Dipartimento federale degli affari esteri DFAE
Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca DEFR
Berna, 20.06.2023
Strategia di cooperazione internazionale 2025–2028 (Messaggio SCI 25–28)
Rapporto esplicativo per l’avvio della proce- dura di consultazione
1
Compendio Il presente messaggio espone l’orientamento strategico della cooperazione interna- zionale (CI) svizzera per il periodo 2025–2028 e propone lo stanziamento di cinque crediti d’impegno per un importo complessivo di 11,45 miliardi di franchi. I crediti richiesti rappresentano il tetto massimo degli impegni che la Confederazione può assumere tra il 2025 e il 2028. Restano comunque possibili aggiustamenti nell’am- bito del processo annuale di approvazione del preventivo della Confederazione. La decisione del Consiglio federale di destinare 1,5 miliardi di franchi di questo im- porto totale all'Ucraina e alla regione per gli anni 2025–28 è stata integrata nel presente messaggio. Il lavoro parallelo sulla ricostruzione dell'Ucraina sarà inte- grato nella versione finale del messaggio. Situazione iniziale Le grandi crisi intervenute negli ultimi anni hanno modificato il quadro internazio- nale. Le ripercussioni della pandemia di COVID-19, l’aggressione militare della Rus- sia, la crisi energetica, l’insicurezza alimentare, il peso del debito, l’inflazione e i cam- biamenti climatici hanno un impatto diretto anche sulla Svizzera. Secondo la Strategia di politica estera del Consiglio federale1, il mondo è sempre meno globale, occidentale e democratico, e sempre più frammentato, instabile e pericoloso. La Strategia di poli- tica economica esterna sottolinea inoltre le tendenze protezionistiche e l’importanza di filiere di produzione e approvvigionamento mondiali resilienti, oltre che della so- stenibilità delle relazioni economiche. Per tutelare i propri interessi in questo contesto impegnativo, la Svizzera dispone di determinati atout. La CI è uno degli strumenti che le permettono di reagire alle sfide globali. Risponde alle esigenze poste dalle sfide economiche e strutturali, dai cambia- menti climatici, dalle pandemie, dalla migrazione irregolare, e si presta alla gestione dei conflitti. Inoltre, promuove valori che fanno la forza della Svizzera: lo Stato di diritto e la democrazia, l’economia di mercato, i diritti umani, il dialogo, la solidarietà, i principi umanitari e il diritto internazionale umanitario. In un mondo divenuto insta- bile, la CI rafforza la credibilità e l’influenza della Svizzera sul piano internazionale. Contenuto La CI comprende gli strumenti dell’aiuto umanitario, della cooperazione allo svi- luppo, della cooperazione economica allo sviluppo e della promozione della pace e della sicurezza umana. Viene messa in atto dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e dal Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR). Il suo scopo generale è mettere fine alla povertà e favorire lo sviluppo sostenibile nelle sue tre dimensioni: economica, ambientale e sociale. Le sue basi giu- ridiche sono rappresentate dalla Costituzione federale (Cost.).
1 Cfr. SPE 2023–2027, in corso di elaborazione.
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Mantenere la rotta… L’orientamento strategico della CI è definito sulla base dei seguenti criteri: 1) bisogni locali; 2) interessi a lungo termine della Svizzera; 3) valore aggiunto della CI svizzera nel confronto internazionale. I quattro obiettivi della Strategia di cooperazione internazionale 2021–2024, che hanno permesso di reagire alle sfide e di assolvere efficacemente il mandato conferito, sono riconfermati. Le quattro regioni prioritarie, ossia Africa subsahariana, Medio Oriente e Nord Africa, Asia, Europa dell’Est, sono tuttora pertinenti e saranno man- tenute per il periodo 2025–2028. L’impegno della Svizzera è inteso a lungo termine al fine di consolidare i risultati ottenuti. Le modalità d’intervento nei Paesi prioritari continueranno a essere adattate ai cambiamenti repentini del contesto. … adeguando i nostri approcci La presente strategia si inscrive nel solco della continuità per quanto riguarda gli obiettivi strategici. Tuttavia, per far fronte alle sfide attuali, sono previsti i seguenti adeguamenti: • aumento del credito d’impegno per l’aiuto umanitario, giustificato da maggiori bisogni e dalla durata degli interventi sul campo; • revisione dell’elenco dei Paesi prioritari che, oltre ai Paesi prioritari della coo- perazione bilaterale allo sviluppo, include ora anche i Paesi colpiti da crisi uma- nitarie prolungate; • presa in conto degli aspetti che meritano un’attenzione particolare nel quadrien- nio 2025–2028; l’accento viene messo per esempio sulla promozione della de- mocrazia, la sanità, la migrazione, il settore privato e la lotta contro la fame; • un impegno multilaterale forte e focalizzato sulle sfide globali (pace, sicurezza, ambiente, nuove tecnologie, salute) che esigono risposte concertate e misure concrete per le persone; • azioni vicine alle esigenze delle persone, la cui gestione è affidata, nei limiti del possibile, ad attori locali per assicurarne la pertinenza e la continuità nel tempo; • un impegno di tutti gli attori (settore privato, mondo accademico, ONG, ammi- nistrazione pubblica) allo scopo di valorizzare le competenze della Svizzera; • la ricerca di sinergie nel finanziamento e nella conservazione dei beni pubblici globali (biodiversità, salute, acqua ecc.). In un mondo molto instabile, la presente strategia si propone di rafforzare la stabilità e la flessibilità delle misure della CI. La guerra in Ucraina e le sue conseguenze occu- pano un posto importante in questa strategia, ma la tradizione umanitaria della Sviz- zera e i suoi interessi impongono di mantenere l’impegno della CI anche nel resto del mondo.
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Indice
1 Situazione iniziale 6
1.1 Problematica e necessità del credito, importanza del progetto da
finanziare 6
1.1.1 Lotta contro la povertà e promozione dello sviluppo
sostenibile: un mandato costituzionale 6
1.1.2 Investimento a lungo termine per la sicurezza,
l’indipendenza e la prosperità della Svizzera 6
1.1.3 Risposta concreta alle sfide contemporanee 7
1.2 Progressi compiuti dalla cooperazione internazionale 7
1.2.1 Un impegno fruttuoso a lungo termine… 7
1.2.2 … messo a rischio in questi ultimi anni 8
1.2.3 Bilancio riguardante il messaggio sulla cooperazione
internazionale 2021–2024 10
1.3 Alternative esaminate 13
1.3.1 Rapporto con il programma di legislatura e le strategie del
Consiglio federale 14
1.4 Interventi parlamentari 14
2 Procedura preliminare, in particolare procedura di consultazione 15
2.1 Testo sottoposto a consultazione 15
2.2 Riassunto dei risultati della procedura di consultazione 15
2.3 Valutazione dei risultati della procedura di consultazione 15
3 Tenore del decreto di finanziamento 15
3.1 Proposta del Consiglio federale e motivazione 15
3.2 Scopi della CI 2025–2028 15
3.3 Orientamenti strategici 16
3.3.1 Criteri di analisi 16
3.3.2 Obiettivi 16
3.3.3 Focalizzazione geografica 24
3.4 Ucraina 28
3.4.1 Aiuto umanitario e cooperazione allo sviluppo 29
3.4.2 Ricostruzione 29
3.5 Modalità di attuazione 30
3.5.1 Strumenti 30
3.5.2 Impegno multilaterale 37
3.5.3 Azione locale e di prossimità 38
3.5.4 Nuove tecnologie 38
3.5.5 Valorizzazione delle competenze svizzere 39
3.5.6 Cooperazione con altri attori 39
3.6 Responsabilità dell’attuazione 41
3.6.1 Tre unità governative responsabili 41
3.7 Finanze 43
3.7.1 Crediti d’impegno 43
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3.7.2 Previsione del rincaro 49
4 Ripercussioni 49
4.1 Ripercussioni per la Confederazione 49
4.1.1 Ripercussioni finanziarie 49
4.1.2 Ripercussioni sulle spese proprie e sull’effettivo del
personale 50
4.2 Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni, per le città, gli
agglomerati e le regioni di montagna 52
4.3 Ripercussioni sull’economia 52
4.4 Ripercussioni sul sistema sanitario e sulla società 52
4.5 Ripercussioni sull’ambiente 52
4.6 Altre ripercussioni 52
5 Aspetti giuridici 53
5.1 Costituzionalità e legalità 53
5.2 Compatibilità con gli impegni internazionali della Svizzera 53
5.3 Forma dell’atto 54
5.4 Subordinazione al freno alle spese 54
5.5 Conformità alla legge sui sussidi 54
5.5.1 Importanza del sussidio per il raggiungimento degli
obiettivi perseguiti dalla Confederazione 54
5.5.2 Gestione materiale e finanziaria del sussidio 54
5.6 Procedura di concessione 55
5.7 Durata e struttura degli aiuti 55
Abbreviazioni 56 Glossario 59 Allegati 64 Decreti federali (Disegno) FF 2024 ...
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Messaggio (progetto)
1 Situazione iniziale
1.1 Problematica e necessità del credito, importanza del
progetto da finanziare
1.1.1 Lotta contro la povertà e promozione dello sviluppo
sostenibile: un mandato costituzionale L’impegno della CI svizzera trova fondamento nella Costituzione federale (Cost.), che prevede che la Confederazione svizzera promuova la prosperità comune e lo sviluppo sostenibile, e si impegni per la conservazione duratura delle basi naturali della vita e per un ordine internazionale giusto e pacifico2.
Nelle relazioni con l’estero, la Confederazione «si adopera per salvaguardare l’indi- pendenza e il benessere del Paese; contribuisce in particolare ad aiutare le popolazioni nel bisogno e a lottare contro la povertà nel mondo, contribuisce a far rispettare i diritti umani e a promuovere la democrazia, ad assicurare la convivenza pacifica dei popoli nonché a salvaguardare le basi naturali della vita»3. Un ulteriore obiettivo della CI è quello di contribuire alla politica economica esterna4. Il suo operato si ispira alla sua tradizione umanitaria e ai valori di responsabilità, uguaglianza e apertura al mondo.
La CI punta a lottare contro la povertà e a favorire lo sviluppo sostenibile nelle sue tre dimensioni: economica, ambientale e sociale. Agisce in conformità all’Agenda 2030 dell’ONU, seguendone gli orientamenti e contribuendo al raggiungimento dei suoi
17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS).
La CI esprime anche «la solidarietà, principio questo cui s’improntano fra l’altro le relazioni della Svizzera con la comunità internazionale, e [corrisponde] all’interdipen- denza a livello mondiale. [Essa poggia] sul mutuo rispetto dei diritti e degli interessi dei compartecipanti»5.
1.1.2 Investimento a lungo termine per la sicurezza,
l’indipendenza e la prosperità della Svizzera Il moltiplicarsi delle crisi e la rimessa in questione del quadro normativo internazio- nale hanno un impatto diretto sulla sicurezza e l’indipendenza della Svizzera a medio e lungo termine. La Confederazione si adopera per il mantenimento e il rafforzamento delle regole del diritto internazionale pubblico e dei diritti umani oltre che per un si- stema multilaterale forte e focalizzato. La CI promuove la pace e la sicurezza e crea prospettive per le popolazioni locali. Nel 2022, nel quadro dello studio annuale sulla sicurezza condotto dal Politecnico federale di Zurigo, il 78 per cento delle persone
2 RS 101, art. 2
3 RS 101, art. 54 cpv. 2
4 RS 101, art. 101 cpv. 1
5 RS 974.0, art. 2
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intervistate si è pronunciato a favore di un’intensifica- zione degli interventi di mediazione della Svizzera nei conflitti e il 68 per cento si è detto convinto che la Con- federazione dovrebbe puntare maggiormente sull’aiuto allo sviluppo6. Non è stata però posta alcuna domanda sulla questione del finanziamento. Un’economia aperta e fortemente globalizzata è un fat- tore chiave per la prosperità della Svizzera quale Paese esportatore. La CI favorisce l’accesso delle imprese sviz- zere a nuovi mercati nei Paesi in sviluppo, contribuendo all’incremento dei redditi e alla creazione di condizioni quadro favorevoli nei Paesi in questione. La CI consolida l’immagine della Svizzera all’estero e contribuisce alla sua reputa- zione internazionale di attore impegnato, innovativo e solidale con una forte tradizione democratica e umanitaria. Questo aumenta la sua influenza a livello internazionale, anche negli organismi multilaterali.
1.1.3 Risposta concreta alle sfide contemporanee
La CI costituisce uno degli strumenti di politica estera che permettono alla Svizzera di far fronte alle sfide globali. Risponde alle sfide poste dal cambiamento climatico, dalle pandemie, dai movimenti migratori e dalla gestione dei conflitti. Inoltre, pro- muove valori che fanno la forza della Svizzera: lo Stato di diritto e la democrazia, l’economia di mercato, i diritti umani, la parità di genere, il dialogo, la solidarietà, l’integrazione delle minoranze, i principi umanitari e il diritto internazionale umani- tario. Il quadro di riferimento a livello internazionale per la promozione dello sviluppo so- stenibile è rappresentato dall’Agenda 2030. Con i suoi 17 OSS, in particolare l’obiet- tivo 1 che mira a sradicare la povertà estrema entro il 2030, l’Agenda 2030 riguarda tutti i Paesi. Nel 2021, su questa base, il Consiglio federale ha approvato la Strategia per uno sviluppo sostenibile della Svizzera7 e il relativo piano d’azione. La CI assiste i Paesi in sviluppo aiutandoli ad attuare l’Agenda 2030 e li sostiene nella messa a punto di riforme che, se adottate, permetteranno loro di impegnarsi efficacemente al fianco della Svizzera per far fronte alle sfide globali.
1.2 Progressi compiuti dalla cooperazione internazionale
1.2.1 Un impegno fruttuoso a lungo termine…
Nell’ultimo mezzo secolo l’umanità ha realizzato progressi senza precedenti in ter- mini di prosperità, salute, sicurezza e qualità di vita. Trent’anni fa più del 35 per cento della popolazione mondiale (1,8 mia. di persone) viveva in condizioni di estrema po- vertà. Nel 2019 questa quota è scesa all’8,4 per cento (648 mio. di persone)8. Nel pe- riodo 2012–2017 il reddito del 40 per cento dei più poveri è aumentato, segno di una crescita inclusiva di cui hanno beneficiato maggiormente le persone più bisognose
6 www.css.ethz.ch > Sicherheit 2022: Aussen-, Sicherheits- und Verteidigungspolitische Mei- nungsbildung im Trend
7 www.are.admin.ch > Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030
8 www.worldpoverty.io > World Data Lab 2019
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rispetto all’insieme della popolazione in 53 Paesi9. Nell’anno 2000 il gruppo dei Paesi a basso reddito includeva 64 Stati, scesi a 28 nel 202310. La mortalità infantile è stata divisa per 2,5 dal 1990 a oggi11 e l’indice di copertura sanitaria universale è passato da 45 nel 2000 a 67 nel 201912. La CI svizzera ha contribuito attivamente a questi sviluppi positivi.
1.2.2 … messo a rischio in questi ultimi anni
Dal 2020, anno in cui è stata adottata la Strategia 2021–2024, il mondo ha conosciuto
Tanzania: notevoli progressi grazie a 40 anni di partenariato Dall’accordo di cooperazione tra la Svizzera e la Repubblica Unita di Tanzania siglato nel 1966 e in seguito all’apertura di un ufficio di cooperazione nel 1981, il Paese africano ha compiuto notevoli progressi in numerosi ambiti, e questo nono- stante la sua popolazione sia più che raddoppiata in 30 anni, passando da 26 a 61,7 milioni di persone. Ciò si traduce in un aumento dell’indice di sviluppo umano da basso (0,371) nel 1990 a medio (0,550) nel 2021 e in una riduzione del tasso di povertà dal 69,3 per cento (1991) al 44,9 per cento (2018). In questo lasso di tempo il PIL pro capite è passato da 167 a 1099 dollari; di conseguenza, nel 2020 la Banca Mondiale ha classificato la Tanzania come Paese a reddito medio-basso. La Svizzera ha contribuito a questi progressi in molti modi attraverso la sua CI. Fino alla fine degli anni 1990 ha concorso al potenziamento di numerose infra- strutture stradali che hanno contribuito allo sviluppo economico e a far uscire dall’isolamento le zone rurali. Dall’inizio degli anni 2000 fornisce un sostegno tecnico e finanziario alla lotta contro la malaria, grazie al quale in alcune aree la malattia è stata eradicata e il numero di decessi tra i bambini di età inferiore a cinque anni è diminuito di oltre il 50 per cento tra il 2005 e il 2016. Nel 2023 gli abitanti della Tanzania con meno di 24 anni costituiscono il 63 per cento della popolazione. A fronte di questo dato, la Svizzera punta ad accrescere le prospettive occupazionali remunerate dei giovani migliorando l’accesso, l’adeguatezza e la qualità delle opportunità di sviluppare competenze professionali non formali. Inol- tre, cerca di perfezionare il collegamento tra la domanda e l’offerta attraverso il coordinamento degli attori privati e pubblici.
grandi sconvolgimenti, in particolare la pandemia di COVID-19 e la guerra in Ucraina, che hanno avuto profonde ripercussioni sul piano sanitario, economico, am- bientale e sociale. Per la prima volta da 30 anni a questa parte, nel 2020 la povertà estrema è tornata a crescere13. Progressi promettenti in termini di sviluppo sostenibile si sono interrotti o invertiti, in particolare nelle regioni d’intervento della Strategia CI.
9 World Bank Group, Poverty and Shared Prosperity 2022
10 World Bank Group, Global Economic Prospects, giugno 2019 e giugno 2023
11 www.who.int > Child mortality and causes of death
12 www.who.int> Universal health coverage (uhc)
13 World Bank Group, Poverty and Shared Prosperity 2022
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Secondo il rapporto dell’ONU 2023 sullo stato di avanzamento degli OSS14, solo per il 12 per cento degli obiettivi si registrano passi avanti, mentre per circa un terzo di essi non vi sono stati progressi dal 2015 o si è osservato un peggioramento. Si stima che nel 2023 necessiteranno di assistenza umanitaria 339 milioni di persone in 68 Paesi. Si tratta di un aumento significativo rispetto al 201915. Nel 2022 il numero di persone sfollate ha raggiunto la soglia dei 100 milioni16. I rischi di peggioramento delle prospettive economiche aumentano17. La crescita demografica registrata dai Paesi meno avanzati richiederà investimenti considerevoli a livello di infrastrutture, energia, formazione e sanità. A fronte di queste sfide economiche e sociali, il numero di Paesi a rischio di default o in difficoltà con i pagamenti è raddoppiato, passando da
27 a 56 nel giro di sette anni18.
I cambiamenti climatici di origine antropica sono già all’origine di numerosi fenomeni meteorologici e climatici estremi in tutte le regioni del mondo, che provocano effetti nefasti su larga scala così come perdite e danni per la natura e le popolazioni19. Mai prima d’ora nella storia dell’umanità il degrado della biodiversità era avanzato a un ritmo tanto sostenuto20. In assenza di azioni concrete a favore del clima e dello svi- luppo, la Banca Mondiale ritiene che entro il 2030 un numero di persone compreso tra 32 e 132 milioni potrebbe cadere nella povertà estrema per ragioni climatiche e stima in 216 milioni il numero di persone sfollate all’interno dei rispettivi Paesi all’orizzonte 205021. A seguito di queste diverse crisi, un decimo della popolazione mondiale soffre la fame e una persona su tre ha problemi legati alla malnutrizione, come il sovrappeso e l’obe- sità che riguardano il 40 per cento degli adulti e il 20 per cento dei bambini22 nel mondo intero, di cui il 70 per cento nei Paesi a basso o medio reddito23. A livello mondiale, 700 milioni di persone potrebbero essere sfollate da qui al 2030 a causa di una forte penuria di risorse idriche24. Nel 2021 l’indice di democrazia ha fatto registrare il calo maggiore dal 2010 a questa parte25. Il regresso democratico e le tendenze autoritarie determinano un’erosione dei diritti civili e politici, ma anche di quelli economici, sociali e culturali. La perdita di diritti concerne soprattutto le donne e le minoranze, malgrado già col- mare le disparità riguardanti la partecipazione femminile al mercato del lavoro per- metterebbe di aumentare il PIL in media del 35 per cento26. Le donne e le ragazze
14 United Nations, General Assembly, Economic and Social Council May 2023: Progress towards the Sustainable Development Goals: Towards a Rescue Plan for People and Planet, Report of the Secretary-General (Special Edition), Advanced unedited version (pubblicazione a luglio 2023)
15 OCHA, Global Humanitarian Overview 2022
16 UNHCR, mid-year trend report 2022
17 www.imf.org > World economic outlook update > 2023
18 FMI Blog, Restructuring Debt of Poorer Nations Requires More Efficient Coordination
19 www.ipcc.ch > AR6 Synthesis Report: Climate Change 2023
20 www.ipbes.ch > Global Assessment Report on Biodiversity and Ecosystem Services 21 World Bank Group (2002), Groundswell Part 2: Acting on Internal Climate Migration
22 www.who.int > obesity and overweight
23 www.sciencedirect.com > Food policies and obesity in low- and middle-income countries
24 www.sdg6data.org > Sustainable development goal 6 on water and sanitation
25 The Economist Intelligence Unit, Democracy Index Report 2022
26 FMI Blog, economic gains from gender inclusion even greater than you thought, Christine Lagarde and Jonathan D.Ostry, novembre 2018
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subiscono le ripercussioni negative delle sfide globali in modo sproporzionato. In caso di crisi hanno possibilità di sopravvivenza fino a 14 volte inferiori e sono maggior- mente esposte al rischio di infortuni a causa dello squilibrio in materia di informazione e di accesso alle risorse e alla formazione27. Nei contesti di emergenza umanitaria, la violenza di genere colpisce fino al 70 per cento delle donne e delle ragazze 28. Il nu- mero di donne che soffrono la fame supera di 126 milioni quello degli uomini e il divario non cessa di allargarsi29.
