Revisione della legge sull'energia, dell'ordinanza sull'energia e dell'ordinanza sulla procedura d'approvazione dei piani di impianti elettrici, dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio e dell'ordinanza sulle linee elettriche
Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni DATEC Ufficio federale dell’energia UFE Sezione Efficienza energetica
22 ottobre 2008
Rapporto esplicativo concernente le modifiche dell’ordinanza sull’energia (OEn) relative alle esigenze degli apparecchi elettrici con raccordo alla rete
1. Situazione iniziale
Nel febbraio 2007 il Consiglio federale ha deciso di fondare la sua politica energetica sui seguenti quattro pilastri: efficienza energetica, incentivazione delle energie rinnovabili, politica estera in materia energetica e impianti di grande potenza. Nell’ambito di questa decisione il Consiglio federale ha quindi incaricato il DATEC di elaborare entro la fine del 2007 i piani di azione per le misure di efficienza energetica in tutti i settori. Nel febbraio 2008 il Consiglio federale ha deciso una serie di misure di politica energetica che sono confluite in vari piani di azione, tra cui il piano di azione «Efficienza energetica». Questo piano di azione presuppone che nei prossimi 20 anni il consumo d’energia di edifici, veicoli e apparecchi, con l’adozione delle migliori tecnologie («best practice») attualmente disponibili sul mercato e con il prevedibile ulteriore sviluppo tecnico, potrà essere ridotto del 30-70 per cento a seconda del campo di applicazione.
Nelle misure del piano di azione «Efficienza energetica» sono riportati tre obiettivi armonizzati con quelli presentati nel rapporto sul clima dell’UFAM dell’agosto 2007 e con gli obiettivi internazionali. Il primo obiettivo prevede una riduzione del consumo di energie fossili, il secondo una limitazione della crescita del consumo di elettricità, mentre il terzo consiste nell'applicare la strategia «best practice» nei settori edifici, veicoli, apparecchi e processi industriali. Il Consiglio federale ha deciso queste misure il 20 febbraio 2008, ma non si è ancora pronunciato sugli obiettivi sottoposti.
Il piano d’azione «Efficienza energetica» comprende 15 misure che costituiscono una combinazione di incentivi, misure di promozione, prescrizioni sul consumo, standard minimi, nonché di misure nel settore della ricerca e della formazione. Le misure del piano di azione presentano effetti energetici considerevoli e dovrebbero inoltre dare impulsi economici in particolare alle nuove tecnologie, all’edilizia e alle piccole e medie imprese innovative. Le misure proposte nel piano d’azione tengono conto dei oltre 130 pareri come anche dei pareri orali presentati nel corso della consultazione. La maggior parte dei partecipanti alla consultazione ha accolto con favore il piano d’azione «Efficienza energetica», in particolare le misure concernenti gli apparecchi elettronici e i propulsori elettrici hanno ottenuto un’ampia approvazione.
Le modifiche all’OEn spiegate nel presente rapporto contribuiscono all’applicazione delle 15 misure del piano d’azione «Efficienza energetica». Ultimamente sono stati presentati diversi interventi parlamentari che contribuiscono anch’essi al raggiungimento degli obiettivi del piano d'azione «Efficienza energetica». Si tratta in particolar modo di quattro mozioni, che dopo essere state approvate dalle due Camere, sono state trasmesse al Consiglio federale: «Emissioni delle autovetture nuove immatricolate in Svizzera» (07.3004), «Prescrizioni sul consumo energetico per gli apparecchi preposti alla diffusione della televisione digitale» (07.3288), «Introduzione di norme concernenti il
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consumo elettrico di macchine per ufficio, elettrodomestici, lampade, motori elettrici normalizzati e impianti domotecnici» (07.3767) e «Introduzione di un’etichetta Energia aggiornata periodicamente per impianti elettrici, veicoli e apparecchi» (07.3768). Numerosi altri interventi parlamentari che richiedono l’applicazione delle misure del piano d’azione «Efficienza energetica» non sono stati ancora trattati dal Parlamento, ma lo saranno prossimamente.
