluppo sostenibile (CISvS): Strategia per uno sviluppo sostenibile 2002 - Bilancio e rac- comandazioni per il rinnovo. Berna 2007, cap. 4.1 e 4.2
32
federale va completata nel limite del possibile da strategie cantonali e comunali basate sulle linee gui- da d'azione riportate al capitolo 2. Lo sviluppo sostenibile non è da considerarsi un compito supple- mentare, ma va integrato per quanto possibile nei normali processi di pianificazione e di gestione poli- tica a tutti i livelli.
Misure
Per promuovere la collaborazione a livello federale e i processi di sostenibilità nei Cantoni e nei Co- muni, il Consiglio federale decide di continuare le seguenti misure:
• Promuovere processi e progetti di sostenibilità a livello locale. • Sostenere lo sviluppo e impiegare strumenti per il monitoraggio, il controlling e la valutazione del- la sostenibilità nei Cantoni e nei Comuni. • Elaborare esempi di buona prassi per le strategie di sostenibilità e le relative attività nei Cantoni e nei Comuni.
4.5 Collaborazione con altri gruppi di interesse
Dato l’attuale ordinamento delle competenze, il Consiglio federale non può intervenire in tutti i settori. Oltre ai Cantoni e ai Comuni, anche gli attori istituzionali e privati sono tenuti a tener conto e ad attua- re i contenuti che li toccano da vicino (ad es. propria strategia di sostenibilità o promozione del repor- ting di sostenibilità). Occorre coinvolgere maggiormente questi gruppi di interesse nell’attuazione della strategia.
Misure
Per promuovere la collaborazione con altri stakeholder il Consiglio federale adotta la seguente misura:
• Maggiore inclusione degli altri gruppi di interesse nel processo di attuazione della strategia per uno sviluppo sostenibile (linee guida e piano d’azione).
4.6 Comunicazione
L’attuazione efficace della strategia a livello nazionale, cantonale e comunale presuppone la traspa- renza dell’attività dello Stato e, di rimando, una politica di comunicazione proattiva. Il Consiglio federa- le vuole un’interazione coerente e ottimale tra le diverse attività di comunicazione con tutti gli attori (gruppi di dialogo all’interno e all’esterno dell’Amministrazione).
Misure
Per promuovere la comunicazione sulla strategia presso i vari stakeholder, il Consiglio federale adotta la seguente misura:
• Elaborazione di un piano di comunicazione per l’attuazione della strategia a tutti i livelli.
33
ALLEGATO 1 LE MISURE DEL PIANO D’AZIONE 2008-2011
SFIDE PRINCIPALI E AMBITI TEMA- MISURE TICI TRASVERSALI
1 - Cambiamenti climatici e pericoli na- 1-1 Proseguimento della politica climatica turali
2 – Energia 2-1 Proseguimento della strategia energetica
3 - Sviluppo territoriale e trasporti 3-1 Progetto territoriale Svizzera
3-2 Piano di misure «infrastrutture di trasporto per il futuro»
3-3 Piano di misure «mobilità sostenibile»
3-4 Piano di misure «sicurezza dei trasporti»
4 - Economia, produzione e consumi 4-1 Sviluppo ulteriore della politica integrata dei prodotti (IPP)
4-2 Edilizia sostenibile
4-3 Sviluppo della politica agricola
5 - Uso delle risorse naturali 5-1 Programma «Paesaggio Svizzera»
5-2 Analisi di efficacia della tutela della biodiversità
5-3 Sviluppo della politica delle sostanze chimiche
6 - Coesione sociale, demografia e mi- 6-1 Strategia per la lotta contro la povertà grazione 6-2 Adeguamento della politica del mercato del lavoro all’invecchiamento demografico
7 - Sanità, sport e promozione 7-1 Strategia nazionale su alimentazione, attività fisica e salute dell’attività fisica 2008-2012
7-2 Eliminazione delle disuguaglianze in sanità
7-3 Strategia «Migrazione e salute», fase 2
7-4 Promozione dello sport e dell’attività fisica