1.2.3 Bilancio riguardante il messaggio sulla cooperazione
internazionale 2021–2024 La Strategia 2025–2028 tiene naturalmente conto di quanto accaduto nel periodo pre- cedente. Per un bilancio dettagliato si rimanda al rapporto finale sull’attuazione della Strategia CI 2021–202430. In questo capitolo sono esposti alcuni elementi chiave.
Valutazione e obbligo di rendiconto Nella Strategia 2021–2024 è stata riaffermata l’esigenza di una CI fondata su basi scientifiche. Ogni anno, al fine di favorire il processo di apprendimento istituzionale e adeguare gli approcci di conseguenza, sono state condotte su base indipendente e nel rispetto dei criteri stabiliti dall’OCSE31 oltre un centinaio di valutazioni di progetti e programmi. Nel corso del periodo 2021–2024 hanno fatto oggetto di valutazioni indipendenti le misure climatiche, la collaborazione con il settore privato, il buongo- verno, lo Stato di diritto e l’efficacia del dialogo con i Paesi partner32. Sul piano geo- grafico, è stato inoltre valutato l’impegno della CI nella regione del Mekong, in Ciad, nel Sudan del Sud e in Nepal. Nel 2023 la CI ha allestito un nuovo sistema digitale di gestione dei dati, che rafforza il monitoraggio e la valutazione in tempo reale. Si tratta di uno sforzo importante nell’ottica di un miglioramento continuo della qualità e della gestione dal punto di vista strategico33.
27 Peterson, 2007
28 2021.gho.unocha.org > Gender and Gender-Based Violence in Humanitarian Action
29 www.unwomen.org > Global Gendered Impacts of Ukraine Crisis
30 Riferimento da completare in seguito, quando il rapporto sarà disponibile.
31 www.oecd.org > DAC Criteria for Evaluating Development Assistance; pertinenza, coe- renza, efficacia, efficienza, impatto e sostenibilità. 32 Le valutazioni della DSC possono essere scaricate all’indirizzo www.dsc.admin.ch > Effetti > Rapporti della DSC > Rapporti di valutazione; quelle della SECO all’indirizzo www.seco- cooperation.admin.ch/ > Documentation > Rapports > Évaluations indépendantes
33 www.oecd.org > DAC Mid-term Review Switzerland 2022
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Risultati
Di seguito sono riportati alcuni esempi dei risultati raggiunti dall’aiuto umanitario, dalla cooperazione allo sviluppo e dalla promozione della pace nel quadro dei rispet- tivi programmi bilaterali e globali.
Figura 1: Esempi di risultati raggiunti nel biennio 2020–2021.
Il 68 per cento delle spese tra il 2020 e il 2021 (CHF 2,5 mia.) è stato destinato a progetti di promozione della parità di genere. Il quattro per cento di tutti i progetti (CHF 135 mio.) ha fatto di questo tema il proprio obiettivo principale.
A ciò si aggiungono i risultati ottenuti grazie ai contributi forniti dalla CI svizzera alle organizzazioni multilaterali e alle ONG svizzere. Sebbene i risultati siano convincenti, resta il fatto che la realizzazione di programmi in contesti complessi non è priva di sfide e che la portata dei risultati dipende anche da fattori che vanno oltre la CI. Nel periodo coperto dalla Strategia CI 2021–2024, la Svizzera si è focalizzata anche sui punti di seguito riportati. Collaborazione con il settore privato: i contributi del settore privato sono importanti per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. Secondo l’OCSE, il relativo
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deficit di finanziamento ammonta a 3,9 trilioni di dollari all’anno34. La Svizzera si adopera sia per potenziare il settore privato nei Paesi prioritari (cfr. sopra) sia per coinvolgerlo nel finanziamento dello sviluppo. Lanciata nel 2021, la Sustainable De- velopment Goal Impact Finance Initiative (SIFI) punta a generare degli investimenti privati per finanziare gli OSS nei Paesi in sviluppo attraverso l’uso di fondi pubblici e donazioni. Digitalizzazione: la trasformazione digitale ha registrato ovunque un’accelerazione sulla spinta dalla pandemia di COVID-19. Le nuove tecnologie sono applicate negli ambiti e nelle regioni della CI in forma di progetti che rispondono a esigenze sanitarie (p. es. accesso alle diagnosi) o a bisogni indotti dal confinamento (insegnamento e servizi governativi digitali ecc.). La Svizzera favorisce l’adozione di regole in materia di gestione e impiego delle tecnologie digitali e dei dati, come è avvenuto in occasione del Forum mondiale delle Nazioni Unite sui dati tenutosi a Berna nel 2021.
Impegno multilaterale: la Svizzera sostiene un sistema multilaterale efficiente, fo- calizzato e credibile. Le organizzazioni dell’ONU e le banche di sviluppo hanno svolto un ruolo importante nella reazione alle crisi provocate dalla pandemia di COVID-19 e dalla guerra in Ucraina. Per la Svizzera, queste istituzioni sono partner indispensabili nella lotta contro la povertà e a favore dello sviluppo sostenibile. Grazie al seggio nel Consiglio di sicurezza dell’ONU nel biennio 2023–2024, la Confedera- zione rafforza la propria posizione in seno alle Nazioni Unite. Nel 2022 la Conferenza di Lugano sulla ricostruzione dell’Ucraina (Ukraine Recovery Conference) e il vertice di Ginevra sull’efficacia della cooperazione allo sviluppo hanno riunito Stati, orga- nizzazioni multilaterali, società civile, settore privato e rappresentanti del mondo ac- cademico. Coerenza tra aiuto umanitario e cooperazione allo sviluppo: l’interazione (nexus) tra i diversi strumenti della CI – aiuto umanitario, cooperazione allo sviluppo, coope- razione economica allo sviluppo e promozione della pace – si rivela indispensabile per integrare l’aiuto di emergenza, la resilienza sociale e lo sviluppo economico a lungo termine. Un processo di apprendimento istituzionale35 ha consentito di mettere in evidenza queste interazioni. Gli insegnamenti tratti hanno permesso di strutturare la riorganizzazione interna della DSC «Fit for Purpose» nel 2022 tramite un avvicina- mento istituzionale dell’aiuto umanitario e della cooperazione allo sviluppo.
Lezioni apprese La CI svizzera è stata fortemente sollecitata nel corso del periodo 2021–2024. Dal contesto e dall’attuazione della strategia che ha coperto quel lasso di tempo sono stati tratti gli insegnamenti di seguito riportati. 1. Quadro strategico pertinente: gli orientamenti definiti nella Strategia CI 2021– 2024, ossia gli obiettivi di sviluppo, i focus e la focalizzazione geografica, si sono dimostrati pertinenti e hanno permesso di adempiere il mandato attribuito. L’attenzione particolare per il clima viene mantenuta. La gestione delle crisi ha
34 www.oecd.org> Global outlook on financing for sustainable development 2023
35 A Learning Journey on the Triple Nexus, gennaio 2022 (rev. ottobre 2022), DSC.
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dimostrato il ruolo fondamentale della resilienza economica. Cresce l’impor- tanza della promozione sistematica del settore privato e di buone condizioni quadro economiche nei Paesi in sviluppo. La collaborazione con il settore pri- vato e l’impiego delle nuove tecnologie sono confermati e approfonditi. Alla luce del contesto, alcuni aspetti esigono un’attenzione supplementare nel pe- riodo 2025–2028: è il caso, per esempio, della sanità, della sicurezza alimentare e della promozione della democrazia. 2. Agilità indispensabile: gli effetti della pandemia di COVID-19, la guerra in Ucraina, i colpi di Stato in Myanmar, Mali, Burkina Faso e Afghanistan, il so- vraindebitamento degli Stati, la crisi alimentare acuta e la frequenza elevata delle catastrofi naturali hanno richiesto l’adattamento di numerosi interventi. A fronte del moltiplicarsi delle crisi, la forza della CI svizzera è di restare flessibile e adattare le modalità d’intervento in caso di cambiamenti repentini del contesto. Questa agilità sarà ulteriormente rafforzata nel periodo 2025–2028.
3. Bisogni umanitari in aumento: il numero di persone che necessitano di aiuto
umanitario urgente è aumentato in modo significativo rispetto al 2019 (n. 1.2.2). Questa situazione ha condotto il Consiglio federale a richiedere, tra il 2021 e il 2024, diversi crediti aggiuntivi legati in particolare a quanto è accaduto in Af- ghanistan e in Ucraina. Un aumento dal 20 al 25 per cento dell’incidenza del credito d’impegno «Aiuto umanitario» sul preventivo totale nella Strategia 2025–2028 è quindi giustificato, considerate le prospettive di crescita dei biso- gni a medio termine. 4. Think global, act local: per far fronte alla natura globale delle crisi contempora- nee sono necessarie una risposta concertata e misure collettive internazionali. Le risposte concrete devono invece essere declinate con la massima prossimità alle persone ed essere gestite nei limiti del possibile dagli attori locali. Il coor- dinamento tra gli attori della CI e i partenariati con i governi, il settore privato e la società civile attivi sul posto sono essenziali per l’appropriazione locale e la continuità degli sforzi di sviluppo.
1.3 Alternative esaminate
A lungo termine, l’aiuto pubblico allo sviluppo aspira a un mondo nel quale la sua funzione non sia più necessaria. La CI è regolarmente oggetto di discussioni riguar- danti i suoi approcci e i ruoli svolti dallo Stato, dal settore privato e dalla società civile nella riduzione della povertà e nello sviluppo sostenibile.
In molti Paesi in sviluppo gli investimenti diretti esteri, le risorse mobilitate interna- mente e le rimesse dei migranti che lavorano all’estero superano di gran lunga l’am- montare dell’aiuto pubblico allo sviluppo. Il finanziamento pubblico resta tuttavia es- senziale per favorire il dialogo con le istituzioni statali dei Paesi in sviluppo, migliorare le condizioni quadro e definire norme internazionali. La CI rimane impor- tante per promuovere l’inclusione sociale, il principio di non discriminazione e le pari opportunità, oltre che per contribuire agli sforzi internazionali in caso di crisi e cata- strofi naturali.
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Per far fronte alle crisi globali, la CI deve sostenere tre sfide. In primo luogo, è esortata sempre più spesso a finanziare misure volte a garantire la conservazione dei beni pub- blici globali (p. es. la biodiversità, la salute e il clima), un aspetto che va oltre il suo mandato e le sue capacità. Per raggiungere gli OSS dell’Agenda 2030 risultano in effetti necessari investimenti pari a circa il 4 per cento del PIL mondiale. In secondo luogo, la CI deve fornire risposte alle crisi acute, talvolta a scapito di interventi a lungo termine che permettano di lavorare sulle loro cause strutturali. In terzo luogo, il pro- liferare di attori nel settore dello sviluppo fa crescere le necessità di coordinamento, e quindi i costi. Lo sforzo richiesto trascende dunque la CI e riguarda tutti gli attori delle nostre società.
1.3.1 Rapporto con il programma di legislatura e le
strategie del Consiglio federale La Strategia CI 2025–2028 è conforme agli indirizzi e agli obiettivi fissati nella pia- nificazione della legislatura 2023–2027, in particolare per quanto riguarda le opera- zioni a favore della pace, la coerenza degli interventi sul piano internazionale (obiet- tivi da 13 a 17) e la protezione del clima e delle risorse naturali (obiettivi 19 e 21). Contribuisce inoltre al raggiungimento degli obiettivi in materia di prosperità sosteni- bile e di opportunità offerte dalla tecnologia digitale (1, 3 e 7)36. La Strategia CI rientra nello schema a cascata della Strategia di politica estera del Consiglio federale. Gli obiettivi (n. 3.3.2) e gli strumenti (n. 3.5.1) della CI si inscrivono tra le priorità delle strategie di politica estera, di politica economica esterna37 e di sviluppo sostenibile 2020–2030 (SSS 2030)38.
Coerenza delle politiche Alcune politiche settoriali della Confederazione hanno un impatto significativo sui Paesi in sviluppo. La coerenza dei diversi impegni assunti dalla Svizzera nelle sue relazioni esterne è importante. Il Consiglio federale si occupa del coordinamento per quanto riguarda gli ambiti finanziari e fiscali, il commercio, gli investimenti, la re- sponsabilità d’impresa, le questioni migratorie, le problematiche ambientali e clima- tiche, e il settore sanitario. In questo modo garantisce la coerenza delle proprie deci- sioni. I due dipartimenti incaricati dell’attuazione della Strategia CI (il DFAE con la DSC e la SES/DFAE e il DEFR con la SECO) assicurano la piena collaborazione reciproca e con gli uffici a cui fanno capo le politiche settoriali.
1.4 Interventi parlamentari
(Capitolo da aggiornare entro febbraio 2024) Il Consiglio federale propone di togliere dal ruolo gli interventi parlamentari di seguito riportati. Mozione 22.3534 Sommaruga «Cooperazione internazionale. Sviluppo del settore privato locale nei Paesi prioritari della cooperazione internazionale della Svizzera»: il Consiglio federale rafforza ulteriormente il proprio impegno nella presente Strategia.
36 Cfr. comunicato stampa del Consiglio federale dell'11.01.23.
37 www.seco.admin.ch > Strategia di politica economica esterna
38 www.are.admin.ch > Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030
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Mozione 22.3144 Schneider-Schneiter «La sanità, nuova priorità della cooperazione internazionale»: il Consiglio federale si focalizza anche su questo tema nella presente strategia.
2 Procedura preliminare, in particolare procedura di
consultazione
2.1 Testo sottoposto a consultazione
2.2 Riassunto dei risultati della procedura di
consultazione
2.3 Valutazione dei risultati della procedura di
consultazione
3 Tenore del decreto di finanziamento
3.1 Proposta del Consiglio federale e motivazione
Il Consiglio federale propone di accordare cinque crediti d’impegno per un importo totale di 11,45 miliardi di franchi per il periodo 2025–2028 per il proseguimento della CI. Un raffronto con le cifre dell’ultimo messaggio e quelle sottoposte alla consultazione pubblica sarà incluso in seguito.
3.2 Scopi della CI 2025–2028
La riduzione della povertà e la promozione dello sviluppo sostenibile costituiscono la «ragion d’essere» della CI. Gli scopi della CI sono definiti negli articoli 5 e 7 della legge federale del 19 marzo 197639 su la cooperazione allo sviluppo e l’aiuto umani- tario internazionali (di seguito «legge cooperazione e aiuto umanitario») e nell’arti- colo 2 della legge federale del 19 dicembre 200340 su misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell’uomo (di seguito «legge pace e diritti umani»).41
39 RS 974.0 40 RS 193.9
41 Per le basi legali, cfr. allegato 3.
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3.3 Orientamenti strategici
3.3.1 Criteri di analisi
I tre criteri sulla base dei quali è stato definito l’orientamento strategico della Strategia CI 2021– 2024, essendosi dimostrati adeguati, restano validi anche per il periodo 2025–2028. La loro pondera- zione varia in funzione del contesto e del tipo di strumento impiegato.
1) Bisogni locali L’analisi dei bisogni delle popolazioni dei Paesi in sviluppo tiene conto della situa- zione umanitaria, del livello di povertà, della capacità dei Paesi di mobilitare risorse proprie e delle sfide in materia di sviluppo sostenibile. Vengono inoltre presi in con- siderazione la creazione di posti di lavoro dignitosi, la gestione delle risorse naturali, l’accesso a servizi di base di qualità, il buongoverno e il rispetto dei diritti umani.
2) Valore aggiunto della CI svizzera Il valore aggiunto della CI svizzera rispetto a quella di altri attori è determinato da conoscenze specifiche, competenze attestate, capacità d’innovazione e dalla sua espe- rienza nei campi in questione. L’apertura alle riforme e la volontà del Paese partner di collaborare con la Svizzera in uno specifico settore permettono di ottenere maggiori risultati. Questi aspetti sono presi in considerazione nel quadro dell’analisi. Anche la tradizione umanitaria della Svizzera, la sua democrazia, il suo federalismo, l’assenza di un passato coloniale e la sua funzione di Stato ospite con la Ginevra internazionale rappresentano un valore aggiunto.
3) Interessi a lungo termine della Svizzera La Svizzera opera per la pace, la libertà, i diritti umani, la democrazia, la conserva- zione delle risorse naturali, il benessere, un ordine internazionale giusto e basato sul diritto, e lo sviluppo sostenibile nelle sue tre dimensioni: ecologica, economica e so- ciale. La sicurezza e la stabilità internazionali, incluse le problematiche legate al clima e ai flussi migratori, rappresentano interessi essenziali per la sua prosperità.
Cinque principi guidano l’azione della CI svizzera in questo contesto impegnativo: agilità, efficienza, coerenza, cooperazione e responsabilizzazione.
3.3.2 Obiettivi
Sviluppo umano, sviluppo economico sostenibile, clima e ambiente, pace e buongo- verno: i quattro obiettivi definiti per la Strategia 2021–2024 risultano essere ancora pertinenti a fronte delle sfide attuali e sono quindi riconfermati.
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Si rafforzano a vicenda e sono interdipendenti. Lo svi- luppo economico favorisce lo sviluppo umano e la tutela dell’ambiente, mentre la garanzia della pace e dello Stato di diritto è una condizione quadro per lo sviluppo sostenibile. Per ciascuno dei quattro obiettivi di sviluppo, la Sviz- zera ha stabilito obiettivi specifici che guidano la defi- nizione delle priorità operative. Gli obiettivi di sviluppo e gli obiettivi specifici sono oggetto di un monitoraggio che permette di misurare i risultati ottenuti nel periodo coperto dalla strategia. In tutti i suoi interventi, la Svizzera si impegna a promuovere la parità di genere, il buongoverno e un approccio fondato sui diritti umani.
Sviluppo umano: salvare vite, alleviare la sofferenza umana e favorire l’accesso a servizi di base di qualità per le popolazioni più povere
I servizi di base comprendono in particolare le infrastrutture sanitarie, le cure essenziali, un’istruzione di qualità e i sistemi di protezione sociale. Gli interventi della CI puntano a migliorare l’accessibilità, la qualità e il grado di copertura di questi servizi, a prescindere che siano forniti da attori pubblici o privati. Spesso, in caso di crisi e di conflitti, questi servizi essenziali non sono più garantiti. Tramite l’aiuto umanitario, la CI svizzera fa sì che le persone e le comunità vulnerabili possano soddisfare i propri bisogni. Al cuore dell’impegno svizzero figurano anche la protezione dell’integrità delle persone minacciate, dei profughi e degli sfollati interni, il sostegno alle vittime di violenze sessuali o basate sul genere e la garanzia di accesso all’istruzione in situazioni di emergenza. La CI conduce iniziative bilaterali e multi- laterali per il rispetto e l’attuazione dei principi umanitari e del diritto internazionale umanitario nelle zone di conflitto oltre che per la protezione della popolazione civile. Per esempio, vengono messi a disposizione agenti di polizia e giuristi per missioni di mantenimento della pace. La CI perora inoltre per il rispetto dei principi umanitari presso gli attori coinvolti. In considerazione del contesto internazionale, la CI svizzera aumenta dal 20 al 25 per cento l’incidenza del credito d’impegno «Aiuto umanitario» sul preventivo totale per il periodo 2025–2028. Per la Strategia 2025–2028 l’accento è posto su due obiettivi specifici: la migrazione e la sanità.
Migrazione: la CI lavora sulle opportunità e le sfide connesse ai movimenti migratori. Da un lato, la migrazione contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile grazie alle rimesse dei migranti verso i Paesi d’origine a basso e medio reddito (USD 626 mia. nel 202242). Dall’altro, la migrazione irregolare e lo sfolla- mento forzato hanno conseguenze drammatiche per le persone coinvolte. A breve ter- mine la CI migliora le condizioni di vita delle persone sfollate e garantisce protezione ai profughi nei primi Paesi d’accoglienza. A medio termine punta a creare prospettive
42 www.worldbank.org> remittances grow 5 percent 2022
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e a trovare soluzioni per l’integrazione dei migranti e delle persone sfollate nei Paesi partner. A lungo termine la CI agisce sulle cause profonde della migrazione irregolare e forzata, come la povertà, l’assenza di opportunità economiche, l’impossibilità di ac- cedere a servizi di base, i conflitti armati, le violazioni sistematiche dei diritti umani o le catastrofi ambientali.
Sanità: a breve termine la CI investe nella risposta rapida alle crisi sanitarie, a medio termine sostiene le campagne in materia di salute pubblica e igiene, come pure il raf- forzamento delle funzioni che rendono un sistema sanitario resiliente e capace di pre- venire e gestire le crisi, e a lungo termine promuove la creazione di condizioni di vita sane, in grado di mantenere le persone in buona salute e di evitare malattie come le zoonosi («one health»). A questo scopo, la CI interviene su fattori determinanti per la salute quali l’istruzione, la qualità dell’aria, l’alimentazione, l’acqua e i servizi igie- nico-sanitari. Sul piano bilaterale, la sanità è una priorità della CI in 20 Paesi prioritari della DSC. La Svizzera sostiene inoltre organizzazioni multilaterali come l’Organiz- zazione mondiale della sanità (OMS), il Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’HIV/AIDS (UNAIDS) e strutture specifiche come il Fondo globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria. Insieme al settore privato, la CI si adopera a favore dello sviluppo e dell’accessibilità di prodotti e tecnologie medici innovativi e promuove soluzioni digitali all’avanguardia.
