Messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2025–2028 (messaggio sulla cultura)
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Messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2025–2028 (Messaggio sulla cultura 2025–2028)
Rapporto esplicativo per la procedura di consultazione
del 9 giugno 2023
Compendio
Nel presente messaggio il Consiglio federale definisce l’impostazione della politica cultu- rale della Confederazione per il periodo 2025–2028. La cultura svizzera si trova ad affron- tare sfide importanti che riguardano tutti i livelli statali, gli attori e gli ambiti della cultura. Il Consiglio federale le ha raggruppate in sei campi d’azione con relativi obiettivi, i quali determineranno le priorità nell’attività della Confederazione durante il periodo di finanzia- mento 2025–2028. Concepiti in una prospettiva nazionale, i campi d’azione e gli obiettivi gettano le fondamenta per una più stretta collaborazione e un maggiore coordinamento all’interno della politica culturale in Svizzera, nel rispetto delle competenze esistenti. Ad attuazione della politica culturale federale negli anni 2025–2028, il Consiglio federale chiede un importo complessivo di 1001,9 milioni di franchi, corrispondenti a un incremento reale medio dello 0,2 per cento delle spese della Confederazione rispetto al preventivo 2024. Chiede inoltre la modifica di quattro leggi federali in ambito culturale.
Situazione iniziale La legge sulla promozione della cultura prevede un messaggio pluriennale concernete il fi- nanziamento della promozione culturale della Confederazione (messaggio sulla cultura). Og- getto del presente messaggio sulla cultura è il periodo di finanziamento 2025–2028. Il mes- saggio comprende le spese di riversamento dell’Ufficio federale della cultura (UFC) nonché i preventivi della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia e del Museo nazionale sviz- zero (MNS). Contenuto del progetto Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla promozione della creazione culturale, alla conservazione del patrimonio culturale e alla partecipazione della popolazione alla vita culturale. La cultura arricchisce la nostra vita, unisce le persone, trasmette conoscenze sul passato, aiuta a capire il presente e permette di immaginare il futuro. Dal 2016 il Consiglio federale ha sancito la partecipazione culturale, la coesione sociale e la promozione della creazione e dell’innovazione come capisaldi della politica culturale della Confederazione, tuttora validi come obiettivi a lungo termine. La crisi scatenata dalla pandemia di COVID-19 negli anni dal 2020 al 2022 è stata un mo- mento di svolta per il settore della cultura in Svizzera, in quanto ha accelerato e accentuato diverse tendenze già in atto come lo spostamento della fruizione di film verso le piattaforme digitali o la precarietà di molti operatori culturali in termini di sicurezza sociale. La Confe- derazione ha colto questa crisi come opportunità per analizzare in maniera approfondita le attuali sfide per la cultura in Svizzera, coinvolgendo i Cantoni, le Città, i Comuni e le asso- ciazioni culturali. Le sfide individuate sono state raggruppate in sei campi d’azione: cultura come settore occupazionale, aggiornamento della promozione della cultura, trasformazione digitale nella cultura, cultura come dimensione della sostenibilità, patrimonio culturale come memoria vivente e governance nella cultura. Per ogni campo d’azione sono stati definiti obiet- tivi nazionali che affrontano le sfide specifiche nel relativo ambito. Nel periodo 2025–2028 la Confederazione fisserà le priorità della propria attività in base ai sei campi d’azione e ai relativi obiettivi. Le priorità sono in particolare: − garantire una retribuzione adeguata agli operatori culturali professionisti, miglio- rare le condizioni quadro professionali e le pari opportunità;
− prendere in considerazione le fasi lavorative che precedono e seguono la produ- zione e adeguare le offerte di promozione ai nuovi sviluppi; − sostenere la trasformazione digitale degli attori culturali e prendere in considera- zione i nuovi formati digitali e ibridi di produzione, diffusione e mediazione; − incentivare la sostenibilità nel settore culturale e promuovere la coesione sociale attraverso un ampio accesso alla cultura; − promuovere la conservazione, l’ulteriore sviluppo e la mediazione del patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale della Svizzera e affrontare con traspa- renza le questioni legate al patrimonio culturale problematico; − potenziare la cooperazione e il coordinamento tra gli attori culturali in Svizzera, intensificare la collaborazione con altri ambiti politici e nella politica culturale in- ternazionale, stabilire un monitoraggio del settore della cultura. Ad attuazione della politica culturale negli anni 2025–2028, il Consiglio federale chiede un importo complessivo di 1001,9 milioni di franchi, corrispondenti a un incremento reale medio dello 0,2 per cento rispetto al preventivo 2024 (incremento nominale medio pari all’1,2 per cento). Nel preventivo 2024 tutte le spese scarsamente vincolate, di cui fanno parte quelle per la cultura, saranno inferiori del 2 per cento rispetto al piano finanziario origina- riamente previsto per il 2024, conformemente alla decisione del Consiglio federale del 15 feb- braio 2023. Per quanto riguarda le modifiche di legge proposte, si sottolineano in particolare quelle alla legge sulla Biblioteca nazionale e alla legge sul trasferimento dei beni culturali: nella prima il Consiglio federale intende introdurre il deposito legale per gli Helvetica digitali («deposito legale digitale»), in modo da garantire che la Biblioteca nazionale svizzera (BN) possa adem- piere al proprio incarico di collezione e mediazione anche in questo ambito; nella seconda intende invece creare le basi legali per l’attuazione della mozione 22.3023 CSEC-N («Piatta- forma per la ricerca sulla provenienza dei beni culturali in Svizzera»).
1 Rilevanza della cultura 8
2 Sfide per la cultura in Svizzera 10
2.1 Cultura come settore occupazionale 10
2.2 Aggiornamento della promozione della cultura 13
2.3 Trasformazione digitale nella cultura 15
2.4 Cultura come dimensione della sostenibilità 16
2.5 Patrimonio culturale come memoria vivente 17
2.6 Governance nella cultura 19
3 Politica culturale della Confederazione 21
3.1 Orientamento della politica culturale della Confederazione 21
3.1.1 Premessa 21
3.1.2 Priorità della Confederazione 22
3.2 Operatori della politica culturale della Confederazione 24
3.2.1 Ufficio federale della cultura 24
3.2.2 Pro Helvetia 27
3.2.3 Museo nazionale svizzero 28
3.3 Valutazione del messaggio sulla cultura 2021–2024 29
3.4 Rapporto con il programma di legislatura e con le strategie del Consiglio
federale 32
3.5 Stralcio di interventi parlamentari 32
4 Risultati della consultazione 32
5 Misure di promozione 32
5.1 Creazione culturale professionale in generale 33
5.1.1 Sicurezza sociale degli operatori culturali 33
5.1.2 Organizzazioni di operatori culturali professionisti 35
5.1.3 Diffusione, promozione e scambi culturali all’estero 36
5.1.4 Premi culturali svizzeri 37
5.2 Ambiti di promozione e discipline 38
5.2.1 Priorità interdisciplinari e mediazione artistica 38
5.2.2 Arti visive 39
5.2.3 Design, inclusi i videogiochi 41
5.2.4 Arti sceniche 42
5.2.5 Letteratura 45
5.2.6 Musica 47
5.2.7 Cinema 49
5.3 Istituzioni della memoria e patrimonio culturale 53
5.3.1 Musei e collezioni 53
5.3.2 Museo nazionale svizzero 57
5.3.3 Biblioteca nazionale svizzera 60
5.3.4 Patrimonio cinematografico 62
5.3.5 Patrimonio culturale immateriale 63
5.4 Cultura della costruzione 64
5.4.1 Processo e Alleanza di Davos per la cultura della costruzione 64
5.4.2 Strategia interdipartimentale sulla cultura della costruzione 65
5.4.3 Promozione della tutela dei monumenti storici, dell’archeologia e
della protezione degli insediamenti 66
5.4.4 La cultura della costruzione come aspetto della sostenibilità 68
5.5 Cultura e società 69
5.5.1 Partecipazione culturale e cultura amatoriale 69
5.5.2 Lingue e comprensione 73
5.5.3 Scuole svizzere all’estero 75
5.5.4 Jenisch, Sinti e vita nomade 76
5.6 Collaborazione e basi 77
5.6.1 Dialogo istituzionale 77
5.6.2 Statistica e monitoraggio 78
5.6.3 Politica culturale internazionale 79
6 Commenti alle modifiche di legge 82
6.1 Legge sulle lingue (progetto 1) 82
6.2 Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (progetto 2) 82
6.3 Legge sulla biblioteca nazionale (progetto 3) 85
6.4 Legge sul trasferimento dei beni culturali (progetto 4) 88
7 Commenti ai decreti che stanziano crediti 89
7.1 Osservazioni preliminari 89
7.2 Ufficio federale della cultura 89
7.2.1 Osservazioni preliminari 89
7.2.2 Limite di spesa per aiuti finanziari dell’UFC in virtù della legge
sulla promozione della cultura (Progetto 5) 90
7.2.3 Limite di spesa Cinema (Progetto 6) 91
7.2.4 Limite di spesa per aiuti finanziari dell’UFC in virtù della legge
sul trasferimento dei beni culturali (Progetto 7) 92
7.2.5 Credito d’impegno Cultura della costruzione in virtù della legge
sulla protezione della natura e del paesaggio (Progetto 8) 92
7.2.6 Limite di spesa Lingue e comprensione (Progetto 9) 93
7.2.7 Limite di spesa Scuole svizzere all’estero (Progetto 10) 94
7.3 Limite di spesa Pro Helvetia (Progetto 11) 94
7.4 Limite di spesa Museo nazionale svizzero (Progetto 12) 96
7.5 Tavola sinottica delle finanze 97
7.6 Evoluzione finanziaria 98
8 Ripercussioni 98
8.1 Ripercussioni per la Confederazione 98
8.1.1 Ripercussioni finanziarie 98
8.1.2 Ripercussioni sull’effettivo del personale 98
8.1.3 Ripercussioni sugli immobili della Confederazione 98
8.1.4 Altre ripercussioni 99
8.2 Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni nonché per i centri urbani, gli
agglomerati e le regioni di montagna 99
8.3 Ripercussioni economiche 99
8.4 Ripercussioni sulla società 99
8.5 Ripercussioni sull’ambiente 100
8.6 Altre ripercussioni 100
9 Aspetti giuridici 100
9.1 Costituzionalità e legalità 100
9.2 Forma dell’atto 101
9.3 Subordinazione al freno delle spese 101
9.4 Conformità alla legge sui sussidi 101
9.5 Delega di competenze legislative 105
Elenco delle abbreviazioni
Allegati 1 Modifica della legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (Legge sulle lingue, LLing) (Disegno) 2 Modifica della legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN) (Di- segno) 3 Modifica della legge federale sulla Biblioteca nazionale svizzera (Legge sulla Biblioteca nazionale, LBNS) (Disegno) 4 Modifica della legge federale sul trasferimento internazionale dei beni culturali (Legge sul trasferimento dei beni culturali, LTBC) (Disegno) 5 Decreto federale che stabilisce un limite di spesa per aiuti finanziari dell’Ufficio federale della cultura in virtù della legge sulla promozione della cultura nel periodo 2025–2028 (Disegno) 6 Decreto federale che stabilisce un limite di spesa nell’ambito del cinema nel periodo 2025–2028 (Disegno) 7 Decreto federale che stabilisce un limite di spesa nell’ambito del trasferimento dei beni culturali nel periodo 2025–2028 (Disegno) 8 Decreto federale che stanzia un credito d’impegno nell’ambito della cultura della co- struzione nel periodo 2025–2028 (Disegno) 9 Decreto federale che stabilisce un limite di spesa nell’ambito delle lingue e della com- prensione nel periodo 2025–2028 (Disegno) 10 Decreto federale che stabilisce un limite di spesa nell’ambito delle scuole svizzere all’estero nel periodo 2025–2028 (Disegno) 11 Decreto federale che stabilisce un limite di spesa per Pro Helvetia nel periodo 2025–
2028 (Disegno)
12 Decreto federale che stabilisce un limite di spesa per il Museo nazionale svizzero nel periodo 2025–2028 (Disegno)
Rapporto esplicativo
1 Rilevanza della cultura
Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla promozione della creazione culturale, alla conservazione del patrimonio culturale e alla partecipazione della popolazione alla vita culturale. La Costituzione federale pone la promozione della diversità culturale in stretta cor- relazione con la comune prosperità, lo sviluppo sostenibile e la coesione interna del Paese (cfr. art. 2 cpv. 2 Cost. 1) e dichiara espressamente che la promozione della cultura è un com- pito dello Stato (art. 67a Cost. Formazione musicale, art. 70 Cost. Lingue, art. 71 Cost. Cine- matografia, art. 78 Cost. Protezione della natura e del paesaggio). Basandosi sulla definizione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), la Confederazione adotta un’accezione ampia del concetto di cultura, che non si limita all’arte in senso stretto 2. In questo senso, la cultura è un fattore fondamentale della vita sociale: unisce le persone, trasmette conoscenze sul passato, aiuta a capire il presente e permette di immaginare il futuro. L’arte è una manifestazione primaria della cultura umana. Dà vita a forme d’espressione inattese i cui molteplici significati stimo- lano la riflessione critica, aprono nuove prospettive e contribuiscono a creare una società aperta. Le associazioni culturali creano un contesto che consente a un’ampia fetta della popo- lazione di dedicarsi ad attività culturali proprie e contribuiscono a promuovere la partecipa- zione e l’inclusione. Un ambiente di vita realizzato secondo criteri di qualità crea identità e ha un effetto positivo sulla coesione sociale. Un’offerta culturale vivace e l’accesso a un ricco patrimonio culturale aumentano l’attrattività di regioni, Città e Comuni. In occasione della Conferenza mondiale dell’UNESCO sulle politiche culturali e lo sviluppo sostenibile 2022 (MONDIACULT) circa 150 Stati, tra cui la Svizzera, hanno riconosciuto la cultura come bene pubblico globale (bene comune) portatore di valore intrinseco 3. Per con- servare la propria indipendenza, la cultura necessita di un quadro politico e giuridico che per- metta l’espressione dei valori culturali e la creazione di opere artistiche, il che presuppone in particolare la libertà di opinione e la libertà artistica sancite dalla Costituzione (art. 16 e 21 Cost.). Una vivace creazione culturale e artistica può avvenire solo in un ambiente che rispetti i diritti fondamentali. Ciò significa che l’arte e la cultura vanno strumentalizzate come solu- zione a problemi sociali o politici. Un compito essenziale della politica culturale è quindi quello di mantenere l’equilibrio tra l’indipendenza dell’arte e della cultura e la loro promo- zione come forze identitarie e motori di sviluppo sociale. Evoluzione della politica culturale della Confederazione dal 2012 a oggi In seguito all’entrata in vigore della legge dell’11 dicembre 2009 4 sulla promozione della cul- tura (LPCu), dal 2012 la Confederazione dispone di uno strumento di gestione strategica e finanziaria della politica culturale: il messaggio sulla cultura. In questo documento il Parla- mento fissa per i quattro anni successivi gli obiettivi della politica culturale della Confedera- zione con i limiti di spesa e i crediti d’impegno necessari al loro raggiungimento.
1 RS 101 2 La definizione di cultura dell’UNESCO è disponibile su www.cultura-svizzera.admin.ch > Temi > Cultura, definizione UNESCO. 3 Dichiarazione adottata alla terza Conferenza mondiale dell’UNESCO sulle politiche culturali e lo sviluppo sostenibile (MONDIACULT 2022) a Città del Messico 4 RS 442.1
Il primo messaggio sulla cultura, adottato per il periodo 2012–2015, forniva una panoramica generale delle attività dei vari enti federali nell’ambito della cultura. Il secondo, relativo al periodo 2016–2020, aveva un orientamento strategico, incentrato su tre obiettivi a lungo ter- mine (vedi sotto). Il terzo messaggio sulla cultura, in vigore dal 2021 al 2024, ha mantenuto questo orientamento integrandolo con nuovi contenuti, come l’introduzione della promozione dei talenti musicali, l’ulteriore sviluppo del programma «Cultura ed economia» nell’ambito della promozione del design e dei media interattivi (videogiochi) o il consolidamento della nuova politica in materia di cultura della costruzione. Dal 2016 la partecipazione culturale, la coesione sociale e la promozione della creazione e dell’innovazione sono sancite come capisaldi della politica culturale della Confederazione. – Partecipazione culturale: come parte integrante della politica sociale, la politica cul- turale si rivolge all’intera popolazione e pone al centro il vivere comune; per parteci- pazione culturale si intende ’il coinvolgimento del maggior numero di persone pos- sibile nella vita culturale. – Coesione sociale: la diversità culturale e linguistica è un tratto distintivo della Sviz- zera e ne caratterizza il sistema politico, i valori, le tradizioni e le forme d’espressione. Il riconoscimento della diversità e il rispetto delle minoranze sono premesse fonda- mentali per la coesione e la pace sociale nel nostro Paese. – Creazione e innovazione: la cultura ha effetti positivi sulla creatività e sulla forza innovatrice ed è un importante laboratorio di sperimentazione per rispondere alle que- stioni che pone il futuro. La creatività e l’innovazione sono fondamentali per lo svi- luppo economico e tecnologico della Svizzera. La pandemia di COVID-19 come svolta La pandemia di COVID-19 negli anni dal 2020 al 2022 ha creato enormi difficoltà economiche e strutturali per l’intero settore della cultura, che in alcuni periodi ha dovuto fare fronte alla completa cessazione della vita culturale in Svizzera a seguito dei provvedimenti sanitari intro- dotti. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno reagito rapidamente disponendo provvedi- menti specifici per il sostegno al settore della cultura, la maggior parte dei quali è stata finan- ziata in parti uguali dalla Confederazione e dai Cantoni. Anche molti Comuni, Città ed enti di promozione privati sono intervenuti con misure mirate per sostenere la cultura durante la pan- demia. La crisi scatenata dalla pandemia è stata un momento di svolta per il settore della cultura in Svizzera: l’assenza di manifestazioni culturali ha ricordato innanzitutto quanto sia importante l’accesso alla cultura per il benessere degli individui e della società. Ma la pandemia ha messo in luce anche delle carenze sistemiche, come la precarietà della sicurezza sociale di molti ope- ratori culturali o la fragilità di buona parte della scena indipendente rispetto alle istituzioni culturali sovvenzionate. Ha inoltre accelerato o accentuato tendenze già in atto come il cam- biamento nelle abitudini di consumo del pubblico, che si riflette in un forte aumento della domanda di prodotti in streaming 5. Infine, questa crisi ha evidenziato quanto sia ’importante e opportuna la stretta collaborazione tra i diversi livelli dello Stato, la società civile e il settore privato per il successo della politica culturale in Svizzera.
5 Kulturförderung in der Schweiz zu Pandemiezeiten: Erfahrungen und Schlussfolgerungen. Fonda- tion Lombard Odier, Ginevra 2022.
Orientamento del messaggio sulla cultura 2025–2028 La partecipazione culturale, la coesione sociale e la promozione della creatività e dell’innova- zione conservano la loro validità come obiettivi a lungo termine della politica culturale della Confederazione. Quest’ultima ha colto la crisi scatenata dalla pandemia come opportunità per analizzare in maniera approfondita le attuali sfide per la cultura in Svizzera, coinvolgendo i Cantoni, le Città, i Comuni e le associazioni culturali (cfr. n. 2, paragrafo introduttivo). Le sfide individuate sono state raggruppate in sei campi d’azione, e per ognuno’ sono stati definiti obiettivi di respiro nazionale rivolti alle le sfide specifiche nel relativo ambito (cfr. n. 2.1–2.6). Nel periodo di finanziamento 2025–2028 la Confederazione baserà le priorità della propria attività sui sei campi d’azione e sui relativi obiettivi (cfr. n. 3.1) e adeguerà di conseguenza le misure di promozione (cfr. n. 5). I campi d’azione e gli obiettivi saranno inoltre alla base di una più stretta cooperazione ’nella politica culturale in Svizzera, nel rispetto delle competenze esistenti.
2 Sfide per la cultura in Svizzera
Tra aprile e novembre 2022 l’UFC, Pro Helvetia e il MNS hanno invitato i Cantoni, le Città, i Comuni e oltre 40 associazioni culturali di tutte le discipline ad analizzare assieme alla Con- federazione le attuali sfide per la cultura in Svizzera. Dapprima si sono svolte delle audizioni e in seguito i vari enti hanno presentato i loro pareri scritti. I risultati di questo lavoro sono stati sintetizzati in sei campi d’azione che riguardano in linea di principio tutti i livelli statali e l’insieme dei vari attori e ambiti della cultura. I campi d’azione non rispettano un ordine gerarchico ma sono strettamente interconnessi.
2.1 Cultura come settore occupazionale
In Svizzera il settore della cultura 6 è un fattore economico significativo: costituisce il 2,1 per cento del prodotto interno lordo (PIL) e rappresenta un importante mercato del lavoro. Conta infatti quasi 64 000 imprese, ovvero il 10,4 per cento del totale, e circa 268 000 opera- tori culturali, che rappresentano il 5,4 per cento degli occupati in Svizzera. In relazione a que- sti dati, il termine «operatori culturali» va inteso in senso lato, cioè comprendente non solo gli operatori culturali in senso stretto (persone con una professione culturale come per esempio gli attori) 8, ma anche le professioni tecniche e amministrative (luci, restauro, segreteria ecc.) nel settore culturale e le professioni culturali in altri settori (per esempio un fotografo in un’in- dustria chimica).
6 Per la definizione di settore della cultura si rimanda alla pubblicazione dell’Ufficio federale di Sta- tistica «Die Kulturwirtschaft in der Schweiz – Kulturbetriebe und Kulturschaffende», Neuchâtel 2020, pag. 4 seg. (non disponibile in italiano). 7 Tutti i dati qui menzionati sono disponibili su: www.bfs.admin.ch > Trova statistiche > Cultura, media, società dell’informazione, sport > Cultura > Economia culturale. 8 Per la definizione delle diverse categorie di operatori culturali cfr. www.bfs.admin.ch > Trova sta- tistiche > Cultura, media, società dell’informazione, sport > Cultura > Economia culturale > DE > Kulturschaffende > Definition der Kulturschaffenden (non disponibile in italiano).
Negli ultimi dieci anni circa il numero di operatori culturali in senso stretto è aumentato di oltre il 30 per cento (da circa 72 000 nel 2010 a circa 95 000 nel 2020) . Il forte aumento degli occupati nel settore culturale è correlato al numero sempre maggiore di diplomati in discipline artistiche o affini presso le scuole universitarie professionali (circa 3500 studenti nell’anno accademico 2000/2001, circa 8800 nel 2010/2011 e circa 10 600 nel 2021/2022) 10. Retribuzione adeguata e sicurezza sociale degli operatori culturali Rispetto agli occupati nell’economia generale, gli operatori culturali registrano una frequenza molto più elevata di cosiddetti «rapporti di lavoro atipici» (cioè lavoro a tempo parziale, tem- poraneo, per più datori di lavoro, attività indipendente o una combinazione di queste tipolo- gie) 11. Questi rapporti di lavoro sono spesso legati a redditi bassi e a una scarsa protezione sociale. Ciò è dimostrato anche dai redditi degli operatori culturali, che secondo l’Ufficio federale di statistica (UST) percepiscono in media 200 franchi al mese in meno rispetto agli occupati nell’economia generale 12. Va tuttavia detto che la statistica dell’UST comprende anche figure professionali come gli architetti e i giornalisti, e perciò si presume che la differenza effettiva rispetto ai redditi dell’economia generale sia ancora più marcata 13. Ne dà conferma uno studio condotto su incarico di Suisseculture Sociale e Pro Helvetia in base a un sondaggio che ha coinvolto circa 1500 membri delle associazioni professionali del settore culturale: nel 2019 la quota di operatori culturali con un reddito annuo inferiore a 40 000 franchi era del 59 per cento 14 . Inoltre, per molti di loro la previdenza per la vecchiaia è insufficiente. Il 32 per cento degli operatori culturali indipendenti dichiara infatti che non avrà diritto ad altre prestazioni previdenziali oltre a quelle dell’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS) 15. Come per altre categorie professionali, anche nel settore della cultura è importante garantire buone condizioni di lavoro e condizioni quadro eque. Le sfide che riguardano la sicurezza sociale di questa categoria professionale sono molteplici. – In primo luogo occorre migliorare la situazione reddituale degli operatori culturali professionisti obbligando i beneficiari di aiuti finanziari a retribuire adeguatamente il loro impiego 16. Il livello di retribuzione adeguato va stabilito in base alle raccoman- dazioni delle associazioni professionali nazionali in merito ai compensi e agli onorari. Altri fattori che influiscono fortemente sul reddito degli operatori culturali sono le
9 Dati consultabili su www.bfs.admin.ch Trova statistiche > Cultura, media, società dell’informa- zione, sport > Cultura > Economia culturale > DE > Kulturschaffende (non disponibile in italiano). 10 Rilevamento dell’Ufficio federale di statistica disponibile su: www.statistica-svizzera.ch > Trovare statistiche > Formazione e scienza > Persone in formazione > Livello terziario - Scuole universita- rie > Scuole universitarie professionali. 11 I motivi sono illustrati nel rapporto «Die soziale Sicherheit der Kulturschaffenden in der Schweiz» del 9 giugno 2023 in adempimento del postulato 21.3281 Maret, pag. 5 segg. (non disponibile in italiano). 12 Dati consultabili su www.bfs.admin.ch > Trova statistiche > Cultura, media, società dell’informa- zione, sport > Cultura > Economia culturale > DE > Kulturschaffende > Lohneinkommen (non di- sponibile in italiano). 13 I motivi sono illustrati nel rapporto «Die soziale Sicherheit der Kulturschaffenden in der Schweiz» del 9 giugno 2023 in adempimento del postulato 21.3281 Maret, pag. 13 (non disponibile in it- liano). 14 Ecoplan (su incarico di Suisseculture Sociale e Pro Helvetia): Soziale Absicherung von Kultur- schaffenden, Berna 2021, pag. 20 segg. (non disponibile in italiano). 15 Ecoplan (su incarico di Suisseculture Sociale e Pro Helvetia): Soziale Absicherung von Kultur- schaffenden, Berna 2021, pag. 20 segg. (non disponibile in italiano). 16 FF 2020 2813
piattaforme di streaming globali e la possibilità degli artisti di sfruttare economica- mente i propri diritti d’autore. A questo proposito è necessario seguire con attenzione l’evoluzione delle piattaforme di streaming globali. – In secondo luogo, è necessario intervenire affinché il diritto in materia di assicura- zioni sociali tenga maggiormente conto dei rapporti di lavoro atipici nel settore della cultura. – In terzo luogo, occorre dedicare maggiore attenzione alle competenze imprenditoriali degli operatori culturali attraverso la formazione e la formazione continua, promuo- vendo allo stesso tempo l’ampliamento delle offerte di consulenza da parte delle as- sociazioni professionali, in particolare in materia di diritto del lavoro e delle assicu- razioni sociali. – Infine, va affrontata la situazione nell’ambito della formazione, in particolare l’ele- vato numero di diplomati in discipline artistiche o affini. Un aspetto da tenere pre- sente è la carenza di personale qualificato in determinate professioni tecniche e alta- mente specializzate nel settore della cultura. Occorre quindi interrogarsi su come con- ciliare meglio l’attrattività degli indirizzi di studio e la domanda sul mercato del la- voro. La problematica della retribuzione adeguata degli operatori culturali professionisti va distinta dal volontariato, che riveste grande importanza nel settore della cultura: senza l’impegno non retribuito di un gran numero di volontari, moltissimi eventi e progetti culturali in Svizzera non potrebbero infatti avere luogo. Tuttavia, si riscontra in generale un calo della disponibilità a dedicarsi al volontariato 17. Pertanto anche nel settore della cultura è necessario valorizzare maggiormente il lavoro volontario e gestire attivamente questa risorsa (anche per il recluta- mento di nuove leve). Questo compito spetta soprattutto agli organizzatori di manifestazioni, in modo da garantirsi anche in futuro il prezioso contributo dei volontari. Pari opportunità e diversità Come in altri settori, anche nella cultura la parità di genere non può ancora dirsi raggiunta. Solo il 29 per cento circa delle persone che presiedono organi di direzione strategica (organi decisionali) delle imprese culturali sono donne 18, e il livello di reddito delle donne nel settore della cultura è inferiore del 17 per cento rispetto a quello degli uomini (nell’economia generale la differenza è del 12 per cento) 19. Inoltre, in certe discipline il loro lavoro è sensibilmente meno visibile rispetto a quello dei colleghi uomini. Ad esempio, le donne rappresentano solo il 10 per cento del totale delle presenze sui palcoscenici nei generi musicali pop/rock e jazz 20, e sono spesso sottorappresentate negli ambiti culturali legati alla tecnologia, come i videogio- chi 21. Tuttavia esistono anche ambiti della cultura in cui sono gli uomini ad essere in mino- ranza (p. es. solo il 24,8 per cento degli occupati nei musei, negli archivi e nelle biblioteche
17 Markus Lamprecht, Adrian Fischer e Hanspeter Stamm, Freiwilligen-Monitor Schweiz 2020, Zu- rigo e Ginevra 2020, pag. 7. 18 Università di Basilea, Centro per gli studi di genere: Geschlechterverhältnisse im Schweizer Kul- turbetrieb, Basilea 2021, tabella 5 in appendice (non disponibile in italiano). 19 UST: «Die Kulturwirtschaft in der Schweiz – Kulturbetriebe und Kulturschaffende», Neuchâtel 2020, pag. 29 (non disponibile in italiano). 20 Università di Basilea, Centro per gli studi di genere: Geschlechterverhältnisse im Schweizer Kul- turbetrieb, Basilea 2021, tabella 9 in appendice (non disponibile in italiano). 21 UNESCO, Repenser les politiques en faveur de la créativité, Parigi 2022, versione breve, pag. 37.
sono uomini 22). È quindi necessario proseguire gli sforzi per migliorare l’uguaglianza di ge- nere nel settore della cultura, un obiettivo trasversale importante anche sotto l’aspetto della sostenibilità nella promozione culturale 23 (cfr. n. 2.4). La diversità di genere è solo un aspetto della più ampia tematica della diversità, che comprende anche altre dimensioni quali l’origine sociale e culturale, la religione e la concezione del mondo, la disabilità o l’età. Anche le minoranze linguistiche rivestono particolare importanza in un Paese plurilingue come la Svizzera. Nel settore della cultura è necessario rafforzare non solo la parità di genere e delle lingue nazionali, ma anche le pari opportunità per altri gruppi di persone sottorappresentati. Promuovere la partecipazione alla vita culturale significa valo- rizzare il contributo culturale di individui e gruppi e dare loro la possibilità di partecipare all’impostazione della vita pubblica. Ciò significa per esempio creare programmi partecipativi, diversificare il personale delle istituzioni culturali e degli enti promotori e raggiungere nuovi pubblici nella popolazione 24. In ultima analisi, occorre prestare maggiore attenzione alla tutela dell’integrità fisica e psichica degli operatori culturali. La prevenzione della discriminazione, delle molestie sessuali e degli abusi deve diventare parte integrante delle misure per il miglioramento delle condizioni di lavoro, ed è necessario provvedere affinché anche nel settore della cultura sia disponibile un numero sufficiente di servizi professionali in grado di fornire sostegno psicologico e consu- lenza legale a titolo confidenziale.
Obiettivi della politica culturale La politica culturale prende iniziative per migliorare il reddito e la sicurezza sociale degli operatori culturali. Promuove la parità di genere e le pari opportunità per i gruppi di persone sottorappresentati. Garantisce condizioni quadro che rispettano l’integrità fisica e psicolo- gica degli operatori culturali nell’ambiente di lavoro.
2.2 Aggiornamento della promozione della cultura
La cultura è un sistema vivace a cavallo tra dimensioni apparentemente antitetiche: innova- zione e tradizione, realtà a sé stanti e realtà che trascendono i confini delle varie discipline, impegno sociale e sperimentazione estetica, memoria storica e ricerca contemporanea di nuove interpretazioni ed espressioni. La sfida fondamentale della promozione della cultura consiste nel rispondere alle esigenze di questo organismo dinamico con apertura e flessibilità, nono- stante i vincoli formali. Promozione di tutte le fasi di lavoro del processo creativo Oggi gli operatori culturali ricevono finanziamenti principalmente per la produzione di opere, mentre le fasi di lavoro precedenti (ideazione, concezione) e successive (mediazione, distri- buzione) non vengono pressoché prese in considerazione dalla promozione della cultura. Tranne che nel settore cinematografico (promozione della sceneggiatura), per molto tempo in
22 Dati consultabili su www.bfs.admin.ch > Statistiken finden > Kultur, Medien, Informationsgesell- schaft, Sport > Kultur > Kulturwirtschaft > Kulturschaffende > nach Geschlecht (non disponibile in italiano). 23 Cfr. la Strategia Parità 2030 della Confederazione, consultabile su www.ebg.admin.ch > Temi > Diritto > Strategia Parità 2030. 24 Cfr. «Discriminazione razziale in Svizzera», rapporto 2019/2020 del Servizio per la lotta al razzi- smo.
Svizzera sono mancati aiuti finanziari sistematici per la fase di ricerca e sviluppo propedeutica alla produzione di qualsiasi opera, il che espone gli operatori culturali a lunghi periodi senza reddito. L’assenza di incentivi riguardava anche la promozione, la commercializzazione (dif- fusione) e la mediazione delle opere prodotte. I nuovi modelli di promozione che tengono conto anche dei processi lavorativi che precedono e seguono la produzione riflettono meglio la complessità della creazione culturale e contribuiscono a una retribuzione equa degli artisti. Puntare maggiormente su forme di promozione orientate all’intero processo significa quindi investire nella forza innovativa, nella resilienza e nella sostenibilità delle singole realtà artisti- che e favorire lo sviluppo sostenibile del settore culturale nel complesso. Collaborazione transdisciplinare Influenzato dagli sviluppi tecnologici e dai metodi di lavoro transdisciplinari, il concetto di opera è in continua evoluzione, mentre i confini tra le discipline artistiche diventano sempre più labili. La promozione della cultura, essenzialmente suddivisa per singole discipline, deve seguire da vicino questi sviluppi e, se necessario, adeguarsi offrendo modelli più flessibili e orientati al processo creativo nel complesso. Il cambiamento non risparmia nemmeno le istituzioni culturali, che corrispondono sempre meno alle tradizionali categorie di museo, teatro, cinema o biblioteca e si propongono come luoghi multidisciplinari di partecipazione culturale, incontro e scambio. Sempre più stesso in- staurano rapporti di cooperazione con gli operatori culturali in un’ottica che va oltre la mera conservazione e mediazione del patrimonio culturale, rivisitato e messo in discussione dalla creazione artistica contemporanea. Formati di questo tipo, come le residenze artistiche in mu- sei, biblioteche o teatri, contribuiscono alla collaborazione transdisciplinare e aprono le istitu- zioni culturali a nuovi segmenti di pubblico. Mobilità e scambi La presenza internazionale è sempre più importante per il successo degli operatori culturali. Spesso, infatti, solo le coproduzioni internazionali sono in grado di finanziare gli elevati costi di produzione. Inoltre, commercializzare le proprie opere a livello internazionale è essenziale per la carriera. Tuttavia, l’accesso alla scena internazionale è in parte ostacolato da fattori come l’esclusione della Svizzera dai programmi di cooperazione culturale europei e l’elevato livello dei salari e del costo della vita in Svizzera, che rende molto più difficile per gli orga- nizzatori stranieri coinvolgere operatori culturali svizzeri. Inoltre, l’aumento della mobilità dato dalla progressiva internalizzazione dell’attività culturale si ripercuote negativamente sul clima. È quindi importante fare sì che la promozione della presenza internazionale della crea- zione artistica e culturale svizzera abbia il minore impatto climatico possibile. La mobilità e gli scambi sono indispensabili anche all’interno della Svizzera. Oltre a promuo- vere la diffusione della creazione culturale tra le regioni linguistiche, dove esistono ancora tradizioni molto diverse in singole discipline come per esempio il fumetto, è necessario mi- gliorare la commercializzazione della produzione culturale all’interno delle regioni linguisti- che stesse.
Obiettivi della politica culturale La politica culturale sviluppa misure di promozione che includono l’intero processo creativo ed elabora modelli di promozione flessibili, orientati ai processi e transdisciplinari. Sostiene una mobilità internazionale rispettosa del clima e migliora la commercializzazione della pro- duzione culturale in Svizzera.
2.3 Trasformazione digitale nella cultura
La progressiva trasformazione digitale comporta cambiamenti in tutti gli ambiti della società, compreso il settore della cultura. Le tecnologie digitali offrono nuove forme di produzione e presentazione, ma anche nuove modalità di mediazione, distribuzione, archiviazione e conser- vazione delle opere, oltre a nuovi modelli di retribuzione. La digitalizzazione riguarda tutti gli attori culturali e tutti i livelli e le fasi delle attività culturali. Condizioni quadro eque in ambito digitale La tecnologia blockchain è un esempio di come la trasformazione digitale possa influenzare il settore della cultura e ridefinire le relazioni tra i creativi, le organizzazioni di distribuzione, le imprese tecnologiche e il pubblico. I certificati digitali stanno cambiando il mercato dell’arte e di conseguenza si delineano nuove condizioni quadro. Sorgono nuovi interrogativi riguardo alla paternità delle opere, ai diritti d’autore, all’indennizzo adeguato e alla distribuzione dei profitti. Nel campo della musica lo streaming accresce le possibilità degli artisti, ma le piatta- forme che dominano il mercato hanno ormai imposto un modello di remunerazione che è red- ditizio soprattutto per loro stesse e privilegia gli interpreti maggiormente ascoltati. Per la grande maggioranza degli operatori musicali lo streaming non è redditizio e, nonostante l’esi- stenza dei canali digitali, la musica dal vivo rimane una fonte di reddito essenziale. Affinché la creazione culturale possa trarre beneficio dal potenziale della trasformazione digitale, la politica culturale deve creare condizioni quadro adatte e gli strumenti di promozione devono essere concepiti in modo da tale da poter sostenere anche i nuovi formati digitali di produzione e distribuzione. Inoltre, gli operatori e le istituzioni culturali devono acquisire nuove compe- tenze tecniche, conoscenze giuridiche e abilità organizzative per poter gestire la trasforma- zione digitale delle loro organizzazioni, un investimento nel futuro che richiede tempo e ri- sorse. Collezionare, archiviare e diffondere il patrimonio culturale digitale Rispetto alle sale da concerto, ai teatri di prosa e ai teatri d’opera o alle orchestre, le istituzioni della memoria come i musei e le biblioteche devono affrontare sfide diverse per compiere la trasformazione digitale: sono responsabili della digitalizzazione degli oggetti analogici, dello sviluppo di strategie ’collezionistiche e dell’archiviazione delle opere originariamente digitali. Oltre a essere salvati, i dati devono anche essere resi visibili nello spazio digitale, protetti da accessi indesiderati e trasmessi al pubblico, il che comporta costi elevati in termini di infra- strutture e di manutenzione a lungo termine. Per realizzare con successo la trasformazione digitale, le istituzioni della memoria devono essere dotate di competenze, risorse finanziarie e spazi di archiviazione dati adeguati. I relativi costi possono essere sostenuti soltanto se le istituzioni cultuali e gli enti di promozione della cultura si impegnano per sfruttare al massimo le possibili sinergie invece di puntare su solu- zioni individuali. Sono quindi più che mai necessari standard comuni, sistemi collezionistici cooperativi e infrastrutture condivise per l’archiviazione a lungo termine. Copresenza di analogico e digitale La cultura e l’arte accompagnano la trasformazione digitale esplorando le possibilità artistiche e creative dello spazio digitale, sviluppando e sperimentando nuovi formati. La mediazione digitale permette di rendere accessibile la cultura in qualsiasi luogo e di acquisire nuovo pub- blico. Allo stesso tempo però, il contributo della cultura è proprio quello di porci di fronte alla di- mensione fisica e materiale delle cose. La cultura vive di incontri personali, dell’immediatezza
dell’esperienza e della condivisione con l’altro, offre autenticità e aiuta le persone a collocare sé stesse nello spazio reale. Le forme culturali analogiche e digitali non si escludono a vicenda ma si completano e si arricchiscono reciprocamente. Per questo motivo è importante valutare costantemente quanto è opportuno investire nell’espansione digitale, quali formati vengono utilizzati dal pubblico e come raggiungere nuovi segmenti di pubblico senza perdere quelli tradizionali.