7-5 Fairplay e sicurezza nello sport
8 - Sfide globali per l’ambiente e lo 8-1 OMC e sviluppo sostenibile
sviluppo 8-2 Rafforzamento della governanza ambientale a livello internazio- nale
8-3 Finanziamento adeguato per il raggiungimento degli obiettivi del Millennio (MDG)
8-4 Partecipazione all’elaborazione degli accordi multilaterali sullo sviluppo sostenibile
8-5 Promozione civile della pace e dei diritti umani
8-6 Distinzione tra beni pubblici globali e politica di sviluppo
9 - Politica finanziaria 9-1 Scenari di sviluppo
10 - Formazione, ricerca, innovazione 10-1 Piattaforma di coordinamento CDPE-Confederazione «Forma- zione e sviluppo sostenibile»
10-2 Decennio ONU dell’educazione allo sviluppo sostenibile 2005- 2014, attuazione del piano in-ternazionale di implementazione dell’UNESCO e della strategia dell’UNECE per l’Europa
10-3 Educazione allo sviluppo sostenibile nelle scuole universitarie professionali e nella formazione professionale
11 – Cultura 11-1 Protezione e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale
34
ALLEGATO 2 MISURE DELLA STRATEGIA PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE 2002 E RELAZIONE CON IL PIANO D’AZIONE 2008-2011
MISURA DELLA STRATEGIA 2002 STATO DI ATTUA- RELAZIONE CON IL PIANO ZIONE SECONDO D’AZIONE 2008-2011 35 BILANCIO 2006
1. OMC e sviluppo sostenibile + Misura proseguita nel quadro della
sfida 8.
2. Modello per il servizio pubblico nel settore delle infra- √ Misura realizzata, nessun prose- strutture guimento previsto.
3. Incentivi fiscali all’uso parsimonioso delle risorse — Misura proseguita nel quadro della sfida 2.
4. Introduzione di una politica integrata dei prodotti + Misura proseguita nel quadro della sfida 4.
5. Sensibilizzazione della popolazione sulla formazione + Misura proseguita nel quadro della sfida 2.
6. Promozione della cooperazione scientifica con i Paesi + Realizzazione nell’ambito dei nor- in via di sviluppo e in transizione mali lavori dell’amministrazione.
7. Copertura di nuovi rischi di povertà + Misura proseguita nel quadro della
sfida 6.
8. Programma nazionale «Salute – alimentazione – mo- + Misura proseguita nel quadro della vimento» (programma AMEPA) sfida 7.
9. Ulteriore sviluppo della politica energetica e climatica + Misura proseguita nel quadro delle sfide 1 e 2.
10. Promozione di veicoli ecologici — Misura proseguita nel quadro della
sfida 3.
11. Strategia d’incentivazione a favore della natura e del √ Misura proseguita nel quadro della paesaggio sfida 5.
12. Rafforzamento del sistema ambientale internaziona- + Misura proseguita nel quadro della le sfida 8.
13. Programma di misure «Pianificazione sostenibile del + Misura proseguita nel quadro della territorio» sfida 3.
14. Nuova strategia di politica regionale + Misura realizzata. Proseguimento
previsto nell’ambito dei normali la- vori dell’amministrazione.
15. Concezione mobilità sostenibile + Misura proseguita nel quadro della
sfida 3.
16. Potenziamento dei trasporti pubblici + Misura proseguita nel quadro della
sfida 3.
17. Nuova politica di sicurezza del traffico stradale + Misura proseguita nel quadro della sfida 3.
18. Partecipazione alla formulazione e all’attuazione di + Misura proseguita nel quadro della una politica multilaterale della sostenibilità sfida 8.
19. Nuove forme di finanziamento dello sviluppo + Misura proseguita nel quadro della sfida 8.
20. Promovimento civile della pace, prevenzione dei + Misura proseguita nel quadro della conflitti e ricostruzione sfida 8.
21. Monitoraggio dello sviluppo sostenibile √ Misura proseguita nell’ambito della misura di accompagnamento per la realizzazione della strategia.