Reazione alla pandemia di COVID-19 La Svizzera ha contribuito alla lotta globale contro la pandemia di COVID-19 con
460 milioni di franchi nel quadro di iniziative multilaterali, come «Access to
COVID 19 Tools /ACT-A» (parità di accesso e di disponibilità in particolare nei contesti fragili) e la distribuzione di quasi 1,8 miliardi di dosi di vaccino a 87 Paesi a basso o medio reddito attraverso il meccanismo COVAX-AMC. Ha inoltre par- tecipato all’equipaggiamento di ospedali, principalmente in Asia, mediante 14 for- niture di beni di prima necessità. Oltre agli interventi in ambito sanitario, la Sviz- zera ha permesso di realizzare progetti di insegnamento a distanza per bambini e di garantire sostegno a lavoratori del settore informale. L’economia locale di re- gioni fortemente toccate da questa crisi (Perù, Tunisia e Albania) è stata rafforzata grazie a programmi di stabilizzazione fiscale, finanziaria e monetaria condotti dalla SECO. Il Swiss Investment Fund for Emerging Markets (SIFEM) ha sostenuto alcune PMI garantendo loro liquidità supplementare e ha investito in una società africana che produce vaccini contro la COVID-19. L’audit del Controllo federale delle finanze sulle sovvenzioni delle misure contro la COVID-19 nei Paesi in svi- luppo (https://www.efk.admin.ch/it/) mostra che gli investimenti della DSC in rea- zione alla crisi provocata dalla pandemia sono basati su criteri chiari e un’analisi approfondita dei bisogni, sul vantaggio comparativo della Svizzera, nonché su con- siderazioni riguardanti l’efficacia e il rapporto costi/benefici.
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Sviluppo economico sostenibile: creare posti di lavoro dignitosi tramite condizioni quadro appropriate, un tessuto economico locale e il settore privato
La Svizzera sostiene i Paesi in sviluppo nella transizione verso un’economia formale, nello sviluppo del settore privato, nella realizzazione di cambiamenti strutturali a li- vello regionale, nazionale e locale e nella loro integrazione nell’economia mondiale. Le attività della CI mirano a creare prospettive di impiego dignitose e ad agevolare l’accesso delle persone e delle imprese ai mercati e alle opportunità economiche. In questo modo la CI genera benessere e una crescita economica inclusiva e sostenibile nei Paesi in sviluppo, favorendo la diversificazione e la resilienza delle economie na- zionali e preservando al contempo le risorse naturali. A trarre beneficio da queste mi- sure sono anche le fasce di popolazione più svantaggiate. Tenuto conto del contesto, per la Strategia 2025–2028 l’accento viene posto su due obiettivi specifici: le piccole e medie imprese locali e le istituzioni pubbliche. Piccole e medie imprese (PMI) locali: nei Paesi in sviluppo la CI promuove il settore privato, in particolare le PMI, al fine di agevolare la creazione di posti di lavoro di- gnitosi. L’occupazione e la formalizzazione dell’economia sono fattori chiave per lo sviluppo economico e la riduzione della povertà. La CI facilita lo sviluppo sistemico dei mercati dei capitali e l’accesso delle PMI a finanziamenti sostenibili per favorirne l’inclusione finanziaria e la crescita. In tale contesto, promuove strumenti di finanzia- mento che consentono di mobilitare investimenti privati, inclusi quelli a impatto so- ciale e ambientale positivo in imprese promettenti. Viene valorizzato anche lo svi- luppo economico locale attraverso il consolidamento delle catene di valore delle PMI, che vengono agevolate nell’accesso ai mercati globali. Queste ultime possono essere a loro volta sensibilizzate per quanto riguarda la protezione dei loro diritti di proprietà intellettuale e la relativa capitalizzazione. Prendendo spunto dal sistema di formazione professionale svizzero che privilegia lo sviluppo delle competenze, la CI si adopera a favore di una formazione professionale fondata su un’istruzione di base di qualità che risponda alle esigenze del mercato del lavoro e funga da tramite tra il settore privato e le istituzioni di formazione pubbliche. In collaborazione con il settore privato, la CI rafforza gli standard internazionali e promuove le buone pratiche in materia di ge- stione responsabile delle imprese per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, eco- nomica e sociale, inclusi la parità di genere e il rispetto dei diritti umani. Istituzioni pubbliche: la CI rafforza le istituzioni pubbliche che plasmano la vita eco- nomica. Le condizioni quadro sono consolidate tramite una buona gestione delle ri- sorse pubbliche, la lotta alla corruzione, una politica economica e commerciale sta- bile, e un ambiente propizio a investimenti di qualità. La CI contribuisce al buongoverno economico e alla stabilità delle politiche fiscali, finanziarie e monetarie. Favorisce inoltre gli scambi commerciali dei Paesi partner allestendo sistemi com- merciali moderni e porta avanti il proprio impegno di lunga data nella gestione del debito pubblico. Lo sviluppo di infrastrutture sostenibili ed efficienti in termini di uti- lizzo delle risorse naturali per i servizi idrici, igienico-sanitari, l’energia e i trasporti pubblici, come anche la gestione efficiente e inclusiva delle città, contribuiscono a promuovere buone condizioni quadro.
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Clima e ambiente: garantire uno sviluppo rispettoso dell’ambiente, resiliente ai cambiamenti climatici e alle catastrofi naturali, a favore delle persone più svantaggiate I cambiamenti climatici e il degrado dell’ambiente riguardano tutte le regioni del globo. Da un lato, tra i Paesi in sviluppo figurano economie e popolazioni a basso reddito che emettono esigue quantità di gas a effetto serra, ma la cui sussistenza di- pende in larga misura dalle risorse naturali disponibili in loco. Queste popolazioni sono tra quelle che soffrono maggiormente dell’impatto dei cambiamenti climatici43 e dalla perdita di biodiversità44. Dall’altro lato, si trovano economie e popolazioni a medio reddito che hanno intrapreso un processo di industrializzazione e le cui emis- sioni di gas a effetto serra stanno aumentando considerevolmente con un impatto ne- gativo sul clima. Per far fronte a queste sfide, la Svizzera adotta due tipi di approccio in risposta ai cambiamenti climatici: l’adattamento e la mitigazione. Da un lato rinforza la resilienza dei Paesi in sviluppo con metodi di adattamento efficaci, per esempio tramite la pro- duzione di varietà vegetali nutrienti e resistenti alla siccità. Dall’altro, contribuisce alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (mitigazione) attraverso misure di protezione del clima, per esempio sostenendo lo sviluppo urbano a ridotte emissioni di anidride carbonica o la transizione verso energie rinnovabili. La CI sostiene la protezione del clima e dell’ambiente, la gestione sostenibile delle risorse naturali, la riduzione dei rischi (p. es. strutture di gestione delle crisi e sistemi di allerta precoce) al fine di proteggere le popolazioni e di limitare le perdite econo- miche, e contribuisce alla conservazione e all’uso sostenibile della biodiversità, degli ecosistemi (p. es. montagne, foreste), così come delle funzioni e dei servizi connessi (alimentazione, acqua potabile o aria pulita), che costituiscono la base del benessere umano e dell’economia. Lavorando con i governi e le istituzioni finanziarie e sostenendo i negoziati interna- zionali, la CI contribuisce a ridurre i rischi connessi alle catastrofi, alla desertifica- zione e alla perdita di biodiversità. La Svizzera sprona inoltre le organizzazioni mul- tilaterali a integrare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi45 e della Convenzione sulla diversità biologica46 nell’insieme delle loro attività. Tenuto conto del contesto, per la Strategia 2025–2028 l’accento viene posto su tre obiettivi specifici: la lotta contro la fame, l’acqua e la transizione energetica. Lotta contro la fame: con la sua azione umanitaria la Svizzera fornisce aiuti e pro- grammi alimentari per i bambini e le persone vulnerabili. A medio termine rafforza la resilienza delle famiglie contadine e delle popolazioni, dalla produzione al consumo, e nel rispetto dei principi dell’agroecologia, garantendo anche l’accesso a cibo sano, nutriente, a prezzi abbordabili e in quantità sufficiente.
43 www.ipcc.ch> IPCC 2023, Synthesis Report of the Sixth Assessment Report
44 www.ipbes.net> IPBES Global Assessment Report 2019
45 www.unfccc.int> L’Accord de Paris
46 www.cbd.int> The Convention on Biological Diversity
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La CI lavora inoltre sulle cause strutturali della malnutrizione e sostiene a lungo ter- mine la transizione verso sistemi alimentari sostenibili, equi, resistenti alle crisi e ri- spettosi della salute umana e di quella ambientale. Questo impegno viene portato avanti nel quadro del dialogo politico bilaterale e multilaterale, per esempio tramite la promozione del diritto all’alimentazione e incentivi volti a stimolare le PMI e la ri- cerca pubblica in ambito agroalimentare.
Crisi alimentare I cambiamenti climatici e i conflitti hanno contribuito al deterioramento della si- tuazione alimentare in numerose regioni del globo a partire dal 2014. La pandemia di COVID-19 e la guerra in Ucraina hanno aggravato la situazione provocando un ulteriore aumento dei prezzi. A fine 2022, 49 milioni di persone in 49 Paesi erano minacciate dalla fame. In linea con la priorità della CI svizzera, nel 2022 la DSC ha aumentato del 7 per cento i suoi finanziamenti in questo ambito. Nel 2021 e nel 2022 sono stati destinati alla lotta contro la fame, alla sicurezza alimentare e alla trasformazione verso sistemi alimentari sostenibili 715 0milioni di franchi. Questi contributi sono stati stanziati in particolare a favore del Programma ali- mentare mondiale (CHF 204,5 mio.) e dell’aiuto alimentare umanitario nel quadro di progetti bilaterali nelle regioni maggiormente colpite dalla crisi alimentare (Corno d’Africa, Burkina Faso, Afghanistan e Laos).
Acqua: a breve e medio termine la Svizzera favorisce l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari per le persone più vulnerabili. A medio e lungo termine promuove una gestione sostenibile delle risorse idriche prendendo in considerazione il ciclo dell’acqua nella sua globalità. La Svizzera si adopera per la tutela dei bacini imbriferi e per approcci basati sulla natura al fine di gestire le risorse idriche in modo sosteni- bile. Sostiene iniziative volte a favorire il miglioramento della qualità dell’acqua e un’utilizzazione più efficiente di questa risorsa, puntando in particolare sulla forma- zione, l’adeguamento delle condizioni quadro, il rafforzamento dei servizi idrici e igienico-sanitari, come anche sulla loro regolamentazione e il loro finanziamento so- stenibile, coinvolgendo il settore privato. La CI promuove il diritto di accesso all’ac- qua potabile. L’acqua è inoltre di centrale importanza per la promozione della pace, con iniziative (Blue Peace) che puntano a una migliore gestione delle risorse idriche transfrontaliere per ridurre i rischi di conflitti. Transizione energetica: la Svizzera si focalizza sull’accesso a energie rinnovabili e abbordabili, sull’efficienza energetica, sull’uso efficiente delle risorse – anche attra- verso l’economia circolare –, sulla mobilità verde e sull’urbanizzazione integrata. In- terviene con soluzioni basate sul miglioramento della produzione industriale, della riduzione dell’utilizzo di materie prime e dell’utilizzo sostenibile delle risorse natu- rali, nonché sviluppando condizioni quadro e strumenti finanziari (p. es. obbligazioni verdi) che permettono di accelerare gli investimenti pubblici e privati nei settori con- nessi al clima. Favorisce infine la transizione energetica con la soppressione delle sovvenzioni alle energie fossili, la tassazione del carbonio e il rafforzamento delle capacità delle aziende attive nel settore dell’energia elettrica.
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Pace e buongoverno: risolvere i conflitti, promuovere la pace, la de- mocrazia e lo Stato di diritto, far rispettare i diritti umani Al fine di risolvere i conflitti e promuovere la pace, la Svizzera instaura processi di dialogo volti a impedire lo scoppio di conflitti violenti o a creare le condizioni di riconciliazione. A questo scopo, ricorre a interventi di media- zione e facilitazione, alla messa a disposizione di competenze e a programmi di poli- tica di pace. Opera per una pace sostenibile e accorda un’attenzione particolare all’in- clusività. La CI dispone di competenze specifiche in materia di elaborazione del passato e lotta contro l’impunità. Sostiene istituzioni e processi democratici come anche la creazione di condizioni quadro per elezioni libere e pacifiche; promuove lo Stato di diritto e la partecipazione ai processi politici, su basi paritarie, di donne e uomini, minoranze e gruppi marginalizzati. Parallelamente, la CI agisce sulle cause strutturali dei conflitti, favorisce un accesso equo a servizi di base di qualità per ogni persona e si adopera affinché tutti abbiano prospettive per il futuro. Inoltre, contribuisce alla coesione sociale e alla convivenza pacifica, in particolare attraverso la promozione del dialogo, dell’arte e della cultura. Nei suoi programmi e nelle sue iniziative privilegia un approccio sensibile ai conflitti e si accerta di intervenire senza nuocere («do no harm»).
Promozione della pace in Colombia In Colombia, nell’ambito di un impegno a lungo termine, la Svizzera contribuisce a una pace inclusiva e duratura. Sostiene e incentiva le iniziative di dialogo allo scopo di lottare contro la violenza, in particolare quella a danno della popolazione civile, e di attuare meccanismi efficaci per la risoluzione e la prevenzione dei con- flitti. Di conseguenza, dalla fine del 2022 la Svizzera agevola, in qualità di membro formale del gruppo di Stati accompagnatori, il processo di pace tra il Governo colombiano e il gruppo di guerriglieri dell’Esercito di liberazione nazionale (ELN). Dall’attuazione dell’accordo di pace con l’ex gruppo di guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC), la Svizzera promuove la par- tecipazione della popolazione civile ai processi politici e si adopera per favorire il dialogo tra quest’ultima e le autorità locali. Inoltre la Svizzera contribuisce al sistema di elaborazione del passato istituito nell’ambito dell’accordo di pace con- dividendo le proprie conoscenze in materia. Questo sistema aiuta ad affrontare i crimini commessi, a far sì che gli autori ne rispondano e concorre alla riconcilia- zione e alla prevenzione di futuri atti di violenza.
Tenuto conto del contesto, per la Strategia 2025–2028 l’accento viene posto su tre obiettivi specifici: il rafforzamento delle istituzioni democratiche, i diritti di parteci- pazione e la parità di genere, lo Stato di diritto e la separazione dei poteri. Rafforzamento delle istituzioni democratiche: la Svizzera promuove il rispetto dei diritti umani e il buongoverno come mezzi di prevenzione dei conflitti. Si concentra sulla promozione delle istituzioni democratiche a tutti i livelli – compreso quello lo- cale –, sul decentramento e sulla partecipazione inclusiva (società civile, donne, mi- noranze), e sostiene gli attori della società civile che operano a questo stesso scopo.
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Accompagna inoltre lo sviluppo di meccanismi di responsabilizzazione, anche tramite la giustizia, i dati, la cultura e i media, e favorisce le condizioni quadro per la libertà e la diversità dei media come anche per la lotta contro la disinformazione. Diritti di partecipazione e parità di genere: la Svizzera rafforza la società civile quale strumento per la promozione della democrazia, il controllo dell’attività dello Stato e i relativi meccanismi di responsabilizzazione. Si impegna per la partecipazione politica, economica e sociale di ogni individuo, in particolare dei più vulnerabili, come le persone disabili. Un’attenzione particolare è riservata alla partecipazione paritaria delle donne in tutti gli ambiti della vita politica, economica e sociale. La CI sostiene l’inclusione delle donne nei colloqui di pace e pone un accento particolare sulla lotta contro la violenza di genere, anche tramite un approccio psicosociale. Combatte la discriminazione e i fattori di esclusione, e promuove la parità di genere, in particolare per quanto riguarda l’accesso alle risorse, ai servizi pubblici e ai processi decisionali. Persegue inoltre l’obiettivo di aumentare il numero dei suoi programmi volti a realiz- zare cambiamenti strutturali nell’intento di posizionarsi nella media dei Paesi OCSE/CAS47. Stato di diritto e separazione dei poteri: la Svizzera si prodiga per il rafforzamento dello Stato di diritto sia sul piano bilaterale che su quello multilaterale. La CI sostiene i parlamenti, i governi e le amministrazioni nazionali e locali affinché siano in grado di farsi carico delle loro funzioni essenziali di legislazione, esecuzione, rappresen- tanza e controllo. Si mobilita per far sì che i compiti pubblici siano svolti secondo le regole fissate, in maniera efficiente e nell’interesse della popolazione. La lotta alla
Da informale a formale: diritti di proprietà fondiaria, identità giuridica Per lottare contro la povertà e la fame è essenziale garantire il diritto di accesso, di utilizzo e di possesso delle terre. Il diritto di proprietà è anche un elemento chiave per l’imprenditoria, l’accesso ai finanziamenti e le riforme fiscali. La Svizzera apporta il proprio sostegno ai governi nell’elaborazione, nell’attua- zione e nel monitoraggio di politiche di utilizzo delle terre (p. es. catasti) traspa- renti ed eque. La DSC collabora a stretto contatto con il Centro africano per le politiche fondiarie («African Land Policy Centre»), che è responsabile dell’at- tuazione della politica fondiaria dell’Unione africana. A livello internazionale, questo sostegno prende la forma di aiuti alle organizzazioni multilaterali e di reti regionali. Grazie a questo impegno, 115 000 piccoli agricoltori (di cui il 29 % donne) hanno acquisito diritti fondiari nel 2021 e nel 2022. La DSC si adopera inoltre affinché in futuro i grandi investimenti fondiari privati siano migliorati tramite meccanismi negoziati tra i governi, le imprese, le popolazioni coinvolte e le ONG. L’accesso alle terre come a numerosi altri servizi, come la formalizzazione di un’impresa, è possibile unicamente con un’identità ufficiale. La registrazione allo stato civile risulta essenziale per l’identità di ogni persona ed è un presup- posto fondamentale per il rispetto dei diritti umani. L’accesso diretto allo stato civile e la registrazione dei figli sono attività sostenute dalla DSC, in particolare nel quadro dell’aiuto ai servizi comunali.
47 www.oecd.org > DAC Mid-term Review Switzerland 2022
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corruzione è essenziale, come lo sono la responsabilità e la trasparenza, al fine di au- mentare la fiducia delle persone nello Stato come anche la prosperità.
3.3.3 Focalizzazione geografica
Le quattro regioni prioritarie della Strategia CI 2021– 2024, ossia Africa subsahariana, Asia, Medio Oriente e Nord Africa, Europa dell’Est, restano pertinenti alla luce dei tre criteri di analisi illustrati al numero 3.3.1 (bisogni locali, valore aggiunto della CI e interessi a lungo termine della Svizzera) e sono quindi mante- nute per il periodo 2025–2028. La ponderazione dei tre criteri differisce da una regione all’altra.
Africa subsahariana Con circa il 60 per cento della popolazione sotto i 25 anni48 e la più forte crescita demografica del pianeta, l’Africa subsahariana dispone di un grande potenziale in ter- mini di manodopera e vive un’epoca di forte dinamismo, in particolare per quanto riguarda l’imprenditoria. Grazie alle materie prime di cui dispone, essenziali per l’eco- nomia mondiale, la regione registra un aumento degli investimenti esteri ed è oggetto di crescenti interessi geopolitici. I bisogni sono consistenti. Si tratta di preservare e accrescere gli importanti progressi in termini di sviluppo umano ed economico che la regione ha conosciuto negli ultimi anni. La fragilità delle istituzioni governative e giudiziarie, la corruzione e la cattiva gestione degli affari pubblici, la regolamenta- zione dello sfruttamento delle risorse naturali e minerarie nonché l’accesso a un’istru- zione di qualità e ai finanziamenti rappresentano sfide cruciali. Nell’Africa subsaha- riana49 vive tuttora oltre la metà delle persone in condizioni di estrema povertà e negli ultimi quattro anni i bisogni umanitari sono raddoppiati50. Alcune regioni sono forte- mente colpite dai cambiamenti climatici e da crisi alimentari. Altre soffrono di un’in- stabilità politica crescente e di una sempre maggiore influenza di gruppi armati non statali. In un simile contesto, il continente è segnato da un deterioramento dei diritti umani e da un aumento degli sfollamenti forzati. Il valore aggiunto della CI svizzera si fonda sul suo impegno di lunga data, sulla forte presenza sul terreno e sull’assenza di un passato coloniale. La Svizzera è un partner apprezzato e ascoltato. Le sue conoscenze sono richieste e si adattano a contesti dif- ferenti: mediazione in caso di conflitto, capacità d’innovazione in materia di sanità, istruzione, formazione professionale e produzione agricola, esperienza in fatto di buongoverno locale, democrazia, sviluppo del settore privato e creazione di posti di lavoro. La CI svizzera si impegna in via prioritaria nei Paesi fragili o in quelli con un indice di sviluppo debole, sostenendo nel contempo alcuni poli di stabilità sociale ed economica importanti per lo sviluppo dell’intero continente51. La pace e la stabilità in Africa, così come la creazione di prospettive economiche sul posto, servono anche gli interessi della Svizzera, in particolare in fatto di sicurezza
48 United Nations, World Population Prospects, 2017 Revision
49 World Bank Group, Poverty and Shared Prosperity 2022
50 OCHA, Global Humanitarian Overview 2023.
51 Per l’elenco dei Paesi prioritari, cfr. allegato 1.
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e flussi migratori. Mercati africani più forti permettono relazioni economiche diversi- ficate e favoriscono, per esempio, un migliore sfruttamento del potenziale dell’ac- cordo di libero scambio sottoscritto dall’Associazione europea di libero scambio (AELS) con l’Unione doganale dell’Africa australe. Per rafforzare il multilateralismo, la Svizzera continuerà a portare avanti i contatti e la collaborazione con le organizza- zioni regionali del continente, come l’Unione Africana e la Banca africana di sviluppo.
