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Promozione dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione negli anni 2025–2028 (Messagio ERI 25–28)

Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca DEFR

Berna, 2 giugno 2023

Promozione dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione negli anni 2025–2028 (Messaggio ERI 25–28)

Rapporto esplicativo concernente l’avvio della procedura di consultazione

Compendio

Ogni quattro anni il Consiglio federale presenta al Parlamento un messaggio sulla promozione dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione (ERI). Con il presente messaggio il Consiglio federale pianifica di spendere 29,7 miliardi di franchi per promuovere l’educazione, la ricerca e l’innovazione (ERI) negli anni 2025–2028. In questo settore di fondamentale importanza per il benessere del Paese, la Svizzera deve continuare ad avere una posizione di primo piano creando così prospettive sostenibili per le persone, la società e l’economia. Oltre ai mezzi finanziari per i prossimi quattro anni, il Consiglio federale chiede anche alcuni adeguamenti specifici delle basi legali. Ogni quattro anni il Consiglio federale presenta al Parlamento un messaggio sulla promozione dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione nel quale traccia un bilancio del periodo corrente e presenta obiettivi e misure per il nuovo periodo di sussidio. Per gli anni 2025–2028 il Consiglio federale pianifica spese per 29,7 miliardi di franchi, ossia circa 1,8 miliardi in più rispetto al precedente periodo ERI, il che corrisponde a una crescita media annua del 2,0 per cento (in termini nominali) e a una crescita reale media dell’1,0 per cento. Alla luce della difficile situazione finanziaria, il 25 gennaio e il 15 febbraio 2023 il Consiglio federale ha adottato alcune misure di correzione del bilancio. I tagli alle spese si applicheranno a partire dal 2024. Ciononostante, la situazione finanziaria rimarrà tesa nel corso degli anni successivi e sono previsti ulteriori deficit strutturali. Per questo è necessario definire un ordine di priorità più stringente per quanto riguarda le spese nel settore ERI. Le spese illustrate nel presente messaggio sono, nell’ottica attuale, finanziabili. Visto il protrarsi dei rischi finanziari, i limiti di spesa e i crediti d’impegno proposti rappresentano tuttavia un tetto massimo che potrà essere sfruttato completamente solo in caso di evoluzione positiva delle finanze federali. La Svizzera è un polo formativo, di ricerca e di innovazione di altissimo livello su scala internazionale. Grazie alla sua politica ERI, il Consiglio federale offre prospettive di lungo termine alle persone, alla società e all’economia. Nel periodo 2025–2028 persegue le seguenti priorità: - il polo ERI svizzero offre a tutti la possibilità di svilupparsi secondo le proprie

capacità e i propri interessi. In questo modo rafforza la coesione sociale e aiuta il settore economico e la comunità scientifica a coprire il fabbisogno di personale qualificato;

  • la politica ERI crea le condizioni per la cooperazione nazionale ma anche per il posizionamento internazionale della Svizzera in un contesto dinamico di concorrenza scientifica ed economica. Inoltre, fornisce agli attori un supporto affidabile per aiutarli a svolgere i loro compiti in maniera efficiente e innovativa;
  • l’innovazione, la digitalizzazione e la collaborazione in tutti i livelli formativi e lungo l’intera catena di creazione del valore garantiscono un sistema ERI performante e competitivo, che funge anche da motore dello sviluppo sostenibile.

Il volume finanziario e la ripartizione dei fondi tengono conto di queste priorità e, al tempo stesso, continuano a garantire un solido finanziamento di base per le istituzioni ERI, nel rispetto dei valori indicativi legali e dei vincoli di spesa. Con i decreti di finanziamento nel quadro del presente messaggio sono finanziate misure federali nei settori della formazione professionale, della formazione continua e delle scuole universitarie (settore dei PF, università cantonali, scuole universitarie professionali, Scuola universitaria federale per la formazione professionale), nonché nella promozione della ricerca e dell’innovazione. Alcune priorità mirate permettono di adempiere l’obiettivo di legislatura secondo il quale la Svizzera deve mantenere una posizione di spicco nei settori della formazione, della ricerca e dell’innovazione: per rafforzare la competitività viene messo l’accento sulla promozione competitiva della ricerca e dell’innovazione (FNS, Innosuisse, Accademie). In proposito, si possono citare le iniziative d’eccellenza (p. es. Swiss Quantum Initiative) e il potenziamento della collaborazione a livello mondiale (cooperazioni di ricerca multilaterali). La dimensione internazionale viene promossa anche in ambito formativo grazie ai programmi dell’agenzia di promozione Movetia. Un’ulteriore priorità è rappresentata dalla formazione continua, particolarmente importante data la carenza di personale qualificato. In altri settori è invece previsto un consolidamento: ad esempio la partecipazione della Confederazione ai costi della formazione professionale si avvicinerà al valore di riferimento legale del 25 per cento e sarà prorogato il sostegno finanziario all’intero settore universitario (compresi PF, università e scuole universitarie professionali). Non sono oggetto del presente messaggio i crediti vincolati mediante accordi internazionali né i programmi di ricerca e innovazione dell’UE, che in ragione della loro impostazione di lungo periodo, saranno oggetto di richieste specifiche al Parlamento. Inoltre, i mezzi finanziari per la ricerca del settore pubblico e i contributi obbligatori per la partecipazione alle organizzazioni e alle infrastrutture di ricerca multilaterali continueranno a essere richiesti al di fuori del messaggio ERI, nel preventivo annuale. Il presente messaggio propone alcuni adeguamenti specifici a quattro leggi (legge

sulla formazione professionale, legge sui PF, legge sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero, legge sulla promozione della ricerca e dell’innovazione). La seguente tabella 1 offre una panoramica dei fondi raggruppati per categorie e un raffronto con il periodo di sussidio2021–2024.

Tabella 1

Evoluzione dei crediti a preventivo ERI 2021–2028 (in mio. fr.) Periodo ERI 2021–2024 Periodo ERI 2025–2028 Periodo ERI 2021–

Consuntivo 2021/2022 Crediti richiesti Crediti a Variazione Variazione Variazione Preventivo 2023/2024 preventivo

Formazione professionale Contributi forfettari, formazione professionale 3 454 -0,1 % 3 638 3 638 1,9 % 0,9 % superiore Contributi all’innovazione e ai progetti 181 11,7 % 187 187 2,9 % 7,2 % SUFFP 153 -0,9 % 167 167 3,1 % 1,1 % Altre misure formative Formazione continua, sussidi all’istruzione 157 6,9 % 178 178 1,7 % 4,3 % Cooperazione internazionale in materia di 257 7,3 % 322 322 4,9 % 6,1 % educazione Scuole universitarie Settore dei PF 10 750 1,1 % 11 355 11 355 1,6 % 1,3 % Università & SUP 5 579 0,8 % 5 906 5 949 1,6 % 1,2 % Sussidi vincolati a progetti 127 -17,2 % 130 130 -0,5 % -9,3 % Ricerca e innovazione FNS 4 652 2,8 % 4 992 4 992 2,7 % 2,7 % Innosuisse 1 200 4,4 % 1 282 1 282 3,1 % 3,7 % Istituti di ricerca 455 1,7 % 434 434 -0,5 % 0,6 % Accademie 206 4,9 % 279 279 11,0 % 7,9 % Parco dell’innovazione 4 104 4 0,8 %

Periodo ERI 2021–2024 Periodo ERI 2025–2028 Periodo ERI 2021–

Consuntivo 2021/2022 Crediti richiesti Crediti a Variazione Variazione Variazione Preventivo 2023/2024 preventivo

Cooperazione internazionale 75 5,9 % 107 102 9,5 % 7,7 % Ricerca & Innovazione Affari spaziali 612 2,7 % 1 718 679 2,3 % 2,5 % Totale 27 860 1,4 % 30 798 29 697 2,0 % 1,7 %

Compendio 2

1 Situazione iniziale 8

1.1 Educazione, ricerca e innovazione in Svizzera 8

1.1.1 Sistema ERI 8

1.1.2 Competenze e possibilità di gestione da parte della Confederazione 8

1.1.3 Finanziamento ERI in Svizzera 11

1.1.4 Condizioni quadro di politica finanziaria 12

1.2 Importanza del sostegno federale nel settore ERI 13

1.2.1 Sviluppo del sistema ERI 13

1.2.2 Bilancio intermedio del periodo di sussidio 2021–2024 16

1.3 Promozione ERI 2025–2028 24

1.3.1 Principi della politica di promozione 24

1.3.2 Sfide e obiettivi 26

1.3.3 Settori di promozione e temi trasversali (digitalizzazione, sviluppo

sostenibile, uguaglianza delle opportunità, collaborazione nazionale e internazionale) 30

1.4 Rapporto con il programma di legislatura 42

1.5 Stralcio di interventi parlamentari 42

2 Finanziamento dei settori di promozione: motivazione delle domande

di credito 45

2.1 Formazione professionale 45

2.2 Formazione continua 54

2.3 Sussidi all’istruzione 57

2.4 Settore dei PF 59

2.5 Promozione secondo la LPSU 65

2.6 Cooperazione internazionale in materia di educazione 74

2.6.1 Programmi internazionali di mobilità e di cooperazione in materia di

formazione 75

2.6.2 Promozione dei talenti e cooperazione internazionale a livello

istituzionale in materia di formazione 77

2.6.3 Borse di studio per studenti stranieri 80

2.7 Istituzioni di promozione della ricerca 81

2.7.1 Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) 81

2.7.2 Accademie 85

2.8 Innosuisse 89

2.9 Parco svizzero dell’innovazione («Switzerland Innovation») 93

2.10 Strutture di ricerca d’importanza nazionale 95

2.11 Cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione 98

2.11.1 Infrastrutture di ricerca internazionali 98

2.11.2 Misure di promozione nell’ambito della cooperazione internazionale

in materia di ricerca e innovazione 102

2.12 Affari spaziali 104

2.13 Settori di promozione senza domanda di credito 108

2.13.1 Associazione ai programmi di formazione dell’UE 108

2.13.2 Associazione ai programmi quadro di ricerca e innovazione

dell’UE 109

2.13.3 Ricerca del settore pubblico 110

3 Commento alle modifiche legislative 113

3.1 Legge sulla formazione professionale (LFPr): modifica

(disegno 13) 113

3.2 Legge sui PF: modifica (disegno 14) 115

3.3 Legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore

universitario svizzero (LPSU): modifica (disegno 15) 117

3.4 Legge federale sulla promozione della ricerca e dell’innovazione

(LPRI): modifica (disegno 16) 118

4 Ripercussioni 119

4.1 Ripercussioni per la Confederazione 119

4.2 Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni, per le città, gli agglomerati

e le regioni di montagna 129

4.3 Ripercussioni per l’economia 129

4.4 Ripercussioni sulla società 130

4.5 Ripercussioni sull’ambiente 130

5 Aspetti giuridici 131

5.1 Costituzionalità 131

5.2 Compatibilità con gli impegni internazionali della Svizzera 132

5.3 Forma dell’atto 132

5.4 Freno alle spese 132

5.5 Rispetto del principio di sussidiarietà e del principio dell’equivalenza

fiscale 135

5.6 Conformità alla legge sui sussidi 135

Elenco delle abbreviazioni 145 Allegati 150

1 Obiettivi della Confederazione per il settore ERI 2025–2028 150

2 Valutazione istituzionale globale del Fondo nazionale svizzero per la

ricerca scientifica (FNS) 159

3 Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca 2023

(parte nazionale) 162

4 Parco svizzero dell’innovazione 163

5 Panoramica delle strutture di ricerca d’importanza nazionale secondo

l’articolo 15 LPRI (retrospettiva, periodo 2021–2024) 167

6 Ricerca del settore pubblico 171

1 Situazione iniziale

Con il presente messaggio il nostro Collegio espone la sua politica in materia di educazione, ricerca e innovazione (ERI) per gli anni 2025–2028. Nel contempo chiede le modifiche legislative e i fondi che ritiene necessari per realizzare le misure proposte.

1.1 Educazione, ricerca e innovazione in Svizzera

1.1.1 Sistema ERI

L’educazione, la ricerca e l’innovazione sono essenziali per poter disporre, anche domani, di condizioni di vita sostenibili. La promozione ERI in una prospettiva a lungo termine è una delle colonne portanti del successo elvetico: la permeabilità e la qualità del sistema formativo sono fondamentali per lo sviluppo personale e l’integrazione nella società e nel mercato del lavoro. La formazione e la ricerca sono alla base della creatività, dello spirito innovativo e dell’imprenditorialità. Elemento imprescindibile della forza innovativa delle imprese e della competitività del Paese, contribuiscono anche a gestire i cambiamenti economici e sociali in corso e a sfruttare le opportunità che ne derivano. Il sistema svizzero dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione gode globalmente di ottima salute e rimane competitivo sul piano internazionale. Offre percorsi formativi professionali e accademici conformi alle esigenze dei singoli, con offerte fra loro coordinate e la possibilità di un apprendimento permanente. Le imprese hanno a disposizione personale specializzato e direttivo con un ampio ventaglio di qualifiche. Questa diversificazione è uno dei principali punti di forza della Svizzera e costituisce un vantaggio concorrenziale importante per la nostra piazza economica. Due elementi sono da mettere in rilievo nel settore ERI: da un lato il suo posizionamento al crocevia fra stabilità e cambiamento, che consente di mantenere i suoi capisaldi e operare cambiamenti laddove richiesto per motivi di efficienza; dall’altro, gli investimenti notevoli di Confederazione e Cantoni nel corso degli anni, investimenti complementari a quelli dell’economia e dei privati che hanno permesso di garantire l’efficacia delle politiche ERI consentendone uno sviluppo sostenibile.

1.1.2 Competenze e possibilità di gestione da parte della

Confederazione L’organizzazione dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione rispecchia in Svizzera la ripartizione federale delle competenze, i cui principi fondamentali sono la sussidiarietà, l’autonomia e la collaborazione partenariale. Le competenze della Confederazione sono descritte nella Costituzione federale (Cost.) 1. La Confederazione opera in base al principio della sussidiarietà e assume unicamente i compiti che superano le capacità dei Cantoni o che esigono un disciplinamento uniforme da parte sua (cfr. art. 5a e art. 43a Cost.) 2. La responsabilità dell’esecuzione spetta principalmente ai Cantoni; gli attori dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione svolgono un ruolo fondamentale (cfr. art. 6 Cost.).

1 RS 101 2 Cfr. anche il rapporto del Consiglio federale del 28 settembre 2018 concernente la ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni, in adempimento della mozione

13.3363 (CF-CN) depositata il 12 aprile 2013.

La Confederazione e i Cantoni provvedono congiuntamente, nell’ambito delle rispettive competenze, a un’elevata qualità e permeabilità dello spazio formativo svizzero (art. 61a Cost.). La scuola dell’obbligo (scuola elementare e livello secondario I) è di competenza dei Cantoni. Nel settore post–obbligatorio (formazione professionale, scuole di cultura generale, scuole universitarie e formazione continua) la Confederazione e i Cantoni hanno compiti specifici. Nel settore della formazione professionale la Confederazione ha una competenza normativa completa. L’attuazione dei compiti avviene di concerto con i Cantoni e l’economia; le organizzazioni del mondo del lavoro (oml) definiscono i contenuti e mettono a disposizione i posti di tirocinio. Per i licei e le scuole specializzate la competenza è in primo luogo cantonale. Confederazione e Cantoni disciplinano il riconoscimento a livello nazionale degli attestati di maturità liceale (ORM/RRM) 3. Nel settore universitario, in quanto organi responsabili Confederazione e Cantoni hanno competenze parallele nel finanziamento, nella gestione e nella vigilanza. La ripartizione delle competenze nel settore universitario è data dall’articolo 63a Cost.: la Confederazione e i Cantoni provvedono insieme al coordinamento, nonché a garantire che sia assicurata la qualità nel settore delle scuole universitarie. Entrambi garantiscono alle scuole universitarie un’elevata autonomia. La Confederazione ha anche la competenza di stabilire principi in materia di perfezionamento e di promuovere quest’ultimo (art. 64a Cost.). Per quanto riguarda la ricerca e l’innovazione, la Confederazione ha un mandato costituzionale di promozione e può istituire e gestire centri di ricerca (art. 64 Cost.). Anche le scuole universitarie svolgo un ruolo importante nella promozione della ricerca e dell’innovazione. La tabella seguente (tabella 2) presenta le principali possibilità di gestione della Confederazione per l’educazione, la ricerca e l’innovazione. Tabella 2 Settore ERI / Possibilità di gestione della Confederazione Leggi federali 4 Educazione Obbligo generale di coordinamento e cooperazione di Cantoni e Confederazione (art. 61a Cost.). Scuola dell’obbligo La competenza è solo cantonale. L’unica eccezione è l’intervento sussidiario della Confederazione per l’adempimento dell’armonizzazione a livello cantonale (art. 62 cpv. 4 Cost.).

Formazione Per quanto riguarda la formazione professionale la Confederazione professionale / ha una competenza normativa completa. Fra le possibilità di gestione LFPr, legge sulla rientrano in particolare: SUFFP

3 Cfr. elenco delle abbreviazioni

4 Per le abbreviazioni delle leggi federali riportate nella tabella si rimanda all’elenco delle abbreviazioni.

– il cofinanziamento dei costi dell’ente pubblico per la formazione professionale (valore indicativo della partecipazione federale: 25 %); – la partecipazione fino al 10 % dei costi per progetti e prestazioni speciali di interesse pubblico (la Confederazione può definire delle priorità); – la gestione nell’ambito del partenariato. Scuola universitaria federale per la formazione professionale: in qualità di proprietaria, la Confederazione fissa gli obiettivi strategici e ne assicura il finanziamento. Settore dei PF / In qualità di proprietaria, la Confederazione fissa gli obiettivi Legge sui PF strategici e ne assicura il finanziamento. Università e scuole Coordinamento della politica universitaria a livello nazionale: universitarie presidenza e segreteria della CSSU in stretta collaborazione professionali / con i Cantoni. Cofinanziamento di università e scuole universitarie LPSU professionali: – contributi di base: partecipazione al totale dei costi di riferimento (20 % per le università; 30 % per le SUP); – sussidi per gli investimenti edili e le spese locative: max. 30 % delle spese che danno diritto ai sussidi; – sussidi vincolati a progetti: promozione di progetti universitari d’importanza nazionale; – sussidi a infrastrutture comuni. Formazione Aiuti finanziari alle organizzazioni della formazione continua e ai continua / Cantoni (promozione delle competenze di base). LFCo, LFPr La Confederazione finanzia la formazione continua mediante diverse leggi e le assicurazioni sociali (p. es. provvedimenti inerenti al mercato del lavoro). La legge federale sulla formazione continua (LFCo) è oggetto del presente messaggio, che si basa anche sulla legge sulla formazione professionale (LFPr). Sussidi Sistema dei sussidi all’istruzione (borse di studio e prestiti): all’istruzione / responsabilità perlopiù cantonale. La Confederazione può versare Legge sui sussidi contributi ai Cantoni per le spese relative ai sussidi all’istruzione all’istruzione degli studenti del livello terziario. In tal modo sostiene l’armonizzazione intercantonale. Ricerca e Conclusione di accordi di prestazione con relativo finanziamento: innovazione / – Fondo nazionale svizzero (FNS); LPRI, LASPI – Accademie svizzere delle scienze; – strutture di ricerca d’importanza nazionale. Innosuisse: in qualità di proprietaria, la Confederazione fissa gli

obiettivi strategici e ne assicura il finanziamento. L’Amministrazione federale assume ulteriori compiti nella promozione della ricerca e dell’innovazione nel quadro di mandati settoriali. Cooperazione La Confederazione dispone di un’ampia competenza per quanto internazionale ERI riguarda la politica estera anche nel settore ERI (art. 54 Cost.). In tale / LPRI, LCMIF contesto, salvaguarda gli interessi dei Cantoni. Nella formazione, la Confederazione può promuovere, conformemente alla LCMIF, la mobilità internazionale e le attività di

cooperazione internazionale di istituzioni e organizzazioni del settore della formazione. A tal fine può sostenere strutture e processi sia a livello nazionale che internazionale. La Confederazione promuove la ricerca e l’innovazione secondo la LPRI e diverse leggi speciali avvalendosi anche della cooperazione internazionale. Nei limiti dei crediti stanziati può versare sussidi a programmi e strutture che promuovono la cooperazione internazionale. Inoltre, può affidare alle istituzioni di promozione della ricerca e a Innosuisse compiti di cooperazione internazionale che richiedono le competenze specialistiche di questi organi. Settore spaziale La Svizzera è membro fondatore dell’Agenzia spaziale europea (ESA). La Confederazione contribuisce a stabilirne le attività esercitando il proprio diritto di voto e partecipando a programmi e progetti. Promuovendo le attività nazionali nel settore spaziale, la Confederazione agevola la partecipazione svizzera ai programmi e ai progetti dell’ESA.

Le competenze di Confederazione, Cantoni e altri attori sono riportate dettagliatamente nel documento «Competenze e possibilità di gestione della Confederazione nel settore ERI» 5.

1.1.3 Finanziamento ERI in Svizzera

La Confederazione e i Cantoni finanziano il settore ERI in base alle rispettive competenze. Nel 2020, i Cantoni (inclusi i Comuni) hanno finanziato 33,8 miliardi di franchi (79,5 %) della spesa pubblica in questo ambito. Rispetto al 2010, le loro uscite sono aumentate di 6,1 miliardi. Le spese della Confederazione ammontavano a 8,7 miliardi di franchi. Nel periodo 2010–2020 le sue uscite sono aumentate di 2,5 miliardi di franchi e la sua partecipazione alla spesa pubblica per il settore ERI è passata dal 18,4 al 20,5 per cento 6. Nell’ambito dei quattro precedenti periodi ERI la Confederazione ha attribuito un’alta priorità al settore. Fra il 2010 e il 2020 le uscite federali nel settore ERI sono aumentate in media del 3,4 per cento annuo, facendo registrare una crescita nettamente più rapida rispetto al bilancio ordinario della Confederazione (1,9 %) e del PIL nominale (1,1 %). Il nostro Collegio si aspetta di conseguenza che, alla luce della delicata situazione finanziaria, i Cantoni possano aumentare la loro partecipazione alle spese del settore ERI. A seconda del settore ERI, la spesa dell’ente pubblico avviene in misura considerevole da parte dell’economia e dei privati. Per esempio, per la formazione professionale l’economia contribuisce sostenendo costi lordi di circa 5 miliardi di franchi, a cui si contrappongono le prestazioni produttive delle persone in formazione dell’ammontare di 5,6 miliardi di franchi (rilevamento: 2016) 7. L’economia privata partecipa in modo non trascurabile anche alle spese per la ricerca e l’innovazione: nel 2019 ha finanziato

5 www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni > Competenze e possibilità di gestione della Confederazione nel settore ERI 6 Cfr. Rapporti sulle finanze ERI (www.sefri.admin.ch > Politica ERI > BFI-Finanzberichte)

7 SUFFP (2019): Formazione in apprendistato: quali benefici per le aziende?

(www.suffp.swiss > Ricerca > Osservatorio svizzero per la formazione professionale > Tematiche e tendenze > Formazione in apprendistato: quali benefici per le aziende?)

il 65 per cento delle attività di ricerca e sviluppo svizzere, ossia 14,8 miliardi, per un volume complessivo di 22,9 miliardi di franchi 8.