Obiettivi della politica culturale La politica culturale sostiene la trasformazione digitale nel settore della cultura. Per la con- servazione del patrimonio culturale digitale punta sulla stretta collaborazione fra le istituzioni culturali. Promuove le forme digitali di produzione, diffusione, mediazione e partecipazione culturale come complemento di quelle analogiche e garantisce l’ulteriore sviluppo di condi- zioni quadro adeguate in ambito digitale.
2.4 Cultura come dimensione della sostenibilità
Il cambiamento climatico, la scarsità di risorse e la perdita di biodiversità sono sfide pressanti che riguardano e permeano anche il settore della cultura. La Svizzera fa proprio il concetto di sostenibilità della Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo («commissione Brund- tland»), il quale si basa sull’idea che lo sviluppo sostenibile possa essere raggiunto solo attra- verso l’inclusione simultanea e paritaria di ambiente, economia e società. L’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile (Agenda 2030) si ricollega a questo concetto e costituisce oggi il quadro di riferimento globale per lo sviluppo sostenibile. I suoi 17 obiettivi (Sustainable De- velopment Goals SDG) sono alla base di diverse politiche settoriali del Consiglio federale 25. La sostenibilità è un concetto ampio che non si limita al cambiamento climatico o ai temi della politica ambientale, ma si estende anche ad aspetti sociali ed economici come le condizioni di lavoro, la salute, l’inclusione e la diversità culturale. Certo è che l’evoluzione verso un approccio più sostenibile all’ambiente è possibile solo at- traverso un cambiamento sociale e culturale. La cultura offre un contributo fondamentale in questo senso, in quanto è in grado di stimolare la creatività e l’immaginazione e quindi può dare l’impulso per raggiungere una nuova consapevolezza e adottare comportamenti più so- stenibili e orientati alla sufficienza. Contemporaneamente, lo stesso settore della cultura deve misurarsi con la necessità di uno sviluppo sostenibile. Pratica culturale rispettosa delle risorse La produzione culturale e il consumo di offerte culturali hanno un impatto sul clima. Tutti gli attori della vita culturale (operatori e istituzioni culturali, pubblico) e tutte le fasi della crea- zione culturale (creazione, produzione, presentazione, fruizione, conservazione e archivia- zione) incidono sul bilancio ecologico. La promozione della cultura ha il compito di accompagnare e sostenere la ristrutturazione ecologica della pratica culturale in un dialogo costante con le istituzioni e le associazioni cul- turali. Indirizzare la cultura verso la sostenibilità comporterà uno sforzo considerevole. In primo luogo sono necessari strumenti adeguati e riconosciuti per rilevare in modo professio- nale il bilancio energetico dei diversi aspetti della pratica culturale. In secondo luogo occorre
25 Si veda in particolare la «Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 (SSS 2030)»: www.are.ad- min.ch > Sviluppo sostenibile > Strategia e rapporti > Strategia per uno sviluppo sostenibile.
interrogarsi su quali incentivi e misure possono essere efficaci nel promuovere un utilizzo sostenibile delle risorse. Coesione sociale e promozione della diversità culturale La cultura è un aspetto essenziale della sostenibilità sociale. Le manifestazioni culturali per il grande pubblico sono un buon esempio di come la cultura possa fare da traino all’integrazione sociale. Basti pensare al gran numero di persone che contribuiscono alla vita culturale locale facendo volontariato in migliaia di associazioni amatoriali. Le associazioni dedite alla cultura amatoriale e popolare si rivolgono ad ampie fasce della popolazione e creano coesione sociale. Permettono alle persone di partecipare alla vita culturale e sono il fondamento di un panorama culturale vivace e diversificato. Intesa come politica sociale, la politica culturale si rivolge all’intera popolazione e pone al centro il vivere comune. Rafforzare la partecipazione culturale e promuovere la diversità cul- turale è di fondamentale importanza, soprattutto per un Paese come la Svizzera, in cui convi- vono quattro lingue, diverse culture e forti identità regionali. La coesione sociale può essere sostenuta solo con una politica che punta sull’inclusione e sulla partecipazione dei cittadini, rispetta la diversità e favorisce lo scambio reciproco. Sviluppo qualitativo dell’ambiente costruito Il nostro rapporto con l’ambiente costruito e il modo in cui lo viviamo sono questioni pretta- mente culturali. Una cultura della costruzione di qualità significa costruire in modo da preser- vare le risorse, rispettare l’ambiente costruito e il paesaggio, promuovere la qualità della vita e conservare il patrimonio. La cultura della costruzione riguarda tutti e non solo il pubblico della cultura. Un’elevata qualità dell’ambiente costruito crea identità e ha un effetto positivo sulla coesione sociale ed economica. La conservazione e la manutenzione di edifici a volte risalenti a centinaia di anni fa è di per sé sostenibile: in genere le emissioni di CO2 di una nuova costruzione sono circa il triplo ri- spetto a quelle di una ristrutturazione, motivo per cui la cultura della ristrutturazione è un fattore rilevante nel dibattito sul clima. La conservazione di edifici e monumenti storici non solo preserva valori materiali e immateriali, ma è anche vantaggiosa dal punto di vista clima- tico. E non va dimenticato che gli investimenti per la conservazione della sostanza edilizia hanno effetti positivi sull’economia poiché stimolano il settore delle costruzioni e dell’artigia- nato tradizionale 26.
Obiettivi della politica culturale La politica culturale sostiene l’orientamento della pratica al rispetto delle risorse. Contribui- sce alla coesione sociale e promuove la diversità culturale. Concepisce la costruzione e la pianificazione come un atto culturale e si impegna per uno sviluppo olistico e qualitativo dell’ambiente costruito rafforzando la cultura come aspetto fondamentale della sostenibilità.
2.5 Patrimonio culturale come memoria vivente
Negli ultimi decenni il concetto di patrimonio culturale si è trasformato e ampliato. Oggi com- prende elementi materiali, immateriali e digitali: monumenti storici, insediamenti, paesaggi
26 Bestandesaufnahme zur volkswirtschaftlichen Bedeutung des gebauten Kulturerbes in der Schweiz, studio commissionato da Domus Antiqua Helvetica e NIKE, Zurigo 2020.
culturali, siti archeologici, beni culturali in musei, collezioni, biblioteche e archivi, oltre a tra- dizioni viventi, usanze ed eventi festivi, cognizioni e prassi relative alla natura, artigianato tradizionale. Questa idea di patrimonio culturale è in linea con le varie convenzioni dell’UNE- SCO e del Consiglio d’Europa a cui la Svizzera ha aderito. Non sono soltanto gli oggetti e i luoghi a dare valore al patrimonio culturale: la sua importanza deriva anche da ciò che le persone vi associano, ossia un insieme di valori e identità che pos- sono essere condivisi 27. Ciò vale anche per il patrimonio costruito. Ogni luogo e ogni edificio ha una propria storia, legata a quella di coloro che ci vivono e lavorano. Il concetto di «energia dorata» coniato nell’ambito della cultura della costruzione esprime la forza identitaria e la funzione socio-politica del patrimonio culturale. Le istituzioni della memoria e i musei hanno il compito di riflettere sul rapporto tra passato, presente e futuro, e di consentire al maggior numero possibile di persone l’accesso al patrimo- nio culturale. Nella loro attività di mediazione, e in generale nella definizione di ciò che va considerato «patrimonio culturale», tali istituzioni contribuiscono allo scambio e all’incontro, mostrando apertura a tutti i tipi di pubblico. L’attenzione nei confronti dell’inclusione e della partecipazione si ritrovano anche nella nuova definizione di museo adottata dal Consiglio in- ternazionale dei musei (ICOM) il 24 agosto 2022, che sottolinea entrambi questi aspetti. Conservazione, ulteriore sviluppo e accesso al patrimonio culturale Affinché il patrimonio culturale possa esprimere la sua dimensione socio-politica è fondamen- tale conservarlo, ma lo sviluppo degli insediamenti, il cambiamento climatico e le risorse fi- nanziarie limitate rendono sempre più difficile ogni sforzo in tal senso. Altri ostacoli sono la categorizzazione del patrimonio culturale (materiale, immateriale, digitale), la frammenta- zione delle competenze e delle strategie di collezione e, di conseguenza, la mancanza di una visione globale. Nel rispetto della politica culturale federalista della Svizzera, tutti gli attori statali contribui- scono alla salvaguardia del patrimonio culturale. Vista la complessità delle sfide, è necessario incoraggiarli a un maggiore coordinamento e a una più stretta collaborazione. Due obiettivi che esigono una strategia globale e sostanziale di conservazione, così come chiesto anche dalla mozione 20.3930 della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consi- glio degli Stati (CSEC-S). La strategia, in fase di elaborazione, sarà pronta alla fine del 2023 e potrebbe anche prevedere la verifica periodica di eventuali lacune nella conservazione del patrimonio culturale svizzero. In questo contesto acquisisce particolare importanza la conser- vazione del patrimonio culturale immateriale, come ad esempio le tradizioni e l’artigianato. Gestione del patrimonio culturale problematico La priorità assoluta nella gestione delle testimonianze di eventi storici controversi o delicati è la trasparenza. I musei, le collezioni e tutte le altre istituzioni della memoria sono tenuti ad accertare con attenzione la provenienza e i rapporti di proprietà di oggetti, documenti e colle- zioni, e ad affrontarne le questioni etiche e giuridiche che ne derivano. Inoltre, è necessario contestualizzare le testimonianze che esprimono messaggi problematici, legati ad esempio al razzismo o alle discriminazioni. L’analisi dei fatti e la contestualizzazione storica, insieme alla loro divulgazione, sono necessarie per comprendere e classificare i beni culturali problematici. Costituiscono inoltre la base per adottare soluzioni giuste ed eque (restituzione, progetti di ricerca ed espositivi collaborativi, scambi, ecc.) conformemente ai Principi della Conferenza di Washington applicabili alle opere d’arte confiscate dai nazisti del 3 dicembre 1998 e alla
27 Cfr. Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (RS 0.440.2).
dichiarazione di Terezín sui beni dell’epoca dell’Olocausto e le questioni correlate del 30 giu- gno 2009 28. La ricerca sulla provenienza e sui rapporti di proprietà delle opere d’arte acquisite illecita- mente non deve fermarsi al periodo del nazionalsocialismo. Anche le testimonianze storiche legate al passato coloniale dell’Europa vanno riesaminate. In questo ambito, con il presente messaggio la Confederazione crea le basi legali per l’attuazione della mozione 22.3023 CSEC- N («Piattaforma per la ricerca sulla provenienza dei beni culturali in Svizzera»).
Obiettivi della politica culturale La politica culturale sostiene l’elaborazione e l’attuazione di strategie volte a conservare, svi- luppare ulteriormente e divulgare il patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale. Inoltre, accompagna e sostiene la rianalisi trasparente delle testimonianze del passato proble- matiche e l’adozione di soluzioni giuste ed eque in questo ambito.
2.6 Governance nella cultura
In Svizzera la promozione pubblica della cultura è assicurata dalla Confederazione, dai Can- toni e dai Comuni. Dei circa 3 miliardi di franchi di uscite pubbliche per la cultura nel 2020, quasi 1,44 miliardi di franchi (48,3 %) sono stati spesi dai Comuni, 1,14 miliardi (40,5 %) dai Cantoni (incl. i fondi delle lotterie) e 330 milioni (11,1 %) dalla Confederazione 29. La struttura federalistica del finanziamento consente una politica culturale differenziata e ben bilanciata, ma comporta anche il rischio di inefficienze dovute all’ insufficiente coordinamento tra i livelli statali. Insieme alla formazione, alla ricerca, alla sanità e al sistema sociale, anche la cultura rientra tra i più importanti ambiti di promozione e attività delle fondazioni di pubblica utilità svizzere, che stanziano annualmente tra i 2 e i 2,5 miliardi di franchi 30. In aggiunta, secondo uno studio del 2003 le aziende private promuovono annualmente la cultura con circa 370 milioni di fran- chi 31. Il concetto di governance si riferisce alla modalità in cui i vari livelli statali svolgono i propri compiti e nel contesto in oggetto indica la gestione della politica culturale con il coinvolgi- mento di tutti gli operatori culturali rilevanti e, ove possibile, basata su dati. Una governance efficace mira, laddove opportuno, a rafforzare la collaborazione e il coordinamento tra i vari livelli statali per raggiungere obiettivi comuni. Una governance di qualità dovrebbe inoltre coinvolgere adeguatamente la società civile e il settore privato nella definizione della politica culturale. Con l’aumento della complessità sociale e dell’interconnessione tra ambiti tematici,
28 Consultabile in tedesco su: www.cultura-svizzera.admin.ch > Patrimonio culturale > Opere d’arte frutto di spoliazioni > Basi internazionali. 29 Rilevamento dell’Ufficio federale di statistica disponibile su: www.bfs.admin.ch > Trovare statisti- che > Cultura, media, società dell’informazione, sport > Cultura > Finanziamento della cultura > Financement public de la culture. 30 SwissFoundations e PwC Svizzera, Les fondations – Une bonne affaire pour la société. Un’analisi empirica dei costi e benefici economici delle fondazioni donatrici di pubblica utilità in Svizzera, luglio 2019 (non disponibile in italiano). 31 Ufficio federale di statistica: Kulturfinanzierung durch die Unternehmen, Neuchâtel 2003, pag. 32 segg.
cresce anche la necessità di un’interazione mirata tra la politica culturale e gli altri ambiti politici. Rafforzamento della collaborazione e del coordinamento Durante la pandemia di COVID-19 la collaborazione tra la Confederazione e gli altri livelli statali in ambito culturale si è fatta più affidabile e intensa, dimostrando il potenziale di un’azione coordinata per raggiungere obiettivi comuni. È quindi opportuno esaminare e ove necessario potenziare le modalità di funzionamento del Dialogo culturale nazionale quale prin- cipale strumento di scambio e collaborazione tra gli attori culturali statali della Svizzera. Durante la pandemia di COVID-19 le associazioni culturali delle varie discipline si sono in- terconnesse unendo le forze nella «Task Force Cultura». In quel periodo la Confederazione e gli altri livelli dello Stato hanno intrattenuto regolarmente scambi con questo gruppo di lavoro e ciò ha contribuito al successo nell’attuazione dei provvedimenti di sostegno alla cultura. In futuro sarebbe opportuno sviluppare ulteriormente, in una forma appropriata, il dialogo con le associazioni culturali (p. es. formati di scambio regolare). È anche importante proseguire e se possibile approfondire il dialogo con le fondazioni di promozione private e con l’economia privata. Coordinamento della politica culturale con altri ambiti politici Un’ulteriore sfida riguarda l’integrazione delle questioni di politica culturale con altri ambiti politici (formazione, energia, pianificazione territoriale, questioni sociali, migrazione, affari esteri, economia e turismo) e la cooperazione tra le politiche. Gli aspetti trasversali sono mol- teplici. Ad esempio, si potrebbero armonizzare i contenuti della politica culturale con quelli della politica educativa, così da determinare quali professioni artistiche o vicine alla cultura sono concretamente richieste sul mercato del lavoro. Inoltre, con una maggiore agli aspetti culturali nella politica energetica e nella pianificazione territoriale si potrebbe contribuire a migliorare la qualità dell’ambiente costruito e supportare in maniera sostanziale lo sviluppo sostenibile. Per promuovere la partecipazione culturale è necessario un coordinamento con le politiche sociali. Nella politica estera infine, gli aspetti culturali potrebbero contribuire a dare un’immagine ancora più positiva della Svizzera all’estero. Statistiche e monitoraggio in ambito culturale Per gestire la politica culturale basandosi su fatti concreti è essenziale disporre di sufficienti dati statistici. Negli ultimi anni l’Ufficio federale di statistica (UST), su incarico dell’UFC, ha ampliato le statistiche culturali: oltre a quelle su cinema, biblioteche e finanziamento della cultura, ne sono state pubblicate di nuove su musei, monumenti storici, comportamento cultu- rale ed economia culturale. Per sviluppare ulteriormente la statistica e il monitoraggio è ne- cessario effettuare investimenti aggiuntivi nella raccolta, presentazione e valutazione dei dati culturali in stretta collaborazione con i partner statali e le associazioni culturali, che possie- dono la maggior parte dei dati rilevanti. Un monitoraggio mediante un sistema di indicatori consentirebbe di individuare le tendenze e gli sviluppi nel panorama culturale 32. Una maggiore disponibilità di dati contribuisce a una migliore gestione della politica culturale in una pro- spettiva nazionale, ma è anche auspicabile approfondire il discorso sui principali contenuti di questa politica.
32 Cfr. p. es. in relazione alla Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030: www.bfs.admin.ch > Tro- vare statistiche > Sviluppo sostenibile > Il sistema di indicatori MONET 2030
Cooperazione internazionale e scambi Per sua natura la cultura è transnazionale: scambi, incontri e dialogo sono le principali carat- teristiche di una cultura viva. Il raggio d’azione della creatività non si limita quindi ai confini nazionali. Per la politica culturale internazionale della Svizzera l’Unione Europea è un partner impor- tante. L’attuale programma culturale dell’UE «Europa creativa 2021–2027» include tre se- zioni: CULTURA, MEDIA e TRANSETTORIALE. Dal 2014 la partecipazione della Svizzera alla sezione MEDIA è sospesa fino a nuovo avviso. Al momento gli ostacoli sono l’allinea- mento alla direttiva sui servizi di media audiovisivi 33 chiesto dall’UE e la mancanza di un accordo istituzionale. Per l’ambito cinematografico, sempre dal 2014 sono in vigore misure nazionali che compensano in parte le conseguenze della mancata partecipazione. Il Consiglio federale continua a impegnarsi per la partecipazione della Svizzera al programma, e in particolare alla sezione «MEDIA», ma considerati i ritardi registrati va chiarito in che misura sia ancora realistico prendere parte all’attuale periodo (2021–2027).
Obiettivi della politica culturale La politica culturale promuove il coordinamento tra gli operatori culturali statali e la coope- razione con la società civile e il settore privato. Assicura che siano disponibili i dati necessari e che vi sia un monitoraggio sufficiente dell’ambito culturale. Promuove l’integrazione delle questioni di politica culturale con altri ambiti politici e garantisce la partecipazione della Svizzera agli scambi culturali a livello internazionale.
3 Politica culturale della Confederazione
3.1 Orientamento della politica culturale della Confederazione
3.1.1 Premessa
La partecipazione culturale, la coesione sociale e la promozione della creazione e dell’inno- vazione sono capisaldi della politica culturale della Confederazione dal 2016 e lo saranno an- che in futuro come obiettivi a lungo termine (cfr. n. 1). Altri temi trasversali di questa politica sono l’inclusione, le pari opportunità e il rispetto della diversità in tutte le sue forme. Va inoltre menzionato il plurilinguismo come caratteristica distintiva della Svizzera. Mantenere viva e promuovere la varietà linguistica della Svizzera è un compito comune della Confederazione e dei Cantoni. I sei campi d’azione definiti al capitolo 2 e i relativi obiettivi riguardano in linea di principio l’insieme dei livelli dello Stato, degli operatori culturali e degli ambiti culturali, seppur in misura diversa. Il Consiglio federale ritiene che siano rilevanti e indicativi per la politica cul- turale in Svizzera nel suo complesso e pertanto la Confederazione indirizza le sue priorità verso le sfide e gli obiettivi a essi correlati (cfr. n. 3.1.2).
33 Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coor- dinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati mem- bri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovi- sivi), GU. L 95 del 15.4.2010, pag. 1.
Di seguito sono presentate, in relazione ai singoli campi d’azione, le priorità che la Confede- razione intende attuare insieme a ulteriori misure (cfr. n. 5) nel quadro dei compiti e delle competenze attualmente a lei affidati. Affinché in Svizzera la cultura possa affrontare le sfide individuate, spesso è necessario unire le forze (cfr. n. 2.6) facendo leva sulla convinzione e la volontà dei singoli attori di contribuire al raggiungimento degli obiettivi nel quadro delle loro competenze e possibilità. Migliori sa- ranno la cooperazione e, ove opportuno, il coordinamento tra i partner statali e il dialogo con le associazioni culturali e il settore privato, più efficacemente si potranno affrontate le sfide, sviluppare soluzioni e raggiungere gli obiettivi della politica culturale svizzera.
3.1.2 Priorità della Confederazione
Campo d’azione «cultura come settore occupazionale» La Confederazione contribuisce a garantire una retribuzione adeguata agli operatori culturali professionisti e a migliorare le condizioni quadro professionali e le pari opportunità nel settore culturale. Fissa in merito le seguenti priorità: − Nel valutare le richieste di promozione la Confederazione (Pro Helvetia e UFC) si assicura che i richiedenti prevedano una retribuzione adeguata per gli operatori cul- turali professionisti e ne verifica l’attuazione. − La Confederazione (Pro Helvetia e UFC) stabilisce requisiti per i richiedenti in me- rito al rispetto dell’integrità fisica e psichica degli operatori culturali e promuove la parità di genere. − La Confederazione (Pro Helvetia e UFC) sostiene lo sviluppo di competenze spe- cialistiche e servizi specializzati su temi inerenti al lavoro per i quali risulta oppor- tuno ed efficiente offrire consulenza agli operatori culturali professionisti. − La Confederazione (UFC) prende misure o accompagna iniziative che migliorano la sicurezza sociale, in particolare degli operatori culturali con rapporti di lavoro atipici. Campo d’azione «aggiornamento della promozione della cultura» La Confederazione considera maggiormente le fasi lavorative che precedono e seguono la produzione e adegua le sue offerte di promozione ai nuovi sviluppi. Fissa in merito le seguenti priorità: − La Confederazione (Pro Helvetia) garantisce che in tutte le discipline siano prese maggiormente in considerazione le fasi lavorative che precedono e seguono la pro- duzione vera e propria. − La Confederazione (Pro Helvetia) potenzia le offerte di promozione nell’ambito dei fumetti, della letteratura fumettistica e della fotografia, oltre a sviluppare le attività a favore della commercializzazione secondaria di opere interdisciplinari (adatta- menti letterari per il cinema e i videogiochi). − La Confederazione (UFC) valuta l’impatto del nuovo obbligo di investimento in ambito cinematografico e sviluppa insieme ai partner rilevanti una politica audiovi- siva più globale.
− La Confederazione (UFC) incentiva la promozione in Svizzera di film svizzeri e della creazione cinematografica nazionale.
Campo d’azione «trasformazione digitale nella cultura» La Confederazione sostiene la trasformazione digitale degli operatori culturali e considera i nuovi formati digitali e ibridi di produzione, diffusione e mediazione. Fissa in merito le seguenti priorità: − La Confederazione (UFC) sostiene la trasformazione digitale delle organizzazioni di operatori culturali professionisti e delle organizzazioni nel settore amatoriale. − La Confederazione (UFC) regolamenta il deposito legale per i contenuti elettronici (deposito legale digitale) al fine di conservare la memoria digitale della BN. − La Confederazione integra i nuovi formati tecnologici e ibridi di produzione e dif- fusione nelle sue attività di promozione (Pro Helvetia) ed estende il sostegno della produzione cinematografica ai formati narrativi digitali nell’ambito della realtà vir- tuale (UFC). − La Confederazione sviluppa la mediazione museale nello spazio virtuale (MNS) e sostiene i progetti digitali di promozione della partecipazione culturale (UFC). Campo d’azione «cultura come dimensione della sostenibilità» La Confederazione adotta misure a favore della sostenibilità nel settore della cultura e pro- muove la coesione sociale mediante un vasto accesso alla cultura. Fissa in merito le seguenti priorità: − La Confederazione (UFC) si impegna a favore di una cultura della costruzione di qualità come obiettivo sovraordinato per un ambiente costruito sostenibile (processo di Davos) e sostiene l’Alleanza di Davos per la cultura della costruzione con l’eco- nomia privata. − La Confederazione promuove forme innovative di diffusione e scambio culturale a livello internazionale; sostiene gli operatori culturali nello sperimentare metodi di lavoro che rispettano le risorse (Pro Helvetia) e le produzioni cinematografiche so- stenibili (UFC); favorisce l’economia circolare e l’impiego di materiali sostenibili (MNS). − La Confederazione (UFC) sostiene lo sviluppo di un programma per promuovere gli scambi di singoli allievi tra le regioni linguistiche. − La Confederazione (MNS) promuove l’inclusione e amplia l’accesso alla cultura per le persone con disabilità, soprattutto in ambito museale. Inoltre, rafforza (UFC) il sostegno alle associazioni e al volontariato nel settore amatoriale. Campo d’azione «patrimonio culturale come memoria vivente» La Confederazione si impegna a conservare, sviluppare e divulgare il patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale della Svizzera e a rianalizzare con trasparenza le questioni legale al patrimonio culturale problematico. Fissa in merito le seguenti priorità:
− La Confederazione (UFC) attua in stretta collaborazione con gli altri livelli dello Stato una strategia nazionale relativa alla conservazione del patrimonio culturale della Svizzera e al suo ulteriore sviluppo (attuazione della mozione 20.3930 CSEC- S). − La Confederazione (UFC) sostiene la salvaguardia e la trasmissione delle tradizioni viventi in Svizzera. Pone particolare attenzione a valorizzare l’artigianato tradizio- nale. − La Confederazione (MNS e UFC) analizza l’origine coloniale degli oggetti apparte- nenti alle sue collezioni, consolidando così la visione multiprospettica del patrimo- nio culturale conservato. Potenzia (UFC) il sostegno alla ricerca di terzi in questo ambito. − La Confederazione (Consiglio federale) istituisce una commissione indipendente per i casi di patrimonio culturale problematico (attuazione della mozione 21.4403 Pult). Finanzia (UFC) una piattaforma per la ricerca sulla provenienza dei beni cul- turali (attuazione della mozione 22.3023 CSEC-N). Campo d’azione «governance nella cultura» La Confederazione rafforza la cooperazione e il coordinamento tra gli operatori culturali in Svizzera, intensifica la collaborazione con altri ambiti politici e nella politica culturale inter- nazionale e sviluppa un monitoraggio del settore culturale. Fissa in merito le seguenti priorità: − La Confederazione (UFC) amplia la collaborazione e il dialogo con i partner statali, le associazioni culturali e i promotori culturali privati. Sostiene manifestazioni di politica culturale (tavole rotonde, convegni, ecc.) di importanza nazionale. − La Confederazione (UFC in collaborazione con UST) mette a disposizione le basi statistiche per il settore culturale e sviluppa un monitoraggio basato su indicatori. − La Confederazione (UFC) si impegna a migliorare il coordinamento e la coopera- zione tra la politica culturale e le altre politiche, in particolare quelle per la pianifi- cazione territoriale, l’energia, la formazione, la migrazione, gli affari esteri, l’eco- nomia e il turismo. − La Confederazione (UFC in collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri, DFAE) rafforza il profilo e la presenza della Svizzera nella politica culturale internazionale, soprattutto a livello di cooperazione con l’UNESCO e con il Consi- glio d’Europa, ed estende la collaborazione bilaterale nel trasferimento internazio- nale dei beni culturali agli Stati partner africani.
3.2 Operatori della politica culturale della Confederazione
3.2.1 Ufficio federale della cultura
Personale (alla fine del 2023): [completare dopo la consultazione] posti a tempo pieno Bilancio annuale (preventivo 2024 incluso il settore proprio): [completare dopo la consulta- zione] milioni di franchi
L’UFC è l’autorità specializzata per la politica culturale della Confederazione 34. Coordina le attività delle istituzioni culturali federali e assume i compiti statali in senso stretto, ossia so- vrani, segnatamente l’impostazione delle condizioni quadro istituzionali, l’elaborazione di atti normativi in ambito culturale, l’elaborazione delle basi della politica culturale (valutazioni, studi, monitoraggio), la rappresentanza della Svizzera in organi specializzati e gruppi di lavoro nazionali nonché, in concertazione con il DFAE, la cura delle relazioni internazionali in ambito culturale (cfr. n. 5.6.3). Le attività di promozione dell’UFC coprono gli ambiti cultura della costruzione, cinema, cul- tura e società, creazione culturale, musei e collezioni, suddivisi in altrettante unità organizza- tive omonime. La BN costituisce un’ulteriore unità organizzativa dell’UFC. Cultura della costruzione L’UFC coordina la politica svizzera sulla cultura della costruzione a livello nazionale e inter- nazionale e dirige il relativo gruppo di lavoro interdipartimentale, composto da rappresentanti di 15 servizi federali che attuano insieme la Strategia sulla cultura della costruzione della Con- federazione. Insieme ai Cantoni, eroga aiuti finanziari per misure legate alla tutela dei monu- menti storici e all’archeologia e per progetti e organizzazioni. In qualità di servizio federale specializzato, l’UFC esamina l’impatto che i progetti edilizi della Confederazione e dei suoi istituti hanno sul patrimonio della cultura della costruzione e gestisce l’Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale (ISOS). Gestisce inoltre la segreteria della Commissione federale dei monumenti storici (CFMS) e la commissione ex- traparlamentare dell’archeologia, della tutela dei monumenti storici e della protezione degli insediamenti. Nell’ambito della cultura della costruzione l’UFC elabora anche basi e sviluppa guide pratiche e strumenti specifici. Partecipa inoltre all’elaborazione di norme e standard e fornisce sostegno ai Cantoni attraverso consulenze e formazioni continue. Cinema L’UFC promuove la creazione cinematografica svizzera a livello nazionale e internazionale. Sostiene la produzione e l’accesso alla cultura cinematografica, contribuendo mediante sussidi ai cinema e ai festival a garantire la pluralità dell’offerta culturale in Svizzera. La fondazione Cineteca svizzera di Losanna, sostenuta dall’UFC, salvaguarda il patrimonio audiovisivo della Svizzera e lo rende accessibile al pubblico interessato. Oltre a ciò, l’UFC eroga aiuti finanziari per la formazione continua dei professionisti audiovisivi, la promozione cinematografica, il giornalismo cinematografico e l’accesso al cinema per bambini e giovani. Anche l’attuazione della quota obbligatoria e dell’obbligo di investimento per i servizi televi- sivi e su richiesta ai sensi della legge sul cinema rivista sono di competenza dell’UFC, che esamina gli investimenti computabili delle imprese interessate e stila periodicamente un rap- porto su queste attività. Cultura e società L’UFC promuove la partecipazione della popolazione alla vita culturale. Sostiene progetti e organizzazioni negli ambiti formazione musicale, promozione della lettura, cultura amatoriale e patrimonio culturale immateriale. Rientrano fra le sue competenze anche i programmi «Gio- ventù e Musica» e «Giovani Talenti Musica».
34 Cfr. art. 29 LPCu
Un altro compito dell’UFC è conservare e incentivare la diversità linguistica e culturale. A questo scopo promuove le lingue minoritarie italiano e romancio, la comprensione tra le co- munità linguistiche, la trasmissione della formazione svizzera presso le scuole svizzere all’estero e sostiene le organizzazioni e i progetti degli Jenisch e dei Sinti svizzeri. Creazione culturale L’UFC è responsabile di attribuire e conferire i Premi culturali svizzeri nelle discipline arte, design, arti sceniche, letteratura, musica e design di libri. Con questi premi la Confederazione onora l’eccellenza degli operatori culturali e delle loro opere, contribuendo a promuoverli in Svizzera e all’estero. L’UFC eroga inoltre aiuti strutturali pluriennali a case editrici attive in ambito culturale. Per contribuire al miglioramento delle condizioni quadro e alla retribuzione adeguata degli operatori culturali, assegna contributi strutturali alle organizzazioni professio- nali che li riuniscono, forniscono loro consulenza e li rappresentano a livello nazionale. Inoltre, è compito dell’UFC acquistare opere per la Collezione d’arte della Confederazione, basandosi sulle raccomandazioni della Commissione federale d’arte e della Commissione fe- derale del design. Musei e collezioni L’UFC gestisce quattro musei (Museo della Collezione Oskar Reinhart «Am Römerholz» di Winterthur, Museo Vincenzo Vela di Ligornetto, Museo degli automi musicali di Seewen e Museo del convento di St. Georgen di Stein am Rhein) e le Collezioni d’arte della Confedera- zione (Collezione d’arte della Confederazione e Collezione della Fondazione Gottfried Keller). Sostiene con contributi d’esercizio musei, collezioni e reti di terzi non gestiti dalla Confede- razione. Inoltre, assegna contributi destinati a progetti per il mantenimento del patrimonio cul- turale mobile e partecipa alle spese per i premi assicurativi legati al prestito di opere per im- portanti mostre temporanee in Svizzera. L’UFC gestisce l’Ente opere d’arte frutto di spoliazioni, centro di competenza federale per il patrimonio culturale problematico. È inoltre responsabile del Servizio specializzato trasferi- mento internazionale dei beni culturali, che opera per contrastare il furto, il saccheggio e l’im- portazione ed esportazione illegali di beni culturali. Biblioteca nazionale svizzera (BN) La Biblioteca nazionale svizzera (BN) colleziona, cataloga, conserva e mette a disposizione gli Helvetica, ossia testi, immagini e documenti sonori che hanno un legame con la Svizzera: una parte significativa del patrimonio culturale dello Stato federale sin dalla sua fondazione nel 1848. Oltre alla sede principale di Berna, gestisce la Fonoteca nazionale svizzera di Lugano e il Centre Dürrenmatt Neuchâtel. Le sue attività si fondano sulla legge del 18 dicembre 1992
sulla Biblioteca nazionale (LBNS). In qualità di biblioteca pubblica, è accessibile a tutti senza limitazioni. Sul territorio nazionale collabora con le biblioteche cantonali e universitarie, con altre istituzioni culturali e della me- moria e con enti di ricerca, mentre all’estero soprattutto con le biblioteche nazionali europee e con le associazioni bibliotecarie internazionali. La BN possiede un corpus che supera i sette milioni di documenti. Prendendo spunto dalle sue collezioni, organizza regolarmente mostre e manifestazioni su temi sociali di attualità rivolte a un vasto pubblico.
35 RS 432.21
3.2.2 Pro Helvetia
Personale (alla fine del 2023): [completare dopo la consultazione] posti a tempo pieno, di cui [completare dopo la consultazione] in Svizzera e [completare dopo la consultazione] all’estero, suddivisi tra 13 Paesi (Egitto, Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Cina, Francia, In- dia, Colombia, Nigeria, Russia, Sudafrica e Uganda) Bilancio annuale (preventivo 2024): [completare dopo la consultazione] milioni di franchi Pro Helvetia, fondata nel 1939, è una fondazione di diritto pubblico della Confederazione dal 1949. A complemento dell’attività di promozione di Cantoni e Città, incentiva la creazione artistica e culturale elvetica contemporanea, oltre che la sua diffusione e promozione in Sviz- zera e all’estero, e cura gli scambi culturali a livello nazionale e internazionale. Inoltre, lancia progetti propri su temi culturali di attualità, gestisce sei sedi nel mondo (uffici di collegamento al Cairo, a Johannesburg, Mosca, Nuova Delhi, Shanghai e in Sudamerica) e il Centre culturel suisse di Parigi e partecipa in modo sostanziale al finanziamento dell’Istituto Svizzero di Roma e dello Swiss Institute di New York. A eccezione del cinema, Pro Helvetia è attiva in tutte le discipline artistiche e sostiene la crea- zione e diffusione delle opere e dei progetti di artisti svizzeri. Sostiene esclusivamente progetti professionali d’importanza nazionale o internazionale, che seleziona in base al loro valore artistico e alla varietà formale, sociale e di contenuti. Ogni anno offre sostegno a circa [com- pletare dopo la consultazione] progetti culturali in tutte le regioni linguistiche della Svizzera e circa [completare dopo la consultazione] in oltre 120 Paesi. Collegando la promozione na- zionale a quella internazionale Pro Helvetia punta a un sostegno il più possibile efficace e orientato alla carriera degli operatori artistici e culturali della Svizzera. Il mandato legale di Pro Helvetia comprende gli ambiti descritti qui di seguito. Nuove leve Il passaggio alla creazione artistica e culturale professionale è una fase decisiva di qualsiasi carriera nel mondo dell’arte. Le misure di promozione di Pro Helvetia perseguono quindi tre obiettivi: identificazione dei talenti, sviluppo del loro potenziale e confronto critico con il pubblico. Le misure coprono le varie fasi del processo di creazione e diffusione, dal sostegno per le opere, ai programmi di residenza e coaching, fino alle iniziative di interconnessione e promozione. I fattori di successo determinanti sono i contatti professionali con importanti or- ganizzatori e partner, al fine di ottenere un posizionamento efficace a livello nazionale e in- ternazionale degli artisti di talento. Creazione artistica La promozione della creazione artistica e culturale professionale contemporanea riguarda sia le singole discipline, da quelle consolidate a quelle più giovani, sia le sinergie tra diverse di- scipline (p. es. letteratura performativa, fumetti, videogiochi). I sussidi sono erogati per la ri- cerca, le opere, la creazione e la produzione. Pro Helvetia sostiene gli artisti di importanza nazionale e in particolare i progetti che si occupano di nuovi media, nuove tecnologie e que- stioni o tematiche sociali di rilievo. Scambi culturali in Svizzera La diffusione e promozione dell’arte e della cultura è fondamentale per un settore culturale vivace e per gli scambi all’interno di una Svizzera plurilingue. Pro Helvetia sostiene quindi progetti e manifestazioni in ambito artistico che contribuiscono alla comprensione e all’incon- tro tra le culture e le regioni linguistiche svizzere, come ad esempio spettacoli, letture, concerti, mostre, traduzioni e festival.
Scambi culturali, diffusione e promozione della cultura svizzera all’estero Pro Helvetia si occupa di diffondere all’estero le opere e i progetti di artisti svizzeri mediante sussidi per la realizzazione di manifestazioni, progetti e traduzioni. Le misure comprendono anche il finanziamento di presentazioni pubbliche, la realizzazione di eventi promozionali ri- volti a organizzatori internazionali, la presenza a fiere di settore e a incontri di interconnes- sione, la partecipazione della Svizzera a manifestazioni internazionali (p. es. la Biennale di Venezia o il Festival del teatro di Avignone) e la fornitura di materiale promozionale. I sei uffici di collegamento curano i contatti con i partner e le istituzioni culturali locali, fungono da mediatori nelle rispettive regioni e offrono programmi di scambio, di ricerca e residenze che consentono ad artisti e operatori culturali svizzeri di integrarsi e creare reti a livello inter- nazionale. Priorità tematiche Con programmi di sostegno e di ricerca specifici, Pro Helvetia contribuisce a identificare im- portanti tendenze e sfide in ambito culturale e a sviluppare misure pertinenti, fornendo impulsi per la politica di promozione e creando spazio per l’innovazione. Mediazione artistica La Fondazione sostiene progetti innovativi che avvicinano il pubblico alle opere e ai processi artistici e che contribuiscono a un confronto autonomo con l’arte e la cultura. Sono promossi progetti transdisciplinari che cercano nuovi approcci per stimolare la riflessione critica sulla creazione artistica contemporanea e per discutere il ruolo dell’arte e della cultura nella società. Cultura popolare Pro Helvetia sostiene la cultura popolare svizzera nell’ambito degli scambi nazionali. L’atten- zione si concentra su progetti che affrontano in maniera innovativa le tradizioni e che sono rilevanti per lo sviluppo della cultura popolare svizzera. I grandi progetti possono essere so- stenuti direttamente da Pro Helvetia, quelli più piccoli dal Fondo cultura popolare Pro Helvetia, amministrato su incarico della fondazione dalla Comunità di interessi per la cultura popolare in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein (IGV).