Asia L’Asia è il continente maggiormente popolato e rappresenta il motore economico mondiale. Malgrado il suo grande potenziale, ha visto i propri progressi economici e sociali frenati dalle conseguenze della pandemia di COVID-19, dagli sconvolgimenti geopolitici e dalla sua esposizione ai cambiamenti climatici e alle sfide ambientali. Nei Paesi partner i bisogni sono aumentati. Il rafforzamento della resilienza econo- mica e il proseguimento delle riforme strutturali sono di primordiale importanza. Le tendenze autoritarie e il controllo sulle popolazioni caratterizzati da violazioni dei di- ritti umani o del diritto internazionale umanitario sono più diffusi, per esempio a se- guito della presa di potere da parte della giunta militare in Myanmar e dei Talebani in Afghanistan nel 2021. In questi contesti, i bisogni umanitari crescono e le società civili sono sottoposte a pressioni sempre maggiori. In Asia, la Svizzera si impegna accom- pagnando lo sviluppo economico sostenibile dell’intera regione e contribuendo a col- mare le disparità sociali. Apporta un valore aggiunto per esempio per quanto riguarda la formazione professionale, lo sviluppo del settore privato e la creazione di posti di lavoro, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici nonché le sfide rap- presentate dal buongoverno e dallo Stato di diritto in Paesi quali il Nepal, il Bangla- desh e il Vietnam. Fondandosi sulla sua tradizione umanitaria, la Svizzera resta inoltre impegnata nei Paesi molto fragili o marcati da conflitti, come il Myanmar e l’Afgha- nistan, in un’ottica di protezione della popolazione civile, di preservazione delle con- dizioni di vita e di accesso ai servizi di base essenziali. Lo sviluppo economico dei Paesi asiatici contribuisce all’economia mondiale e agli scambi commerciali con la Svizzera. L’aiuto della CI sul fronte della sostenibilità (come quello offerto all’Indonesia) in occasione della negoziazione di nuovi accordi di libero scambio o del consolidamento di accordi in essere, è anche nell’interesse della Confederazione. In Asia centrale, la CI contribuisce alla promozione della sta- bilità nei Paesi che fanno parte del gruppo di voto della Svizzera nelle organizzazioni multilaterali come la Banca Mondiale e il Fondo monetario internazionale (FMI).
Europa dell’Est Nell’Europa dell’Est sono stati realizzati progressi significativi in termini di demo- crazia, Stato di diritto ed economia di mercato (n. 1.2.1). La maggior parte dei Paesi prioritari della CI ha ottenuto lo statuto di candidato all’UE (Albania, Bosnia e Erze- govina, Macedonia del Nord, Moldova, Serbia, Ucraina) o ha presentato la propria candidatura (Georgia, Kosovo). I bisogni della regione derivano principalmente da disuguaglianze e disparità economiche, dall’emigrazione, dalle sfide climatiche ed energetiche, da necessità di buongoverno, da conflitti irrisolti e dal crimine organiz- zato. Le conseguenze della guerra in Ucraina e le ambizioni della Russia di accrescere la propria influenza hanno destabilizzato la regione rendendola più fragile. Si tratta ora di preservare le riforme strutturali e mantenere una certa stabilità economica e politica nell’area. Il valore aggiunto della CI svizzera si fonda su un impegno di lunga
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data e sulla reputazione di cui gode tra gli attori coinvolti. Su richiesta dei Paesi part- ner, la Svizzera sostiene programmi e riforme riguardanti in particolare la sanità, l’energia, il buongoverno locale (decentramento) e la migrazione. Apporta la propria esperienza nella formazione professionale e favorisce lo sviluppo di un’economia competitiva e sostenibile, atta a creare posti di lavoro. La stabilità, la sicurezza, la coesione sociale e migliori condizioni di vita nell’Europa dell’Est sono perseguite nell’interesse della Svizzera. Vanno inoltre considerati il po- tenziale in termini di investimenti e di commercio di questa regione geograficamente vicina nonché la presenza in Svizzera di un’importante comunità di persone originarie della zona. La Serbia e l’Azerbaigian sono due Paesi del gruppo di voto della Svizzera in seno alle istituzioni di Bretton Woods.
Medio Oriente e Nord Africa (MENA) Dotata di un potenziale economico considerevole, la regione MENA dispone di una popolazione giovane e relativamente ben istruita che aspira al cambiamento. Questa regione prossima all’Europa è caratterizzata dalla sua complessità storica e dall’ete- rogeneità. I bisogni dei Paesi partner sono determinati da sfide di natura profonda- mente differente: conflitti armati prolungati, spazio democratico ristretto, violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, crisi di governo e assenza di riforme politiche, sociali ed economiche, squilibri macroeconomici e un modello eco- nomico che generano poche opportunità di impiego, asimmetrie economiche e sociali persistenti, in particolare disparità di genere. La regione risente inoltre dell’impatto dei movimenti migratori. Il valore aggiunto della CI svizzera nella regione è garantito dall’impiego di tutti i suoi strumenti secondo un approccio interdipartimentale («whole of government»). Nel Nord Africa, la Svizzera si concentra in particolare sulla creazione di posti di lavoro e di opportunità economiche, così come sulla forma- zione professionale. Rafforza il buongoverno e garantisce appoggio alla società civile. In Medio Oriente, nei contesti più fragili in cui opera, la CI apporta il proprio sostegno e le proprie conoscenze in un’ottica di autonomizzazione delle persone coinvolte e promuove la coesione sociale nonché il rispetto dei diritti umani e del diritto interna- zionale umanitario. Si adopera inoltre per una migliore gestione delle risorse naturali. Pace e stabilità, cooperazione economica e gestione sostenibile delle risorse naturali figurano tra i molteplici interessi della Svizzera nella regione. Le sfide da affrontare sono particolarmente complesse, basti pensare alle questioni migratorie e al conflitto israelo-palestinese.
Paesi prioritari della CI La CI opera principalmente nelle regioni menzionate impiegando uno o più strumenti (aiuto umanitario, cooperazione bilaterale allo sviluppo del DFAE o del DEFR, pro- mozione della pace). Pur essendo possibili eccezioni specifiche al di fuori delle re- gioni in questione, per esempio in linea con la Strategia di politica economica esterna, la Svizzera si concentra su Paesi che considera prioritari e si impegna principalmente nei Paesi fragili. I 35 Paesi prioritari attuali della DSC (che fa parte del DFAE) per quanto riguarda la cooperazione bilaterale sono mantenuti. I Paesi d’intervento dell’aiuto umanitario non erano stati inclusi nell’elenco dei Paesi prioritari della Strategia CI 2021–2024 in ra-
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gione del carattere universale, non soggetto a limitazioni geografiche e a priori impre- vedibile, dell’aiuto di emergenza. Purtroppo, però, numerose crisi si prolungano e ri- chiedono un intervento umanitario su più anni. È per esempio il caso di alcuni Paesi del Corno d’Africa. Per tenere conto di questa realtà, la DSC ha rivisto il proprio elenco di Paesi prioritari inserendovi quelli in preda a crisi prolungate e per i quali è prevedibile un intervento pluriennale dell’aiuto umanitario. Si tratta della Repubblica centrafricana, del Sudan, del Sudan del Sud, dello Yemen, di Haiti e della Colombia. Anche la SECO (che fa parte del DEFR) conferma il proprio impegno nei Paesi prio- ritari della Strategia CI 2021–2024. L’unica eccezione è rappresentata dalla Colom- bia, da cui la SECO ha pianificato di ritirarsi entro la fine del 2028 in un’ottica di rafforzamento della concentrazione geografica permettendo la transizione verso altri strumenti di politica economica esterna. All’elenco dei Paesi prioritari della SECO è stato invece aggiunto il Marocco. Complessivamente, la Svizzera si focalizza con la propria CI su 46 Paesi prioritari, di cui 7 in comune tra la SECO e la DSC52. Per questi Paesi, se entrano in gioco più strumenti della CI svizzera, sono elaborati congiuntamente programmi di coopera- zione pluriennale sulla base di un’analisi del contesto e con obiettivi comuni. La politica di pace della DPDU si concentra al massimo su 20 regioni o Paesi, con un impegno rafforzato nello spazio OSCE in ragione della guerra in Ucraina e delle dif- ficoltà che ne derivano in fatto di politica estera e di sicurezza. Nel corso del periodo 2025–2028 l’impegno della DPDU potrebbe evolvere in funzione delle esigenze e delle opportunità politiche.
Impegno della CI al di fuori dei Paesi prioritari Gli strumenti della CI svizzera possono essere impiegati ad hoc al di fuori dei Paesi prioritari in coerenza con le strategie geografiche e tematiche. L’aiuto umanitario adempie un mandato universale e la diplomazia dei diritti umani opera in conformità alle linee guida sui diritti umani. Gli approcci della DSC e della SECO pongono l’ac- cento sulle regioni prioritarie, conservando comunque partenariati e programmi di portata mondiale per rispondere alle sfide globali.
52 Per l’elenco dei Paesi prioritari, cfr. allegato 1.
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igura 2: Paesi prioritari della DSC e della SECO e Paesi d’intervento della DPDU in materia di politica di pace, al 30 giugno 2023.
Fondi flessibili (DSC) e misure complementari (SECO) Almeno il 90 per cento degli impegni geografici della cooperazione bilaterale allo sviluppo della DSC riguarderà i Paesi prioritari. Il resto di questi fondi (fino al 10 %, i cosiddetti fondi flessibili) potrà essere utilizzato per interventi mirati a breve o medio termine al di fuori dei Paesi prioritari. La DSC sarà quindi in misura di operare in modo flessibile per: • agevolare la politica migratoria: nel periodo 2025–2028, 60 milioni di franchi saranno riservati a progetti di sviluppo scelti e gestiti dalla DSC in Paesi indivi- duati d’intesa con la struttura IMZ e la Segreteria di Stato della migrazione (SEM); • sostenere soluzioni alle sfide regionali o transfrontaliere: al fine, per esempio, di influire sulle condizioni quadro dei Paesi in questione o sulla politica inter- nazionale; • assistere le rappresentanze svizzere nel mondo: nell’intento di cogliere le op- portunità individuate sul posto che si inscrivono nella Strategia CI 2025–2028. La SECO mette inoltre in atto misure complementari. Interviene con le proprie com- petenze tematiche, in funzione delle richieste, a integrazione delle priorità di altri set- tori dell’Amministrazione federale, in particolare della DSC e della SEM. È il caso dell’Azerbaigian, dove la SECO attua misure complementari al programma della DSC nel Caucaso meridionale (Georgia e Armenia). Queste misure combinano le compe- tenze del DEFR nel campo della politica economica e commerciale con quelle di altri attori dell’Amministrazione federale.
3.4 Ucraina
Le distruzioni e le perdite umane registrate in Ucraina sono di un’ampiezza inedita in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale. Circa un terzo delle popolazione
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ucraina è sfollato; alla fine del 2022 il tasso di povertà era stimato al 25 per cento, contro il 5,5 per cento di un anno prima, mentre ad agosto 2022 i costi di ricostruzione erano valutati a 411 miliardi di dollari53. L’incertezza delle prospettive riguardanti l’evolversi del conflitto e le sue conse- guenze economiche, sociali e ambientali impongono approcci flessibili. L’Ucraina è un Paese prioritario per la CI dal 1999 e l’impegno della Svizzera si fonda su parte- nariati e attività di lunga data. L’intervento svizzero poggia su due direttrici: 1) l’aiuto umanitario e la cooperazione allo sviluppo; 2) la ricostruzione. Questi due assi di in- tervento si distinguono non soltanto nella loro dimensione temporale, ma anche nella logica politica e finanziaria. Nel quadro della presente strategia, il Consiglio federale ha deciso di stanziare per questo impegno 1,5 miliardi di franchi.
3.4.1 Aiuto umanitario e cooperazione allo sviluppo
L’intervento umanitario e la cooperazione allo sviluppo proposti finora, che preve- dono in parte elementi di riabilitazione, sono mantenuti (cfr. riquadro). L’impegno tramite banche multilaterali (in particolare la Banca Mondiale e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo) è sostanzioso. Per il periodo 2025–2028 tra il 5 e il 10 per cento dell’importo complessivo del preventivo della CI è riservato all’aiuto umanitario e alla cooperazione allo sviluppo in Ucraina e nella regione circostante (Moldova ecc.).
3.4.2 Ricostruzione
La ricostruzione prevede grandi investimenti infrastrutturali. Non si tratta soltanto di ripristinare le infrastrutture, ma anche di modernizzarle («build back better») al fine di permettere attività economiche sostenibili. La Svizzera si è impegnata presto su questo fronte, in particolare tramite l’«Ukraine Recovery Conference», organizzata nell’estate 2022 a Lugano. I principi adottati con la «Dichiarazione di Lugano» gui- dano l’azione politica internazionale. Trattandosi di una situazione straordinaria, un gruppo di lavoro interdipartimentale ha elaborato le condizioni quadro legali, le opzioni di finanziamento e le modalità di partecipazione della Svizzera alla ricostruzione in Ucraina, compresa la possibilità di un coinvolgimento del settore privato. Il presente testo sarà adattato in base alle pros- sime decisioni del Consiglio federale sulle proposte del gruppo interdipartimentale e agli sviluppi del contesto. Il contributo della Confederazione alla ricostruzione dell’Ucraina non dipenderà uni- camente dal preventivo della cooperazione internazionale. Si prevede di destinare alla ricostruzione un importo pari all’aumento del preventivo della CI a partire dal 2025, ossia 648 milioni di franchi per il periodo 2025–2028. A titolo indicativo, un terzo di questo importo è attribuito alla cooperazione economica (DEFR) e due terzi all’aiuto umanitario e alla cooperazione allo sviluppo (DFAE).
53 World Bank Group, Government of Ukraine, Rapid Damage and European Commission
(Needs Assessment: February 2022), 2023
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La guerra in Ucraina La Svizzera si è impegnata immediatamente in Ucraina con la propria azione uma- nitaria. Al 31 maggio 2023 la Confederazione aveva già sostenuto la popolazione colpita dalla guerra con un importo pari a 1,77 miliardi di franchi dall’inizio del conflitto, di cui 246 milioni (14 %) provenienti dalle tre unità responsabili del pre- sente messaggio (DSC, SECO e DPDU) per il sostegno a misure umanitarie, di sviluppo e di cooperazione economica. Si tratta di una cifra sei volte superiore ri- spetto a prima del conflitto. 34 milioni (2 %) consistevano in forniture di materiale messo a disposizione dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e 1,46 miliardi (82 %) provenivano dalla Segre- teria di Stato della migrazione (SEM) per sostenere le persone titolari dello statuto di protezione S. Anche altri uffici federali hanno dato il proprio sostegno alla po- polazione ucraina colpita (p. es. tramite l’organizzazione della Ukraine Recontruc- tion Conference, la protezione di beni culturali o il sostegno a ricercatori ucraini in Svizzera). Le strutture della cooperazione di lunga data hanno per esempio distribuito quasi 1000 tonnellate di materiale di primo soccorso e 4765 tonnellate di derrate alimen- tari. I programmi bilaterali sono stati velocemente adattati alla situazione per quanto riguarda la salute (trattamento di traumi delle persone sfollate), la produ- zione agricola (produzione di cereali per far fronte al rischio di penuria alimen- tare) e l’energia (fornitura di apparecchiature di riscaldamento e generatori). Nel quadro della cooperazione economica allo sviluppo, il mantenimento delle funzioni essenziali non militari dello Stato ucraino, l’adeguamento del programma di ri- forme economiche al programma di ricostruzione e la tutela della competitività delle PMI ucraine sono stati sostenuti mediante un contributo complessivo di 20 mi- lioni di franchi a due diverse iniziative: una della Banca Mondiale e l’altra della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Tramite l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, la Svizzera so- stiene anche i Paesi limitrofi all’Ucraina, come la Polonia, che ha accolto il mag- gior numero di profughi ucraini (due milioni di persone) dall’inizio del conflitto. Personale del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) è intervenuto nella vicina Moldova al fine di coordinare le cure mediche per centinaia di migliaia di persone fuggite dall’Ucraina. L’appoggio finanziario a organizzazioni partner umanitarie e multilaterali permette di proteggere i gruppi di persone più vulnerabili. La collaborazione con le banche di sviluppo multilaterali punta a mantenere le at- tività essenziali del Governo, e attraverso la collaborazione con la Corte penale internazionale la Svizzera sostiene i processi di responsabilizzazione e di documen- tazione.
3.5 Modalità di attuazione
3.5.1 Strumenti
Per l’attuazione degli orientamenti strategici definiti nel capitolo precedente sono uti- lizzati diversi strumenti.
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Aiuto umanitario (DFAE) L’aiuto umanitario agisce in primo luogo per proteggere la vita e la dignità delle per- sone vittime di crisi, situazioni di violenza, conflitti armati e catastrofi naturali, ed è indissociabile dal rispetto del diritto internazionale umanitario e dai principi umani- tari. L’aiuto umanitario svizzero svolge un triplice ruolo: 1. attraverso il CSA fa fronte direttamente, in modo agile, efficace e pragmatico, alle conseguenze dei conflitti armati e delle catastrofi naturali (cfr. riquadro); 2. è un finanziatore affidabile di organizzazioni multilaterali e ONG che operano sul terreno;
3. promuove la causa umanitaria impegnandosi nei negoziati a favore del diritto
umanitario e dei principi di umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza. L’aiuto umanitario si focalizza sui seguenti aspetti: 1) protezione delle persone più vulnerabili, incluse le vittime di violenza di genere, e istruzione in situazioni di emer- genza; 2) accesso all’acqua e servizi igienico-sanitari; 3) rafforzamento della sicu- rezza alimentare e copertura dei bisogni di base (trasferimenti monetari); 4) riduzione dei rischi legati alle catastrofi naturali, compresa la ricostruzione resiliente.
Il Corpo svizzero di aiuto umanitario Il CSA è il volto dell’aiuto umanitario svizzero in situazioni di crisi e catastrofe nel mondo intero. Organizza i primi soc- corsi in caso di catastrofi naturali, fornisce ripari, costruisce edifici antisismici, ripristina l’approvvigionamento di acqua potabile ed esegue operazioni di emergenza. Il CSA rappre- senta una soluzione tipicamente svizzera: è infatti un corpo di milizia formato da circa 550 specialisti volontari ripartiti tra 11 professioni, molti dei quali attivi nel settore privato, che possono essere chiamati in servizio rapidamente. Oltre a garantire i primi soccorsi in caso di crisi e catastrofi, i mem- bri del CSA mettono a disposizione delle organizzazioni mul- tilaterali o delle rappresentanze svizzere le loro conoscenze specialistiche, fornendo un sostegno nei Paesi interessati per alleviare le sofferenze delle fasce più vulnerabili della popo- lazione colpite da crisi e conflitti armati prolungati. L’esperienza maturata negli ultimi 50 anni ne fa uno dei pilastri dell’aiuto di emergenza svizzero.
L’aiuto umanitario applica sistematicamente il criterio dei bisogni locali e quello del proprio valore aggiunto. Portare avanti la tradizione umanitaria costituisce per la Sviz- zera un interesse a sé stante. Per prevenire e gestire le conseguenze delle crisi e delle catastrofi, la Svizzera con- corre simultaneamente all’aiuto di emergenza, alla prevenzione e alla riduzione dei rischi, nonché alla ricostruzione e alla riabilitazione.
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Promozione della pace e dei diritti umani (DFAE)
La promozione della pace, dei diritti umani e della democrazia rappresenta una prio- rità per il DFAE. Ogni essere umano deve poter vivere in pace e in sicurezza.
Promozione della pace e mediazione: la DPDU interviene sul piano politico e diplo- matico, concentrandosi sul sostegno al dialogo tra governi («Track 1») e su progetti specifici in contesti selezionati. I suoi interventi puntano a prevenire i conflitti, a con- tribuire alla loro risoluzione e a una pace duratura. Un’attenzione particolare è rivolta alla partecipazione piena, egualitaria e significativa delle donne in questi processi. I cambiamenti geopolitici, le nuove dinamiche di conflitto e i nuovi attori coinvolti, pubblici e privati, hanno un impatto sulla politica di pace. Le competenze svizzere sono riconosciute a livello internazionale, ma la loro domanda non è scontata. La Svizzera è chiamata ad assumere impegni mirati, ad adattare regolarmente la propria offerta, a impiegare in modo strategico il suo valore aggiunto e a cogliere le opportu- nità che si presentano. In quest’ottica, la DPDU intensifica le proprie attività nei campi della mediazione e del dialogo. Grazie alla sua esperienza, al suo profilo specifico (caratterizzato in particolare da discrezione, indipendenza e credibilità) nonché ad at- tività concrete orientate ai risultati, con la DPDU la Svizzera è ben posizionata a li- vello internazionale nella promozione della pace, nella mediazione e nella facilita- zione, come anche nella prevenzione dei conflitti. Diritti umani: il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, indissociabile dalla protezione delle persone, è indispensabile per la pace e la sicurezza. Al fine di promuovere un quadro normativo internazionale in materia di diritti umani, la DPDU opera a favore della libertà di espressione, della difesa dei gruppi vulnerabili nonché di una giustizia indipendente, imparziale e riparatrice accessibile a tutti. Lavora all’ap- plicazione dei diritti umani nelle attività economiche, in particolare promuovendo i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani 54. Nel campo della mi- grazione, la DPDU contribuisce a una gestione mondiale dei flussi migratori basata sui diritti umani. Focalizza la propria azione sulle persone scomparse nel quadro di migrazioni forzate, sui diritti umani alle frontiere e sulla lotta alla tratta di esseri umani. Democrazia: la DPDU pone l’accento sul sostegno alla democrazia e sulla promo- zione della resilienza democratica e dello Stato di diritto. Favorisce le condizioni qua- dro per processi e istituzioni democratici e il dialogo politico sulle questioni inerenti alla democrazia. Sostiene inoltre elezioni libere e pacifiche, nonché la partecipazione ai processi politici, su basi paritarie, di donne e uomini, minoranze e gruppi margina- lizzati.
54 www.ohchr.org> Guiding principles on business and human rights
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Diplomazia umanitaria: la DPDU concentra la propria attività lungo tre direttrici principali: 1) la protezione della popolazione civile, occupandosi in particolare dei bambini nel quadro dei conflitti armati e delle persone scomparse; 2) il disarmo uma- nitario, principalmente per quanto riguarda le mine, le munizioni, le armi leggere e di piccolo calibro e quelle basate sulle nuove tecnologie; 3) i cambiamenti climatici e i loro effetti negativi sulla sicurezza umana.