1.1.4 Condizioni quadro di politica finanziaria

Correzione del bilancio federale Il bilancio finanziario svolto nel mese di gennaio 2023 ha mostrato un deficit strutturale di 2,0 miliardi di franchi nel preventivo 2024. Per questo, il 25 gennaio e il 15 febbraio 2023 il nostro Consiglio ha adottato misure di risparmio volte a sgravare il bilancio. Ciò avverrà dal 2024 in parte (ca. 500 milioni di franchi) mediante una riduzione trasversale del due per cento alle uscite che presentano un debole grado di vincolo, che rappresentano circa un terzo delle uscite complessive. Il settore ERI prevede perlopiù uscite con un debole grado di vincolo e presenta tagli in modo proporzionale. Un’altra misura di correzione del bilancio federale è la compensazione non integrale del rincaro. Partendo dai tagli previsti, il 10 marzo 2023 il nostro Consiglio ha definito i tassi di crescita per i decreti di finanziamento pluriennali e il limite di spesa per questo settore di compiti negli anni 2025–2028. In base al mandato delle vostre Camere, il nostro Collegio attribuisce una netta priorità alle uscite per l’esercito (crescita nominale media 5,1 %) e per il settore ambientale (4,6 %). Inoltre, in previsione dell’elevatissimo costo della ricostruzione in Ucraina, il nostro Consiglio ha accordato un’alta priorità al settore della cooperazione internazionale (2,5 %). Il nostro Consiglio prevede, per il settore ERI, un tasso di crescita nominale medio del 2,0 per cento e un limite di circa 29,7 miliardi di franchi. Incertezza finanziaria ancora presente Nonostante misure di risparmio significative, la situazione del bilancio federale rimarrà tesa anche negli anni a venire, con una conseguente necessità di ulteriore consolidamento. L’ammontare effettivo sarà definito tenendo conto in particolare delle altre decisioni del legislatore negli oggetti pendenti. Nel settore delle uscite fortemente vincolate, il nostro Consiglio ha fissato come obiettivo uno sgravio dai 600 ai 700 milioni annui dei piani finanziari. L’ulteriore correzione del bilancio federale dipenderà anche dal raggiungimento di questo obiettivo. I crediti d’impegno e i limiti di spesa richiesti nel presente messaggio sono dunque da intendersi come tetto massimo, il cui completo sfruttamento dipenderà dagli sviluppi futuri. Confronto dei periodi ERI La tabella 1 riporta e mette a confronto la variazione media (valore nominale) del

periodo ERI 2021–2024 con quella del periodo 2025–2028. La variazione prevista nel periodo 2025–2028 è superiore di 0,6 punti percentuale (1,8 miliardi di franchi) a quella del periodo in corso. Ciò è in parte riconducibile al fatto che per il periodo 2025–2028 è previsto un rincaro maggiore rispetto a quello del periodo in corso. D’altro canto, la riduzione trasversale fa diminuire la variazione del periodo 2021– 2024.

8 SEFRI (2022): Forschung und Innovation in der Schweiz – Zwischenbericht 2022

(www.sefri.admin.ch > Forschung und Innovation > F&I Bericht > Forschung und Innovation in der Schweiz – Zwischenbericht 2022), non disponibile in italiano.

Ulteriori spese della Confederazione per l’educazione, la ricerca e l’innovazione I contributi obbligatori per la partecipazione alle organizzazioni di ricerca multilaterali e i contributi relativi ai programmi di ricerca dell’UE non sono oggetto del presente messaggio. Il 24 maggio 2023 il nostro Consiglio ha stabilito il quadro finanziario delle misure transitorie per Orizzonte Europa. Se l’associazione della Svizzera a Orizzonte Europa dovesse concretizzarsi, i pagamenti annuali (contributi obbligatori) costituirebbero una sfida per il bilancio federale.

1.2 Importanza del sostegno federale nel settore ERI

1.2.1 Sviluppo del sistema ERI

Educazione L’educazione è fondamentale: solo così il singolo può prendere decisioni personali ed economiche e rafforzare il proprio impegno a livello sociale e politico. L’educazione ha anche un influsso positivo sulla crescita e sulla produttività: i lavoratori qualificati sono tendenzialmente più produttivi, hanno minori probabilità di essere disoccupati e beneficiano di salari più alti e di condizioni lavorative e di vita migliori. Il livello d’istruzione della popolazione svizzera è in crescita da diversi anni. La percentuale di persone senza formazione post-obbligatoria è diminuita, in particolare per quanto riguarda le donne, che sempre più spesso seguono una formazione professionale superiore o una formazione universitaria. Dal 1996 la quota di persone con un titolo universitario è più che raddoppiata (UST 2022 9). Stando alle previsioni 10, il livello d’istruzione della popolazione continuerà a crescere e, in particolare, entro il 2030, subirà un forte incremento il numero di persone con un titolo di livello terziario (formazione professionale superiore o scuola universitaria) nella fascia 25–64 anni. Già oggi la Svizzera si contraddistingue, nel confronto internazionale, per l’elevato numero di persone con un titolo di livello terziario 11. L’UST prevede che, tra un decennio, il numero di donne con un titolo di livello terziario raggiungerà quello degli uomini. Stando al Rapporto sul sistema educativo svizzero 2023 12, la formazione di livello terziario contribuisce in modo essenziale a contrastare la penuria di manodopera qualificata in Svizzera. Non si constata neppure una diminuzione delle prospettive di ritorno della formazione in termini salariali (aumento del salario grazie a una formazione supplementare) delle persone con un titolo del livello terziario, nonostante oggi queste ultime siano nettamente in aumento. Quanto appena affermato dimostra che non è cresciuta solamente l’offerta della formazione di livello terziario, ma anche la richiesta di personale che disponga di questo titolo.

9 www.bfs.admin.ch > Trovare statistiche > Formazione e scienza > Livello di formazione 10 www.bfs.admin.ch > Trovare statistiche > Formazione e scienza > Scenari per il sistema di formazione > Szenarien 2020–2050 für das Bildungsniveau der Bevölkerung, non disponibile in italiano

11 OCSE (2022): Education at a Glance (www.oecd.org > Education at a Glance).

12 CSRE (2023): Rapporto sul sistema educativo svizzero 2023 (www.skbf-csre.ch > Rapporto sul sistema educativo).

Formazione professionale Per quanto riguarda il sistema formativo e in particolare la formazione professionale duale in Svizzera, l’OCSE apprezza principalmente la vicinanza al mercato del lavoro che permette una buona corrispondenza fra domanda e offerta nelle competenze, un elevato tasso di occupazione (80 %) e un basso livello di disoccupazione (inferiore al 5 %) 13. Formazione continua Alla luce dei cambiamenti tecnologici ed economici e della conseguente necessità di acquisire nuove conoscenze, la formazione continua (formazione non formale e apprendimento informale) assume grande importanza. La formazione continua contribuisce anche a colmare le lacune formative. Nel raffronto internazionale, da anni la Svizzera vanta un’elevata quota di partecipazione alla formazione continua sia da parte della popolazione in generale, sia da parte di chi ha conseguito un titolo del livello terziario. La partecipazione di persone senza titolo post-obbligatorio è invece bassa, se confrontata a quella di altre categorie 14. Scuole universitarie La Svizzera vanta scuole universitarie di fama internazionale. Nelle tre principali classifiche mondiali (Times World Universitiy Rankings, Shanghai Jiao Tong Ranking, QS World University Rankings), le università svizzere si posizionano molto bene per il 2022. Su 12 università, sette rientrano nella classifica delle 200 migliori al mondo grazie all’alta qualità della ricerca e dell’insegnamento. Dal 2000 il numero di studenti universitari è più che raddoppiato, fenomeno in larga parte riconducibile allo sviluppo delle scuole universitarie professionali e delle alte scuole pedagogiche. Negli ultimi anni è anche aumentato il numero di donne e di studenti stranieri 15. Integrazione nel mercato del lavoro La formazione professionale svizzera, principalmente a impostazione aziendale, fornisce un contributo essenziale all’integrazione dei giovani nel mondo del lavoro. Stando all’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), se messo a confronto con quello degli altri Paesi, il numero di giovani disoccupati in Svizzera è basso. Anche la quota di giovani fra i 15 e i 24 anni che non stanno né lavorando né seguendo una formazione è nettamente inferiore alla media UE 16. Un anno dopo il conseguimento del titolo universitario la maggior parte degli studenti ha trovato un’occupazione 17. Per coloro che hanno concluso gli studi nel 2020,

secondo l’OIL, un anno dopo il conseguimento del titolo, la quota di disoccupati è del

13 Switzerland (2022): OECD Economic Surveys: Switzerland (www.oecd-ilibrary.org > OECD Economic Surveys: Switzerland). 14 CSRE (2023): Rapporto sul sistema educativo svizzero 2023 (www.skbf-csre.ch > Rapporto sul sistema educativo). 15 www.bfs.admin.ch > Formazione e scienza > Persone in formazione > Livello terziario – scuole universitarie 16 UST (2022): Indicatore di legislatura: Tasso di disoccupati tra i giovani (www.bfs.admin.ch > Trovare statistiche > Monitoraggio del programma di legislatura > Tutti gli indicatori >

1 Prosperità > Indicatore di legislatura: Tasso di disoccupati tra i giovani)

17 UST (2020): Berufliche Situation der Hochschulabsolvent/innen (www.bfs.admin.ch > Statistiken finden > Bildung und Wissenschaft > Eintritt in den Arbeitsmarkt > Tertiärstufe - Hochschulen), non disponibile in italiano.

3,3 per cento per i titolari di un master universitario e del 2,9 per cento per i titolari di un bachelor rilasciato da una scuola universitaria professionale. Particolarmente bassa (0,4 %) è la percentuale tra coloro che si sono diplomati presso un’alta scuola pedagogica. Ricerca e innovazione Il rapporto sulla ricerca e l’innovazione 2022 sottolinea la buona posizione della Svizzera nel confronto internazionale. Le condizioni quadro per la ricerca e l’innovazione sono per esempio particolarmente favorevoli, e questo grazie alla stabilità politica, alle infrastrutture d’avanguardia, all’alta qualità delle istituzioni statali, al sistema formativo d’eccellenza e alla sua permeabilità, a strumenti di promozione per la ricerca e l’innovazione consolidati e ad una protezione adeguata della proprietà intellettuale. Nel 2019 le spese pubbliche e private per la ricerca e lo sviluppo ammontavano al 3,15 per cento del prodotto interno lordo svizzero. La Svizzera si posizionava in tal modo nettamente al di sopra della media OCSE (2,51 %). Anche per quanto riguarda le pubblicazioni scientifiche (produzione e riconoscimento da parte dei ricercatori) e i brevetti depositati, gli indicatori mostrano un ottimo posizionamento della Svizzera. Stando al rilevamento 2020 sull’innovazione, negli anni 2018–2020 a livello macroeconomico in Svizzera è aumentata la percentuale di imprese attive nella ricerca, nello sviluppo e nell’innovazione passando dal 12,5 al 16,2 per cento (ricerca e sviluppo) e dal 33,4 al 41,8 per cento (innovazione) 18. Conseguenze della pandemia nel settore ERI Il settore della formazione ha superato la pandemia piuttosto bene. Rispetto a quanto avvenuto all’estero, il divieto di svolgere lezioni in presenza (con conseguente offerta a distanza) è stato breve 19. Per la scuola elementare, soltanto cinque Stati hanno chiuso le scuole per un periodo inferiore a quanto fatto in Svizzera, e si riducono a quattro per il livello secondario I. Anche per il livello secondario II la Svizzera rimane sotto la media dell’OCSE, mentre a livello universitario si è dimostrata più restrittiva della maggior parte degli altri Paesi. La formazione professionale si è dimostrata nel complesso resistente alla crisi. Il partenariato fra Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro si è

dimostrato efficace e le misure complementari hanno contribuito in larga misura a stabilizzare la situazione. Da maggio 2020 a marzo 2022 la Confederazione ha sostenuto circa 100 progetti per stabilizzare il mercato dei posti di tirocinio mediante il programma «Posti di tirocinio COVID-19» 20. Vanno sottolineati in particolare la

18 Spescha, A. & Wörter, M. (2022): Innovation in der Schweizer Privatwirtschaft. Ergebnisse der Innovationserhebung 2020 (www.sefri.admin.ch > Publikationsdatenbank > Innovation und Digitalisierung in der Schweizer Privatwirtschaft), non disponibile in italiano 19 Rapporto OCSE (2021): The State of Global Education: 18 Months into the Pandemic (www.oecd-ilibrary.org > The State of Global Education) 20 SEFRI (2022): Rapporto Programma di promozione «Posti di tirocinio COVID-19» (www.sefri.admin.ch > Rapporto Programma di promozione «Posti di tirocinio COVID- 19»)

grande disponibilità a formare delle aziende e le misure di politica economica della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e dei Cantoni 21. Secondo il Rapporto sul sistema educativo svizzero 2023 22, la diminuzione delle attività di scambio e mobilità e le mutate condizioni del mercato del lavoro hanno portato a un aumento del numero di studenti e a un tasso minore di abbandono degli studi presso le scuole universitarie (eccetto per le alte scuole pedagogiche). Al tempo stesso è stato registrato un forte calo temporaneo della domanda nel campo della formazione continua, in particolare da parte delle persone meno giovani. La spinta verso la digitalizzazione che si attendeva è risultata disomogenea a causa della disparità delle risorse digitali osservabile presso scuole e famiglie, ma anche fortemente dipendente dall’intensità di utilizzo ti tali risorse e dalle competenze di ognuno. Al momento non è possibile prevedere in modo attendibile conseguenze sul lungo periodo nel settore della formazione. Essendo stata limitata la mobilità transfrontaliera, la pandemia ha portato ad una notevole diminuzione delle attività di scambio e mobilità internazionali. Nel frattempo la situazione si è sbloccata e la domanda in tal senso supera i valori pre-pandemia. Gli attori del settore universitario, della ricerca e dell’innovazione hanno contribuito attivamente, con diverse misure, a far fronte alla pandemia (p. es. con 2 programmi di ricerca nazionali del FNS, l’iniziativa Flagship di Innosuisse contro il COVID-19; Swiss National COVID-19 Task Force). Nei loro piani pluriennali gli attori sottolineano inoltre quanto siano importanti, in una situazione di crisi, la comunicazione scientifica e il dialogo con la società e la politica.

1.2.2 Bilancio intermedio del periodo di sussidio 2021–2024

Gli obiettivi per il periodo di sussidio ERI 2021–2024 23 sono armonizzati con il programma di legislatura 2019–2023. L’obiettivo per il settore ERI è il seguente: «La Svizzera mantiene una posizione di spicco nei settori della formazione, della ricerca e dell’innovazione e sfrutta le opportunità offerte dalla digitalizzazione» 24. Come fatto finora, è prioritario portare avanti uno sviluppo equilibrato in tutti i settori ERI, che comprendono le prestazioni di prim’ordine delle scuole universitarie cantonali e degli istituti del settore dei PF nell’interesse dell’economia e della società, così come il sostegno ad altissimo livello della ricerca e dell’innovazione da parte delle agenzie di promozione. Sono prioritarie ad esempio interessanti possibilità di inserimento e di carriera nel mondo del lavoro grazie alla formazione professionale, l’aumento della partecipazione alla formazione continua e il sostegno nel gestire la svolta digitale in tutti i settori. Inoltre, la politica ERI contribuisce in tutti i settori allo sviluppo sostenibile e all’uguaglianza delle opportunità. Nel presente capitolo si traccia un bilancio intermedio del periodo di sussidio in corso (2021–2024). Per maggiori informazioni si rimanda alle considerazioni sui rispettivi settori di promozione (cfr. n. 2).

21 Coronavirus: www.tbbk-ctfp.ch > temi > coronavirus.

22 CSRE (2023): Rapporto sul sistema educativo svizzero 2023 (www.skbf-csre.ch > Rapporto sul sistema educativo). 23 FF 2020 3295

24 FF 2020 1565, in particolare 1629

Verifica dell’efficacia Per il nostro Collegio la verifica dell’efficacia dei fondi impiegati con il messaggio ERI riveste un’importanza fondamentale. Le verifiche dell’efficacia sono portate avanti in tutti i settori ERI 25, e poggiano su una combinazione di diversi strumenti: controlling, monitoraggio e valutazioni. Il programma di legislatura della Confederazione prevede un monitoraggio aggiornato costantemente che permette di verificare il raggiungimento degli obiettivi tramite appositi indicatori. Per il settore ERI sono previsti diversi obiettivi e indicatori (cfr. n. 1.4). L’impiego e l’utilizzo degli strumenti vengono verificati e migliorati costantemente. Ogni anno la SEFRI redige e aggiorna un programma di lavoro per le verifiche dell’efficacia, programma rientrante nel processo ERI; in esso sono pianificati le valutazioni e il monitoraggio descrivendone la portata, il calendario e i costi. Il programma presenta inoltre le valutazioni concluse. Le verifiche dell’efficacia si basano sulle buone pratiche nell’uso dei modelli d’efficacia. I risultati delle verifiche vengono sistematicamente presi in considerazione per valutare le misure e i disciplinamenti. La verifica dell’efficacia deve essere utile alla promozione dell’intero settore ERI da parte della Confederazione, ed è importante ponderarne sempre costi e benefici. Le verifiche dell’efficacia vengono pubblicate. Nel periodo di sussidio 2021–2024 sono state effettuate tre valutazioni di ampia portata: la valutazione in virtù dell’articolo 69 LPSU (valutazione complessiva degli organi della LPSU e del sistema di finanziamento), la valutazione del FNS (in base a un approccio sistemico) e la valutazione della politica spaziale svizzera 2008. Inoltre, nel quadro di due rapporti periodici – il «Rapporto sul sistema educativo svizzero 2023» e il «Rapporto sulla ricerca e l’innovazione in Svizzera nel 2022» – il monitoraggio sistemico ha fornito importanti informazioni sul rendimento e sull’efficacia del sistema ERI sul lungo periodo. Di grande utilità per gestire e permettere lo sviluppo del sistema di formazione è in particolare il già citato Rapporto sul sistema educativo svizzero. Formazione professionale e continua Il mercato dei posti di tirocinio è stabile, come attesta il barometro della transizione della SEFRI , che fotografa il passaggio dalla scuola dell’obbligo alla formazione

professionale o alle scuole di cultura generale nei mesi di aprile ed agosto. La maggior parte dei giovani e dei giovani adulti segue una formazione professionale di base ma, a differenza di quanto avviene per la formazione di cultura generale, molti giovani non iniziano il tirocinio subito dopo la scuola dell’obbligo 27. Nella Svizzera tedesca la domanda di posti di tirocinio è più alta rispetto a quella che si registra nella Svizzera romanda e italiana. Per fare in modo che giovani e aziende trovino rispettivamente un posto di tirocinio e una persona in formazione che risponda alle loro esigenze, i partner

25 Una breve panoramica delle verifiche dell’efficacia su cui si basa il messaggio ERI 2025– 2028 è disponibile nel documento «Verifica dell’efficacia» www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni

26 www.sefri.admin.ch > Barometro della transizione

27 Rapporto sul sistema educativo svizzero 2023, cap. Formazione professionale di base (https://www.skbf-csre.ch > Rapporto sul sistema educativo)

della formazione professionale 2021 si sono uniti e hanno dato vita all’impegno (commitment) relativo al processo di scelta della professione e all’assegnazione dei posti di tirocinio .

Nella formazione professionale superiore sta dando i suoi frutti l’introduzione, nel 2018, del finanziamento dei corsi di preparazione a un esame federale di professione o a un esame professionale federale superiore (finanziamento orientato alla persona). A chi sostiene l’esame (attestato professionale o diploma federale) viene rimborsato fino al 50 per cento delle spese sostenute per i corsi di preparazione. Nel 2022 sono stati versati quasi 110 milioni di franchi 29. Nel 2023 la SEFRI ha avviato la valutazione del finanziamento orientato alla persona. Per le scuole specializzate superiori (SSS) due mozioni 30 chiedono un migliore posizionamento. Il nostro Collegio ha quindi deciso di avviare un’ampia analisi del sistema SSS allo scopo di migliorarne il posizionamento, la reputazione nazionale e internazionale e di mantenerne le specificità. Nel 2021 la SEFRI ha analizzato da un punto di vista sistemico e giuridico i risultati di uno studio e le richieste degli attori SSS in esso contenute 31. Nel 2022 la SEFRI ha preso spunto da questi lavori per chiarire le questioni di fondo ed elaborare diverse misure, la cui attuazione è in corso dall’inizio del 2023 32. Le condizioni quadro per l’apprendimento permanente sono state ulteriormente migliorate. I partner hanno per esempio assunto un impegno formale (commitment) relativo alla formazione professionale degli adulti. Con il programma viamia, dal 2022 è disponibile, in tutti i Cantoni, un servizio di analisi e consulenza gratuita per gli ultraquarantenni. L’offerta – come la convalida delle prestazioni di formazione – rientra nel pacchetto di misure deciso dal nostro Consiglio nel 2019 per promuovere la manodopera nazionale. La valutazione del progetto pilota e dei risultati intermedi 33 mostra che l’offerta prende le mosse dalle necessità riscontrate. Nel 2023–2024 la Confederazione attua insieme ai Cantoni misure di promozione rivolte sempre di più alle persone scarsamente qualificate. Dal 2018 è anche attivo il programma «Semplicemente meglio!... al lavoro» rivolto a coloro che devono recuperare le competenze di base. Nell’ottica della sua prosecuzione, si è valutata 34 l’attuazione del programma nel periodo ERI 2021–2024: la maggior parte dei partecipanti e delle aziende ritiene il programma positivo. Numerose aziende però non conoscono ancora

quest’offerta, motivo per cui il suo utilizzo rimane al di sotto delle aspettative.

28 www.tbbk-ctfp.ch > Assegnazione dei posti di tirocinio

29 AFF, Consuntivo 2022, Volume 2B (www.efv.admin.ch > Rapporti finanziari >

Consuntivo) 30 www.parlament.ch > Attività parlamentare > Ricerca curia vista > 18.3392 Scuole specializzate superiori. Rafforzarne il profilo, garantirne la qualità, accrescerne l’attrattiva, e > 18.3240 | Rafforzare le scuole specializzate superiori 31 SEFRI (2021): Rapporto intermedio «Posizionamento delle scuole specializzate superiori» (www.sefri.admin.ch > Rapporto intermedio «Posizionamento delle scuole specializzate superiori») 32 SEFRI (2022): Rapporto «Posizionamento delle scuole specializzate superiori». Conclusioni del 2022 e prossimi passi (www.sefri.admin.ch > Rapporto in merito al progetto «Posizionamento delle scuole specializzate superiori»)

33 www.formazioneprofessionale2030.ch > Evaluation Pilotphase viamia 2021 (non

disponibile in italiano)

34 Econcept (2021): Evaluation des Förderschwerpunkts «Einfach besser! … am

Arbeitsplatz», non disponibile in italiano

L’attuazione deve pertanto concentrarsi in particolare sulla divulgazione del programma. In base ai risultati ottenuti dalla valutazione, la SEFRI ha inoltre ridefinito i criteri di promozione del programma. La nuova struttura degli organismi, introdotta nel 2021 per ottimizzare la governance del sistema di formazione professionale, si è rivelata efficace. La Conferenza tripartita della formazione professionale (CTFP) funge da anello di congiunzione tra i vari organismi che si occupano del livello operativo e l’incontro nazionale sulla formazione professionale (livello politico). La nuova struttura consente di tenere conto del parere dei partner e aumenta la trasparenza e il carattere vincolante della collaborazione. La competenza, la responsabilità e l’attuazione dei compiti di ogni partner sono sempre rette dalla legge federale del 13 dicembre 2022 35 sulla formazione professionale (legge sulla formazione professionale, LFPr). Nel 2024 si procederà alla valutazione della nuova struttura degli organismi. Per il tramite della legge federale del 20 giugno 2014 36 sulla formazione continua (LFCo), la SEFRI promuove l’acquisizione e il mantenimento delle competenze di base degli adulti. Nel periodo ERI 2021–2024 sono stati 21 i Cantoni che hanno stipulato un accordo di programma con la SEFRI. Il contributo federale stanziato per questo periodo (43 mio.) è almeno raddoppiato dai Cantoni 37. Nel 2021, dopo aver verificato il sovvenzionamento delle prestazioni da parte delle organizzazioni della formazione continua, il Controllo federale delle finanze è giunto alla conclusione che gli obiettivi di prestazione sono definiti in modo troppo vago e che andrebbe rafforzata la vigilanza da parte della SEFRI 38. Quest’ultima adotterà le modifiche del caso dopo aver verificato il processo di valutazione e decisione. Settore delle scuole universitarie Settore dei PF Il Consiglio federale gestisce il settore dei PF in base a obiettivi strategici di cui valuta ogni anno il raggiungimento. Un primo bilancio intermedio per il periodo di sussidio 2021–2024 ha dimostrato che il settore dei PF è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi fissati. Le sue prestazioni sono ottime nei principali ambiti di attività, ossia insegnamento, ricerca e trasferimento di sapere e tecnologie. Il PFZ e il PFL confermano la propria posizione leader nelle classifiche internazionali

sulle università. Alla luce del crescente numero di studenti, una sfida è costituita dall’assicurare la qualità dell’insegnamento. Nel 2022 il numero di studenti e dottorandi è aumentato del 2,8 per cento. La quota di donne corrisponde a un terzo scarso del totale e rimane piuttosto bassa; lo stesso anno si è però registrata una quota di donne superiore al 40 per cento nelle nuove nomine di professori.