35 Comitato interdipartimentale sullo sviluppo sostenibile (CISvS): Strategia per uno sviluppo sostenibile 2002 - Bilancio e rac- comandazioni per il rinnovo, Berna 2007
35
MISURA DELLA STRATEGIA 2002 STATO DI ATTUA- RELAZIONE CON IL PIANO ZIONE SECONDO D’AZIONE 2008-2011 35 BILANCIO 2006
22. Valutazione della sostenibilità + Misura proseguita nell’ambito della
misura di accompagnamento per la realizzazione della strategia.
Legenda: Misura √ (conclusa), + (secondo programma), — (non ancora avviata).
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ALLEGATO 3 DESCRIZIONE DEGLI INDICATORI DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL CISVS
AMBIENTE
A 1 Biodiversità La scomparsa in parte inarrestabile delle specie, sia in Svizzera che, soprattutto, a livello planetario, rappre- senta uno dei più importanti processi di depauperamento irreversibile delle risorse. Le relative conseguenze e gli effetti a lungo termine sono difficilmente prevedibili. Da una parte si solleva la questione degli effetti per l’equilibrio ecologico e, dall’altra, vi è pure l’aspetto concernente l’importanza da attribuire a questo patrimonio perduto, considerato alla stregua di una risorsa potenziale.
A 2 Clima I temuti cambiamenti antropici della situazione climatica globale possono comportare molteplici ripercussioni, in parte anche gravi, sull’uomo (produzione di generi alimentari, riserve idriche, cambiamenti costieri, pericoli naturali, ecc.). Determinanti rimangono le conseguenze sulle comunità umane interessate, in relazioni alle qua- li l’asse temporale di questi cambiamenti, in confronto molto breve, assume un aspetto fondamentale. La riduzione dello strato di ozono stratosferico, provocato da determinate sostanze antropiche come ad esem- pio il CFC, è stata scoperta solo alla fine degli anni Ottanta. Il conseguente aumento delle radiazioni UV provo- ca effetti negativi (sino a cancerogeni) su tutti gli esseri viventi. Il cosiddetto buco dell’ozono, comparso dap- prima sopra l’Antartico, si è poi esteso fino alle zone abitate, raggiungendo anche l’emisfero nord. Si tratta di uno degli effetti più drammatici e inconfutabili delle attività umane.
A 3 Emissioni Le emissioni provocate dalle attività umane sono molteplici e diverse. In questo ambito prendiamo in conside- razione le emissioni di sostanze nocive (zolfo, azoto, particolato inquinante ecc.) nell’atmosfera, il rumore così come le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti. Queste emissioni si ripercuotono in primo luogo sulla salute e sul benessere dell’uomo, ma presentano pure effetti diretti e indiretti, a breve e a lungo termine, sullo spazio vitale naturale e sulla biosfera. Le emissioni sono recepite soprattutto come problema locale/regionale; con l’urbanizzazione a livello mondiale e la tecnologizzazione delle attività umane, le emissioni assumono però anche una crescente importanza sul piano universale.
A 4 Paesaggio/spazio culturale e naturale Lo spazio vitale naturale rappresenta una base fondamentale imprescindibile sia per l’uomo che per gli animali e le piante. Per l’uomo ha una molteplice importanza diretta e indiretta (salute, riposo, coinvolgimento emotivo ecc.). Spesso lo spazio naturale costituisce poi un’area destinata alla cultura e di conseguenza un elemento del patrimonio culturale e della nostra identità. La flora e la fauna dipendono dall’equilibrio ecologico, forte- mente influenzato e perturbato dai processi di civilizzazione. Il paesaggio, lo spazio naturale e quello culturale assumono inoltre una grande importanza soprattutto in un territorio densamente popolato come la Svizzera. Il loro significato è però in costante crescita anche sul piano mondiale.