3.2.3 Museo nazionale svizzero
Personale (alla fine del 2023): [completare dopo la consultazione] posti a tempo pieno Bilancio annuale (preventivo 2024): [completare dopo la consultazione] milioni di franchi Il MNS è stato inaugurato a Zurigo nel 1898 e dal 2010 è un istituto di diritto pubblico dotato di personalità giuridica integrato al DFI. Si compone oggi di tre musei (Museo nazionale di Zurigo, Castello di Prangins, Forum della storia svizzera di Svitto) e del Centro delle collezioni di Affoltern am Albis. Secondo la legge del 12 giugno 2009 36 sui musei e le collezioni (LMC), il suo mandato consiste nel rappresentare la storia della Svizzera, affrontare il tema delle sue molteplici identità e offrire consulenza ad altri musei e collezioni in Svizzera. Nello svolgi- mento della sua attività applica il Codice etico del Consiglio internazionale dei musei (ICOM). Collezione Il MNS ospita la più grande collezione storico-culturale della Svizzera con oltre 870 000 pezzi dalla preistoria al presente e diversi milioni di fotografie. La collezione è alla base dell’attività espositiva e di mediazione del MNS ed è anche un’importante fonte per gli istituti di ricerca e
36 RS 432.30
formazione. La base decisionale per le nuove acquisizioni è una strategia collezionistica ag- giornata annualmente. Il Centro delle collezioni di Affoltern am Albis garantisce a lungo termine la conservazione a regola d’arte delle collezioni e il loro studio. Aperto nel 2007, è diventato un centro di com- petenze e servizi riconosciuto a livello europeo nell’ambito della conservazione dei beni cul- turali. In due sedi, su una superficie complessiva di circa 25 000 m2, si trovano i depositi, le officine e i laboratori di conservazione, restauro e studio degli oggetti, il servizio registrazione e prestiti, il laboratorio fotografico e la logistica. Mostre L’attività espositiva e di mediazione del MNS si rivolge a un vasto pubblico. Oltre a proporre mostre permanenti sulla storia svizzera e mostre temporanee su determinate collezioni, il pro- gramma è incentrato su tematiche storico-culturali che presentano un legame con l’attualità. L’offerta prevede anche mostre espressamente dedicate alle famiglie e a un pubblico giovane. Al Museo nazionale di Zurigo si stanno inoltre sperimentando nuovi formati con un maggiore coinvolgimento del pubblico. Nel 2023 il Castello di Prangins ha inaugurato la mostra perma- nente interamente rinnovata, mentre al Forum della storia svizzera di Svitto sono ora in fase di sviluppo le nuove mostre permanenti, che saranno presumibilmente inaugurate nel 2026 una volta conclusa la ristrutturazione integrale degli impianti tecnici. L’offerta espositiva del MNS si completa con un ricco programma di visite, laboratori e manifestazioni in tutte le sedi. Cooperazioni nella ricerca e nella formazione Il MNS cura scambi regolari e collaborazioni con istituzioni partner svizzere ed estere per la realizzazione di mostre, la ricerca conservativa e l’analisi di oggetti. Alle scuole universitarie offre moduli formativi sulla conservazione dei beni culturali, sul lavoro collezionistico e sulla museologia. Mediazione nello spazio digitale Nel periodo 2021–2024 il MNS ha ampliato la sua offerta di mediazione online. Tour online con chat dal vivo, visite virtuali attraverso le mostre attuali e passate, video sui singoli oggetti, tavole rotonde in formato ibrido, serie di podcast e un blog in costante crescita dal 2016 per- mettono di divulgare la storia e la cultura svizzere anche al pubblico che non può recarsi al museo. I principali gruppi target della mediazione nello spazio digitale sono gli svizzeri e le svizzere all’estero e le persone il cui stato di salute non consente una visita in loco.
3.3 Valutazione del messaggio sulla cultura 2021–2024
Di seguito sono illustrati nove progetti di particolare rilievo dal punto di vista finanziario o dei contenuti che sono stati attuati nel periodo 2021–2024. Ulteriori attività sono state o saranno valutate durante l’attuale periodo di finanziamento. Le valutazioni, alcune delle quali sono menzionate nel capitolo 5, possono essere svolte direttamente dagli attori federali, commis- sionate a terzi o eseguite dal Controllo federale delle finanze (CDF). − Obbligo di investimento nella creazione cinematografica svizzera (UFC): le imprese che in Svizzera mostrano film nei loro programmi, o li offrono tramite servizi elet- tronici su richiesta o in abbonamento, devono destinare ogni anno almeno il 4 per cento dei loro proventi lordi alla creazione cinematografica svizzera indipen- dente o versare una corrispondente tassa sostitutiva. L’obbligo di investimento si
applica dal 1° gennaio 2024. Entro la fine del 2028 l’UFC redigerà all’attenzione del Consiglio federale un rapporto sull’obbligo di investimento e sui relativi effetti sulla produzione audiovisiva in Svizzera. − Attuazione della Strategia sulla cultura della costruzione (UFC): la Strategia sulla cultura della costruzione 37 adottata dal Consiglio federale il 26 febbraio 2020 mira a rafforzare globalmente la cultura della costruzione nelle attività della Confedera- zione. Partecipano alla realizzazione della Strategia 15 servizi federali sotto la dire- zione dell’UFC. Il primo piano d’azione per il periodo 2020–2023 conteneva 41 mi- sure concrete. Le priorità riguardavano la collaborazione interdisciplinare, l’elabo- razione di basi, la promozione delle competenze specialistiche e la mediazione. A livello internazionale la Svizzera è riuscita a consolidare il suo ruolo di guida. In occasione della seconda conferenza dei ministri della cultura europei sulla cultura della costruzione, tenutasi dal 14 al 16 gennaio 2023, è stata lanciata l’«Alleanza di Davos per la cultura della costruzione» 38, che riunisce attori internazionali del set- tore pubblico, dell’economia e della società civile. − Scambi in ambito scolastico (UFC): nel novembre 2017 la Confederazione e i Can- toni hanno adottato la «Strategia svizzera per gli scambi e la mobilità» 39 che crea le premesse per una collaborazione efficace tra la Confederazione e i Cantoni in questo ambito. Nel periodo di finanziamento 2021–2024, in collaborazione con i Cantoni e le associazioni di categoria è stato avviato un programma nazionale di scambi du- rante la formazione professionale di base per sostenere le scuole professionali, le aziende formatrici, le associazioni di categoria, gli uffici cantonali della formazione professionale e le altre organizzazioni che si occupano di formazione professionale nell’attuare i progetti di scambio. Grazie al programma numerose persone in forma- zione e molti giovani diplomati hanno già potuto acquisire esperienze lavorative in un’altra regione linguistica della Svizzera. − Promozione dei talenti in ambito musicale (UFC): dal 2022 «Giovani Talenti Mu- sica» sostiene i Cantoni nello sviluppo e nell’attuazione di programmi di promo- zione dei talenti. I programmi cantonali puntano a identificare precocemente i bam- bini e i giovani dotati di un potenziale musicale superiore alla media e a promuoverli in base alle loro esigenze individuali. Alla fine del 2022 già 15 Cantoni avevano espresso la volontà di parteciparvi. «Giovani Talenti Musica» integra il programma federale «Gioventù e Musica» esistente dal 2016 e orientato alla promozione su larga scala, che a fine 2022 aveva già coinvolto 125 000 bambini e giovani. − Consolidamento del design e dei media interattivi (Pro Helvetia): integrando nella sua offerta la promozione del design, inclusi i videogiochi (in precedenza media interattivi), Pro Helvetia è riuscita a consolidare con successo il modello di promo- zione basato su tre pilastri: sussidi per la realizzazione di opere, misure di mentorato e coaching, partecipazione a fiere internazionali. Questo modello consente di ac- compagnare in modo mirato e sin dalle prime fasi i progetti, soprattutto quelli dei
37 Ufficio federale della cultura (ed.): Strategia interdipartimentale per la promozione della cultura della costruzione, Berna 2020. Consultabile su: www.cultura-svizzera.admin.ch > Cultura della co- struzione > Il concetto di cultura della costruzione > Strategia sulla cultura della costruzione
38 www.davosalliance2023.ch.
39 www.cultura-svizzera.admin.ch > Lingue e società > Lingue > Possibilità di sostegno > Scambi in ambito scolastico
giovani creativi, lungo la catena del valore specifica del settore, così da inserire gra- dualmente i talenti più promettenti sul mercato internazionale. Partendo dalle piat- taforme digitali «SwissGames» e «DesignSwitzerland», mediante attività promozio- nali mirate Pro Helvetia è riuscita ad aumentare la visibilità internazionale delle pro- duzioni svizzere nel design, inclusi i videogiochi, e a posizionarle come innovative e sostenibili. − Intensificazione e maggiore flessibilità delle residenze (Pro Helvetia): in collabora- zione con due rinomate istituzioni europee (V2 di Rotterdam e transmediale di Ber- lino) Pro Helvetia ha creato un nuovo programma di residenza per chi opera nell’arte digitale, il quale offre a otto artisti svizzeri l’opportunità di usufruire di una residenza che prevede quattro settimane in forma digitale e quatto in presenza. È stato anche lanciato un programma di residenza presso il Palazzo Trevisan di Venezia. Oltre ai nuovi programmi di residenza tematici sono state migliorate le condizioni generali dei programmi esistenti, in particolare per ciò che riguarda il sostegno agli artisti con figli minorenni. − Arte, tecnologia e scienza (Pro Helvetia): nel periodo di finanziamento 2021–2024 Pro Helvetia ha introdotto diverse misure per potenziare la ricerca e la produzione artistica al crocevia tra arte, scienza e tecnologia. A tal fine ha avviato partenariati con rinomate istituzioni internazionali che promuovono la collaborazione con artisti e operatori culturali svizzeri e favoriscono la loro integrazione in reti nazionali e internazionali di scienziati e specialisti del settore tecnologico. Insieme all’Organiz- zazione europea per la ricerca nucleare (CERN) Pro Helvetia offre ad esempio resi- denze nazionali e internazionali. Inoltre, in collaborazione con lo Swiss Polar Insti- tute e con l’Istituto Adolphe Merkle ha realizzato bandi di concorso che permettono di svolgere ricerche e progetti artistici presso gli istituti citati. − Infrastruttura (MNS): il periodo di finanziamento 2021–2024 si è contraddistinto per la pianificazione, la preparazione e l’esecuzione di vasti interventi infrastruttu- rali presso le sedi di Affoltern am Albis, Prangins e Svitto. In stretta collaborazione con l’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL) è stata conclusa la fase di progettazione per l’ampliamento del Centro delle collezioni di Affoltern am Albis, che riguarda l’estensione dell’edificio nella sede di Lindenmoosstrasse e il trasferimento nello stesso dei depositi e delle strutture ora ubicati nella vecchia e ormai inadeguata sede di Zeughausstrasse. L’inizio dei lavori è previsto per il 2024. Nel 2021 e nel 2022 sono state ristrutturate le sale espositive del Castello di Prangins e aggiornate le attrezzature tecniche. Tra il 2021 e il 2023 in questi spazi sono state progressivamente inaugurate quattro nuove mostre permanenti. Nell’autunno 2022 è iniziata la pianificazione preliminare per la ristrutturazione integrale degli impianti tecnici al Forum della storia svizzera di Svitto. L’inizio dei lavori è previsto per il 2025. − Il digitale nei musei (MNS): nel 2021 il MNS ha avviato un vasto processo di tra- sformazione digitale. Da allora, nell’ambito della collezione, dell’amministrazione e delle relazioni con la clientela sono state gettate solide basi per l’avanzamento della digitalizzazione. La visualizzazione dell’architettura informatica ha consentito di evidenziare il potenziale dei punti di vendita e di contatto con i visitatori, di mi- gliorare progressivamente i servizi al pubblico e di automatizzare i processi interni senza discontinuità mediatica. Per il 2024 è prevista l’introduzione di un nuovo si-
stema di gestione delle collezioni basato sui flussi di lavoro, indipendente dalle piat- taforme utilizzate, ottimizzato e più fruibile. Con la creazione della divisione «Tra- sformazione digitale e innovazione» sono state gettate le basi organizzative per l’at- tuazione di progetti a medio e lungo termine nell’ambito della trasformazione digi- tale del MNS.
3.4 Rapporto con il programma di legislatura e con le strategie
del Consiglio federale Il presente messaggio è stato annunciato nel messaggio 40 sul programma di legislatura 2024–
2027 ed è armonizzato con le seguenti strategie del Consiglio federale:
− Strategia Svizzera Digitale del 5 settembre 2018 41; − Strategia interdipartimentale sulla cultura della costruzione del 26 febbraio 2020 42; − Strategia in materia di protezione del patrimonio culturale minacciato dell’8 marzo 2019 43; − Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 del 23 giugno 2021 44.
3.5 Stralcio di interventi parlamentari
Con il presente messaggio viene proposto di togliere dal ruolo gli interventi parlamentari se- guenti. [Sarà completato dopo la consultazione in base allo stato dei lavori in merito alle mozioni
19.3627 Streiff-Feller, 22.3023 CSEC-N, 21.4403 Pult e 20.3930 CSEC-S].
4 Risultati della consultazione
[…].
5 Misure di promozione
Le misure di promozione della Confederazione si basano sui principi fondamentali della sus- sidiarietà, della collaborazione nonché della promozione della diversità e dell’accesso alla cul- tura. Il principio di sussidiarietà deriva dalla ripartizione costituzionale delle competenze tra gli attori statali, ampiamente illustrata nel messaggio sulla cultura 2012–2015 45.
40 Consultabile su: www.bk.admin.ch > Documentazione > Aiuto alla condotta strategica > Pro- gramma di legislatura 41 Consultabile su: www.bakom.admin.ch > Digitalizzazione e Internet > Digitalizzazione > Svizzera digitale 42 Consultabile su: www.cultura-svizzera.admin.ch > Cultura della costruzione > Il concetto di cul- tura della costruzione > Strategia sulla cultura della costruzione
43 Consultabile su: www.cultura-svizzera.admin.ch > Attualità > Attualità 2019
44 Consultabile su: www.are.admin.ch > Sviluppo sostenibile > Strategia e rapporti > Strategia per uno sviluppo sostenibile. 45 FF 2011 2701
La promozione federale della cultura persegue i seguenti obiettivi: rafforzare la coesione e la pluralità culturale in Svizzera; promuovere un’offerta culturale varia e di alta qualità, creare condizioni quadro favorevoli per gli operatori culturali e per le istituzioni e organizzazioni culturali; permettere e facilitare alla popolazione l’accesso alla cultura; far conoscere la crea- zione culturale svizzera nel mondo (cfr. art. 3 LPCu). Nel definire le sue priorità in materia di politica culturale, la Confederazione è tenuta a colla- borare con i Cantoni, le Città e i Comuni (art. 5 LPCu). Sostiene in linea di principio solo i progetti, le istituzioni e le organizzazioni di interesse nazionale (art. 6 LPCu) e dà la priorità ai progetti che contribuiscono in modo particolare alla pluralità culturale e linguistica o per- mettono un ampio accesso della popolazione alla cultura (art 8 LPCu). Le sfide per la cultura in Svizzera hanno sempre più spesso una dimensione sovraregionale che interessa tutti livelli dello Stato nelle rispettive sfere di competenza (cfr. n. 2). Ciò richiede una maggiore cooperazione e un più stretto coordinamento (cfr. n. 3.1.1). Pertanto la Confe- derazione ha verificato e laddove necessario adeguato le misure di promozione esistenti sulla base delle sfide e degli obiettivi identificati per il periodo di finanziamento 2025–2028. I seguenti capitoli descrivono la situazione iniziale e gli adeguamenti previsti per ciascuna disciplina, vale a dire per ciascun ambito di promozione. Alcuni adeguamenti riguardano l’in- troduzione di nuove misure, altri l’ulteriore sviluppo di misure esistenti. Sono interamente attuati nel quadro dei mezzi finanziari richiesti dal messaggio sulla cultura 2025–2028.
5.1 Creazione culturale professionale in generale
5.1.1 Sicurezza sociale degli operatori culturali
Situazione iniziale Le sfide relative alla sicurezza sociale degli operatori culturali sono menzionate sopra nella parte dedicata al campo d’azione «Cultura come settore occupazionale» (cfr. n. 2.1). La pro- blematica è illustrata in modo esaustivo nel rapporto sulla sicurezza sociale degli operatori culturali in Svizzera del 9 giugno 2023 in adempimento del postulato 21.3281 Maret «Qual è la situazione della sicurezza sociale degli operatori culturali in Svizzera?» 46. Dal rapporto si evince che tra il 2010 e il 2020 il numero di occupati nel settore della cultura è cresciuto e che, al contempo, è aumentata in misura superiore alla media l’incidenza del lavoro a tempo par- ziale. Inoltre, il lavoro temporaneo, per più datori di lavoro e l’attività indipendente sono più diffusi nel settore della cultura e il reddito degli operatori culturali è inferiore al reddito medio nell’economia generale. Gli operatori culturali hanno spesso delle lacune sostanziali nella previdenza per la vecchiaia e specificamente nel secondo pilastro. Ciò è dovuto in parte a fattori sistemici legati alle attuali disposizioni sulla soglia d’entrata e sulla deduzione di coordinamento nella previdenza pro- fessionale. Tuttavia queste lacune previdenziali, soprattutto nel caso degli indipendenti, sono determinate anche dalla loro situazione reddituale che, stando ai sondaggi, spesso non con- sente loro di finanziare una previdenza professionale sufficiente. Inoltre molti lavoratori indi- pendenti del settore della cultura non sono sufficientemente coperti contro il rischio di perdita di guadagno in caso di infortunio o malattia.
46 Documento consultabile in tedesco e francese su: www.cultura-svizzera.admin.ch > Temi > Mi- glioramento della sicurezza sociale degli operatori culturali.
Negli ultimi anni, le associazioni professionali e altri attori culturali hanno effettuato diversi studi e avanzato proposte per migliorare la sicurezza sociale degli operatori culturali. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Il rapporto sulla sicurezza sociale degli operatori culturali in Svizzera del 9 giugno 2023 valuta quelle che il Consiglio federale considera le più importanti proposte di miglioramento avan- zate dalle associazioni professionali e da altri attori culturali. Preannuncia inoltre misure con- crete, illustrate qui di seguito. Centro di consulenza e servizi per gli operatori culturali La Confederazione (UFC e Ufficio federale delle assicurazioni sociali UFAS) verificherà as- sieme alle associazioni culturali se è necessario creare un servizio nazionale che faciliti in particolare lo svolgimento dell’amministrazione legata alle assicurazioni sociali. Si tratterebbe di un centro di consulenza e servizi con il compito di consigliare gli operatori culturali nelle questioni di diritto sociale (in particolare riguardo allo stato di dipendente o indipendente), offrire il prestito di personale e occuparsi dei conteggi con le assicurazioni sociali. La Confe- derazione è disponibile a sostenere sul piano specialistico (UFAS) e finanziario (UFC) le as- sociazioni culturali nella creazione di tale servizio. Procedura di conteggio semplificata per le associazioni amatoriali e le piccole organizzazioni culturali La Confederazione (UFAS e UFC) valuterà assieme alle casse di compensazione e alle asso- ciazioni culturali come far conoscere meglio anche nel settore culturale la procedura di con- teggio semplificata prevista dalla legge del 17 giugno 2005 47 contro il lavoro nero (LLN). Miglioramenti nella previdenza per la vecchiaia e nell’assicurazione infortuni facoltativa − La Confederazione (Consiglio federale) integrerà volta per volta l’elenco dei datori di lavoro all’articolo 34d capoverso 2 dell’ordinanza del 31 ottobre 1947 sull’assi- curazione per la vecchiaia e i superstiti (OAVS). − La Confederazione (UFC) discuterà nuovamente con le associazioni culturali la pos- sibilità di fondare un istituto di previdenza collettivo per tutti gli operatori culturali. − La Confederazione (Ufficio federale della sanità UFSP) valuterà l’abbassamento della soglia di entrata per l’assicurazione infortuni facoltativa dei lavoratori indipen- denti (eventuale modifica dell’articolo 138 dell’ordinanza del 20 dicembre 1982 sull'assicurazione contro gli infortuni OAINF). − A complemento delle misure previste dalla Confederazione e in base a una racco- mandazione del Dialogo culturale nazionale del 10 maggio 2021, i Cantoni e le Città stanno valutando possibili miglioramenti per fare sì che i beneficiari dei loro aiuti finanziari versino i contributi della previdenza professionale. Richiesta semplificata dello stato di lavoratore indipendente La Confederazione (UFAS) elaborerà insieme alle casse di compensazione un’applicazione web che permetta di semplificare la richiesta dello stato di lavoratore indipendente. rivedrà le «Direttive sul salario determinante nell’AVS/AI e nelle IPG (DSD)» in merito al trattamento delle indennità degli operatori culturali e le adatterà laddove necessario per tenere conto il più possibile delle peculiarità dei rapporti di lavoro nel settore della cultura.
47 SR 822.41
Retribuzione adeguata degli operatori culturali − La Confederazione (UFC e Pro Helvetia) valuterà le domande di sostegno anche in base al compenso previsto per gli operatori culturali allo scopo di garantire loro un livello di retribuzione adeguato. Per gli operatori culturali professionisti l’adegua- tezza va stabilita in base alle raccomandazioni delle associazioni professionali na- zionali in merito ai compensi e agli onorari. In casi giustificati (p. es. per le nuove leve) sono ammessi scostamenti. La Confederazione non entrerà nel merito della domanda se non è soddisfatto il requisito della retribuzione adeguata. − La Confederazione (UFC) favorirà l’accesso digitale e centralizzato alle raccoman- dazioni delle associazioni professionali nazionali in merito ai compensi e agli ono- rari nonché a ulteriori informazioni sulla sicurezza sociale degli operatori culturali. − La Confederazione (UFC) continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione dei mo- delli di retribuzione degli artisti applicati dalle piattaforme di streaming globali (cfr. risposta del Consiglio federale del 12 maggio 2021 al Postulato 21.3061 Hurni) e si impegnerà per raggiungere condizioni quadro adeguate in tale contesto. Promozione culturale rivolta all’intero processo creativo Nella promozione la Confederazione (UFC e Pro Helvetia) attribuirà un peso maggiore alle fasi del processo creativo che precedono e seguono la produzione, ossia dapprima il lavoro di ricerca e sviluppo e in seguito la promozione, diffusione e mediazione. Il lavoro artistico sarà preso in considerazione in tutte le sue tappe e avrà maggiori possibilità di essere retribuito.
5.1.2 Organizzazioni di operatori culturali professionisti
Situazione iniziale Le organizzazioni degli operatori culturali professionisti costituiscono un indispensabile rac- cordo fra la creazione cultuale professionale e gli enti pubblici e partecipano alla definizione delle strategie e delle misure della politica culturale. Contribuiscono inoltre a migliorare le condizioni di lavoro degli operatori culturali professionisti. Nel periodo di finanziamento 2021–2024 è stato indetto un bando di concorso che ha portato alla stipula di contratti di prestazioni con dodici associazioni attive a livello nazionale che rappresentano operatori culturali professionisti attivi nelle discipline dell’arte, della danza, del design, del cinema, della letteratura, dei media interattivi, della musica e del teatro. Tali asso- ciazioni sono strettamente legate alle discipline di appartenenza e ne rappresentano gli inte- ressi, formulando in particolare raccomandazioni in merito alla retribuzione adeguata di chi la esercita.
Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Il sostegno alle associazioni nazionali degli operatori culturali professionisti proseguirà anche nel periodo di finanziamento 2025–2028. Al fine di contribuire al miglioramento delle condi- zioni quadro per la creazione culturale professionale in Svizzera, l’UFC apporterà anche i se- guenti adeguamenti sulla base di un’analisi dei bisogni: – Sviluppo di competenze specialistiche e offerte di consulenza su temi trasversali ine- renti al lavoro: sarà indetto un bando di concorso per l’assegnazione di aiuti finan- ziari volti allo sviluppo di competenze specialistiche e servizi specializzati su temi inerenti al lavoro per i quali la consulenza degli operatori culturali professionisti ri- sulta utile ed efficiente.
5.1.3 Diffusione, promozione e scambi culturali all’estero
Situazione iniziale L’UFC e Swissfilms sostengono la diffusione internazionale delle opere cinematografiche, mentre Pro Helvetia si assume questo compito per le opere di tutte le altre discipline artistiche, oltre a promuovere la presenza della Svizzera ai grandi eventi internazionali come le Biennali Arte e Architettura di Venezia o le fiere del libro. Laddove i contenuti e gli obiettivi lo con- sentono, l’UFC e Pro Helvetia collaborano con le sedi esterne del DFAE. Questo capitolo illustra le attività di Pro Helvetia (a complemento di quanto riportato ai numeri da 5.2.1 a 5.2.6). La diffusione internazionale della cultura e gli scambi culturali perseguono obiettivi diversi con metodi differenti e implicano misure di promozione che si completano a vicenda: – Diffusione dell’arte e della cultura svizzere: l’obiettivo è quello di promuovere le carriere artistiche degli operatori culturali svizzeri nell’industria culturale internazio- nale, permettendo loro di inserirsi in una rete e affermarsi nel contesto internazionale. La Confederazione promuovere la diffusione all’estero con diverse misure. – Scambi culturali internazionali: i progetti di scambio tra operatori culturali di diverse culture tengono conto del rispettivo contesto culturale e sociopolitico. Date le disu- guaglianze strutturali, richiedono un lavoro di sviluppo nel medio e lungo termine e devono essere avviati e sostenuti in modo mirato. Per la diffusione della cultura e gli scambi in ambito internazionale Pro Helvetia ricorre a diversi strumenti: – Sussidi per la realizzazione di progetti: contributi per presentazioni pubbliche (mo- stre, spettacoli in qualità di ospite, tournée, festival, serie di concerti, rassegne di let- ture), partecipazione a piattaforme, traduzioni letterarie, forme di scambio di cono- scenze ecc.; – Misure di promozione: presentazioni pubbliche rivolte a organizzatori di manifesta- zioni internazionali, presenza a fiere di settore ed eventi di incontro, finanziamento della partecipazione della Svizzera a manifestazioni internazionali, fornitura di ma- teriale informativo e promozionale ecc.; – Sedi nel mondo: Pro Helvetia gestisce una rete di sedi (cfr. n. 3.2.2) per promuovere la presenza di artisti svizzeri a importanti manifestazioni internazionali e lo scambio con le istituzioni culturali locali (festival, spazi d’arte, sale da concerto, musei, teatri, ecc.). Le sedi nel mondo curano le relazioni con i partner e le istituzioni culturali locali, fungono da intermediari in loco e nelle rispettive regioni e offrono programmi di residenza, ricerca e scambio per artisti e operatori culturali provenienti dalla Sviz- zera.
Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Oltre alle misure menzionate nei capitoli relativi alle singole discipline sono previsti i seguenti adeguamenti generali. Diffusione e promozione Per mantenere vivo all’estero l’interesse nei confronti degli artisti e degli operatori culturali svizzeri e per garantire la loro visibilità e competitività nel confronto internazionale, occorre intensificare gli inviti rivolti a curatori, editori, responsabili della programmazione e altre fi- gure attive a livello internazionale. Questi inviti sono importanti anche perché permettono alle
istituzioni culturali e ai festival svizzeri di consolidare e accrescere la loro rilevanza interna- zionale. La presenza di artisti e operatori culturali svizzeri a fiere, festival e conferenze inter- nazionali, costruita con successo negli ultimi anni, sarà adattata agli sviluppi dell’industria culturale internazionale e, se necessario, estesa a nuove regioni e ambiti tematici. La priorità sarà data alle presenze sulle piattaforme che permettono di raggiungere figure chiave di fama internazionale (responsabili della programmazione, direttori di festival, ecc.), tenendo in de- bita considerazione le piattaforme online, che diventano sempre più importanti per la diffu- sione internazionale. Infine, sarà rivolta un’attenzione particolare alle pratiche artistiche col- laborative e orientate al processo. Apertura a nuovi mercati e promozione degli scambi culturali Pro Helvetia intende valutare la possibilità di decentralizzare di strutture e attività al fine di rafforzare le reti esistenti nelle regioni del mondo in cui è presente. Per determinate regioni è allo studio l’introduzione di un modello di raccordo per consentire agli artisti svizzeri di acce- dere a nuovi contesti e mercati in luoghi di interesse. Si stanno inoltre esaminando le possibili azioni da intraprendere per dare agli artisti la possibilità di partecipare a reti regionali inter- connesse tra loro e ottenere così nuove opportunità di promozione e scambio multilaterali. Infine, saranno sostenuti progetti di cooperazione, in particolare in Europa, al fine di promuo- vere il coinvolgimento degli artisti svizzeri nelle reti internazionali. Residenze e viaggi di ricerca Affinché le offerte di promozione per le residenze e i viaggi di ricerca continuino a soddisfare gli obiettivi e le esigenze degli artisti svizzeri, è necessario includere ulteriori spazi culturali. Pertanto, le offerte saranno estese geograficamente al di là delle regioni in cui sono presenti gli uffici di collegamento di Pro Helvetia e rese più flessibili. Saranno inoltre intensificate le offerte di coaching per consentire gli artisti di entrare in contatto in modo mirato con le scene culturali d’interesse.
5.1.4 Premi culturali svizzeri
Situazione iniziale La Confederazione ha assegnato borse a sostegno dell’arte fin dal 1899 e a sostegno del design dal 1917, per poi convertirle in premi negli anni 2000. Si tratta di una delle prime misure messe in campo dalla Confederazione per promuovere la poliedrica creazione culturale svizzera. Sulla base di questa esperienza ultracentenaria, il Parlamento ha incaricato il Consiglio fede- rale di estendere i premi della Confederazione anche alla letteratura, alle arti sceniche, alla musica e al design di libri. Esistono due tipi di premi: i Premi culturali svizzeri riconoscono un’opera o una singola ec- cezionale prestazione, mentre i Gran premi svizzeri omaggiano l’intera carriera di una deter- minata persona. Le cerimonie di consegna dei vari premi si svolgono in diversi momenti dell’anno nell’ambito di eventi pubblici che di solito sono integrati in formati già esistenti. Sia in Svizzera che all’estero i Premi culturali svizzeri sono l’emblema del valore degli operatori culturali premiati e della qualità delle loro opere. Non sono solo una forma di sostegno finan- ziario, ma anche un riconoscimento ufficiale che contribuisce a valorizzare gli operatori cul- turali e il loro lavoro. Dal 2012 i Premi culturali svizzeri hanno permesso di creare una rete di partenariati che con- tribuisce alla promozione dei vincitori e ne rafforza la visibilità: le cerimonie di consegna dei
Premi svizzeri d’arte e dei Premi svizzeri di design si svolgono nell’ambito della fiera inter- nazionale Art Basel e sono affiancate da due mostre in cui sono esposte le opere dei finalisti; i Premi svizzeri di letteratura vengono conferiti durante le Giornate letterarie di soletta; i Premi svizzeri di musica sono assegnati nel quadro di festival in varie regioni; i Premi svizzeri delle arti sceniche beneficiano di partenariati con l’Incontro del teatro svizzero e le Giornate di danza contemporanea svizzera. Vengono consegnati ogni anno in una località diversa e sono organizzati dall’UFC in collaborazione con la Società svizzera di studi teatrali SSST, la Borsa Svizzera degli Spettacoli e la Festa Danzante. Tutti i Premi culturali svizzeri sono ac- compagnati da varie misure di promozione e comunicazione allo scopo di sostenere i vincitori (pubblicazioni, mostre, film, social media, ecc.). Per singoli premi sono previste anche misure di mediazione, come le Tournée di letture nel quadro dei Premi svizzeri di letteratura o la presenza a manifestazioni di partner. A livello internazionale Pro Helvetia si occupa della promozione e della diffusione dei Premi culturali svizzeri nei limiti delle proprie possibilità, in virtù del fatto che la promozione e la diffusione della cultura svizzera all’estero sono tra i suoi compiti principali (cfr. n. 3.2.2). La Commissione federale d’arte e la Commissione federale del design, nominate dal Consiglio federale, e le Giurie federali della letteratura, della danza, del teatro e della musica, nominate dal DFI, consigliano l’UFC nella selezione dei vincitori e formulano raccomandazioni per l’assegnazione dei premi. I Premi culturali svizzeri sono assegnati principalmente tramite con- corso, mentre i vincitori dei Gran premi sono nominati su raccomandazione delle Commis- sioni e delle Giurie federali.
Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Le misure e i piani concettuali attuali sono il risultato degli adeguamenti introdotti gradual- mente negli anni scorsi. Nel prossimo periodo di finanziamento l’efficacia del sistema vigente sarà valutata in particolare in merito ai seguenti aspetti: – miglioramento della promozione e della diffusione nazionale e internazionale dei vin- citori e delle loro opere; – posizionamento dei Premi culturali svizzeri presso un pubblico più ampio; – rafforzamento degli scambi tra le regioni linguistiche.
5.2 Ambiti di promozione e discipline
5.2.1 Priorità interdisciplinari e mediazione artistica
Situazione iniziale Pro Helvetia promuove le forme artistiche e culturali interdisciplinari, in particolare quelle a cavallo tra arte e nuove tecnologie. Sostiene inoltre progetti interdisciplinari che cercano nuovi approcci alla riflessione sul ruolo dell’arte e della cultura nella società. Priorità tematiche Con programmi di sostegno e di ricerca specifici, Pro Helvetia contribuisce a identificare im- portanti tendenze e sfide in ambito culturale e a sviluppare misure in merito, creando così un incentivo e uno spazio per l’innovazione. Nel periodo 2021–2024 è stata promossa sistemati- camente la collaborazione tra arte, scienza e tecnologia, che ha portato alla nascita di nuovi tipi di cooperazione (CERN, Swiss Polar Institute) in grado di favorire lo scambio a lungo termine e lo sviluppo di nuovi approcci alle sfide sociali. Gli approcci interdisciplinari e le
cooperazioni innovative sono essenziali per affrontare le sfide attuali come il cambiamento climatico e la trasformazione digitale, poiché la collaborazione con esperti esterni al mondo dell’arte racchiude un notevole potenziale di trasformazione a lungo termine (cfr. n. 2.4 e 2.5). Mediazione artistica Nel periodo 2021–2024 sono stati ampliati i contenuti della promozione della mediazione ar- tistica, allo scopo di incentivare maggiormente la riflessione critica sulla creazione artistica contemporanea e interdisciplinare. Il sostegno si concentra sui progetti innovativi che favori- scono questa riflessione e prendono in considerazione l’importanza dei formati digitali e ibridi. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Priorità tematiche Sarà approfondita la promozione di progetti al confine tra arte, scienza e tecnologia, dedicando particolare attenzione alla sostenibilità ecologica e alla trasformazione digitale della cultura. Pro Helvetia si focalizzerà in particolare sulle nuove modalità di collaborazione con esperti di ambiti diversi da quelli artistici, sul trasferimento interdisciplinare delle conoscenze e sulle forme sostenibili di creazione e produzione. Sosterrà le imprese culturali proponendo loro at- tività di coaching e trasferimento delle conoscenze con esperti nella diversità, allo scopo di incrementare le pari opportunità e la diversità al loro interno. Mediazione artistica Nel periodo 2025–2028 si svilupperà ulteriormente la promozione della riflessione critica sulla creazione artistica contemporanea, concentrandosi soprattutto sul coinvolgimento di diversi segmenti di pubblico, sulle nuove tecnologie e sulle nuove forme di comunicazione e media- zione digitali.
5.2.2 Arti visive
La Svizzera annovera diversi artisti di fama internazionale, così come importanti istituzioni, spazi d’arte e festival che offrono una piattaforma per l’arte contemporanea. Nelle arti visive Pro Helvetia sostiene progetti nelle seguenti discipline: arti figurative, fotografia, arte mediale, performance, video e architettura. Promozione della creazione artistica La fotografia contemporanea sta attraversando una fase di profonda trasformazione, in cui nuove forme si stanno affermando affianco a quelle tradizionali. La promozione va pertanto concepita in modo globale, così da permettere lo sviluppo professionale e la messa in rete degli operatori e intensificare gli scambi, sia in Svizzera che all’estero. Pro Helvetia sostiene tutte le espressioni estetiche e contenutistiche della fotografia contemporanea analogica e digitale (artistica, documentaria e applicata). Per potenziare la creazione architettonica e la riflessione sull’architettura e sulla sua rilevanza sociale è necessario promuovere gli operatori che contribuiscono a livello teorico o pratico a un dibattito critico sull’architettura contemporanea. Professionalizzazione e trasformazione digitale Negli ultimi anni la svolta tecnologica ha aperto numerose possibilità per nuove forme di pre- sentazione e produzione delle arti visive e allo stesso tempo ha impresso un cambiamento nelle strutture di presentazione (p. es. spazi d’arte virtuali). Per assicurare il coinvolgimento di arti- sti di diverse generazioni in questi cambiamenti e la competitività internazionale della scena
artistica svizzera nel suo complesso è necessario sostenere la trasmissione e l’acquisizione di nuove competenze. Condizioni di lavoro Nonostante negli ultimi anni in Svizzera si sia registrato un cambiamento di paradigma e una maggiore consapevolezza in merito alla retribuzione adeguata degli artisti, vi è ancora neces- sità di intervento: onorari per le mostre disomogenei e variabili, scarsa retribuzione delle fasi produttive e insufficiente conoscenza delle raccomandazioni specifiche sull’indennizzo ade- guato nelle singole discipline. Diversità e pari opportunità Lo studio preliminare sull’equilibrio di genere nel settore culturale svizzero commissionato da Pro Helvetia ha evidenziato nette differenze nella rappresentazione dei generi nelle arti visive: le artiste sono decisamente sottorappresentate, sia nelle mostre collettive (poco meno di un terzo) sia in quelle personali (solo un quarto) 48. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Promozione della creazione artistica La promozione della fotografia sarà potenziata e ridefinita strategicamente per rispondere all’evoluzione e alle esigenze del settore. Oltre ai formati classici di pubblicazione ed esposi- zione, va sostenuta anche la partecipazione a nuovi tipi di progetti, talvolta esclusivamente digitali. Saranno anche introdotte misure volte specificamente a professionalizzare i fotografi e permettere loro di acquisire nuove competenze (p. es. valutazioni dei portfolio, mentorati). Pro Helvetia integrerà inoltre le misure di promozione dell’UFC nell’ambito della cultura della costruzione sostenendo in particolare due campi di attività: la riflessione critica sull’architet- tura contemporanea e sulla sua funzione sociale (p. es. mediante mostre, manifestazioni o pub- blicazioni) e i progetti di ricerca non commerciali di carattere prototipale svolti da architetti, soprattutto nell’ambito della sostenibilità e delle pari opportunità. Professionalizzazione e trasformazione digitale Pro Helvetia intende promuovere la professionalizzazione e l’ulteriore sviluppo degli artisti mediante programmi di mentorato e di coaching, così da permettere loro di acquisire e appro- fondire le competenze necessarie per le nuove forme di presentazione e produzione. L’obiet- tivo è metterli in contatto con partner e organizzazioni specializzati, anche esterni al settore culturale. Condizioni di lavoro Nel trattare le richieste, dal 2025 Pro Helvetia esigerà che siano rispettate le linee guida delle associazioni professionali sulla retribuzione degli artisti. Saranno possibili eccezioni motivate, ad esempio per le nuove leve e per le piccole produzioni. Diversità e pari opportunità Pro Helvetia intende promuovere i progetti che contribuiscono a dare visibilità al lavoro degli artisti appartenenti ai gruppi sociali finora sottorappresentati. Analizzerà anche l’adeguatezza e l’efficacia delle misure di promozione per le varie carriere artistiche.
48 Università di Basilea, Centro per gli studi di genere: Geschlechterverhältnisse im Schweizer Kul- turbetrieb, Basilea 2021 (non disponibile in italiano).