35 RS 412.10 36 RS 419.1 37 www.sefri.admin.ch > Formazione > Formazione professionale e continua > Formazione continua > Competenze di base degli adulti > Promozione delle competenze di base degli adulti

38 www.efk.admin.ch > Pubblicazioni > Formazione e ricerca > Vigilanza sulle

organizzazioni della formazione continua - Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione

Gli istituti del settore dei PF forniscono contributi notevoli in campi importanti per il futuro. La stretta collaborazione con il mondo accademico ed economico assicura il trasferimento di sapere e tecnologie e contribuisce alla forza innovativa della Svizzera. Nel 2022 sono state fondate 54 spin-off nel settore dei PF e depositati 227 brevetti. Durante la pandemia gli istituti del settore dei PF si sono adeguati in modo rapido ed efficiente alle nuove condizioni di lavoro e alle mutate condizioni dell’insegnamento e della ricerca. Promozione secondo la LPSU La Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU) definisce il coordinamento della politica universitaria nazionale (cfr. n. 2.5) per le priorità strategiche che riguardano tutte le scuole universitarie, pur rispettando la loro autonomia. Per il periodo di sussidio 2021–2024 la CSSU si è concentrata in particolare sui seguenti ambiti tematici: promozione delle nuove leve scientifiche, trasformazione digitale, libero accesso a pubblicazioni scientifiche (open access), libero accesso ai dati della ricerca (open research data) 39, differenziazione e rafforzamento dei profili delle diverse scuole universitarie e riduzione dei casi di interruzione degli studi. Nella lotta alla pandemia di COVID-19 le scuole universitarie si sono dedicate a progetti di ricerca e hanno fatto confluire il loro know-how in numerosi settori, fra loro anche molto diversi, sostenendo così anche il processo di decisione politica. Nonostante la pandemia sono riuscite a portare avanti le loro attività di insegnamento e ricerca e, dunque, a svolgere il loro compito principale. Un’altra difficoltà è data dalla limitata possibilità di partecipare ai programmi quadro di ricerca e innovazione dell’UE. È richiesto un impegno particolare per poter continuare a partecipare alle reti internazionali, essenziali nel settore ERI, e non perdere attrattiva come datore di lavoro per i ricercatori d’eccellenza. Sono altresì stati avviati i 13 progetti di collaborazione d’importanza nazionale per la politica delle scuole universitarie 40 sostenuti per il tramite di sussidi vincolati a progetti secondo la LPSU 41. Cooperazione internazionale in materia di educazione – Promozione degli scambi e della mobilità La strategia per gli scambi e la mobilità di Confederazione e Cantoni 42 deve

contribuire a far sì che queste attività diventino parte integrante delle carriere formative e professionali e delle attività extrascolastiche. La strategia è in linea con gli obiettivi delle politiche federali e cantonali in materia di formazione, cultura e gioventù. Il nostro Collegio continua a perseguire l’associazione al programma di scambi e mobilità Erasmus+ dell’Unione europea, non andata a buon fine negli anni scorsi. La soluzione svizzera ha però permesso di garantire la prosecuzione delle principali attività di mobilità e cooperazione con i partner europei.

39 www.sefri.admin.ch > Scuole universitarie > Le scuole universitarie > Temi di politica delle scuole universitarie > Open Science 40 www.shk.ch > Temi > Sussidi vincolati a progetti > Sussidi vincolati a progetti 2021–2024 41 RS 414.20 42 SEFRI (2017): Comunicato stampa (www.sefri.admin.ch > Attualità > Comunicati stampa > Archivio Comunicati stampa > Scambi e mobilità: Confederazione e Cantoni adottano una strategia comune)

Il 1° aprile 2022 è entrata in vigore la legge federale del 25 settembre 2020 43 sulla cooperazione e la mobilità internazionali in materia di formazione (LCMIF). Il 23 febbraio 2022 il nostro Collegio ha approvato l’ordinanza sulla cooperazione e la mobilità internazionali in materia di formazione (OCMIF 44), che disciplina i dettagli della futura attuazione. Ricerca e innovazione Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) Nel 2021 il FNS ha finanziato circa 1800 nuovi progetti di ricerca per un importo totale di 876 milioni di franchi. A fine 2021 erano in corso circa 5700 progetti finanziati dal FNS. Nello stesso anno quest’ultimo ha anche ampliato la ricerca sul COVID-19 e avviato un secondo programma nazionale di ricerca «Covid-19 e società» (PNR 80). Al momento è in fase di valutazione una serie di nuovi PNR, che il nostro Collegio lancerà nel primo semestre 2023. Nel 2020 sono stati lanciati anche sei nuovi poli di ricerca nazionali (PRN), che saranno attivi nella ricerca d’eccellenza in diversi settori per un periodo di 12 anni. Nel quadro delle misure complementari decise dal nostro Collegio per supplire alla non associazione della Svizzera a Orizzonte Europa, il FNS ha identificato alcuni temi e una prima serie di Paesi con i quali rafforzare la collaborazione. Su mandato della Confederazione, il FNS ha inoltre ideato e avviato una serie di misure transitorie per ovviare all’esclusione della Svizzera dal programma Orizzonte Europa. Un’altra priorità del 2021 è stata la promozione delle infrastrutture di dati. Il FNS partecipa al Consiglio strategico dell’Open Research Data (Consiglio strategico ORD). Inoltre, ha ripreso il finanziamento della Fondazione svizzera per la ricerca in scienze sociali (FORS) e del Centro di dati e servizi per le scienze umane (Data und Service Centre für Geisteswissenschaften, DaSCH) e continua ad assicurare il finanziamento dello Swiss HIV Cohort Study (SHCS) e dello Swiss Transplant Cohort Study (STCS). Il programma BRIDGE, introdotto nel 2017 dal FNS e da Innosuisse, è stato valutato nel biennio 2021–2022. I risultati della valutazione confermano che il programma colma una lacuna importante in materia di promozione; non di meno sono necessari alcuni adeguamenti per rafforzare l’orientamento all’applicazione. Il programma Investigator Initiated Clinical Trials (IICT), lanciato nel 2015, sostiene

la ricerca clinica. In base alla valutazione del FNS, il programma sarà ulteriormente sviluppato e rafforzato nell’ambito dei mezzi finanziari disponibili. In questo modo si risponde a una delle principali richieste degli attori ERI formulata nel cosiddetto white paper del 2021 dell’Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM). Accademie Le Accademie svizzere delle scienze hanno assunto il mandato legale secondo l’articolo 11 della legge federale del 14 dicembre 2012 45 sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (LPRI) nella sua integralità. Il 2021 è stato contrassegnato dalla pandemia di COVID-19. Le Accademie si sono occupate del tema nel quadro di diversi eventi, piattaforme d’informazione e pubblicazioni, promuovendo in tal modo il dialogo fra la scienza e la società. Sono stati portati avanti anche i compiti

43 RS 414.51 44 RS 414.513 45 RS 420.1

supplementari riguardanti la promozione delle nuove leve MINT e l’attuazione dell’iniziativa nazionale di promozione «Medicina personalizzata» (SPHN); a questi si è aggiunta la digitalizzazione delle collezioni di scienze naturali, a favore della ricerca. È altresì stata avviata l’attuazione delle raccomandazioni emerse dalla valutazione dell’organizzazione delle Accademie svizzere delle scienze. Nel quadro delle ulteriori misure 46 lanciate a livello nazionale dal nostro Collegio, l’Accademia svizzera delle scienze naturali (SCNAT) ha messo a punto la struttura organizzativa per l’iniziativa nazionale di promozione delle scienze quantistiche Swiss Quantum Initiative. Infrastrutture di ricerca internazionali Il nostro Consiglio si è occupato del consolidamento della presenza svizzera nelle infrastrutture di ricerca internazionali. Nel contesto delle sorgenti di neutroni internazionali ha approvato la partecipazione della Svizzera al finanziamento supplementare dell’ESS-ERIC e garantito, dal 2024, l’accesso all’Istituto Max von Laue–Paul Langevin per i ricercatori svizzeri. Riguardo all’astronomia multi- messaggero (CTAO, SKAO), il 17 dicembre 2021 il nostro Collegio ha approvato l’adesione della Svizzera all’organizzazione internazionale dello Square Kilometer Array Observatory. Da sottolineare anche che il nostro Paese ha aderito all’organizzazione internazionale Cherenkov Telescope Array Observatory in qualità di osservatore. Con il presente messaggio si sottopone all’attenzione delle vostre Camere l’adesione della Svizzera alla medesima organizzazione, in qualità di membro, dal 2025. Nel dicembre del 2022 la vostra Assemblea ha deciso l’adesione della Svizzera a sei reti di infrastrutture di ricerca con forma giuridica ERIC e la modifica della LPRI. L’adesione dovrebbe concretizzarsi nel 2023. Il nostro Collegio ha peraltro deciso di perfezionare l’accompagnamento da parte della Svizzera dei progetti del CERN. Innosuisse La domanda è alta in tutti i settori di promozione e in alcuni di essi è anche fortemente in crescita. Oltre alla promozione in base all’approccio bottom-up, nel periodo ERI 2021–2024, con l’iniziativa Flagship, Innosuisse ha promosso per la prima volta orientamenti tematici con un approccio top-down per sostenere ancora di più le innovazioni sistemiche necessarie per affrontare le maggiori sfide economiche e

sociali (p. es. soluzioni dirompenti a favore dell’economia e della società per diminuire gli effetti dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento). Anche per questo strumento si registra una forte domanda. Con il programma d’impulso «Capacità d’innovazione Svizzera» lanciato nel mese di gennaio 2021 Innosuisse ha anche dato il proprio contributo affinché le imprese potessero continuare le loro attività d’innovazione nonostante la pandemia. In Svizzera Innosuisse collabora con organizzazioni nazionali e uffici federali, sfruttando le sinergie con gli organismi regionali e cantonali di promozione dell’innovazione. Inoltre attua le misure transitorie relative alla non associazione della Svizzera ai programmi quadro europei di ricerca e innovazione.

46 Comunicato stampa del 4 maggio 2022 (www.sefri.admin.ch > Attualità > Comunicati stampa > Il Consiglio federale vara misure relative a Orizzonte Europa e rafforza la cooperazione internazionale nel settore degli affari spaziali

Grazie agli adeguamenti della LPRI, dal 2023 Innosuisse gode di una maggiore flessibilità e di un più ampio margine di manovra nella promozione dell’innovazione 47. Nel quadro di progetti d’innovazione internazionali, i partner attuatori svizzeri possono anche ottenere contributi diretti se questi ultimi si rivelano indispensabili per non risultare svantaggiati rispetto ai partner esteri. Da ultimo, le start-up che non hanno ancora fatto il loro ingresso sul mercato potranno, d’ora in poi, ricevere contributi diretti per i loro progetti d’innovazione. Parco svizzero dell’innovazione Il parco svizzero dell’innovazione (SIP) è stato sottoposto a due valutazioni nel 2022. Il Controllo federale delle finanze (CDF) ha valutato tre enti responsabili SIP 48: il quadro che ne risulta è complessivamente buono, e il CDF ha formulato una serie di raccomandazioni. Sempre nel 2022 si è svolta anche una valutazione esterna del SIP da parte della giuria per la garanzia della qualità (un organo composto da specialisti per la valutazione del SIP secondo i criteri qualitativi della CDEP). Le constatazioni emerse dalle due valutazioni verranno prese in considerazione dagli attori interpellati nel quadro dello sviluppo del SIP e le raccomandazioni attuate (cfr. allegato 5, sezione «Informazioni di base»). Partecipazione della Svizzera ai programmi quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione Alla luce della grande importanza dei programmi quadro di ricerca e innovazione europei, il nostro Collegio continua a perseguire l’obiettivo dichiarato dell’associazione svizzera a questi programmi. Di conseguenza, a fine 2020 le vostre Camere hanno approvato i mezzi finanziari dell’ammontare di 6,15 miliardi per il pacchetto Orizzonte 2021–2027, che comprende i programmi Orizzonte Europa, Euratom, Digital Europe e la partecipazione all’infrastruttura di ricerca ITER. Il nostro Collegio ha inoltre adottato il mandato negoziale (dicembre 2020) e l’ordinanza nazionale riveduta (gennaio 2021). La Svizzera soddisfa così tutte le condizioni per poter avviare una trattativa sull’associazione con l’UE. Attualmente la Svizzera partecipa al pacchetto Orizzonte 2021–2027 in qualità di Paese terzo non associato. L’UE valuta l’associazione della Svizzera nel contesto globale delle sue relazioni con il nostro Paese e, alla luce delle questioni istituzionali ancora in sospeso, ad oggi

rifiuta di avviare colloqui esplorativi o trattative in merito. Per mitigare gli effetti della non associazione al pacchetto Orizzonte, il nostro Collegio ha deciso l’adozione di una serie di misure transitorie per gli anni 2021 e 2022 dell’ammontare di oltre 1,2 miliardi di franchi. Affari spaziali Il 19 aprile 2023 il nostro Consiglio ha adottato la politica spaziale 2023, aggiornata a seguito della valutazione della politica spaziale del 2008 e delle nuove opportunità e sfide del settore 49.

47 Comunicato stampa del 17.12.2021 (www.innosuisse.admin.ch > Attualità > Notizie > Il Parlamento concede a Innosuisse un maggiore margine di manovra nella promozione dell’innovazione) 48 www.efk.admin.ch > Pubblicazioni > Formazione e ricerca > «Fattori critici di successo per le sedi selezionate del parco svizzero dell’innovazione» (rapporto disponibile in tedesco con riassunto in francese e in italiano) 49 www.sefri.admin.ch > Ricerca ed innovazione > Affari spaziali > Politica spaziale svizzera

L’attuazione delle attività di ricerca e di sviluppo in ambito spaziale avvengono principalmente per il tramite dell’Agenzia spaziale europea (ESA), di cui la Svizzera è membro fondatore. In linea con la propria politica spaziale e guardando al raggiungimento degli obiettivi fissati da tale politica per la propria piazza scientifica ed economica la Svizzera si è nuovamente impegnata, in occasione dell’ultima riunione del Consiglio dell’ESA a livello ministeriale nel 2022, a partecipare a livello finanziario ai programmi spaziali dell’Agenzia. La partecipazione consente alla ricerca e all’industria svizzere di avere accesso alle commesse dell’ESA, di prendere parte alle missioni spaziali e alla costruzione di lanciatori e di accedere a dati e servizi. Grazie al principio del ritorno geografico dell’ESA, buona parte del valore aggiunto di questi progetti viene creato in Svizzera. In aggiunta ai programmi e ai progetti dell’ESA, la Confederazione sostiene le attività nazionali nel settore spaziale. Le misure di promozione nazionali sono state sottoposte a una verifica globale nel periodo in corso. Le possibilità di promozione ridefinite permettono o semplificano la partecipazione della Svizzera ai programmi e ai progetti dell’ESA. La loro attuazione avverrà in virtù dell’ordinanza del 17 dicembre 2021 50 sulla promozione delle attività nazionali nel settore spaziale (OPANS), entrata in vigore il 1° febbraio 2022. Nel gennaio 2022 il nostro Collegio ha anche deciso di puntare all’adesione a Copernicus, la componente per l’osservazione della Terra del programma spaziale dell’UE.

1.3 Promozione ERI 2025–2028

1.3.1 Principi della politica di promozione

Continueranno a essere portati avanti i seguenti principi della politica di promozione del precedente periodo di sussidio. Cooperazione partenariale La Confederazione svolge il ruolo che le spetta all’interno del sistema ERI 51 con un approccio partenariale. Si tratta in particolare di svolgere la funzione strategica, per l’intero settore, di responsabile del settore dei PF e di principale promotore pubblico della ricerca e dell’innovazione a livello nazionale e internazionale e di partner dello spazio formativo svizzero, della promozione e del coordinamento nel settore universitario, nonché di adempiere al proprio ruolo normativo nel quadro del partenariato della formazione professionale. Per una politica ERI coerente e sostenibile, è ineludibile una cooperazione partenariale con altri settori politici come quello della salute, della sicurezza, della politica esterna, dell’ambiente, dell’energia e della proprietà intellettuale. Approccio bottom-up e definizione di priorità specifiche I futuri sviluppi scientifici e di mercato sono difficilmente prevedibili e pianificabili. Riconoscere le nuove tendenze e sviluppare metodi per gestire le novità in modo costruttivo è un compito che – secondo un approccio bottom-up – devono svolgere gli stessi soggetti attivi nel campo dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione.

50 RS 420.125 51 SEFRI (2023): Competenze e possibilità di gestione della Confederazione nel settore ERI (www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni > Competenze e possibilità di gestione della Confederazione nel settore ERI)

La politica, dal canto suo, deve provvedere a creare le condizioni quadro e i margini di manovra necessari. In collaborazione con i diversi attori, la Confederazione appura la necessità d’intervento e fissa le priorità. Occorre evitare repentini cambiamenti di direzione, decisioni tentennanti e incertezze sui fondi disponibili, perché possono causare inesattezze, comportare sviluppi indesiderati difficilmente correggibili a posteriori e indebolire l’intero sistema. Autonomia, concorrenza ed eccellenza Tra le condizioni quadro del sistema ERI svizzero figurano per tradizione l’alta considerazione del concetto di autonomia e di libera concorrenza tra individui, istituzioni e fornitori di prestazioni. Lo dimostrano gli strumenti di gestione e di promozione che si adattano agli sviluppi in corso. Al tempo stesso, la competitività è un motore importante per la qualità e l’innovazione. Non si tratta solo della concorrenza tra le imprese, ma anche di quella tra università e strutture di ricerca. Pertanto gli interventi statali devono essere concepiti in modo da evitare le distorsioni della concorrenza e preservare l’autonomia delle scuole universitarie. La promozione deve essere, per quanto possibile, misurata in base al criterio dell’eccellenza e i fondi ERI della Confederazione sono assegnati in buona parte in modo competitivo. Apprendimento permanente Il costante mutamento del mercato del lavoro e il progresso tecnologico richiedono un aggiornamento permanente delle competenze. Di conseguenza, gli attori del settore ERI impostano le loro offerte e attività sempre più nell’ottica dell’apprendimento permanente. Le competenze di base e la responsabilità personale costituiscono le premesse indispensabili per partecipare alla vita sociale e seguire una formazione o una formazione continua. Insieme ai suoi partner, la Confederazione s’impegna per una formazione professionale attrattiva e per condizioni quadro ottimali nell’insegnamento e nella formazione continua universitari ed offre, a giovani e adulti, la possibilità di formarsi ulteriormente e di fare carriera in base alle capacità e alle esigenze personali. In questo modo viene migliorata l’idoneità della popolazione al mercato del lavoro. Compatibilità tra formazione e mercato del lavoro A caratterizzare il sistema formativo svizzero è lo stretto collegamento fra i contenuti

formativi e il mercato del lavoro, che permette non solo alle diverse realtà lavorative di avere offerte su misura, ma anche a privati e imprese di stare al passo con i rapidi mutamenti in corso (p. es. digitalizzazione, attuazione degli obiettivi climatici). La Svizzera, lungo tutta la catena del valore, può fare affidamento su specialisti e dirigenti altamente qualificati che le consentono di affrontare agevolmente il cambiamento strutturale. In questo senso contribuiscono anche i profili delle scuole universitarie, fra loro differenti ma complementari, in sintonia con gli interessi individuali, economici e sociali. Nel quadro delle sue competenze la Confederazione si impegna a garantire la permeabilità del sistema e a facilitare le transizioni tra i vari livelli formativi, ma anche l’ingresso nel mondo del lavoro. Per contrastare la carenza di manodopera qualificata si pone un accento particolare sul settore della medicina, su quello della salute e sul settore MINT (matematica, informatica, scienze naturali e tecnica).

Impiego economico ed efficace dei fondi Nel gestire il bilancio della Confederazione, il Consiglio federale e l’Amministrazione devono provvedere all’impiego economico ed efficace dei fondi pubblici (art. 12 cpv. 4 della legge del 7 ottobre 2005 52 sulle finanze della Confederazione). La ripartizione dei fondi stanziati per l’intero settore ERI si basa sui principi dell’economia e dell’efficacia. Sono centrali lo sfruttamento delle sinergie, la ripartizione dei compiti nei settori particolarmente onerosi, un rapporto adeguato fra costi amministrativi e spese complessive nonché la flessibilità degli strumenti di promozione. Dimensione internazionale La promozione dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione pone al primo posto le esigenze del Paese. A tal fine la Svizzera sfrutta le sinergie della collaborazione fra attori nazionali e, a titolo complementare, gli strumenti della cooperazione internazionale. Per questo nel presente messaggio è stato inserito il nuovo tema trasversale della cooperazione nazionale e internazionale (cfr. n. 1.3.3). Occorre, ora più che mai, adottare un approccio transnazionale per trovare una risposta alle sfide globali, rafforzare l’eccellenza per mezzo dello scambio con i migliori a livello globale e supplire alla mancanza di una massa critica nazionale. È importante anche preservare le possibilità di mobilità internazionale per le persone in formazione, gli studenti, i responsabili della formazione e il personale scientifico. Sono in primo piano le cooperazioni a livello europeo, generalmente nell’ambito di partenariati multilaterali, ma anche le relazioni bilaterali con Paesi di spicco in materia di formazione e ricerca, così come con regioni e Paesi emergenti. Per lo sviluppo globale delle condizioni quadro sono altresì di grande importanza le organizzazioni multilaterali come OCSE, UNESCO, OIL e OMPI. Flessibilità in un contesto dinamico Il sistema ERI deve saper riconoscere le opportunità e i rischi di uno sviluppo dinamico e affrontarli in modo proattivo. Rientrano fra questi le mega-tendenze (cfr. n. 1.3.2), ma anche le esigenze sempre più elevate del mercato del lavoro (p. es. la mobilità e la flessibilità crescenti). La Confederazione si adopera per un sistema ERI in continuo sviluppo e orientato al domani, che sia vettore di uno sviluppo

sostenibile. È anche fondamentale aumentare la resilienza – ossia la capacità di gestire le crisi 53 – di fronte agli sviluppi dirompenti.

1.3.2 Sfide e obiettivi

Sfide

Il sistema ERI deve individuare e impostare in modo lungimirante le sfide attuali e future, ma anche reagire rapidamente agli sviluppi tecnologici, sociali, giuridici e ambientali. Qui di seguito sono elencate le principali sfide per il periodo di sussidio 2025–2028.

52 RS 611.0 53 Cfr. Definizione nella strategia del Consiglio federale per uno sviluppo sostenibile 2030 (Consiglio federale 2021): www.eda.admin.ch/agenda2030 > Strategia e rapporti > Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030

Affrontare le sfide globali Fra le sfide globali rientrano le mega-tendenze come il cambiamento climatico, la penuria di energia e risorse, la migrazione e le questioni di salute pubblica (p. es. pandemia di COVID-19), ma anche le trasformazioni a cui dare una precisa impostazione come la digitalizzazione, lo sviluppo sostenibile o l’attuazione dell’uguaglianza delle opportunità. Queste sfide risultano sempre più complesse nel nostro mondo altamente globalizzato. Un sistema ERI flessibile e innovativo può permettere di individuare rapidamente gli sviluppi globali e reagire in modo adeguato. I cambiamenti nel mondo del lavoro e nella società richiedono non solamente competenze specialistiche come per esempio nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, bensì anche competenze sociali (competenze interculturali, linguistiche e di lavoro in squadra), e una capacità di apprendimento e adattamento. Il sistema di formazione professionale improntato sul mercato del lavoro e l’insegnamento basato sulla ricerca consentono di formare specialisti e dirigenti per l’economia, la scienza e l’amministrazione in grado di contribuire in modo decisivo al superamento di queste sfide. La collaborazione internazionale e il mantenimento dell’attrattiva per specialisti, dirigenti e ricercatori incentivano la competitività e la resilienza. Promuovere e sviluppare il potenziale umano in Svizzera e favorire la responsabilità personale in vista della formazione permanente La formazione, il sapere e la creatività sono alcune delle risorse principali per lo sviluppo personale e il successo professionale del singolo, e sono inoltre molto importanti per l’economia svizzera. Grazie a un sistema di formazione ben calibrato sono presenti offerte formative per ogni tipo di talento e inclinazione a livello di formazione professionale, di cultura generale o di scuole universitarie. I profili chiaramente definiti e l’alta permeabilità devono consentire ai vari settori di mantenere le proprie specificità e di completarsi a vicenda. Affinché tutti possano formarsi in modo permanente e far fronte ai cambiamenti che avvengono sul mercato del lavoro, continueranno a essere ottimizzate le condizioni quadro come la permeabilità o la convalida delle prestazioni di formazione. Attuando in modo coerente l’uguaglianza delle opportunità e i principi relativi alla diversità e

all’inclusione si punta a sfruttare in modo ottimale il potenziale di talenti. La promozione e lo sfruttamento del potenziale di manodopera residente sono centrali anche in relazione alla politica migratoria della Svizzera. La Costituzione federale (art. 121a) prevede che vengano adottate misure specifiche per coprire le richieste dell’economia quanto più possibile con la manodopera residente 54. Plasmare il cambiamento – sfruttare le opportunità lungo l’intera catena del valore L’economia e la società sono in fase di transizione. Il mondo economico di domani dovrà disporre di specialisti e dirigenti qualificati e il sistema formativo deve essere

54 Cfr. mandato del Consiglio federale al DFGP in collaborazione con il DEFR per presentare, entro il 2024, una visione d’insieme dell’attuazione di tutte le misure già adottate per promuovere il potenziale di manodopera residente (www.admin.ch > Documentazione > Comunicati stampa > Obbligo di annunciare i posti vacanti attuato con efficienza)

in grado di individuare per tempo la richiesta di specialisti e le modifiche nelle catene del valore. Occorre per esempio verificare periodicamente l’offerta formativa e poterla adeguare con rapidità. A rendere agile il sistema universitario contribuiscono in larga parte la libertà dell’insegnamento e della ricerca, l’autonomia garantita per legge e la promozione della ricerca orientata perlopiù all’approccio bottom-up. Anche la formazione professionale apporta un contributo decisivo alla capacità innovativa: trasmette ai lavoratori le qualifiche professionali indispensabili per le innovazioni e offre loro numerose opportunità di continuare a formarsi. In questo modo contribuisce al progresso e crea condizioni quadro ottimali per affrontare i cambiamenti del mercato del lavoro dettati dalle innovazioni. La politica ERI della Confederazione deve rinsaldare la capacità di adattamento della Svizzera alle future sfide e trovare soluzioni per raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Posizionamento della Svizzera nella concorrenza internazionale La crescente globalizzazione rende il polo intellettuale e industriale svizzero sempre più internazionale e fa aumentare la pressione sull’innovazione e sui costi, oltre ad accrescere la competitività internazionale nel settore ERI. La Svizzera deve quindi rafforzare ulteriormente la propria competitività. È particolarmente importante riuscire ad attirare i talenti esteri a complemento del potenziale nazionale, essere inseriti in una rete sovranazionale (p. es. cooperazione nella ricerca e accesso alle infrastrutture internazionali), mantenere l’eccellenza nella formazione e nella ricerca, portare avanti la mobilità internazionale, continuare a promuovere la reputazione elvetica al di fuori del Paese, proteggere in modo adeguato ed efficace la proprietà intellettuale, oltre a definire le priorità e impiegare le risorse con efficienza.