Le modifiche all’OEn spiegate nel presente rapporto concernono le esigenze relative all’efficienza energetica per gli apparecchi elettrici con raccordo alla rete e i motori. Per quanto riguarda gli apparecchi, si può distinguere tra gli apparecchi che sono provvisti già oggi dell’etichettaEnergia e quelli non provvisti. In entrambi i casi l’adozione delle esigenze minime sull’efficienza energetica concerne la commercializzazione degli apparecchi e dei motori e quindi non direttamente il consumatore.
2. Condizioni per l’adozione delle esigenze minime, norme
La determinazione delle esigenze minime per gli apparecchi elettrici presuppone una procedura di misurazione normalizzata per determinare i valori relativi al consumo energetico richiesto. Idealmente si dovrebbero applicare le norme riconosciute a livello internazionalel in modo da evitare gli ostacoli tecnici al commercio o perlomeno in modo da contenerli entro certi limiti.
Come base normativa vengono impiegate le norme, laddove esistenti, del «Comitato europeo di normazione elettronica» (CENELEC) e della «Commissione Elettrotecnica Internazionale» (IEC). In aggiunta, per gli apparecchi elettronici vengono impiegate anche le procedure di misurazione del programma americano ENERGY STAR. Nel caso dei set top box sono inoltre stabiliti i valori limite sulla base della convenzione europea di categoria (Code of conduct).
Le nuove disposizioni per gli apparecchi devono essere notificate all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Quest’anno soprattutto i Paesi asiatici e americani hanno emanato per varie categorie di apparecchi nuove esigenze minime sull’efficienza energetica o le hanno inasprite. Le convenzioni dell’OMC prevedono espressamente limitazioni commerciali a favore dell’ambiente, ma esigono una notifica all’OMC. La notifica sarà presentata dopo l’avvio della consultazione.
3. Rapporto delle modifiche proposte con il diritto europeo
Il 20 febbraio 2008 il Consiglio federale, forte dell'appoggio di un elevato numero di mozioni presentate, ha deciso i piani d'azione per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Questa decisione esprime l'intenzione e la consapevolezza di fare un passo avanti, ed è stata ulteriormente confermata con l'adozione di esigenze minime relative alle lampade domestiche mediante decreto del Consiglio federale del 14 marzo 2008. Anche queste disposizioni sono state adottate indipendentemente dall'UE, ma sempre tenendo presente la futura normativa discussa nell’UE. Il procedimento della Svizzera in materia di efficienza energetica è attentamente osservato dal resto dell’Europa e può influenzare alcune decisioni europee. Sia la Svizzera che l’UE pianificano gradualmente un inasprimento di alcune esigenze minime. Se in questa prima fase la Svizzera
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dovesse scostarsi dal diritto europeo, nella maggior parte dei casi sarà possibile conformarsi in una seconda fase.
3.1 Elettrodomestici
L’UE sta elaborando esigenze per varie categorie di elettrodomestici. Al momento sono posti in primo piano i frigoriferi e i congelatori, le lavatrici e le lavastoviglie. I lavori dell’UE non sono ancora avanzati a tal punto da sapere i valori limiti concreti.
Attualmente le proposte disposizioni relative ai frigoriferi e ai congelatori, alle lavatrici, alle asciugabiancheria, alle lavasciugatrici e ai forni elettrici si distaccano rispetto al diritto europeo. È però presumibile che anche l’UE emanerà nei prossimi anni disposizioni relative all’efficienza energetica per questi apparecchi. Se dovessero rimanere divergenze, nella prossima modifica dell’OEn si potrà procedere a un’armonizzazione.
3.2 Apparecchi elettronici
Secondo l’attuale stato della scienza le disposizioni svizzere formulate secondo il piano d’azione sull’efficienza energetica sono conformi alle disposizioni previste dall'UE per la prima fase normativa. Tre anni dopo l’entrata in vigore della prima fase, l’UE prevede un inasprimento. Se, contrariamente alle aspettative, talune disposizioni dovessero causare divergenze rispetto alla Svizzera, il nostro Paese potrebbe provvederebbe al loro appianamento. Le divergenze potrebbero insorgere a breve termine per i set top box, poiché la posizione dell’UE in merito non è ancora chiara. Questo non rappresenta comunque un ostacolo rilevante per il mercato svizzero dove i box sono prevalentemente proprietari.