A 5 Acqua Per il criterio Acqua occorre fare una distinzione fra gli aspetti quantitativi e quelli qualitativi. L’acqua è risorsa e spazio vitale. Le risorse quantitative di acqua sono distribuite in modo non equilibrato sulla terra. In Svizzera questo problema è solo marginale. I problemi qualitativi, dovuti al composito inquinamento delle acque ricon- ducibile alle attività umane, sono chiaramente in primo piano. Questi problemi riguardano sia l’acqua come ri- sorsa che come spazio vitale. Da un punto di vista globale, l’esiguità della risorsa idrica, a livello regionale, rientra tra i problemi critici che possono essere all’origine di destabilizzazioni politiche regionali.
A 6 Sostanze, organismi, rifiuti Le sostanze, nel senso più ampio del termine, sono da una parte risorse, ma dall’altra possono inquinare in di- versi modi i cicli naturali, in particolare se subiscono modifiche qualitative o quantitative da parte dell’uomo e/o si introducono in modo artificiale nel ciclo naturale. Le questioni che riguardano gli effetti a lungo termine e l’irreversibilità sono spesso difficili da risolvere. Sebbene le sostanze provochino in primo luogo problemi so- stanzialmente locali, possono estendersi per vie naturali (ma anche tramite il commercio e il trasporto) e diven- tare questioni preminenti e universali.
A 7 Energia Questo criterio concerne, da una parte, l’utilizzazione delle risorse naturali e, dall’altra, l’inquinamento (emis- sioni, rifiuti) dovuto alla produzione e all’utilizzazione dell’energia. Da un lato si consumano risorse energeti- che, notoriamente limitate, in modo inefficace, mentre dall’altro, risorse quasi inesauribili sono quasi comple- tamente ignorate. Questa situazione è riconducibile soprattutto a una struttura dei costi distorta che non rispet- ta la situazione reale di penuria e su argomenti economici, oggi arbitrariamente considerati come determinanti, e ai conseguenti costi esterni sempre più importanti. D’altro canto, si produce energia grazie a tecnologie che creano problemi, fino ad oggi non risolti, connessi al ciclo delle sostanze (energia nucleare). Sia considerando il loro aspetto di risorsa o di inquinamento, questi problemi hanno assunto una portata universale. Le soluzioni devono considerare soprattutto elementi sul piano locale.
A 8 Suolo, superfici, fertilità Questo criterio ha una dimensione che riguarda la perdita quantitativa di terreni coltivabili dovuta a un’utilizza- zione del suolo, sempre più estesa, a favore degli insediamenti e dei trasporti nelle regioni densamente popo- late, ma pure i cambiamenti qualitativi dei terreni coltivabili riconducibili a diverse forme di inquinamento. Globalmente si constata una perdita continua, quantitativa e qualitativa, di terreni coltivabili adeguati alla pro-
37
duzione di derrate alimentari. In questo ambito entrano in gioco diverse cause: il clima, l’erosione, la sovrauti- lizzazione con conseguente salinizzazione e compattazione del suolo, ecc.).
A 9 Riduzione dei rischi ambientali Secondo questo criterio occorre ridurre gli effetti dovuti alle catastrofi ambientali e fare in modo che l’esposizione al rischio d’incidente non comporti, anche nel caso di un evento il più rilevante possibile, danni permanenti che oltrepassano una generazione. Occorre inoltre prevenire, nel migliore dei modi, quegli eventi che pur caratterizzati da base probabilità di evenienza, presentano un elevato potenziale di danni.
ECONOMIA
E 1 PIL pro capite Il PIL (prodotto interno lordo) è uno strumento che serve a misurare la prestazione economica di un Paese in un determinato periodo e corrisponde al valore di tutti i beni e i servizi prodotti sul territorio nazionale. Il PIL pro capite rappresenta il reddito medio pro capite ed è considerato un indicatore del benessere economico. La prosperità economica presenta diverse dimensioni. Tra queste è importante il reddito, poiché oltre al benessere materiale diretto (consumi) consente anche l’accesso ad altre dimensioni (patrimonio, formazione, sanità, qua- lità dell’ambiente ecc.). La considerazione di questo (talvolta controverso) indicatore parte dall’ipotesi che lo sviluppo sostenibile non è compatibile con una riduzione troppo elevata del PIL pro capite.