Obiettivi Partendo dall’indirizzo politico «La Svizzera assicura la propria prosperità in modo sostenibile e coglie le opportunità offerte dalla tecnologia digitale», per il programma di legislatura 2023–2027 il nostro Consiglio ha formulato un obiettivo ad hoc per il settore ERI: «La Svizzera rimane all’avanguardia nel campo dell’istruzione, della ricerca e dell’innovazione» (obiettivo 4) 55. Gli obiettivi generali e settoriali 56 che ne derivano sono i seguenti:

Obiettivi della Confederazione Obiettivi per l’educazione generale, la formazione professionale e la formazione continua

  • Obiettivo 1: Le offerte formative svizzere rimangono di elevata qualità, sono radicate sul territorio, connesse a livello internazionale e orientate al futuro.
  • Obiettivo 2: La formazione serve a promuovere le capacità di apprendimento individuali, nonché l’idoneità al mercato del lavoro e agli studi universitari.
  • Obiettivo 3: La politica della Confederazione in materia di formazione continua viene coordinata e sviluppata conformemente alle esigenze. Le condizioni

55 www.admin.ch > Documentazione > Comunicati stampa > Il Consiglio federale adotta gli indirizzi politici e gli obiettivi per il programma di legislatura 2023–2027

56 Gli obiettivi sono descritti nell’allegato 1.

quadro per la promozione delle competenze di base degli adulti vengono consolidate.

  • Obiettivo 4: Il sistema formativo svizzero sfrutta le opportunità offerte dalla digitalizzazione. Obiettivi per le scuole universitarie
  • Obiettivo 1: Gli istituti del settore dei PF garantiscono una ricerca e una didattica d’eccellenza e contribuiscono in modo determinante al superamento delle sfide sociali più urgenti per la scienza, l’economia, la società e la politica.
  • Obiettivo 2: Le scuole universitarie formano un numero sufficiente di nuove leve in campo scientifico, economico e sociale. La promozione della diversità, dell’uguaglianza delle opportunità e dell’inclusione permette di sfruttare al meglio il talento disponibile in Svizzera.
  • Obiettivo 3: Le scuole universitarie mantengono i propri profili specifici ed estendono la propria offerta.
  • Obiettivo 4: Le scuole universitarie rafforzano la collaborazione internazionale al fine di assicurare e rendere più resiliente la competitività del sistema ERI svizzero. Obiettivi per il settore della ricerca e dell’innovazione
  • Obiettivo 1: La promozione della Confederazione permette di realizzare una ricerca fondamentale, una ricerca applicata e un’innovazione di altissima qualità e punta sulle opportunità offerte dallo sviluppo sostenibile e dalla svolta digitale.
  • Obiettivo 2: La collaborazione tra settore scientifico ed economico viene rafforzata sul lungo periodo.
  • Obiettivo 3: La Svizzera promuove lo sviluppo di una rete mondiale di operatori della ricerca e migliora l’accesso di queste persone alle infrastrutture, ai programmi e alle cooperazioni internazionali.
  • Obiettivo 4: La Svizzera intensifica la collaborazione con l’Agenzia spaziale europea (ESA) e con partner internazionali selezionati nel settore degli affari spaziali e contribuisce, grazie a misure specifiche, al rafforzamento duraturo della Svizzera come polo scientifico ed economico.

Obiettivi comuni di politica della formazione di Confederazione e Cantoni Nel 2019 la Confederazione e i Cantoni hanno aggiornato i loro obiettivi di politica della formazione per lo spazio formativo svizzero, calibrati sul lungo periodo, e li hanno illustrati in un’apposita dichiarazione 57. I primi obiettivi comuni sono stati definiti nel 2011 e aggiornati nel quadro del monitoraggio dell’educazione in base ai rapporti sul sistema educativo svizzero del 2014 e del 2018. Le misure previste per il

57 «Sfruttamento ottimale delle potenzialità», Dichiarazione 2019 sugli obiettivi comuni di politica della formazione per lo spazio formativo svizzero del DEFR e della CDPE (www.sefri.admin.ch > Formazione > Spazio formativo svizzero > Cooperazione tra Confederazione e Cantoni in materia di formazione > Basi comuni > Sfruttamento ottimale delle potenzialità)

raggiungimento degli obiettivi vengono attuate nell’ambito delle rispettive competenze.

  • Obiettivo 1: nel settore della scuola dell’obbligo si realizza l’uniformazione a livello nazionale dell’età d’inizio della scolarità, della durata dell’obbligo scolastico e di ciascun livello formativo e delle transizioni da un livello all’altro nonché l’armonizzazione degli obiettivi.
  • Obiettivo 2: il 95 per cento dei giovani di 25 anni possiede un titolo del livello secondario II.
  • Obiettivo 3: rimane assicurato a lungo termine l’accesso all’università senza esame d’ammissione con la maturità liceale.
  • Obiettivo 4: i profili delle offerte formative del livello terziario sono ben delineati.
  • Obiettivo 5: vengono definite misure per contribuire a ridurre le interruzioni degli studi nelle università.
  • Obiettivo 6: nell’intero sistema formativo vengono promossi e sostenuti mediante informazioni e consulenze l’inserimento, il reinserimento e il cambiamento di indirizzo di studi.
  • Obiettivo 7: nel sistema formativo le sfide costituite dalla digitalizzazione del mondo del lavoro e della società vengono affrontate con lungimiranza.
  • Obiettivo 8: gli scambi e la mobilità sono parte integrante del sistema formativo e vengono promossi a tutti i livelli.

1.3.3 Settori di promozione e temi trasversali (digitalizzazione,

sviluppo sostenibile, uguaglianza delle opportunità, collaborazione nazionale e internazionale) Sistematica Il presente messaggio verte sui settori di promozione ERI attinenti alle domande di credito. Per garantire una visione d’insieme della promozione ERI, vengono trattati anche temi che comportano un impatto finanziario significativo per la Confederazione, ma per i quali i crediti non sono richiesti nel quadro del presente messaggio (ricerca del settore pubblico, associazione ai programmi quadro dell’UE in materia di formazione, ricerca e innovazione, cfr. n. 2.13). Il messaggio tratta anche quattro temi trasversali (cfr. fig. 1) di notevole importanza per il settore ERI, e dunque da considerare da un punto di vista sistematico. I temi, che hanno appunto un carattere trasversale, comprendono compiti che si estendono oltre un orizzonte temporale di quattro anni. Per garantire la continuità e la coerenza necessarie, il nostro Collegio ritiene opportuno trattare questi temi nel quadro degli strumenti di promozione esistenti e sviluppare misure partendo dalle strutture e dai processi esistenti.

Temi trasversali Qui di seguito sono descritti quattro temi trasversali (cfr. fig. 1). L’importanza di questi ultimi per le priorità di promozione e alcune misure e obiettivi specifici è

illustrata al n. 2. Per una visione d’insieme delle principali misure e attività si rimanda al sito della SEFRI 58, che presenta anche i piani strategici pluriennali degli attori ERI che beneficiano del sostegno federale 59. In virtù dei piani strategici appena menzionati, la Confederazione e gli attori ERI definiscono nelle convenzioni sulle prestazioni (FNS, Accademie e swissuniversities per quanto riguarda i sussidi vincolati a progetti secondo la LPSU) e per mezzo degli obiettivi strategici del Consiglio federale (settore dei PF, SUFFP, Innosuisse) le prestazioni e gli obiettivi anche per i temi trasversali. Figura 1

Settori di promozione e temi trasversali

Fra i diversi temi trasversali non è sempre possibile operare una netta distinzione, e in ragione delle loro interdipendenze e sovrapposizioni non possono essere considerati singolarmente. Per esempio, il sottosettore dell’uguaglianza delle opportunità è importante per lo sviluppo sostenibile, ma anche la digitalizzazione esercita un influsso sulla sostenibilità grazie alle sue innovazioni e, dunque, a una migliore efficienza energetica. Al contempo la digitalizzazione deve essere impostata in modo sostenibile (ossia sicuro, resiliente, equo, ecologico, democratico e sociale).

Digitalizzazione Il progresso tecnologico, accelerato dalla digitalizzazione, ha un influsso notevole sul cambiamento strutturale e sull’economia. Oltre a portare nuove tecnologie, prodotti e applicazioni, la digitalizzazione produce anche profondi cambiamenti a livello sociale, culturale, economico, giuridico e politico. Fra gli obiettivi del nostro Collegio troviamo lo sfruttamento ottimale della digitalizzazione e delle porte che schiude. La strategia Svizzera digitale indica le linee guida per gli interventi statali affinché i processi di trasformazione vadano a beneficio della collettività. In questo contesto, il ruolo del settore ERI è di grande importanza: l’educazione, la ricerca e l’innovazione sono centrali per lo sviluppo, l’applicazione e la fruibilità delle nuove tecnologie, mentre le competenze nella formazione e nella ricerca sono d’ausilio per superare le sfide che tali cambiamenti comportano. Queste competenze sono necessarie per sfruttare le opportunità della digitalizzazione, ma anche per valutare i rischi in modo critico e agire con consapevolezza. Per quanto riguarda il passaggio al digitale, il nostro Paese presenta una buona situazione di partenza. È in particolare il sistema formativo permeabile a preparare in

58 www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni > Temi trasversali

59 www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni > Pianificazione strategica pluriennale

modo adeguato al cambiamento strutturale, e quindi a fornire un contributo all’alta produttività e forza innovativa dell’economia. Alla luce del rapido sviluppo tecnologico hanno confermato la loro validità anche l’elevato grado di autonomia degli attori ERI, così come gli strumenti di promozione e gestione flessibili e aperti da un punto di vista tematico. Tuttavia, la digitalizzazione è un fenomeno talmente rapido e radicale che rimane una delle sfide centrali per il sistema ERI. Nel sistema ERI svizzero spetta agli attori individuare e accelerare gli sviluppi (tecnologici) e reagire in modo appropriato. La Confederazione svolge un ruolo di sostegno: insieme ai Cantoni e ad altri attori ERI, promuove la digitalizzazione e affronta in modo proattivo le sfide ad essa correlate. A tal fine si avvale di una serie di strategie e misure già avviate o pianificate 60. In ambito formativo ciò si traduce nell’integrazione di temi e competenze digitali nei piani di studio della scuola dell’obbligo e nei profili delle competenze della formazione professionale e nell’istituzione di nuovi corsi di formazione e formazione continua offerti a tutti i livelli formativi 61. Anche la ricerca si sta orientando in modo ancora più pronunciato alla trasformazione digitale, con risultati talvolta eccellenti in diversi campi della digitalizzazione. La SEFRI ha incaricato gli attori di cui al n. 1.3.3 «Temi trasversali» di considerare e concretizzare, nell’elaborazione dei propri obiettivi strategici per il periodo 2025–2028, la digitalizzazione nelle dimensioni sociale (formazione / formazione continua / competenze digitali), scientifica (digitalizzazione come oggetto di ricerca) ed economica (sfruttamento del potenziale in tutti i campi tecnologici rilevanti). Costituiscono una premessa indispensabile l’accesso e l’utilizzo dei dati.

Attuazione nel settore ERI Per garantire la coerenza fra le iniziative nazionali e cantonali, la Confederazione e i Cantoni hanno stabilito un obiettivo comune di politica della formazione (cfr. n. 1.3.2) e lavorano fianco a fianco. L’accento è posto sull’acquisizione delle competenze di base nelle TIC, sull’utilizzo dei dati, sul monitoraggio della digitalizzazione nella formazione e sul dialogo fra i diversi attori del settore. Educa, l’agenzia specializzata della Confederazione e dei Cantoni per lo spazio digitale svizzero della formazione, opera in tal senso. La formazione professionale considera la digitalizzazione nella verifica periodica dei contenuti della formazione, nello sviluppo di nuove offerte di formazione e nel quadro della formazione professionale continua. Inoltre, la promozione dell’apprendimento permanente intende permettere ai lavoratori di rimanere al passo con gli sviluppi del mercato del lavoro (cfr. n. 2.1). Per il periodo 2025–2028 la SUFFP si concentra, fra le altre cose, sui temi strategici «Trasformazione e innovazione nella formazione professionale» e «Trasformazione digitale».

60 Una panoramica delle misure per il periodo di sussidio 2025–2028 concernenti la digitalizzazione è disponibile sul sito della SEFRI: www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni > Attività incentrate sulla digitalizzazione nel settore ERI 61 Cfr. anche il cap. 3 del rapporto «L’impatto della digitalizzazione sul mercato del lavoro: monitoraggio 2022 » (www.seco.admin.ch > Situazione economica e politica economica > Politica economica > Digitalizzazione), rapporto non disponibile in italiano

Le scuole universitarie considerano l’insegnamento e la ricerca protagoniste indiscusse per promuovere la digitalizzazione. Per quanto riguarda l’insegnamento, si tratta di fornire alla società gli strumenti per gestire i cambiamenti legati alle nuove tecnologie avvalendosi di nuove forme di insegnamento e apprendimento, mentre per quanto riguarda la ricerca occorre rafforzare la competitività delle scuole universitarie e delle loro strategie in materia di informazione scientifica, accesso ai risultati della ricerca e sfruttamento dei dati. In questo settore il Consiglio delle scuole universitarie della Conferenza svizzera delle scuole universitarie persegue, per il tramite dei sussidi vincolati a progetti secondo la LPSU, la promozione di progetti a favore della digitalizzazione presso tutti i tipi di scuole universitarie. Per la ricerca sono di centrale importanza la Strategia nazionale sugli Open Research Data e il relativo piano d’azione: i dati di ricerca liberamente accessibili (Open Research Data, ORD) sono sempre più importanti in numerosi settori della ricerca e costituiscono un tassello fondamentale delle buone pratiche scientifiche; per questo è importante organizzare i dati della ricerca in base al principio FAIR (FAIR research data management) 62: ne risultano dati di alta qualità, rintracciabili, riproducibili e riutilizzabili e, dunque, disponibili anche per un uso secondario (p. es. dati sulla salute utilizzabili ai fini della ricerca clinica) e con un potenziale effettivamente sfruttabile. Al fine di mantenere l’eccellenza delle prestazioni e della competitività del polo svizzero, il nostro Collegio attribuisce grande importanza allo sviluppo mirato di un ecosistema che riunisca piattaforme, servizi e infrastrutture di dati, e che sia coerente, accessibile, interoperabile e inserito in una rete internazionale. È in questo contesto che la SEFRI ha incaricato i partner ERI di elaborare la strategia presentata nel 2021. Il piano d’azione per il periodo 2022–2028 63 basato sulla strategia getta le basi affinché gli organi responsabili possano adottare misure mirate e armonizzate nel periodo di sussidio 2025–2028 (cfr. 2.4, 2.5, 2.7). Un’importante funzione di coordinamento è svolta dal comitato strategico dei partner ERI (ORD Strategy Council). La stessa Confederazione, in futuro, intende utilizzare la scienza dei dati in

modo più mirato al fine di fornire supporto al Governo e all’Amministrazione. A tal proposito, il 2 dicembre 2022 il nostro Collegio ha adottato la strategia della Confederazione in materia di scienza dei dati 64. Per garantire la capacità innovativa, Innosuisse punta sull’iniziativa Flagship e sugli strumenti di promozione delle reti tematiche. Con questi strumenti l’Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione sostiene progetti sistemici e interdisciplinari per rispondere alle sfide sociali della digitalizzazione. Per quanto riguarda gli affari spaziali, il nostro Paese partecipa per il tramite dell’ESA allo sviluppo di infrastrutture spaziali, in particolare nel settore delle telecomunicazioni e della comunicazione quantistica; questi lavori contribuiranno alla sicurezza dell’infrastruttura di dati globale (cfr. n. 2.12).

62 I dati devono essere rintracciabili (findable), accessibili (accessible), interoperabili (interoperable) e riutilizzabili (reusable).

63 www.swissuniversities.ch > Temi > Digitalizzazione > Open Research Data

64 www.admin.ch > Documentazione > Comunicati stampa 2022 > La Confederazione fissa obiettivi su come impiegare la scienza dei dati

Nell’ambito della collaborazione con l’Europa, la piena associazione a Orizzonte Europa e al programma Europa digitale continua a essere un obiettivo dichiarato del nostro Collegio. Poiché la Svizzera, in quanto Paese terzo non associato, è esclusa dai principali settori della digitalizzazione (tecnologia quantistica, cibersicurezza, intelligenza artificiale, affari spaziali, blockchain e calcolo ad elevate prestazioni), il nostro Consiglio ha deciso misure transitorie e complementari in determinati settori, fra cui anche quello della digitalizzazione, per mitigare le ripercussioni dell’esclusione sugli attori svizzeri (cfr. n. 2.7.2 Swiss Quantum Initiative).

Sviluppo sostenibile La Svizzera attribuisce grande importanza allo sviluppo sostenibile e alla sua promozione, come sancito dalla Costituzione (art. 2 cpv. 2 e art. 73 Cost.). Dal 1997 il Consiglio federale stabilisce i suoi obiettivi politici per l’attuazione dello sviluppo sostenibile tramite una strategia che garantisca una politica federale coerente in materia e consideri con equità gli interessi dell’economia, della società e dell’ambiente in tutti i settori politici. Il nostro Collegio si rifà alla seguente definizione del concetto di sostenibilità: uno sviluppo sostenibile consente di soddisfare le esigenze fondamentali di tutti e garantisce una buona qualità di vita nel mondo, oggi e in futuro. Esso tiene conto in egual misura, in modo equilibrato e integrato delle tre dimensioni – responsabilità ecologica, solidarietà sociale e capacità economica – e prende in considerazione la capacità di sopportazione degli ecosistemi globali 65. Agenda 2030 e strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 Nel settembre 2015 i capi di Stato e di Governo di tutti gli Stati membri dell’ONU – fra cui la Svizzera – hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, dichiarandosi disposti a raggiungere insieme i 17 obiettivi globali di sviluppo sostenibile (OSS, anche Sustainable Development Goals, SDG) e a fornire a livello nazionale e internazionale un contributo alla loro attuazione. L’Agenda 2030 costituisce il quadro di riferimento della Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 adottata dal nostro Collegio nel giugno 2021 (SSS 2030). La SSS 2030 formula linee guida per la politica federale, definisce le priorità per l’attuazione dell’Agenda 2030 a livello federale e sancisce lo sviluppo sostenibile come parte integrante di tutti i settori politici della Confederazione. La strategia invita inoltre i Cantoni, i Comuni, l’economia, il mondo scientifico e la società civile a contribuire allo sviluppo sostenibile. La Svizzera deve attuare l’Agenda 2030 nella sua integralità, ma nella SSS 2030 sono definiti tre ambiti tematici principali per i quali sussiste un’accresciuta necessità di intervento e coordinamento tra le diverse politiche settoriali, a livello nazionale internazionale: 1) consumo e produzione sostenibili; 2) clima, energia e biodiversità; 3) pari opportunità e coesione sociale (cfr. n. 1.3.3 «Uguaglianza delle opportunità»).

65 Consiglio federale (2021). La Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030

(www.eda.admin.ch/agenda2030 > Strategia e rapporti > La Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030)

Attuazione nel settore ERI Stando alla SSS 2030, educazione, ricerca e innovazione sono decisive per una società e un’economia che guardino al futuro e svolgono un ruolo di grande importanza nell’attuazione dell’Agenda 2030 e nel portare avanti gli obiettivi di sostenibilità. La politica di promozione ERI della Confederazione si basa sui principi dello sviluppo sostenibile e ha un duplice obiettivo: da un lato consolidare lo sviluppo sostenibile in quanto tale e fornire un contributo all’attuazione dell’Agenda 2030, dall’altro cogliere lo sviluppo sostenibile come opportunità e vantaggio concorrenziale per il polo ERI Svizzera. Raggiungere questi obiettivi è un compito a cui deve partecipare l’intera società. Tutti gli attori ERI sono chiamati a dare il loro contributo, così come non si può prescindere dall’iniziativa del singolo. Nel quadro delle sue competenze la Confederazione si adopera affinché l’educazione, la ricerca e la formazione continuino a essere rafforzate in quanto motore dello sviluppo sostenibile. Questo richiede un sistema ERI che offra condizioni quadro favorevoli per una piazza scientifica solida. Inoltre lo sviluppo sostenibile continua a essere rafforzato in ogni singolo settore della politica di promozione ERI (cfr. oltre, spiegazioni del n. 2 e il documento « Attività incentrate sullo sviluppo sostenibile nel settore ERI » 66). La Confederazione e i Cantoni coordinano le loro attività nell’educazione allo sviluppo sostenibile (ESS). Quest’ultima è parte integrante della Dichiarazione 2019 sugli obiettivi comuni di politica della formazione per lo spazio formativo svizzero (per la Dichiarazione 2019 si rimanda al n. 1.3.2, Obiettivi comuni di politica della formazione di Confederazione e Cantoni). L’ESS deve consentire al singolo non solo di riconoscere l’importanza dello sviluppo sostenibile, ma anche di acquisire le competenze necessarie per dare vita a questo sviluppo e parteciparvi. La Confederazione si adopera ai fini dell’ESS nell’ambito delle sue competenze e nel rispetto delle strutture federali. Nella formazione professionale lo sviluppo sostenibile viene considerato per esempio nella verifica periodica dei contenuti della formazione, nello sviluppo di nuove offerte di formazione e nel quadro della formazione professionale continua. La priorità di promozione sullo sviluppo sostenibile nella formazione professionale e continua

(lancio previsto nell’autunno 2023) pone l’accento su comunicazione, formazione e consulenza, trasferimento di sapere e promozione finanziaria. In quanto attori ERI, swissuniversities, la SUFFP, il Consiglio dei PF, il FNS, Innosuisse e le Accademie svizzere delle scienze assumono la propria responsabilità per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile, inserendolo nei loro piani strategici pluriennali sotto forma di obiettivi e misure. Per mezzo di obiettivi strategici il nostro Consiglio incarica il settore dei PF, la SUFFP e Innosuisse di adoperarsi per lo sviluppo sostenibile e di fornire contributi concreti nei loro rispettivi settori (si rimanda agli esempi della documentazione complementare) 67.