5.2.3 Design, inclusi i videogiochi
Situazione iniziale Dal 2021 il design professionale contemporaneo e i videogiochi rientrano nella promozione di Pro Helvetia, la quale sostiene la realizzazione di nuovi progetti e la promozione e diffusione al di fuori della Svizzera di tutti gli ambiti della creazione professionale del design (tessuti, moda, industria, prodotti, servizi, grafica e videogiochi). Promozione della creazione I videogiochi si sono affermati come elemento rilevante dell’economia creativa, caratterizzata dalla diversificazione delle offerte e dalla nascita di mercati di nicchia. La loro realizzazione richiede tempi e costi elevati, paragonabili a quelli della produzione cinematografica, dato che il lavoro è suddiviso tra diverse figure professionali creative e tecniche. Siccome nell’ambito del design e dei videogiochi Pro Helvetia è l’unico ente di promozione pubblico a fornire un sostegno istituzionalizzato fisso, gli studi creativi devono rivolgersi a partner industriali per finanziare gran parte delle loro attività. Oltre al sostegno diretto a pro- getti, la fondazione si focalizza quindi sull’accesso al mercato e sulla presenza a fiere e festival, affinché gli studi possano entrate in contatto con partner industriali. Scambi in Svizzera Le misure di accompagnamento come il coaching e il mentorato concorrono alla professiona- lizzazione dei creativi e allo sviluppo delle competenze imprenditoriali di cui necessitano per attuare i loro progetti. I formati che permettono lo scambio e la creazione di reti contribuiscono al trasferimento delle conoscenze (p. es. su questioni giuridiche) tra i creativi esperti e quelli giovani, aumentando così la qualità dei contenuti e della produzione. Nel design, che in Svizzera annovera non solo giovani studi ma anche produttori affermati, vanno resi sistematici gli scambi tra i diversi operatori, così da favorire la nascita di nuove forme di collaborazione. Rimane essenziale sostenere la presenza alle fiere e ai convegni spe- cialistici in Svizzera. Promozione internazionale All’estero la Svizzera gode di un’ottima reputazione nell’ambito del design, e ora anche dei videogiochi. Nei competitivi mercati internazionali è necessario promuovere adeguatamente la visibilità del design e dei videogiochi svizzeri: per i creativi è dunque essenziale essere presenti sulle piattaforme rilevanti. Attività mirate alla creazione di reti con l’industria inter- nazionale agevolano la creazione di partenariati che aiutano i creativi svizzeri a realizzare e distribuire i loro prodotti con successo. Produttori ed editori esteri sono sempre più interessati a visitare la Svizzera per conoscere studi e creativi, sia nell’ambito del design che dei videogiochi. Una delle principali sfide per gli sviluppatori e i designer rimane l’impossibilità di accedere al programma di promozione europeo «Europa creativa» e al sottoprogramma «MEDIA», il che limita le opportunità di partecipare a coproduzioni europee (cfr. n. 5.6.3). Pari opportunità e sostenibilità Benché l’industria dei videogiochi stia compiendo progressi nella parità di genere, secondo i rilevamenti dell’organizzazione senza scopo di lucro «Women in Games» 49, la quota di donne
49 Marie-Claire Isaaman & Sharon Tolaini-Sage: The Women in Games Guide: Building a Fair Play- ing Field, Women in Games, 2022.
rimane bassa (il 24 % delle persone occupate nel 2019 a livello mondiale, un valore simile a quello svizzero) ed è quindi necessario intervenire. Il design affronta sempre più spesso temi trasversali come la sostenibilità e desidera avere un maggiore impatto sociale. Un numero crescente di giovani studi di design sviluppa progetti innovativi con soluzioni socialmente rilevanti, che richiedono ricerche approfondite e neces- sitano di una promozione adeguata.
Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Promozione della creazione Nell’ambito dei videogiochi è necessario aumentare i sussidi per la produzione, così da mi- gliorare il finanziamento dei singoli progetti e incoraggiare la partecipazione dei partner indu- striali. Questa misura presuppone una maggiore selettività nella promozione. Scambi in Svizzera Per sostenere a lungo termine lo sviluppo del design è fondamentale promuovere le attività che permettono la creazione di reti tra l’industria e i designer e gli sviluppatori, dando mag- giore peso a formati come gli incontri tra pari (peer to peer meeting) o quelli per creare video- giochi da zero (game jam). Al fine di stimolare lo sviluppo delle conoscenze e la professionalizzazione, i programmi di coaching e di mentorato diventeranno parte integrante del modello di promozione (ulteriore sviluppo di formati come SwissGames Showcase e Design Empowerment). Promozione internazionale Oltre a garantire la presenza nelle piattaforme rilevanti, Pro Helvetia istituirà dei partenariati con gli attori europei al fine di agevolare la creazione di reti e l’accesso a modelli di coprodu- zione europei. Sosterrà inoltre i viaggi di ricerca delle società di produzione internazionali, cosicché questi ultimi possano conoscere direttamente gli studi creativi con potenzialità inter- nazionali. Pari opportunità e sostenibilità Pro Helvetia rafforzerà ulteriormente le proprie misure di promozione del design focalizzan- dosi sulle questioni rilevanti per la società e incentiverà maggiormente le forme di produzione sostenibili. Per i videogiochi amplierà le offerte di mentorato e messa in rete specifiche che promuovono la presenza delle donne nel settore.
5.2.4 Arti sceniche
Situazione iniziale Nelle arti sceniche Pro Helvetia sostiene la creazione di opere della scena indipendente, la loro diffusione e promozione in Svizzera e all’estero, la loro traduzione e sopratitolazione e la messa in rete degli operatori svizzeri con organizzatori di manifestazioni e partner di copro- duzione nazionali e internazionali. Promozione della creazione artistica: sostegno orientato al processo Una delle principali sfide per gli operatori delle arti sceniche è il fatto che la promozione pubblica si concentra prevalentemente sulla produzione di nuove opere tralasciando le fasi di
lavoro precedenti e successive come la ricerca e la commercializzazione 50. La conseguenza negativa di questa politica di promozione orientata soprattutto ai risultati è che molti dei lavori promossi vengono rappresentati di rado e raggiungono un pubblico ridotto, ottenendo quindi uno scarso ritorno economico. Soltanto pochi gruppi riescono a costruire un repertorio di suc- cesso e a portare avanti la commercializzazione dei loro spettacoli dopo la prima, anche perché per ragioni finanziarie devono sempre concentrarsi sulla produzione successiva. Ne risente l’ulteriore sviluppo artistico, perché manca il tempo per le ricerche e il confronto con il pub- blico. Diffusione e promozione in Svizzera La scarsa diffusione degli spettacoli in Svizzera è una sfida nota alla Confederazione, ai Can- toni e alle Città 51. La soluzione consiste soprattutto nell’associare sistematicamente la promo- zione della diffusione a quella della produzione, il che esige un coordinamento tra i vari livelli della promozione culturale e al loro interno. Diffusione e promozione all’estero A livello internazionale ci si interroga sulla diversità estetica e sulla sostenibilità ecologica a fronte di un mercato ipermobile che determina un uso poco sostenibile delle risorse. La pro- mozione della cultura deve quindi dare priorità ai concetti di mobilità ecologica, investire nelle opportunità digitali di scambio internazionale e adeguare le misure di promozione esistenti ai nuovi obiettivi di sostenibilità. Deve inoltre favorire le carriere internazionali che consentono lo sviluppo artistico e professionale all’interno di reti stabili. Poiché la carriera nelle arti sce- niche è raramente lineare e costante, ma piuttosto caratterizzata da cambiamenti e interruzioni, è necessario fornire un sostegno per la pianificazione strategica. In Europa, il più importante mercato per i gruppi svizzeri, sono molto importanti le reti pro- mosse dall’UE e per questo i teatri e i festival europei cooperano principalmente tra loro. A causa della perdurante esclusione dal programma dell’UE «Europa Creativa», i professionisti del teatro svizzeri continuano a non avere accesso alle risorse di coproduzione e a perdere possibilità di esibirsi. Condizioni di lavoro Nelle arti sceniche non sono ancora sufficientemente garantite delle condizioni di lavoro eque. Occorre intervenire soprattutto affinché gli artisti siano adeguatamente retribuiti e possano beneficiare di pari opportunità e di un ambiente di lavoro sicuro (integrità fisica e psichica). Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Promozione della creazione artistica: sostegno orientato al processo Oltre alle nuove opere, si intende promuovere la qualità della creazione artistica e migliorare le opportunità di sviluppo per i gruppi indipendenti dando maggiore peso alle fasi lavorative che precedono e seguono la produzione, così da ridurre la pressione su quest’ultima. Dal 2025 la promozione di Pro Helvetia includerà le seguenti misure: – Sostegno alle ricerche tematiche e artistiche dei gruppi indipendenti, così da rallen- tare il ritmo della produzione, creare spazio per l’approfondimento e quindi promuo- vere l’ulteriore sviluppo artistico.
50 Dialogo culturale nazionale (ed.): Promozione della danza in Svizzera. Panorama 2017, Berna 2021; Rota, Mathias: Le système des arts de la scène de Suisse Romande. Une contribution à l’espace culturel romand, 2022. 51 Gruppo di lavoro diffusione e promozione, CIDC della Svizzera nordoccidentale, Diffusion & Pro- motion: Grundlagen, Herausforderungen und Stossrichtungen, 2021.
– Promozione delle prove per le repliche, affinché i gruppi possano riproporre dopo lunghe pause le opere più datate garantendone una buona qualità ed eventualmente adeguandone i contenuti e i personaggi. In questo modo i gruppi possono commer- cializzare i loro repertori per periodi più lunghi. Diffusione e promozione in Svizzera La Confederazione sosterrà nel modo seguente le misure previste dalle Città e dai Cantoni per promuovere la diffusione: – Proseguimento da parte di Pro Helvetia degli scambi con i Cantoni sullo sviluppo della promozione della diffusione e su eventuali nuove misure. – Revisione da parte di Pro Helvetia della sua offerta di promozione e adeguamento degli strumenti e dei progetti attualmente disponibili, affinché le misure nei diversi livelli di promozione si completino a vicenda in modo ottimale. Diffusione e promozione all’estero Per favorire carriere internazionali sostenibili in termini artistici ed ecologici, saranno intro- dotte le misure seguenti: – Ampliamento della promozione di Pro Helvetia a favore della diffusione in modo da includere le forme di mobilità sostenibili. Parallelamente sarà data maggiore rile- vanza alla sostenibilità artistica ed ecologica quale risultato da ottenere anche negli altri formati, ad esempio nei contratti cooperativi per le tournée con i gruppi indipen- denti o negli strumenti di promozione. – Concessione di sussidi per l’ulteriore sviluppo dei gruppi affermati a livello interna- zionale, affinché possano analizzare il modo in cui lavorano e riorientarsi dal punto di vista dei contenuti e della strategia, garantendo a lungo termine il proseguimento della propria attività. – Concessione di un sostegno finanziario per la partecipazione a progetti di coopera- zione internazionale, così da permettere agli artisti svizzeri di accedere alle reti euro- pee più importanti. – Promozione di nuove forme digitali di scambio e presentazione, al fine di preservare o consolidare la visibilità e le singole reti dei gruppi indipendenti sul mercato inter- nazionale. Condizioni di lavoro Pro Helvetia si impegna a garantire condizioni di lavoro eque per gli artisti in tutti i progetti che sostiene e nelle sue misure. – Nelle arti sceniche in Svizzera saranno sostenuti unicamente i progetti in cui la retri- buzione degli artisti prevista nel budget è conforme alle linee guida delle associazioni professionali. Saranno possibili eccezioni motivate, ad esempio per le nuove leve e le piccole produzioni. – Sarà applicata una nuova prassi con nuovi criteri di valutazione, tali da consentire condizioni di lavoro eque, trasparenza, pari opportunità e diversità.
5.2.5 Letteratura
Situazione iniziale Pro Helvetia sostiene la creazione di testi letterari contemporanei, libri illustrati per bambini e fumetti, nonché le traduzioni letterarie. La fondazione contribuisce inoltre alla diffusione e alla promozione di queste opere in Svizzera e all’estero e sostiene la mobilità internazionale e le residenze di scrittori, traduttori letterari e illustratori. In aggiunta, l’UFC sostiene l’editoria con aiuti finanziari strutturali. Promozione della creazione artistica L’assegnazione di sussidi è essenziale per la promozione di testi letterari e opere illustrative, ma non tiene conto delle importanti fasi di lavoro che integrano il processo di creazione, come lo sviluppo artistico, la ricerca e la pubblicazione in forme diverse dal libro tradizionale. Nel settore letterario svizzero la diversità e la parità di genere non sono ancora state raggiunte in misura sufficiente. Sono quindi necessari cambiamenti strutturali e misure per aumentare la visibilità dei gruppi di persone svantaggiati. Nel periodo 2021–2024 Pro Helvetia ha esteso la promozione della creazione e della traduzione letteraria a tutte le lingue scritte in Svizzera. La creazione svizzera di fumetti e illustrazioni è estremamente varia e ha un grande potenziale artistico, che andrà maggiormente sostenuto anche se la mancanza di direttive per gli onorari rappresenta una difficoltà non trascurabile per i fumettisti. A ciò si aggiunge il fatto che tra le regioni della Svizzera esistono grandi differenze nella promozione di questa disciplina artistica da parte dei Cantoni e dei Comuni. Professionalizzazione della produzione letteraria Solo un numero limitato di professionisti riesce a vivere della propria attività letteraria. Perciò è importante promuovere la professionalizzazione del settore letterario e dei suoi attori. A questo scopo si sono dimostrate efficaci le misure che permettono lo scambio a livello di con- tenuti, le formazioni continue e i simposi specialistici. Promozione dell’editoria La maggior parte delle case editrici svizzere sono piccole e medie imprese che con il loro lavoro rendono possibile e favoriscono la creazione letteraria contemporanea. Il settore in cui operano è però sottoposto a pressioni economiche tali da obbligarle a concentrarsi sulle attività più redditizie, a scapito di altri ambiti importanti per la loro stessa sopravvivenza e per la qualità editoriale, come la ricerca, la lettura redazionale, la diffusione o la digitalizzazione. Il sostegno federale all’editoria entrato in vigore nel 2016 consiste in contributi strutturali de- stinati alle case editrici svizzere che svolgono un lavoro editoriale di alta qualità e creano un valore aggiunto per tutta la scena culturale svizzera. Diffusione e promozione nazionale e internazionale La traduzione dei testi in altre lingue, nazionali e non solo, è molto importante per la visibilità e la diffusione delle opere letterarie, ed è strettamente legata al commercio delle licenze. La traduzione letteraria può essere promossa efficacemente con attività di mediazione e messa in rete nonché attraverso sussidi per gli onorari dei traduttori erogati alle case editrici che pub- blicano letteratura svizzera. La presenza di editori e altri operatori letterari elvetici alle fiere del libro internazionali per- mette di promuovere e dare visibilità alla letteratura svizzera e di rafforzare i legami con la scena letteraria internazionale. Tuttavia le fiere del libro stanno vivendo grandi cambiamenti e per tale motivo Pro Helvetia, insieme alle associazioni professionali, valuta con occhio cri- tico le presenze fieristiche che sostiene.
La promozione digitale dei testi ha acquisito grande importanza. Molti organizzatori di mani- festazioni utilizzano formati ibridi o digitali perché consentono di raggiungere un pubblico più vasto e presentano vantaggi anche in termini ambientali e logistici. Lo spostamento del mar- keting verso i canali digitali cambia il modo di concepire la promozione, che necessita di ri- sorse per l’implementazione tecnica e l’elaborazione visiva dei contenuti. I testi letterari sono sempre più richiesti come materiale per adattamenti cinematografici o videoludici, come dimostra tra l’altro l’aumento delle piattaforme internazionali in cui si in- contrano testi letterari e film, serie o videogiochi. Sia per le case editrici che per gli autori, gli adattamenti rappresentano un’ulteriore fonte di reddito. Inoltre, danno maggiore visibilità alle opere e ai loro autori, contribuendo così ulteriormente alla loro diffusione internazionale. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Promozione della creazione artistica Al fine di sostenere le diverse fasi del processo di creazione testuale, Pro Helvetia integrerà in modo permanente le misure a favore della ricerca e dello sviluppo nella sua offerta di promo- zione. In futuro, gli autori potranno essere sostenuti anche nella creazione di testi letterari pensati per forme di pubblicazione diverse dal libro tradizionale o legati ad altre forme d’arte. Le posizioni artistiche dei gruppi di persone sottorappresentati vanno rafforzate e rese più visibili, ad esempio attraverso offerte di consulenza e mentorato. Nel campo del fumetto saranno mantenuti i sussidi alla creazione e allo stesso tempo saranno adeguate e sviluppate ulteriormente le attività di promozione, tra cui la mobilità internazionale, la traduzione e la promozione internazionale. Sarà inoltre rafforzato il coordinamento interre- gionale con le Città e i Cantoni interessati. Professionalizzazione della produzione letteraria Per quanto riguarda lo sviluppo delle competenze degli operatori letterari, si valuterà la possi- bilità di sviluppare progetti mirati in collaborazione con le associazioni professionali (ad esem- pio coaching, mentorato, laboratori o simposi). Promozione dell’editoria I contributi strutturali dell’UFC alle case editrici saranno erogati anche nel periodo di finan- ziamento 2025–2028. In questo settore, così fortemente legato alle lingue, la pandemia di CO- VID-19 ha evidenziato la necessità di un’interconnessione nazionale e di una collaborazione, promozione e comunicazione digitale. Per questo motivo, oltre ad erogare i contributi struttu- rali, in futuro la Confederazione sosterrà anche i seguenti ambiti: − trasformazione digitale delle case editrici con l’obiettivo di diffondere la loro of- ferta a livello nazionale; − progetti digitali di portata nazionale che promuovano la collaborazione tra le case editrici, in particolare di regioni linguistiche diverse. Diffusione e promozione nazionale e internazionale Gli strumenti esistenti per il sostegno alla promozione e alla mobilità internazionali saranno estesi anche ai formati ibridi o digitali. Oltre alla regolare presenza alle fiere del libro, saranno sostenuti progetti internazionali di messa in rete e promozione in forma analogica, ibrida e digitale, come pure reti e collabora- zioni internazionali finalizzate a una cooperazione a lungo termine.
Per promuovere l’adattamento di opere letterarie, Pro Helvetia sostiene la presenza di deter- minate case editrici svizzere ai programmi specifici dei festival internazionali del cinema e del videogioco. A livello nazionale intende collaborare con la sezione Cinema dell’UFC per pro- muovere la creazione di reti tra il settore letterario e quello cinematografico. L’obiettivo è consentire il trasferimento reciproco di conoscenze e stimolare le cooperazioni artistiche in Svizzera.
5.2.6 Musica
Situazione iniziale Pro Helvetia promuove la creazione musicale contemporanea concentrandosi sulla diversità e sull’irradiamento nazionale e internazionale. Sostiene la creazione di nuove opere musicali, la diffusione della creazione svizzera contemporanea all’estero e gli scambi culturali sia all’in- terno della Svizzera che a livello internazionale. Promozione della creazione artistica In generi come il pop, il rap e l’elettronica il sostegno al lavoro creativo è lacunoso, anche perché domina ancora l’idea, per quanto obsoleta, che i modelli di business autosostenibili siano la norma da seguire. Inoltre stanno cambiando le modalità della creazione artistica: il lavoro creativo avviene sempre più spesso in forma collettiva e collaborativa, e le nuove con- dizioni di diffusione e ricezione inducono gli operatori musicali a integrare maggiormente aspetti visivi o scenografici nel loro lavoro. Una misura lanciata durante la pandemia per pro- muovere i processi di ricerca e sviluppo musicale ha dimostrato quanto sia prezioso e produt- tivo il sostegno delle fasi di lavoro che precedono e seguono la produzione dell’opera per la qualità artistica e lo sviluppo di nuovi approcci musicali. Condizioni di lavoro e professionalizzazione Il settore musicale è particolarmente caratterizzato da ingaggi a breve termine e da complessi processi di lavoro collettivi, che complicano la pianificazione del lavoro e incidono negativa- mente sulla situazione reddituale degli operatori. Allo stesso tempo, le linee guida sugli ono- rari non vengono applicate sistematicamente, e comunque esistono solo per le prove musicali, le esibizioni e gli incarichi di composizione, mentre mancano per gran parte delle altre fasi di lavoro, come la ricerca e la creazione. Diffusione e promozione internazionale Date le ridotte dimensioni del mercato nazionale, la presenza internazionale è fondamentale per gli operatori musicali svizzeri, anche se il livello di retribuzione per le esibizioni all’estero è spesso insufficiente a coprire i costi per chi vive e lavora in Svizzera. Le nuove esigenze in termini di mobilità e sostenibilità rappresentano un’occasione per sperimentare nuove forme di presenza internazionale, come l’abbinamento di tournée e residenze. Va inoltre tenuta in debita considerazione la crescente importanza della collaborazione e coproduzione internazio- nale. Trasformazione digitale e nuove forme di diffusione Oltre alle presenze alle fiere, ai viaggi di ricerca e agli eventi per la creazione di reti, cresce l’importanza della promozione digitale. Ciò presuppone che gli operatori musicali dispongano di competenze specifiche per essere presenti nel web con contenuti audiovisivi professionali. A ciò si aggiunge il fatto che oggi sono le piattaforme di streaming a determinare in tutto il
mondo quale musica viene offerta al pubblico, ma i loro meccanismi di selezione sono inac- cessibili per molti operatori musicali, e per la stragrande maggioranza di essi i modelli di re- munerazione non sono redditizi. In alternativa alle grandi piattaforme globali di streaming, stanno emergendo modelli di distri- buzione innovativi come le microstrutture indipendenti (spesso etichette proprie degli opera- tori musicali), che hanno una diffusione minore ma creano una forte identità artistica. Princi- palmente orientate alla qualità e non al profitto, queste strutture instaurano spesso strette col- laborazioni con altri settori creativi come il design dei vinili o la videoproduzione per i media audiovisivi. Al momento però non beneficiano pressoché di alcuna misura di promozione, nonostante offrano importanti prospettive di sviluppo per gli operatori musicali. Pari opportunità e diversità Dallo studio preliminare condotto nel 2020 dal Centro per gli studi di genere dell’Università di Basilea nel 2020 su iniziativa di Pro Helvetia emerge che le disuguaglianze sono partico- larmente marcate nel settore musicale. I programmi della maggior parte delle sale da concerto e dei festival mostrano ancora chiaramente che a livello strutturale sono necessari sforzi note- voli per raggiungere le pari opportunità. A tal fine è richiesto l’impegno degli attori di tutta la filiera musicale, dalla formazione e promozione dei giovani talenti alla programmazione, pas- sando per la promozione della cultura e l’assegnazione di premi e riconoscimenti. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Promozione della creazione artistica Pro Helvetia intende adattare la promozione della creazione musicale ed eliminare le diffe- renze tra le misure di sostegno per i diversi generi musicali. In futuro sosterrà inoltre diverse fasi del processo produttivo, dai lavori preliminari all’esecuzione passando per la realizzazione. Condizioni di lavoro e professionalizzazione Nella promozione Pro Helvetia vigilerà sistematicamente sul rispetto delle raccomandazioni in merito agli onorari. Intende inoltre rafforzare il sostegno ai progetti che contribuiscono all’acquisizione di conoscenze sulle condizioni di lavoro, potenziano le reti nazionali e inter- nazionali e aiutano gli operatori musicali a costruire strutture di lavoro professionali. Scambi e diffusione in Svizzera In Svizzera Pro Helvetia sosterrà determinati festival, sedi di eventi e piattaforme la cui pro- grammazione offre agli operatori musicali svizzeri la possibilità di esibirsi ottenendo visibilità nazionale e che prestano attenzione alla diversità e alla sostenibilità. Intende inoltre rafforzare lo scambio e la creazione di reti tra le varie aree del Paese promuovendo le sinergie tra gli organizzatori di manifestazioni in diverse regioni linguistiche. Diffusione e promozione internazionale Finora si è puntato a sostenere le tournée internazionali coprendone i costi di viaggio e di trasporto. In futuro saranno eliminati i falsi incentivi che favoriscono le tournée con una quan- tità sproporzionata di spostamenti e gli strumenti di promozione saranno adattati in modo da sostenere adeguatamente anche nuove forme di presenza internazionale, permettendo agli ope- ratori musicali di impostare il proprio lavoro e le attività di promozione internazionale secondo le loro necessità individuali e in modo sostenibile. Per offrire agli artisti svizzeri la possibilità di dedicarsi intensamente al lavoro artistico in un contesto estero si possono impiegare anche strumenti combinati, per esempio tournée associate a residenze o soggiorni prolungati all’estero che prevedano collaborazioni e co-creazioni con artisti locali.
Trasformazione digitale e nuove forme di diffusione Pro Helvetia sosterrà progetti di promozione di etichette e piattaforme indipendenti che con- tribuiscono a rafforzare in modo duraturo il posizionamento internazionale degli operatori mu- sicali svizzeri. L’attenzione si concentrerà sull’interconnessione degli operatori musicali nello spazio digitale e sulle offerte indipendenti che rappresentano un’alternativa alle grandi piatta- forme di streaming globali. Rafforzare la diversità e le pari opportunità Le misure di promozione di Pro Helvetia nel campo della musica e le relative modalità di assegnazione saranno costantemente riesaminate dal punto di vista delle pari opportunità per i gruppi svantaggiati e adeguate laddove necessario. Inoltre, nella valutazione delle richieste di sostegno per manifestazioni sarà attribuito un peso maggiore all’equa rappresentanza dei generi nella programmazione. Infine, verranno sostenuti singoli progetti volti all’acquisizione di conoscenze per gli operatori musicali e le istituzioni.
5.2.7 Cinema
Situazione iniziale Grazie al sostegno da parte del settore pubblico, la Svizzera vanta una creazione cinematogra- fica multilingue, diversificata e vivace, oltre a una cultura cinematografica con numerosi fe- stival e un’ampia offerta di cinema, che tuttavia è in calo 52. I festival del cinema svolgono un ruolo importante per l’accesso alla cultura cinematografica, sono presenti in tutte le regioni linguistiche e contribuiscono alla mediazione e alla promozione dei film. I film svizzeri sono regolarmente invitati ai più importanti festival cinematografici internazionali e, nonostante la forte concorrenza, raggiungono una quota di mercato considerevole nelle sale, pari nel 2022 al 7,1 per cento 53 e paragonabile alla quota di mercato interno della produzione nazionale in Paesi come l’Austria, il Belgio e il Portogallo 54. Ciononostante, il settore cinematografico e audiovisivo svizzero si trova ad affrontare ingenti sfide. Digitalizzazione e sviluppo tecnologico I numerosi sviluppi tecnologici degli ultimi anni hanno reso più efficienti i processi di produ- zione cinematografica e più facile e accessibile la fruizione di film al di fuori delle sale e dei festival. L’espansione dell’offerta di film, in particolare sui canali digitali, genera una do- manda di contenuti audiovisivi elevata e allo stesso tempo molto diversificata. Di conseguenza il cinema svizzero è esposto a una concorrenza internazionale molto più forte. La digitalizza- zione e gli sviluppi tecnologici influenzano fortemente non solo le abitudini di consumo, ma anche il modo in cui i film saranno prodotti, commercializzati e pubblicizzati in futuro. Oltre a quelle classiche, anche in Svizzera si sono sviluppate forme narrative nuove di tipo digitale come la realtà virtuale (virtual reality, VR) o la realtà aumentata (augmented reality, AR). Entrambe rientrano nel concetto di realtà estesa (extended reality, XR), il quale è impie- gato sia per applicazioni commerciali che per progetti artistici. L’Unione europea finanzia la realtà estesa non solo attraverso il programma culturale europeo «Europa creativa», ma anche nel quadro del programma di ricerca e innovazione «Orizzonte Europa». Finora, la Confede- razione ha invece sostenuto queste nuove forme di narrazione solo la fase di sviluppo.
52 UFC: Die Finanzierung der Schweizer Kinofilmproduktion 2021 (non disponibile in italiano). 53 UFC: Die Schweizer Filmförderung – Facts and Figures Film 2022 (non disponibile in italiano). 54 Marché du Film Cannes: Focus Report 2022 (non disponibile in italiano): Austria 6,8 per cento, Belgio 6,0 per cento, Portogallo 3,0 per cento.
Lo spostamento del consumo verso lo spazio digitale è una realtà destinata a durare nel tempo e mette in questione il modello di business dei cinema. A causa di questi stravolgimenti la diversità del panorama cinematografico come la conosciamo oggi è minacciata da forti pres- sioni economiche. Gli aiuti finanziari della Confederazione, attribuiti sulla base di criteri che favoriscono la diversità, non sono sufficienti a garantire la sopravvivenza delle sale cinemato- grafiche e delle imprese di distribuzione in difficoltà. Si pone perciò la questione di un soste- gno dei cinema da parte dei Comuni, delle Città e dei Cantoni, i quali possono sostenere i cinema come luoghi di incontro culturale e sociale. Promozione cinematografica in transizione Già dal 2007 le emittenti televisive nazionali sono tenute a investire il 4 per cento della loro cifra d’affari nella cinematografia svizzera, il che rappresenta un contributo importante alla produzione cinematografica nazionale. Tuttavia i film e le serie sono sempre più spesso offerti anche su richiesta (streaming) in Internet, e finora la legislazione svizzera non prevedeva alcun obbligo di investimento per le piattaforme di streaming, spesso attive a livello globale. Con l’innovativa modifica della legge sul cinema, confermata dalla votazione popolare del 15 maggio 2022, i servizi digitali su richiesta vengono equiparati dal 2024 alle emittenti tele- visive svizzere e in futuro dovranno anch’essi investire nella cinematografia nazionale il 4 per cento della cifra d’affari realizzata in Svizzera. Potranno farlo partecipando direttamente alla produzione di film e serie oppure versando una tassa sostitutiva che sarà destinata alla promozione cinematografica. Inoltre, il 30 per cento della loro offerta dovrà essere costituito da film prodotti in Europa. Grazie all’estensione dell’obbligo di investimento ai servizi su richiesta, dal 2024 ulteriori fondi privati confluiranno nella creazione cinematografica svizzera. Gli offerenti soggetti a tale obbligo potranno decidere in quali film o serie svizzeri investire e in quale forma farlo: potranno per esempio acquistare film già esistenti, partecipare alla produzione o commissio- nare la realizzazione di un film o una serie di propria ideazione. Gli investimenti potranno riguardare film svizzeri o coproduzioni con l’estero, film di fiction, documentari, film d’ani- mazione o serie. È prevedibile che il coinvolgimento di nuovi attori privati nel finanziamento del cinema ride- finirà in parte le priorità della promozione pubblica. Perciò, nella primavera del 2023 l’UFC ha commissionato uno studio esterno per analizzare gli sviluppi del settore audiovisivo, fare luce sulle sfide che la promozione cinematografica svizzera deve affrontare e individuare gli scenari di sviluppo per il futuro («Die öffentliche Filmförderung im Wandel – Analyse der heutigen Strukturen und Perspektiven für die Zukunft»). Pari opportunità Da quasi dieci anni la Confederazione vigila sulla parità di genere nell’accesso agli strumenti di promozione cinematografica e sulla conciliabilità tra lavoro e famiglia. Per esempio ven- gono conteggiati come spese computabili per la promozione cinematografica i costi per la custodia dei bambini e l’assistenza ai familiari bisognosi di cure durante le riprese. L’introduzione di criteri volti a garantire un accesso paritario, l’autodichiarazione da parte delle società di produzione e il monitoraggio regolare degli indicatori si sono dimostrati effi- caci e hanno portato a miglioramenti sostanziali. Per fare un esempio, la quota di film di fiction con regia femminile è aumentata dal 22 per cento al 39 per cento in quattro anni 55 e la diffe- renza nei costi di produzione tra i film con regia maschile e quelli con regia femminile è ormai solamente del dieci per cento 56. Negli ultimi quattro anni, le richieste di promozione approvate
55 UFC: Die Finanzierung der Schweizer Kinofilmproduktion 2021 (non disponibile in italiano). 56 UFC: Die Finanzierung der Schweizer Kinofilmproduktion 2021 (non disponibile in italiano).
dall’UFC per film con regia femminile hanno raggiunto la quota del 46 per cento, quasi alla pari dei film con regia maschile 57. Cultura cinematografica Oltre al sostegno alla produzione dei film, un altro compito importante della promozione ci- nematografica è quello di diffonderli e renderli accessibili al pubblico. Il cinema deve essere fruibile come sperienza collettiva per tutte le età e perciò il sostegno dell’UFC alla cultura cinematografica spazia dai più importanti festival cinematografici svizzeri ai cineclub per bambini, passando per gli aiuti finanziari alle riviste e ai blog di cinema. Nell’era del consumo digitale, i festival del cinema sono apprezzati come luoghi di incontro e di scambio e attrag- gono un vasto pubblico in tutte le regioni linguistiche e geografiche. Nella promozione della cultura cinematografica rientra anche l’assegnazione del Premio del cinema svizzero in collaborazione con la SRG SSR e l’Associazione «Quartz» delle Città di Zurigo e Ginevra e del Cantone di Ginevra. In occasione della premiazione, che avviene una volta l’anno, vengono omaggiati non solo i migliori tra i film e i cineasti ma anche le nuove leve. Collaborazione internazionale La coproduzione tra due o più Paesi consente un migliore finanziamento dei progetti cinema- tografici e i film che ne risultano possono accedere più facilmente al mercato dei Paesi copro- duttori, dal momento che ognuno di essi li riconosce come produzioni nazionali. Basti pensare che le coproduzioni vengono proiettate nei cinema europei con una frequenza doppia rispetto ai film nazionali 58. La Svizzera ha stipulato accordi bilaterali di coproduzione con tutti i Paesi limitrofi e con il Canada, il Lussemburgo, il Belgio (Comunità francese del Belgio) e il Mes- sico. Aderisce inoltre alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla coproduzione cinemato- grafica, ratificata da quasi tutti i Paesi membri 59, e partecipa al fondo di promozione cinema- tografica «Eurimages» del Consiglio d’Europa, creato per promuovere le coproduzioni inter- nazionali. Dal 2014 la Svizzera non partecipa più al programma di promozione cinematografica «ME- DIA» dell’UE. Da allora sono in vigore misure sostitutive nazionali che compensano i princi- pali svantaggi finanziari della mancata partecipazione, ma non sono sufficienti a sopperire all’esclusione da quelle reti che sono così importanti per la promozione e la commercializza- zione dei film svizzeri in Europa. Senza l’accesso alle reti europee mancano contatti importanti per la continuità delle coproduzioni e la Svizzera perde attrattività come partner per le copro- duzioni internazionali. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Il sopraccitato studio sulla promozione cinematografica pubblica («Die öffentliche Filmförde- rung im Wandel – Analyse der heutigen Strukturen und Perspektiven für die Zukunft»), che analizza le attuali strutture e le prospettive future, sarà concluso entro la fine del 2024 e di- scusso con gli esponenti del settore cinematografico. Nel periodo 2025–2028 la Confedera- zione valuterà inoltre gli effetti del nuovo obbligo di investimento sulla produzione audiovi- siva in Svizzera. Le conoscenze acquisite in questi due processi forniranno una base oggettiva
57 UFC: Pari opportunità nella promozione cinematografica selettiva 2013–2021.
58 European Audiovisual Observatory: The circulation of EU non-national films, 2017. 59 Convenzione del Consiglio d’Europa del 30 gennaio 2017 sulla coproduzione cinematografica (ri- veduta), RS 0.443.3; Convenzione europea del 2 ottobre 1992 sulla coproduzione cinematografica (con allegati), RS 0.443.2.
per sviluppare ulteriormente l’attuale politica di promozione cinematografica e farne una po- litica audiovisiva globale, in collaborazione con i partner e gli attori rilevanti del settore cine- matografico e audiovisivo. Alcune delle misure già definite sono illustrate in seguito, mentre gli adeguamenti nell’ambito del patrimonio cinematografico sono presentati al numero 5.3.4. Estensione della promozione cinematografica ai formati narrativi digitali innovativi Nell’ambito della promozione cinematografica pubblica il sostegno ai nuovi formati sarà am- pliato come segue: – in futuro i formati narrativi digitali legati alla realtà virtuale (XR) che presentano un elevato potenziale culturale e innovativo saranno sostenuti non solo in fase di sviluppo, ma anche nella produzione. Pur essendoci un coordinamento, questo so- stegno sarà distinto dalla promozione dei videogiochi da parte di Pro Helvetia. Promozione del cinema svizzero a livello nazionale Nel periodo 2025–2028 sono previste le seguenti misure: – La promozione della cultura cinematografica avverrà anche a livello nazionale. A questo scopo sarà integrato il mandato di prestazioni dell’agenzia di promozione Swiss Films. L’obiettivo è aumentare la visibilità della cinematografia svizzera e raf- forzare la cultura cinematografica nazionale. – Il Premio del cinema svizzero sarà maggiormente integrato nella promozione cine- matografica nel quadro delle manifestazioni nazionali e internazionali, in modo da accrescerne l’impatto e la visibilità e promuovere meglio i vincitori. Pari opportunità Nel periodo 2025–2028 sono previste le seguenti misure: – il coordinamento del monitoraggio delle pari opportunità nella creazione cinemato- grafica sarà rafforzato grazie allo scambio di buone pratiche tra tutte le istituzioni promotrici svizzere e alla regolare pubblicazione di indicatori nazionali; – le imprese di produzione dovranno introdurre misure per tutelare gli operatori cine- matografici dalla discriminazione, dalle molestie sessuali e dagli abusi. Produzione cinematografica sostenibile Incentivi per l’uso rispettoso e sostenibile delle risorse sono già previsti dai piani di promo- zione cinematografica della Confederazione per gli anni 2021–2024, come ad esempio l’am- missibilità delle spese per i cosiddetti «green consultant». Inoltre, nella valutazione delle ri- chieste di sostegno alle coproduzioni minoritarie possono essere attributi punti bonus se è pre- sente un piano convincente per la sostenibilità della produzione cinematografica. Nel periodo 2025–2028 sono previsti i seguenti cambiamenti: – In collaborazione con gli enti di promozione regionali e la SRG SSR, l’UFC accom- pagnerà e sosterrà il settore cinematografico nella trasformazione sostenibile della produzione dei film («green filming»). Gli aspetti prioritari saranno l’acquisizione di competenze (calcolo delle emissioni di CO2, buone pratiche, introduzione della figura di addetto alla sostenibilità nella produzione dei film), l’impegno volontario dei pro- duttori a rispettare standard ecologici minimi nei grandi progetti cinematografici e infine le manifestazioni a scopo di sensibilizzazione.
– L’UFC potrà sostenere con ulteriori incentivi finanziari i progetti in possesso di un certificato di sostenibilità (ad esempio con aliquote più alte nella promozione cine- matografica legata alla sede di produzione). Collaborazione internazionale La partecipazione della Svizzera al programma UE «Europa creativa» e al relativo sottopro- gramma «MEDIA» rimane un obiettivo da perseguire. Nel frattempo l’UFC lavora per raffor- zare la collaborazione internazionale a livello bilaterale e multilaterale. Un altro obiettivo è estendere l’ambito di applicazione degli accordi di coproduzione che stipulerà in futuro (o di quelli esistenti in occasione del loro aggiornamento) a formati cinematografici diversi dal film, come per esempio le serie.