3.3 Motori elettrici
È presumibile che l’UE prescriverà più tardi direttamente la classe IE2. Il procedimento svizzero a due fasi offre invece all’industria una transizione più semplice. La prima fase con la classe di efficienza IE1 concerne dapprima i motori integrati la cui efficienza energetica per l'acquirente delle macchine e degli impianti è indicata con poca trasparenza o addirittura non è per nulla trasparente. Per questo motivo, è importante non aspettare la decisione dell’UE. Le prime informazioni in merito al procedimento concreto dell’UE dovrebbero pervenire nel mese di marzo o aprile 2009.
4. Esigenze minime previste per gli elettrodomestici e le lampade
domestiche
Dal 1° gennaio 2002 in Svizzera è in vigore la dichiarazione energetica, compatibile con quella dell'UE, per gli elettrodomestici (frigoriferi e congelatori, lavatrici e asciugabiancheria, lavastoviglie) e le lampade domestiche, dal 1° gennaio 2003 la dichiarazione è diventata obbligatoria. Questa dichiarazione energetica è applicata mediante l’etichettaEnergia che mostra il consumo energetico e l’efficienza energetica (secondo le classi di efficienza dalla A alla G). Al contempo per i frigoriferi e i congelatori con elevato consumo di corrente sono state introdotte dal 1° gennaio 2003 restrizioni relative all’omologazione, compatibili con l’UE. Gli elettrodomestici attualmente interessati dalla dichiarazione energetica costituiscono circa il 16 per cento del consumo energetico in Svizzera.
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In base a una valutazione sull’etichettaEnergia per gli elettrodomestici e le lampade, tale etichetta dimostra di avere un notevole impatto, soprattutto nel caso degli elettrodomestici. Ad esempio nel 2003 ha portato a un aumento della quota di elettrodomestici della classe A dal 7 al 10 per cento (tranne le asciugabiancheria) e della quota di lampade della classe A al 4 per cento dell'intero mercato. Per quanto riguarda i risparmi energetici si può constatare che nel 2003 l’etichettaEnergia ha portato a un risparmio dell’1,7 per cento del consumo d’energia annuo delle lampade o del 3,5 per cento del consumo d’energia annuo degli elettrodomestici. Secondo questa valutazione si può affermare in generale che l’etichettaEnergia è efficace.
Sempre secondo la valutazione, gli effetti dell’etichettaEnergia sull’offerta delle lampade sono molto ridotti. I progressi nel senso dell'efficienza energetica per le lampade sono realizzati soprattutto grazie agli sforzi dei fabbricanti nel settore delle nuove lampade a basso consumo energetico. Al contempo, a causa della forte domanda, è tuttora offerto un ampio assortimento di lampade convenzionali. Per gli elettrodomestici l’effetto dell’etichettaEnergia sull’assortimento del commercio è notevolmente superiore.
Nonostante i significativi successi descritti sopra, per raggiungere l'obiettivo di stabilizzazione del consumo energetico degli elettrodomestici e delle lampade sono necessari entro il 2010 ulteriori inasprimenti, soprattutto nel settore degli elettrodomestici. Gli impegni dei fabbricanti e l'effetto dell'etichettaEnergia devono pertanto aumentare maggiormente entro il 2010 per compensare la crescita riscontrata dal 2000 e per stabilizzare l’aumento annuo presumibile del consumo di energia entro il 2010.
Già nel marzo 2008 il Consiglio federale ha deciso un inasprimento delle esigenze relative alle lampade domestiche elettriche con raccordo alla rete. Per evitare la commercializzazione in Svizzera di lampade con elevato consumo di energia, è stata ora introdotta un'esigenza minima relativa alla classe di efficienza energetica E con talune eccezioni. Si è rinunciato a un divieto generale delle lampadine convenzionali, poiché anche nell'UE non esiste ancora un simile divieto. Si profila però chiaramente l'intenzione di introdurre un’esigenza minima della classe D per il 2012, dato che l’UE pianifica entro questo termine un divieto per le lampadine tradizionali. La modifica già decisa entrerà in vigore il 1° gennaio 2009.
Nell’ambito delle raccomandazioni seguenti sulle diverse categorie di apparecchi è riportata anche la classe di efficienza alla quale appartengono gli apparecchi più ecologici ed economici. Per le lampade si rinuncia tuttavia all’indicazione della classe di efficienza energetica più economica, poiché le loro condizioni di utilizzazione sono nettamente più variate rispetto agli altri elettrodomestici con l’etichettaEnergia.