Pool di esperti per la promozione civile della pace (PEP) Uno degli strumenti che permettono alla CI svizzera di raggiun- gere i propri obiettivi è l’invio di specialisti presso organizza- zioni multilaterali o regionali al fine di sostenerne l’operato negli ambiti tematici di suo interesse. Ogni anno il PEP forni- sce a organizzazioni multilaterali e regionali come l’ONU, l’OSCE e l’UE circa 160 esperti civili e di polizia. Queste per- sone monitorano lo svolgimento di elezioni e il rispetto di ac- cordi di cessate il fuoco. Gli agenti di polizia e il personale giu- diziario distaccati aiutano le forze di polizia nazionali a proteggere le vittime di conflitti e le sostengono nell’opera di rafforzamento dello Stato di diritto. Gli specialisti dei diritti umani e gli esperti in ambito giuridico indagano sulle viola- zioni del diritto internazionale e contribuiscono all’elabora- zione del passato. Il PEP organizza corsi di formazione per gli esperti svizzeri e anche per specialisti provenienti da regioni di crisi, e favorisce lo sviluppo delle loro conoscenze al fine di metterli in condizione di svolgere al meglio le rispettive mis- sioni.
Cooperazione bilaterale allo sviluppo (DFAE e DEFR) Per cooperazione bilaterale allo sviluppo si intendono le attività realizzate dalla Sviz- zera in un Paese partner, basate generalmente su un accordo quadro di cooperazione siglato tra i due governi. Ha un orizzonte temporale di lungo termine e mira a favorire cambiamenti strutturali e duraturi rafforzando le istituzioni. La cooperazione bilaterale allo sviluppo è organizzata secondo una logica geografica per quanto concerne la programmazione del preventivo, l’implementazione e il repor- ting relativo a ciascun Paese. Viene attuata in parte dalla DSC e in parte dalla SECO (cooperazione economica allo sviluppo) ed è complementare agli approcci globali e alla cooperazione multilaterale. La cooperazione bilaterale permette alla DSC e alla SECO di selezionare e gestire progetti di sviluppo, focalizzando l’intervento sul va- lore aggiunto della CI svizzera. Consente inoltre di instaurare un dialogo politico con i Paesi partner in ambiti specifici. È quindi uno strumento importante a disposizione della politica estera svizzera e della rete delle rappresentanze.
Cooperazione bilaterale attuata dalla DSC La cooperazione bilaterale lavora nei Paesi prioritari sui quattro obiettivi di sviluppo (n. 3.3.2), identificando gli ambiti d’intervento in stretta collaborazione con gli attori
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nazionali e locali. I risultati attesi dipendono dal livello di sviluppo e di fragilità dei Paesi partner. Se il contesto politico è stabile e favorevole alle riforme, le capacità sufficienti e i rischi fiduciari gestibili, la cooperazione bilaterale opera in partenariato diretto con le istituzioni statali. In questi casi viene condotto un dialogo sulle modalità e sull’effica- cia dell’aiuto che tocca temi quali la condivisione della responsabilità con i governi, il cofinanziamento, l’appropriazione locale e l’utilizzo dei sistemi nazionali ed è de- stinato in seguito a guidare le operazioni della CI. Viene attivata una collaborazione con i ministeri settoriali interessati al fine di agevolare politiche e riforme favorevoli allo sviluppo, con un’attenzione particolare per le fasce di popolazione più bisognose. Nei contesti politici maggiormente instabili, la cooperazione bilaterale punta sulle au- torità a livello locale per riuscire a migliorare la vita quotidiana delle persone più bi- sognose sostenendo l’accesso a servizi di base di qualità, l’economia locale, la pre- venzione dei conflitti, la coesione sociale e processi decisionali partecipativi e trasparenti. Nei Paesi in conflitto o colpiti da gravi crisi, la cooperazione bilaterale, con il sostegno degli strumenti di politica di pace e dell’aiuto umanitario, mira a favorire l’adozione di soluzioni sostenibili nella misura consentita da questo tipo di contesto. La cono- scenza delle realtà locali rappresenta un valore aggiunto della Svizzera nel suo dialogo con le autorità. In tutti i contesti, la cooperazione bilaterale lavora anche con la società civile e il settore privato (n. 3.5.6). Al fine di valorizzare la capacità d’innovazione e le cono- scenze della Svizzera, esistono inoltre collaborazioni con ONG e centri di ricerca sviz- zeri. Nei limiti del possibile, si punta su partenariati con organizzazioni nazionali per garantire l’appropriazione locale degli interventi e la loro durata nel tempo. In contesti più fragili o di conflitto, se la collaborazione con i governi risulta difficile, la coope- razione bilaterale si appoggia a organizzazioni multilaterali e ONG locali o interna- zionali. In funzione della situazione, la CI svizzera opta per un approccio programmatico re- gionale e tematico. Ciò avviene nei Paesi prioritari (p. es. Siria, Somalia) colpiti da crisi che si ripercuotono sui Paesi vicini, ma anche nel caso di programmi che riguar- dano problematiche regionali o transfrontaliere, come nella regione del Mekong, in Asia centrale o nelle Ande.
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Cooperazione economica allo sviluppo della SECO La cooperazione economica allo sviluppo della Svizzera genera prosperità e crescita economica nei Paesi in sviluppo, tenendo conto di aspetti quali la sostenibilità e la resilienza. Al centro delle sue azioni, oltre alla dimensione economica, figurano quindi anche le dimensioni ecologica e sociale. Per raggiungere i propri obiettivi, la cooperazione eco- nomica allo sviluppo si focalizza su tre ambiti te- matici: il settore privato, le istituzioni pubbliche, lo sviluppo urbano e le infrastrutture. Nelle sue at- tività prende sistematicamente in considerazione la buona gestione economica, la parità di genere e la protezione dell’ambiente (in particolare del clima). Settore privato: le imprese incontrano spesso difficoltà a superare la fase di lancio e a svilupparsi. A far loro difetto sono in genere l’accesso a concetti innovativi e soste- nibili, a una manodopera adeguatamente formata, ai capitali necessari e alla prote- zione dei loro capitali immateriali. In tale contesto, la SECO si adopera a favore di una gestione imprenditoriale progressista, non orientata unicamente al profitto ma an- che alla responsabilità sociale e ambientale. In parallelo, sostiene lo sviluppo e l’at- tuazione di norme in fatto di sostenibilità e di catene del valore sostenibili, favorendo il dialogo tra tutti gli attori coinvolti. Riunisce, inoltre, attori pubblici e privati nell’in- tento di migliorare la formazione della manodopera specializzata. Questo permette di creare programmi di formazione professionale adeguati alle esigenze del mercato del lavoro capaci di cogliere le opportunità offerte dalla transizione digitale. In collabo- razione con attori privati, la SECO sviluppa soluzioni di finanziamento innovative al fine di mobilitare capitali privati per le imprese e il settore pubblico. L’accento è posto sugli investimenti a forte impatto. La SIFEM, la società finanziaria di sviluppo della Confederazione, è una delle strutture istituite a tale scopo (cfr. riquadro). Istituzioni pubbliche: un’amministrazione pubblica efficace, mercati finanziari e dei capitali stabili nonché politiche economiche e commerciali affidabili rafforzano la fi- ducia nello Stato e riducono le incertezze. In un contesto di questo tipo, per le persone e per le imprese è più facile cogliere opportunità, assumersi rischi economici e svilup- pare la propria attività. Per questa ragione la SECO contribuisce a stabilizzare le po- litiche fiscali, finanziarie e monetarie nei Paesi partner, offrendo consulenza alle ban- che centrali, agli organi di vigilanza e alle autorità. Li aiuta a condurre una politica budgetaria e fiscale sostenibile e a finanziarsi nei limiti del possibile tramite le proprie entrate fiscali. Inoltre, la SECO porta avanti un impegno di lunga data nella gestione del debito pubblico, che riveste un’importanza crescente in considerazione del suo aumento. Si adopera altresì per un sistema commerciale non burocratico nell’intento, per esempio, di facilitare la creazione di imprese. Al fine di promuovere il commercio internazionale nei Paesi in sviluppo, la SECO fa il possibile per favorire l’accesso al mercato, la conclusione di accordi di libero scambio compatibili con lo sviluppo so- stenibile e la protezione della proprietà individuale. In quest’ottica, forma per esempio le autorità relativamente alla gestione del commercio elettronico.
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Sviluppo urbano e infrastrutture: per svolgere il loro ruolo di poli di crescita e di innovazione, le città necessitano di servizi pubblici di base adeguatamente sviluppati, che seguano il ritmo della crescita demografica. La SECO sostiene governi e città nella pianificazione urbana sostenibile come anche nella progettazione, nel finanzia- mento e nella gestione delle infrastrutture urbane, come quelle necessarie all’approv- vigionamento energetico e idrico. Da questo punto di vista, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, come anche la collaborazione con il settore privato, svolgono un ruolo importante. Le città dispongono, per altro, di un grande potenziale di ridu- zione delle emissioni di gas a effetto serra, per esempio tramite il miglioramento dei trasporti pubblici. La SECO punta a rendere le zone urbane maggiormente competi- tive ed efficienti in termini di consumo di risorse, rendendole spazi di vita più grade- voli. Al tempo stesso cerca di migliorare la loro capacità di adattamento alle catastrofi naturali e alle conseguenze dei cambiamenti climatici.
SIFEM: il Fondo d’investimento svizzero per i mercati emergenti La SIFEM, la società finanziaria di sviluppo della Confederazione, è uno stru- mento importante cooperazione economica allo sviluppo. Nei Paesi in sviluppo effettua investimenti a favore di imprese private che, oltre ad avere un rendi- mento finanziario, abbiano un impatto positivo e misurabile sulla società e l’am- biente e favoriscano l’impiego di fondi supplementari del settore privato. Per il periodo 2020-22 è riuscita a mobilizzare più di cinque dollari di investimenti privati per ogni dollaro investito direttamente. La SIFEM orienta le proprie atti- vità in base ai Paesi e alle regioni prioritari della CI. La cooperazione economica allo sviluppo valuta le possibilità di sfruttare maggiormente le sinergie tra la SIFEM e i programmi di Paesi selezionati al fine di creare posti di lavoro digni- tosi e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Approccio globale (DFAE e DEFR) Le crisi attuali sono il frutto di rischi sistemici che possono essere attenuati unica- mente tramite azioni multitematiche e multisettoriali di portata globale, abbinate a misure regionali, nazionali e locali. Per questa ragione, la CI svizzera interviene anche al di fuori dei Paesi prioritari. La cooperazione tematica della DSC attua cinque pro- grammi globali55 e sostiene interventi e conoscenze tematiche in altri ambiti56. Opera in modo intersettoriale, in complementarità con gli attori dell’Amministrazione fede- rale e i partner esterni. Per massimizzare il proprio impatto, si articola in quattro direttrici complementari: 1. programmi e partenariati per individuare soluzioni sostenibili alle sfide globali e regionali; 2. dialogo politico e definizione di standard universali: la Svizzera concorre a de- terminare l’agenda internazionale e influenza l’orientamento delle organizzazioni
55 1) Migrazione e sfollamento forzato; 2) salute; 3) acqua; 4) sistemi alimentari; 5) clima, ri- duzione del rischio di catastrofi (RRC) e ambiente.
56 Economia, istruzione, pace, buongoverno e parità di genere.
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multilaterali come pure le norme mondiali riguardanti i suoi obiettivi tematici prioritari. La cooperazione tematica anticipa gli sviluppi e contribuisce alla coe- renza delle politiche settoriali; 3. sostegno e consulenza in seno all’Amministrazione federale e alla rete esterna. La cooperazione tematica contribuisce anche allo sviluppo e all’accompagna- mento dei programmi nei Paesi prioritari (co-creazione); 4. gestione delle conoscenze e dell’apprendimento per garantire che la CI svizzera mantenga la sua capacità di apprendimento, migliori la sua efficacia e abbia un effetto moltiplicatore. La cooperazione tematica della SECO interviene con misure globali, a complemento delle sue misure bilaterali, per far fronte a sfide mondiali, in campi quali la finanza e il commercio, la migrazione, i cambiamenti climatici, l’ambiente e le risorse idriche. Le misure globali permettono alla SECO di partecipare al dialogo internazionale, di definire temi centrali per il raggiungimento degli OSS dell’Agenda 2030 e di accre- scere l’effetto leva ottenuto attraverso i propri contributi. In generale, sono sostenute da diversi Stati donatori e vengono attuate da organizzazioni multilaterali quali le ban- che di sviluppo.
3.5.2 Impegno multilaterale
Per la Svizzera e per il mondo intero sono indispensabili un multilateralismo efficace e focalizzato nonché il buon funzionamento dell’ONU. La Svizzera si impegna a fa- vore del multilateralismo, garante di un ordine internazionale fondato sul diritto e non sui rapporti di forza. Le organizzazioni multilaterali sono forti quando agiscono in modo mirato e strutturato, sussidiariamente agli Stati e, nei limiti del possibile, con sufficiente capacità di anticipazione. Sono chiamate a operare con risorse limitate in contesti di crisi. L’efficienza e il coordinamento volti ad accrescerne l’efficacia rap- presentano le condizioni per un sostegno maggiore da parte degli Stati membri e vi- ceversa. La natura sempre più globale delle sfide esige una risposta mondiale (n. 1.1.3). La Svizzera interviene nel quadro dei negoziati intergovernativi agevolandoli ed eserci- tando una certa influenza. Questo compito è affidato all’intera Amministrazione fe- derale. La Svizzera collabora sia con le banche multilaterali di sviluppo sia con le agenzie delle Nazioni Unite, i fondi specializzati e gli organismi internazionali che elaborano norme ed effettuano attività di coordinamento, laddove opportuno e in ac- cordo con gli uffici competenti. La legittimazione delle organizzazioni multilaterali è fondata sul loro mandato intergovernativo. Le loro capacità operative assicurano l’im- patto dei fondi investiti e permettono di rispondere alle crisi in modo globale. La Sviz- zera si adopera esplicitamente affinché le azioni delle organizzazioni multilaterali raf- forzino le capacità nazionali come pure il coordinamento con gli attori locali. La CI svizzera collabora con le organizzazioni multilaterali principalmente in tre modi: 1) versando contributi generali attraverso il proprio budget multilaterale allo scopo di sostenere il mandato specifico dell’organizzazione in questione; 2) (co)fi- nanziando programmi specifici attuati in determinati Paesi o settori attraverso budget bilaterali, tematici, umanitari e di promozione della pace; 3) mettendo a disposizione esperti svizzeri inviati tramite l’aiuto umanitario o la DPDU.
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Quale Stato membro di organizzazioni multilaterali e impegnandosi nei loro organi direttivi, tramite la CI la Svizzera apporta competenze e conoscenze ed esercita un’in- fluenza sui loro orientamenti. In questo modo promuove le proprie priorità e i propri interessi a livello globale. La CI svizzera si adopera anche per migliorare l’efficacia e l’efficienza delle organizzazioni multilaterali, sostenendone i meccanismi di traspa- renza, responsabilizzazione e controllo, nell’intento di assicurare la fiducia dei Paesi membri e quindi i loro finanziamenti. Tra le 78 organizzazioni delle Nazioni Unite e le 16 banche multilaterali di sviluppo, la CI svizzera ha selezionato 24 organizzazioni prioritarie57. Si tratta di cinque banche multilaterali di sviluppo, di dieci agenzie dell’ONU e di nove altre organizzazioni considerate importanti ai fini della strategia. Il livello di sostegno finanziario svizzero è determinato in base al mandato dell’organizzazione, alle sue prestazioni, al valore aggiunto, agli obiettivi (n. 3.3.2) e alle possibilità per la Svizzera di incidere sul suo operato. Il profilo della Svizzera e la sua capacità di influire sul sistema multilaterale sono rafforzati dallo statuto di Stato ospite e dal posizionamento di Ginevra quale capitale del multilateralismo. Per attuare gli orientamenti strategici della CI, la Svizzera intrat- tiene, del resto, un partenariato istituzionale con i tre Centri ginevrini (GCSP, GICHD e DCAF).
3.5.3 Azione locale e di prossimità
Gli interventi della CI devono essere radicati e sostenuti a livello nazionale e locale dai governi come anche dagli attori della società civile o del settore privato dei Paesi partner, per far sì che questi siano in grado di portarli avanti al momento del disimpe- gno della Svizzera. Affinché ciò sia possibile, la CI si assicura che il proprio contri- buto sia in linea con piani di sviluppo nazionali, regionali o locali. Nel periodo 2025–2028 la CI svizzera e i suoi partner di attuazione lavoreranno siste- maticamente con i governi, le organizzazioni e le popolazioni locali. La CI fa in modo che gli attori nazionali siano coinvolti nei processi di gestione dei progetti e privilegia, nei limiti del possibile, i meccanismi nazionali per finanziare programmi di portata sistemica, seguendo in questo senso le raccomandazioni dell’OCSE/CAS58.
3.5.4 Nuove tecnologie
Le nuove tecnologie possiedono un enorme potenziale di trasformazione delle società. Talvolta le implicazioni future non sono facili da cogliere, come nel caso dell’intelli- genza artificiale. In ogni caso, contribuiscono a rendere più efficaci ed efficienti le risposte alle sfide complesse cui devono fare fronte l’aiuto umanitario e la coopera- zione allo sviluppo. Inoltre, offrendo strumenti per la gestione delle risorse, l’ammi- nistrazione pubblica, le finanze e i sistemi sanitari, svolgono un ruolo cruciale per il raggiungimento degli OSS. Il ricorso alle nuove tecnologie implica però anche dei rischi. Può ampliare il divario digitale tra i Paesi e tra le collettività, creando disparità. La CI svizzera intende quindi rafforzare le competenze in questo campo, la resilienza dei servizi pubblici e della società civile, e ridurre la cosiddetta «frattura digitale», il che implica il sostegno a sistemi di dati affidabili. La digitalizzazione comporta anche
57 Per l’elenco e la descrizione delle organizzazioni multilaterali prioritarie, cfr. allegato 2.
58 www.oecd.org> DAC Mid-term Review Switzerland 2022
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un rischio per la protezione dei dati, che è d’importanza vitale per preservare la di- gnità, l’integrità e la sicurezza delle persone. La Svizzera si adopera affinché la digi- talizzazione sia accompagnata da un quadro normativo solido, conforme al diritto in- ternazionale pubblico. Sostiene inoltre il rafforzamento della difesa delle organizzazioni multilaterali e delle ONG contro i ciberattacchi.
3.5.5 Valorizzazione delle competenze svizzere
La Svizzera può mettere a disposizione competenze e un valore aggiunto riconosciuti per diverse tematiche chiave in materia di sviluppo, come il federalismo, la democra- zia diretta, la formazione professionale duale, i dati, le statistiche e le innovazioni tecnologiche, per citare solo alcuni esempi. I Paesi partner manifestano un forte inte- resse per le competenze della Svizzera, in particolare quelle dei centri di ricerca, del settore privato, dei Cantoni e degli uffici federali. La CI utilizza e valorizza queste competenze facilitando la messa a disposizione, per l’attuazione dei programmi, delle conoscenze presenti in seno all’amministrazione pubblica. È il caso, per esempio, dell’Ufficio federale di statistica (UST), dell’Istituto federale della proprietà intellet- tuale (IPI), della SEM, dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) o dei Servizi del Parlamento. Nei limiti del possibile, la CI svizzera intende sviluppare ulterior- mente questo approccio promettente.
3.5.6 Cooperazione con altri attori
Per attuare gli orientamenti strategici, i vari strumenti della CI svizzera interagiscono strettamente con o tramite altri attori. In tutti i suoi rapporti di lavoro, la CI svizzera si assicura che i propri partenariati apportino un valore aggiunto ai fini della realizza- zione dell’Agenda 2030. I partner devono essere coscienti delle asimmetrie di potere esistenti, impedire gli sfruttamenti, gli abusi e le molestie sessuali, rispettare i principi di non discriminazione e applicare una politica di tolleranza zero in materia di corru- zione.
Governi dei Paesi prioritari I governi sono i principali responsabili e attori dello sviluppo dei rispettivi Paesi. La Svizzera privilegia la collaborazione diretta con i partner governativi a livello nazio- nale, regionale o comunale in funzione del tipo di sostegno, della volontà di riforma e delle possibilità di impatto. Una valutazione dei rischi permette di scegliere le mi- gliori modalità di sostegno per rafforzare i sistemi nazionali ed evitare di appoggiare élite che frenano le riforme. Nell’ambito della collaborazione con i governi, un dia- logo politico regolare permette di valutare e adattare i partenariati.
Settore privato Il settore privato, incluse le imprese sociali e di impatto, è indispensabile per mobili- tare risorse, competenze e capacità d’innovazione ai fini dell’attuazione dell’Agenda 2030. Con la sua forza innovatrice, le conoscenze specialistiche, i canali di distribuzione, le opportunità e le capacità d’investimento, considerato anche il ruolo svolto nella formazione professionale, il settore privato è imprescindibile per attuare la CI. Questa, a sua volta, promuove condizioni quadro favorevoli agli investimenti privati.
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I partenariati con il settore privato si concretizzano, in primo luogo, tramite strumenti di finanziamento o d’investimento che permettono, per esempio, di attenuare i rischi finanziari in caso di disfunzioni del mercato (p. es. SDG Impact Finance Initiative, SIFEM o partecipazioni a fondi strutturati). Questi strumenti incentivano il settore privato a investire in Paesi che senza l’intervento della CI non sarebbero abbastanza attrattivi o verrebbero considerati insicuri. Collaborando con l’ecosistema svizzero dell’investimento di impatto, la CI può generare un effetto leva per i Paesi partner e rafforzare al tempo stesso la piazza finanziaria svizzera. La CI collabora poi con il settore privato tramite iniziative multi-stakeholder, grazie alle quali attori pertinenti del settore privato entrano in contatto con altri attori, in particolare della società civile (p. es. Piattaforma svizzera per il cacao sostenibile, Swiss Better Gold). Per garantire l’impatto in materia di sviluppo, la CI collabora con il settore privato rispettando prin- cipi rigidi quali l’addizionalità e la non distorsione dei mercati. Anche l’aiuto umanitario beneficia delle competenze del settore privato svizzero re- clutandovi gli esperti del CSA o impiegando servizi logistici, materiali e altre innova- zioni messe a punto congiuntamente.