66 www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni > Attività incentrate sullo sviluppo sostenibile 67 www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni > Documentazione complementare

Lo sviluppo sostenibile è un criterio centrale nella promozione della ricerca e dell’innovazione, come per esempio nel caso dei poli di ricerca nazionali e dei programmi nazionali di ricerca, o nella promozione dell’innovazione di Innosuisse. Gli attori svizzeri contribuiscono allo sviluppo sostenibile anche partecipando ai progetti dei programmi quadro di ricerca e innovazione dell’UE. A livello globale gli obiettivi di sostenibilità sono perseguiti tramite il progetto di ricerca congiunto di DSC e FNS Solution oriented research for Development Programme (SOR4D). In qualità di membro dell’ESA la Svizzera sostiene i programmi di osservazione terrestre, che consentono fra l’altro una migliore comprensione del cambiamento climatico e delle sue conseguenze, e i programmi per un utilizzo sicuro e sostenibile dello spazio. Da ultimo va menzionata la partecipazione al rafforzamento dello sviluppo sostenibile negli organismi ERI internazionali.

Uguaglianza delle opportunità L’uguaglianza delle opportunità è un concetto ampio per mezzo del quale si esprime la possibilità per ognuno di sviluppare il proprio potenziale senza subire svantaggi. Usata spesso in relazione all’accessibilità e alla permeabilità del sistema formativo, l’uguaglianza delle opportunità rafforza la coesione sociale e quindi la stabilità sociale, accresce la performance e la competitività e così le opportunità sociali ed economiche. Ne consegue un miglior sfruttamento dei talenti e del potenziale di persone qualificate presente all’interno al Paese. Tutti devono avere le stesse possibilità di accedere alla formazione, alla ricerca e all’innovazione in base al proprio talento. Sfide L’uguaglianza delle opportunità nel settore ERI è sottoposta a un monitoraggio regolare e sistematico sia a livello nazionale che internazionale. Stando al Rapporto sul sistema educativo 2023 68 continuano a esservi differenze nel riconoscimento sociale fra la formazione di cultura generale e la formazione professionale e nella loro compatibilità internazionale per proseguire gli studi. Un’altra sfida è data dal conseguimento di un attestato del livello secondario II, entro i 25 anni, da parte di persone che non hanno seguito la propria formazione in Svizzera o che l’hanno seguita qui solo in parte. Presso le scuole universitarie le donne continuano a essere sottorappresentate nelle posizioni dirigenziali e negli organismi decisionali. Le misure iniziano però a sortire un effetto per quanto riguarda le nuove assunzioni 69. Come nel caso del settore universitario, anche nel settore della ricerca spesso la parità dei sessi passa in primo piano; da notare che in generale la promozione della diversità sta diventando via via più importante. Problematica risulta l’intersezionalità, ovvero la sovrapposizione di diversi aspetti come migrazione, età, sesso ecc. Gli ostacoli nascono spesso in seno alla società; per questo, come possibile approccio, sono stati individuati due punti fondamentali: sradicare i pregiudizi e migliorare la conciliabilità fra vita professionale e privata.

68 CSRE (2023): Rapporto sul sistema educativo svizzero 2023 (www.skbf-csre.ch > Rapporto sul sistema educativo) 69 Cfr. Gendermonitoring (www.swissuniversities.ch > Temi > Pari opportunità & diversità > Gendermonitoring)

Questo cambiamento culturale è appena agli esordi e dovrebbe trovare un catalizzatore nella Strategia Parità 2030 70. Attuazione nel settore ERI Nei prossimi quattro anni il nostro Collegio proseguirà gli sforzi intrapresi per la riduzione delle discriminazioni e delle disparità di trattamento in tutti i settori dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione. La Confederazione e i Cantoni intrattengono un dialogo costante sull’uguaglianza delle opportunità nel sistema formativo. La digitalizzazione e i dati 71 devono essere messi al servizio di un sistema formativo equo e la promozione dell’apprendimento continuo e della mobilità devono andare a vantaggio di tutti. L’integrazione dei gruppi svantaggiati va promossa all’interno di ogni singolo livello formativo (p. es. nel quadro della promozione di progetti secondo la legge sulla formazione professionale). In quanto attori sostenuti dalla Confederazione, la SUFFP, il settore dei PF, swissuniversities, il FNS, Innosuisse e le Accademie svizzere delle scienze hanno approfondito la questione dell’uguaglianza delle opportunità nei loro piani strategici pluriennali. Per il periodo di sussidio 2025−2028 sono stati formulati i seguenti orientamenti e priorità: − la SUFFP pianifica strategie di promozione e carriera per tutte le sue categorie di personale; − il settore dei PF porta avanti il suo impegno a favore dell’uguaglianza delle opportunità. La promozione della diversità e la formazione dei dirigenti devono impedire il mobbing, le discriminazioni e le molestie sessuali. Un’attenzione particolare è dedicata alla motivazione e alla promozione delle donne e delle ragazze nel settore MINT, dando rilievo anche a condizioni di lavoro attrattive; − le Accademie svizzere delle scienze continuano a impegnarsi a favore dell’interazione delle donne in una rete e di migliori opportunità di carriera nella ricerca e nella scienza. Promuovono l’acquisizione di solide competenze MINT da parte di bambini e giovani e destano l’interesse per le materie MINT, in particolare nelle ragazze. La promozione dell’uguaglianza delle opportunità si rivolge anche a bambini e giovani di realtà svantaggiate o lontane dal mondo scientifico; − le scuole universitarie svizzere si sono date come obiettivo quello di promuovere l’uguaglianza delle opportunità, la diversità e l’inclusione. Questi temi sono

sanciti in modo ampio, strutturato e sostenibile nelle strategie istituzionali, e le scuole universitarie proseguono i loro sforzi in tal senso valutando regolarmente i progressi compiuti nel quadro dell’accreditamento; − il FNS intende mettersi al servizio di una molteplicità di ricercatori, temi, discipline e tipi di ricerca e dare vita a una cultura della ricerca equa. Inoltre, mira a promuovere la conciliabilità fra vita professionale e privata e il potenziale dei gruppi sottorappresentati nella ricerca (in particolare delle donne). Un’altra priorità è l’uguaglianza delle opportunità fra ricercatori junior e senior;

70 www.parita2030.ch

71 Cfr. Educa (2021): Rapporto «La digitalizzazione nell’educazione», capitolo sull’equità (www.educa.ch > Temi > Utilizzo dei dati > Digitalizzazione nell’educazione)

− Innosuisse punta a un maggiore sostegno delle donne attive nel campo dell’innovazione e, nel settore dell’imprenditoria, continueranno a essere lanciate offerte specifiche rivolte alle donne. Nei moduli di formazione per start- up si mira alla partecipazione paritetica delle donne, mentre nei progetti d’innovazione viene promossa la composizione mista dei team. Sul sito della SEFRI 72 è disponibile una panoramica delle attività relative all’uguaglianza delle opportunità promosse in prima battuta dalla SEFRI o attuate e promosse da istituti da essa sostenuti. Alcune delle priorità e delle sfide sono anche riportate come misure nel Piano d’azione della Strategia Parità 2030 73. Collaborazione nazionale e internazionale Questo tema trasversale punta a consolidare ulteriormente la collaborazione fra gli attori in Svizzera nonché le cooperazioni internazionali. Un sapiente compromesso fra cooperazioni e concorrenza assicura la competitività e l’efficienza del sistema ERI svizzero e ne aumenta la resilienza.

Cooperazione nazionale Il coordinamento nazionale e la ripartizione dei compiti, in particolare nei settori particolarmente onerosi, servono ad assicurare un impiego efficiente ed effettivo dei fondi e permettono di creare sinergie e innovazioni. Al contempo, per garantire l’eccellenza, è centrale la concorrenza fra gli attori. La cooperazione fra gli attori che beneficiano di un finanziamento pubblico e quella con gli attori privati offre una solida base per le prestazioni del sistema ERI. La panoramica di cui al n. 1.1.2 e il documento «Competenze e possibilità di gestione della Confederazione nel settore ERI» illustrano le varie forme di cooperazione esistenti. Di seguito sono invece elencati gli sviluppi della cooperazione sorti nel periodo di sussidio in corso. Coordinamento nel settore universitario (valutazione LPSU): la Confederazione e i Cantoni provvedono insieme al coordinamento nel settore delle scuole universitarie. A tal fine hanno concluso una convenzione sulla cooperazione e trasmesso determinate competenze ad organi comuni. La LPSU disciplina le competenze e sancisce i principi dell’organizzazione e delle procedure del coordinamento. Ogni quattro anni viene svolta una valutazione (art. 69 LPSU); quella conclusasi nel 2022 era incentrata in particolare sulla cooperazione degli organi della LPSU e sulle conseguenze del sistema di finanziamento della medesima legge. L’organizzazione strutturale del settore universitario è ritenuta sì complessa, ma ben funzionante. I prossimi lavori porranno l’accento sulle questioni istituzionali e sulle prestazioni di coordinamento. Ruolo e funzione del FNS (valutazione istituzionale FNS): nel 2022 il Consiglio svizzero della scienza (CSS) ha svolto una valutazione sistematica del ruolo e della funzione del FNS nel sistema ERI. La valutazione è avvenuta nel contesto dello spazio universitario svizzero di recente istituzione, che implica nuove competenze e organi,

72 www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni >Attività incentrate sull’uguaglianza delle opportunità nel settore ERI 73 www.parita2023.ch, cfr. in particolare misura 1.1.2.2, misura 1.1.2.4 e misura 4.1.2.1

ma anche nuove basi di finanziamento. Il rapporto sulla valutazione mette in risalto il ruolo sistemico del FNS. Al contempo il CSS raccomanda l’ulteriore sviluppo della governance del FNS e di focalizzare l’attenzione in particolare sulla ricerca applicata e orientata alla missione, sulle strutture di ricerca e sulla cooperazione internazionale. Quanto appena esposto presuppone il coordinamento con il settore universitario e la promozione dell’innovazione (per maggiori dettagli si rimanda all’allegato 3). Elaborazione e attuazione della Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca: la ricerca ha sempre più bisogno di infrastrutture importanti e costose. Per questo è decisivo coordinare la costruzione di tali strutture a livello nazionale e poter decidere a quali strutture internazionali debbano avere accesso gli attori svizzeri della ricerca di punta. La «Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca 2023» riporta i nuovi progetti nazionali per le infrastrutture delle scuole universitarie e degli istituti di ricerca del settore dei PF per il periodo 2025–2028 (cfr. allegato 4). Il CSS ha chiesto di elaborare ulteriormente la Roadmap. Lo sviluppo strategico in vista della Roadmap 2027 deve avvenire a cura di un gruppo direttivo che analizzi le sfide, in particolare in campo digitale. Sfruttamento del potenziale scientifico nei periodi di crisi: la pandemia di COVID-19 ha dimostrato quanto sia importante che le autorità federali includano la scienza nella gestione delle crisi e si avvalgano di una comunicazione scientifica adeguata. Con l’adozione del rapporto in adempimento del postulato 20.3280 «Utilizzare il potenziale scientifico per affrontare periodi di crisi», il nostro Collegio ha incaricato la Cancelleria federale di elaborare, in collaborazione con il DEFR (SEFRI), una strategia che permetta, nei periodi di crisi, di fare appello alla scienza per il tramite di una rete interdisciplinare. A tal fine occorre disciplinare la collaborazione degli attori ERI. Strutture di governance coerenti della formazione professionale: il nostro sistema di formazione professionale si fonda sul principio del partenariato. La competenza, la responsabilità e l’attuazione dei compiti dei singoli partner sono retti dalla legge sulla formazione professionale. Nel 2021, per ottimizzare la governance della formazione

professionale è stata introdotta una nuova struttura degli organismi. Quest’ultima consente una collaborazione efficiente, trasparente e coordinata. La Conferenza tripartita della formazione professionale (CTFP) funge da anello di congiunzione tra i vari organismi (livello operativo) e l’incontro nazionale sulla formazione professionale (livello politico). Per tenere conto della nuova struttura, la Commissione federale della formazione professionale verrà sciolta alla fine del 2024 (cfr. n. 3.1). Sviluppo della maturità liceale: la revisione delle basi legali della maturità liceale punta a raggiungere l’obiettivo politico comune di Confederazione e Cantoni di garantire a lungo termine la possibilità di accedere senza esami alle università. Nel

2022 il nostro Collegio e la CDPE hanno avviato una procedura di consultazione

congiunta sull’ordinanza sulla maturità (ORM) riveduta e sul Regolamento concernente il riconoscimento degli attestati di maturità liceale (RRM). Le basi legali rivedute entreranno in vigore il 1° agosto 2024. Gestione strategica degli scambi e della mobilità: la Fondazione svizzera per la promozione degli scambi e della mobilità denominata «Movetia» promuove le attività nazionali e internazionali di scambi e mobilità. Nel periodo di sussidio 2025−2028 Movetia verrà trasformata in un istituto di diritto pubblico della Confederazione. È

previsto anche il rafforzamento della gestione politica e strategica da parte del nostro Collegio, con la partecipazione della CDPE.

Cooperazione internazionale Nel settore dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione la Svizzera spicca nel confronto con gli altri Paesi. Una delle chiavi di questo successo è sicuramente l’apertura internazionale del settore ERI, che occorre portare avanti. Alla luce della concorrenza imperante, è fondamentale promuovere l’impostazione sovranazionale degli attori ERI. La partecipazione ai programmi quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione è di centrale importanza per la cooperazione internazionale della Svizzera nel settore della ricerca e dell’innovazione. Nel contesto della cooperazione internazionale, la Confederazione continuerà a sostenere e a rinsaldare la competitività degli attori svizzeri al fine di accrescere la performance e la resilienza del sistema ERI. Da rilevare inoltre che gli attori ERI svizzeri contribuiscono con efficacia ad affrontare le sfide globali 74. Tutti i settori ERI partecipano, con modalità diverse, alle attività internazionali nel quadro delle organizzazioni multilaterali o delle infrastrutture di ricerca, della collaborazione fra scuole universitarie, degli affari spaziali, della formazione professionale, della formazione continua, degli scambi e della mobilità, del riconoscimento dei titoli e delle qualifiche professionali o delle borse di studio e della promozione dei talenti. Gli attori ERI svizzeri sono attivi nel panorama internazionale e il loro ruolo è riconosciuto e apprezzato. Le agenzie di promozione nazionali s’impegnano per una forte presenza della Svizzera nelle cooperazioni e iniziative multilaterali e bilaterali. I singoli settori di promozione di pertinenza internazionale sono descritti al n. 2. La Confederazione ha competenze chiaramente definite in materia di promozione della cooperazione internazionale nel settore della ricerca e dell’innovazione (LPRI) e della cooperazione e della mobilità internazionali in materia di formazione (LCMIF). Inoltre, nella Strategia internazionale della Svizzera nel settore della formazione, della ricerca e dell’innovazione del 2018, il nostro Collegio ha richiamato i principi fondamentali della strategia e della ripartizione globale dei compiti di cooperazione e di promozione nel settore ERI. Fra questi principi, tutti dimostratisi validi, va evidenziato quello di sussidiarietà, in base al quale la Confederazione

interviene nelle relazioni internazionali ERI solamente se necessario. Da notare anche che, in determinati casi, la Confederazione adotta a livello internazionale un approccio settoriale incentrato su alcuni temi strategici, come la digitalizzazione o le tecnologie quantistiche. Al di fuori di questi casi specifici, il ruolo della Confederazione è di creare e favorire condizioni quadro ottimali, in particolare tramite la stipula di accordi internazionali o di dichiarazioni d’intenti, la cura dei contatti istituzionali a livello globale e lo sviluppo della rete Swissnex, incaricata di sostenere gli attori ERI all’estero. Spetta poi agli attori ERI attuare gli strumenti della cooperazione internazionale appena menzionati. Nel settore ERI, le cooperazioni internazionali con i partner di lunga data (come i Paesi UE) saranno mantenute e ampliate; per la Confederazione rimane

74 Cfr. Documento «Attività internazionali degli attori ERI» (www.sefri.admin.ch > Attualità

dunque prioritario partecipare ai programmi quadro europei per la ricerca e l’innovazione e al programma UE per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport (Erasmus+), come già fatto nei precedenti periodi di sussidio. La partecipazione della Svizzera ai programmi quadro di ricerca dell’UE nel settore della ricerca e dell’innovazione va a beneficio sia del nostro Paese, sia dei Paesi UE, dal punto di vista scientifico, tecnologico ed economico. In quanto polo di ricerca, la Svizzera prende così parte a progetti internazionali di altissimo livello che non potrebbe realizzare in modo autonomo, ma ai quali contribuisce in modo significativo con il suo know-how. Il nostro Paese trae beneficio dai partenariati di cooperazione di lunga data e si impegna al fine di preservarli. La mobilità nell’educazione, la ricerca e l’innovazione comprende un ampio ventaglio di attività e forme di scambio a livello globale. Agli stretti rapporti con l’Europa si stanno via via aggiungendo quelli con altre regioni del mondo. La mobilità persegue innanzitutto l’acquisizione e la trasmissione di conoscenze e competenze, la riflessione interdisciplinare e l’analisi del sapere acquisito. In aggiunta alle collaborazioni oramai ben avviate, come previsto nella Strategia internazionale della Svizzera nel settore della formazione, della ricerca e dell’innovazione verrà perseguita a livello globale la diversificazione dei partenariati internazionali ERI e il loro rafforzamento per determinati temi, al fine di creare nuove opportunità con gli Stati che presentano un importante potenziale di cooperazione. La diversificazione e il rafforzamento saranno sostenute dalla Confederazione nel quadro degli strumenti già esistenti, ma anche tramite la conclusione di nuovi accordi o dichiarazioni d’intenti, se necessario. Rete Swissnex: gestita in stretta collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), la rete esterna della Confederazione per il settore ERI dispone di sei sedi principali distribuite a livello globale e di oltre 20 consiglieri scientifici attivi nelle ambasciate svizzere. La rete Swissnex è uno strumento di promozione importante nel panorama ERI svizzero per conferire una dimensione internazionale agli attori, in particolare tramite lo scambio di sapere, idee e talenti. Con Presenza

Svizzera esiste già un partenariato sulla base della strategia summenzionata e della Strategia di comunicazione internazionale, partenariato che punta a rafforzare la presenza del settore ERI nelle attività di comunicazione sovranazionali, per esempio nel quadro delle esposizioni universali e di campagne. Swissnex fornisce così un contributo essenziale per rafforzare la posizione della Svizzera in quanto centro d’eccellenza della ricerca e dell’innovazione. Per accrescere la competitività internazionale degli attori ERI nel periodo di sussidio 2025–2028 occorre agevolare il loro accesso alla rete Swissnex, ma anche aumentarne la visibilità e il raggio d’azione: − come anello di congiunzione, canale di comunicazione e piattaforma di collaborazione fra gli attori ERI in Svizzera e la rete Swissnex deve essere creato «Swissnex in Switzerland»: si tratta di un luogo d’incontro mobile e virtuale, inedito, pensato per una molteplicità di attori, fra cui anche esponenti della formazione e della ricerca, dell’industria creativa, delle start-up nonché istituti e imprese a orientamento internazionale. «Swissnex in Switzerland» svolge un ruolo fondamentale nell’interazione con gli ecosistemi d’innovazione a livello globale e fornisce informazioni centralizzate sulle tendenze e le possibilità in

materia di formazione, ricerca e innovazione. In questo modo gli attori ERI svizzeri hanno un unico accesso all’intera rete Swissnex di cui possono avvalersi per l’internazionalizzazione delle loro attività (outbound) e come fonte d’informazioni (inbound). − al contempo occorre ampliare la rete Swissnex in altre regioni del mondo particolarmente innovative (p. es. Germania, Paesi Bassi, Paesi nordici e Israele). Le sezioni scientifiche delle ambasciate svizzere interessate sostengono l’avvio di cooperazioni internazionali nel campo della ricerca e dell’innovazione. Si gettano così le basi per possibili programmi che potranno in parte essere attuati anche dalle sei sedi principali Swissnex. Grazie a queste misure la rete Swissnex può crescere e orientarsi in modo flessibile e dinamico alle esigenze e alle possibilità di cooperazione, contribuendo in modo ancora maggiore alla diversificazione della collaborazione internazionale nel settore ERI.

1.4 Rapporto con il programma di legislatura

Nel mese di gennaio 2023 il nostro Collegio ha adottato gli indirizzi politici e gli obiettivi per il programma di legislatura 2023–2027 75 . L’indirizzo politico 1 recita: «La Svizzera assicura la propria prosperità in modo sostenibile e coglie le opportunità offerte dalla tecnologia digitale». Per la politica ERI riveste particolare importanza l’obiettivo 4: «La Svizzera rimane all’avanguardia nel campo dell’istruzione, della ricerca e dell’innovazione». Il nostro Collegio adotterà il messaggio sul programma di legislatura 2023–2027 nel gennaio 2024.

1.5 Stralcio di interventi parlamentari

I seguenti interventi vengono tolti dal ruolo con il messaggio ERI 2025–2028. Spiegazioni più dettagliate vengono fornite nel testo del messaggio.

2020 P 20.3462 Postulato CSEC-S: Mantenere i sussidi federali a favore delle

strutture di ricerca nazionali

2020 P 20.3927 Postulato CSEC-N: Mantenere i sussidi federali a favore

delle strutture di ricerca nazionali Sintesi del testo dei postulati: Con i postulati 20.3462 e 20.3927 il Consiglio federale è incaricato di presentare i canali che intende utilizzare e le basi legali sulle quali intende fondarsi per continuare a versare, a partire dal 2025, i sussidi federali a favore delle strutture di ricerca nazionali, sussidi finora concessi sulla base dell’articolo 15 LPRI. Motivazione sintetica: Basandosi sui risultati della verifica del sostegno federale e delle basi legali pertinenti (LPSU e LPRI), non è prevista alcuna modifica di legge per quanto riguarda il sostegno alle strutture di ricerca di importanza nazionale (categoria b, istituzioni di ricerca). Il rapporto in adempimento del postulato verrà presentato entro fine 2023 (cfr. n. 2.10).

75 www.admin.ch > Documentazione > Comunicati stampa > Il Consiglio federale adotta gli indirizzi politici e gli obiettivi per il programma di legislatura 2023–2027

2021 M 21.3007 Mozione CSEC-N: Migliorare la gestione strategica e la

pianificazione del finanziamento della formazione professionale Sintesi del testo della mozione: Il Consiglio federale è invitato a elaborare, in collaborazione con i Cantoni, una proposta volta a migliorare la gestione strategica e la pianificazione del finanziamento della formazione professionale da parte dei Cantoni e a presentarla al Parlamento entro la fine del 2022. Motivazione sintetica: La migliore pianificazione del finanziamento della formazione professionale chiesta dalla mozione dovrà essere attuata dal 2025 tramite un limite di spesa specifico per i contributi forfettari ai Cantoni. In questo modo i contributi forfettari non subiranno più le oscillazioni dovute alle altre misure di sostegno del finanziamento orientato alla persona secondo l’articolo 56a LFPr o al finanziamento dello svolgimento degli esami federali di professione e degli esami professionali federali superiori secondo l’articolo 56 LFPr. I contributi ai Cantoni possono variare rispetto al decreto federale del messaggio ERI solamente nel quadro del dibattito annuale sul preventivo (per maggiori informazioni sul limite di spesa si rimanda ai n. 2.1 e 3.1). Il limite di spesa separato porta a una migliore pianificazione per i Cantoni e contribuisce a una gestione ottimizzata del finanziamento della formazione professionale. Se necessario, gli organismi esistenti possono intensificare lo scambio di informazioni fra la Confederazione e i Cantoni sul finanziamento della formazione professionale. In aggiunta agli organismi bilaterali che rappresentano la Confederazione e i Cantoni, risulta appropriata anche la CTFP, che riunisce tutti partner della formazione professionale.

2021 P 21.3008 Postulato CSEC-N: Trasparenza per quanto riguarda

l’impiego dei mezzi della Confederazione nel settore della formazione Sintesi del testo del postulato: Il postulato 21.3008 chiede di migliorare la trasparenza dei flussi finanziari tra Confederazione e Cantoni nel settore della formazione. Motivazione sintetica: Il rapporto congiunto di Confederazione e Cantoni sui flussi finanziari nel settore della formazione avviene perlopiù tramite il rapporto finanziario e il reporting della SEFRI e della CDPE 76. I rapporti illustrano il finanziamento ERI nella sua globalità, inserendolo in un ampio contesto di indicatori e descrizioni dei sistemi di finanziamento. Nel settore delle scuole universitarie è stata svolta una valutazione degli strumenti di finanziamento della LPSU.

76 www.sefri.admin.ch > Politica ERI > Rapporti sul finanziamento del settore ERI

2022 P 22.3390 Postulato CSEC-N: Pari opportunità e sostegno alle nuove

leve accademiche

Sintesi del testo del postulato: Il Consiglio federale è incaricato di presentare la situazione di fatto del corpo intermedio delle scuole universitarie svizzere e di rispondere, nell’ambito del messaggio ERI 2025–2028, a una serie di domande concernenti le misure concrete per migliorare la situazione. Motivazione sintetica: Per rispondere alle domande poste è stato commissionato un rapporto esterno, i cui risultati saranno noti nell’estate 2023 (cfr. n. 2.5).