E 2 Efficienza dell’infrastruttura e dei servizi Un’elevata qualità ed efficienza delle infrastrutture e dei servizi del settore pubblico favoriscono i bisogni della società e sono di conseguenza parte integrante della prosperità comune. Una contrazione di questo indicatore comporta una perdita di benessere. L’indicatore misura la qualità e l’efficienza e non la quantità dei servizi e delle infrastrutture offerte dall’ente pubblico. Con questo criterio si vuole quindi verificare soprattutto se le pre- stazioni fornite dallo Stato (e dall’economia privata) alla collettività soddisfano un’elevata qualità ed efficienza.
E 3 Quota d’investimento creatrice di valore aggiunto La quota d’investimento (quota degli investimenti lordi rispetto al prodotto nazionale lordo) comporta una plu- svalenza, se il deprezzamento dello stock di capitale è compensato periodicamente da investimenti sostitutivi. Per preservare lo stock di capitale Economia (privata e pubblica) è necessario una quota d’investimento crea- trice di valore aggiunto.
E 4 Indebitamento pubblico sostenibile a lungo termine Un bilancio equilibrato a medio termine, che va oltre un ciclo congiunturale, costituisce un presupposto indi- spensabile affinché gli enti pubblici possano adempiere i compiti conferiti. Un disequilibrio a lungo termine comporta un’incapacità d’intervento da parte dello Stato e ripercussioni negative sullo sviluppo economico.
E 5 Efficienza delle risorse Le risorse (capitale, lavoro, suolo, ambiente, sapere) sono limitate. Lo sviluppo sostenibile necessita pertanto di un’utilizzazione efficiente delle risorse. Lo sperpero delle risorse ostacola il soddisfacimento dei bisogni del- le generazioni presenti e future.
E 6 Competitività Per competitività economica s’intende la capacità dell’economia svizzera di posizionarsi nel commercio inter- nazionale. Per il nostro Paese, in quanto piccolo Stato con un’economia aperta, un’intatta competitività econo- mica è fondamentale per poter mantenere a lungo termine un reddito pro capite adeguato e di conseguenza per soddisfare le legittime esigenze delle generazioni attuali e future.
E 7 Potenziale di manodopera Oltre al capitale e alle risorse ambientali, il lavoro risulta essere il fattore centrale di produzione per l’economia e quindi è determinante per lo sviluppo economico. Il potenziale di manodopera quantitativo/qualitativo com- prende la popolazione attiva e le sue conoscenze. Il mantenimento o la crescita del potenziale di manodopera migliora le possibilità di soddisfacimento delle esigenze delle generazioni attuali e future e di conseguenza si ripercuote positivamente sullo sviluppo sostenibile.
E 8 Capacità di innovazione e ricerca performante La capacità di innovazione è la capacità di un’economia nazionale di creare il “nuovo“ atto a migliorare il sod- disfacimento dei bisogni della società. Un’economia innovativa e competitiva necessita di una ricerca perfor- mante e di un’attuazione proficua.
E 9 Condizioni quadro politiche Con questo criterio sono riprese le condizioni quadro previste dall’articolo 94 della Costituzione federale (Cost.): nell’ambito delle loro competenze, [la Confederazione e i Cantoni] provvedono per condizioni quadro favorevoli all’economia privata. Le condizioni quadro non devono privilegiare gli interessi particolari dei singoli, ma l’economia sul piano globale. Le deroghe al principio della libertà economica, in particolare le misure che mettono in pericolo la competitività, sono ammesse solo se sono previste dalla Costituzione federale oppure se sono motivate da diritti regali cantonali.
SOCIETÀ
S 1 Istruzione, capacità di apprendimento L’educazione, sostenuta dalla capacità di apprendimento, promuove la formazione della personalità, la socia- lizzazione e la capacità d’apprendimento delle persone, garantendo loro le qualifiche necessarie per il proces- so lavorativo.