5.3 Istituzioni della memoria e patrimonio culturale
5.3.1 Musei e collezioni
Situazione iniziale La Svizzera vanta una variegata e interessante offerta museale e importanti collezioni. Circa 1000 musei accessibili al pubblico e facenti capo a diversi enti in tutte le regioni del Paese si occupano della collezione, conservazione, catalogazione, ricerca e mediazione del patrimonio culturale materiale e immateriale 60. La Confederazione sostiene con aiuti finanziari i musei e le reti del patrimonio culturale di importanza nazionale, fissa gli standard etici per la gestione del patrimonio culturale storica- mente problematico, disciplina il trasferimento internazionale dei beni culturali e gestisce mu- sei e collezioni propri 61. I costi per il loro esercizio non rientrano nel presente messaggio sulla cultura. «Strategia nazionale per il patrimonio culturale in Svizzera» La conservazione, la cura e la mediazione del patrimonio culturale in Svizzera hanno davanti a sé grandi sfide (cfr. n. 2.5). Con la mozione 20.3930 «Strategia relativa alla conservazione del patrimonio culturale della Svizzera» della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) il Parlamento aveva incaricato il Consiglio federale di sottoporre una strategia relativa alla conservazione del patrimonio culturale della Svizzera che descrivesse per tutti i settori della cultura gli obiettivi, i campi d’azione, le misure d’attuazione, le responsabilità e i compiti dei singoli attori, nonché il finanziamento. In questo contesto, il Dialogo culturale nazionale aveva inserito nel suo programma di lavoro 2021–2024 la «Strategia nazionale per il patrimonio culturale in Svizzera». Un gruppo di la- voro specifico ha identificato gli sviluppi e le sfide sovraordinati e, su questa base, formulato obiettivi e raccomandazioni per una politica coordinata in materia di patrimonio culturale in Svizzera. Lo scopo è creare strutture e avviare processi che consentano un approccio globale
60 www.bfs.admin.ch > Trovare statistiche > Cultura, media, società dell’informazione, sport > Cul- tura > Musei. 61 Appartengono ai musei e alle collezioni della Confederazione: il Museo della Collezione Oskar Rein- hart «Am Römerholz» di Winterthur, il Museo Vincenzo Vela di Ligornetto, il Museo degli automi musicali di Seewen, il Museo del convento di St. Georgen di Stein am Rhein, la Collezione d’arte della Confederazione di Berna e la Collezione della Fondazione Gottfried Keller.
alla salvaguardia del patrimonio. La «Strategia nazionale per il patrimonio culturale in Sviz- zera» sarà pronta e adottata dagli attori statali rappresentati nel Dialogo culturale nazionale entro la fine del 2024. Aiuti finanziari a musei e collezioni di terzi Nell’ambito dei musei la Confederazione eroga tre tipi di aiuti finanziari: – Contributi d’esercizio: contributi pluriennali attribuiti mediante bandi di concorso pubblici 62. Per valutare le richieste la Confederazione si avvale della consulenza di esperti. I contributi d’esercizio a musei e collezioni di terzi saranno nuovamente messi a concorso nell’estate del 2024 per un periodo pluriennale a partire dal 2027. – Contributi a progetti per la ricerca sulla provenienza: dal 2016 la Confederazione sostiene progetti per l’accertamento e la pubblicazione della provenienza di colle- zioni e fondi d’archivio, che possono riguardare le opere d’arte trafugate durante il nazionalsocialismo e, dal 2018, anche i beni culturali archeologici e di origine colo- niale. Dal 2022 sono sostenuti anche progetti per la ricerca degli eredi, la contestua- lizzazione e divulgazione dei risultati, l’analisi esterna dei risultati della ricerca sulla provenienza esistenti e la promozione del dialogo e della collaborazione con le co- munità e i Paesi di provenienza. La forte richiesta di contributi a progetti relativi ai beni culturali di origine coloniale dimostra che vi è un’elevata necessità di rianalisi in questo ambito. – Contributi assicurativi: rivolti ai musei di terzi, servono ad assicurare il prestito di opere per mostre d’importanza nazionale. In questo modo la Confederazione intende rafforzare la piazza espositiva svizzera. Aiuti finanziari alle reti di terzi Attraverso gli aiuti finanziari alle reti di terzi la Confederazione promuove i centri di compe- tenza nell’ambito del patrimonio culturale che hanno carattere nazionale e sono interconnessi a livello nazionale e internazionale. Distingue in particolare tra le reti tematiche e quelle del patrimonio audiovisivo 63. Le reti forniscono prestazioni specialistiche riconosciute a livello nazionale e internazionale a favore di altre istituzioni culturali. Gestione del patrimonio culturale storicamente problematico La Confederazione promuove l’applicazione di linee guida per la gestione etica dei beni cul- turali legati a esperienze storiche controverse o dolorose. In virtù della mozione 21.4403 Pult, accolta dal Parlamento, la Confederazione sta predispo- nendo l’impiego di una commissione federale per i beni culturali sottratti a seguito delle per- secuzioni naziste. Tale commissione di esperti extraparlamentare indipendente avrà il compito
62 Nel periodo di finanziamento 2023–2026 la Confederazione sostiene 16 musei: Aargauer Kunsthaus di Aarau, Biblioteca abbaziale di San Gallo, Città romana Augusta Raurica di Augst, Haus der Elek- tronischen Künste (HeK) di Münchenstein, JURASSICA Museum di Porrentruy, Laténium di Hau- terive, Musée international d’horlogerie di La Chaux-de-Fonds, Museo Ariana di Ginevra, Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano, Museo svizzero all’aperto del Ballenberg di Hofstetten bei Brienz, Museo svizzero dei trasporti di Lucerna, Museum für Gestaltung di Zurigo, Photo Elysée di Losanna, Swiss Science Center Technorama di Winterthur, Vitromusée di Romont e Zentrum Paul Klee di Berna. 63 Nel periodo di finanziamento 2021–2024 la Confederazione ha sostenuto le seguenti reti: Associa- zione dei musei svizzeri, Associazione Memoriav, Bibliosuisse, Fondazione Passaporto Musei Sviz- zeri, Fondazione SAPA (Archivio svizzero delle arti della scena), Fondazione svizzera per la Foto- grafia (Fotostiftung Schweiz) e Museo Alpino Svizzero.
di redigere raccomandazioni non vincolanti per i casi di beni culturali storicamente problema- tici e di fornire consulenza al Consiglio federale e all’Amministrazione federale. In virtù della mozione 22.3023 CSEC-N, anch’essa accolta, sono inoltre in corso i lavori preparatori per istituire una piattaforma per la ricerca sulla provenienza dei beni culturali in Svizzera, che sarà sostenuta dalla Confederazione e gestita da terzi. Trasferimento internazionale dei beni culturali Le attività nell’ambito del trasferimento internazionale dei beni culturali mirano alla conser- vazione del patrimonio culturale mobile in Svizzera e all’estero. Si fondano sulla legge fede- rale del 20 giugno 2003 64 sul trasferimento internazionale dei beni culturali (LTBC), che si basa sulla convenzione del 14 novembre 1970 65 concernente le misure da adottare per inter- dire e impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni cul- turali. Nel periodo 2021–2024, per il mantenimento del patrimonio culturale la Confederazione ha concluso una convenzione bilaterale con la Turchia sull’importazione e il rimpatrio di beni culturali. Si tratta della nona convenzione bilaterale stipulata dalla Svizzera. Inoltre, nello stesso periodo sono stati sostenuti con aiuti finanziari numerosi progetti che pun- tano alla protezione dei beni culturali, soprattutto di quelli particolarmente minacciati a causa di conflitti o catastrofi naturali (p. es. progetti per la protezione del patrimonio culturale in Ucraina). I beni culturali confiscati nell’ambito di procedure penali sono di competenza federale e l’UFC è incaricato della loro conservazione temporanea e del rimpatrio (restituzione) nello Stato d’origine. Oltre a occuparsi di queste restituzioni ufficiali, l’UFC funge da mediatore anche nel caso di iniziative volontarie. Degne di nota sono la restituzione ufficiale al Perù di una «Cabeza Clava» della cultura Chavín e quella volontaria di quattro vasi etruschi all’Italia. La varietà delle attività svolte sottolinea il deciso impegno della Svizzera nella lotta contro il commercio illegale dei beni culturali. I suoi sforzi contribuiscono in misura significativa allo scambio legale e responsabile di beni culturali, oltre che alla conservazione del patrimonio culturale.
Adeguamenti nel periodo 2025–2028 «Strategia nazionale per il patrimonio culturale in Svizzera» Una delle principali misure del prossimo periodo di finanziamento sarà attuare la «Strategia nazionale per il patrimonio culturale in Svizzera». In tal senso è indubbia la necessità di svi- luppare strutture di cooperazione e processi di collaborazione tra la Confederazione, i Cantoni, le Città e i Comuni, affinché possano garantire insieme una governance nazionale in grado di stabilire le priorità e di assicurare che siano perseguiti obiettivi realistici e realizzabili. Aiuti finanziari a musei e collezioni di terzi Nel periodo 2025–2028 l’UFC prevede i seguenti adeguamenti. – Pubblicazione nell’estate 2024 di un nuovo bando di concorso per i contributi d’eser- cizio a musei e collezioni di terzi da erogare per un periodo pluriennale dal 2027. – Pubblicazione di un bando separato per l’erogazione di contributi a progetti di musei di terzi per la ricerca sulla provenienza dell’arte trafugata durante il nazionalsociali-
64 RS 444.1 65 RS 0.444.1
smo e dei beni culturali archeologici e di origine coloniale. Saranno sostenute le se- guenti attività: ricerca sulla provenienza, catalogazione di archivi rilevanti per la ri- cerca sulla provenienza, ricerca di eredi per raggiungere soluzioni giuste ed eque in caso di arte trafugata durante il nazionalsocialismo, divulgazione e contestualizza- zione dei risultati della ricerca sulla provenienza, verifica esterna dei risultati esistenti, attività di ricerca e offerte formative su questo tema e collaborazione con le comunità e i Paesi di provenienza. Sarà inoltre potenziato il sostegno alla ricerca sulla prove- nienza dei beni culturali archeologici e di origine coloniale. – Pubblicazione di un nuovo bando per i contributi assicurativi ai musei di terzi da erogare nel periodo 2025–2028, che potranno ora essere chiesti annualmente. Aiuti finanziari alle reti di terzi In futuro l’erogazione degli aiuti finanziari alle reti di terzi dovrà essere ancora più trasparente: – pubblicazione di bandi pubblici per contributi d’esercizio alle reti di terzi (possono essere prese in considerazione le reti dell’intero settore del patrimonio culturale), sulla base della futura «Strategia nazionale per il patrimonio culturale in Svizzera» e di criteri contenutistici; – in attuazione della mozione 19.3627 Streiff-Feller, possibilità per le istituzioni di can- didarsi per la nuova rete sulla storia dell’uguaglianza tra uomini e donne in Svizzera; – in attuazione delle mozioni 21.3181 Heer e 21.3172 Jositsch, esame della possibilità di sostenere una rete di nuova creazione per commemorare le vittime del nazionalso- cialismo e svolgere attività di mediazione su questo tema. Gestione del patrimonio culturale storicamente problematico Nel periodo 2025–2028 l’UFC prevede le seguenti misure: – valutazione e, se necessario, ottimizzazione della gestione e del funzionamento della commissione di esperti extraparlamentare indipendente; – poiché finora la Confederazione non aveva nell’ambito della promozione alcuna competenza per istituire una piattaforma per la ricerca sulla provenienza, tale com- petenza sarà ora sancita nella LTBC (cfr. n. 6.4). Nel periodo di promozione le mi- sure riguarderanno la scelta del gestore esterno della piattaforma di cui alla mozione 22.3023(CSEC-N) e il suo sostegno; – accertamento della provenienza e dei rapporti di proprietà in riferimento al passato coloniale delle collezioni appartenenti ai musei e alle collezioni gestiti dalla Confe- derazione e pubblicazione dei relativi risultati; sarà un compito permanente dei musei e delle collezioni gestiti dalla Confederazione aggiornare i risultati della ricerca sulla provenienza delle opere d’arte trafugate durante il nazionalsocialismo sulla base degli standard e delle priorità di promozione più recenti. Trasferimento internazionale dei beni culturali Nel periodo 2025–2028 l’UFC prevede i seguenti adeguamenti: – ampliamento della rete di convenzioni bilaterali, con particolare attenzione agli Stati partner africani, tenendo conto delle peculiarità dei beni culturali di origine coloniale e in collaborazione con il DFAE (DSC); – proseguimento degli aiuti finanziari per progetti di conservazione del patrimonio cul- turale mobile, anche in questo caso con particolare attenzione ai beni culturali di ori-
gine coloniale; proseguimento del sostegno a progetti per la protezione e conserva- zione di beni culturali particolarmente minacciati a causa di conflitti o catastrofi na- turali.
5.3.2 Museo nazionale svizzero
Situazione iniziale I tre musei del MNS presentano la storia della Svizzera dagli inizi a oggi e rendono accessibile la varietà storica e culturale del nostro Paese mediante mostre permanenti e temporanee. Da quando nel 2022 il Consiglio internazionale dei musei (ICOM) ha introdotto la nuova defini- zione di museo, si pone maggiore attenzione anche al lavoro museale che coinvolge le comu- nità e alla promozione della diversità e della sostenibilità. Nel suo rapporto sul raggiungimento degli obiettivi strategici da parte delle unità rese auto- nome 66 il Consiglio federale ha constatato che il MNS adempie al mandato di cui alla LMC e agli obiettivi strategici del Consiglio federale che ne derivano. Infrastruttura La strategia collezionistica per i fondi del MNS punta ad integrare in modo mirato la storia contemporanea più recente. Al fine di soddisfare anche in futuro il crescente fabbisogno di spazio per la conservazione idonea e sostenibile del patrimonio culturale affidato al MNS, come già stabilito nel 2003 si rende necessario ampliare la sede di Lindenmoosstrasse (esten- sione del deposito), per la quale nel 2014 si è tenuto un concorso di architettura. Il Forum della storia svizzera di Svitto è stato aperto nel 1995 come sede del MNS della Sviz- zera centrale e tutti gli impianti tecnici risalgono a quel periodo. È giunto quindi il momento di sostituirli, visto che gran parte ha completato il suo ciclo di vita e non soddisfa più le esi- genze e i requisiti di un museo al passo con i tempi, soprattutto per quanto riguarda l’illumi- nazione, la climatizzazione, la multimedialità, l’informatica, la sostenibilità e la sicurezza. Collezione Salvaguardare e conservare a lungo termine gli oggetti originariamente digitali e documentare il patrimonio culturale immateriale rapprese una nuova sfida. Gestire le testimonianze del pas- sato richiede inoltre una visione multiprospettica dei fondi collezionistici del MNS, che vanno costantemente rimessi in questione. Mostre Le sue mostre, insieme ai formati di mediazione e alle manifestazioni collaterali, il MNS rende la storia accessibile e tangibile per tutta la popolazione e si propone come luogo per lo scambio di conoscenze, gli incontri, il dialogo, la riflessione e l’intrattenimento. Ciascuno dei tre musei del MNS ha una priorità tematica. Il Museo nazionale svizzero di Zurigo, l’istituzione storico-culturale più visitata della Svizzera, ospita mostre permanenti che presentano la storia del nostro Paese dalla Preistoria e dall’An- tichità fino a oggi. Il Castello di Prangins nei pressi di Nyon sul lago Lemano è il più grande castello del Settecento aperto al pubblico in Svizzera e fa rivivere l’esperienza dell’Illumini- smo. Il suo orto storico e il parco circostante permettono inoltre di approfondire la biodiversità e la sostenibilità. Il Forum della storia svizzera di Svitto ospita una mostra permanente incen-
66 Consultabile in tedesco e francese su: https://www.efv.admin.ch/efv/it/home.html
trata sulla storia della Svizzera centrale durante l’Alto e il Basso Medioevo. Le mostre tempo- ranee proposte nei tre musei ampliano la varietà dei temi trattati e affrontano questioni sociali di attualità. Trasformazione digitale e innovazione Per affrontare le molteplici sfide della trasformazione digitale, nel 2023 il MNS ha creato la divisione «Trasformazione digitale e innovazione». Nel corso dei prossimi anni si intende consolidarla e dotarla delle risorse necessarie per attuare con successo il processo di trasfor- mazione e rendere possibili i prossimi passi nel campo dell’innovazione. Sostenibilità Negli ultimi anni il MNS ha ridotto l’impatto ambientale della sua attività e dei suoi prodotti e reso più sostenibili i processi interni. Dal 2022 partecipa volontariamente al programma di gestione delle risorse e management ambientale dell’Amministrazione federale (RUMBA) e dal 2023 un impianto fotovoltaico presso il Centro delle collezioni di Affoltern am Albis for- nisce quasi il 50 per cento del fabbisogno energetico. Per quanto riguarda la sostenibilità sociale, negli ultimi anni sono stati lanciati diversi progetti che promuovono l’inclusione e la diversità, come ad esempio le visite guidate per non vedenti e ipovedenti, l’introduzione della lingua semplice in alcune mostre, un programma per le per- sone affette da demenza oppure offerte per ipoudenti e non udenti. Visitatori La pandemia di COVID-19, la nuova definizione di museo formulata dall’ICOM e gli obiettivi di sostenibilità, soprattutto in ambito sociale, hanno spinto il MNS a investire risorse nella fidelizzazione del pubblico e a introdurre misure per raggiungere nuovi segmenti di pubblico e coinvolgerli maggiormente. Uno di questi è ad esempio il formato espositivo interattivo sulla storia contemporanea.
Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Dopo il graduale rinnovo delle mostre permanenti al Museo nazionale svizzero di Zurigo e dopo la ristrutturazione parziale e il rinnovo completo di tutte le mostre permanenti del Ca- stello di Prangins, dal 2024 il MNS si dedicherà alla ristrutturazione e riorganizzazione del Forum della storia svizzera di Svitto e dal 2026 all’ampliamento del Centro delle collezioni di Affoltern am Albis. Elementi importanti dell’ulteriore sviluppo strategico sono la trasformazione digitale e l’inno- vazione, la sostenibilità, l’approccio diversificato al patrimonio culturale e il maggiore coin- volgimento dei visitatori. Infrastruttura In stretta collaborazione con l’UFCL e dopo un considerevole lavoro preparatorio, nel periodo 2026–2028 sarà realizzato l’ampliamento pianificato dal 2014 presso la sede in Lindenmoos- strasse e chiusa quella di Zeughausstrasse. Riunire tutte le strutture in un’unica sede renderà più efficiente la gestione delle collezioni, ne garantirà la conservazione a lungo termine e con- sentirà di ampliare i fondi collezionistici. Nel periodo 2025–2026 il Forum della storia svizzera di Svitto sarà sottoposto a interventi di ristrutturazione e ottimizzazione operativa in stretta collaborazione con l’UFCL. Collezione Nel contesto della rielaborazione della storia coloniale svizzera, il MNS analizzerà una sele- zione di testimonianze appartenenti alla collezione applicando nuove prospettive di ricerca e
pubblicherà i risultati. La strategia collezionistica sarà integrata da una strategia per la raccolta di oggetti originariamente digitali e la documentazione dei beni culturali immateriali. Mostre La nuova offerta espositiva permanente al Forum della storia svizzera di Svitto sarà incentrata sulla storia della partecipazione politica e sociale e tratterà quindi questioni fondamentali della nostra convivenza. Comprenderà inoltre una mostra permanente dedicata alle famiglie. Le mostre permanenti del Museo nazionale svizzero di Zurigo, inaugurate nel 2016, saranno pre- sumibilmente rinnovate a partire dal 2027. Trasformazione digitale e innovazione Tra il 2025 e il 2028 l’offerta digitale del MNS sarà ampliata. A tal fine sarà analizzato anche il potenziale innovativo della nuova generazione di Internet (Web 3.0) e sarà accelerato lo sviluppo di un’esperienza museale virtuale. Dopo un considerevole lavoro preparatorio sarà introdotto e potenziato il nuovo sistema di gestione delle collezioni, che rappresenta il principale strumento di lavoro per le procedure di registrazione, inventariazione, gestione dei depositi, logistica, prestito, gestione delle mostre, registrazione dei dati sulla provenienza e gestione delle immagini. Nel periodo 2025–2028 un numero sempre maggiore di beni culturali conservati presso il MNS sarà reso accessibile on- line, rendendo così sempre più facile scoprire la collezione indipendentemente dal luogo in cui ci si trova. L’intento è anche quello di creare un’esperienza coinvolgente con il patrimonio culturale nello spazio virtuale. Sostenibilità Nell’ampliamento del Centro delle collezioni di Affoltern am Albis si presterà attenzione alla biodiversità degli spazi verdi e all’impiego di materiali sostenibili ed ecologici con l’obiettivo di costruire un edificio a zero emissioni di CO2. Inoltre, si svilupperà ulteriormente la strategia di sostenibilità dell’orto presso il Castello di Prangins, si sperimenteranno continuamente nuovi materiali più sostenibili per le mostre e si potenzierà l’economia circolare. Per quanto riguarda la sostenibilità sociale, saranno ampliate le offerte inclusive per le persone con esi- genze particolari. Visitatori La partecipazione, il dialogo e l’interazione con categorie di visitatori esistenti e nuove al fine di promuovere la partecipazione culturale sono una base importante per lo sviluppo di nuove offerte al MNS. Il formato espositivo interattivo sulla storia contemporanea introdotto con successo come progetto pilota nel 2023 sarà ulteriormente sviluppato. L’intento è offrire una piattaforma alle testimonianze contemporanee e accrescere la partecipazione attiva di fasce di popolazione più ampie, tra cui le comunità di migranti. Sulla scia dei sondaggi condotti al Castello di Prangins e al Forum della storia svizzera di Svitto, si potenzierà la ricerca sul pub- blico presso il Museo nazionale svizzero di Zurigo, così da adeguare maggiormente l’offerta alle esigenze dei visitatori e definire una base rappresentativa per lo sviluppo delle mostre permanenti future.
5.3.3 Biblioteca nazionale svizzera
Situazione iniziale La Biblioteca nazionale svizzera (BN) colleziona e mette a disposizione informazioni analo- giche e digitali dalla e sulla Svizzera, i cosiddetti Helvetica. La BN possiede collezioni diver- sificate e opera in tre sedi. Quella principale di Berna ospita tutto il patrimonio culturale scritto della Svizzera pubblicato dal 1848, stampe, fotografie, cartoline, manifesti, libri d’artista e l’Archivio svizzero di letteratura con la più importante collezione svizzera di lasciti letterari, archivi e biblioteche di autori e autrici del Novecento e del Duemila. La Fonoteca nazionale svizzera di Lugano colleziona l’intero patrimonio culturale sonoro della Svizzera. Il Centre Dürrenmatt Neuchâtel presenta il lascito pittorico di Friedrich Dürrenmatt. La BN è parte dell’UFC e, diversamente dal MNS, non è finanziata mediante il messaggio sulla cultura ma attraverso il settore proprio dell’UFC. Per completezza, è indicata nel presente documento come attore della politica culturale. Mediazione La BN conserva il patrimonio culturale documentario della Svizzera, contribuendo così a ga- rantire che le discussioni e le problematiche della società di oggi siano accessibili anche do- mani. In questo modo le future generazioni potranno ripercorrere e comprendere gli sviluppi sociali, culturali e politici in Svizzera. Il cambiamento tecnologico e i diversi sviluppi sociali rappresentano le principali sfide dei prossimi anni. La BN deve essere in grado di rispondere in maniera strategica, flessibile e innovativa alle mutate aspettative ed esigenze del pubblico. Deve tra l’altro avere la capacità di attrarre un vasto pubblico da tutta la Svizzera proponendo interessanti offerte di mediazione in formati e spazi analogici, digitali e ibridi, e di garantire ai gruppi target un facile accesso al patrimonio culturale documentario. Infrastruttura Con i progetti edilizi a Berna e Lugano si creano spazi moderni in cui presentare il patrimonio culturale documentario a un vasto pubblico, valorizzandolo come memoria vivente. Entro il 2029 saranno completati la ristrutturazione e gli ampliamenti nella sede centrale. La BN fa parte del quartiere dei musei di Berna che sorge nell’area di Kirchenfeld. 11 prestigiose istituzioni culturali ed educative si sono riunite per avviare progetti culturali congiunti e offrire manifestazioni interistituzionali, proponendosi di diventare un luogo d’incontro capace di at- trarre persone provenienti da vicino e da lontano. La «Città della musica» di Lugano, che sorgerà nella precedente sede della Radio della Sviz- zera italiana (RSI), creerà maggiore spazio per la musica e ospiterà tra l’altro il Conservatorio della Svizzera italiana (CSI) e l’Orchestra della Svizzera italiana (OSI). Anche la Fonoteca nazionale svizzera fa parte di questo progetto cooperativo e in futuro offrirà un ambiente mo- derno e interessante dove scoprire i suoni della Svizzera. Il finanziamento dei progetti edilizi a Berna e Lugano è previsto dal messaggio 2024 sugli immobili dell’UFCL (cfr. n. 8.1.3). Helvetica digitali Al giorno d’oggi il volume delle informazioni pubblicate in formato digitale supera di gran lunga quello delle informazioni stampate. Per le istituzioni della memoria è quindi essen- ziale poter svolgere il proprio incarico di collezione e mediazione anche per le informazioni digitali e i contenuti online.
Affinché la BN possa adempiere in ambito digitale al suo incarico pubblico è assolutamente necessario che la base legale risalente all’era analogica (1992) sia adeguata alla realtà odierna della creazione e diffusione delle informazioni. Questa modifica, con la quale la Svizzera attua una raccomandazione dell’UNESCO del 2015 67 non amplia i compiti esistenti della BN ma crea soltanto i requisiti affinché l’istitu- zione possa continuare ad adempiervi nello spazio digitale. Sistemi collezionistici cooperativi La trasformazione digitale rende meno netti i confini tra gli incarichi di collezione delle sin- gole istituzioni e più complessa l’attività delle istituzioni della memoria, che pertanto neces- sitano maggiormente di scambi, sistemi collezionistici cooperativi e infrastrutture interorga- nizzative. Per le biblioteche, gli archivi, i musei e gli enti di ricerca attivi nella conservazione del patri- monio culturale la sfida consiste nell’impostare la cooperazione in modo da soddisfare le esi- genze. La BN si impegna a favore di una efficace interconnessione e collaborazione tra gli attori a livello nazionale e internazionale. Da molto tempo assume un ruolo centrale nell’ulteriore svi- luppo di tecnologie e standard e nel coordinamento di progetti collettivi di portata nazionale (p. es. collezioni di manifesti svizzeri, Archivio Web Svizzera, digitalizzazione di quotidiani).
Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Ampliamento e digitalizzazione dell’offerta di mediazione Nel periodo di finanziamento 2025–2028 gli edifici della BN di Berna e Lugano saranno ri- strutturati e l’esercizio corrente verrà garantito presso strutture provvisorie. Al contempo ver- ranno progettate, sviluppate e testate le offerte di mediazione per i nuovi spazi. Sono previste le seguenti priorità: – svolgimento negli spazi per il pubblico riconfigurati di attività divulgative ed esposi- tive tecnicamente adeguate, innovative ed efficaci, prevedendo collaborazioni con un’alternanza di istituzioni partner; – nelle infrastrutture ammodernate di Berna e Lugano, creazione di spazi per la cultura e la conoscenza che permettano scambi e incontri tra persone e istituzioni; – significativo ampliamento delle attività di mediazione per stimolare la riflessione sulla storia svizzera e il dibattito su temi essenziali come la democrazia, lo stato di diritto o i diritti fondamentali; – costante miglioramento e semplificazione dell’accesso pubblico alle informazioni sulla Svizzera grazie all’ottimizzazione delle piattaforme digitali della BN e alla messa a disposizione dei suoi contenuti su piattaforme di terzi. Regolamentazione del deposito legale per gli Helvetica digitali Affinché la BN possa adempiere al suo incarico di collezione e mediazione anche nell’am- bito degli Helvetica digitali, serve una specifica base giuridica nella legge sulla biblioteca
67 UNESCO, Raccomandazione per la conservazione e l’accesso del patrimonio documentario, com- preso il patrimonio su forma digitale (2015), n. 4.6.
nazionale (LBNS) 68 che definisca l’incarico di collezione e mediazione degli Helvetica di- gitali tenendo conto della trasformazione digitale. A questo scopo sarà introdotto il deposito legale per gli Helvetica digitali (deposito legale digitale). Ciò prevede il diritto per la BN di collezionare gli Helvetica liberamente accessi- bili online e un obbligo di offerta per gli Helvetica digitali non liberamente accessibili in Internet, che la BN può poi decidere se includere o meno nella collezione basandosi sulle sue direttive specifiche (per maggiori dettagli cfr. n. 6.3 e disegno 3). Sistemi collezionistici cooperativi e archiviazione a lungo termine dei contenuti digitali Nell’archiviazione a lungo termine dei dati digitali la BN dispone di comprovata esperienza, che condivide con le istituzioni partner nell’intento di sviluppare congiuntamente una riparti- zione dei compiti e delle competenze. Nel prossimo periodo intende intensificare gli sforzi per trovare soluzioni comuni alle sfide attuali e future. Nel periodo di finanziamento 2025–2028 la BN prevede le seguenti misure: – messa in servizio nel 2026 di un sistema di archiviazione a lungo termine per gestire, divulgare e conservare a lungo termine la sua collezione digitale; – parallelamente, istituzione dei servizi (consulenza, pareri specialistici e scambi, ad esempio tramite convegni specialistici) per l’archiviazione a lungo termine, dei quali potranno usufruire terzi; – inoltre, verifica della possibilità di offrire a terzi anche i servizi di archiviazione a lungo termine.
5.3.4 Patrimonio cinematografico
Situazione iniziale Conservare il patrimonio cinematografico svizzero è uno dei principali compiti della Confe- derazione, che da oltre 60 anni sostiene la fondazione di diritto privato Cineteca svizzera, la quale ha sede a Losanna e dispone di un archivio a Penthaz. Uno degli incarichi di base della Fondazione è collezionare, conservare, catalogare e rendere accessibili i film nazionali e in- ternazionali che hanno un legame con la Svizzera (Helvetica). La sua collezione di circa
85 000 titoli è uno dei più importanti archivi cinematografici al mondo.
Nel periodo 2021–2024 la Confederazione ha finanziato con un contributo d’esercizio annuo di circa 9,5 milioni di franchi e un finanziamento pilota pari a 1,7 milioni di franchi la digita- lizzazione dei film e l’archiviazione a lungo termine su pellicole cinematografiche analogiche. Dato che all’anno è possibile digitalizzare soltanto una minima parte (circa 100 opere) del patrimonio cinematografico svizzero, sarà altrettanto importante garantire l’accesso pubblico ai film di questo fondo storico, che oggi sono in parte difficili da trovare. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 La Cineteca svizzera deve garantire l’accesso ai fondi analogici in un ambiente digitalizzato e, data la sua vasta collezione, stilare un elenco delle priorità basato sulla domanda e sui mi- gliori criteri possibili. Nel periodo 2025–2028 sono previste le seguenti misure:
68 Cfr. n. 6.3.
– nell’ambito della «Strategia nazionale per il patrimonio culturale in Svizzera», la Confederazione analizzerà in collaborazione con gli attori coinvolti la ripartizione dei compiti e della governance in merito alla salvaguardia e alla mediazione del patrimo- nio audiovisivo della Svizzera; – dopo il successo del progetto pilota, la Cineteca svizzera proseguirà l’attività di digi- talizzazione dei propri fondi, così da rendere nuovamente accessibili al pubblico i film dagli anni Sessanta agli anni Duemila con un elevato valore artistico (allo scopo sarà necessario attribuire alla digitalizzazione mezzi riservati al restauro).
5.3.5 Patrimonio culturale immateriale
Situazione iniziale Il concetto di «patrimonio culturale immateriale» designa un insieme di tradizioni e di pratiche, tramandate di generazione in generazione, che conferiscono a una comunità un senso d’iden- tità e di continuità. Costituito da una grande varietà di tradizioni viventi, il patrimonio culturale immateriale è strettamente correlato al patrimonio culturale e naturale materiale e caratterizza i paesaggi e il nostro ambiente costruito. I siti patrimonio dell’umanità come il centro storico di Berna o i vigneti terrazzati del Lavaux sono legati indissolubilmente alle usanze, alle co- gnizioni e alle competenze che hanno reso possibile la loro creazione. Nel 2008 la Svizzera ha ratificato la Convezione UNESCO del 17 ottobre 2003 69 per la salva- guardia del patrimonio culturale immateriale, che punta a salvaguardare, promuovere e stu- diare forme tradizionali di espressione culturale come la musica, il teatro, la danza o l’artigia- nato e sottolinea l’importanza del patrimonio culturale immateriale per la convivenza sociale e la partecipazione della popolazione alla vita culturale. Le tradizioni viventi creano identità e mantenerle favorisce il senso di comunità. L’UFC è l’autorità specializzata incaricata di attuare la Convenzione a livello federale. Il suo strumento più importante è la «Lista delle tradizioni viventi in Svizzera», un inventario pub- blicato per la prima volta nel 2012 e aggiornato regolarmente che comprende numerose tradi- zioni provenienti da tutte le regioni linguistiche. Svariate misure dell’UFC sensibilizzano all’importanza delle tradizioni viventi e al loro valore come contributo a una società sosteni- bile ai sensi della Convenzione di Faro 70 e accompagnano l’attuazione della convenzione nel nostro Paese 71 . La Svizzera è inoltre attiva nella collaborazione internazionale in seno all’UNESCO. Dal 2020 al 2024 è membro del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, e molte tradizioni viventi svizzere sono già state inserite nelle liste del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, mentre altre candidature sono in fase di elaborazione 72. In questo modo la Svizzera intende accrescere la consapevolezza sull’importanza delle tradizioni viventi e della loro conservazione e mediazione.
69 RS 0.440.6 70 RS 0.440.2 71 Secondo rapporto della Svizzera del 3 dicembre 2021 sull’attuazione della Convenzione dell’UNE- SCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, consultabile su: www.cultura-sviz- zera.admin.ch > Patrimonio culturale > Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO / Tradi- zioni viventi > Convenzione UNESCO per la tutela del patrimonio culturale immateriale > Rap- porti periodici 72 Candidature promosse dalla Svizzera: Festa dei vignaioli di Vevey, Carnevale di Basilea, Gestione del rischio di valanghe, Processioni della Settimana Santa di Mendrisio e Maestria artigiana in meccanica orologiera e meccanica d’arte; candidature a cui partecipa la Svizzera: Costruzione dei muri a secco e Alpinismo.
Dal 2022 l’UFC sostiene con aiuti finanziari i portatori delle tradizioni viventi nell’attuare misure di conservazione adeguate, dando la priorità ai progetti che contribuiscono allo svi- luppo sostenibile e alla sua comprensione.
Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Quello immateriale è un importante elemento del nostro patrimonio culturale e nel periodo 2025–2028 la Confederazione intende introdurre le misure seguenti affinché sia conservato, tramandato e divulgato con maggiore efficacia: – Messa in rete: l’UFC potenzierà le strutture del patrimonio culturale immateriale in- coraggiando la creazione di enti di promotori, la loro interconnessione e lo scambio di buone pratiche. In particolare, può sostenere i portatori delle tradizioni svizzere iscritte all’UNESCO con aiuti finanziari ricorrenti che consentano loro di assumere un ruolo esemplare per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. – Candidature UNESCO: nel periodo 2025–2028 il Consiglio federale deciderà se pro- porre ulteriori candidature alle liste del patrimonio culturale immateriale dell’UNE- SCO. – Artigianato tradizionale: l’UFC sosterrà progetti che contribuiscono a valorizzare l’artigianato tradizionale e artistico e a promuovere il trasferimento delle conoscenze, in particolare sotto l’aspetto della sostenibilità.
5.4 Cultura della costruzione
5.4.1 Processo e Alleanza di Davos per la cultura della costru-
zione Situazione iniziale Il concetto di «cultura della costruzione» è attivamente discusso nella politica culturale sviz- zera dal 2010 ed è stato introdotto come ambito politico nel messaggio sulla cultura 2016– 2020. Esprime un approccio innovativo per affrontare le sfide legate al nostro ambiente di vita in modo sistemico e con la migliore qualità possibile. La cultura della costruzione riguarda tutte le attività umane che contribuiscono a plasmare, conservare e sviluppare il nostro am- biente di vita, dall’archeologia alla cura del tessuto storico, dalla configurazione degli spazi odierni alla pianificazione per il futuro. Essa si manifesta nelle dimensioni più diverse, dal dettaglio artigianale di un edificio alla pianificazione di infrastrutture nel paesaggio. Con la cultura della costruzione, le persone plasmano l’ambiente che le circonda e sono a loro volta plasmate da quest’o ambiente. La pianificazione, la costruzione e la conservazione vanno per- ciò intese come importanti atti culturali di una comunità. Il concetto di cultura della costruzione non fornisce di per sé alcuna indicazione concreta sulla qualità auspicata, ma solo una cultura della costruzione di qualità può dare vita a luoghi ben progettati che si adattano a esigenze in costante evoluzione pur conservando le loro caratteri- stiche storiche. In questo senso è importante avere una visione olistica della qualità che includa i processi di pianificazione e gestione, l’ambiente, la fattibilità economica, il contesto edilizio e la molteplicità degli utilizzi, ma anche il carattere, l’identità e la bellezza di un luogo.
La Dichiarazione di Davos «Verso una cultura della costruzione di qualità per l’Europa» 73 e il Sistema Davos per la qualità nella cultura della costruzione, entrambi lanciati dalla Svizzera, sono ormai riconosciuti in Europa come testi di riferimento per la cultura della costruzione e inclusi in diverse strategie europee e nazionali nel quadro del Processo di Davos. In occasione della seconda conferenza ministeriale sulla cultura della costruzione, che ha or- ganizzato nel 2023, la Svizzera ha fondato l’Alleanza di Davos per la cultura della costru- zione 74 insieme ad altri 49 partner e in collaborazione con il Forum economico mondiale (WEF). Si tratta di una rete internazionale che coinvolge il settore pubblico, il settore edilizio e immobiliare e la società civile, allo scopo di migliorare la cultura della costruzione. I suoi membri si impegnano per affermare i valori e realizzare gli obiettivi della Dichiarazione di Davos. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 La Confederazione si impegna a portare avanti il processo di Davos garantendo la visibilità della Svizzera e la tutela dei suoi interessi. Intende inoltre attivarsi per estendere ad altri mem- bri l’Alleanza di Davos, di cui eserciterà la presidenza fino al 2027. Nel periodo 2025–2028 si concentrerà in particolare sulle seguenti attività: – valutazione dei risultati dell’Alleanza e della collaborazione con il WEF fino al 2027; – promozione degli scambi con gli attori nazionali per il coordinamento della discus- sione internazionale. La Confederazione farà confluire nei lavori dell’Alleanza i temi di interesse per la Svizzera e promuoverà la riflessione e discussione dei relativi risultati a livello nazionale.
5.4.2 Strategia interdipartimentale sulla cultura della costruzione
Situazione iniziale La pianificazione, la costruzione e la conservazione della sostanza edilizia sono determinate essenzialmente da fattori economici. Nel 2021 il settore delle costruzioni ha generato il 5 per cento del PIL e ha dato lavoro a circa 331 000 persone, pari al 7,1 per cento degli occu- pati in Svizzera 75. I processi di questo settore richiedono tempo, sono materialmente e finan- ziariamente onerosi e sottostanno a requisiti normativi e regolamentari. L’attenzione a una cultura della costruzione di qualità non comporta tuttavia maggiori requisiti né un aumento dei costi ma, al contrario, crea un valore aggiunto che si mantiene nel tempo grazie a processi più snelli, all’efficienza delle risorse e all’economia circolare, al connubio di continuità e in- novazione e a una progettazione ben ponderata. Una cultura della costruzione di qualità com- porta vantaggi non solo in termini sociali e culturali, ma anche economici 76, oltre ad avere effetti positivi sulla reputazione degli attori economici implicati. Non va poi dimenticata la sua importanza per il turismo svizzero 77. In veste di committente, proprietario, gestore, auto- rità di regolamentazione o finanziatore, la Confederazione svolge diversi compiti che hanno
73 Dichiarazione di Davos 2018: Verso una cultura della costruzione di qualità per l’Europa (www.davosdeclaration2018.ch).
74 www.davosalliance2023.ch.
75 UST, Quote di persone occupate nelle sezioni economiche, Neuchâtel 2022.
76 Gabriel M. Ahlfeldt e Elisabetta Pietrostefani, «Quality sells» High-quality Baukultur as a success factor for the construction and real estate industry, London School of Economics and Political Sci- ences (LSE) and Centre for Economic Policy Research (CEPR), luglio 2022.
77 Strategia del turismo della Confederazione, Berna 2021.
un impatto sulla cultura della costruzione di qualità in Svizzera. Nell’ottica di una maggiore qualità ha pertanto riunito le attività di propria competenza in una strategia interdipartimentale. La prima Strategia interdipartimentale per la promozione della cultura della costruzione 78, approvata dal Consiglio federale nel febbraio 2020, formula la visione e gli obiettivi strategici della Confederazione per una cultura della costruzione che coinvolga tutte le politiche setto- riali. La strategia serve a coordinare le attività dei 15 servizi federali interessati e affronta le attuali sfide sociali e territoriali rappresentate dal cambiamento climatico, dalla transizione energetica, dallo sviluppo centripeto degli insediamenti e dal cambiamento demografico. Essa comprende un piano d’azione con le misure che tutti i servizi federali coinvolti devono attuare per raggiungere gli obiettivi strategici. Il primo piano d’azione è stato stilato per il periodo 2020–2023. La valutazione della Strategia 79 e del suo primo piano d’azione evidenzia che la nuova colla- borazione in seno al gruppo di lavoro interdipartimentale appositamente creato ha fornito im- portanti stimoli per migliorare la qualità della cultura della costruzione nelle attività della Con- federazione. Allo stesso tempo è però emerso che non è sufficientemente vincolante, il che ne riduce l’efficacia e rende difficile raggiungere gli obiettivi. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 – Revisione della legge sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN): la Strategia sulla cultura della costruzione fornisce obiettivi di riferimento per le attività di costru- zione e pianificazione della Confederazione. Punta al miglioramento della qualità dell’ambiente costruito e, allo stesso tempo, contribuisce ad affrontare le sfide imminenti, in particolare in ambito climatico ed energetico. I primi anni di attuazione della Strategia hanno confermato che gli obiettivi devono essere sanciti a livello di legge per ottenere gli effetti desiderati. Il Consiglio federale propone perciò di modificare la LPN inserendo delle disposizioni specifiche per tenere conto della cultura della costruzione (cfr. n. 6.2). – Rinnovamento della strategia e del piano d’azione: entro il 2028 la Confederazione in- tende rinnovare la Strategia sulla cultura della costruzione secondo la nuova base legale, tenendo conto delle sfide attuali quali l’adeguamento ai cambiamenti climatici, la transi- zione energetica, la promozione della biodiversità, la conservazione del patrimonio cul- turale, il maggiore fabbisogno di spazi abitativi e la coesione sociale. Saranno coinvolti nel processo i partner pubblici e privati e verrà rafforzata la cooperazione intersettoriale.