4.1 Lavatrici domestiche (appendice 2.4)
Le lavatrici domestiche della classe di efficienza energetica A non solo sono gli apparecchi più ecologici ed economici, ma sono al contempo anche gli apparecchi più venduti di questa classe. In futuro le lavatrici domestiche devono essere conformi alle esigenze della classe di efficienza energetica A.
Fanno eccezione gli apparecchi che possono funzionare anche con altre fonti di energia, gli apparecchi senza centrifuga nonché gli apparecchi con compartimenti di lavatura e di centrifugazione separati (p. es. le macchine con doppio compartimento).
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Viene creata inoltre la possibilità di mettere in evidenza le lavatrici più efficienti con A+.
L’esigenza minima prevista attribuisce agli apparecchi venduti annualmente un risparmio di energia di
8 GWh, su una durata media di 10 anni di utilizzo.
4.2 Frigoriferi e congelatori (appendice 2.2)
Per i frigoriferi e i congelatori sono venduti perlopiù gli apparecchi della classe di efficienza energetica A+. Gli apparecchi più economici appartengono alla classe A+, mentre gli apparecchi più ecologici alla classe A++. Dal 2009 sarà richiesta la classe A+ come esigenza minima. Per gli apparecchi non conformi alle esigenze è concesso un termine transitorio differenziato, rispettivamente di un anno (per le classi dalla B alla G) e di due anni (per la classe A).
L’esigenza minima prevista attribuisce agli apparecchi venduti annualmente un risparmio di energia di
100 GWh, su una durata media di 10 anni di utilizzo.
4.3 Asciugabiancheria (appendice 2.5)
La maggior parte delle asciugabiancheria vendute oggi corrispondono alle esigenze delle classi di efficienza energetica C e D. Gli apparecchi più economici ed ecologici appartengono alla classe A. Nel caso delle asciugabiancheria, gli apparecchi più venduti non sono pertanto i più economici ed ecologici. Di conseguenza, in futuro saranno omologati solo gli apparecchi della classe A (con un termine transitorio fino a fine 2011).
L’esigenza minima prevista attribuisce agli apparecchi venduti annualmente un risparmio di energia di circa 200 GWh, su una durata media di 10 anni di utilizzo.
4.4 Lavastoviglie
Il caso delle lavastoviglie è un caso speciale: tutti gli apparecchi oggi venduti (ad eccezione dei piccoli apparecchi) appartengono alla classe di efficienza A. Siccome gli apparecchi della classe A sono anche i più economici ed ecologici, è superfluo disporre esigenze minime.
3.5 Lavasciugatrici domestiche combinate (appendice 2.6)
Le lavasciugatrici domestiche combinate comprendono due funzioni diverse in un apparecchio. Per varie ragioni l'offerta del mercato e contemporaneamente anche la loro quota sul mercato sono modeste rispetto agli apparecchi con funzioni separate. Per garantire l’efficienza energetica minima, in futuro le lavasciugatrici combinate devono essere conformi alle esigenze della classe di efficienza energetica C.
3.6 Forni elettrici (appendice 2.7)
Anche nel caso dei forni elettrici, sono venduti perlopiù gli apparecchi della classe di efficienza energetica A, che di regola sono quindi anche i più ecologici. Dal 2009 sarà richiesta la classe di efficienza B come esigenza minima. Gli apparecchi con dimensioni ridotte sono perlopiù nella classe B, ma non consumano maggiore energia: le esigenze non dovrebbero ostacolarne il commercio.
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L’esigenza minima prevista attribuisce agli apparecchi venduti annualmente un risparmio di energia di 1 GWh, su una durata media di 10 anni di utilizzo. Di regola la vita tecnica dei forni elettrici dura più di
10 anni.
3.7 Lampade domestiche
Per le lampade domestiche il Consiglio federale ha posto in consultazione le esigenze minime già nel marzo 2008 di modo che il 1° gennaio 2009 entrerà in vigore l’esigenza minima concernente la classe di efficienza energetica E. Per questo motivo, nel presente pacchetto di disposizioni non sono comprese le lampade. In una prossima fase, all’inizio del 2012 è prevista (a condizione che nel frattempo siano adottate nuove disposizioni anche a livello europeo) la classe di efficienza D come esigenza minima. Questa esigenza comporterebbe il divieto delle lampadine tradizionali nel caso in cui la loro efficienza non sia aumentata. Le lampade alogene vendute oggi raggiungono le classi D o C e quindi non sono interessate da questa esigenza minima. L’industria ha già iniziato ad offrire «lampadine» con tecnica alogena. che raggiungono almeno la classe D. Altri inasprimenti possibili dal 2015 dipendono fortemente dalla situazione politica in Svizzera e in Europa e al momento non si possono ancora stimare.