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S 2 Salute, benessere, sicurezza, certezza del diritto Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) la salute è “uno stato di completo benessere fisico, psi- chico e sociale”. La nozione di benessere va dunque al di là del concetto di salute e comprende, ad esempio, le conseguenze dovute alle condizioni climatiche gradevoli negli edifici, l’aria “pura“, la tranquillità delle aree residenziali, un’alimentazione sana ecc. Questo tipo di benessere è importante sia per la qualità di vita che per le prestazioni lavorative. Il bisogno di sicurezza delle persone si situa su livelli molto diversi. Abbraccia la necessità di prevenire conflitti armati tra Stati e popoli e si estende agli atti di violenza e ad altri crimini della vita quotidiana, e toccando però anche la prevenzione dalle catastrofi e la sicurezza individuale contro gli incidenti. Nella nozione di sviluppo sostenibile, la politica di sicurezza deve essere considerata come un mezzo atto a garantire la sicurezza e la pace e a prevenire i pericoli connessi all’economia, la società e l’ambiente. In virtù dell’art. 8, cpv. 1 Cost. “l’uguaglianza giuridica“ è un diritto fondamentale: “tutti sono uguali davanti alla legge“. Questo articolo è com- pletato dai divieti di discriminazione. La certezza del diritto è garantita anche dall’art. 9 Cost. “Protezione dall’arbitrio e tutela della buona fede“.
S 3 Libertà, indipendenza, individualità Oltre alle diverse “libertà“ elencate nei diritti fondamentali (come la libertà di credo e di coscienza, art. 15 Cost. ecc.), la Costituzione federale sancisce all’art. 10, cpv. 2 il diritto alla “libertà personale“, in particolare all’inte- grità fisica e psichica e alla libertà di movimento. Questo diritto comprende anche l’indipendenza e l’individuali- tà. La responsabilità privata è menzionata al capitolo 3, obiettivi sociali, art. 41 cpv. 1 Cost.: le istanze pubbli- che devono adoperarsi solo a complemento della “responsabilità e dell’iniziativa private“.
S 4 Identità, cultura La protezione della dignità umana, garantita dall’art. 7 Cost. è determinante per l’identità personale. Anche i divieti di discriminazione, di cui all’art. 8 Cost., promuovono il principio dell’identità e dell’integrità di ogni sin- gola persona. L’art. 11 Cost. protegge in modo particolare l’incolumità dei fanciulli e degli adolescenti. La cul- tura rappresenta un fattore essenziale di coesione per la Svizzera poiché valori quali la tolleranza, la solidarie- tà e i diritti dell’uomo costituiscono importanti conquiste culturali.
S 5 Valori Per quel che concerne il mantenimento dei valori di rispetto degli uomini e della natura, il preambolo della Co- stituzione afferma che il popolo e i Cantoni sono responsabili “di fronte al creato e verso le generazioni future” e menziona la volontà “della considerazione e del rispetto reciproci”. Secondo l’art. 2, cpv. 4 Cost. (scopo), la Confederazione “si impegna per la conservazione duratura delle basi naturali della vita e per un ordine interna- zionale giusto e pacifico“.
S 6 Solidarietà, collettività Il preambolo della Cost. contiene una dichiarazione che rafforza la solidarietà. Secondo l’art. 2, cpv. 2 Cost. la Svizzera deve considerarsi una nazione solidale che “promuove la comune prosperità, la coesione interna e la pluralità del Paese“. La coesione sociale è pure sostenuta, tra l’altro, dalla “sicurezza del Paese“ (art. 2, cpv. 1 Cost.), cui fa riferimento anche il sentimento della ”sicurezza interna“. La Dichiarazione di Rio (Agenda 21) difende i principi di giustizia, chiedendo un ”partenariato equilibrato tra gli Stati“. La Cost. menziona all’art. 2, cpv. 4 l’impegno della Svizzera per un “... ordine internazionale giusto e pacifico“. Il titolo secondo della Cost. “Diritti fondamentali, diritti civici e obiettivi sociali” garantisce implicita- mente ed in parte anche in modo esplicito l’uguaglianza in tutti i diversi settori della vita, come ad esempio tramite i diritti fondamentali, validi per tutti gli esseri umani.