5.4.3 Promozione della tutela dei monumenti storici, dell’archeo-
logia e della protezione degli insediamenti Situazione iniziale Il patrimonio costruito e archeologico è un riferimento essenziale della nostra cultura della costruzione. Sebbene sia estremamente apprezzato da gran parte della popolazione e i siti sto- rici in paesaggi intatti rappresentino una risorsa nazionale per la qualità di vita e il riposo, le necessarie norme di protezione e restrizioni per la loro conservazione sono spesso criticate. La Confederazione deve quindi proseguire i propri sforzi per fare sì che la protezione e la cura del patrimonio costruito e archeologico siano parte integrante di ogni strategia sostenibile per lo sviluppo territoriale.
78 Strategia interdipartimentale per la promozione della cultura della costruzione, Berna 2020.
79 [nach Publikation einfügen]
Aiuti finanziari per la tutela dei monumenti storici e l’archeologia La Confederazione eroga aiuti finanziari per l’attuazione di misure a favore della tutela dei monumenti storici e dell’archeologia, oltreché per progetti di mediazione, formazione e for- mazione continua, per la ricerca e per l’attività di organizzazioni di interesse nazionale. I con- tributi pubblici per il restauro a regola d’arte dei monumenti e storici per le misure archeolo- giche sono necessari a garantire la conservazione del nostro patrimonio a lungo termine. So- prattutto il trattamento dei monumenti recenti e gli scavi archeologici necessari per i progetti di sviluppo centripeto degli insediamenti comportano oneri elevati per i Cantoni. L’impiego degli aiuti finanziari della Confederazione viene costantemente ottimizzato in col- laborazione con i Cantoni tramite accordi programmatici quadriennali. Nel periodo di finan- ziamento in corso è stata nuovamente incrementata l’efficienza operativa grazie all’ampia di- gitalizzazione dei processi e alla creazione di un apposito sito Internet. Perizie e consulenza Come autorità federale specializzata in materia di cultura della costruzione, l’UFC mette a disposizione le proprie competenze e assegna mandati a esperti per garantire lo sviluppo di elevate qualità in questo ambito. Le richieste avanzate dall’autorità specializzata permettono di migliorare i progetti e preser- vare preziosi elementi del patrimonio culturale. Affinché le parti interessate comprendano l’importanza di proteggere il patrimonio culturale e ne siano a favore, è necessario raggiungere un elevato grado di certezza del diritto e di sicurezza pianificatoria. In questo senso occorre migliorare ulteriormente i relativi processi e le necessarie competenze procedurali. Collabo- rare sin dall’inizio e instaurare un dialogo costruttivo con la committenza e le autorità interes- sate si è rivelato un approccio efficace e rimane un obiettivo importante. Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale (ISOS) La Confederazione stila l’Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’im- portanza nazionale (ISOS) conformemente all’articolo 5 LPN. L’ISOS valuta gli insediamenti secondo un sistema standardizzato in tutta la Svizzera e identifica quelli di maggior valore del Paese. È una base importante per la pianificazione a livello federale, cantonale e comunale ai fini di ottenere un’elevata qualità nello sviluppo degli insediamenti. La revisione dell’ISOS secondo il metodo rivisto dal 2018 procede a buon ritmo. La sua ap- plicazione e la relativa prassi giuridica sono ormai consolidate. L’inventariazione e la valuta- zione degli insediamenti avvengono in stretta collaborazione e con il consenso dei Cantoni. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 – Limitare le perdite di monumenti dovute ai cambiamenti climatici: i cambiamenti clima- tici rischiano di compromettere sempre di più il patrimonio costruito e archeologico della Svizzera, come lasciano presagire gli eventi meteorologici estremi e la variazione delle temperature e delle condizioni di umidità. Gli effetti a lungo termine sui monumenti e sui siti archeologici non sono ancora del tutto noti. In collaborazione con la comunità scien- tifica saranno sviluppate e attuate adeguate strategie di monitoraggio e conservazione. – Raggiungere lo zero netto di emissioni per i monumenti: l’obiettivo è che gli edifici rag- giungano la neutralità climatica nelle fasi di costruzione, utilizzo e smaltimento dei ma- teriali, e lo stesso vale per i monumenti. Conservare, mantenere e continuare a utilizzare edifici esistenti anche da centinaia di anni è di per sé una forma di sviluppo sostenibile se si considera che circa un terzo delle emissioni di CO2 di un edificio è prodotto durante
la sua costruzione 80. Gli approcci e i metodi tecnici necessari nonché le possibilità per il risanamento di oggetti di valore sul piano della cultura della costruzione sono noti, ma richiedono competenze specifiche e procedimenti costruttivi e operativi su misura per ciascun oggetto. Per pianificare le misure giuste, i proprietari hanno bisogno fin dall’ini- zio di una consulenza qualificata da parte di esperti competenti sia in materia di energia che di cultura della costruzione. Perciò, in futuro la Confederazione riconoscerà le spese per ottenere una consulenza energetica qualificata in materia di tutela dei monumenti come costi sussidiabili nel quadro degli aiuti finanziari per le misure di tutela dei monu- menti. Promuoverà inoltre la formazione e la formazione continua degli esperti in questo campo. – Rafforzare il patrimonio mondiale UNESCO: in Svizzera sono presenti 13 siti del Patri- monio mondiale UNESCO, nove dei quali sono siti culturali. Sono stati iscritti nella Lista del Patrimonio mondiale tra il 1983 e il 2016 e si distinguono per tipologia, carattere e dimensioni. La Confederazione sostiene i siti culturali svizzeri del Patrimonio mondiale con aiuti finanziari per misure archeologiche e di tutela dei monumenti nonché per pro- getti di mediazione. Oggi, però, la gestione dei siti non soddisfa più pienamente gli stan- dard dell’UNESCO. Pertanto, nel quadro del secondo Piano d’azione Patrimonio mon- diale Svizzera 2024–2033, la Confederazione intende accompagnare e guidare l’aggior- namento e il miglioramento delle strategie di gestione dei siti (culturali) del Patrimonio mondiale in collaborazione con i Cantoni e i Comuni interessati, al fine di preservare a lungo termine l’eccezionale valore universale dei siti e di evitare discussioni internazio- nali sul loro stato di conservazione.
5.4.4 La cultura della costruzione come aspetto della sostenibilità
Situazione iniziale Se si considera il loro ciclo di vita dalla costruzione, all’utilizzo, alla demolizione, gli edifici sono responsabili di una percentuale significativa delle emissioni di gas serra, producono grandi quantità di rifiuti, implicano interventi sul suolo, ne provocano l’impermeabilizzazione e richiedono grandi quantità di energia. In futuro il modo di gestire l’ambiente costruito dovrà necessariamente cambiare in risposta alle sfide della produzione energetica, della disponibilità di risorse, dell’impiego dei materiali edili e dell’economia circolare, tenendo conto allo stesso tempo dei cambiamenti demografici, dell’aumento della popolazione, della carenza di spazi abitativi e della crisi della biodiversità. Per raggiungere l’obiettivo dello zero netto di emis- sioni sarà necessario adottare approcci efficaci che tengano conto di interdipendenze ed effetti complessi e diversi. Servono soluzioni di qualità globale che vadano oltre l’individuazione di singoli aspetti prioritari e includano anche le esigenze sociali e culturali oltre a quelle ecolo- giche ed economiche. Esistono esempi di buone pratiche che mostrano come le misure di adat- tamento al clima e di efficientamento energetico possano essere realizzate in edifici di alta qualità sotto il profilo della cultura della costruzione senza ridimensionare il risanamento ener- getico, renderlo più complicato o aumentarne i costi. L’attenzione agli aspetti della cultura della costruzione contribuisce significativamente a una visione globale della sostenibilità. La trasformazione che porta allo sviluppo sostenibile di un ambiente costruito di qualità è un’opera collettiva. Richiede la conoscenza e il contributo di numerose discipline e scienze e
80 Benchmarks für die Treibhausgasemissionen der Gebäudekonstruktion, Deutsche Gesellschaft für nachhaltiges Bauen DGNB, Stoccarda 2021.
può avere successo solo grazie a una maggiore collaborazione multisettoriale e interdiscipli- nare e alla condivisione delle responsabilità, in modo da trovare sinergie e soluzioni mirate. Le autorità dei vari livelli dello Stato, i committenti, gli investitori, i costruttori, il mondo scientifico, le associazioni professionali, gli utenti e i residenti hanno talvolta interessi e prio- rità divergenti, ma hanno anche conoscenze e possibilità diverse per influire sul processo. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Occorre intensificare il dibattito e la collaborazione multisettoriali e interdisciplinari tra settore pubblico, settore privato e società civile. Perciò la Confederazione porterà avanti le proprie attività di promozione in questo ambito, in particolare attraverso la partecipazione a iniziative multilaterali, la creazione di basi specialistiche, il sostegno a forme di incontro e dialogo, la formazione e l’offerta di consulenza nell’ambito della cultura della costruzione nonché i for- mati orientati alla partecipazione del grande pubblico. In particolare saranno messe in campo le misure seguenti: – Organizzazione dell’iniziativa «Vivere meglio»: la cultura della costruzione di qualità, ovvero il suo contributo a uno sviluppo sostenibile globale, va posta al centro di un di- battito aperto a tutti nel quadro di una campagna partecipativa che sarà chiamata «Vivere meglio». In collaborazione con vari partner, nel 2026 la Confederazione organizzerà un «Anno del vivere meglio» con attività rivolte a tutta la popolazione. La questione fonda- mentale è capire in quale ambiente vogliamo vivere in futuro, considerando la necessità di una maggiore sufficienza. – Promozione della pianificazione solare: l’energia solare è una fonte rinnovabile di fon- damentale importanza per la Svizzera e va sensibilmente potenziata. La cosiddetta piani- ficazione solare determina come sfruttare al massimo il potenziale solare di un Comune o di un quartiere ottenendo allo stesso tempo una cultura della costruzione di qualità. La Confederazione intende promuovere una pianificazione solare pionieristica in collabora- zione con partner del settore energetico, Cantoni, Città e Comuni, basandosi sull’espe- rienza di progetti pilota già realizzati come quelli di La Chaux-de-Fonds (NE) e Lichten- steig (SG).
5.5 Cultura e società
5.5.1 Partecipazione culturale e cultura amatoriale
Situazione iniziale Rafforzare la partecipazione culturale significa stimolare il confronto individuale e collettivo con la cultura e incentivare la partecipazione attiva all’impostazione della vita culturale. La riflessione sulla propria impronta culturale e lo sviluppo di una propria identità culturale per- mettono a tutti i membri della società di contribuire alla diversità culturale della Svizzera. Affinché il maggior numero possibile di persone possa partecipare alla vita culturale è impor- tante che le istituzioni culturali, gli organizzatori di manifestazioni culturali e gli enti di pro- mozione siano disposti a trovare formati che coinvolgano nuovi pubblici, divulghino in modo innovativo i contenuti culturali e consentano la compartecipazione. I media assicurano visibi- lità alla creazione culturale, la analizzano, la contestualizzano e la traducono per il pubblico e la promozione. Un sistema associativo forte dà spazio ad attività culturali diversificate per un’ampia fetta della popolazione e contribuisce alla promozione e all’attrattività del volonta- riato.
L’oggetto di questo capitolo sono gli ambiti di promozione che sostengono la creazione cul- turale non professionale e riguardano quindi le attività culturali di buona parte della popola- zione: cultura amatoriale, partecipazione e diversità, formazione musicale e promozione della lettura. Cultura amatoriale Le associazioni attive nell’ambito della cultura amatoriale permettono la partecipazione cul- turale e sono il fondamento di un panorama culturale vivace e diversificato. Le associazioni musicali e canore, i gruppi teatrali e di danza creano reti sociali e sono fautori di coesione sociale. Gli eventi culturali rivolti a un vasto pubblico contribuiscono allo scambio culturale tra le regioni e le comunità linguistiche. La promozione della cultura amatoriale da parte della Confederazione si fonda su due pilastri: – Sostegno alle organizzazioni di operatori culturali non professionisti (art. 14 LPCu): nel periodo di finanziamento 2021–2024 l’UFC sostiene dieci associazioni attive in tutta la Svizzera nei settori della musica, della danza e del teatro che promuovono l’accesso alla cultura e l’attività culturale dei loro membri. Tali associazioni ricevono un contributo strutturale annuale per attività di formazione e formazione continua, mediazione, consulenza e rappresentanza pubblica dei membri. – Promozione di manifestazioni culturali e progetti per un vasto pubblico (art. 16 LPCu): l’UFC sostiene manifestazioni culturali di respiro nazionale rivolte al grande pubblico (per esempio la Festa federale dello jodel o il Festival svizzero di canto). La pandemia ha messo in evidenza il ruolo fondamentale delle associazioni culturali amatoriali per la convivenza: la chiusura forzata e le successive restrizioni alle attività culturali in ambito amatoriale hanno infatti risvegliato in gran parte della popolazione la consapevolezza dell’ef- fetto stimolante della cultura e dell’esperienza culturale condivisa. Allo stesso tempo, la crisi ha accelerato i cambiamenti nel mondo associativo e mostrato la vulnerabilità delle sue strut- ture, in gran parte basate sul volontariato. La Confederazione ha sostenuto le associazioni con aiuti finanziari mirati permettendo loro di superare questo periodo difficile. Partecipazione e diversità La promozione della partecipazione culturale è un compito trasversale e in quanto tale riguarda tutti i livelli della promozione culturale e tutti gli ambiti della cultura. Il Parlamento ha sancito esplicitamente la promozione della partecipazione culturale all’articolo 9a LPCu, in base al quale l’UFC sostiene, per mezzo di aiuti finanziari destinati a progetti di partecipazione, l’at- tività culturale di specifici gruppi nonché la creazione di reti e lo scambio di conoscenze tra gli attori che si impegnano per rafforzare la partecipazione culturale. Grazie alle misure di promozione sono sorte iniziative orientate alla partecipazione, come «Generazioni al museo» o i programmi di teatro nelle carceri, ed è stato possibile estendere a tutta la Svizzera progetti già esistenti come il marchio «Cultura inclusiva» o la «CartaCultura» di Caritas Svizzera. La promozione della partecipazione cultura comprende anche iniziative come la «Capitale culturale svizzera». Ispirato alla «Capitale europea della cultura», il progetto svizzero si svol- gerà regolarmente in diverse Città e contribuirà a rafforzare la coesione nazionale, a valoriz- zare la diversità culturale in Svizzera e intensificare gli scambio culturali tra le regioni lingui- stiche. L’iniziativa pone al centro l’inclusione e si rivolge al grande pubblico. Si propone inol- tre di mettere in luce l’importanza della cultura e dell’identità per l’attrattività di una regione.
Molti progetti coinvolgono anche altri ambiti politici e spesso mostrano come la partecipa- zione politica, economica, sociale e culturale siano interconnesse. Per rafforzare il coordina- mento a livello federale nella promozione della coesione sociale, nel 2024 verrà lanciata la Rete interdipartimentale sulla partecipazione. Formazione musicale La musica e il canto stimolano le competenze creative, intellettuali e sociali dei giovani. Fare musica insieme significa infatti imparare insieme, ascoltarsi a vicenda e raggiungere obiettivi comuni. Nelle scuole, la Confederazione e i Cantoni si impegnano a promuovere un’educa- zione musicale di qualità nei limiti delle rispettive competenze. L’obiettivo è fare sì che tutti i bambini e giovani abbiano la possibilità di svolgere attività musicali nel tempo libero. L’UFC sostiene progetti nazionali (p. es. concorsi, festival, formazioni musicali giovanili) e attua i programmi «Gioventù e Musica» (G+M) e «Giovani Talenti Musica». Dal 2016 il pro- gramma G+M promuove l’accesso dei bambini e dei giovani alla musica sostenendo finanzia- riamente progetti extracurriculari come corsi e campi. Il programma «Giovani Talenti Musica», introdotto nel 2022, sostiene i Cantoni nello sviluppo e nell’attuazione dei loro programmi di promozione dei talenti per fare sì che i bambini e i giovani con un potenziale musicale supe- riore alla media possano essere sostenuti precocemente in base alle loro esigenze. Promozione della lettura Leggere e scrivere sono competenze fondamentali per sviluppare il sapere e il pensiero e sono quindi fondamentali per una partecipazione culturale attiva. Nelle proprie attività di promo- zione la Confederazione pone l’accento sulla letteratura per bambini e giovani perché il soste- gno precoce è fondamentale per lo sviluppo dei bambini e il loro successivo percorso scola- stico 81. L’UFC sostiene quattro organizzazioni e istituzioni attive a livello nazionale e singoli progetti di promozione della lettura. Inoltre, organizza regolarmente conferenze nazionali per incenti- vare l’innovazione e la creazione di reti in questo ambito. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Cultura amatoriale La promozione della cultura amatoriale tramite aiuti finanziari periodici per associazioni attive a livello nazionale e contributi a progetti per manifestazioni destinate all’intera popolazione si è dimostrata efficace e pertanto verrà proseguita. Affinché il mondo associativo possa affrontare e sfruttare come opportunità le sfide derivanti in particolare dalla digitalizzazione, nel periodo 2025–2028 l’UFC sosterrà in collaborazione con le associazioni nazionali le attività previste dalle associazioni culturali amatoriali di tutte le discipline nei seguenti ambiti: – trasformazione digitale (per esempio gestione dei dati, comunicazione, raccolta di fondi ecc.); – sviluppo organizzativo (per esempio formazione e formazione continua degli organi associativi, sviluppo della strategia, gestione del volontariato ecc.); – reclutamento di nuove leve e acquisizione di nuovi pubblici (per esempio tramite pubblicità, campagne di immagine, lezioni di prova ecc.).
81 Cfr. rapporto «Politik der frühen Kindheit. Auslegeordnung und Entwicklungsmöglichkeiten auf Bundesebene» del 3 febbraio 2021 in adempimento dei postulati 19.3417 CSEC-N e 19.3417 Gug- ger (disponibile in tedesco e francese); rapporto «Frühe Sprachförderung in der Schweiz» del 29 giugno 2022 in adempimento della mozione 18.3834 Eymann (non disponibile in italiano).
Partecipazione e diversità L’UFC si impegna a consolidare la partecipazione culturale nelle politiche pertinenti a livello federale, cantonale e comunale, in particolare nelle politiche per l’integrazione, l’inclusione e la promozione dei giovani. Nel periodo 2025–2028 sono inoltre previste le seguenti misure: – Sostegno a strutture e progetti nazionali: l’UFC sostiene organizzazioni e associa- zioni nazionali le cui attività contribuiscono alla partecipazione culturale della popo- lazione svizzera o promuovono in modo mirato il dialogo e la formazione di reti tra la società civile e il mondo della creazione culturale. – Giornalismo culturale: la formazione culturale e le competenze mediatiche possono essere promosse sostenendo formati digitali partecipativi nel giornalismo e nella me- diazione culturale. Formazione musicale Nel periodo di finanziamento 2025–2028 sono previste le seguenti misure per migliorare l’ac- cesso alla musica e le pari opportunità nella formazione musicale: – Programma G+M: nel programma G+M si intende sostenere maggiormente i pro- getti tesi a risvegliare l’interesse per la musica e il canto nonché le offerte supple- mentari rivolte a bambini e giovani che ancora non si dedicano alla pratica musicale. Saranno inoltre uniformati e semplificati i criteri e le modalità di calcolo dei contri- buti per i corsi e i campi G+M. – Scuole di musica: per garantire un accesso equo, il legislatore ha fissato determinati requisiti per la struttura tariffaria delle scuole di musica (art. 12a LPCu). Gli adegua- menti tariffari sono stabiliti di concerto fra i Cantoni, le scuole e i Comuni in cui esse hanno sede, e la loro applicazione viene verificata dalla Confederazione a intervalli regolari. La prossima verifica è prevista nel 2024. – Governance: da quando è stato lanciato nel 2016, il programma G+M è amministrato da una segreteria esterna. Da allora gli oneri per la gestione dei dati, il controllo dei processi e la garanzia della qualità sono aumentati costantemente. L’introduzione del programma «Giovani Talenti Musica» crea delle sinergie e pertanto nel periodo 2025–2028 sarà valutata l’opportunità di internalizzare l’amministrazione del pro- gramma G+M. Promozione della lettura Nel periodo 2025–2028 sono previste le seguenti misure per sviluppare ulteriormente la pro- mozione della lettura: – sostegno dell’UFC alla trasformazione digitale delle organizzazioni di promozione della lettura con l’obiettivo di accelerare la digitalizzazione dei processi e migliorare l’accesso online alle offerte; – semplificazione della promozione di progetti singoli. La priorità sarà data ai progetti svolti in collaborazione con le scuole e le biblioteche nonché ai programmi di soste- gno alla prima infanzia (alfabetizzazione familiare).
5.5.2 Lingue e comprensione
Situazione iniziale La coesistenza di quattro comunità linguistiche e la diversità culturale che esse rappresentano sono caratteristiche distintive della Svizzera. Perciò la promozione del plurilinguismo e della comprensione tra le comunità linguistiche è un elemento essenziale della politica culturale della Confederazione. Gli obiettivi e gli strumenti della promozione delle lingue sono stati presentati in dettaglio nel messaggio sulla cultura 2016–2020. Il presente capitolo affronta tre temi scelti che, dal punto di vista del Consiglio federale, meritano particolare attenzione nel periodo di finanziamento 2025–2028. Scambi e mobilità Gli scambi scolastici all’interno della Svizzera sono uno strumento fondamentale per miglio- rare le competenze linguistiche individuali e la comprensione tra le comunità linguistiche. Per promuovere maggiormente gli scambi e la mobilità, nel 2016 la Confederazione e i Cantoni hanno fondato l’agenzia nazionale Movetia. ’Costituita come fondazione di diritto privato, sarà trasformata in un istituto di diritto pubblico per fare sì che la sua forma giuridica e la sua struttura gestionale corrispondano meglio ai principi di governo d’impresa della Confedera- zione. Nel dicembre 2022 il Consiglio federale ha posto in consultazione il disegno di un’ap- posita legge federale. Nel 2017 la Confederazione e i Cantoni hanno adottato la «Strategia svizzera per gli scambi e la mobilità» 82, in base alla quale l’agenzia Movetia sostiene e accompagna, su incarico della Confederazione, progetti di scambio nazionali fra le comunità linguistiche a tutti i livelli sco- lastici. I vari programmi di promozione degli scambi e della mobilità all’interno della Svizzera registrano un numero crescente di partecipanti e dovranno quindi essere ampliati. Lingue e culture italiana e romancia Il mantenimento e la promozione delle lingue e culture romancia e italiana sono pilastri essen- ziali della politica linguistica della Confederazione. Tradizionalmente la promozione avviene attraverso aiuti finanziari al Cantone dei Grigioni e al Cantone Ticino per l’attuazione di mi- sure sul loro territorio. La mobilità dei parlanti sta però rendendo questo modello in parte obsoleto. Già nel 2016 il Consiglio federale e il Parlamento avevano deciso di promuovere la lingua italiana anche al di fuori della Svizzera italiana, in particolare in ambito scolastico (progetti culturali e di sensibilizzazione nelle scuole e progetti pilota per la creazione di programmi di insegnamento bilingue con l’italiano). Nel 2021 sono seguite misure a favore del romancio al di fuori dell’area linguistica tradizionale (offerte formative per bambini romanci in età presco- lare e scolare). Ora è necessario modificare le basi legali per consolidare queste misure. Promozione del plurilinguismo e della comprensione La Confederazione promuove la comprensione tra le comunità linguistiche sostenendo le or- ganizzazioni linguistiche e le agenzie di stampa (Keystone-ATS) ed erogando contributi per la ricerca applicata e i progetti di sviluppo dell’insegnamento delle lingue. I Cantoni plurilin- gui di Berna, Friburgo, Grigioni e Vallese ricevono aiuti finanziari federali per l’adempimento dei compiti speciali che il plurilinguismo implica nelle autorità, negli organi giudiziari, nell’a pubblica amministrazione e nell’insegnamento.
82 Consultabile su: www.cultura-svizzera.admin.ch > Lingue e società > Lingue > Possibilità di soste- gno > Scambi in ambito scolastico > Documenti
Nel 2022 sono state in parte riviste le disposizioni riguardanti la promozione nell’ordinanza sulle lingue (OLing). Nel quadro delle consultazioni sul programma di legislatura 2019–2023 il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di elaborare un «piano d’azione per il pluri- linguismo» 83. I relativi lavori sono ancora in corso. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Scambi e mobilità La «Strategia svizzera per gli scambi e la mobilità» punta a fare sì che il maggior numero possibile di giovani possa partecipare a un’attività di scambio o mobilità nel corso della for- mazione. Per attuarla è necessario ampliare le offerte di Movetia: – sviluppo di un programma di scambi scolastici individuali simile ai programmi sviz- zeri per Erasmus+; – ulteriore sviluppo dei programmi di scambio nazionali esistenti, in particolare per le persone che svolgono una formazione professionale di base, i docenti e le classi. Lingue e culture italiana e romancia Oggi la popolazione romanciofona vive sempre più spesso al di fuori del Cantone dei Grigioni e ormai da parecchio tempo il romancio non è più parlato solo nella sua area di diffusione tradizionale. La situazione è simile per l’italiano in Svizzera, pertanto non è più sufficiente sostenere le due lingue minoritarie solo tramite il Cantone Ticino e il Cantone dei Grigioni. Affinché la Confederazione possa sostenere adeguatamente le lingue e culture italiana e ro- mancia al di fuori delle aree linguistiche tradizionali, è necessario adattare le basi legali, come già annunciato dal Consiglio federale nel messaggio sulla cultura 2021–2024 84. Gli obiettivi della promozione si differenziano a seconda della lingua: – nel caso dell’italiano, si intende migliorare lo il ruolo e l’attrattività della lingua nell’insegnamento, ad esempio promuovendo maturità bilingui o rafforzando la pre- senza dell’italiano attraverso attività culturali nelle scuole; – nel caso del romancio si pone l’accento sulle offerte formative per i bambini in età prescolare e scolare al di fuori del Cantone dei Grigioni. Una risorsa importante sono le tecnologie digitali, poiché permettono di sviluppare progetti innovativi come l’in- segnamento delle lingue a distanza o di offrire strumenti (open source) per l’appren- dimento del vocabolario, della grammatica e dell’ortografia, per la correzione e per la traduzione automatica. Promozione del plurilinguismo e della comprensione Dal 2012 la Confederazione sostiene lo sviluppo di piani e sussidi didattici per migliorare l’insegnamento delle lingue. Nel periodo di finanziamento 2025–2028 la promozione si con- centrerà sul consolidamento del lavoro svolto finora (trasposizione nella pratica, documenta- zione, condivisione di buone pratiche) e, di concerto con i Cantoni, sarà esaminato il suo pos- sibile riorientamento o la sua focalizzazione tematica 85.
83 Programma di legislatura 2019–2023, obiettivo 7, articolo 8, numero 38.
84 FF 2020 2813 85 Rapporto «Frühe Sprachförderung in der Schweiz» del 29 giugno 2022 in adempimento della mo- zione 18.3834 Eymann, pag. 26 (non disponibile in italiano).
5.5.3 Scuole svizzere all’estero
Situazione iniziale La Confederazione promuove 17 scuole svizzere all’estero: Bangkok, Barcellona, Bergamo, Bogotà, Catania, Città del Messico (con sedi distaccate a Cuernavaca e Querétaro), Curitiba, Lima, Madrid, Milano, Pechino, Roma, Santiago del Cile, San Paolo e Singapore. Le scuole svizzere all’estero sono frequentate da circa 8000 allievi, di cui circa 1400 di nazionalità sviz- zera. Gli aiuti finanziari della Confederazione coprono in media circa un quarto delle spese d’esercizio delle scuole. I Cantoni patroni assumono la vigilanza pedagogica e sostengono le scuole in vario modo (mediante contributi all’infrastruttura, formazioni continue, materiali didattici ecc.). Le rappresentanze della Svizzera nelle rispettive località forniscono il proprio sostegno ad esempio in qualità di membri dei comitati scolastici. Pur essendo istituzioni private, le scuole svizzere sono percepite come rappresentanti della Svizzera. Contribuiscono a dare un’immagine positiva della Svizzera all’estero e pertanto la loro efficacia va oltre la diffusione della formazione e della cultura svizzere, come conferma un rapporto del Controllo federale delle finanze (CDF) del maggio 2020 86. Per sostenere l’impatto positivo delle scuole svizzere all’estero, l’UFC ha dato seguito a una raccomandazione contenuta nel rapporto del CDF e concordato con le scuole un documento («Swissness Charta») in cui queste ultime si impegnano a seguire gli stessi valori di «good governance» e riconoscono un concetto comune di «swissness» nella formazione e nella cul- tura scolastica. Tuttavia, la pandemia di COVID-19 ha colpito duramente anche le scuole svizzere all’estero, che in tutti i Paesi hanno dovuto chiudere i battenti per lunghi periodi su ordine delle autorità. Grazie agli aiuti finanziari d’emergenza stanziati nel 2020 e 2021, la Confederazione è riuscita a ridurre i danni economici e le scuole hanno potuto continuare a fornire un’offerta formativa completa nonostante la crisi e preparare i necessari adeguamenti nella struttura gestionale. Non è però ancora possibile determinare se e come il numero di allievi risentirà della pandemia nel lungo termine. Assunzione dei docenti svizzeri I docenti svizzeri giocano un ruolo importante nel diffondere la formazione e la cultura sviz- zera attraverso le scuole svizzere all’estero, ma in alcune aree reclutarli è sempre più difficile. Nel messaggio sulla cultura 2021–2024 il Consiglio federale aveva annunciato una proposta per migliorare le loro condizioni d’impiego, ma l’idea di assumerli con un contratto di diritto pubblico attraverso l’agenzia nazionale per gli scambi e la mobilità Movetia non è stata ap- provata dai Cantoni nella preconsultazione sulla legge Movetia. Il Consiglio federale ha per- tanto deciso di rinunciare a questa soluzione globale e quindi non ha introdotto modifiche di legge di ampia portata che avrebbero regolamentato diversamente l’assunzione dei docenti. I mezzi finanziari riservati per l’attuazione del progetto saranno ridotti, tenendo conto tuttavia del fatto che sono necessarie misure alternative per migliorare le condizioni di assunzione dei docenti e che queste potrebbero incidere sui costi.
Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Nel periodo 2025–2028 sono previste le seguenti misure per sostenere la governance e la swissness delle scuole svizzere all’estero: – Governance: per il periodo 2025–2028 l’UFC introdurrà un monitoraggio adeguato dei principi concordati nella Swissness Charta.
86 Consultabile su: www.efk.admin.ch > Pubblicazioni > Relazioni con l'estero
– Assunzione dei docenti svizzeri: in base a un’analisi delle condizioni di assunzione dei docenti svizzeri nei singoli Paesi, l’UFC esaminerà e rivaluterà assieme ai partner (Cantoni patroni e educationsuisse) le necessità di intervento e l’eventuale margine di manovra. L’obiettivo è creare delle condizioni di lavoro convenienti in modo da rendere più interessanti gli impieghi all’estero.
5.5.4 Jenisch, Sinti e vita nomade
Situazione iniziale In Svizzera vivono circa 35 000 Jenisch e Sinti, riconosciuti come minoranze nazionali ai sensi della Convenzione-quadro del 1° febbraio 1995 87 per la protezione delle minoranze nazionali. Con la ratifica della convenzione, la Svizzera si è impegnata a promuovere condizioni che consentano a queste minoranze di mantenere viva e continuare a sviluppare la propria cultura, in particolare lo stile di vita nomade e la lingua jenisch in quanto lingua minoritaria ricono- sciuta ai sensi della Carta europea del 5 novembre 1992 88 delle lingue regionali o minoritarie. In Svizzera vivono inoltre molti Rom, perlopiù immigrati dall’area balcanica a partire dagli anni Settanta. La Confederazione sostiene l’organizzazione Radgenossenschaft der Landstrasse, che si oc- cupa di documentare la storia e coltivare la lingua e cultura jenisch. Finanzia inoltre la Fonda- zione «Un futuro per i nomadi svizzeri», la quale svolge un’importante funzione di coordina- mento tra la Confederazione, i Cantoni, i Comuni e le minoranze, fornendo sostegno come centro di competenza nelle questioni pianificatorie, giuridiche e sociali. Una misura importante per promuovere la cultura nomade è la creazione di un numero suffi- ciente di aree di sosta per coprire il fabbisogno. In base alle competenze in materia di pianifi- cazione del territorio, questo compito spetta ai Cantoni. A titolo sussidiario, negli ultimi anni la Confederazione ha fornito un aiuto finanziario per la realizzazione di progetti edilizi corri- spondenti. La fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri» rileva ogni cinque anni il numero di aree di sosta disponibili. Negli anni scorsi è stato possibile arrestarne il calo e la situazione si è com- plessivamente stabilizzata, ma l’ultimo rapporto sulla situazione, pubblicato nel 2021, eviden- zia che le aree esistenti coprono appena la metà del fabbisogno 89. Le poche aree disponibili sono ancora più sotto pressione per la presenza di Rom stranieri. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 La pianificazione e la costruzione di aree di sosta pongono i Cantoni e i Comuni di fronte a sfide considerevoli. I progetti hanno tempi di realizzazione lunghi e subiscono spesso ritardi a causa di modifiche o fattori esterni come opposizioni e referendum. Per tali motivi, negli ultimi anni i mezzi previsti dalla Confederazione a sostegno di questi progetti non hanno potuto es- sere interamente utilizzati. Nel periodo 2025–2028 sono previste le seguenti misure:
87 RS 0.441.1 88 RS 0.441.2 89 Consultabile su www.stiftung-fahrende.ch > Informazioni > Rapporto sulla situazione aree di sta- zionamento
– Aree di sosta: il sostegno ai Cantoni e ai Comuni per la creazione di aree di sosta sarà adeguato al fabbisogno effettivo e il meccanismo di finanziamento sarà riesaminato con l’obiettivo di garantire la sicurezza pianificatoria per più anni. – Consulenza: l’UFC sosterrà il servizio di consulenza per le questioni sociali, la for- mazione e la salute della fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri». L’offerta di consulenza si rivolge agli Jenisch, ai Sinti e ai Rom nomadi come anche alle autorità e alle organizzazioni che hanno contatti con queste minoranze. – Piano d’azione «Jenisch, Sinti, Rom»: il programma di lavoro previsto nel piano d’azione del 2016 sarà valutato assieme alle organizzazioni partner ed eventualmente ridefinito.
5.6 Collaborazione e basi
5.6.1 Dialogo istituzionale
Situazione iniziale Dialogo culturale nazionale Il Dialogo culturale nazionale, istituito nel 2011 da Confederazione, Cantoni, Città e Comuni, è una piattaforma che riunisce i vari attori statali per discutere delle questioni di politica cul- turale, con lo scopo di rafforzare la collaborazione in questo ambito. Conformemente al rela- tivo accordo tra i partner, tale obiettivo è raggiunto da un lato scambiandosi informazioni im- portanti e dall’altro concordando e coordinando le misure d’intervento 90. Il Dialogo culturale nazionale è quindi ’lo strumento principale per sviluppare congiuntamente le condizioni qua- dro della politica culturale e creare un contesto favorevole allo sviluppo della cultura in Sviz- zera. Nel periodo di finanziamento in corso, il Dialogo culturale nazionale ha lavorato su tre temi principali: la retribuzione adeguata degli operatori culturali, l’ecologia nella produzione cul- turale e la definizione di una strategia nazionale per il patrimonio culturale in Svizzera. I rela- tivi risultati sono confluiti nel presente messaggio (cfr. in particolare n. 2.1, 2.4, 2.5 e 5). Collaborazione con la società civile e il settore privato Oltre che nel Dialogo culturale nazionale, gli attori culturali della Confederazione si confron- tano regolarmente anche con i loro partner non statali. Lo scambio con le organizzazioni degli operatori culturali professionisti e con quelle della cultura amatoriale avviene in gruppi diversi a seconda dell’argomento. Le organizzazioni attive a livello nazionale ricevono un sostegno finanziario dalla Confederazione sotto forma di contributi strutturali (cfr. n. 5.1.2 e 5.5.1). La stretta collaborazione fra l’UFC e la «Taskforce Culture» è stata una chiave di successo nell’at- tuazione delle misure di sostegno alla cultura durante la pandemia di COVID-19 (cfr. n. 2.6). Il settore privato (fondazioni di pubblica utilità ed economia privata) contribuisce in misura sostanziale al finanziamento della cultura in Svizzera (cfr. n. 2.6). I suoi esponenti e gli attori culturali della Confederazione intrattengono scambi regolari.
90 Cfr. n. 1 della convenzione del 25 ottobre 2011 sul Dialogo culturale nazionale, disponibile in tede- sco e francese su www.cultura-svizzera.admin.ch > Temi > Dialogo culturale nazionale > Informa- zioni complementari > Documenti.
Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Dialogo culturale nazionale Nel periodo di finanziamento 2025–2028 verrà portata avanti la cooperazione con i Cantoni, le Città e i Comuni in seno al Dialogo culturale nazionale e potenziato il coordinamento tra i partner statali della politica culturale (cfr. n. 3.1.1). – In questo contesto i partner dovrebbero discutere della dotazione dei gruppi di lavoro con risorse di personale sufficienti e della possibilità di istituire una segreteria. – Sul piano dei contenuti, il principio fondamentale dell’unanimità comporta il rischio che, anche quando vi è una chiara necessità di agire, si trovino solo soluzioni dagli effetti limitati. A questo proposito è necessario che i partner discutano su quali siano le ambizioni di una politica culturale coordinata ed efficace in Svizzera. – Per questi motivi la Confederazione ritiene che il Dialogo culturale nazionale debba avviare in tempi brevi una valutazione comune della sua modalità di funzionamento, sia a livello organizzativo che di contenuti. Se si rivelerà necessario, dovranno essere introdotte misure per rafforzarlo. Collaborazione con la società civile e il settore privato − Di fronte alle sfide considerevoli che si trova ad affrontare la cultura in Svizzera è essenziale collaborare da vicino con le associazioni culturali e il settore privato. – Gli scambi reciproci permettono agli attori della Confederazione di riconoscere tem- pestivamente esigenze e cambiamenti e di discutere in anticipo le possibili soluzioni. In futuro la Confederazione intende sfruttare ancora meglio queste possibilità. – Soprattutto in tempi caratterizzati da forti dinamiche di cambiamento è indispensa- bile discutere le questioni fondamentali della politica culturale. Al fine di promuo- vere il dialogo in tal senso, l’UFC reintrodurrà dopo quattro anni il sostegno agli incontri su temi di politica culturale di interesse nazionale.
5.6.2 Statistica e monitoraggio
Situazione iniziale Negli ultimi anni la Confederazione ha costantemente ampliato la base di dati sulla vita cultu- rale in Svizzera. Dal periodo di finanziamento 2016–2020, l’UFC e l’UST hanno introdotto nuove statistiche sui musei, sulla tutela dei monumenti storici e sull’economia culturale e hanno migliorato le statistiche esistenti sul finanziamento della cultura, i comportamenti cul- turali, il cinema e le biblioteche. Le cifre più importanti sono riassunte nella Statistica tascabile della cultura in Svizzera, che l’UFC pubblica annualmente dal 2014. La pandemia ha eviden- ziato l’importanza di disporre di indicatori significativi sulla vita culturale per poter gestire le politiche in questo ambito. L’accessibilità dei dati è un obiettivo fondamentale della «Strategia di digitalizzazione della Confederazione» 91, la quale prevede che i dati prodotti dallo Stato o raccolti per suo conto siano in linea di principio pubblicati come «open government data» in formati aperti e leggibili
91 Strategia «Svizzera digitale», consultabile su www.bakom.admin.ch > Digitalizzazione e Internet > Digitalizzazione > Svizzera digitale.
elettronicamente. Questo obiettivo è concretizzato nella «Strategia open government data (OGD)» 2019–2023 92, vincolante per l’Amministrazione federale centrale. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Nel periodo di finanziamento 2025–2028 la Confederazione intende ampliare il monitoraggio del settore della cultura in Svizzera. – Saranno definiti indicatori adeguati per rappresentare l’andamento del settore e creare così il fondamento per una politica culturale basata su dati concreti e orientata agli obiettivi. A tal fine occorre utilizzare meglio i dati amministrativi ed eventual- mente integrare le statistiche esistenti. – I dati raccolti dalla Confederazione dovranno essere resi disponibili al pubblico in conformità con la strategia OGD. Allo stesso tempo, i principi di tale strategia sa- ranno inclusi nei contratti di prestazione con le organizzazioni partner e saranno creati degli incentivi per le istituzioni culturali affinché comunichino i dati in mo- dalità aperta e uniforme.