2 Finanziamento dei settori di promozione: motivazione delle

domande di credito Ai numeri 2.1–2.12 sono descritte le modalità di promozione dei settori formazione, ricerca e innovazione, corrispondenti ai 12 decreti federali pertinenti. Per non perdere la visione d’insieme e garantire la trasparenza, al numero, al numero 2.13 si trovano alcune considerazioni su altri settori di promozione ERI che comportano spese significative ma per i quali non è presentata una domanda di credito nel quadro del presente messaggio (p. es. associazione ai programmi dell’UE, ricerca del settore pubblico). Al numero 4.1 figura una panoramica di tutti i crediti d’impegno e limiti di spesa richiesti come pure di tutte le spese previste. Da notare che nel periodo 2025–2028 l’importo dei crediti d’impegno non corrisponde necessariamente al totale delle spese previste. Un credito d’impegno autorizza il Consiglio federale ad assumere impegni finanziari per un determinato progetto durante un periodo definito. Poiché è possibile che i pagamenti corrispondenti non vengano effettuati lo stesso anno ma più tardi (p. es. nel 2028), i due totali nell’ambito del periodo ERI 2025–2028 possono non coincidere.

2.1 Formazione professionale

Situazione iniziale Formazione professionale di base La formazione professionale permette ai giovani di accedere al mondo del lavoro ed è la base per lo sviluppo professionale e l’apprendimento permanente. Attualmente in Svizzera è possibile scegliere fra 250 formazioni professionali di base. La formazione professionale di base è il percorso formativo più richiesto al livello secondario II. Secondo lo scenario di riferimento 77 dell’Ufficio federale di statistica (UST), nel decennio a venire il numero complessivo di allievi che frequentano il primo anno del livello secondario II aumenterà in modo costante (da 119 000 a 138 000 allievi tra il 2021 e il 2031; +16 %). Quest’evoluzione potrebbe variare in funzione del titolo di formazione e del Cantone. La disponibilità delle aziende svizzere a formare apprendisti permane elevata. La situazione sul fronte della manodopera specializzata varia a seconda del settore e della regione considerata. Poiché la formazione professionale di base poggia sulla disponibilità delle aziende a formare apprendisti, la SEFRI commissiona regolarmente indagini sui costi e sui benefici dell’attività formativa prestata da queste ultime 78. Due giovani su tre sono titolari di un diploma di formazione professionale di base. La Confederazione e i Cantoni perseguono l’obiettivo comune di portare al 95 per cento la percentuale di giovani di 25 anni con un diploma del livello secondario II. Secondo i dati dell’UST, nel 2021 la percentuale si attestava al 90,1 per cento. Se nel caso dei giovani con nazionalità svizzera nati in Svizzera l’obiettivo politico prefissato è stato

77 UST (2022): Scenari 2022–2031 per il sistema di formazione (www.bfs.admin.ch > Trovare statistiche > Formazione e scienza > Scenari per il sistema di formazione) 78 SUFFP (2019): Costi e benefici della formazione di apprendisti, quarta indagine (www.suffp.swiss > Ricerca > Osservatorio per la formazione professionale > Tematiche e tendenze > Formazione in apprendistato – quali benefici per le aziende?)

quasi raggiunto (93,1 %), nel caso degli stranieri nati in Svizzera e di quelli nati all’estero il valore è inferiore (rispettivamente 86,1 % e 78,9 %) 79. Per consentire al maggior numero possibile di interessati di conseguire un titolo del livello secondario II, viene messa a disposizione tutta una serie di strumenti (informazione e consulenza professionali, coaching, promozione dei posti di tirocinio ecc.). Inoltre, la collaborazione interistituzionale assume una notevole importanza a tutti i livelli. Formazione professionale superiore La formazione professionale superiore, che comprende i cicli di formazione nelle scuole specializzate superiori riconosciuti dalla Confederazione come pure gli esami federali di professione e gli esami professionali federali superiori, consente in particolare alle persone senza diploma di maturità di accedere a una specializzazione di livello terziario riconosciuta dallo Stato. Negli scorsi anni la Confederazione e i Cantoni hanno adottato diverse misure per mantenere attrattivi i cicli di formazione offerti da queste scuole. I contributi versati a chi ha frequentato un corso di preparazione a un esame federale (finanziamento orientato alla persona), introdotti nel 2018, sono uno strumento di promozione consolidato. Nel 2022 la Confederazione ha versato circa 110 milioni di franchi per compensare l’onere finanziario sostenuto dagli studenti del livello terziario. Affinché le scuole specializzate superiori (SSS) continuino a offrire percorsi formativi attrattivi a livello terziario, nel 2021 la SEFRI ha lanciato il progetto «Posizionamento delle scuole specializzate superiori» 80. Le approfondite discussioni con gli attori interessati e le analisi condotte hanno evidenziato che il sistema (SSS e diplomi rilasciati) funziona bene grazie all’orientamento alle esigenze del mercato del lavoro, che costituisce un tratto distintivo di questa formazione professionale. È stato individuato un margine di miglioramento per quanto riguarda la visibilità, la notorietà e la reputazione delle SSS nella società e nel mondo economico come pure il loro finanziamento. Le misure corrispondenti verranno attuate da inizio 2023 e contribuiranno anche a precisare i profili delle offerte formative del livello terziario (cfr. n. 1.3.2, obiettivo 4 degli obiettivi comuni di politica della formazione) 81. Apprendimento permanente

Nel complesso, il livello di istruzione e la partecipazione ad attività di formazione continua in Svizzera sono elevati rispetto agli altri Paesi. Tuttavia, rispetto al resto della popolazione attiva, le persone senza titolo post-obbligatorio o con competenze di base lacunose partecipano in misura inferiore alla media alla formazione continua e presentano un tasso di disoccupazione superiore alla media.

79 UST (2022): Indicatori della formazione (www.bfs.admin.ch > Trovare statistiche > Formazione e scienza > Indicatori della formazione) 80 SEFRI (2021): Rapporto intermedio «Posizionamento delle scuole specializzate superiori» (www.sefri.admin.ch > Formazione > Formazione professionale e continua > Formazione professionale superiore > Scuole specializzate superiori > Progetto sul posizionamento delle SSS > Posizionamento delle scuole specializzate superiori) 81 SEFRI (2022): Rapporto intermedio «Posizionamento delle scuole specializzate superiori – Conclusioni del 2022 e prossimi passi» (www.sefri.admin.ch > Formazione > Formazione professionale e continua > Formazione professionale superiore > Scuole specializzate superiori > Progetto sul posizionamento delle SSS > Posizionamento delle scuole specializzate superiori)

La Confederazione promuove l’apprendimento permanente nell’ambito di varie leggi (cfr. n. 2.2 Formazione continua). Le misure adottate sulla base della legge sulla formazione professionale sono:

  • il programma di promozione «Semplicemente meglio!... al lavoro», che si focalizza sulle competenze di base e si rivolge alle aziende che intendono offrire al proprio personale possibilità formative per affrontare le sfide che si presentano sul posto di lavoro;
  • il sostegno all’inserimento, al reinserimento e al cambiamento di indirizzo di studi nell’intero sistema formativo, che è stato recepito nel 2015 negli obiettivi comuni di politica della formazione della Confederazione e dei Cantoni ed è stato confermato nella relativa Dichiarazione del 2019 (obiettivo 6, cfr. n. 1.3.2). Negli scorsi anni sono stati fatti progressi in questo senso, per esempio la percentuale di adulti che hanno ottenuto un titolo di formazione professionale è aumentata del 37 per cento rispetto al 2014;
  • contributi per favorire l’acquisizione di qualifiche superiori mediante un finanziamento orientato alla persona per i corsi di preparazione agli esami federali nonché contributi forfettari ai Cantoni per finanziare le scuole specializzate superiori;
  • nell’ambito del progetto viamia è stata sviluppata un’offerta di valutazione e consulenza gratuita destinata alle persone a partire da 40 anni per permettere loro di pianificare attivamente la propria carriera. viamia rientra nel pacchetto di misure decise dal Consiglio federale nel 2019 per promuovere la manodopera residente e dal 2022 è esteso a tutta la Svizzera. La Confederazione sosterrà i Cantoni fino alla fine del 2024 con un contributo annuo di circa 8 milioni di franchi.

Obiettivi Secondo l’articolo 1 della legge sulla formazione professionale (LFPr) la formazione professionale è compito comune di Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro. Insieme, i tre partner si impegnano per garantire una formazione di alta qualità e un’offerta sufficiente di posti di tirocinio e di cicli di formazione in Svizzera. Con l’iniziativa «Formazione professionale 2030», la cui attuazione compete alla Conferenza tripartita della formazione professionale (CTFP), puntano inoltre a sviluppare il sistema di formazione professionale. I partner hanno definito i seguenti orientamenti prioritari:

  • orientare la formazione professionale all’apprendimento permanente;
  • flessibilizzare le offerte formative;
  • potenziare le attività di informazione e consulenza durante l’intera carriera formativa e professionale;
  • migliorare la governance e rafforzare il partenariato;
  • promuovere la digitalizzazione e le nuove tecnologie di apprendimento;
  • ridurre la densità normativa e snellire la burocrazia.

L’obiettivo della Confederazione per il periodo ERI 2025–2028 è sostenere, nell’ambito della propria politica di promozione, gli orientamenti prioritari definiti insieme ai partner della formazione professionale, in modo da ottimizzare costantemente le condizioni quadro per lo sviluppo professionale, l’apprendimento permanente e la partecipazione alla formazione. Inoltre, grazie all’apertura e all’orientamento della formazione professionale alle esigenze del mercato del lavoro, le offerte formative, via via aggiornate, contribuiscono al raggiungimento di obiettivi generali, tra cui l’attuazione degli obiettivi climatici.

Misure Copertura del fabbisogno di personale qualificato Nell’ambito della collaborazione con i partner della formazione professionale, la Confederazione si adopera per fornire all’economia personale qualificato e per garantire il rispetto e lo sviluppo delle condizioni quadro. Dal canto loro, i Cantoni provvedono all’esecuzione dei compiti, mentre le associazioni professionali, le organizzazioni di settore e gli enti responsabili definiscono i contenuti formativi e le procedure di qualificazione adeguandoli regolarmente alle condizioni del mercato del lavoro. Lo sviluppo delle professioni nella formazione professionale di base e in quella superiore rimane una priorità della Confederazione anche nel periodo 2025–2028. Se da un lato gli enti responsabili verificano periodicamente le loro offerte di formazione formali, dall’altro la Confederazione ottimizza le condizioni quadro, per esempio sostenendo gli enti responsabili nello sviluppo delle formazioni attraverso la promozione di progetti. La Confederazione sostiene inoltre iniziative mirate, come varie misure per rafforzare la promozione delle professioni MINT o per eliminare gli stereotipi che influenzano la scelta professionale. L’offerta formativa in Svizzera è ampia, in linea con i bisogni del mercato e può essere adeguata in ogni momento alle nuove esigenze. Le possibilità non mancano e vanno dall’apprendimento informale sul posto di lavoro ai corsi non formali, fino ai seminari di formazione professionale continua e alle offerte di formazione formali (p. es. formazione professionale superiore). La formazione professionale continua assume grande importanza quando si tratta di reagire rapidamente a cambiamenti o a mega- tendenze in atto come i cambiamenti climatici. Le associazioni professionali e le istituzioni attive nel campo della formazione progettano offerte formative corrispondenti. La Confederazione può sostenere la formazione professionale continua nell’ambito della promozione di progetti (art. 54 e 55 LFPr). Garantire l’attrattività della formazione professionale La Confederazione si impegna a garantire l’equivalenza tra la formazione professionale e le scuole di formazione generale / scuole universitarie. In questo modo contribuisce a un mix ideale tra personale qualificato e dirigenti. La maturità professionale deve rimanere anche in futuro un’offerta formativa

attrattiva per giovani con ottime potenzialità. Nell’ambito del progetto «Maturità professionale 2030» verrà valutata la necessità di adeguamento di questo percorso formativo. La SEFRI prevede di emanare le basi riviste sulla maturità professionale nel 2025.

La Confederazione sosterrà la formazione professionale superiore anche nel periodo 2025–2028 e riconferma il finanziamento orientato alla persona per chi ha seguito un corso di preparazione a un esame federale di professione o a un esame professionale federale superiore, un sistema che si è rivelato efficace. Anche le scuole specializzate superiori dovranno rimanere attrattive. A tal fine, da inizio 2023 la SEFRI concretizzerà insieme ai partner della formazione professionale le misure definite congiuntamente e le attuerà in tempi brevi. A seconda del tipo di misura, saranno eventualmente necessari adeguamenti legislativi 82. Un importante compito della SEFRI è dare visibilità alle molteplici opportunità di carriera che la formazione professionale offre. Pertanto, sostiene l’organizzazione di campionati delle professioni e la partecipazione a questo tipo di eventi come pure l’organizzazione di saloni regionali delle professioni. Tra le altre misure vi sono per esempio le campagne e i contributi al portale intercantonale di informazione e orientamento professionale. Garantire la capacità della formazione professionale di affrontare le sfide future Con l’iniziativa «Formazione professionale 2030» i partner della formazione professionale puntano ad anticipare i mutamenti sociali e l’evoluzione del mercato del lavoro e ad adeguare la formazione professionale alle sfide future. Anche nel periodo 2025–2028 la Confederazione parteciperà all’iniziativa con progetti propri. Potrà inoltre sostenere progetti lanciati dagli altri partner. La formazione professionale e la formazione continua sono un motore fondamentale per attuare uno sviluppo sostenibile. La SEFRI promuove lo sviluppo sostenibile in virtù della legge sulla formazione professionale (LFPr). Nel periodo 2025–2028 la Confederazione porterà avanti il programma di promozione «Sviluppo sostenibile nella formazione professionale» (lancio previsto nell’autunno 2023) focalizzandosi sull’informazione, sul coordinamento, sul trasferimento di conoscenze e sulla promozione di progetti. Promuovere l’apprendimento permanente Il sistema formativo svizzero è strutturato in modo da rendere possibile in ogni momento una riconversione professionale e l’apprendimento permanente. Questo spiega l’elevata mobilità professionale nel nostro Paese. La Confederazione si adopera

per creare condizioni quadro favorevoli all’apprendimento permanente (inclusi riorientamento e riqualificazione). A tal fine, nel periodo 2025–2028 promuove una serie di misure: - sulla base di un impegno sottoscritto nel 2022, i partner della formazione professionale si adoperano per migliorare ulteriormente le condizioni quadro della qualificazione professionale degli adulti. La convalida delle prestazioni di formazione verrà agevolata e gli adulti e le imprese avranno accesso a un’offerta di informazione, consulenza e supporto. In tutta la Svizzera si punta a rendere disponibile un numero sufficiente di posti di formazione, offerte formative e

82 Cfr. Rapporto «Posizionamento delle scuole specializzate superiori» (www.sefri.admin.ch > Formazione > Formazione professionale e continua > Formazione professionale superiore > Scuole specializzate superiori > Progetto sul posizionamento delle SSS > Posizionamento delle scuole specializzate superiori)

procedure di qualificazione per gli adulti e a offrire condizioni finanziarie interessanti;

  • la Confederazione ha deciso di prorogare fino al 2028, in forma degressiva, il suo sostegno all’offerta gratuita di consulenza e valutazione della situazione professionale viamia destinata ai lavoratori a partire dai 40 anni (2025: 80 %, 2026: 60 %, 2027: 40 %, 2028: 20 %). I Cantoni potranno così consolidare l’offerta introdotta nel 2022, farla conoscere a un pubblico più ampio e integrarla nelle loro strutture ordinarie entro la fine del 2028. Inoltre, nei limiti delle possibilità offerte dalla legge, la Confederazione sostiene i Cantoni nell’attuazione a lungo termine della strategia nazionale per l’orientamento professionale, universitario e di carriera;
  • sul fronte degli enti pubblici, i Cantoni possono concedere borse di studio e prestiti, mentre la Confederazione può sovvenzionare i Cantoni per le loro spese in materia di sussidi all’istruzione secondo l’articolo 66 della Costituzione federale (cfr. n. 2.3);
  • con il programma di promozione «Semplicemente meglio!... al lavoro» la Confederazione continua a promuovere la formazione continua volta all’acquisizione di competenze di base. Agevolare l’integrazione nella società I partner della formazione professionale puntano a fare in modo che il 95 per cento dei giovani di 25 anni possieda un diploma del livello secondario II (cfr. obiettivo 2 degli obiettivi comuni di politica della formazione, n. 1.3.2). La Confederazione sostiene i Cantoni versando contributi forfettari che permettono di finanziare per esempio lezioni di sostegno e di recupero nelle scuole professionali o il sostegno individuale speciale nelle formazioni professionali di base biennali. Parallelamente, può promuovere progetti propri. Lo scopo del progetto «Cultura generale 2030» è adeguare l’insegnamento della cultura generale nella formazione professionale di base alle sfide future che verranno dalla società e dal mondo del lavoro. A tal fine, l’insegnamento della cultura generale viene esaminato e sviluppato. L’educazione alla cittadinanza continuerà ad avere un ruolo importante nel programma quadro d’insegnamento. L’entrata in vigore della revisione dei testi di riferimento è prevista per il 2026. Mettere la competenza al servizio della formazione professionale

La Scuola universitaria federale per la formazione professionale (SUFFP) è il centro di competenza nazionale per la formazione professionale con sedi nelle tre regioni linguistiche del Paese. Si occupa della formazione e della formazione continua delle persone responsabili della formazione professionale, svolge attività di ricerca, sostiene lo sviluppo delle professioni e supporta la collaborazione internazionale in materia di formazione professionale. La fornitura di prestazioni di alta qualità in tutto il Paese richiede un elevato investimento di risorse. Un finanziamento solido è il presupposto necessario affinché la SUFFP possa continuare a svolgere il proprio ruolo in linea con le esigenze dell’utenza e generare un valore aggiunto significativo per la società.

Nel periodo 2025–2028 la SUFFP intende portare avanti il proprio impegno in importanti ambiti strategici, intensificandolo in quelli per i quali è stato riscontrato un fabbisogno particolare nell’attuale periodo ERI:

  • orientare l’offerta all’apprendimento permanente: la SUFFP elabora il tema dell’apprendimento permanente sia nell’insegnamento che nella ricerca. Analizza i percorsi formativi e professionali, evidenzia le competenze che assumeranno maggiore importanza in futuro e sviluppa piani concettuali che consentono di promuovere le competenze nei luoghi di formazione;
  • generare e diffondere conoscenze relative al campo tematico «tecnologie educative»: la SUFFP studia l’impiego delle tecnologie educative nella formazione professionale e aiuta le persone responsabili della formazione professionale a riflettere in modo differenziato sugli effetti della digitalizzazione nell’insegnamento e a impiegare efficacemente gli strumenti digitali durante le lezioni;
  • sensibilizzare ai temi legati allo sviluppo sostenibile nella formazione professionale: grazie al suo stretto legame con la pratica, la SUFFP può fungere da moltiplicatore per il tema dello sviluppo sostenibile nella formazione professionale e promuove una concezione di sviluppo sostenibile che integra aspetti di sostenibilità sociale, ecologica ed economica;
  • promuovere il riconoscimento del sistema svizzero di formazione professionale: chi ha conseguito un titolo di formazione professionale svizzero deve tener conto del fatto che il mercato del lavoro è globalizzato. La SUFFP sostiene la Confederazione nella cooperazione internazionale in materia di formazione professionale e contribuisce a migliorare la visibilità e il riconoscimento del sistema di formazione professionale duale in Svizzera e all’estero. La Confederazione promuove la ricerca nel settore della formazione professionale (art. 4 cpv. 1 LFPr) anche al di fuori della SUFF con l’obiettivo di garantire lo sviluppo sistematico e duraturo della ricerca in questo campo e produrre conoscenze utili per la gestione e lo sviluppo della formazione professionale. Per verificare lo sviluppo mirato del programma, durante il periodo ERI 2025–2028 verrà nuovamente condotta una valutazione complessiva (art. 2 cpv. 2 OFPr). Per il resto, il programma verrà portato avanti con gli strumenti disponibili 83. Finanze

Aiuti finanziari della Confederazione alla formazione professionale La formazione professionale è compito comune di Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro, che partecipano congiuntamente al suo finanziamento. Secondo l’articolo 59 capoverso 2 LFPr, il valore indicativo per la partecipazione da parte della Confederazione ammonta a un quarto delle spese per la formazione professionale. Dal 2008 la maggior parte dei contributi della Confederazione è versata ai Cantoni in maniera forfettaria (contributi forfettari orientati alle prestazioni). Ciò permette ai Cantoni di impiegare le risorse in maniera

83 Il programma di promozione è descritto in dettaglio nell’allegato 7 del presente messaggio, dedicato alla ricerca del settore pubblico, e nel piano direttore della ricerca sulla formazione professionale per gli anni 2025–2028.

responsabile e mirata, dato che i sussidi federali non sono vincolati a offerte o a investimenti specifici. Inoltre, un aumento della spesa dei Cantoni destinata alla formazione professionale porta automaticamente a un aumento proporzionale della partecipazione finanziaria della Confederazione. Oltre a versare contributi forfettari ai Cantoni, la Confederazione può, sulla base degli articoli 54 e 55 LFPr, sostenere direttamente progetti di sviluppo concreti come pure prestazioni speciali di interesse pubblico. Questa forma di promozione orientata alla domanda comprende per esempio il sostegno fornito ad associazioni di settore e enti responsabili dell’organizzazione degli esami affinché adeguino i loro cicli di formazione tenendo conto dei più recenti sviluppi sociali e tecnici, traducano il materiale didattico in altre lingue ufficiali, partecipino all’iniziativa viamia o organizzino progetti pilota e studi. Vengono inoltre sostenute misure che rientrano nell’iniziativa «Formazione professionale 2030» o che riguardano l’apprendimento permanente, la promozione delle competenze di base sul posto di lavoro e la partecipazione ai campionati nazionali delle professioni (SwissSkills). La pandemia di COVID-19 ha mostrato come la promozione di progetti possa reagire rapidamente se vi sono mezzi sufficienti. I fondi messi a preventivo per il periodo 2025–2028 poggiano su queste esperienze. Permettono di sostenere le attuali misure e di disporre di un margine di manovra per promuovere eventuali misure supplementari, per esempio nel campo dell’apprendimento permanente, della digitalizzazione o dell’eventuale svolgimento dei campionati europei delle professioni (EuroSkills 2029) in Svizzera. Con il sistema di finanziamento orientato alla persona introdotto nel 2018 per chi ha frequentato i corsi di preparazione agli esami di professione e agli esami professionali superiori, la Confederazione ha assunto un compito finanziato fino ad allora dai Cantoni. Per poter utilizzare in modo più flessibile i mezzi per la formazione professionale, si era deciso che i contributi forfettari dei Cantoni e i fondi per la formazione professionale superiore (finanziamento orientato alla persona [nuovo] e sostegno per l’organizzazione degli esami federali di professione e degli esami professionali superiori [esistente]) sarebbero stati stanziati congiuntamente in un unico credito.

Come previsto, lo stanziamento di risorse per il finanziamento orientato alla persona si è rivelato difficile. Mentre tra il 2018 e il 2021 i fondi stanziati hanno superato la domanda (235 mio. di franchi hanno potuto essere versati ai Cantoni successivamente), nel 2022 si sono rivelati insufficienti (12 mio. di franchi hanno dovuto essere compensati all’interno della formazione professionale). Si può partire dal presupposto che nei prossimi anni la domanda nella formazione professionale superiore aumenterà ulteriormente. Pertanto, nel periodo 2025–2028 verranno aumentati i contributi corrispondenti. Dopo la fase transitoria con l’introduzione del finanziamento orientato alla persona, l’importo dei contributi a disposizione dei Cantoni e della formazione professionale superiore tornerà a essere più prevedibile e offrirà una migliore possibilità di pianificazione, in particolare ai Cantoni. Come avvenuto fino al 2018, anche nel periodo considerato i contributi forfettari verranno richiesti in un limite di spesa distinto, così come i mezzi per la formazione professionale superiore (in futuro vi saranno due limiti di spesa separati;

cfr. adeguamento della legge al n. 3.1e art. 1 e 2 del decreto federale 1). Pertanto, l’attuale meccanismo di compensazione tra questi due ambiti viene a cadere. Con i mezzi previsti la SUFFP può svolgere i propri compiti e sostenere gli attori della formazione professionale mettendo loro a disposizione la propria competenza. L’aumento dello stanziamento permette alla SUFFP di concentrarsi maggiormente su esigenze quali l’orientamento alle competenze operative o il plurilinguismo nell’ambito della formazione professionale. Quota di partecipazione della Confederazione La quota di partecipazione della Confederazione alle spese per la formazione professionale di competenza del settore pubblico è cresciuta costantemente dall’entrata in vigore, nel 2004, della nuova LFPr. Dal 2012 vengono messi a disposizione mezzi sufficienti per rispettare il valore indicativo previsto per la Confederazione, pari a un quarto delle spese complessive. Figura 2

Evoluzione della quota della Confederazione dal 2017 al 2028 84

Con le misure proposte per il periodo ERI 2025–2028, e tenuto conto del relativo finanziamento, il buon equilibrio raggiunto nella ripartizione dei costi tra Confederazione e Cantoni non viene modificato. Secondo le previsioni, i fondi messi a disposizione permettono infatti di raggiungere ogni anno il valore indicativo di un quarto. Pertanto, la Confederazione rispetta il valore indicativo previsto dalla legge per la partecipazione ai costi della formazione professionale.