Le misure per l’impiego delle lampade come la limitazione temporale per l’illuminazione delle vetrine o la potenza massima da utilizzare per le installazioni sportive non sono di competenza della Confederazione, ma devono essere introdotte dai Cantoni o dai Comuni. Un divieto delle tecnologie obsolete per l’illuminazione delle strade è esaminato nell’ambito di un ulteriore inasprimento delle esigenze minime. Nell’UE le disposizioni corrispondenti sono in fase di elaborazione.
5. Esigenze minime previste per gli apparecchi elettronici
Queste esigenze minime riguardano tra l'altro il consumo energetico degli apparecchi in modo Standby: queste esigenze sono necessarie poiché in Svizzera e nel resto dell’Europa il modo Standby di diversi apparecchi rappresenta un problema a causa dell’elevato consumo di corrente. La quota della perdita in standby (senza contare gli impianti e gli apparecchi industriali e commerciali) sull’intero consumo di corrente in Svizzera è considerevole e ammonta al 4 per cento circa. Negli ultimi anni inoltre si è registrato un forte incremento delle applicazioni standby e un esempio è dato dai cosiddetti set top box per la televisione digitale. Visti i progressi della digitalizzazione, e anche delle reti cablate, la vendita di questi apparecchi continuerà a crescere. È pertanto più che urgente emanare e inasprire ulteriormente le esigenze minime per questa categoria di apparecchi. Siccome oltre ai set top box per molti altri apparecchi elettronici il modo Standby e altri stati con potenza ridotta rappresentano le principali opportunità di risparmiare energia, non è opportuno un divieto generale del modo Standby, poiché potrebbe persino provocare un consumo maggiore. Questa situazione riguarda la maggior parte delle apparecchiature per l'ufficio (PC, stampanti e fotocopiatrici).
Le condizioni tecniche e normative non sono sempre disponibili per tutte le categorie di apparecchi figuranti in questo capitolo. Per l’applicazione può quindi essere necessario uno scaglionamento temporale che oggi non può ancora essere precisato. L'offerta di apparecchi elettronici è destinata inoltre a un mercato più globale rispetto ad esempio a quello degli elettrodomestici e quindi a maggior ragione s’impone un’uniformità internazionale delle misure per gli apparecchi elettronici. Le procedure
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di misurazione per l’esame del consumo energetico si riferiscono alle definizioni più usate sul piano internazionale di Energystar.
Le esigenze minime descritte in questo capitolo concernono la commercializzazione degli apparecchi. Il consumatore è interessato da queste esigenze solo indirettamente, al momento dell'acquisto di un nuovo apparecchio. Per tutto il gruppo di apparecchi elettronici si può calcolare un risparmio di 60 GWh all’anno.
5.1 TV in modo Standby (appendice 2.8)
Per gli apparecchi televisivi in modo Standby si applica dal 2009 una potenza massima di 1 Watt, mentre per gli apparecchi combinati una di 2 Watt.
5.2 Set top box (appendice 2.9)
Nel caso dei set top box il modo Standby è uno stato necessario per il completo funzionamento di questi apparecchi. Per questo motivo, i fornitori di servizi di telecomunicazione (ad es. Cablecom) raccomandano per il momento il modo Standby, poiché i dati digitali, soprattutto l’electronic program guide, possono essere aggiornati dal fornitore solo quando i set top box sono in modo Standby. Se i set top box sono scollegati dalla rete, il detentore dell'apparecchio deve aspettare più a lungo per il riavvio, tempo che l’apparecchio abbia riorganizzato tutti i canali digitali e attualizzato tutti i dati.
Per i set top box si applicano le esigenze minime conformemente al CoC (Code of Conduct europeo), versione 4 del 5.10.06. Il consumo ammesso in standby attivo va da 6 a 8 Watt. Per lo standby passivo è ammessa una potenza massima di 3 Watt. Una riduzione dei valori della potenza ammessa è prevista 2 anni più tardi, affinché i valori siano il più armonizzati possibile con le disposizioni europee.