S 7 Apertura, tolleranza Il preambolo della Costituzione preconizza “uno spirito di apertura al mondo“, l’art. 2, cpv. 4 l’impegno dello Stato per un ordine internazionale giusto e pacifico. La libertà di credo e di coscienza (’art. 15 Cost.), il divieto di discriminazione giusta l’art. 8, cpv. 2 Cost. e la protezione dall’arbitrio (art. 9 Cost.) possono essere consi- derati presupposti imprescindibili per una società tollerante.
S 8 Sicurezza sociale, tasso di povertà In Svizzera, il sistema della sicurezza sociale mira a proteggere le persone in caso di malattia, invalidità, an- zianità, incidenti, decesso e perdite di reddito. Inoltre, esiste un’assistenza per tutte le persone che non sono in grado di provvedere a sé stessi autonomamente. L’art. 12 Cost. prevede infatti, per chi è nel bisogno, il “di- ritto di essere aiutati e assistiti”. Questo diritto deve essere garantito al fine di permettere a ognuno un’esistenza dignitosa.
S 9 Pari opportunità, uguaglianza, partecipazione Secondo l’art. 8, cpv. 2 Cost. la Confederazione Svizzera deve garantire pari opportunità, nel maggior numero di casi possibile, tra i cittadini (e non tra gli abitanti). L’art. 8, cpv. 3 Cost. prevede l’uguaglianza tra uomo e donna. La legge ne assicura poi l’uguaglianza di diritto e di fatto. In base all’art. 37 Cost. l’esercizio dei diritti politici è riservato essenzialmente ai cittadini svizzeri.
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ALLEGATO 4 INDICATORI DELLE SFIDE PRINCIPALI
SVILUPPO AUSPICATO TREND* VALUTAZIONE DEL TREND
Positiva (sviluppo più Incremento Incremento sostenibile)
Negativa (sviluppo non Calo Calo sostenibile)
Nessuna variazione di ri- Nessuna variazione di rilievo Neutrale lievo
Nessuna indicazione Irregolare Nessuna indicazione
Indicazioni non ancora di- Nessuna indicazione possibile Indicazioni non ancora NN NN sponibili (solo una misurazione) disponibili
Indicazioni non ancora disponi- NN bili
* Normalmente a partire dal 1990 (nella misura in cui sono disponibili dati sufficienti).
INDICATORE FONTE
1 - Cambiamenti climatici e pericoli naturali
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhal- Intensità di CO 2 del traffico individuale mo- tige_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.72203.722.html torizzato (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Intensità totale di CO 2 entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.72204.722.html (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhal- Emissioni di gas a effetto serra tige_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.72202.722.html (in francese)
Emissioni di CO 2 Dati non ancora disponibili.
Parte della popolazione esposta ai pericoli Dati non ancora disponibili. naturali
2 – Energia
Consumo finale di energia per persona http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhal- tige_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.72503.725.html (in francese)
Energie rinnovabili http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhal- tige_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.72505.725.html (in francese)
Consumo di carburanti e di combustibili fos- http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhal- sili (totale) tige_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.72106.721.html (in francese)
Consumo di energia per la produzione di http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhal- beni e servizi tige_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71504.715.html (in francese)
Consumo finale di energia per i trasporti http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71708.717.html (in francese)
3 - Sviluppo territoriale e trasporti
Superficie d’insediamento www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_entwi cklung/indikatoren0/ind7.indicator.72303.723.html (in francese)
Superficie d’insediamento per persona Cfr. “superficie d’insediamento”
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INDICATORE FONTE
Rapporto modale nel trasporto di persone http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhal- (trasporti terrestri) tige_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71702.717.html (in francese)
Persone esposte al rumore http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhal- tige_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71801.718.html (in francese)
Intensità del trasporto di merci http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71709.717.html (in francese)
4 – Economia
Risorse umane nel campo delle scienze e http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhal- tecnologie tige_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71402.714.html (in francese)
Parte degli investimenti del prodotto interno http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhal- lordo tige_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71503.715.html (in francese)
Intensità materiale dell’economia http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhal- tige_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71507.715.html (in francese)
Intensità energetica della produzione di be- http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ ni e servizi entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71505.715.html (in francese)
Evoluzione e composizione dei rifiuti solidi http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/02/06/ind17.i urbani (totale incluso il riciclaggio) ndicator.130307.1718.html?open=1301 (in francese)
5 - Uso delle risorse naturali
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Popolazione degli uccelli nidificanti entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.72407.724.html (in francese)
Frammentazione e dispersione del paesag- Dati non ancora disponibili. gio
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhalti- Concentrazione di metalli pesanti nel suolo ge_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71901.719.html (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhalti- Concentrazione di fosforo nei laghi ge_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.72003.720.html (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Concentrazione di polveri fini entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.72104.721.html (in francese)
6 - Coesione sociale, demografia e migrazione
Disoccupazione giovanile Dati non ancora disponibili.