Organizzazioni non governative La CI svizzera collabora, a seconda del contesto, con ONG locali, svizzere o di Paesi terzi. Le ONG contribuiscono in modo sostanziale alla riduzione della povertà, all’ac- cesso ai servizi socioeconomici, alla giustizia sociale, al rafforzamento dello spazio democratico, alla preservazione dei beni pubblici globali e alla diversità culturale. I partenariati si fondano sulle competenze e sulle prestazioni di ciascuna ONG. La col- laborazione avviene secondo tre modalità: 1) conferendo commesse secondo le norme di trasparenza e concorrenza degli appalti pubblici per attuare la presente Strategia CI; 2) assegnando contributi mirati, tematici o geografici che concorrano al raggiungi- mento degli obiettivi della CI (unicamente da parte della DSC); 3) versando a ONG svizzere di grandi dimensioni, alleanze di ONG svizzere, federazioni cantonali di coo- perazione o organizzazioni mantello contributi di programma volti a sostenere l’at- tuazione delle loro strategie (unicamente da parte della DSC)59. La CI svizzera continuerà a collaborare con le ONG svizzere sulla base delle loro competenze, delle loro prestazioni passate, della durata della loro presenza nei diversi contesti e della loro conformità alla Strategia CI 2025–2028.
Centri di ricerca La cooperazione con la ricerca scientifica permette di comprendere le sfide inerenti allo sviluppo nella loro globalità e interdipendenza nonché di sviluppare soluzioni tecnologiche, sociali e politiche innovative per farvi fronte. Si tratta di un approccio essenziale per una CI efficace e sostenibile. Sono avviate collaborazioni sia con scuole universitarie, scuole universitarie professionali, università e istituzioni di promozione della ricerca fondamentale e applicata in Svizzera (Fondo nazionale per la ricerca scientifica, Innosuisse) e nei Paesi in sviluppo, sia con istituzioni di ricerca interna- zionali o fondazioni private. Numerosi Paesi in sviluppo sono interessati a collaborare
59 L’elenco delle ONG sostenute dalla DSC è disponibile all’indirizzo: www.dsc.admin.ch > Partenariati > Commesse e contributi > Contributi a ONG
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con la Svizzera nel campo della ricerca e dell’innovazione. Questo tipo di coopera- zione promuove l’innovazione, le relazioni diplomatiche e la reputazione della Sviz- zera.
Altri donatori La CI coopera con altri donatori, soprattutto Paesi ad alto reddito (p. es. gli Stati mem- bri dell’UE), e con organizzazioni filantropiche. Il coordinamento è essenziale per accrescere l’efficacia della CI evitando doppioni o una dispersione delle risorse. Per questa ragione la Svizzera si impegna attivamente nei meccanismi di coordinamento dell’aiuto dei Paesi prioritari. È inoltre aperta alla collaborazione con tutti i donatori, in particolare con quelli emergenti (Cina, India, Paesi del Golfo) o le fondazioni do- natrici, a patto che vi sia un’intesa sui principi di efficacia dell’aiuto. Dialogando con questi donatori, si adopera affinché i valori e i principi internazionali trovino piena applicazione.
3.6 Responsabilità dell’attuazione
3.6.1 Tre unità governative responsabili
I quattro disegni di decreti federali per la CI 2025–2028 riguardano le attività di tre unità amministrative: la DSC e la DPDU (per il DFAE) e la SECO (per il DEFR). Queste attività sono finanziate dai cinque crediti d’impegno proposti al Parlamento. Diversi altri uffici federali realizzano, nel quadro dei rispettivi preventivi, attività in- ternazionali in parte contabilizzate come aiuto pubblico allo sviluppo (APS) secondo i criteri dell’OCSE, ma che non sono coperte dal presente messaggio.
Direzione dello sviluppo e della cooperazione, DSC (DFAE) La DSC è il centro di competenza della Confederazione in materia di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario, ed è responsabile del coordinamento in questi ambiti. Conduce direttamente o (co)finanzia interventi che contribuiscono al raggiungimento dei quattro obiettivi della presente strategia in un numero ridotto di Paesi considerati prioritari. Secondo quanto previsto, la DSC gestirà circa l’84 per cento degli impegni finanziari connessi ai crediti d’impegno per la CI 2025–2028.
Divisione Pace e diritti umani, DPDU (DFAE) La DPDU, che fa parte della Segreteria di Stato del DFAE, è il centro di competenza per la promozione della pace, dei diritti umani e della democrazia. Il suo operato è volto a prevenire i conflitti armati, a risolvere pacificamente quelli in atto, a consoli- dare il quadro normativo internazionale, in particolare per quanto riguarda i diritti umani, e a proteggere le vittime di conflitti armati, di altre situazioni di violenza o di catastrofi. Secondo quanto previsto, la DPDU gestirà circa il 2 per cento degli impe- gni finanziari connessi ai crediti d’impegno per la CI 2025–2028.
Campo di prestazioni Cooperazione e sviluppo economici della Segreteria di Stato dell’economia, SECO (DEFR) La SECO è il centro di competenza per la cooperazione economica allo sviluppo. Concentra le proprie attività sulle questioni chiave della politica economica e com- merciale, ossia la creazione di condizioni quadro per uno sviluppo economico soste-
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nibile e inclusivo come anche lo sviluppo del settore privato e l’urbanizzazione. Se- condo quanto previsto, la SECO gestirà circa il 14 per cento degli impegni finanziari connessi ai crediti d’impegno per la CI 2025–2028.
Complementarità e sinergie tra DSC, DPDU e SECO Le tre unità descritte nei paragrafi precedenti sono in- serite in due diversi dipartimenti federali. Questo per- mette di far confluire nella CI prospettive e compe- tenze complementari. Il DFAE apporta le proprie competenze sulle questioni di politica estera. L’ampia rete di rappresentanze svizzere all’estero gli garantisce una conoscenza approfondita dei contesti e delle realtà locali, oltre a una comprensione delle dinamiche regio- nali. Il DEFR mette a disposizione le proprie compe- tenze in materia di politica economica e commercio e la sua esperienza a livello di iniziative condotte con il settore privato. L’attuazione dell’obiettivo generale di sviluppo economico sostenibile spetta principalmente al DEFR (n. 3.3.2.). Le tre unità responsabili operano in modo complementare, in funzione dei rispettivi ambiti di competenza. Il fatto che la presente strategia sia comune ai due dipartimenti e che siano stati definiti quattro obiettivi e quattro regioni (n. 3.3) permette di garantire la coerenza dell’impegno della Svizzera all’estero. In base alla legge cooperazione e aiuto umanitario, l’aiuto finanziario multilaterale per lo sviluppo nell’ambito della CI è un compito comune della DSC e della SECO, che stabiliscono congiuntamente, per tutte le misure di aiuto finanziario multilaterale, le istituzioni beneficiarie, gli importi assegnati e le condizioni di attuazione. Defini- scono inoltre di comune accordo la posizione della Svizzera negli organi direttivi delle istituzioni internazionali e regionali di finanziamento dello sviluppo. Nell’ambito delle banche di sviluppo, il ruolo di governatore è assunto dal DEFR e quello di go- vernatore supplente dal DFAE. Le rappresentanze svizzere all’estero raggruppano il personale diplomatico, consolare e quello della CI, così come altri attori dell’Amministrazione federale (addetti alla migrazione, addetti alla difesa, addetti di polizia ecc.), e hanno il compito di assicurare la coerenza della politica estera svizzera.
Comitato interdipartimentale per lo sviluppo e la cooperazione internazionali (CISCI) Il CISCI è la piattaforma che permette a tutti i servizi federali interessati di essere consultati su temi di loro competenza e di contribuire attivamente alle riflessioni e agli orientamenti della CI. Ne sono membri il DFGP (SEM, IPI) per gli aspetti migratori e per le questioni inerenti alla proprietà intellettuale, il DATEC (UFAM) per gli aspetti ambientali, il DFI (MeteoSvizzera, UST, UFSP, UFC) per le questioni relative ai ri- schi meteorologici e climatici, i dati statistici e la sanità, nonché il DEFR (UFAG) per
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la trasformazione dei sistemi alimentari e la sicurezza alimentare. Questa forma di collaborazione è risultata fruttuosa e sarà rafforzata nella Strategia CI 2025–2028. Oltre al CISCI, esistono meccanismi di coordinamento/gestione per alcune tematiche specifiche, come la sanità, il clima, la migrazione, la cultura, le materie prime e la politica economica esterna.
Commissione consultiva per la cooperazione internazionale (CC CI) La CC CI è una commissione extraparlamentare che offre consulenza al Consiglio federale in materia di CI. Esamina gli obiettivi, le priorità e il concetto globale della CI e può formulare suggerimenti e raccomandazioni. È composta da 12 membri pro- venienti dalla società civile, dal mondo economico e dagli ambienti scientifici. Ogni anno si riunisce quattro volte ed effettua una visita di lavoro in un Paese partner.
Forum annuale della cooperazione internazionale (IC Forum) L’IC Forum è un congresso specialistico che si tiene a cadenza annuale e riunisce rappresentanti del mondo politico, della ricerca, del settore privato, della finanza, delle ONG e della società civile. I dibattiti che vi si tengono sono orientati all’individua- zione e alla diffusione di soluzioni innovative che consentano di far fronte alle sfide globali. Il forum è aperto al pubblico.
3.7 Finanze
3.7.1 Crediti d’impegno
Ogni quattro anni il Parlamento decide gli stanziamenti a favore della CI sotto forma di crediti d’impegno. Con il presente messaggio, il Consiglio federale propone cinque crediti d’impegno in quattro decreti federali per un importo complessivo di 11,45 mi- liardi di franchi per il periodo 2025–2028. La Strategia CI 2025–2028 prevede i cinque crediti d’impegno seguenti: 1) il credito «Aiuto umanitario» (DSC) copre i contributi destinati a organizzazioni internazionali e a opere assistenziali internazionali in caso di situazioni di crisi e di conflitto, nonché l’esecuzione delle operazioni umanitarie decise dal Consiglio federale; 2) il credito «Cooperazione allo sviluppo» (DSC) copre la cooperazione tecnica e l’aiuto finanzia- rio a favore dei Paesi in sviluppo, come anche i contributi generali alle organizzazioni multilaterali, che rappresentano il 40 per cento di questo credito (cfr. tabella 1). Per quanto riguarda i contributi generali alle organizzazioni multilaterali, viene mantenuta la ripartizione indicativa di due terzi (66 %) alle istituzioni finanziarie internazionali e un terzo (34 %) alle agenzie dell’ONU nonché ai fondi e alle reti globali; 3) il credito «Cooperazione economica» (SECO) copre le misure di politica economica e commer- ciale bilaterali condotte a titolo di cooperazione allo sviluppo; dal 2025 gli importi destinati ai Paesi dell’Est sono inseriti nei crediti di cui ai punti 2 e 3; 4) il credito «Pace e sicurezza umana» (DPDU) copre le misure di promozione della pace e della sicurezza umana; 5) il credito «Capitale per la Fondazione CICR» (DSC) permette l’aumento mirato della partecipazione al capitale di questa fondazione deciso dal Con- siglio federale a giugno del 2022. Qualsiasi proposta relativa a questo credito deve essere considerata alla luce di possibili decisioni future del Consiglio federale.
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Tramite i cinque crediti d’impegno, il Parlamento autorizza il Consiglio federale ad assumere impegni finanziari per le sue attività di CI. I crediti richiesti rappresentano il tetto massimo degli impegni che la Confederazione può assumere tra il 2025 e il 2028. I pagamenti inerenti agli impegni assunti possono essere effettuati anche suc- cessivamente al 2028. I crediti d’impegno corrispondono in media al 108 per cento dei pagamenti previsti per il periodo in questione (cfr. riquadro). I crediti di pagamento sono previsti nel piano finanziario 2025–2027 ed estrapolati per l’anno 2028. I pagamenti previsti (tab. 1) corrispondono a circa il 3 per cento delle spese della Confederazione. L’utilizzo dei crediti d’impegno è vincolato a un’evolu- zione favorevole delle finanze federali. Restano dunque possibili eventuali tagli nell’ambito del processo annuale di approvazione del preventivo della Confedera- zione ad opera del Parlamento. Sul totale dei crediti a preventivo previsti per la Strategia CI 2025–2028, 1,5 miliardi di franchi saranno destinati all’Ucraina e 1,6 miliardi alla lotta contro i cambiamenti climatici. Il resto verrà ripartito tra le quattro regioni geografiche, gli affari multilate- rali, le priorità tematiche e i contributi alle ONG, in proporzione analoga a quella della Strategia in corso (2021–2024). In concreto, i fondi seguenti sono riservati all’Ucraina per il periodo 2025–2028 (il totale corrisponde a ca. CHF 1,5 mia.): a) per interventi di sostegno a favore del Paese e della regione: dal 5 al 10 per cento del preventivo complessivo della CI; b) per la ricostruzione del Paese: i futuri contributi della Svizzera alla rico- struzione dell’Ucraina saranno parzialmente finanziati dai fondi della CI; l’aumento delle spese previsto per il periodo 2025–2028, pari complessiva- mente a 648 milioni di franchi, sarà messo interamente a disposizione per la ricostruzione in Ucraina. A seconda dell’evolversi della situazione sul posto, le somme riservate alla ricostruzione potranno essere stanziate per interventi di sostegno attuati dalle tre unità della CI a favore del Paese e della regione, e viceversa. La CI fornisce un contributo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi finanziari internazionali in materia di clima e biodiversità, nei limiti del suo mandato di soste- gno ai Paesi in sviluppo e alle regioni e alle fasce della popolazione più svantaggiate. Alla stregua della Strategia 2021–2024, anche in quella che coprirà il periodo 2025– 2028 saranno stanziati 400 milioni di franchi all’anno per l’obiettivo finanziario ri- guardante il clima. Un maggiore finanziamento da parte del settore privato a favore del clima e dell’ambiente, biodiversità inclusa, resta un obiettivo centrale della pre- sente strategia. Gli impegni finanziari della CI sono complementari ad altri stanzia- menti, come il credito d’impegno per l’ambiente globale approvato dal Parlamento l’8 marzo 2023 o ulteriori fondi che saranno messi a disposizione in futuro. Il DFAE e il DEFR portano avanti una stretta collaborazione con il DATEC nell’intento di definire le opzioni per il finanziamento ambientale internazionale, nel quadro della CI e in altri ambiti. Gli interventi coperti dai crediti d’impegno sono descritti ai numeri 3.3.2 e 3.5.1. L’al- legato 5 fornisce informazioni supplementari sulla ripartizione dei fondi nei crediti d’impegno.
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La partecipazione della Svizzera all’aumento di capitale delle banche multilaterali di sviluppo non rientra nel presente messaggio concernente la Strategia CI, trattandosi di investimenti effettuati mediante l’acquisto di azioni o garanzie. Secondo la prassi abituale per la CI, simili investimenti non ricorrenti non sono né finanziati né com- pensati tramite i preventivi ordinari.
Stanziamenti (crediti d’impegno) e pagamenti (crediti a preventivo / crediti di pa- gamento) L’impegno per un programma implica in genere pagamenti su diversi anni. Per que- sto motivo, una parte dei pagamenti inerenti agli impegni assunti per il periodo 2025– 2028 interverrà soltanto dopo il 2028. Analogamente, nel corso del quadriennio in questione saranno effettuati pagamenti relativi a impegni assunti prima del 2025. Gli impegni assunti (crediti d’impegno) sono superiori ai pagamenti previsti per il periodo 2025–2028 segnatamente per due ragioni: - il contesto in cui opera la CI, in particolare le situazioni fragili (crisi imprevedi- bili, eventi politici ecc.) può comportare ritardi, cambiamenti o l’abbandono di progetti o programmi. In questi casi, una parte degli impegni non si traduce in pagamenti; - gli impegni comprendono fondi stanziati da partner terzi (p. es. quando un Paese donatore delega alla Svizzera la gestione dei propri fondi nell’ambito di un pro- gramma comune) che non rientrano nei crediti di pagamento. Non vi è da temere alcun superamento degli importi previsti nel piano finanziario di legislatura. La gestione mediante crediti d’impegno è collaudata e trova applicazione da anni in altri ambiti (formazione, ricerca e innovazione, portafogli immobiliari di armasuisse e dell’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica).
Permeabilità e possibilità di trasferimento di crediti Per poter rispondere con una certa flessibilità a bisogni straordinari nei campi dell’aiuto umanitario o della cooperazione allo sviluppo, la DSC può continuare a procedere, come nell’ambito del messaggio CI 2021–2024, a trasferimenti annuali tra i crediti d’impegno e i crediti a preventivo «Azioni umanitarie», «Cooperazione allo sviluppo» e «Contributi a organizzazioni multilaterali» per un importo pari a 60 mi- lioni di franchi all’anno. Ogni anno possono essere trasferiti al massimo 8 milioni di franchi tra il preventivo inerente al CSA e il credito a preventivo «Azioni umanitarie» e 3 milioni di franchi tra il preventivo riguardante il PEP e il credito di pagamento «Gestione civile dei conflitti e diritti umani». Dato che nella collaborazione con l’eco- nomia privata gli strumenti finanziari sono impiegati in funzione dei progetti e non è possibile una pianificazione a lungo termine, la DSC e la SECO hanno la possibilità di trasferire ogni anno metà dei fondi previsti tra i crediti a preventivo «Mutui e par- tecipazioni Paesi in sviluppo», «Contributi agli investimenti Paesi in sviluppo», Azioni umanitarie» e «Cooperazione allo sviluppo» della DSC, nonché «Mutui e par- tecipazioni Paesi in sviluppo», «Contributi agli investimenti Paesi in sviluppo» e «Cooperazione economica» della SECO. Nel quadro dei crediti d’impegno, la DSC, la SECO e la DPDU attuano programmi di sviluppo di lunga durata con specialisti esterni. Anche il ricorso a esperti della Con- federazione viene preso in considerazione con sempre maggiore frequenza. Visto però
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che questo tipo di intervento non può essere finanziato tramite i crediti d’impegno, viene effettuato un trasferimento di fondi a favore del preventivo della CI (DSC fino a CHF 3 mio. all’anno sui crediti a preventivo «Azioni umanitarie» e «Cooperazione allo sviluppo», SECO fino a CHF 1 mio. all’anno sul credito a preventivo «Coopera- zione economica»). Tenuto conto di una certa imprevedibilità, le possibilità di trasferimento tra i crediti di pagamento sopra descritti sono soltanto indicative. Queste saranno richieste al Par- lamento su base annua con il messaggio sul preventivo. L’importo dei trasferimenti richiesti potrà quindi differire dagli importi qui indicati.
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Tabella 1 Piano finanziario e impegni per l’attuazione della CI 2025–2028
Cifre secondo il piano finanziario 2024–2026 aggiornato
(in mio. CHF, cifre arrotondate) Unità ammi- Impegni1) % Preventivo Piano finanziario Totale N. nistrativa di credito 2025–28 2024 2025 2026 2027 2028 2025–28 Credito d’impegno Aiuto umanitario DSC 2 862,1 25% 508,7 639,2 652,8 669,0 685,7 2 646,8 Azioni umanitarie A231.0332 22,2% 428,7 559,2 572,8 589,1 605,7 2 326,8 Contributo di sede al CICR A231.0333 2,8% 80,0 80,0 80,0 80,0 80,0 320,0 Credito d’impegno Cooperazione allo sviluppo DSC 6 649,4 58,1% 1 564,1 1 479,0 1 512,4 1 550,5 1 589,3 6 131,2 Cooperazione allo sviluppo (bilaterale)2) A231.0329 35,1% 988,7 880,2 900,9 923,8 946,9 3 651,9 Contributi a organizzazioni multilaterali A231.0330 12,4% 328,2 345,4 348,3 356,5 372,2 1 422,4 Ricostituzione IDA (Banca Mondiale) A231.0331 10,3% 242,2 246,5 256,3 263,2 263,0 1 029,1 Mutui e partecipazioni Paesi in sviluppo A235.0112 0,0% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Contributi agli investimenti CI3) A236.0141 0,3% 4,9 6,8 6,8 7,0 7,2 27,9 Credito d’impegno Cooperazione economica SECO 1 608,5 14,0% 353,9 361,9 367,3 376,4 385,8 1 491,5 Cooperazione economica 3) A231.0202 12,3% 301,4 313,6 322,3 331,4 340,8 1 308,2 Mutui e partecipazioni Paesi in sviluppo A235.0101 1,3% 35,0 35,0 35,0 35,0 35,0 140,0 Contributi agli investimenti Paesi in sviluppo4) A236.0142 0,4% 17,6 13,3 10,0 10,0 10,0 43,3 Credito d’impegno Pace e sicurezza umana5) 273,9 2,4% 58,8 63,1 64,4 66,0 67,6 261,1 Gestione civile dei conflitti e diritti umani DPDU A231.0338 2,4% 57,7 61,9 63,3 64,8 66,5 256,5 Azioni a favore del diritto internazionale6) DDIP A231.0340 0,0% 1,1 1,1 1,1 1,2 1,2 4,6 Credito d’impegno Capitale per la Fonda- DSC 57,2 0,5% 0,0 14,3 14,3 14,3 14,3 57,2 zione CICR7) A231.xxxx 0,5% 0,0 14,3 14,3 14,3 14,3 57,2
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TOTALE 11 451,1 2 485,4 2 556,8 2 611,1 2 676,1 2 742,8 10 587,8 Tasso di crescita annuo 2,9% 2,1% 2,5% 2,5% 1) Sono necessari impegni superiori alle capacità di spesa in ragione del sistema di funzionamento della CI (cfr. riquadro). I pagamenti relativi a impegni assunti prima del 31 dicembre
2028 possono estendersi al 2029 e oltre.