5.6.3 Politica culturale internazionale
La Confederazione promuove attivamente la diffusione dei valori culturali e della cultura sviz- zera all’estero. La cooperazione internazionale nel settore della cultura avviene attraverso l’in- terazione di diversi attori istituzionali a livello federale (l’UFC, Pro Helvetia e il Dipartimento federale degli affari esteri DFAE con la Direzione dello sviluppo e della cooperazione DSC, Presenza svizzera PRS e la Divisione ONU della Segreteria di Stato). Altri organismi federali sono coinvolti nello svolgimento di compiti specifici. L’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) del Dipartimento federale delle finanze (DFF) contribuisce ad esempio all’attuazione della legislazione sul trasferimento internazionale dei beni culturali, mentre e l’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) del Dipartimento fede- rale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) è coinvolto nella tutela del patrimonio culturale minacciato.
Sul piano delle relazioni internazionali, l’UFC è responsabile degli scambi culturali di natura politica, mentre la promozione degli scambi in ambito artistico (ad esempio tournée, residenze per artisti, partecipazioni a festival) sono di competenza di Pro Helvetia. Attraverso le sue attività, la Confederazione contribuisce alla politica culturale internazionale e al posizionamento internazionale della Svizzera come Paese portatore di cultura.
Cooperazione bilaterale Situazione attuale Nell’ambito delle relazioni con gli altri Paesi, l’UFC si occupa di negoziare accordi bilaterali di coproduzione cinematografica, accordi sul trasferimento di beni culturali e, se necessario, accordi sulle scuole svizzere all’estero. Gli accordi di coproduzione facilitano la collaborazione cinematografica tra due o più Paesi definendo le condizioni in base alle quali un’opera può essere considerata come produzione
92 Consultabile su www.bfs.admin.ch > Servizi > Open Government Data (OGD) > Strategia 2019-2023
nazionale in ciascuno di essi e ricevere i relativi finanziamenti per la produzione e la distribu- zione 93. Nel 2023 è stato rivisto un accordo di coproduzione con il Canada per includere nuovi modelli di distribuzione. Gli accordi bilaterali sul trasferimento di beni culturali mirano a impedire il commercio ille- gale di questi beni e a preservare il patrimonio culturale 94. Possono essere stipulati solo con gli Stati parte della Convenzione UNESCO del 1970 concernente le misure da adottare per interdire e impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni culturali. Nel periodo 2021–2024 è stato sottoscritto un accordo con la Turchia. Gli accordi bilaterali sulle scuole svizzere vengono conclusi in determinati casi, qualora sia necessario risolvere questioni specifiche con lo Stato ospitante 95. Tra il 2021 e il 2024 non sono stati stipulati accordi di questo tipo. La Svizzera intrattiene relazioni particolarmente intense con gli Stati confinanti. Incontra re- golarmente le autorità austriache e italiane per discutere della collaborazione reciproca e, nel 2023, ha partecipato al primo incontro dei ministri della cultura di lingua tedesca, organizzato su iniziativa del Lussemburgo. Promuove inoltre i vincitori dei Premi culturali svizzeri sia in Svizzera che all’estero, dal mo- mento che uno degli obiettivi dei Premi è proprio quello di far conoscere questi operatori cul- turali e le loro attività. Infine, può fornire un sostegno mirato a Paesi terzi nel quadro della Strategia in materia di protezione del patrimonio culturale minacciato adottata dal Consiglio Federale. È accaduto ad esempio con l’Ucraina, per proteggere il suo patrimonio culturale in seguito all’aggressione militare da parte della Russia. Adeguamenti nel periodo 2025–2028 – Cinema: la Svizzera intende rivedere regolarmente gli accordi cinematografici esi- stenti per tenere conto degli sviluppi tecnici e del cambiamento delle modalità di fruizione (per esempio le serie). Concluderà inoltre accordi di coproduzione cine- matografica con nuovi Paesi laddove lo ritiene strategicamente vantaggioso (cfr. n. 5.2.7). – Trasferimento dei beni culturali: per quanto riguarda gli accordi sul trasferimento dei beni culturali, sarà data priorità agli Stati partner africani, tenendo conto delle peculiarità dei bei culturali di origine coloniale e in collaborazione con la DSC del DFAE (cfr. n. 5.3.1). – Protezione del patrimonio culturale minacciato: laddove opportuno, la Svizzera so- stiene Stati terzi il cui patrimonio è minacciato da eventi naturali o di origine antro- pica, in virtù dei principi della Strategia in materia di protezione del patrimonio cul- turale minacciato (cfr. n. 3.4 e 5.3.1).
93 Esistono accordi di coproduzione con la Germania e l'Austria (accordo trilaterale), la Francia, l’Ita- lia, la comunità francofona del Belgio, il Lussemburgo, il Canada e il Messico. 94 Esistono accordi sul trasferimento di beni culturali con l'Italia, la Grecia, la Colombia, l'Egitto, Ci- pro, la Cina, il Perù e il Messico.
95 Sono stati conclusi accordi con la Colombia e il Messico.
Cooperazione multilaterale Situazione iniziale La Svizzera è attiva anche sul piano multilaterale per sostenere la propria visione e mettere a disposizione le proprie competenze sulla scena internazionale. Si impegna per affermare i va- lori svizzeri ’nelle organizzazioni internazionali, dove si assiste a una politicizzazione della cultura e a un arretramento delle idee democratiche e dei diritti umani, e partecipa alla rifles- sione sulle sfide globali come il cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile e la digitaliz- zazione. A tal fine, opera principalmente all’interno dell’UNESCO e del Consiglio d’Europa e interagisce sul piano specialistico con l’Unione Europea, ma collabora anche in modo mirato con altre organizzazioni internazionali. In veste di membro dell’UNESCO, la Svizzera si impegna ad attuare le convenzioni in ambito culturale che ha ratificato. Dal 2019 al 2023 ha fatto parte nel Consiglio esecutivo dell’orga- nizzazione, mentre dal 2020 al 2024 è membro del Comitato intergovernativo della Conven- zione del 2003 per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, con funzione di vice- presidente nel 2022 e nel 2023. Ha inoltre partecipato attivamente alla Conferenza UNESCO «MONDIACULT 2022» dedicata alle politiche culturali e allo sviluppo sostenibile. In seno al Consiglio d’Europa, la Svizzera si impegna affinché la cultura sia riconosciuta come elemento di «soft power» che può contribuire efficacemente alla vita democratica, allo Stato di diritto e a una migliore comprensione tra i popoli. Attua le convenzioni che ha ratificato e partecipa ai programmi pertinenti dell’organizzazione (per esempio Eurimages, Itinerari cul- turali del Consiglio d’Europa). Ha inoltre assunto cariche importanti come quella di membro del Comitato direttivo della cultura, del patrimonio e del paesaggio (2021–2022) e quella di presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Accordo Parziale Allargato sugli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa (2021–2022). Ha inoltre partecipato attivamente alla terza edizione della Conferenza dei Ministri della Cultura che il Consiglio d’Europa organizza dal 2013, intitolata questa volta «Creare il nostro futuro: creatività e patrimonio culturale come risorse strategiche per un’Europa diversa e democratica». Il Consiglio federale continua ad aspirare alla partecipazione della Svizzera al programma UE «Europa Creativa» con il relativo sottoprogramma «MEDIA». Considerati i ritardi subiti, è tuttavia da chiarire se è ancora realistico partecipare al programma nel periodo corrente (2021– 2027). La Svizzera prende parte ai gruppi di lavoro aperti agli Stati non membri. La Svizzera ha inoltre deciso di inviare una delegazione culturale ai Giochi della Francofonia di Kinshasa (2023), indetti dall’Organizzazione internazionale della Francofonia (OIF). Adeguamenti nel periodo 2025–2028 Le attività e la presenza a livello internazionale della Svizzera saranno improntate alla conti- nuità. In particolare, verrà portato avanti l’impegno negli organi e nei comitati delle organiz- zazioni internazionali responsabili della cultura al fine di difendere le priorità della Svizzera a livello internazionale. − UNESCO e Consiglio d’Europa: nel periodo 2025–2028 la Svizzera intende raffor- zare il suo profilo e la sua presenza nella politica internazionale, in particolare in cooperazione con l’UNESCO e il Consiglio d’Europa. Prevede inoltre di sottoscri- vere una nuova convenzione del Consiglio d’Europa sulle coproduzioni audiovisive (serie e altri formati al di fuori delle produzioni cinematografiche). − Unione europea: la Svizzera a sonda regolarmente la possibilità di partecipare al programma «Europa creativa» e agli altri programmi e attività culturali dell’UE. Continua inoltre a seguire con attenzione gli sviluppi nelle relazioni con l’Unione
europea per individuare eventuali possibilità di partecipare ai programmi culturali pertinenti.
6 Commenti alle modifiche di legge
6.1 Legge sulle lingue (progetto 1)
Art. 22a Promuovere le lingue minoritarie italiano e romancio a livello nazione spetta alla Confedera- zione, che intende ora sancire per legge la loro salvaguardia e promozione al di fuori dei Can- toni dei Grigioni e del Ticino. Data la mobilità della popolazione, la promozione non va infatti limitata a tali regioni (cfr. n. 5.5.2). Il nuovo articolo nella legge sulle lingue integra le competenze federali in materia di promo- zione, allo scopo di consentire ai bambini e a i giovani di accedere a offerte formative in ita- liano e in romancio anche nella diaspora, di sostenere le persone che hanno lasciato i Cantoni dei Grigioni e del Ticino e le loro famiglie nella pratica della loro lingua e di promuovere supporti per l’apprendimento e il perfezionamento della lingua. La struttura dell’articolo corrisponde a quella di altre disposizioni di promozione nella legge sulle lingue: il capoverso 1 stabilisce che la Confederazione può promuovere l’italiano e il romancio anche al di fuori dei Cantoni dei Grigioni e del Ticino, sottolineando così la respon- sabilità spettante alla Confederazione per entrambe queste lingue minoritarie. Il capoverso 2 esplicita gli ambiti di promozione, che presentano delle differenze a causa della diversa situa- zione delle due lingue. Le organizzazioni linguistiche sostenute dai Cantoni dei Grigioni e del Ticino che già oggi hanno l’incarico di attivarsi a favore della rispettiva comunità linguistica e cultura godranno quindi di un’ulteriore attenzione strategica al di fuori delle zone in cui queste due lingue sono tradizionalmente diffuse. Il nuovo articolo 22a rende necessario intro- durre una rubrica all’articolo 22. Il capoverso 3 disciplina infine la quota percentuale massima dell’aiuto finanziario della Confederazione, che è pari al 75 per cento e corrisponde all’ali- quota per gli aiuti finanziari ai Cantoni dei Grigioni e del Ticino secondo l’articolo 22.
6.2 Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio
(progetto 2)
Art. 1 lett. f La lettera f integra l’articolo sullo scopo citando esplicitamente la promozione di una cultura della costruzione di qualità (cfr. nello specifico il commento sull’articolo 17b). Si sottolinea così quanto sia necessaria la qualità in tutte le attività che trasformano lo spazio.
Capo 2a: Promozione di una cultura della costruzione di qualità
Art. 17b Cultura della costruzione Questo articolo descrive i principi e i compiti della Confederazione nell’ambito della cultura della costruzione. Dato che amplia il concetto di «protezione del paesaggio» nell’ottica di una concezione più avanzata di protezione dell’ambiente, il tema della cultura della costruzione esige un capo a sé stante nella legge. Alla luce delle attuali sfide e delle carenze qualitative
dell’ambiente costruito, si intende così sottolineare l’importanza della cultura della costru- zione di qualità (alla strega di quanto previsto dalla Dichiarazione di Davos del 2018). Il capoverso 1 stabilisce i principi dei compiti federali e fornisce una definizione sufficiente- mente aperta del concetto di cultura della costruzione, ossia l’insieme delle attività umane che trasformano l’ambiente costruito. La cultura della costruzione di qualità è globale, completa e orientata a un’elevata qualità negli interventi sull’ambiente costruito. La definizione segue quindi quella riconosciuta internazionalmente, che è anche alla base della Strategia interdipar- timentale della Confederazione per la promozione della cultura della costruzione. Poiché la cultura della costruzione di qualità può essere ottenuta in modi diversi a seconda del contesto, la legge non prevede requisiti per la progettazione né tantomeno istruzioni concrete per la costruzione. La cultura della costruzione di qualità si esprime in un approccio qualitativo all’ambiente costruito, ossia alla sostanza edilizia in generale, al patrimonio costruito e all’ar- cheologia in particolare, nonché alla costruzione contemporanea e alla pianificazione per il futuro. Tutte le attività di pianificazione, progettazione e attuazione che modificano lo spazio sono un’espressione della cultura della costruzione, dal dettaglio artigianale fino alla pianifi- cazione degli insediamenti su vasta scala e alla progettazione paesaggistica. Non si riferiscono esclusivamente alle nuove creazioni, ma anche alle misure di protezione, salvaguardia e con- servazione del patrimonio costruito. La cultura della costruzione include tutti i prodotti e i processi legati a queste attività e il suo concetto, di per sé, non fornisce alcuna indicazione sulla qualità dell’ambiente costruito. Solo grazie a una cultura della costruzione di qualità si crea uno spazio antropico di alto livello, in grado sia di soddisfare le mutevoli esigenze della società, sia di salvaguardare le peculiarità storiche. In tedesco il concetto di «hohe Baukultur» (cultura della costruzione di qualità) si è affermato come equivalente dell’espressione francese «culture de du bâti de qualité». Non si tratta di un’idea elitaria di cultura, bensì di standard qualitativi fondamentalmente elevati per gli interventi nell’ambiente costruito. In questo senso globale, la cultura della costruzione di qualità è pluridimensionale e considera in particolare i seguenti fattori: – governance intesa come buone regole e procedure per gli interventi sullo spazio e in particolare sull’ambiente costruito; – funzionalità dell’ambiente costruito e degli spazi aperti; – ambiente, nello specifico la gestione dell’impatto delle costruzioni (nuove e preesi- stenti) sull’ambiente e sulle risorse; – economia, con particolare attenzione alla sostenibilità a lungo termine; – diversità nella società e nell’utilizzo; – contesto nell’insediamento o nel paesaggio aperto; – genius loci, così da consentire un legame positivo con i luoghi; – bellezza quale obiettivo nella concezione di ogni luogo e in tutte le attività di piani- ficazione e costruzione. La Confederazione influisce in diversi modi sulla cultura della costruzione in qualità di com- mittente, proprietario, gestore, autorità di regolamentazione e finanziatore. Con la Strategia interdipartimentale per la promozione della cultura della costruzione, per la prima volta il Consiglio federale ha fissato obiettivi qualitativi generali in materia. Il presente articolo pre- scrive l’obbligo di considerarli nello svolgimento di quei compiti che riguardano attività con incidenza spaziale, ossia dei compiti federali definiti all’articolo 2. La disposizione non intro- duce nuove procedure, ma precisa che il rispetto dell’ambiente costruito, ossia delle caratteri- stiche del paesaggio, dell’aspetto degli abitati, dei luoghi storici, delle rarità naturali e dei
monumenti culturali di cui all’articolo 3 è favorita da un approccio orientato alla cultura della costruzione. L’obiettivo sovraordinato è una cultura della costruzione di qualità adeguata ai compiti concreti e all’ubicazione degli oggetti in questione. Spetta alla Confederazione realiz- zare questa qualità nella conservazione, nella tutela, nell’utilizzo e nell’ulteriore sviluppo dello spazio, preferendo approcci sostenibili allo sviluppo che tengano conto anche dei valori cul- turali e delle esigenze delle persone. Questo compito federale si differenzia dalla gestione degli oggetti da proteggere rientranti nella protezione del paesaggio e nella conservazione dei mo- numenti storici: mentre in quest’ultimo caso la legge stabilisce obblighi di protezione concreti e determinate istruzioni, ai fini di una cultura della costruzione globale è necessario che san- cisca come requisito la volontà attiva nel dare forma con qualità all’intero ambiente costruito. Di conseguenza, per l’adempimento dei compiti federali gli oneri possono essere formulati sotto forma di obiettivi fondamentali per una cultura della costruzione di qualità, da raggiun- gere nello specifico introducendo procedure di garanzia della qualità o altre misure adeguate ai singoli casi concreti. Tali prescrizioni potrebbero ad esempio essere fissate a livello di or- dinanza o come condizioni per ottenere gli aiuti finanziari o le autorizzazioni. Il capoverso 2 esplicita il coordinamento delle attività federali nella cultura della costruzione. Questo ambito tocca diverse politiche settoriali che adottano approcci propri e introducono proprie misure a favore di una cultura della costruzione di qualità, e richiede pertanto un coor- dinamento da parte della Confederazione. Gli strumenti sovraordinati a tale scopo sono la Strategia interdipartimentale per la promozione della cultura della costruzione e il relativo piano d’azione, nei quali la Confederazione identifica gli assi di azione e fissa obiettivi strate- gici e misure concrete. I due documenti sono elaborati da tutti gli uffici federali rilevanti, sotto la direzione dell’UFC, e sottoposti periodicamente a valutazione e aggiornamento. I contenuti sono armonizzati con le altre strategie federali che incidono sullo spazio. L’attenzione a una cultura della costruzione di qualità non mette in discussione né gli obiettivi energetici della Confederazione né la sicurezza energetica della Svizzera. La modifica della LPN qui proposta consente al Consiglio federale e al Parlamento di affrontare attivamente e risolvere eventuali conflitti che possono emergere in relazione all’ambiente costruito. Questa revisione della legge sostiene dunque gli obiettivi della Strategia energetica della Confederazione. Il capoverso 3 riguarda il rapporto con le azioni portate avanti dai Cantoni nella cultura della costruzione. L’interconnessione e la collaborazione in questo ambito sono già oggi un obiet- tivo strategico della Confederazione, seppure la cultura della costruzione sia principalmente di competenza dei Cantoni e dei Comuni. Affinché la promozione federale abbia successo, è necessario che sia coordinata con le strategie cantonali pertinenti. In questo senso la Confede- razione intende assumere il proprio ruolo e la propria responsabilità in qualità di modello, finanziatore e autorità di regolamentazione a integrazione delle attività cantonali, in un’ottica di reciproca collaborazione e coordinamento. Integra cioè la promozione della cultura della costruzione di qualità da parte dei Cantoni e dei Comuni nei limiti delle sue possibilità e della sua sfera di competenze, promuovendo in particolare la collaborazione e il coordinamento multilivello.
Art. 17c Aiuti finanziari e altre forme di sostegno L’articolo disciplina il sostegno della Confederazione nel promuovere una cultura della co- struzione di qualità. La Confederazione può concedere aiuti finanziari a organizzazioni, pro- getti e attività in questo ambito, nell’intento di facilitare la collaborazione, l’interconnessione e il coordinamento, di rafforzare la ricerca interdisciplinare e transdisciplinare e di far sì che le persone possano più facilmente identificarsi nello spazio e accedere alla cultura della co- struzione. Gli aiuti finanziari servono ad attuare e diffondere con coerenza le strategie, gli obiettivi e gli intenti della Confederazione, in particolare così come stabiliti nella Strategia
sulla cultura della costruzione e nel messaggio sulla cultura vigente in quel momento. In que- sto modo la Confederazione non crea quindi nuovi sussidi ma amplia i provvedimenti di pro- movimento già esistenti per la protezione della natura, la protezione del paesaggio e la con- servazione dei monumenti storici, includendovi esplicitamente la promozione della cultura della costruzione. Il capoverso 1 disciplina gli aiuti finanziari per le organizzazioni, che per ricevere un aiuto finanziario federale devono avere un’importanza nazionale e svolgere attività di interesse pub- blico, analogamente a quanto previsto dall’articolo 14 per le associazioni di protezione della natura, di protezione del paesaggio o di conservazione dei monumenti storici. Il capoverso 2 disciplina gli aiuti finanziari per i progetti, tramite i quali la Confederazione può sostenere tre tipi di azioni che promuovono la cultura della costruzione di qualità: progetti di ricerca, attività di formazione e formazione continua di specialisti e relazioni pubbliche. Il capoverso 3 disciplina l’erogazione degli aiuti finanziari, la cui procedura si basa sugli arti- coli 12 e 12a dell’ordinanza del 16 gennaio 1991 sulla protezione della natura e del paesaggio (OPN). Si applicano inoltre le disposizioni della legge del 5 ottobre 1990 sui sussidi (LSu). Si specifica inoltre che anche la cultura della costruzione è finanziata secondo l’articolo 27 della legge dell’11 dicembre 2009 sulla promozione della cultura. I mezzi sono cioè concessi nell’ambito dei decreti di finanziamento del Parlamento riguardanti il messaggio sulla cultura. Il capoverso 4 esplicita che la Confederazione può promuovere la cultura della costruzione di qualità anche con strumenti diversi dagli aiuti finanziari, in particolare la consulenza, la messa a disposizione di informazioni, il trasferimento delle conoscenze, la ricerca e la collaborazione. Poiché le autorità specializzate della Confederazione vantano elevate competenze nella cultura della costruzione, il trasferimento delle conoscenze e il relativo mandato di informazione co- stituiscono elementi importanti per promuoverla. Inoltre, la Confederazione può collaborare con organizzazioni e soggetti privati e di diritto pubblico, nello specifico anche per svolgere progetti multisettoriali e interdisciplinari che contribuiscono a raggiungere gli obiettivi di una cultura della costruzione di qualità. In questo modo, si conserva la ripartizione di competenze esistente tra Confederazione, Cantoni e Comuni.
6.3 Legge sulla biblioteca nazionale (progetto 3)
Le modifiche proposte garantiscono che la BN possa adempiere al proprio incarico di colle- zione e mediazione anche in ambito digitale, nel quale in linea di principio le informazioni sono create e diffuse in maniera diversa rispetto all’ambito analogico. Spesso, infatti, acquisire i singoli diritti per i contenuti digitali è impossibile, dati l’elevato numero e l’eterogeneità dei titolari dei diritti e la mancanza o incompletezza delle informazioni di contatto. La modifica di legge proposta introduce un deposito legale per gli Helvetica senza supporto fisico (deposito legale digitale). La BN può collezionare quelli liberamente accessibili, men- tre quelli non liberamente accessibili devono esserle offerti gratuitamente. Per Helvetica senza supporto fisico liberamente accessibili si intendono le informazioni digitali che hanno un legame con la Svizzera conformemente all’articolo 3 capoverso 1 e sono accessibili a tutti in Internet, gratuitamente e senza limitazioni dell’accesso. Gli Helvetica senza supporto fisico non liberamente accessibili sono invece le informazioni digitali che hanno un legame con la svizzera (art. 3 cpv. 1) e non sono liberamente accessibili online, ad esempio perché è richiesto un pagamento o è necessario registrarsi.
Il deposito legale digitale incide sul diritto fondamentale della garanzia della proprietà che compete ai titolati dei diritti. Una limitazione di tale diritto deve soddisfare i requisiti di cui all’articolo 36 Cost., come è il caso in questa fattispecie. Nel presente disegno si crea infatti la necessaria base legale stabilendo che per svolgere il proprio incarico di collezione (art. 2 cpv. 1 e art. 3 cpv. 1) la BN può collezionare gli Helvetica senza supporto fisico liberamente accessibili (art. 3 cpv. 3) e che quelli non liberamente accessibili devono esserle offerti per l’inserimento nella collezione (art. 4a). Per consentire alla BN di far conoscere le informa- zioni come previsto dal suo incarico (art. 2 cpv. 1), le nuove disposizioni garantiscono inol- tre che gli Helvetica digitali possano essere messi a disposizione dell’utenza gratuitamente per la consultazione (art. 5 cpv. 2), analogamente a quanto accade con il prestito delle pub- blicazioni stampate. Collezionare e far conoscere nel modo più completo possibile gli Hel- vetica in qualsiasi forma corrisponde indiscutibilmente a un elevato interesse pubblico, con- cretizzato all’articolo 2. La limitazione del diritto della garanzia della proprietà è peraltro proporzionata perché è idonea e necessaria affinché la BN possa adempiere all’incarico pubblico di collezionare e far conoscere gli Helvetica nell’era digitale e perché al contempo sono garantiti gli interessi dei titolari dei diritti mediante considerevoli limitazioni dell’ac- cesso. La consultazione degli Helvetica senza supporto fisico è infatti consentita solo agli utenti registrati della BN, l’accesso è possibile a una sola persona alla volta, non è consentito scaricare i contenuti (blocco tecnico) e gli Helvetica possono essere resi accessibili solo alla scadenza di un determinato periodo (embargo). La condizione dell’embargo sarà precisata a livello di ordinanza, in considerazione delle diverse categorie di media e dei relativi mo- delli di commercializzazione. Oltre 50 anni fa il Tribunale federale ha confermato la conciliabilità tra deposito legale e garanzia della proprietà per le opere su supporti fisici 96. Nella stessa decisione ha stabilito inoltre che tale deposito legale va ammesso senza indennizzo come restrizione della pro- prietà secondo il diritto pubblico 97. Il Tribunale federale prevede un’eccezione al principio dell’assenza di indennizzo soltanto nel caso di opere dal costo particolarmente elevato o a tiratura limitata 98. Rispetto alle opere su supporti fisici, il diritto di collezionare e l’obbligo di offrire gli Helvetica senza supporto fisico (deposito legale digitale), per i quali la crea- zione di copie non genera costi ed è possibile con un onere ridotto, costituisce una limita- zione ancora minore della garanzia della proprietà e non giustifica quindi un indennizzo.
La modifica di legge proposta deve essere compatibile con gli obblighi internazionali vinco- lanti per la Svizzera in materia di diritto d’autore. Innanzitutto la regolamentazione riguarda un caso particolare perché è limitata all’incarico della BN di collezionare e far conoscere gli Helvetica digitali. Inoltre, la normale commercializzazione degli Helvetica digitali online è comunque garantita perché sono resi consultabili esclusivamente in un contesto molto limitato. Infine, l’embargo permette di evitare qualsiasi pregiudizio ingiustificato degli interessi legit- timi dei titolari dei diritti. Queste misure dovrebbero essere sufficienti a soddisfare i requisiti
96 DTF 93 I 708 C. 4; cfr. anche Hans Rainer Künzle, Schweizerisches Bibliotheks- und Dokumentati- onsrecht, Zurigo 1992, § 7 n. 26; Manfred Rehbinder, Schweizerisches Presserecht, Berna 1975, pag. 52. 97 Cfr. DTF 131 II 728 C. 2; anche Giovanni Biaggini, BV Kommentar: Bundesverfassung, 2. Aufl., Zurigo 2017, art. 26 n. 30 segg.; Ulrich Häfelin/Georg Müller/Felix Uhlmann, Allgemeines Verwal- tungsrecht, 7. Aufl., Zurigo/San Gallo 2016, n. 2327 segg. 98 DTF 93 I 708 C. 4; cfr. anche Künzle, § 7 n. 26; Rehbinder, pag. 52; Enrico Riva, Hauptfragen der materiellen Enteignung: Eine Untersuchung zum Tatbestand des entschädigungspflichtigen Eigen- tumseingriffs im schweizerischen Recht, Habil. Berna 1990, pag. 124.
per una limitazione del diritto d’autore, cioè a garantire la cosiddetta «verifica in tre passaggi» (cfr. art. 10 cpv. 1 del trattato OMPI sul diritto d’autore 99).
Art. 2 cpv. 1, art. 3 cpv. 1, art. 4 cpv. 2 e art. 12 cpv. 2 L’attuale espressione «gli stampati o altri supporti d’informazione» è sostituita da «informa- zioni su supporto fisico o senza supporto fisico», con i necessari adeguamenti grammaticali. Questa modifica terminologica consente di adeguare la definizione degli oggetti collezionati dalla BN all’odierna realtà digitale e di chiarire che, oltre alle informazioni stampate o salvate in altri supporti, comprende anche gli Helvetica digitali e diffusi tramite Internet, indipenden- temente dal tipo di supporto. Si includono inoltre i documenti sonori e musicali della Fonoteca nazionale, entrata a far parte della BN nel 2016, e si tiene conto della crescente mescolanza di formati mediali in ambito digitale.
Art. 3 cpv. 1 lett. c e cpv. 3 La modifica terminologica alla lettera c concerne solo il testo tedesco. Il nuovo capoverso 3 autorizza la BN a collezionare gli Helvetica senza supporto fisico libe- ramente accessibili e a integrarli nella sua collezione, senza l’obbligo di informare i rispettivi titolari dei diritti. Si rinuncia a tale obbligo perché, in primo luogo, mancano sistematicamente i necessari dati di contatto, e in secondo luogo la quantità dei dati supererebbe le capacità della BN.
Art. 4a Obbligo di offerta Il nuovo articolo 4a introduce al capo 1 un obbligo di offerta per gli Helvetica senza supporto fisico non liberamente accessibili. Tale offerta deve avvenire gratuitamente. Ciò è giustificato dal fatto che i titolari dei diritti possono continuare a commercializzare le loro opere senza limitazioni. Inoltre, generalmente produrre una copia digitale di un documento già disponibile in questo formato non comporta particolari spese materiali o supplementari. Conformemente al capoverso 2 spetta alla BN decidere se inserire e integrare nella propria collezione gli Helvetica offerti. Il capoverso 3 assicura che per le persone fisiche e giuridiche a cui spetta l’obbligo di offerta non si generino costi sproporzionatamente elevati. A questo scopo stabilisce che nei singoli casi la BN può partecipare agli oneri per la fornitura o rinunciare a quest’ultima.
Art. 4b Definizione dell’obbligo di offerta Analogamente a quanto già stabilito dall’articolo 4 capoverso 1, secondo cui il Consiglio fe- derale definisce in dettaglio l’attività di collezione della BN, in futuro nell’ordinanza sulla biblioteca nazionale anche l’obbligo di offerta per gli Helvetica non liberamente accessibili in Internet sarà definito più in dettaglio e, se necessario, adeguato ai nuovi sviluppi. È inoltre attribuita al Consiglio federale la competenza di escludere dall’obbligo di offerta determinate categorie di Helvetica senza supporto fisico. I criteri per l’esclusione elencati al capoverso 2 seguono quanto già stabilito all’articolo 4 capoverso 2.
99 RS 0.231.151
Art. 5 cpv. 2 e 3 Il capoverso 2 permette alla BN di svolgere gratuitamente il proprio incarico di far conoscere le informazioni anche in riferimento agli Helvetica su supporti non fisici, ma solo in un quadro molto ristretto. In virtù della proporzionalità delle restrizioni dei diritti fondamentali di cui all’articolo 36 Cost. e degli obblighi internazionali da rispettare nell’ambito del diritto d’au- tore, la consultazione è fortemente limitata (cfr. art. 5 cpv. 3 e le spiegazioni di cui sopra). La BN può inoltre concordare contrattualmente con i titolari dei diritti l’accesso completo alle opere.
Art. 10 cpv. 4 L’incarico già esistente di collaborazione e coordinamento con istituzioni che hanno un’atti- vità analoga si estende anche all’ambito degli Helvetica senza supporto fisico. Per la coopera- zione nell’ambito delle informazioni senza supporto fisico la BN può affidare a istituzioni partner l’esecuzione dei compiti legali a lei spettanti. Ciò sarebbe ad esempio ipotizzabile per la conservazione delle immagini documentali di Helvetica, poiché i requisiti tecnici specifici che ne derivano potrebbero essere soddisfatti in maniera più efficiente da terzi con una com- provata esperienza in merito.
Art. 10a Trattamento di dati provenienti dalle collezioni della Biblioteca nazionale Questo articolo introduce una nuova regolamentazione in considerazione del fatto che le col- lezioni della BN contengono anche dati degni di particolare protezione riguardanti persone fisiche e giuridiche e che la BN lavora con questi dati, li rende accessibili al pubblico in qual- siasi luogo e momento e, ad esempio, li mette a disposizione per scopi di ricerca. La BN tratta i dati dei suoi fondi per allo scopo di collezionare, inventariare, conservare, ren- dere accessibili e far conoscere le informazioni che hanno un legame con la Svizzera. Superare le sfide poste dai progressi tecnologici e dalle esigenze in continua evoluzione del pubblico richiede un grado di flessibilità piuttosto elevato nella gestione dei dati in questione. Dato il contesto (fondi bibliotecari con documenti in gran parte già pubblicati), l’impatto sulle persone interessate può però essere considerato minimo. La BN può trattare, comunicare e rendere accessibili a chiunque anche dati di cui originaria- mente non ne era prevista la pubblicazione, ma che sono di interesse pubblico per ragioni culturali o storiche. In questo caso applica criteri più rigidi.
6.4 Legge sul trasferimento dei beni culturali (progetto 4)
Art. 14 cpv. 1 lett. d Il 26 settembre 2022 il Parlamento ha accolto la mozione 22.3023 CSEC-N, con la quale il Consiglio federale viene incaricato di coordinare con altri partner e sostenere una banca dati online. Lo scopo di questa piattaforma è rendere accessibili via Internet i risultati della ricerca sulla provenienza dei beni culturali in Svizzera elaborati secondo criteri scientifici. I musei e le collezioni in Svizzera e all’estero, pubblici o privati, avranno la possibilità di immettervi i loro risultati, mentre quelli sostenuti dalla Confederazione per la loro ricerca sulla provenienza saranno obbligati a farlo. La modifica proposta crea le basi legali per l’attuazione della mo- zione 22.3023 CSEC-N.
7 Commenti ai decreti che stanziano crediti
7.1 Osservazioni preliminari
Nel presente capitolo e nei disegni dei decreti finanziari l’importo dei limiti di spesa e dei crediti è arrotondato a centomila franchi. Talvolta l’arrotondamento può comportare apparenti differenze di addizione. I mezzi finanziari richiesti per il messaggio sulla cultura 2025–2028 si basano su un incre- mento reale medio dello 0,2 per cento rispetto al preventivo 2024 (incremento nominale medio dell’1,2 %), che sarà del 2 per cento in meno rispetto al piano finanziario originariamente pre- visto per il 2024. I sette limiti di spesa e il credito d’impegno Cultura della costruzione comprendono il rincaro presunto nel marzo 2023 per gli anni 2025–2028. Il rincaro presunto sarà adeguato annual- mente al rincaro effettivo e i mezzi finanziari saranno aumentati o ridotti nella misura corri- spondente.
7.2 Ufficio federale della cultura
7.2.1 Osservazioni preliminari
Nel periodo 2025–2028 l’UFC adatterà le sue attività in numerosi ambiti. Le misure specifiche sono descritte dettagliatamente al capitolo 5. I costi supplementari sono compensati interna- mente. La compensazione avviene essenzialmente grazie all’incremento reale medio dello 0,2 per cento stabilito dal Consiglio federale, alla ridefinizione delle priorità in singoli limiti di spesa e ad alcuni trasferimenti di credito tra questi ultimi. I trasferimenti di credito determi- nano una certa riduzione nel limite di spesa per aiuti finanziari in virtù della legge sul trasfe- rimento dei beni culturali e nel limite di spesa Scuole svizzere all’estero. Nel primo caso gli aiuti finanziari saranno versati prioritariamente agli Stati contraenti con comprovate necessità finanziarie, mentre nel secondo i mezzi finanziari richiesti sono allineati all’effettivo fabbiso- gno degli ultimi anni (cfr. anche n. 5.5.3). Infine, nel credito d’impegno Cultura della costru- zione non è stato previsto alcun incremento reale per il finanziamento di misure che implicano costi supplementari. Non è possibile impiegare mezzi supplementari per attuare i nuovi compiti affidati dal Parla- mento. Si tratta nello specifico dell’attuazione delle mozioni 19.3627 Streiff-Feller (storia delle donne), 21.3172 Jositsch e 21.3181 Heer (memoriale svizzero delle vittime del nazional- socialismo) e infine 22.3023 CSEC-N (piattaforma per la ricerca sulla provenienza). Singoli cambiamenti riguardanti aspetti di bilancio non sono oggetto del presente messaggio sulla cultura in quanto di competenza interna dell’UFC. Si segnalano in particolare quelli ri- portati qui di seguito. L’istituzione di una commissione nazionale indipendente per rielaborare la tematica dell’arte trafugata durante il nazionalsocialismo (mozione 21.4403 Pult) sarà oggetto di una successiva richiesta specifica di risorse supplementari (spese per beni e servizi, spese d’esercizio e spese per il personale). Anche la gestione delle nuove infrastrutture della BN di Berna e della Fonoteca di Lugano richiederanno risorse supplementari (spese per beni e servizi, spese d’esercizio e spese per il personale) per poter soddisfare i nuovi requisiti di conservazione e mediazione. Le risorse
corrispondenti saranno richieste non appena sarà possibile stimare concretamente il fabbiso- gno. Vista la situazione finanziaria delicata, non è al momento possibile prevedere quando potranno essere finanziati i relativi progetti.
7.2.2 Limite di spesa per aiuti finanziari dell’UFC in virtù della
legge sulla promozione della cultura (Progetto 5) Il limite di spesa LPCu copre tutte le attività dell’UFC che si fondano sulla LPCu. L’impiego dei singoli crediti previsto dal 2025 è presentato brevemente di seguito. – Premi, riconoscimenti e acquisti: i premi e i riconoscimenti della Confederazione nell’ambito dell’arte, del design, della letteratura, della danza, del teatro e della mu- sica danno maggiore visibilità e risonanza alla creazione culturale svizzera. Oltre a promuovere in questo modo la cultura, dal 1888 la Confederazione acquista anche opere d’arte e di design. – Promozione della letteratura: mediante aiuti finanziari alle case editrici, l’UFC con- tribuisce a promuovere l’attività editoriale in ambito culturale (assistenza e consu- lenza agli autori, rilettura redazionale critica, ecc.) e a valorizzare e rafforzare il panorama letterario svizzero. Con questo credito sono inoltre finanziati progetti di trasformazione digitale nell’ambito della letteratura. – Musei, collezioni e reti di terzi: l’UFC versa contributi d’esercizio a musei e colle- zioni di terzi sulla base di un bando di concorso pubblico. Finora hanno beneficiato di un contributo d’esercizio anche sette reti nell’ambito del patrimonio culturale de- finite in un’ordinanza del DFI. In attuazione della mozione 19.3627 Streiff-Feller (storia delle donne) oltre che delle mozioni 21.3172 Jositsch e 21.3181 Heer (me- moriale svizzero delle vittime del nazionalsocialismo), nel periodo di promozione 2025–2028 andranno sostenute due ulteriori reti. Attraverso questo stesso credito sono inoltre sostenuti progetti di ricerca sulla provenienza ed erogati contributi ai premi assicurativi che i musei devono pagare per acquisire in prestito prestigiose opere d’arte. – Partecipazione culturale: l’UFC sostiene progetti e organizzazioni che promuovono l’accesso alle offerte culturali e in particolare l’attività culturale della popolazione, progetti per promuovere lo scambio di sapere, la creazione di contatti e il coordina- mento e infine progetti sul giornalismo culturale partecipativo digitale. Mediante questo credito saranno finanziati tutti i progetti per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (finora credito «Manifestazioni e progetti»), incluso il soste- gno ai portatori delle tradizioni viventi svizzere e dell’artigianato tradizionale in Svizzera (cfr. n. 5.5.1). – Formazione musicale: l’UFC sostiene progetti d’importanza nazionale che promuo- vono la formazione musicale di bambini e giovani (soprattutto formazioni, festival e concorsi) e i programmi «Gioventù e Musica» (G+M) e «Giovani Talenti Musica». – Promozione della lettura: l’UFC eroga contributi d’esercizio a favore di organizza- zioni attive a livello nazionale e contributi a progetti sovraregionali nell’ambito della promozione della lettura. Una delle priorità riguarda la trasformazione digitale delle organizzazioni di promozione della lettura e l’accesso online alle offerte. – Jenisch e Sinti: sono sostenute in particolare la «Radgenossenschaft der Landstrasse» e la fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri». L’UFC sostiene
inoltre finanziariamente la creazione di aree di sosta per le minoranze nomadi in Svizzera. Il credito esistente sarà adeguato alle spese effettive degli ultimi anni. – Organizzazioni culturali: sono erogati contributi alle organizzazioni di operatori culturali professionisti e di operatori culturali non professionisti attive a livello na- zionale. Per gli operatori culturali professionisti saranno ampliate le offerte di con- sulenza e di servizi, mentre nell’ambito non professionista saranno sviluppate le strutture delle associazioni (formazione e formazione continua degli organi associa- tivi, acquisizione di nuove leve, gestione del volontariato, ecc.). – Manifestazioni e progetti: l’UFC sostiene progetti per il vasto pubblico (feste e ini- ziative nell’ambito della cultura amatoriale e popolare). Con questo credito è inoltre finanziata l’organizzazione di discussioni, tavole rotonde e laboratori su importanti temi della politica culturale. Sussidi concessi in virtù degli articoli 9a, 10, 12–15, 16 capoversi 1 e 2 lettera a e 17 LPCu (in mio. di fr., arrotondati) (2024) 2025 2026 2027 2028 2025–2028 Tasso di crescita (nominale in %)
Premi, riconoscimenti e acquisti (3,1) 3,1 3,1 3,1 3,1 12,5 0,5 Promozione della letteratura (case (1,9) 1,9 2,1 2,2 2,3 8,5 1,2 editrici) Musei, collezioni, reti di terzi (13,5) 13,6 13,7 14,0 14,2 55,5 1,2 Partecipazione culturale (promo- (1,0) 1,8 2,1 2,1 2,2 8,3 23,5 zione progetti) Formazione musicale (8,0) 8,1 8,1 8,2 8,2 32,6 0,7 Promozione della lettura (4,5) 4,6 4,6 4,7 4,7 18,6 1,2 Jenisch e Sinti (1,7) 1,4 1,2 1,2 1,3 5,1 -7,0 Organizzazioni culturali (3,2) 3,6 3,9 4,2 4,2 15,8 6,6 Manifestazioni e progetti (1,2) 0,7 0,7 0,7 0,7 2,7 -13,5
Limite di spesa LPCu (38,1) 38,8 39,5 40,3 41,0 159,6 1,8
7.2.3 Limite di spesa Cinema (Progetto 6)
Il limite di spesa Cinema copre tutte le attività dell’UFC che si fondano sulla LCin. Come finora, non rientrano in questo limite di spesa le misure compensative nazionali al Programma MEDIA dell’UE e i contributi al Fondo di sostegno al cinema Eurimages del Consiglio d’Eu- ropa. La politica cinematografica della Confederazione si concentra su due priorità: la promo- zione e la cultura cinematografiche. Il presente limite di spesa riporta inoltre l’aiuto finanziario alla Cineteca svizzera.