5.3 Audio / Video / DVD in modo Standby (appendice 2.10)
Gli apparecchi di queste categorie possono avere una potenza assorbita di 1 Watt al massimo in modo Standby.
5.4 Alimentatori e caricatori esterni (EPS) per diverse utilizzazioni (appendice 2.15)
Gli alimentatori e i caricatori esterni (EPS) possono consumare tra 0.5 e 0.75 Watt se non sono richieste potenze. Questo valore dipende dalla potenza nominale come anche dal grado di rendimento minimo richiesto per il funzionamento.
5.5 PC (computer) in modo Standby e in modo Veglia (appendice 2.11)
Per il modo Spento si applica una potenza massima di 1 Watt per i computer portatili e di 2 Watt per i computer desktop. Per il modo Veglia si ammettono 2 e 4 Watt.
5.6 Monitor (appendice 2.12)
Per i monitor spenti e in modo Veglia si applica un’esigenza minima rispettivamente di 1 Watt e 2 Watt.
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5.7 Stampanti / fotocopiatrici / apparecchi multifunzione (appendice 2.13)
Per questi apparecchi si applica di base una potenza limite per il modo Veglia di 1 Watt o 2 Watt. Inoltre, sono calcolati supplementi per la potenza assorbita ammessa in base alle funzionalità dell’apparecchio. I dettagli sono disciplinati nell’appendice 2.13 dell’OEn.
6. Esigenze minime previste per i propulsori elettrici (appendice 2.14)
Il potenziale di risparmio energetico e finanziario nei motori elettrici è molto elevato in Svizzera, poiché circa la metà dell'elettricità totale viene consumata dai motori. A seconda dell’utilizzazione si potrebbero risparmiare con le tecnologie moderne dal 10 al 50 per cento di consumo energetico.
Dal 1999 in Europa secondo una convenzione tra la CEMEP (associazione di categoria europea) e l’UE i motori elettrici sono suddivisi in tre classi: eff1, che indica un’elevata efficienza, eff2, che indica efficienza standard, e eff3 , che indica motori con un’efficienza energetica inferiore a quella standard.
Per i motori normalizzati con una potenza da 1 a 100 kW esiste un accordo settoriale volto ad aumentare la quota di motori della classe eff1 entro il 2009. Al momento, sembra che l’accordo non possa essere soddisfatto. Ne consegue l'emanazione di esigenze minime per i motori normalizzati. Sul piano internazionale, a causa della revisione di alcune norme, si passa a nuove indicazioni per le classi di efficienza dei motori. L’ordinanza esige quindi, con un termine transitorio entro fine 2009, la nuova classe IE1, che corrisponde all'incirca all'attuale classe eff2. Secondo la nuova norma la potenza è fissata tra 0.75 kW e 375 kW. Le esigenze minime - legate a un potenziale di risparmio energetico in netta crescita - saranno ulteriormente inasprite in coordinamento con gli sviluppi nell’UE. Questo procedimento consente di prendere in considerazione le norme internazionali di calcolo e impedisce gli ostacoli tecnici al commercio.
7. Ripercussioni
7.1 Vantaggio energetico
Le disposizioni relative agli apparecchi domestici attribuiscono agli apparecchi venduti annualmente un risparmio di energia di circa 300 GWh, su una durata media di 10 anni di utilizzo, il che corrisponde a una riduzione dei costi per l'energia di 45 milioni di franchi (prezzo al consumatore finale).
Per gli apparecchi elettronici si deve calcolare una riduzione del consumo annuo di 60 GWh, che corrisponde a costi energetici di 9 milioni di franchi.
Le esigenze minime sono scelte di modo che non risultino limitazioni percettibili dell’offerta di apparecchi. La prossima fase apporterà grandi vantaggi energetici nel caso dei motori elettrici, delle lampade e dei set top box. Per le esigenze che risultano ancora problematiche dal punto di vista dell'offerta si è optato per un termine transitorio prolungato.