2) Nel messaggio riguardante la CI 2021–2024, i fondi relativi al credito a preventivo A231.0336 «Cooperazione allo sviluppo nei Paesi dell’Est» erano esposti a parte. Nel presente messaggio sono invece consolidati nel credito a preventivo A231.0329 «Cooperazione allo sviluppo (bilaterale)» e nel credito A231.0202 «Cooperazione economica» (cfr. anche n. 6.5.4 del messaggio CI 2021–2024 [FF 2019]). 3) Nel messaggio concernente la CI 2021–2024, i fondi relativi al credito a preventivo A231.0210 «Cooperazione economica allo sviluppo nei Paesi dell’Est» erano esposti a parte. Nel presente messaggio sono invece consolidati nel credito di pagamento A231.0202 «Cooperazione economica (bilaterale)» e nel credito A231.0329 «Cooperazione allo sviluppo». 4) I contributi agli investimenti includono i mutui senza interessi, rimborsabili a determinate condizioni, e le partecipazioni esposte al rischio di prima perdita (first-loss), concesse dalla DSC e dalla SECO in conformità ai rispettivi compiti e competenze. 5) A partire dal 2024 sarà trasferito 1 milione dal credito a preventivo A231.0338 «Gestione civile dei conflitti e diritti umani» al credito a preventivo A231.0441 «Istituzione svizzera per i diritti umani (ISDU)». Questi fondi non figurano quindi nella presente tabella e sono stati richiesti con un tetto massimo di spesa a parte per il periodo 2023–2026. 6) Il credito in essere A231.0340 «Azioni a favore del diritto internazionale» è stato integrato nella Strategia CI. 7) In vista del centenario della Fondazione per il CICR, la Svizzera ha deciso di versare un contributo federale pari al massimo a 100 milioni di franchi per partecipare all’aumento di capitale della fondazione. Le rate annuali ammonteranno al massimo a 14,3 milioni di franchi a partire dal 2025. I versamenti annuali saranno effettuati a condizione che la quota della Confede- razione non superi il 20 per cento dell’aumento di capitale già realizzato. A titolo di parziale contropartita, a partire dal 2025 il DFAE compenserà nel preventivo 5 milioni all’anno per dieci anni
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3.7.2 Previsione del rincaro
Il tasso di crescita annuo applicato alla CI tiene conto del rincaro. Le ipotesi di rincaro su cui si fondano il preventivo e i crediti d’impegno figurano all’ar- ticolo 2 dei quattro decreti federali. Secondo l’indice dei prezzi al consumo, il rincaro è stato stimato a xx punti a dicembre 2023 (valore di riferimento:
100 punti a dicembre 2015). I crediti a preventivo annuali sono adeguati in
funzione delle ipotesi di rincaro attuali.
4 Ripercussioni
4.1 Ripercussioni per la Confederazione
4.1.1 Ripercussioni finanziarie
Aiuto pubblico allo sviluppo (APS)60 Le spese finanziate dai crediti d’impegno richiesti sono contabilizzabili essen- zialmente come APS in conformità alle direttive dell’OCSE. I preventivi delle tre unità interessate coprono generalmente tre quarti dell’APS della Svizzera. Anche altri attori pubblici (uffici federali, Cantoni e Comuni) svolgono atti- vità di cooperazione internazionale con i loro preventivi, contabilizzandone una parte come APS. L’APS si misura in proporzione al reddito nazionale lordo (RNL). I costi di assistenza sostenuti per i richiedenti l’asilo, le persone ammesse provvisoriamente e i profughi provenienti da Paesi in sviluppo nel corso del loro primo anno di soggiorno in Svizzera costituiscono una parte quantitati- vamente importante ma molto variabile delle spese ascrivibili all’APS61. I cre- diti della cooperazione internazionale non coprono questi costi, che sono a carico della SEM. Nel 2022 il tasso eccezionale dell’APS/RNL, pari allo 0,56 per cento, è do- vuto principalmente alle conseguenze della guerra in Ucraina, in particolare ai costi legati all’accoglienza in Svizzera dei profughi provenienti da quel Paese (statuto S). Se si escludono i costi inerenti all’asilo, il tasso è pari allo 0,40 per cento.
60 Cfr. definizione nel glossario
61 Incluse le persone bisognose di protezione prive di autorizzazione di soggiorno in Svizzera (statuto S).
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Tabella 2 Aiuto allo sviluppo (APS) della Svizzera 2017–2022 in % del in % del in % del in % del in % del in % del (in millioni di CHF) 2017 2018 2019 2020 2021 2022 RNL RNL RNL RNL RNL RNL Crediti CI* 2’234 0.33% 2’189 0.32% 2’289 0.33% 2’334 0.34% 2’402 0.34% 2’576 0.34% Altri, Confederazione (senza costi inerenti all'asilo in 482 0.07% 511 0.07% 451 0.06% 648 0.10% 782 0.11% 432 0.06% Svizzera)** Costi inerenti all'asilo in 325 0.05% 276 0.04% 282 0.04% 303 0.04% 337 0.05% 1’206 0.16% Svizzera imputabili all'APS Cantoni e Comuni 57 0.01% 56 0.01% 58 0.01% 60 0.01% 55 0.01% 60 0.01% APS della Svizzera 3’098 0.45% 3’032 0.44% 3’080 0.44% 3’346 0.49% 3’576 0.50% 4’274 0.56% APS senza i costi inerenti 2’774 0.41% 2’757 0.40% 2’798 0.40% 3’042 0.45% 3’239 0.45% 3’068 0.40% all'asilo in Svizzera RNL*** 684’300 690’513 701’071 680’929 715’194 763’940 *Escl. crediti supplementari Covid 2020–2021 e oneri propri **Incl. crediti supplementari Covid 2020–2021 e oneri propri ***RNL 2017–2021 secondo i dati dell’UST utilizzati al momento della notifica dell’APS all’OCSE. RNL 2022 sulla base dei dati PIL SECO (15.06.2023) e dei previsioni del BAK Economics (maggio 2023).
Per il periodo 2025–2028 risulta difficile fare una proiezione del tasso di APS/RNL della Svizzera in ragione sia del carattere stimato dell’RNL sia, visto il contesto internazionale, della volatilità dei costi relativi all’asilo. Sulla base delle proiezioni, il tasso APS/RNL potrebbe raggiungere lo 0,42 per cento. Escludendo i costi per l’asilo in Svizzera, la quota sarebbe dello 0,36 per cento. Tabella 3 Stime APS 2025–2028 in % dell’RNL (stato: 15.6.2023) Coefficiente stimato (in millioni di CHF) ⌀ 2025–2028 Crediti CI 0.30% Altri, Confederazione (senza costi inerenti 0.05% all’asilo in Svizzera) Costi inerenti all'asilo in Svizzera imputabili 0.06% all’APS Cantoni e Comuni 0.01% APS della Svizzera 0.42% APS senza i costi inerenti all’asilo in Svizzera 0.36%
4.1.2 Ripercussioni sulle spese proprie e
sull’effettivo del personale Durante il periodo 2025–2028, l’attuazione della CI dovrebbe generare spese proprie per un importo totale di 1136,8 milioni di franchi, di cui 920,5 imputa- bili ai costi del personale in Svizzera e nelle rappresentanze all’estero, incluso il personale locale che lavora per la CI. Messe in rapporto con i crediti d’impe- gno richiesti, tali spese rappresentano il x per cento. Poiché la focalizzazione geografica e i Paesi d’intervento non cambiano, le spese per beni e servizi, così come quelle d’esercizio e per gli immobili dovrebbero rimanere stabili. Sulla base del preventivo 2024, l’organico corrisponderà a circa 1877 equiva- lenti a tempo pieno. La CI deve poter disporre di personale con competenze
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specifiche per pianificare, monitorare e valutare i programmi, lavorare in rete, rappresentare la Svizzera nei negoziati e influenzare la politica internazionale in materia di lotta contro la povertà e di sviluppo sostenibile. Tutto questo ri- chiede personale altamente qualificato, disposto a lavorare e a risiedere in con- testi talvolta molto difficili. Impiegare collaboratori in simili contesti, sempre più frequenti, in modo che sia garantita la loro salute fisica e psichica, esige soluzioni di gestione del personale flessibili e innovative, suscettibili di gene- rare costi maggiori rispetto a situazioni più stabili. Gli impieghi in alcuni con- testi non sono privi di rischi. Affinché sia possibile adempiere l’obbligo di dili- genza del datore di lavoro, l’attuazione della presente strategia è accompagnata da un’analisi dei rischi e dei modi di ridurli mediante misure mirate. Il personale come anche le spese proprie restano stabili e vanno considerati dati indicativi. Si tratta di costi non coperti dai crediti d’impegno. Tabella 4 Parte delle spese proprie previste per l’attuazione della CI 2025–2028 (in mio. CHF, cifre arrotondate) Pre- Piano finanziario Totale ven- tivo 2024 2025 2026 2027 2028 2025– 28 DFAE (DSC1) e DPDU 2)) 253,5 253,7 253,7 253,7 253,7 1 014,8 Spese per il personale 204,1 204,3 204,3 204,3 204,3 817,3 Spese per beni e servizi e spese d’eser- 49,4 49,4 49,4 49,4 49,4 197,6 cizio DEFR (SECO)1)3) 30,5 30,5 30,5 30,5 30,5 122,0 Spese per il personale 25,8 25,8 25,8 25,8 25,8 103,2 Spese per beni e servizi e spese d’eser- 4,7 4,7 4,7 4,7 4,7 18,8 cizio TOTALE spese proprie CI 25–28 284,0 284,2 284,2 9284,2 284,2 1 136,8
Le spese proprie non fanno registrare alcun aumento poiché il rincaro delle spese per il personale è preventivato in modo centralizzato per l’intera Amministrazione fede- rale dall’Ufficio federale del personale (UFPER), che ogni anno attribuisce alle unità amministrative i fondi necessari per finanziare le misure salariali decise dal Parla- mento. 1) Le spese proprie della DSC e della SECO non includono quelle legate al perso- nale per il secondo contributo ad alcuni Stati membri dell’UE. 2) Le spese proprie della Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP) per il credito «Azioni a favore del diritto internazionale» non sono comprese dato il loro modesto ammontare. 3) I valori indicati per la SECO si riferiscono esclusivamente al campo di presta- zioni Cooperazione e sviluppo economici.
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4.2 Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni, per le
città, gli agglomerati e le regioni di montagna L’attuazione dei decreti federali proposti è di competenza esclusiva della Con- federazione e non avrà ripercussioni per i Cantoni e i Comuni sul piano finan- ziario o del personale. Le unità incaricate dell’attuazione della CI potranno collaborare con i Cantoni e i Comuni. Il sostegno della Confederazione alle istituzioni intergovernative e non governative con sede a Ginevra rafforza in- direttamente la piazza internazionale e umanitaria ginevrina e ne accresce l’at- trattiva.
4.3 Ripercussioni sull’economia
L’APS fornito dalla CI ha ricadute economiche positive in Svizzera, per esem- pio in forma di acquisti di beni e servizi oppure perché stimola attività sup- plementari di imprese private o di ONG o favorisce indirettamente l’acquisto di beni e servizi da parte di organizzazioni multilaterali presso imprese sviz- zere. Anche la Ginevra internazionale, che contribuisce al PIL svizzero nella misura dell’1 per cento, beneficia delle azioni finanziate dal presente messag- gio.
4.4 Ripercussioni sul sistema sanitario e sulla
società La pandemia di COVID-19 ha mostrato che le pandemie non costituiscono unicamente una sfida dal punto di vista sanitario, ma anche una minaccia per la sicurezza mondiale, la prosperità economica, la stabilità sociale e la parità di genere. Rafforzare la sicurezza sanitaria globale è nell’interesse della Sviz- zera, che in questo modo protegge la propria popolazione e la propria econo- mia. L’impegno nel campo della sanità sarà intensificato nel quadro dell’obiettivo «Sviluppo umano» (cfr. n. 3).
4.5 Ripercussioni sull’ambiente
La CI fa in modo di stimolare l’impatto positivo e di evitare gli effetti negativi delle proprie attività sull’ambiente, nei Paesi in sviluppo e su scala mondiale. Contribuisce ad adempiere gli impegni finanziari internazionali assunti dalla Svizzera nell’ambito di accordi ambientali multilaterali. Uno dei suoi quattro obiettivi riguarda specificamente il clima e l’ambiente (cfr. n. 3).
4.6 Altre ripercussioni
La CI completa e rafforza altri ambiti della politica estera, come l’azione di- plomatica, la politica economica esterna o la politica estera in materia di sa- lute.
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5 Aspetti giuridici
5.1 Costituzionalità e legalità
Le basi giuridiche della CI, che si fonda sull’articolo 54 Cost., sono la legge federale del 19 marzo 197662 su la cooperazione allo sviluppo e l’aiuto uma- nitario internazionali e la relativa ordinanza del 12 dicembre 197763, la legge federale del 4 ottobre 199164 concernente la partecipazione della Svizzera alle istituzioni di Bretton Woods e la legge federale del 19 dicembre 200365 su misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell’uomo. L’Assemblea federale può stanziare i crediti d’impegno ai sensi dell’articolo 167 Cost. e dell’articolo 9 capoverso 1 della legge federale su la cooperazione allo sviluppo e l’aiuto umanitario internazionali per i crediti «Aiuto umanitario», «Cooperazione allo sviluppo», «Cooperazione econo- mica» e «Capitale per la Fondazione CICR», e dell’articolo 4 della legge pace e diritti umani per il credito d’impegno «Pace e sicurezza umana». Secondo questi articoli, i fondi in questione sono stanziati in forma di crediti d’impegno pluriennali. La legge federale del 30 settembre 201666 sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est ha effetto fino al 31 dicembre 2024. La prosecuzione ol- tre il 2024 dell’aiuto alla transizione rientrerà nel disciplinamento della legge cooperazione e aiuto umanitario, che è formulata in modo sufficientemente ampio per costituire la base giuridica dell’aiuto agli Stati dell’Europa dell’Est.
5.2 Compatibilità con gli impegni internazionali
della Svizzera Il progetto è compatibile con gli obblighi internazionali della Svizzera. La CI rappresenta una misura autonoma del nostro Paese ed è coerente con il diritto commerciale internazionale, che mira in particolare a impedire la concessione di sussidi che provochino distorsioni di mercato a favore delle imprese sviz- zere. La Svizzera si è impegnata anche a fare in modo che gli aiuti alimentari non siano legati alla fornitura di prodotti agricoli o di altri beni o servizi sviz- zeri, conformemente al numero 23 lettera c della decisione ministeriale dell’OMC del 19 dicembre 201567 sulla concorrenza all’esportazione nel set- tore agricolo. La Svizzera tiene inoltre conto delle raccomandazioni dell’OCSE del 2023 «DAC Recommendation on Untying Official Deve- lopment Assistance»68.
62 RS 974.0 63 RS 974.01 64 RS 979.1 65 RS 193.9 66 RS 974.1 67 RU 2019 587
68 www.oecd.org> DAC Recommendation on Untying ODA
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5.3 Forma dell’atto
Conformemente all’articolo 163 capoverso 2 Cost.69 e all’articolo 25 capo- verso 2 della legge sul Parlamento70, la forma prevista per l’adozione degli atti è quella del decreto federale semplice (non soggetto a referendum).
5.4 Subordinazione al freno alle spese
Conformemente all’articolo 159 capoverso 3 lettera b Cost., i quattro decreti federali necessitano del consenso della maggioranza di entrambe le Camere, dato che ciascuno di essi comporta una nuova spesa superiore a 20 milioni di franchi.
5.5 Conformità alla legge sui sussidi
5.5.1 Importanza del sussidio per il raggiungimento
degli obiettivi perseguiti dalla Confederazione L’importanza e la giustificazione di questi crediti d’impegno sono illustrate in dettaglio al numero 1, mentre la loro forma e il loro ammontare sono specifi- cati al numero 3. La CI è di competenza della Confederazione, che può tutta- via collaborare con i Cantoni o i Comuni per le corrispondenti attività.
5.5.2 Gestione materiale e finanziaria del sussidio
La concessione dei contributi della CI avviene sulla base di obiettivi definiti ed è gestita tramite strumenti di monitoraggio, controllo e valutazione. Questi strumenti garantiscono che i contributi siano giustificati e impiegati in modo economico ed efficace, in conformità alle esigenze della politica finanziaria (art. 1 della legge del 5 ottobre 199071 sui sussidi). La CI evita di sostituirsi agli sforzi e alle prestazioni dei governi, degli attori della società civile e del settore privato. La CI opera secondo le istruzioni del 24 settembre 201072 sulla politica della Confederazione in materia di gestione dei rischi. A questo scopo si è dotata di strumenti specifici per identificare, misurare, mitigare e monitorare i rischi legati al proprio mandato. L’applicazione delle linee direttive in materia di gestione dei rischi e di lotta contro le irregolarità, l’audit di progetti e pro- grammi, un sistema di controllo interno efficace nonché la revisione sistema- tica delle procedure di gestione contribuiscono a ridurre i rischi. A cadenze regolari vengono condotti analisi indipendenti e scambi con le rappresentanze svizzere, finalizzati a valutare e, all’occorrenza, adeguare le modalità di la- voro nell’ottica della gestione dei rischi connessi alla realizzazione dei pro- grammi e alla sicurezza dei collaboratori e dei partner all’estero.
69 RS 101 70 RS 171.10 71 RS 616.1 72 FF 2010 5759
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Le unità responsabili della CI svizzera seguono attentamente la salute finan- ziaria e la gestione delle organizzazioni partner sostenute, e organizzano dia- loghi periodici sulla valutazione e la gestione dei rischi. Questa prassi viene applicata anche al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), soprat- tutto in considerazione del fatto che la Svizzera è lo Stato ospite dell’organiz- zazione. Al momento tali discussioni vengono intensificate.
5.6 Procedura di concessione
Le competenze finanziarie e il controllo dell’impiego dei fondi nell’ambito della CI sono disciplinati dall’ordinanza del 12 dicembre 197773 su la coope- razione allo sviluppo e l’aiuto umanitario internazionali (OCSAU), dalla legge pace e diritti umani e da direttive specifiche degli uffici federali. La DSC, la DPDU e la SECO hanno definito e applicano procedure e direttive trasparenti volte a orientare l’impiego dei fondi ai risultati. Nell’attuazione delle attività, queste unità conferiscono le commesse in conformità alla legi- slazione in materia di sussidi e secondo le disposizioni dell’Accordo del 15 aprile 199474 sugli appalti pubblici, della legge federale del 21 giugno
201975 sugli appalti pubblici e delle relative ordinanze76. Nell’acquisizione di
beni e servizi, inclusi i lavori di costruzione, le tre unità mirano, entro i limiti previsti dalla legge e al di là degli aspetti economici, a promuovere il rispetto delle norme sociali e ambientali, e quindi a rafforzare le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile secondo l’Agenda 2030, sia in Svizzera, sia nei Paesi in sviluppo.
5.7 Durata e struttura degli aiuti
La CI rappresenta un compito senza limitazioni temporali. I contributi sono invece stanziati con limiti di tempo e sono rinnovabili. Per ottenere gli effetti auspicati, in generale si rende tuttavia necessario un sostegno duraturo. In li- nea di principio, l’importo dei contributi non diminuisce.
73 RS 974.01 74 RU 1996 609 75 RS 172.056.1
76 RS 172.056.11 e RS 172.056.15
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Abbreviazioni
ACT-A Access to COVID-19 Tools Accelerator APS Aiuto pubblico allo sviluppo AU Aiuto umanitario CAS Comitato di aiuto allo sviluppo dell’OCSE CC CI Commissione consultiva per la cooperazione internazio- nale CI Cooperazione internazionale della Svizzera CICR Comitato internazionale della Croce Rossa CISCI Comitato interdipartimentale per lo sviluppo e la coopera- zione internazionali Cost. Costituzione federale del 18 aprile 1999 della Confedera- zione Svizzera (RS 101) CSA Corpo svizzero di aiuto umanitario (DFAE) DATEC Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni DCAF Centro per la governance del settore della sicurezza DDPS Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport DEFR Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca DFAE Dipartimento federale degli affari esteri DFGP Dipartimento federale di giustizia e polizia DFI Dipartimento federale dell’interno DPDU Divisione Pace e diritti umani DSC Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DFAE) FAO Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura FMI Fondo monetario internazionale FISA Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo GCSP Centro ginevrino per la politica di sicurezza GICHD Centro internazionale per lo sminamento umanitario
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IDA Associazione internazionale per lo sviluppo della Banca Mondiale IMZ Struttura di cooperazione interdipartimentale in materia di migrazione internazionale (istituita dal Consiglio federale nel 2011, riunisce gli uffici pertinenti del DFAE, del DEFR e del DFGP) IPI Istituto federale della proprietà intellettuale Legge cooperazione e Legge federale del 19 marzo 1976 sulla cooperazione allo aiuto umanitario sviluppo e l’aiuto umanitario internazionali (RS 974.0) Legge pace e diritti Legge federale del 19 dicembre 2003 su misure di promo- umani zione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell’uomo (RS 193.9) OCSE Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo econo- mico ONG Organizzazione non governativa ONU Organizzazione delle Nazioni Unite OCSAU Ordinanza del 12 dicembre 1977 su la cooperazione allo sviluppo e l’aiuto umanitario internazionali (RS 974.01) OSCE Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Eu- ropa OSS Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 PEP Pool di esperti per la promozione civile della pace (DFAE) PIL Prodotto interno lordo PMI Piccole e medie imprese RNL Reddito nazionale lordo SECO Segreteria di Stato dell’economia (DEFR) SES Segreteria di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri SEFRI Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’inno- vazione SEM Segreteria di Stato della migrazione (DFGP) SIFEM Fondo d’investimento svizzero per i mercati emergenti (Swiss Investment Fund for Emerging Markets), società di finanziamento allo sviluppo della Confederazione UE Unione europea
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UFAG Ufficio federale dell’agricoltura UFAM Ufficio federale dell’ambiente UFC Ufficio federale della cultura UFSP Ufficio federale della sanità pubblica UST Ufficio federale di statistica
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Glossario
Agenda 2030 Con i suoi 17 obiettivi, l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile costituisce un quadro globale di riferimento per tre dimensioni inscindibili: ambiente, economia e società. La Svizzera riconosce l’importanza dell’Agenda 2030, che pur non essendo un quadro giuridicamente vincolante rappresenta uno strumento per la definizione di obiettivi politici e la formazione delle opinioni sia per la politica interna sia per quella estera. L’Agenda 2030 costituisce un quadro di riferimento anche per la politica estera digitale (cfr. politica estera digitale).