Sussidi concessi in virtù degli articoli 3–6 LCin (in mio. di fr., arrotondati) (2024) 2025 2026 2027 2028 2025–2028 Tasso di cre- scita (nomi- nale in %)
Promozione cinemato- (31,8) 31,7 32,0 32,3 32,6 128,7 0,6 grafica Cultura cinematogra- (9,9) 10,7 10,9 11,0 11,1 43,6 2,9 fica Cineteca svizzera (9,5) 10,0 10,1 10,2 10,3 40,8 2,2
Limite di spesa Ci- (51,2) 52,5 53,0 53,5 54,1 213,1 1,4 nema
7.2.4 Limite di spesa per aiuti finanziari dell’UFC in virtù della
legge sul trasferimento dei beni culturali (Progetto 7) Il limite di spesa Trasferimento di beni culturali copre tutte le attività di promozione dell’UFC che si fondano sulla LTBC. Si tratta di progetti volti a proteggere e conservare i beni culturali particolarmente minacciati e di progetti di organizzazioni internazionali specializzate nella protezione dei beni culturali (p. es. UNESCO, ICCROM, ICOM). Sussidi concessi in virtù dell’articolo 14 LTBC (in mio. di fr., arrotondati) (2024) 2025 2026 2027 2028 2025–2028 Tasso di cre- scita (nomi- nale in %)
Limite di spesa Trasfe- (0,8) 0,6 0,7 0,8 0,8 2,9 2,5 rimento di beni cultu- rali
7.2.5 Credito d’impegno Cultura della costruzione in virtù della
legge sulla protezione della natura e del paesaggio (Pro- getto 8) Il credito d’impegno Cultura della costruzione permette di erogare aiuti finanziari per la con- servazione di oggetti meritevoli di protezione (monumenti storici) e per la realizzazione di misure archeologiche, oltre che per il sostegno di organizzazioni, progetti di ricerca, forma- zione e mediazione.
Sussidi concessi in virtù degli articoli 13, 14, 14a e 17c LPN (in mio. di fr., arrotondati)
(2024) 2025 2026 2027 2028 2025–2028 Tasso di crescita (nominale in %)
Conservazione di oggetti meri- (25,6) 25,7 26,0 26,3 26,5 104,6 0,9 tevoli di protezione, archeologia Organizzazioni, ricerca, forma- (5,8) 5,9 5,9 6,0 6,0 23,8 1,1 zione e mediazione
Credito d’impegno Cultura (31,4) 31,6 31,9 32,3 32,6 128,4 1,0 della costruzione
7.2.6 Limite di spesa Lingue e comprensione (Progetto 9)
Il limite di spesa Lingue e comprensione copre tutte le attività dell’UFC che si fondano sulla LLing. L’impiego dei singoli crediti previsto dal 2025 è presentato brevemente di seguito. – Promozione di lingua e cultura nel Cantone Ticino: la Confederazione eroga al Can- tone Ticino aiuti finanziari per misure volte a salvaguardare e promuovere la lingua e cultura italiana (pubblicazioni, ricerca, organizzazioni linguistiche e manifesta- zioni di rilevanza linguistica e culturale). – Promozione di lingua e cultura nel Cantone dei Grigioni: la Confederazione eroga al Cantone dei Grigioni aiuti finanziari per misure volte a salvaguardare e promuo- vere le lingue e culture romancia e italiana (insegnamento, traduzioni, pubblicazioni, organizzazioni linguistiche, attività editoriale romancia e promozione della lingua romancia nei media). – Misure volte a favorire la comprensione: la Confederazione promuove la compren- sione tra le comunità linguistiche sostenendo le organizzazioni linguistiche e le agenzie di stampa (Keystone-ATS) ed erogando contributi per la ricerca applicata e i progetti che sviluppano ulteriormente l’insegnamento delle lingue. I Cantoni plu- rilingui di Berna, Friburgo, Grigioni e Vallese ricevono aiuti finanziari federali per l’adempimento dei compiti speciali che il plurilinguismo implica per le autorità, gli organi giudiziari, l’amministrazione e l’insegnamento. Sussidi concessi in virtù degli articoli 14–22 LLing (in mio. di fr., arrotondati) (2024) 2025 2026 2027 2028 2025–2028 Tasso di cre- scita (nomi- nale in %)
Promozione di lingua e (2,4) 2,5 2,5 2,5 2,6 10,1 1,2 cultura nel Cantone Ti- cino Promozione di lingua e (5,2) 5,2 5,3 5,4 5,4 21,3 1,2 cultura nel Cantone dei Grigioni Misure volte a favorire (11,9) 12,1 12,4 12,9 13,2 50,6 2,6 la comprensione
(2024) 2025 2026 2027 2028 2025–2028 Tasso di cre- scita (nomi- nale in %)
Promozione di lingua e (2,4) 2,5 2,5 2,5 2,6 10,1 1,2 cultura nel Cantone Ti- cino Promozione di lingua e (5,2) 5,2 5,3 5,4 5,4 21,3 1,2 cultura nel Cantone dei Grigioni Misure volte a favorire (11,9) 12,1 12,4 12,9 13,2 50,6 2,6 la comprensione Limite di spesa Lin- (19,5) 19,8 20,2 20,8 21,1 82,0 2,0 gue e comprensione
7.2.7 Limite di spesa Scuole svizzere all’estero (Progetto 10)
Il limite di spesa Scuole svizzere all’estero copre tutte le attività dell’UFC che si fondano sulla LSSE. La Confederazione sostiene le 17 scuole svizzere all’estero riconosciute. Si tratta di scuole private confessionalmente neutrali e di utilità pubblica frequentate da bambini svizzeri, del Paese ospitante e di Paesi terzi. Promuove inoltre la formazione dei giovani svizzeri all’estero in altre sedi attraverso collaborazioni con scuole tedesche, francesi e internazionali e mediante aiuti finanziari per i corsi e per il materiale didattico. Sussidi concessi in virtù degli articoli 10 e 14 LSSE (in mio. di fr., arrotondati)
(2024) 2025 2026 2027 2028 2025–2028 Tasso di cre- scita (nomi- nale in %)
Limite di spesa Scuole (22,1) 21,4 21,0 21,1 21,7 85,1 -0,5 svizzere all’estero
7.3 Limite di spesa Pro Helvetia (Progetto 11)
In alcuni ambiti di attività sono previste misure con ripercussioni finanziare, i cui contenuti sono descritti al capitolo 3.4. Il loro finanziamento avviene attraverso l’attuale preventivo glo- bale, senza incidere sul budget. Il limite di spesa di Pro Helvetia copre le attività che si fondano sulla LPCu. Nel fornire le proprie prestazioni, Pro Helvetia si distingue per il suo agire orientato all’economicità e ai risultati e applica adeguati processi di controllo e di gestione. I mezzi finanziari richiesti per l’ambito di attività di Pro Helvetia si basano sull’ulteriore sviluppo delle misure previste dal messaggio sulla cultura 2021–2024 e sui campi d’azione definiti prioritari a livello federale. Alla luce dei tagli di bilancio nel 2024, della mancanza di mezzi supplementari e del continuo aumento delle richieste di sussidi, in numerosi ambiti Pro Helvetia dovrà assegnare i fondi seguendo un rigido ordine di priorità.
L’impiego del preventivo globale previsto dal 2025 è esposto brevemente di seguito in base alle categorie del limite di spesa Pro Helvetia. Promozione di nuove leve e opere Nelle varie fasi del processo di creazione e diffusione, le misure di promozione delle nuove leve spaziano dal sostegno per le opere, ai programmi di residenza e coaching, fino alle ini- ziative di interconnessione e promozione al fine di posizionare efficacemente gli artisti di ta- lento nel contesto nazionale e internazionale. Per quanto riguarda la promozione della creazione artistica, Pro Helvetia eroga sussidi nell’ambito del design (incl. i videogiochi), della musica, della letteratura (incl. i fumetti), delle arti sceniche e delle arti visive (incl. la fotografia). Dal 2025 l’offerta sarà ampliata per includere la promozione delle fasi lavorative che precedono e seguono la produzione vera e propria e che stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella creazione artistica. La Fondazione colma così un’importante lacuna nel sistema di promozione e risponde a una ne- cessità di intervento generalmente riconosciuta. Scambi culturali, diffusione e promozione della cultura in Svizzera Pro Helvetia promuove i progetti e le manifestazioni in ambito artistico che contribuiscono alla diffusione delle opere e alla comprensione tra le regioni, anche erogando sussidi per spet- tacoli, letture, concerti, mostre, traduzioni e festival. Nella sua attività di promozione si impe- gna per condizioni di lavoro eque e per la parità di genere. Pro Helvetia sostiene la cultura popolare svizzera, concentrando l’attenzione sui progetti che la sviluppano ulteriormente e che favoriscono gli scambi tra le diverse culture popolari e re- gioni della Svizzera. Con iniziative tematiche Pro Helvetia contribuisce a identificare importanti tendenze e sfide nella cultura e nella società e allo sviluppo di misure pertinenti. Promuove in particolare la collaborazione tra cultura, scienza e tecnologia con uno sguardo alla sostenibilità ecologica della cultura. Nella mediazione artistica promuove progetti interdisciplinari che cercano nuovi approcci per incentivare la riflessione critica sulla creazione artistica contemporanea e la discussione sul ruolo dell’arte e della cultura nella società. Scambi culturali, diffusione e promozione della cultura svizzera all’estero Pro Helvetia sostiene gli scambi culturali e la presentazione e diffusione all’estero delle opere e dei progetti di artisti svizzeri mediante sussidi per la realizzazione di manifestazioni e tradu- zioni e per la partecipazione della Svizzera a eventi. La presenza e la visibilità della creazione culturale svizzera sono garantite inoltre da misure promozionali e dalla partecipazione a fiere di settore e a incontri di connessione, che permettono agli artisti svizzeri di entrare in contatto con organizzatori e specialisti esteri e di ampliare le loro reti. Sedi esterne Le sedi esterne curano i contatti con i partner e le istituzioni culturali locali, fungono da me- diatrici nelle rispettive regioni e offrono programmi di scambio, di ricerca e residenze che consentono ad artisti e operatori culturali svizzeri di integrarsi e creare reti a livello interna- zionale. Pro Helvetia gestisce inoltre il Centre culturel suisse di Parigi dedicato alla diffusione della creazione artistica svizzera in Francia.
Costi di personale e costi materiali in Svizzera I compiti stabiliti nel messaggio sulla cultura 2021–2024, che saranno mantenuti, e quelli nuovi previsti nel messaggio sulla cultura 2025–2028 determinano adeguamenti a medio ter- mine all’effettivo di personale. Considerando anche il rincaro, i costi di personale e i costi materiali aumenteranno quindi da 11,1 milioni di franchi del 2024 a 11,9 milioni di franchi del 2028. I dati citati si basano su proiezioni (stato: inizio 2023).
Sussidi concessi in virtù degli articoli 11, 16 capoverso 2 lettera b e 19–21 LPCu (in mio. di fr., arro- tondati) (2024) 2025 2026 2027 2028 2025–2028 Tasso di crescita (nominale in %)
Promozione di nuove (6,2) 6,3 6,5 6,5 6,7 26,0 2,0 leve e opere Scambi culturali, diffu- (8,6) 8,7 8,7 8,9 9,0 35,3 1,1 sione e promozione in Svizzera Scambi culturali, diffu- (11,2) 11,3 11,4 11,6 11,6 45,9 0,9 sione e promozione all’estero
Sedi esterne (incl. costi di (9,0) 9,1 9,1 9,2 9,3 36,7 0,8 personale e d’esercizio) Costi di personale e costi (11,0) 11,1 11,3 11,5 11,8 45,7 1,8 materiali in Svizzera
Limite di spesa Pro Hel- (46,0) 46,5 47,0 47,7 48,4 189,5 1,2 vetia
7.4 Limite di spesa Museo nazionale svizzero (Progetto 12)
In virtù dell’articolo 17 LMC, la Confederazione accorda contributi annuali al MNS per l’ese- cuzione dei suoi compiti. Nel fornire le proprie prestazioni, il MNS si distingue per il suo agire orientato all’economicità e ai risultati e applica adeguati processi di controllo e di gestione. Grazie alla stabilità dell’affluenza di pubblico, alla gestione degli spazi, alle locazioni, alle vendite e ai servizi rivolti ai terzi nell’ambito della conservazione, del restauro e della ricerca conservativa, il MNS riesce a mantenere costante la propria redditività. Così come il disegno nel suo complesso, i mezzi finanziari richiesti per l’ambito di attività del MNS si fondano sulla continuità finanziaria. Per alcune attività del MNS e in relazione ai campi d’azione definiti prioritari a livello federale sono previste misure con ripercussioni fi- nanziarie, i cui contenuti sono descritti al capitolo 5.3.2. Tra i punti salienti vi sono l’amplia- mento del Centro delle collezioni e il raggruppamento delle sue sedi, la ristrutturazione e rior- ganizzazione del Forum della storia svizzera di Svitto, lo sviluppo di primi casi di studio per potenziare l’esperienza museale virtuale, la messa in funzione di un nuovo sistema di gestione delle collezioni, l’ampliamento delle offerte inclusive, il proseguimento della trasformazione
digitale e il potenziamento della ricerca sul pubblico. Il finanziamento di queste misure av- viene senza incidere sul budget e sarà compensato in vari ambiti di attività, come ad esempio la gestione delle collezioni, le mostre e la promozione dell’offerta del MNS. Considerando le misure salariali comprensive del rincaro presunto fino al 2028, per il periodo di finanziamento 2025–2028 i costi del personale ammonteranno a un importo complessivo di 110,5 milioni di franchi, ovvero in media 27,6 milioni di franchi all’anno. Sempre alla luce del rincaro presunto fino al 2028, per lo stesso periodo sono da preventivare complessivamente 59,7 milioni di franchi per i costi materiali, ovvero mediamente 14,9 milioni di franchi all’anno. I dati citati si basano su proiezioni (stato: febbraio 2023).
Sussidi concessi in virtù dell’articolo 17 LMC (in mio. di fr., arrotondati) (2024) 2025 2026 2027 2028 2025–2028 Tasso di cre- scita (nomi- nale in %)
Limite di spesa Museo (34,3) 34,7 35,0 35,5 36,1 141,3 1,2 nazionale svizzero
7.5 Tavola sinottica delle finanze
Nella tabella seguente sono riportati i limiti di spesa e il credito d’impegno (Cultura della costruzione) richiesti.
Credito (2024) 2025 2026 2027 2028 2025–2028
Limite di spesa Legge sulla promozione (38,1) 38,8 39,5 40,3 41,0 159,6 della cultura (progetto 5) Limite di spesa Cinema (progetto 6) (51,2) 52,5 53,0 53,5 54,1 213,1 Limite di spesa Trasferimento di beni cul- (0,8) 0,6 0,7 0,8 0,8 2,9 turali (progetto 7) Credito d’impegno Cultura della costru- (31,4) 31,6 31,9 32,3 32,6 128,4 zione (progetto 8) Limite di spesa Lingue e comprensione (19,5) 19,8 20,2 20,8 21,1 82,0 (progetto 9) Limite di spesa Scuole svizzere all’estero (22,1) 21,4 21,0 21,1 21,7 85,1 (progetto 10) Limite di spesa Pro Helvetia (progetto 11) (46,0) 46,5 47,0 47,7 48,4 189,5 Limite di spesa Museo nazionale svizzero (34,3) 34,7 35,0 35,5 36,1 141,3 (progetto 12)
Totale (243,3) 245,8 248,3 252,0 255,8 1001,9
7.6 Evoluzione finanziaria
I limiti di spesa e i crediti d’impegno complessivi richiesti con il messaggio sulla cultura am- montano a 1001,9 milioni di franchi. Ciò equivale a un incremento reale dello 0,2 per cento in media conformemente al decreto del Consiglio federale del 10 marzo 2023 (incremento nomi- nale medio dell’1,2 %). I mezzi finanziari richiesti per il periodo 2025–2028 corrispondono a un volume creditizio medio di 250,5 milioni di franchi all’anno, pari a circa lo 0,3 per cento delle spese della Confederazione.
8 Ripercussioni
8.1 Ripercussioni per la Confederazione
8.1.1 Ripercussioni finanziarie
I limiti di spesa e i crediti d’impegno complessivi richiesti con il messaggio sulla cultura am- montano a 1001,9 milioni di franchi, il che corrisponde a un incremento reale dello 0,2 per cento rispetto al preventivo 2024 (incremento nominale dell’1,2 per cento in media). Conformemente alla decisione del Consiglio federale del 15 febbraio 2023, nel preventivo 2024 tutte le spese scarsamente vincolate, di cui fanno parte quelle per la cultura, sono inferiori del 2,0 per cento rispetto al piano finanziario originariamente previsto per il 2024. I limiti di spesa e i crediti d’impegno richiesti corrispondono, allo stato attuale, al limite mas- simo delle spese per la cultura finanziabili dalla Confederazione nell’ambito dei trasferimenti. L’attuazione di determinate misure richiede un incremento delle spese di funzionamento dell’UFC (cfr. n. 7.2.1).
8.1.2 Ripercussioni sull’effettivo del personale
Il presente messaggio non implica un fabbisogno supplementare di personale per la Confede- razione.
8.1.3 Ripercussioni sugli immobili della Confederazione
Affinché le istituzioni culturali e della memoria gestite dalla Confederazione possano adem- piere al loro mandato legale è necessario fornire loro l’infrastruttura adeguata e garantirne il funzionamento. La messa a disposizione degli immobili necessari allo svolgimento dei loro compiti spetta all’UFCL (art. 2 OILC). Il periodo di finanziamento 2025–2028 sarà interessato dalla realizzazione dei seguenti pro- getti: risanamento integrale e ripristino della Biblioteca nazionale svizzera a Berna; realizza- zione di una nuova sede per la Fonoteca nazionale svizzera all’interno della «Città della mu- sica» (progetto comune della Città di Lugano e del Conservatorio della Svizzera italiana); ampliamento del Centro delle collezioni di Affoltern am Albis; manutenzione e ottimizzazione del Centro culturale svizzero di Parigi; valutazione della proposta di donazione del parco e della piscina Oskar Reinhart «am Römerholz» di Winterthur. Il costo complessivo di tutti i progetti sarà presumibilmente di almeno 260 milioni di franchi. Questi progetti sono finanziati mediante gli strumenti e le procedure ordinari della Confede- razione, per esempio con le risorse previste dai messaggi concernenti gli immobili sottoposti
dal Consiglio federale al Parlamento. Vista la situazione finanziaria delicata, non è al momento possibile prevedere quando potranno essere finanziati.
8.1.4 Altre ripercussioni
Il presente messaggio non ha altre ripercussioni per la Confederazione. In particolare non ha alcuna ripercussione diretta nell’ambito dell’informatica.
8.2 Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni nonché per i centri
urbani, gli agglomerati e le regioni di montagna La promozione culturale della Confederazione è complementare alla promozione culturale de- gli altri livelli dello Stato. Il presente progetto non ha alcuna ripercussione immediata (né oneri né sgravi) in materia di finanze o personale per i Cantoni, i Comuni, i centri urbani, gli agglo- merati e le regioni di montagna. Diverse misure previste nel messaggio sulla cultura 2025–
2028 hanno tuttavia ripercussioni indirette.
Il messaggio sulla cultura definisce sei campi d’azione con i relativi obiettivi per la politica culturale in Svizzera (cfr. n. 2), i quali determinano le priorità nell’attività della Confedera- zione durante il periodo di finanziamento 2025–2028. Concepiti in una prospettiva nazionale, tali i campi d’azione e gli obiettivi gettano le fondamenta per una più stretta collaborazione all’interno della politica culturale in Svizzera nel rispetto delle competenze esistenti. Il quadro finanziario richiesto dal presente messaggio, rispettivamente la necessaria compen- sazione di tutti gli adeguamenti che richiedono mezzi supplementari, può avere ripercussioni indirette sui partner statali ovvero sulle richieste di aiuti finanziari (aumento o diminuzione).
8.3 Ripercussioni economiche
Il settore culturale e creativo svizzero è un importante fattore economico e dà lavoro a oltre 268 000 persone in circa 64 000 imprese. Queste cifre corrispondono al 10,4 per cento di tutte le imprese e al 5,4 per cento di tutte le persone occupate in Svizzera. Nel 2020 l’economia culturale e creativa ha generato un valore aggiunto lordo di circa 14,7 miliardi di franchi, che corrispondono al 2,1 per cento del prodotto interno lordo (cfr. n. 2.1). Inoltre, la variegata of- ferta culturale della Svizzera genera importanti impulsi, specie per la qualità di vita della po- polazione, la scelta dell’ubicazione delle imprese e il turismo. Promuovendo un’ampia offerta culturale, la Confederazione tiene conto della valenza sociale ed economica della cultura.
8.4 Ripercussioni sulla società
La politica culturale della Confederazione ha ripercussioni positive di vario genere sulla so- cietà. Promuove segnatamente la partecipazione della popolazione alla vita culturale e contri- buisce alla coesione sociale. In merito alle ripercussioni sull’effettiva parità di genere si ri- manda ai capitoli precedenti (in particolare n. 2.1 e 3.1.2).
8.5 Ripercussioni sull’ambiente
Le misure per la realizzazione di un’alta qualità dell’ambiente costruito hanno effetti positivi (cfr. n. 5.4).
8.6 Altre ripercussioni
Secondo il presente messaggio, in futuro i contenuti della politica culturale andranno maggior- mente coordinati con altri ambiti politici a livello federale, quali la pianificazione territoriale, l’energia e la formazione.
9 Aspetti giuridici
9.1 Costituzionalità e legalità
La competenza budgetaria dell’Assemblea federale riguardo ai decreti federali (decreti che stanziano crediti) scaturisce dall’articolo 167 Cost. La competenza di emanare i singoli decreti federali si fonda sull’articolo 27 capoverso 3 lettera a (misure in conformità alla LPCu di com- petenza dell’UFC o di Pro Helvetia), lettera b (trasferimento dei beni culturali, cinema, lingue e comprensione, scuole svizzere all’estero, MNS) e lettera c (patrimonio culturale e monu- menti storici) LPCu. Le seguenti disposizioni costituiscono la base legale materiale per l’impiego dei crediti con- cessi in virtù dei decreti federali: – misure secondo la LPCu di competenza dell’UFC: articoli 9a, 10, 12–15, 16 capo- versi 1 e 2 lettera a, e 17 LPCu; – cinema: articoli 3–6 LCin; – trasferimento dei beni culturali: articolo 14 LTBC; – patrimonio culturale e monumenti storici: articoli 13, 14, 14a LPN e 17c disegno LPN; – lingue e comprensione: articoli 14–22 LLing e 22a disegno LPN; – scuole svizzere all’estero: articoli 10 e 14 LSSE; – misure secondo la LPCu di competenza di Pro Helvetia: articoli 11, 16 capoverso 2 lettera b, e 19–21 LPCu; – MNS: articolo 17 LMC. Secondo l’articolo 163 capoverso 1 Cost., la modifica delle leggi federali rientra nella compe- tenza dell’Assemblea federale. Le singole modifiche si fondano sui seguenti disposti costitu- zionali: – LLing: articolo 70 capoverso 3 Cost.; – LPN: articolo 78 capoverso 4 Cost.; – LBNS: articolo 69 capoverso 2 Cost.; – LTBC: articolo 69 capoverso 2 Cost.
9.2 Forma dell’atto
Il presente messaggio comprende otto decreti federali semplici (decreti che stanziano crediti) ai sensi dell’articolo 163 capoverso 2 Cost., i quali non sottostanno a referendum, e quattro modifiche di leggi federali esistenti, le quali sottostanno a referendum facoltativo.
9.3 Subordinazione al freno delle spese
Ai sensi dell’articolo 159 capoverso 3 Cost., le disposizioni in materia di sussidi nonché i cre- diti d’impegno e i limiti di spesa che generano nuove spese uniche di oltre 20 milioni di franchi o nuove spese ricorrenti di oltre 2 milioni di franchi richiedono il consenso della maggioranza dei membri di ciascuna Camera. I presenti decreti federali approvano limiti di spesa e un credito d’impegno che superano i valori limite costituzionali. Pertanto l’articolo 159 capoverso 3 Cost. si applica a tutti i decreti federali nel quadro del presente messaggio.
9.4 Conformità alla legge sui sussidi
I decreti di finanziamento proposti sono conformi alle disposizioni della legge del 5 ottobre 1990 100 sui sussidi (LSu). In conformità all’articolo 5 LSu il Consiglio federale è tenuto a veri- ficare periodicamente gli aiuti finanziari e le indennità. Per i sussidi i cui decreti di finanziamento sono sottoposti periodicamente al Parlamento nel quadro di messaggi speciali, la verifica avviene nel quadro del relativo messaggio speciale. Le tre priorità della verifica dei sussidi (importanza per gli obiettivi perseguiti dalla Confederazione, gestione materiale e finanziaria e procedure per la concessione di sussidi) per ciascun limite di spesa sono illustrate qui di seguito.
1 Limite di spesa Legge sulla promozione della cultura (Pro-
getto 5)
Importanza per gli obiet- Il limite di spesa comprende nove crediti destinati ad ambiti di atti- tivi perseguiti dalla Con- vità molto diversi. L’importanza dei diversi crediti e gli obiettivi da federazione essi perseguiti sono descritti in modo esaustivo al capitolo 5. I cre- diti e i relativi compiti inclusi nel limite di spesa forniscono, nel loro complesso, un importante contributo per il conseguimento dei seguenti obiettivi di politica culturale della Confederazione: – conservazione del patrimonio culturale materiale e immate- riale in Svizzera (Musei, collezioni e reti di terzi, Partecipazione culturale); – promozione di un’offerta culturale plurale e di qualità (Premi, riconoscimenti e acquisti, Promozione della letteratura, Orga- nizzazioni culturali, Progetti e manifestazioni);
100 RS 616.1
– partecipazione culturale di tutti i gruppi della popolazione (Partecipazione culturale, Formazione musicale, Promozione della lettura, Jenisch e Sinti); – Gestione basata sui dati (Statistica e monitoraggio). Gestione materiale e fi- I requisiti e i criteri per l’erogazione di aiuti finanziari sono disci- nanziaria plinati dalla LPCu, dall’OPCu e da vari regimi di promozione del DFI. In alcuni ambiti è applicato un massimale vincolante. Procedure per la conces- Fatta eccezione per i riconoscimenti (Gran Premi) e il sostegno agli sione di sussidi incontri su temi di politica culturale, tutti i gli aiuti finanziari sono concessi su richiesta. Presumibilmente dal 2027, ciò si applicherà anche ai contributi d’esercizio alle reti. L’erogazione avviene sulla base di una decisione o di un contratto di prestazioni.
2 Limite di spesa Cinema (Progetto 6)
Importanza per gli obiet- La promozione cinematografica della Confederazione poggia su tre tivi perseguiti dalla Con- pilastri: produzione cinematografica, cultura cinematografica e pa- federazione trimonio cinematografico. Questi tre pilastri permettono alla Con- federazione di sostenere i film svizzeri durante l’intero ciclo di vita, dalla produzione alla diffusione, fino alla conservazione. Una pro- mozione cinematografica continuativa da parte della Confedera- zione è necessaria per produrre film svizzeri di qualità, per mante- nere la quota di mercato del cinema svizzero nel settore audiovi- sivo, fortemente competitivo a livello internazionale, e per conser- vare il patrimonio cinematografico svizzero per le generazioni fu- ture. Senza la promozione cinematografica della Confederazione la qualità e la pluralità della creazione cinematografica svizzera non sarebbero garantite. Gestione materiale e fi- I requisiti e i criteri per l’erogazione di aiuti finanziari nell’ambito nanziaria cinematografico sono disciplinati dalla LCin e dalla relativa ordi- nanza di esecuzione. Di norma il contributo della Confederazione non può superare il 50 per cento dei costi complessivi di un progetto cinematografico. Procedure per la conces- I sussidi sono concessi su richiesta. L’erogazione avviene sulla base sione di sussidi di una decisione o di un contratto di prestazioni.
3 Limite di spesa Trasferimento di beni culturali (Progetto 7)
Importanza per gli obiet- Gli aiuti finanziari di cui all’articolo 14 LTBC permettono di soste- tivi perseguiti dalla Con- nere progetti per la protezione e la conservazione di beni culturali federazione mobili esposti a grave minaccia. La priorità spetta ai progetti con gli Stati legati alla Svizzera da un accordo bilaterale ai sensi dell’ar- ticolo 7 LTBC. La promozione è necessaria per proteggere dalla di- struzione beni culturali minacciati soprattutto da conflitti. Gestione materiale e fi- I requisiti e i criteri per l’erogazione di aiuti finanziari a favore della nanziaria conservazione del patrimonio culturale sono disciplinati dalla LTBC e dalla relativa ordinanza di esecuzione. Gli aiuti finanziari
non possono superare il 50 per cento dei costi complessivi di un progetto. Procedure per la conces- I sussidi sono concessi su richiesta. L’erogazione avviene sulla base sione di sussidi di una decisione.
4 Credito d’impegno Cultura della costruzione (Progetto 8)
Importanza per gli obiet- Gli aiuti finanziari a favore della cultura della costruzione sono ri- tivi perseguiti dalla Con- partiti nei due seguenti ambiti tematici: federazione Gli aiuti finanziari per la conservazione di oggetti meritevoli di protezione sono concessi congiuntamente ai Cantoni. Senza i con- tributi pubblici molti proprietari di edifici storici non potrebbero fi- nanziare il restauro e la documentazione a regola d’arte. La conser- vazione a lungo termine del patrimonio architettonico della Sviz- zera risulterebbe minacciata. Gli aiuti finanziari per il sostegno a organizzazioni, progetti di ri- cerca, formazione, mediazione e cultura della costruzione consen- tono alla Confederazione di sostenere in modo mirato attività e pro- getti di portata nazionale, che servono, tra l’altro, a fare conoscere il patrimonio della cultura della costruzione. Gestione materiale e fi- I requisiti e i criteri per l’erogazione di aiuti finanziari a favore della nanziaria cultura della costruzione sono disciplinati dalla LPN e dalla relativa ordinanza di esecuzione. Per gli aiuti finanziari per la conserva- zione di oggetti meritevoli di protezione sono previsti importi mas- simi. Il contributo della Confederazione è vincolato a un cofinan- ziamento proporzionato da parte di Cantoni e Comuni. Per gli aiuti finanziari per il sostegno a organizzazioni, progetti di ricerca, for- mazione, mediazione e cultura della costruzione la Confederazione si assume di norma al massimo il 50 per cento dei costi dei progetti. Procedure per la conces- Gli aiuti finanziari per la conservazione di oggetti meritevoli di sione di sussidi protezione sono concessi sia nel quadro di contratti di prestazioni con i Cantoni sia, in singoli casi, su richiesta ed erogati mediante decisione. Gli aiuti finanziari per il sostegno a organizzazioni, pro- getti di ricerca, formazione, mediazione e cultura della costruzione sono concessi su richiesta ed erogati mediante decisione o sulla base di un contratto di prestazioni.
5 Limite di spesa Lingue e comprensione (Progetto 9)
Importanza per gli obiet- Il plurilinguismo è una caratteristica distintiva della Svizzera. Sal- tivi perseguiti dalla Con- vaguardare e promuovere la diversità linguistica del Paese è un federazione compito congiunto della Confederazione e dei Cantoni. Le misure federali per promuovere la comprensione e gli scambi tra le comu- nità linguistiche nonché salvaguardare e promuovere le lingue e culture italiana e romancia scaturiscono da un interesse nazionale e contribuiscono in modo determinante alla coesione sociale in Sviz- zera.
Gestione materiale e fi- I requisiti e i criteri per l’erogazione di aiuti finanziari nell’ambito nanziaria delle lingue e della comprensione sono disciplinati dalla LLing e dalla relativa ordinanza di esecuzione. Procedure per la conces- I sussidi alle organizzazioni che operano nell’ambito della com- sione di sussidi prensione tra le comunità linguistiche e a progetti sono concessi su richiesta. L’erogazione dei sussidi ai Cantoni plurilingui avviene sulla base di un programma o di un contratto di prestazioni. I sussidi a organizzazioni e progetti sono erogati sulla base di un contratto di prestazioni o una decisione.
6 Limite di spesa Scuole svizzere all’estero (Progetto 10)
Importanza per gli obiet- La Confederazione riconosce attualmente 18 scuole svizzere tivi perseguiti dalla Con- all’estero. Si tratta di istituti di formazione privati, aventi scopi di federazione utilità pubblica e confessionalmente neutrali. Sono frequentate da allievi provenienti sia dalla Svizzera sia dal Paese ospitante o da Paesi terzi. Le scuole svizzere all’estero fungono da mediatrici della cultura e dell’istruzione svizzere, godono di una notevole conside- razione nei Paesi ospitanti e trasmettono un’immagine positiva du- revole della Svizzera all’estero. Gestione materiale e fi- I requisiti e i criteri per l’erogazione di aiuti finanziari sono disci- nanziaria plinati dalla LSSE e dalla relativa ordinanza di esecuzione. Finora le scuole svizzere all’estero sono state sostenute mediante contributi forfettari alle spese d’esercizio, il cui importo veniva calcolato in base al numero di allievi, al numero di docenti aventi diritto a un contributo e al numero delle lingue d’insegnamento. La creazione di un ente incaricato del distacco dei docenti svizzeri all’estero ri- chiederebbe anche una verifica della determinazione dei contributi. Procedure per la conces- I sussidi sono concessi su richiesta ed erogati mediante decisione. sione di sussidi
7 Limite di spesa Pro Helvetia (Progetto 11)
Importanza per gli obiet- I compiti della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, sta- tivi perseguiti dalla Con- biliti nella LPCu, prevedono la promozione della cultura e dell’arte federazione svizzere d’importanza nazionale e internazionale, a complemento delle misure cantonali e comunali. I mezzi finanziari richiesti sono necessari per garantire la qualità e la pluralità dell’offerta culturale in Svizzera e contribuiscono alla consapevolezza culturale e alla coesione nazionale. Gestione materiale e fi- Il Consiglio federale definisce gli obiettivi strategici di Pro Helvetia nanziaria a scadenze quadriennali. Sulla base del rapporto del consiglio di fondazione verifica ogni anno che questi obiettivi siano stati rag- giunti. I requisiti e i criteri per l’erogazione di aiuti finanziari a terzi che ne fanno richiesta sono disciplinati dall’ordinanza del 23 no- vembre 2011 101 sui sussidi della Fondazione Pro Helvetia.
101 RS 442.132.2
Procedure per la conces- I sussidi sono concessi su richiesta. sione di sussidi
8 Limite di spesa Museo nazionale svizzero (Progetto 12)
Importanza per gli obiet- Il MNS è un’istituzione accessibile al pubblico, al servizio della so- tivi perseguiti dalla Con- cietà e del suo sviluppo, che colleziona, conserva, studia, fa cono- federazione scere ed espone materiali e oggetti storico-culturali per scopi di ri- cerca, formazione e svago. Attraverso la sua attività, contribuisce in modo significativo alla riflessione sulla storia e sull’identità plu- rale della Svizzera. Il confronto con il passato costituisce la base sulla quale costruire il futuro. Al MNS sono affidati tre compiti: − rappresentare la storia della Svizzera e dei suoi legami inter- nazionali; − riflettere sull’identità plurale della Svizzera; − fungere da centro di competenze per altri musei svizzeri. Gestione materiale e fi- Il Consiglio federale stabilisce gli obiettivi strategici del MNS a nanziaria scadenze quadriennali definendo, a complemento del messaggio sulla cultura, i compiti prioritari e l’utilizzazione dei fondi del polo museale. Il resoconto e il controllo dell’utilizzazione dei mezzi fi- nanziari e del raggiungimento degli obiettivi avvengono a scadenze annuali. Procedure per la conces- Il MNS non concede contributi a terzi. sione di sussidi
9.5 Delega di competenze legislative
I progetti di legge non prevedono alcuna delega di competenze legislative.
Elenco delle abbreviazioni
ACS Associazione dei comuni svizzeri AFF Amministrazione federale delle finanze BN Biblioteca nazionale svizzera CDF Controllo federale delle finanze CDPE Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione CERN Organizzazione europea per la ricerca nucleare Cost. Costituzione federale del 18 aprile 1999 (RS 101) CSEC Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura DFAE Dipartimento federale degli affari esteri DFI Dipartimento federale dell’interno DSMA Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, re- golamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi, GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1 FPSM Fondazione svizzera per la promozione degli scambi e della mobilità ICCROM Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali IGV Comunità d’interessi per la cultura popolare in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein ISOS Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale LAID Legge federale del 14 dicembre 1990 sull’armonizzazione delle imposte di- rette dei Cantoni e dei Comuni (RS 642.14) LBNS Legge del 18 dicembre 1992 sulla Biblioteca nazionale (RS 432.21) LCin Legge del 14 dicembre 2001 sul cinema (RS 443.1) LFC Legge federale del 7 ottobre 2005 sulle finanze della Confederazione (RS 611.0) LIFD Legge federale del 14 dicembre 1990 sull’imposta federale diretta (RS 642.11) LLing Legge del 5 ottobre 2007 sulle lingue (RS 441.1) LMC Legge del 12 giugno 2009 sui musei e le collezioni (RS 432.30) LPCu Legge dell’11 dicembre 2009 sulla promozione della cultura (RS 442.1) LPN Legge federale del 1° luglio 1966 sulla protezione della natura e del paesag- gio (RS 451) LSSE Legge del 21 marzo 2014 sulle scuole svizzere all’estero (RS 418.0) LTBC Legge del 20 giugno 2003 sul trasferimento dei beni culturali (RS 444.1)
MNS Museo nazionale svizzero OISOS Ordinanza del 13 novembre 2019 riguardante l’inventario federale degli in- sediamenti svizzeri da proteggere (RS 451.12) OPCu Ordinanza del 23 novembre 2011 sulla promozione della cultura (RS 442.11) PFZ Politecnico federale di Zurigo SAB Gruppo svizzero per le regioni di montagna SAPA Fondazione Archivio svizzero delle arti della scena SEFRI Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione SRG SSR Società svizzera di radiotelevisione UCS Unione delle città svizzere UE Unione europea UFC Ufficio federale della cultura UFCL Ufficio federale delle costruzioni e della logistica UFG Ufficio federale di giustizia UNESCO Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cul- tura USAM Unione svizzera delle arti e dei mestieri USS Unione sindacale svizzera UST Ufficio federale di statistica