84 Calcoli della SEFRI, dati confermati dalla Conferenza svizzera degli uffici della formazione professionale (CSFP).

Tabella 3 Spese previste nel periodo ERI 2025–2028

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Contributi forfettari ai Cantoni 705,0 712,2 730,6 751,0 764,3 2 958,1 (art. 53 LFPr) Formazione professionale 164,3 167,0 169,0 171,0 173,0 680,0 superiore − Organizzazione degli 42,0 43,0 43,6 44,1 44,7 175,4 esami federali e dei cicli di formazione nelle scuole specializzate superiori (art. 56 LFPr) − Contributi alle persone 122,3 124,0 125,4 126,9 128,3 504,6 che hanno seguito corsi di preparazione agli esami federali (art. 56a LFPr) Sviluppo della formazione 44,6 45,0 45,5 46,0 50,0 186,5 professionale e prestazioni speciali di interesse pubblico (art. 4 e art. 52 cpv. 3 LFPr) SUFFP (art. 48 LFPr) 38,6 40,1 41,0 42,0 43,6 166,7 Totale 952,4 964,3 986,1 1 010,0 1 030,9 3 991,3 Ricerca nel settore della 4,0 4,1 4,1 4,2 4,2 16,5 formazione professionale (art. 4 cpv. 1 LFPr)* Ubicazione SUFFP in edifici 2,4 2,5 2,5 2,5 2,5 9,9 federali* Spese per beni e servizi nella 2,6 2,6 2,6 2,6 2,6 10,4 formazione professionale*/** Totale 961,4 973,5 995,3 1 019,2 1 040,1 4 028,1

* Questi contributi saranno richiesti come di consueto nel quadro del preventivo annuale e non sono compresi nel limite di spesa del messaggio ERI. Poiché si tratta di contributi che rientrano nel valore indicativo previsto per la Confederazione vengono indicati per motivi di trasparenza. ** Le spese per beni e servizi nella formazione professionale includono per esempio le spese per le campagne di promozione o per la remunerazione di esperti nelle procedure di riconoscimento. Cfr. disegno 1: Decreto federale sul finanziamento della formazione professionale negli anni 2025–2028

2.2 Formazione continua

Situazione iniziale Alla luce della rapida evoluzione delle esigenze del mercato del lavoro e degli sviluppi in atto nella società, la formazione continua riveste un’importanza sempre maggiore. Secondo la LFCo, per formazione continua si intende la formazione non formale, ossia corsi, seminari e altri programmi formativi al di fuori della formazione formale.

Può avere uno scopo professionale o extraprofessionale e in linea di principio non dipende dall’età o dal livello di istruzione. Secondo il principio della responsabilità sancito dalla LFCO, ognuno è responsabile della propria formazione continua e i datori di lavoro favoriscono la formazione continua dei propri collaboratori. La Confederazione e i Cantoni disciplinano o finanziano la formazione continua laddove si riscontrano carenze o laddove emerge la necessità di un sostegno finanziario per l’adempimento di compiti statali. Gran parte della promozione della formazione continua esula dagli strumenti del settore ERI e serve a sostenere politiche settoriali (cfr. fig. 3). La formazione continua consente per esempio di promuovere l’integrazione di disoccupati, di persone con disabilità o di migranti nel mercato del lavoro e nella società. Nel settore dello sport e della cultura, contribuisce alla coesione sociale, mentre nei settori dell’ambiente, dell’energia e dell’agricoltura le misure di formazione continua perseguono obiettivi ecologici. La promozione della formazione continua permette infine di attuare obiettivi di politica di sicurezza. Figura 3 Spese della Confederazione e delle assicurazioni sociali per la formazione continua nel 2021 per settore politico (in mio. fr.) 85 Sicurezza; 25.0 Assicurazioni sociali; 274.9 Altro; 1.4 ERI; 177.0 Affari sociali; Trasporti; 31.3 48.0

Integrazione; Cultura e Ambiente, energia e

53.0 sport; 20.9 agricoltura; 7.3

Nel 2021, i costi dell’81 per cento dei corsi di formazione professionale continua frequentati dai lavoratori (esclusi i corsi sul posto di lavoro) sono stati assunti integralmente dai datori di lavoro, dallo Stato o da terzi. Per circa il 6 per cento dei corsi i partecipanti hanno sostenuto una spesa superiore a 1000 franchi. Nel caso delle attività formative extraprofessionali, il 25 per cento è risultato gratuito, mentre per il

18 per cento i partecipanti hanno speso più di 1000 franchi.

Le misure di sostegno previste dalla LFCo entrata in vigore nel 2017 riguardano da un lato le prestazioni fornite da organizzazioni della formazione continua nel settore dell’informazione, del coordinamento, dello sviluppo della qualità nonché dello sviluppo in materia di formazione continua, dall’altro i programmi cantonali per l’acquisizione e il mantenimento di competenze di base degli adulti. Le competenze di base, quali lettura, scrittura, espressione orale in una lingua nazionale, matematica elementare e utilizzo di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, sono la

85 Calcoli della SEFRI, dati ricavati dall’indagine condotta presso gli uffici federali.

premessa per l’apprendimento permanente e l’utilizzo di prestazioni fondamentali e per la partecipazione alla vita sociale. La promozione dell’acquisizione e del mantenimento delle competenze di base degli adulti contribuisce pertanto direttamente allo sviluppo sostenibile e alle pari opportunità. Nel periodo ERI 2021–2024, 21 Cantoni hanno creato un programma di promozione delle competenze di base. Obiettivi Promozione delle competenze di base degli adulti La Confederazione e i Cantoni si adoperano, insieme ai partner sociali e alle organizzazioni della formazione continua, per consentire agli adulti di acquisire e mantenere le competenze di base. Queste competenze promuovono la partecipazione alla vita sociale, culturale e politica, l’accesso alla formazione di base e continua e l’idoneità al mercato del lavoro. La promozione di programmi cantonali per l’acquisizione e il mantenimento delle competenze di base degli adulti è sussidiaria rispetto alle leggi speciali con i relativi gruppi target. Questa situazione richiede un grande coordinamento, in particolare nella promozione delle competenze di base nel quadro degli articoli 53–55a della legge federale del 16 dicembre 2005 86 sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI). Gli uffici federali coinvolti provvedono a definire i rispettivi ruoli e ad attuare in maniera coordinata le raccomandazioni ritenute prioritarie sulla base dello studio «Promozione delle competenze di base – interfacce e qualità» realizzato nell’ambito della collaborazione interistituzionale (CII). Promozione delle prestazioni fornite da organizzazioni della formazione continua Le organizzazioni della formazione continua forniscono prestazioni nei settori dell’informazione, del coordinamento, dello sviluppo della qualità e della formazione continua che sono rilevanti per il sistema della formazione continua, contribuendo in tal modo ad attuare i principi sanciti dalla LFCo. Misure I programmi cantonali che promuovono l’acquisizione e il mantenimento delle competenze di base degli adulti perseguono i seguenti orientamenti prioritari:

  • domanda: migliorare l’accesso e aumentare la partecipazione degli adulti alle offerte di formazione continua nel settore delle competenze di base;
  • offerta: mettere a disposizione un’offerta di formazione continua di alta qualità, orientata ai bisogni e alla pratica, nel settore delle competenze di base;
  • coordinamento: garantire il coordinamento degli attori e delle iniziative pertinenti nel settore delle competenze di base;
  • monitoraggio: migliorare la base di dati per verificare il raggiungimento degli obiettivi e capire dove sussistono inefficienze. Le organizzazioni della formazione continua forniscono prestazioni in particolare nei seguenti ambiti:

86 RS 142.20

  • informazione: sensibilizzazione all’apprendimento permanente e alle possibilità di consulenza, in particolare per persone che non hanno praticamente mai partecipato ad attività di formazione continua; sensibilizzazione dei formatori al tema della trasformazione digitale e all’impiego delle TIC nei corsi; promozione degli scambi in materia di formazione continua e inclusione;
  • qualità: promozione della trasparenza nel sistema di formazione continua per quanto riguarda l’offerta, il finanziamento, la qualità, la convalida delle competenze acquisite e la compatibilità; ottimizzazione della base di dati per riconoscere eventuali inefficienze nel sistema di formazione continua; miglioramento degli scambi tra scienza e prassi. Finanze Il periodo successivo all’introduzione della LFCo è stato caratterizzato dalla creazione delle strutture necessarie alla promozione delle competenze di base degli adulti. Per sostenere questo sforzo, nei due precedenti periodi di sussidio la Confederazione ha aumentato in misura significativa i propri contributi ai Cantoni. Nel periodo ERI 2025–2028 si tratta di consolidare queste strutture e di ampliare e mantenere l’offerta. I cinque Cantoni che non hanno ancora concluso un accordo di programma con la SEFRI avranno inoltre la possibilità di ottenere aiuti finanziari e di sviluppare la propria offerta. Rispetto al periodo precedente, il Consiglio federale chiede più mezzi e propone un limite di spesa di 76,8 milioni di franchi. L’ordinanza del 24 febbraio 2016 87 sulla formazione continua (OFCo) prevede un impegno almeno equivalente da parte delle autorità cantonali per la promozione delle competenze di base. I contributi alle organizzazioni della formazione continua continueranno a essere versati nella misura prevista finora. Tabella 4 Spese previste nel periodo ERI 2025–2028 Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Organizzazioni della 4,3 4,4 4,4 4,5 4,5 17,7 formazione continua Aiuti finanziari ai Cantoni 13,8 14,1 14,6 15,0 15,4 59,1 nell’ambito delle competenze di base Totale 18,0 18,5 19,0 19,4 19,9 76,8

Cfr. disegno 2: Decreto federale sul finanziamento della formazione continua negli anni 2025–2028

2.3 Sussidi all’istruzione

Situazione iniziale L’ambito dei sussidi all’istruzione è un compito parzialmente condiviso da Confederazione e Cantoni 88. L’assegnazione dei sussidi compete ai Cantoni. Nel 2021 sono stati erogati sussidi (destinati a tutti i livelli di formazione) per un importo

87 RS 419.11

88 Art. 66 cpv. 1 Cost.

complessivo di circa 372 milioni di franchi (circa 351 mio. fr. per borse di studio e 20 mio. fr. sotto forma di prestiti) 89. La Confederazione sostiene i Cantoni per quanto riguarda le spese relative al livello terziario con un contributo forfettario in base alla popolazione residente. Il presupposto è che i Cantoni interessati soddisfino al più tardi entro il termine stabilito i requisiti previsti agli articoli 3, 5–14 e 16 dell’Accordo intercantonale sull’armonizzazione dei criteri per la concessione degli aiuti allo studio (concordato sulle borse di studio). Il concordato sulle borse di studio, entrato in vigore il 1°marzo 2013, punta ad armonizzare le legislazioni cantonali in questo ambito. A oggi vi hanno aderito 22 Cantoni (che insieme rappresentano il 94 % della popolazione totale) che hanno recepito nella loro legislazione sulle borse di studio i principi e gli standard minimi stabiliti (fase di armonizzazione formale) 90. Secondo il concordato, l’importo minimo di una borsa di studio è di 16 000 franchi all’anno per il livello terziario e di 12 000 franchi all’anno per il livello secondario II. Dopo aver adeguato le basi normative, i Cantoni – in particolare quelli che hanno aderito al concordato – hanno avviato l’armonizzazione materiale dei sussidi all’istruzione e hanno emanato raccomandazioni per il calcolo dei sussidi. I Cantoni che intendono rivedere la propria legislazione in materia di borse di studio fanno riferimento a queste raccomandazioni. Obiettivi Con la legge sui contributi alle spese dei Cantoni per borse e prestiti di studio nella formazione terziaria (legge sui sussidi all’istruzione) in vigore dal 2016 91, il nostro Collegio mira a incentivare l’armonizzazione a livello cantonale. I sussidi all’istruzione cantonali agevolano l’accesso alla formazione, assicurano agli studenti condizioni di vita adeguate, permettono di scegliere liberamente il percorso di formazione e quello professionale (oltre che l’istituto di formazione) e promuovono la mobilità. I sussidi federali a favore dei Cantoni per il sostegno al livello terziario permettono quindi di sfruttare meglio i potenziali talenti disponibili in Svizzera e promuovono la parità di trattamento fra gli studenti delle scuole universitarie e quelli della formazione professionale superiore (cfr. n. 1.3.2, obiettivi 4 e 8 degli obiettivi

comuni di politica della formazione). I sussidi all’istruzione consentono inoltre di ridurre le interruzioni degli studi dovute a difficoltà finanziarie (cfr. n. 1.3.2, obiettivo

5 degli obiettivi comuni di politica della formazione).

Misure La Confederazione continuerà a versare ai Cantoni sussidi per le borse di studio e i prestiti al livello terziario nella misura finora prevista e nel rispetto delle disposizioni della legge sui sussidi all’istruzione. Parteciperà inoltre alla copertura dei costi sostenuti dall’ufficio di coordinamento per l’attuazione del concordato presso la CDPE (art. 6). Con la crescente armonizzazione a livello intercantonale dei sussidi all’istruzione e il sostegno garantito dalla Confederazione ai Cantoni per i sussidi alla formazione terziaria, i criteri per la concessione e le basi di calcolo si allineeranno ulteriormente.

89 www.bfs.ch > Trovare statistiche > Formazione e scienza > Finanze del sistema di formazione > Borse di studio e prestiti per la formazione

90 www.edk.ch > Temi > Borse di studio (stato: 13.03.2023)

91 RS 416.0

Finanze Per i sussidi all’istruzione il Consiglio federale propone un limite di spesa di 101,3 milioni di franchi. Tabella 5 Spese previste nel periodo ERI 2025–2028 Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Sussidi all’istruzione 24,7 24,9 25,2 25,5 25,7 101,3 Totale 24,7 24,9 25,2 25,5 25,7 101,3

Cfr. disegno 3: Decreto federale sul finanziamento di contributi ai Cantoni per sussidi all’istruzione negli anni 2025–2028

2.4 Settore dei PF

Situazione iniziale Il settore dei PF e i suoi istituti Il settore dei PF comprende i due politecnici federali di Zurigo (PFZ) e Losanna (PFL), l’Istituto Paul Scherrer (PSI), l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA) e l’Istituto federale per l’approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque (EAWAG). Il Consiglio dei PF è l’organo direttivo strategico nonché l’organo di vigilanza del settore. I due politecnici federali e i quattro istituti di ricerca sono enti autonomi di diritto pubblico dotati di personalità giuridica propria. Tra i compiti principali del settore dei PF figurano la ricerca di eccellenza e l’insegnamento basato sulla ricerca di altissimo livello come pure la concezione, lo sviluppo e la gestione di grandi infrastrutture e piattaforme di ricerca all’avanguardia, che vengono messe a disposizione sia degli attori nazionali del settore ERI sia dei partner industriali e dei ricercatori all’estero, nonché il trasferimento di sapere e tecnologie (TST). Inoltre, gli istituti del settore dei PF sono impegnati in numerosi ambiti, come la collaborazione e il coordinamento all’interno dello spazio universitario svizzero o il dialogo con la società. Il settore PF adempie numerosi altri compiti attribuitigli dalla Confederazione che esulano dal mandato principale definito dalla legge (p. es. Bollettino valanghe nazionale, Servizio sismico svizzero, Center for Security Studies). Il settore dei PF conta oltre 24 000 collaboratori e 37 000 studenti e dottorandi (stato fine 2022) e gode di un’eccellente reputazione a livello internazionale quale polo di formazione e di ricerca. Valutazione intermedia 2023 A metà di ogni periodo ERI, il DEFR incarica un gruppo di esperti di effettuare una valutazione del settore dei PF. I risultati della valutazione sono attesi per la fine del 2023. Il nostro Collegio terrà conto delle raccomandazioni formulate dal gruppo di esperti al momento della definizione degli obiettivi strategici per il settore dei PF nel

periodo 2025–2028 come pure delle priorità strategiche menzionate nel presente messaggio e della pianificazione strategica del Consiglio dei PF 92. Sfide Il Consiglio dei PF identifica sei sfide globali (cfr. pianificazione strategica del Consiglio dei PF, pag. 9 seg.) che assumeranno particolare rilevanza nel periodo ERI 2025–2028 e per le quali il settore dei PF può fornire un contributo determinante in vista dell’elaborazione di soluzioni:

  • promuovere e garantire l’eccellenza scientifica in un mondo sempre più complesso;
  • rafforzare il dialogo tra la scienza e la società per processi decisionali più inclusivi e più etici;
  • generare conoscenze approfondite in materia di ambiente e società e impegnarsi per un impatto positivo sull’ambiente;
  • permettere l’accesso a una formazione globale e inclusiva;
  • accelerare lo sviluppo tecnologico per il bene delle persone e del pianeta;
  • promuovere, permettere e implementare nuove forme di occupazione.

Obiettivi Nel periodo ERI 2025–2028 il settore dei PF mira in primo luogo a mantenere la propria competitività a livello internazionale e a servire nel miglior modo possibile gli interessi della Svizzera cercando attivamente risposte a importanti sfide socioeconomiche. Persegue obiettivi specifici attraverso misure concrete: da un lato nelle cinque priorità strategiche definite dal Consiglio dei PF (salute umana, energia, clima e sostenibilità ecologica, trasformazione digitale responsabile, materiali di punta e tecnologie chiave, impegno e dialogo con la società [pianificazione strategica del Consiglio dei PF, pag. 16 segg.], dall’altro nei compiti chiave (insegnamento, ricerca, infrastrutture di ricerca, TST) e nei compiti chiave trasversali (prospettive di carriera interessanti e cultura del lavoro positiva, gestione degli immobili e delle finanze). Un altro aspetto importante è lo sviluppo organizzativo a lungo termine del settore dei PF.

Misure Priorità strategiche Le cinque priorità strategiche per il periodo ERI 2025–2028 mirano a dare una risposta alle sfide globali identificate dal Consiglio dei PF. Ampliano lo spettro dei campi di ricerca strategici definiti nel periodo 2021–2024 (medicina personalizzata e tecnologie mediche, scienza dei dati, processi di produzione avanzati) e sono attuate attraverso attività nuove o già esistenti a livello di singola istituzione ma anche attraverso iniziative congiunte generate secondo un approccio bottom-up nel settore dei PF. I contributi tematici delle istituzioni rientrano ampiamente nei compiti chiave,

92 www.ethrat.ch > News & pubblicazioni > Strategic Plan 2025–2028 of the ETH Board for the ETH Domain

coprono l’integralità dei compiti nelle aree insegnamento, ricerca, infrastrutture di ricerca e TST e spesso inglobano contemporaneamente varie priorità strategiche. Insegnamento Gli istituti del settore dei PF svolgono un ruolo di primo piano nel sistema formativo svizzero in quanto propongono formazioni e formazioni continue di alto livello e basate sulla ricerca. Una delle massime priorità è mantenere questo alto livello qualitativo. Gli approcci didattici innovativi, tra cui un maggiore impiego delle tecnologie digitali, vengono promossi e poggiano sulle esperienze maturate (in particolare durante la pandemia di COVID-19). I due politecnici federali valutano regolarmente i propri programmi di studio, rilevano il grado di soddisfazione degli studenti e degli insegnanti e sulla base dei feedback ottenuti migliorano costantemente la qualità dell’insegnamento. Integrano costantemente i nuovi sviluppi della ricerca e i bisogni emergenti della società nei programmi di studio, che sono generalmente progettati tenendo conto di aspetti quali l’interdisciplinarità e la transdisciplinarità, il pensiero critico, la sostenibilità, i principi etici, la scienza aperta (open science), la digitalizzazione, le competenze informatiche e le capacità di auto-organizzazione. Con le loro offerte di formazione continua promuovono l’apprendimento permanente. Gli istituti del settore dei PF sostengono inoltre la mobilità degli studenti per permettere loro di acquisire una prospettiva globale e prepararli a un mondo del lavoro globalizzato. Un altro aspetto importante è l’ulteriore aumento della quota di studentesse e dottorande e della diversità. A tal fine, il settore dei PF collabora con gli attori del settore della formazione e attraverso vari canali incoraggia in particolare le studentesse e i gruppi sottorappresentati a scegliere un ciclo di studio in una materia MINT. Secondo lo scenario di riferimento 2022–2031 dell’UST 93, nel periodo di sussidio 2025–2028 il numero di studenti e dei dottorandi nei due politecnici federali aumenterà mediamente del 2,4 per cento all’anno. Il settore dei PF contribuisce in modo determinante a ridurre la carenza di personale qualificato. Poiché l’aumento del numero di studenti non deve andare a scapito della qualità della formazione, negli obiettivi strategici per gli anni 2021–2024 94 il nostro Collegio ha incaricato il settore

dei PF di sviluppare una strategia in relazione all’evoluzione del numero di studenti e dottorandi. Ricerca Gli istituti del settore dei PF sono centri di ricerca di punta e contribuiscono a rafforzare il potenziale di innovazione e la competitività economica a lungo termine della Svizzera. La ricerca fondamentale resta al centro delle attività poiché crea i presupposti per generare nuove conoscenze e innovazione. Per questa ragione, gli istituti del settore dei PF offrono ai ricercatori margini di manovra e risorse sufficienti per condurre attività di ricerca fondamentale a lungo termine. Ricerca fondamentale e ricerca applicata si completano e si alimentano a vicenda. Gli istituti del settore dei PF intensificano gli approcci interdisciplinari e la collaborazione a livello nazionale, internazionale e all’interno del settore stesso per sfruttare in modo ottimale le sinergie

93 UST (2022): Scenari 2022–2031 per il sistema di formazione (www.bfs.admin.ch > Trovare statistiche > Formazione e scienza > Scenari per il sistema di formazione) 94 FF 2021 1038

e la complementarità tra istituzioni. I nuovi ambiti di ricerca vengono definiti in base a un approccio bottom-up con incentivi di tipo top-down. Le priorità strategiche definite dal Consiglio dei PF ne sono un esempio concreto. La libertà accademica va di pari passo con il rispetto dei principi di integrità scientifica. Gli istituti del settore dei PF promuovono l’integrità scientifica sensibilizzando e fornendo consulenza ai propri membri, in particolare anche in relazione alla collaborazione con partner internazionali e industriali. Tutti gli istituti applicano direttive sull’integrità scientifica. Un altro tema importante è la scienza aperta (open science). Il settore dei PF si impegna a eliminare ulteriormente gli ostacoli e a sviluppare meccanismi per incentivare l’adozione su ampia scala di pratiche di open science. Gli istituti del settore dei PF fanno riferimento alle strategie nazionali sull’accesso aperto (open access) e sui dati di ricerca liberamente accessibili (Open Research Data) elaborate sotto la responsabilità di swissuniversities 95. In coordinamento con i principali attori ERI, il settore dei PF fornisce contributi sostanziali all’attuazione di queste strategie e mette a disposizione i mezzi finanziari necessari. Infrastrutture di ricerca Le infrastrutture e le piattaforme di ricerca ultramoderne del settore dei PF, in alcuni casi uniche al mondo, permettono di condurre in Svizzera attività di ricerca di punta e di innovazione che richiedono tecnologie complesse nel settore della medicina, delle scienze naturali e in quello delle scienze ingegneristiche. Offrono agli scienziati svizzeri e stranieri le migliori possibilità di ricerca e formazione e promuovono il trasferimento tecnologico attraverso cooperazioni con l’industria. Il Consiglio dei PF attribuisce priorità ad alcune infrastrutture selezionate nell’ambito della Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca 2023 (cfr. allegato 4). La selezione poggia sui risultati dell’esame scientifico da parte del Fondo nazionale svizzero (FNS) e della valutazione interna della fattibilità e della finanziabilità da parte del settore dei PF. I progetti prioritari sono: upgrade delle infrastrutture e delle piattaforme esistenti:

  • Swiss Data Science Center+ (SDSC+);
  • Sustained Scientific User Laboratory for Simulation and Data-based Science presso il CSCS (HPCN-28);
  • Swiss Fusion Hub;
  • IMPACT – Isotope and Muon Production with Advanced Cyclotron and Target Technology; nuove infrastrutture:
  • EM (Electron microscopy)-Frontiers;
  • Swiss Biosites for Sustainable Agriculture and Agroecology (SISAL).