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhalti- Persone che vivono sotto la soglia della po- ge_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.70103.701.html vertà (in francese)
Working Poor: rapporto stranieri / svizzeri Dati non ancora disponibili.
Formazione terminata più elevata (rapporto Dati non ancora disponibili. stranieri / svizzeri)
- Settore pubblico: http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/einkommen_ und_lebensqualitaet/gleichstellung/blank/kennzahlen0/loehne/o effentlicher_sektor__bund_.html Uguaglianza: salario femminile in % di quel- (in francese) lo maschile - Settore privato: http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/einkommen_ und_lebensqualitaet/gleichstellung/blank/kennzahlen0/loehne/pr ivatwirtschaft.html (in francese)
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INDICATORE FONTE
7 - Sanità
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhalti- Comportamento favorevole per la salute : ge_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.70203.702.html attività fisica (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Speranza di vita in buona salute entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.70201.702.html (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Spese per la prevenzione delle malattie e entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.70206.702.html per la promozione della salute (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Costo del sistema sanitario entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.70205.702.html (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Consumo di tabacco entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.70204.702.html (in francese)
8 - Sfide globali per l’ambiente e lo sviluppo
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Aiuto pubblico allo sviluppo entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.70701.707.html (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Aiuto pubblico allo sviluppo in favore dei entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.70702.707.html paesi poveri (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Aiuto allo sviluppo che rafforza il potenziale entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71110.711.html commerciale (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhalti- Quota delle importazioni libera da tasse do- ge_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71107.711.html ganali (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Commercio equo entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71605.716.html (in francese)
9 - Politica finanziaria
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Quota del deficit del bilancio delle collettivi- entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71104.711.html tà pubbliche (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Quota fiscale delle collettività pubbliche entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71105.711.html (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Riforma fiscale ecologica entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71204.712.html (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Tasse ambientali entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71203.712.html (in francese)
Tasso di indebitamento delle collettività http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ pubbliche entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71103.711.html (in francese)
10 - Formazione, ricerca, innovazione
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Capacità di lettura dei quindicenni entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.70801.708.html (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Tempo dedicato al perfezionamento entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.70806.708.html (in francese)
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INDICATORE FONTE
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Spese pubbliche per l’educazione entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.70805.708.html (in francese)
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ Domande di brevetti depositate entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71401.714.html (in francese)
Spese per la ricerca e lo sviluppo (R-S) http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhaltige_ entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.71403.714.html (in francese)
11 – Cultura
Spese pubbliche per la promozione cultura- Dati non ancora disponibili. le
Spese pubbliche per la salvaguardia del pa- Dati non ancora disponibili. trimonio culturale
Entrate ai musei / quota dei giovani Dati non ancora disponibili.
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/nachhalti- Uso regolare di una seconda lingua nazio- ge_entwicklung/indikatoren0/ind7.indicator.70501.705.html nale (in francese)
Numero di persone la cui lingua materna Dati non ancora disponibili. appartiene ad una minorità linguistica
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