Nel commento al piano d'azione sull'efficienza energetica sono stati esposti maggiori risparmi energetici e un utile finanziario più elevato rispetto a quanto può essere ottenuto con le presenti
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modifiche dell'ordinanza. Il piano d’azione descrive il risultato di più fasi di miglioramento nel settore dell’efficienza energetica. Questa differenza è dovuta perlopiù alle lampade (attualmente non interessate, poiché la prima fase è stata anticipata; la seconda fase futura: divieto totale delle lampadine tradizionali) e ai motori elettrici (la seconda fase comporterà un utile nettamente più elevato).
Per raggiungere l’efficienza energetica ottimale la prima fase delle esigenze minime è però di fondamentale importanza: i costruttori e i commercianti s’interessano sempre più all'efficienza dei loro apparecchi facendo sì che gli apparecchi buon mercato dai costi di funzionamento eccessivi non siano più offerti sul mercato.
7.2 Effetto politico-economico
I risparmi nei costi energetici, i costi supplementari per l’acquisto di apparecchi e i costi di applicazione sono le grandezze d'influenza da considerare. I valori limite proposti per le esigenze minime sono determinati di modo che gli apparecchi vietati in base a questi valori siano antieconomici per l'acquirente e l'utente rispetto alle altre offerte. Questo si applica a tutte le categorie di apparecchi, sempre partendo dal presupposto che l’acquirente deve farsi carico anche dei costi energetici che ne risultano.
I costi supplementari per gli apparecchi domestici e gli apparecchi elettronici (in parte occorre prevedere altri alimentatori) si ridurranno costantemente. Il motivo consiste nei progressi tecnologici e nell’offerta sempre più grande di apparecchi efficienti in quanto a energia.
Per contenere gli impatti della normativa, gli obiettivi del piano d'azione per diverse categorie di apparecchi devono essere raggiunti gradualmente nel tempo. In tal modo, sia l’offerta del mercato che i richiedenti possono raggiungere gli obiettivi previsti nel settore dell'efficienza senza grandi stravolgimenti. Gli importatori e i commercianti devono tuttavia scegliere il loro assortimento secondo le nuove esigenze. Le imprese attive a livello internazionale sono però già confrontate a tali situazioni da qualche tempo; difatti, in vari Paesi asiatici, ma anche in America e in Canada, esistono già per diverse categorie di apparecchi numerose esigenze minime relative all'efficienza energetica.
7.3 Costi d’esecuzione
Disposizioni legislative dovrebbero essere emanate soltanto se vi sono anche la volontà e i mezzi per applicarle. Esistono già valori empirici con il controllo dell’etichettaEnergia per gli elettrodomestici e le lampade domestiche. Con una scelta a più livelli e mirata del numero dei campioni e anche dei dettagli dei campioni, si possono applicare le disposizioni con mezzi relativamente modesti. Gioca inoltre a favore dell'applicazione delle disposizioni il fatto che in caso di apparecchi con dichiarazione energetica falsa le spese per le verifiche sono a carico dell’offerente. Questo è previsto anche per gli ulteriori controlli.
Nell’ambito dell’applicazione delle presenti esigenze minime relative agli apparecchi elettronici l’Ufficio federale dell'energia stima spese supplementari annue di circa 150'000 franchi per controlli, prove a campione e misurazioni.
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8. Scadenzario e termini transitori
Le esigenze minime spiegate nel presente rapporto entreranno presumibilmente in vigore nel primo trimestre del 2009. Saranno poi concessi termini transitori differiti. A seconda del tipo di apparecchio entro la fine dei rispettivi termini transitori (2009, 2010 e 2011) gli apparecchi non conformi alle esigenze minime devono essere ritirati dal mercato.
9. Prospettive
Il piano d’azione comprende inasprimenti delle esigenze minime per il periodo dopo il 2009 in diverse categorie di apparecchi. Volutamente questi inasprimenti non sono ancora inclusi nella modifica proposta dell’ordinanza sull’energia. Da una parte occorre assicurare una sufficiente trasparenza delle disposizioni previste e dall’altra l’UE elabora parimenti disposizioni minime relative alle diverse categorie di elettrodomestici. Nel caso in cui si presentino lacune o divergenze nelle disposizioni, nella prossima fase dei valori limite si procederà a un’armonizzazione.
In primo piano per un inasprimento dei valori limite si pongono, a distanza di due o tre anni, le seguenti categorie: lampade (classe di efficienza energetica D), motori normalizzati (IE2) e set top box.
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