Aiuto pubblico allo sviluppo L’OCSE definisce l’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) come l’insieme dei «contributi, forniti a Paesi e territori sull’elenco dei beneficiari di APS o a istituzioni multilaterali, che soddisfano i seguenti criteri: i) provengono da or- ganismi pubblici; ii) mirano essenzialmente a favorire lo sviluppo economico e a migliorare il tenore di vita dei Paesi in sviluppo e iii) sono elargiti a con- dizioni agevolate». L’APS viene calcolato in maniera retrospettiva in base alle direttive del CAS e permette di confrontare l’impegno dei Paesi donatori e mostrare la sua evoluzione nel tempo. Per quanto riguarda il tasso di APS della Svizzera si tratta di un indice di misura e non di uno strumento di pilo- taggio. Le sue componenti presentano fluttuazioni importanti: in particolare, l’evoluzione congiunturale dell’RNL e i costi di assistenza ai richiedenti l’asilo sono difficili da prevedere. Nell’APS della Svizzera sono contabiliz- zate spese di diversi dipartimenti dell’Amministrazione federale, dei Cantoni e dei Comuni. I budget della CI (senza le spese proprie di DSC, DPDU e SECO) coprono il 70–75 per cento dell’APS svizzero.
Blue Peace Visione secondo cui l’acqua può essere un vettore della coesistenza pacifica di tutti gli esseri umani. «Blue Peace» è anche un’iniziativa diplomatica della Svizzera basata su una serie di progetti e programmi destinati a promuovere la cooperazione transfrontaliera, intersettoriale e intergenerazionale nel set- tore dell’acqua a diversi livelli per incoraggiare lo sviluppo socioeconomico sostenibile, contribuendo in tal modo alla stabilità, alla prosperità, alla sicu- rezza e alla pace.
Buoni uffici Insieme degli sforzi che una parte terza intraprende per contribuire a risolvere pacificamente un conflitto fra due o più Stati. I buoni uffici della Svizzera si suddividono in tre categorie: mandati come potenza protettrice (cfr. potenza
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protettrice), Stato ospite di negoziati di pace nonché mediazione, facilitazione e sostegno ai processi di mediazione e negoziato (cfr. facilitazione e media- zione). I buoni uffici vanno dall’assistenza tecnica o organizzativa (p. es. messa a disposizione di una sede per una conferenza) ai servizi di mediazione o alla partecipazione a processi di pace internazionali.
Cooperazione internazionale Insieme degli strumenti dell’aiuto umanitario, della cooperazione allo svi- luppo e della promozione della pace e della sicurezza umana utilizzati dal DFAE e dal DEFR.
Do no harm Metodo di valutazione e di programmazione che permette di analizzare gli effetti degli interventi della cooperazione internazionale su una situazione di conflitto e di generare opzioni per modificare gli interventi in funzione della sensibilità al conflitto. «Do no harm» analizza se gli elementi del progetto sostengono involontariamente fattori che contribuiscono alle tensioni o fattori che riducono i conflitti. (Mary B. Anderson, 1999).
Fondi flessibili Fondi utilizzati per finanziare azioni specifiche a breve o medio termine al di fuori dei Paesi prioritari al fine di 1) facilitare il collegamento con la politica migratoria, 2) sostenere dinamiche regionali o transfrontaliere, 3) cogliere opportunità specifiche in linea con le priorità della strategia CI 2025–2028 e in coerenza con le strategie geografiche e tematiche della politica estera svizzera.
Fragilità La combinazione di esposizione a rischi e insufficiente capacità di uno Stato, di un sistema o di una comunità di gestire, assorbire o mitigare tali rischi. La fragilità può avere conseguenze negative, come la violenza, il fallimento delle istituzioni, lo sfollamento forzato di popolazioni, le crisi umanitarie o altre situazioni di emergenza (OSCE).
Impresa a impatto sociale Qualsiasi attività privata svolta nell’interesse pubblico, organizzata secondo una strategia imprenditoriale. L’impatto positivo, sociale o ambientale, è lo scopo principale dell’impresa (for impact) o rientra tra le attività imprendito- riali (with impact).
Investimento di impatto L’investimento di impatto o a impatto sociale (impact investing) è una strate- gia di investimento che mira a generare sia un impatto sociale e/o ambientale che un ritorno sull’investimento.
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Mandato Nell’ambito della collaborazione con altri attori, per mandato si intendono i contratti per prestazioni di servizi conclusi secondo le norme di trasparenza e concorrenza degli appalti pubblici con ONG o altri attori della cooperazione internazionale.
Misure complementari Al di là del suo impegno nei Paesi prioritari, la SECO attua puntualmente mi- sure complementari. In tal modo, applica le sue competenze tematiche in fun- zione di una domanda e a complemento delle priorità di altri settori dell’Am- ministrazione federale, in particolare della DSC e della SEM.
Misure e programmi globali Le misure globali della SECO e i programmi globali della DSC affrontano sfide globali i cui effetti sono percepiti al di là delle frontiere di un singolo Paese e che richiedono un’azione collettiva (finanze e commercio, migra- zione, cambiamenti climatici e ambiente, acqua, sicurezza alimentare, salute). Mirano a influenzare e definire standard universalmente riconosciuti per con- tribuire a far fronte a queste sfide. Si impegnano in processi intergovernativi, iniziative globali e regionali e azioni innovative in determinati Paesi per inci- dere sul quadro normativo internazionale.
Nexus Legame strutturale tra i vari strumenti della cooperazione internazionale (aiuto umanitario, cooperazione allo sviluppo e promozione della pace e della sicurezza umana) istituito nel quadro di un progetto, in particolare in caso di crisi prolungate.
Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) L’Agenda 2030, adottata nel 2015 da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, è un approccio comune alla pace e alla prosperità per le popolazioni e il pianeta. Si articola intorno a 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) che devono essere raggiunti attraverso la collaborazione a livello mondiale di tutti i Paesi industrializzati, emergenti e in via di sviluppo. Gli OSS si concentrano in particolare sui gruppi di popolazione svantaggiati e discriminati e devono contribuire a plasmare un mondo più equo, più sano, più pacifico e più sociale.
One health L’approccio «one health» promuove la collaborazione tra la medicina umana, quella veterinaria e le scienze ambientali allo scopo di ottenere risultati mi- gliori in termini di sanità pubblica.
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Paesi in sviluppo Paesi a basso o medio reddito idonei a ricevere APS secondo l’elenco definito dall’OCSE (cfr. nota a piè di pagina dell’all. 1).
Paesi prioritari Paesi in cui la DSC e la SECO sono impegnate in seguito all’analisi dei tre criteri (bisogni, valore aggiunto, interesse) con mezzi adeguati e un pro- gramma pluriennale.
Partner Attori con i quali la CI collabora per raggiungere i propri obiettivi. I partner possono essere governi, organizzazioni multilaterali, imprese private, ONG, fondazioni donatrici, istituzioni accademiche o qualsiasi altro attore perti- nente.
Povertà estrema Dal 2015, secondo la Banca Mondiale una persona è in condizioni di povertà estrema se ha un reddito inferiore a 1,90 USD al giorno (parità di potere d’ac- quisto nel 2011, ossia un potere di acquisto di 1,90 USD negli Stati Uniti nel 2011). In genere le persone che vivono in condizioni di povertà estrema non possiedono alcun mezzo di trasporto (bicicletta o simile) né un letto e ogni giorno devono percorrere lunghe distanze a piedi per rifornirsi di acqua e le- gna. La definizione viene periodicamente adattata dalla Banca Mondiale te- nendo conto dell’andamento del costo della vita.
Settore privato Il settore privato è formato dagli attori che non presentano una partecipazione di maggioranza dello Stato e che hanno uno scopo di lucro. Nell’ambito della presente strategia, il termine include anche le imprese sociali, gli investitori di impatto e alcune fondazioni donatrici (nello specifico quelle delle imprese multinazionali).
Società civile La società civile comprende quella parte della società che è relativamente in- dipendente dallo Stato e dal settore privato. È costituita da gruppi che si orga- nizzano intorno a interessi, scopi o valori comuni, come le ONG, le associa- zioni e le fondazioni caritatevoli, i gruppi di cittadini, le organizzazioni religiose, i partiti politici, le associazioni professionali, i sindacati, i movi- menti sociali o i gruppi d’interesse.
Stato di diritto Primato del diritto rispetto al potere del più forte. Sul piano nazionale, la fun- zione dello Stato di diritto è tutelare la preminenza del diritto a tutti i livelli
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dello Stato e, di riflesso, la libertà dei cittadini. A livello di politica estera, lo Stato di diritto è fondamentale per promuovere la pace e la sicurezza interna- zionali, il progresso economico e sociale, lo sviluppo e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Viene instaurato in primo luogo mediante il rafforzamento del diritto internazionale (cfr. diritto internazionale), che ga- rantisce la stabilità politica e l’affidabilità delle relazioni internazionali.
Track 1 Nel contesto della promozione della pace, si tratta di negoziati, colloqui o dia- loghi politici in cui i principali attori del conflitto sono rappresentati a livello di dirigenti, cioè gli alti responsabili dei governi e i dirigenti degli attori non statali armati. Nella maggior parte dei conflitti violenti, questi attori compren- dono almeno uno Stato.
Whole of government Lo scopo dell’approccio interdipartimentale (whole of government) è aumen- tare la coerenza e l’efficacia delle attività svolte dalle autorità esecutive di uno Stato rafforzando la collaborazione e migliorando il coordinamento tra le unità amministrative. I vari dipartimenti ricorrono anche a strumenti propri per adempiere i loro compiti. L’approccio interdipartimentale mira a coordinare questi strumenti e a combinarli tra loro per consentire all’Amministrazione federale di essere più efficace ed efficiente di fronte a compiti complessi.
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Allegati
Allegato 1
Paesi prioritari della DSC e della SECO Paesi in cui la DSC e la SECO sono impegnate con un programma di coope- razione pluriennale fino al 2028. I Paesi meno avanzati sono indicati in cor- sivo, la sfumatura di colore per quanto riguarda la DSC rappresenta l’intensità con cui uno strumento è presente nel Paese.
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* Paesi attualmente senza rappresentanza in loco, programma spesso gestito dai Paesi confinanti. ** La DSC dà un contributo finanziario limitato in altri Paesi nel quadro del mandato universale di aiuto umanitario (Algeria, Repubblica popolare democratica di Corea, Libia, Nigeria). L’elenco potrebbe variare in base al contesto internazionale nel periodo 2025-2028. 1 Misure della SECO in Azerbaigian complementari al programma della DSC nel Caucaso meri- dionale (Armenia e Georgia).
Adeguamento degli strumenti di lavoro in funzione dei contesti La CI svizzera non opera in tutti i Paesi prioritari allo stesso modo, né con gli stessi obiettivi. In alcuni Paesi assolve in primo luogo il suo mandato umanitario di salvare vite e di alleviare le sofferenze, mentre in altri cerca di accompagnare gli sforzi di sviluppo sostenibile e di lotta contro la po- vertà dei Paesi partner. Sempre più spesso la CI combina un approccio a breve, medio e lungo termine che permette di rispondere all’urgenza ma anche di lavorare alla riduzione dei fattori strutturali di vulnerabilità e fra- gilità. I risultati attesi, le modalità di lavoro, le strutture di gestione, i costi e i rischi cambiano in base al contesto e allo sviluppo del Paese. La pre- senza congiunta dell’aiuto umanitario, della cooperazione allo sviluppo e della promozione della pace rafforza l’impatto e il ruolo della Svizzera.
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Allegato 2
Elenco delle organizzazioni multilaterali prioritarie La CI della Svizzera sostiene 24 organizzazioni multilaterali prioritarie: Organizzazione Mandato Legame con la Svizzera Banca Mondiale (BM) e Il loro obiettivo è ridurre la povertà concedendo prestiti a condizioni Tra i 10 princi- Associazione internazionale per lo agevolate ai governi e facendo (solo l’IDA) donazioni ai Paesi più po- pali finanziatori sviluppo (IDA) veri, allo scopo di stimolare una crescita a beneficio delle persone più
Banche multilaterali di sviluppo povere, attenuare le disparità e migliorare le condizioni di vita delle po- polazioni. Banca africana di sviluppo e Fondo Le quattro banche regionali di sviluppo hanno il compito di promuovere Membro fonda- africano di sviluppo lo sviluppo economico sostenibile, la riduzione della povertà, il miglio- tore ramento della qualità di vita delle popolazioni dei Paesi membri, la mo- Tra i 12 principali dernizzazione delle infrastrutture, compresa la connettività, e la ridu- finanziatori Banca asiatica di sviluppo e Fondo zione delle disuguaglianze sociali, rispettivamente in Africa, Asia, Membro fonda- asiatico di sviluppo America latina e Caraibi. tore Banca interamericana di sviluppo Membro fonda- (IDB) tore Banca asiatica d’investimento per Membro fonda- le infrastrutture (AIIB) tore Ufficio per il coordinamento degli I due uffici svolgono un ruolo fondamentale coordinando l’azione dei Membro fonda- affari umanitari (OCHA) e Ufficio vari attori umanitari e dello sviluppo e garantendo una reazione coerente tore
Coordinamento per il coordinamento delle attività ed efficace in situazioni d’emergenza. di sviluppo (BCAD) Fino al 2019 il BCAD era integrato nel PNUS e sostenuto dalla CI at- traverso quest’ultimo, poi è stato scorporato per ragioni di governance.
Programma delle Nazioni Unite per Sostiene i Paesi in sviluppo nell’elaborazione e nell’attuazione di poli- Membro fonda- lo sviluppo (PNUS) tiche nazionali di sviluppo sostenibile allo scopo di aiutarli a raggiun- tore gere i loro obiettivi di sviluppo e quelli convenuti a livello internazio- Tra i 10 princi- nale, in particolare gli OSS. pali finanziatori
Agenzie centrali di sviluppo Fondo delle Nazioni Unite per l’in- Promuove i diritti dell’infanzia, contribuisce a soddisfare i bisogni fon- Membro fonda- fanzia (UNICEF) damentali dei bambini e offre loro possibilità di sfruttare appieno il pro- tore prio potenziale. È anche partner importante dell’aiuto umanitario in ma- Tra i 10 princi- teria di protezione e accompagnamento dei bambini in situazioni di pali finanziatori crisi. Fondo delle Nazioni Unite per la Agenzia specializzata nelle dinamiche demografiche, in particolare Membro fonda- popolazione (UNFPA) nella promozione del diritto alla salute e dei diritti sessuali e riprodut- tore tivi. Tra i 10 princi- pali finanziatori Entità delle Nazioni Unite per Promuove l’eliminazione delle discriminazioni, la lotta contro la vio- Membro fonda- l’uguaglianza di genere e l’empo- lenza nei confronti delle donne e delle ragazze e l’uguaglianza di ge- tore werment femminile (UN Women) nere. Programma alimentare mondiale È la più grande organizzazione umanitaria del mondo e uno dei princi- Membro fonda- Organizza- zioni umanita- (PAM) pali partner dell’aiuto umanitario. Ogni anno fornisce aiuto alimentare tore rie a oltre 158 milioni di persone in 120 Paesi. Agenzie/fondi Alto Commissariato delle Nazioni È l’unica organizzazione dell’ONU autorizzata dall’Assemblea generale Membro fonda- tematici delle Unite per i rifugiati (ACNUR) a proteggere e sostenere rifugiati e apolidi in tutto il mondo. tore Nazioni Unite Ginevra
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Movimento internazionale della Il Comitato internazionale della Croce Rossa e la Federazione Internazio- Tra i 10 princi- Croce Rossa e Mezzaluna Rossa nale delle Società Nazionali di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa ope- pali finanziatori (CICR) rano come un’istituzione indipendente e neutrale per proteggere e assi- Sede a Ginevra stere le vittime dei conflitti armati e di altre situazioni di violenza. UNRWA L’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profu- Diretta dalla Svi- ghi palestinesi in Medio Oriente dà un notevole contributo alla stabilità zzera della regione, dove fornisce servizi di base a cinque milioni di profughi palestinesi. Alto Commissariato dell’ONU per Ha il compito di promuovere e tutelare i diritti umani di tutte le persone. Sede a Ginevra i diritti umani (OHCHR) Coordina a questo scopo gli sforzi internazionali volti a garantire il ri- spetto dei diritti umani, svolge indagini e si pronuncia sulle violazioni dei diritti umani nel mondo. Fondo delle Nazioni unite per il Sostiene attività di consolidamento della pace nei Paesi reduci da un con- Tra i 10 princi- consolidamento della pace flitto o sull’orlo di una guerra. pali finanziatori (UNPBF) Organizzazione mondiale della sa- È incaricata di dirigere e coordinare l’azione in materia sanitaria a livello Marcata funzione nità (OMS) mondiale, definire i programmi di ricerca in ambito sanitario, stabilire normativa norme e criteri e fornire sostegno tecnico ai Paesi. Sede a Ginevra Membro fonda- tore UNAIDS Il Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’HIV/AIDS è incaricato di Membro fonda-
Agenzie/fondi tematici delle Nazioni Unite produrre dati scientifici, coordinare le azioni promosse all’interno del si- tore stema dell’ONU e condurre la lotta contro l’HIV/AIDS. Tra i 10 princi- pali finanziatori Fondo globale per la lotta contro È un meccanismo finanziario che ha l’obiettivo di mobilitare ed erogare Tra i 10 princi- l’AIDS, la tubercolosi e la malaria ingenti fondi per migliorare la prevenzione e il trattamento di AIDS, tu- pali finanziatori (GFATM) bercolosi e malaria, rafforzando al contempo i sistemi sanitari e contri- Sede a Ginevra buendo ad anticipare e gestire le pandemie. Membro fonda- tore Gruppo consultivo per la ricerca Partenariato mondiale per la ricerca agricola che si adopera per ridurre la Membro fonda- agricola internazionale (CGIAR) povertà, incrementare la sicurezza alimentare, migliorare la salute e l’ali- tore mentazione delle popolazioni e garantire una gestione più sostenibile delle risorse naturali. Fondo internazionale per lo svi- Fondo che funziona in maniera analoga alle istituzioni finanziarie inter- Tra i 10 princi- luppo agricolo (FISA) nazionali (IFI) e agenzia specializzata delle Nazioni Unite a Roma, mira pali finanziatori a garantire alle comunità rurali povere i mezzi necessari per migliorare la loro sicurezza alimentare e nutrizionale, aumentare i redditi e rafforzare la resilienza. Fondo verde per il clima (GCF) Sostiene gli sforzi e le capacità istituzionali dei Paesi in sviluppo nell’af- Membro fonda- frontare le sfide legate ai cambiamenti climatici, in particolare riduzione tore delle emissioni di gas serra e adattamento agli effetti dei cambiamenti cli- matici. Partenariato globale per l’educa- Mira a migliorare l’accesso equo a un’istruzione di qualità per tutti i bam- Membro sup- zione (GPE) bini, in particolare quelli più svantaggiati, nei Paesi a basso reddito e in plente del consi- quelli in situazioni di crisi. Sostiene i Paesi nella costruzione di sistemi glio di ammini- educativi solidi e resistenti per migliorare l’insegnamento e l’apprendi- strazione mento, resistere agli shock e affrontare le sfide del XXI secolo.
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Figura 3: Illustrazione del mandato delle organizzazioni multilaterali prioritarie in fun- zione degli obiettivi di sviluppo
Nota bene: le banche multilaterali di sviluppo sono collocate nell’obiettivo di sviluppo economico (istitu- zioni finanziarie, prestiti/donazioni ai governi, contributo allo sviluppo economico dei progetti sostenuti, ...), ma i progetti finanziati riguardano tutti e quattro gli obiettivi di sviluppo.
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Allegato 3
Basi legali
Articolo 5 legge cooperazione e aiuto umanitario
1 La cooperazione allo sviluppo appoggia gli sforzi dei Paesi in via di svi-
luppo per migliorare le condizioni di vita delle loro popolazioni. Essa deve contribuire a permettere a questi Paesi di accrescere il loro sviluppo con le proprie forze. A lungo termine essa persegue un miglior equilibrio nell’am- bito della comunità dei popoli.
2 Essa sostiene prioritariamente i Paesi in via di sviluppo, le regioni e i
gruppi di popolazione più poveri. Essa promuove in particolare: a) lo sviluppo rurale; b) il miglioramento delle condizioni alimentari, segnatamente me- diante la produzione agricola per l’autoapprovvigionamento; c) l’artigianato e la piccola industria locale; d) la creazione di posti di lavoro; e) il conseguimento e il mantenimento dell’equilibrio ecologico e de- mografico.
Articolo 7 legge cooperazione e aiuto umanitario L’aiuto umanitario deve contribuire, mediante misure preventive e di soc- corso, a preservare la vita umana in pericolo e ad alleviare le sofferenze; esso è destinato in particolare alle popolazioni vittime d’una catastrofe na- turale o di un conflitto armato.
Articolo 2 legge pace e diritti umani Con le misure di politica estera previste dalla presente legge all’articolo 3, la Confederazione persegue gli obiettivi seguenti: a) contribuire a prevenire, mitigare o risolvere conflitti armati, in particolare mediante la promozione della fiducia reciproca, la me- diazione e le attività di consolidamento della pace al termine delle ostilità, nonché mediante la promozione del diritto umanitario in- ternazionale; b) contribuire a rafforzare i diritti dell’uomo, promuovendo i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali di persone o gruppi di persone; c) promuovere i processi democratici.
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