95 www.sefri.admin.ch > Scuole universitarie > Le scuole universitarie > Temi di politica delle scuole universitarie > Open Science

Trasferimento di sapere e tecnologie - Gli istituti del settore dei PF producono grandi quantità di risultati scientifici, conoscenze, software e tecnologie da cui la società, l’economia e la politica traggono un beneficio diretto quando si traducono in applicazioni industriali e in beni pubblici. Poiché sono finanziati da fondi pubblici, questi istituti mirano in primo luogo a massimizzare l’impatto delle loro ricerche per la società. Si impegnano a sensibilizzare maggiormente la società al valore dei risultati della ricerca e delle innovazioni tecnologiche e a rendere la scienza più comprensibile, accessibile e partecipativa. In questo modo, promuovono da un lato l’adozione di nuove tecnologie e conoscenze da parte delle start-up, delle aziende già presenti sul mercato e del settore pubblico, dall’altro ne migliorano l’accettazione pubblica. Nel settore dei PF il TST e le competenze imprenditoriali sono parte integrante della formazione e della formazione continua. L’imprenditorialità viene promossa per esempio grazie al sostegno alla creazione di spin-off. Nel periodo ERI 2025–2028 gli sforzi nel settore TST verranno intensificati. Per esempio, verranno rafforzati i contatti con le associazioni e i rappresentanti dell’industria per capire meglio i bisogni e fornire una risposta adeguata. Gli istituti del settore dei PF continueranno a rivestire un ruolo fondamentale nello sviluppo del parco svizzero dell’innovazione (cfr. n. 2.9) e negli Advanced Manufacturing Technology Transfer Centers (AM- TTC, cfr. n. 2.10). La Svizzera e l’Agenzia spaziale europea (ESA) hanno sottoscritto una convenzione di cooperazione e hanno intrapreso i primi passi per istituire un centro di eccellenza ESA in Svizzera (Swiss ESA Centre of Excellence, ESDI) che sarà chiamato ad accelerare l’adozione di innovazioni tecnologiche profonde (deep technologies) per l’ESA, i suoi Stati membri e il settore spaziale svizzero e europeo in generale (cfr. n. 2.12). Su mandato della Confederazione, il settore dei PF svolge anche numerosi compiti che esulano dal suo mandato di base. Compiti chiave trasversali Il settore dei PF è responsabile di importanti compiti chiave trasversali, segnatamente nel settore del personale, degli immobili e delle finanze. La competitività degli istituti del settore PF sul mercato del lavoro dovrà essere mantenuta, per esempio attraverso

lo sviluppo e l’adozione di nuove tipologie e forme di lavoro come pure l’offerta di infrastrutture di insegnamento e di ricerca attrattive. Con l’adozione di misure specifiche si punta ad aumentare la presenza femminile in generale e la percentuale di donne tra i professori e nelle posizioni dirigenziali in particolare. Sulla base della strategia per la parità di genere, nel periodo ERI 2025–2028 verrà sviluppata una strategia per la gestione della diversità. Nell’ambito della promozione delle nuove leve, gli istituti del settore dei PF sostengono i collaboratori del corpo accademico intermedio nello sviluppo delle loro prospettive professionali e nell’accesso a posizioni dirigenziali in ambito scientifico ma anche extra-accademico (cfr. panoramica delle misure e delle attività incentrate sull’uguaglianza delle opportunità nel settore ERI 96).

96 www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni > Attività incentrate sull’uguaglianza delle opportunità nel settore ERI

Il settore dei PF gestisce un portafoglio immobiliare ampio ed eterogeneo. L’attività di gestione poggia sui principi di funzionalità (compresa l’accessibilità), efficienza economica e sostenibilità degli edifici esistenti e di quelli nuovi come pure sulla conservazione del loro valore e della loro funzione. Il Settore dei PF punta inoltre a fungere da modello in particolare per quanto riguarda la sostenibilità, in conformità con la Strategia energetica 2050 97 e il pacchetto clima per l’Amministrazione federale 98 (cfr. panoramica delle attività incentrate sullo sviluppo sostenibile nel settore ERI 99). Nel settore della gestione finanziaria, le istituzioni del settore dei PF adottano una gestione e una pianificazione delle finanze improntate alla responsabilità per garantire la stabilità finanziaria a lungo termine. A tal fine, attribuiscono un’importanza particolare ai costi energetici in aumento e all’uso strategico delle riserve finanziarie. La cooperazione nell’Amministrazione, nell’insegnamento e nella ricerca e l’utilizzo congiunto di strutture permettono di aumentare l’efficienza. Organizzazione del settore dei PF La struttura e l’organizzazione attuali del settore dei PF sono il risultato di un costante processo di adeguamento e sviluppo. Nel periodo ERI 2025–2028 verrà portata avanti in modo prioritario la riflessione approfondita per definire una forma organizzativa ottimale e aggiornata. Le riflessioni terranno conto delle sfide e delle opportunità del settore dei PF, dei bisogni della società e delle potenziali sinergie all’interno del settore dei PF e del panorama universitario e della ricerca svizzero. Andranno inoltre presi in considerazione il consolidamento delle priorità strategiche e delle infrastrutture di ricerca finanziate nel precedente periodo ERI e la potenziale integrazione di istituzioni di ricerca esterne (in particolare lo Swiss Institute of Bioinformatics, SIB; cfr. n. 2.10 ). Infine, sarà portata avanti l’iniziativa bottom-up «ENRICH» lanciata dai quattro istituti di ricerca del settore dei PF con lo scopo di approfondire la cooperazione e sfruttare meglio le sinergie.

Finanze Nella sua pianificazione strategica 2025–2028, il Consiglio dei PF quantifica il fabbisogno finanziario complessivo per il settore in 12 222 milioni di franchi. Ciò corrisponde a un aumento medio annuo del 2,5 per cento in termini reali (base: preventivo 2022 con piano integrato dei compiti e delle finanze [PICF] 2023–2025, rincaro annuo previsto dello 0,7 %). Circa il 95 per cento del contributo finanziario della Confederazione è attribuito ai sei istituti del settore dei PF sotto forma di budget di base (limite di spesa per le spese d’esercizio per l’insegnamento e la ricerca, spese per beni mobili e spese di investimento per gli immobili della Confederazione utilizzati dal settore PF). Per circa il 3–5 per cento del contributo il Consiglio dei PF prevede una destinazione vincolata, in primo luogo per il cofinanziamento di iniziative congiunte nell’ambito delle priorità strategiche e per grandi infrastrutture di ricerca considerate prioritarie. Sulla base della pianificazione finanziaria della Confederazione e delle priorità definite per il settore ERI, la richiesta del Consiglio dei PF può essere soddisfatta solo

97 www.bfe.admin.ch > Politica > Strategia energetica 2050

98 www.admin.ch > Il Consiglio federale adotta un pacchetto di misure per la riduzione delle emissioni di gas serra nell’Amministrazione federale

99 www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni

in parte. Il nostro Collegio propone pertanto un limite di spesa pari a 11 355,4 milioni di franchi, corrispondente a una crescita media annua pari all’1,6 per cento. Stabilire un ordine di priorità spetta al Consiglio dei PF ed è anche uno dei suoi compiti principali. Grazie all’autonomia del settore dei PF e delle sue istituzioni, il margine di manovra è ampio. Anche le riserve finanziarie consentono al settore di attutire meglio gli effetti di una riduzione dei finanziamenti rispetto alla pianificazione strategica. In competizione con le altre scuole universitarie, gli istituti del settore dei PF possono inoltre ottenere indirettamente altri fondi della Confederazione attraverso le attività di promozione del Fondo nazionale svizzero (FNS) e di Innosuisse e attraverso i programmi quadro dell’UE di ricerca e innovazione o le misure transitorie e complementari nazionali. Il PFZ e il PFL possono inoltre beneficiare di sussidi vincolati a progetti ai sensi della LPSU (cfr. n. 2.5). Tabella 6 Spese previste nel periodo ERI 2025–2028

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Esercizio e investimenti 2 736,9 2 743,4 2 798,5 2 857,1 2 912,4 11 311,4 Accantonamenti per 11,0 11,0 11,0 11,0 11,0 44,0 demolizione e smaltimento acceleratori PSI 100 Totale 2 747,9 2 754,4 2 809,5 2 868,1 2 923,4 11 355,4

Cfr. disegno 4: Decreto federale concernente il limite di spesa per il settore dei PF negli anni 2025–2028

2.5 Promozione secondo la LPSU

Situazione iniziale Spazio universitario svizzero Con i due PF di Zurigo e di Losanna (cfr. n. 2.4), le università cantonali, le scuole universitarie professionali, le alte scuole pedagogiche (inclusa la Scuola universitaria federale per la formazione professionale, SUFFP) e le altre istituzioni del settore universitario (Scuola universitaria federale dello sport di Macolin SUFSM, Institut de hautes études internationales et du développement IHEID e istituto universitario per gli studi a distanza di Briga) la Svizzera dispone di uno spazio universitario differenziato, complementare e permeabile di elevata qualità che poggia sulla cooperazione ma anche sulla concorrenza all’interno dello stesso tipo di scuola universitaria e tra scuole di diverso tipo. Insieme, le scuole universitarie forniscono un contributo importante alla società svizzera in quanto ampliano la conoscenza, offrono formazioni che permettono di partecipare alla vita sociale, politica ed economica, promuovono lo sviluppo di una società della conoscenza, contribuiscono all’innovazione tecnologica e sociale e anticipano o concorrono a risolvere le sfide globali come la digitalizzazione, lo sviluppo sostenibile o l’uguaglianza delle

100 Cfr. rapporto Finanzierung der Entsorgung radioaktiver Abfälle im Verantwortungsbereich des Bundes. Bericht der Arbeitsgruppe, 2018 (in tedesco) di cui il nostro Collegio ha preso visione il 30 novembre 2018.

opportunità. Tra i principali fattori di successo si possono menzionare le condizioni quadro favorevoli create dalla politica, l’autonomia delle istituzioni e la libertà di insegnamento e di ricerca, la marcata internazionalità e il forte radicamento nella società e nell’economia. Coordinamento della politica universitaria nazionale da parte della Confederazione e dei Cantoni Secondo l’articolo 36 della legge federale del 30 settembre 2011 101 sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU), nel quadro della Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU) la Confederazione elabora insieme ai Cantoni il coordinamento della politica universitaria a livello nazionale e la ripartizione dei compiti nei settori con costi particolarmente onerosi. Per la Confederazione, questi due elementi fungono da base per il messaggio ERI 2025– 2028, mentre per i Cantoni rappresentano la base comune per le rispettive strategie in materia di scuole universitarie. Nell’ambito di questo processo, il 17 novembre 2022 e il 23 febbraio 2023 il Consiglio delle scuole universitarie della CSSU ha adottato, su proposta di swissuniversities 102, le priorità tematiche per il periodo ERI 2025–2028 e ha individuato i settori particolarmente onerosi e altri ambiti prioritari in un’ottica di ripartizione dei compiti.

Obiettivi Il nostro Collegio sostiene le priorità tematiche e l’ordine di priorità stabiliti dal Consiglio delle scuole universitarie che servono a raggiungere lo scopo della LPSU, ossia provvedere al coordinamento, alla qualità e alla competitività del sistema universitario svizzero (art. 1 cpv. 1 LPSU). Gli obiettivi generali sono garantire la qualità dell’insegnamento, della ricerca e dell’innovazione, rafforzarne l’integrazione nel tessuto sociale ed economico della Svizzera e condividere le conoscenze con un pubblico quanto più ampio possibile. Le priorità tematiche menzionate, per le quali sono previste misure specifiche, sono le seguenti:

  • rafforzare i profili delle scuole universitarie, flessibilizzare le offerte e promuovere l’interdisciplinarità;
  • garantire l’eccellenza nel contesto internazionale;
  • promuovere le nuove leve scientifiche, attenuare la carenza di personale qualificato e ridurre le interruzioni degli studi (cfr. n. 1.3.2, obiettivo 5 degli obiettivi comuni di politica della formazione);
  • promuovere l’uguaglianza delle opportunità, la diversità e l’inclusione;
  • garantire la libertà scientifica e l’integrità al servizio della società;
  • promuovere la trasformazione digitale;
  • promuovere la scienza aperta (open science);
  • impegnarsi per una società sostenibile.

101 RS 414.20 102 www.swissuniversities.ch > Temi > Politica universitaria > Strategia e pianificazione > Coordination de la politique des hautes écoles à l’échelle nationale 2025–2028

Nell’ambito di queste priorità saranno a loro volta considerati prioritari i seguenti ambiti:

  • uguaglianza delle opportunità e diversità;
  • promozione delle nuove leve scientifiche;
  • attenuazione della carenza di personale qualificato;
  • eccellenza nella ricerca e nell’insegnamento come base per il posizionamento a livello nazionale e internazionale;
  • sviluppi nella digitalizzazione/nell’open science per mantenere la qualità della ricerca e dell’insegnamento all’attuale livello;
  • contributo a una società sostenibile, con la conferma e il rafforzamento del ruolo delle scuole universitarie quali importanti attori nella società. Inoltre, nell’ambito della CSSU, la Confederazione e i Cantoni si sono prefissi di migliorare l’efficienza dei costi nell’utilizzo dei fondi pubblici puntando sulla ripartizione dei compiti in settori particolarmente onerosi e in altri ambiti prioritari, mantenendo o aumentando la qualità.

Misure Le scuole universitarie fanno capo a enti responsabili diversi e godono di un’autonomia sancita per legge. Lo sviluppo delle singole offerte non è gestito in modo centralizzato. Di seguito sono indicate in primis le priorità comuni definite dal Consiglio delle scuole universitarie per le università e i politecnici federali (U) e per le scuole universitarie professionali (SUP), cofinanziati dalla Confederazione in virtù della LPSU. Le condizioni necessarie per il finanziamento sono l’accreditamento delle scuole universitarie da parte del Consiglio svizzero di accreditamento e la conseguente decisione del Consiglio federale in merito al diritto ai sussidi. Differenziare meglio i profili delle scuole universitarie, flessibilizzare le offerte e promuovere l’interdisciplinarità Il sistema svizzero delle scuole universitarie garantisce attività scientifiche diversificate e consente a persone con percorsi formativi diversi di sfruttare al meglio il proprio potenziale. In un contesto in costante trasformazione, le scuole universitarie devono posizionarsi in modo efficace per contribuire a risolvere le sfide sociali più urgenti. Nel periodo ERI 2025–2028 la priorità andrà quindi attribuita al costante adattamento delle offerte e dei metodi di lavoro delle scuole universitarie e al chiaro delineamento dei loro profili (cfr. n. 1.3.2, obiettivo 4 degli obiettivi comuni di politica della formazione, secondo cui occorre garantire il chiaro delineamento dei profili al livello terziario). Anche la diversificazione delle offerte formative e dei percorsi di carriera è considerata un elemento fondamentale per lo sviluppo agile, alla stregua di una maggiore interdisciplinarità. Garantire l’eccellenza nel contesto internazionale La cooperazione internazionale è una premessa fondamentale per l’insegnamento, la ricerca e l’innovazione di alta qualità. Da un lato, le opportunità di partecipazione al programma Orizzonte Europa e a Erasmus+ restano limitate (cfr. n. 2.13); dall’altro mantenere e sviluppare ulteriormente l’internazionalità è una sfida che le scuole

universitarie svizzere affrontano promuovendo nuovi partenariati e mantenendo attive le reti di cooperazione esistenti. Inoltre, sostengono la collaborazione nella ricerca di punta, promuovono programmi di mobilità, partecipano allo sviluppo di piattaforme digitali internazionali e intensificano gli sforzi per reclutare i migliori talenti a livello internazionale. Promuovere le nuove leve scientifiche, attenuare la carenza di personale qualificato e ridurre le interruzioni degli studi La promozione delle nuove leve accademiche è una delle priorità delle scuole universitarie svizzere già da diversi periodi ERI. Da un lato, gli elevati standard qualitativi delle scuole universitarie possono infatti essere soddisfatti solo da personale accademico altamente qualificato. Dall’altro, uno dei compiti principali di questi istituti è formare professionisti e dirigenti anche per il settore extra accademico. Su incarico della CSSU, swissuniversities ha redatto un rapporto sulle misure adottate dal 2017, in particolare per le funzioni a un livello gerarchico inferiore a quello di professore (cfr. panoramica delle misure e delle attività incentrate sull’uguaglianza delle opportunità nel settore ERI 103). Nel periodo ERI 2025–2028 saranno prioritari i seguenti settori:

  • ulteriore sviluppo dei modelli di carriera per facilitare il passaggio tra le scuole universitarie e il settore pubblico e privato e per migliorare la permeabilità tra le diverse categorie di scuole universitarie;
  • sostegno ai giovani ricercatori nella pianificazione della carriera;
  • maggiore autonomia ai giovani ricercatori a inizio carriera al fine di anticipare la selezione e spianare loro la strada verso un’occupazione fissa; limitazione del numero di posti di post-dottorato a tempo determinato e aumento del numero di professori assistenti e di professori in attesa di conferma in un ruolo a tempo indeterminato (tenure track);
  • ulteriore sviluppo del terzo ciclo (doppio profilo di competenze SUP/ASP, collaborazione con U);
  • attenuare la carenza di personale qualificato nei settori MINT, sanità e TIC;
  • analisi delle ragioni dell’interruzione degli studi e potenziamento delle misure di sostegno e di flessibilizzazione per ridurle. Promuovere l’uguaglianza delle opportunità, la diversità e l’inclusione Promuovendo l’uguaglianza delle opportunità, la diversità e l’inclusione (cfr. n. 1.3.3

e la panoramica delle attività incentrate sull’uguaglianza delle opportunità nel settore ERI 104), le scuole universitarie si assicurano un bacino di talenti più ampio, beneficiano della creatività offerta dalla diversità e garantiscono che le loro attività di insegnamento e di ricerca siano in linea con i bisogni della società nel suo complesso. Nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi periodi di finanziamento, anche nel quadriennio 2025–2028 il tema della riduzione delle disuguaglianze tra donne e

103 www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni > Attività incentrate sull’uguaglianza delle opportunità nel settore ERI 104 www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni > Attività incentrate sull’uguaglianza delle opportunità nel settore ERI

uomini, tuttora pronunciate, resterà prioritario soprattutto in relazione all’accesso alle posizioni dirigenziali e alle cattedre. Un’ampia gamma di misure dovrebbe portare a miglioramenti in questo ambito come pure in altri in cui le disuguaglianze persistono. Sono per esempio previste misure per sostenere la conciliabilità tra vita privata e professionale, integrare sistematicamente la diversità (a livello di temi e di risorse umane) nell’insegnamento e nei progetti di ricerca così come nelle strutture e nell’organizzazione delle università, implementare programmi di mentoring e di networking per le scienziate e promuovere percorsi di carriera non lineari. Oltre agli sforzi delle singole università, è previsto un progetto di cooperazione tra tutte le università che sarà cofinanziato attraverso sussidi vincolati a progetti. Garantire la libertà scientifica e l’integrità al servizio della società L’autonomia e la libertà di insegnamento e di ricerca sono fondamentali per sviluppare, trasmettere, verificare e migliorare le conoscenze fattuali. Le scuole universitarie hanno una grande responsabilità per quanto riguarda l’osservanza dei principi fondamentali dell’integrità scientifica 105, in particolare dell’attendibilità, dell’onestà e del rispetto nei confronti delle persone, della società e dell’ambiente in generale. Nel periodo di sussidio 2025–2028 saranno quindi chiamate a formare maggiormente il personale ai principi dell’integrità scientifica, a incoraggiarlo a condividere le proprie conoscenze con il pubblico, i media e le autorità e a combattere la disinformazione. Verranno inoltre promosse iniziative di comunicazione scientifica. Gestire la trasformazione digitale La trasformazione digitale pone una duplice sfida alle scuole universitarie. Da un lato queste istituzioni sono direttamente interessate dalla digitalizzazione, dall’altro ci si aspetta non solo che formino un numero sufficiente di specialisti e ne garantiscano la formazione continua, ma anche che forniscano analisi affidabili e soluzioni efficaci per la società, l’economia e la politica. Nel periodo ERI 2025–2028, le priorità comuni riguardano in particolare i seguenti ambiti: - ricerca fondamentale sul fenomeno della digitalizzazione e nel settore della scienza dei dati (data science), dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico (machine learning);

  • ricerca applicata in relazione alle innovazioni tecnologiche e sociali direttamente applicabili;
  • ampliamento delle offerte formative per includere tutti gli aspetti della digitalizzazione;
  • apprendimento personalizzato e più efficiente grazie alla digitalizzazione e formazione degli studenti all’uso degli strumenti digitali. Anche in questo ambito prioritario è previsto il lancio di un progetto di cooperazione cofinanziato con sussidi vincolati che integra anche il tema della scienza aperta (open science).

105 akademien-schweiz.ch > Thèmes > Culture scientifique > Intégrité scientifique

Promuovere la scienza aperta La scienza aperta è uno degli aspetti della digitalizzazione in ambito scientifico e allo stesso tempo rappresenta un cambiamento di paradigma poiché punta a rendere liberamente accessibili tutti i risultati scientifici, compresi i dati su cui questi risultati si basano. Questo promuove la trasparenza, la riproducibilità e la verificabilità del lavoro scientifico, aumentandone la qualità e la diffusione. Sotto la guida delle università svizzere, i principali attori del settore ERI hanno sviluppato strategie nazionali sull’accesso aperto (open access) e sui dati di ricerca liberamente accessibili (Open Research Data, ORD) 106 che saranno ulteriormente implementate nel periodo ERI 2025–2028. L’accento è posto sulla creazione di infrastrutture permanenti per l’archiviazione dei dati e sulla fornitura di servizi che consentano lo scambio e l’utilizzo dei contenuti, la formazione dei ricercatori e del personale come pure l’elaborazione di processi di monitoraggio e valutazione. Per consolidare e sviluppare ulteriormente il panorama ORD, swissuniversities, il settore dei PF, il FNS e le Accademie svizzere delle scienze hanno istituito un organo di coordinamento specifico, l’ORD Strategy Council 107. Le scuole universitarie si impegneranno maggiormente anche nel settore dell’open education, che si concentra sull’uso e sullo scambio di risorse educative (corsi, test, materiali didattici ecc.) e sullo sviluppo delle competenze informatiche degli studenti. Anche in questo ambito sono necessari investimenti soprattutto nella formazione del personale e nella fornitura delle infrastrutture e dei servizi necessari. Impegnarsi per una società sostenibile Da un lato, le scuole universitarie si impegnano direttamente a favore dello sviluppo sostenibile, dall’altro sono chiamate a generare e diffondere conoscenze che consentano di sviluppare soluzioni sostenibili per il futuro. Il loro impegno si concentra pertanto sulle seguenti quattro dimensioni:

  • condurre ricerche in tutte le discipline scientifiche per gettare le basi delle innovazioni tecnologiche e sociali necessarie a una società sostenibile;
  • integrare il tema nella formazione e nella formazione continua per trasmettere le competenze necessarie per affrontare con senso di responsabilità le questioni che riguardano la sostenibilità;
  • sostenere il dialogo tra ricercatori e società;

- sviluppare innovazioni per il proprio campus, valutarne l’impatto e condividere con la società le esperienze maturate. Anche nel settore della sostenibilità si prevede di sostenere un progetto di cooperazione congiunto tra tutte le scuole universitarie con sussidi vincolati a progetti. Settori con costi particolarmente onerosi e ripartizione dei compiti La definizione di priorità nell’insegnamento e nella ricerca attraverso la ripartizione dei compiti in settori particolarmente onerosi mira ad aumentare l’efficienza in termini

106 www.sefri.admin.ch > Scuole universitarie > Le scuole universitarie > Temi di politica delle scuole universitarie > Open Science 107 www.swissuniversities.ch > Temi > Digitalizzazione > Open Research Data > ORD Strategy Council

di costi nell’impiego di fondi pubblici mantenendo o aumentando la qualità. Secondo l’articolo 40 capoverso 2 LPSU, un settore ha costi particolarmente onerosi se le spese a esso relative rappresentano una parte importante delle spese complessive del settore universitario svizzero. Su tale base, il Consiglio delle scuole universitarie ha definito settore con costi particolarmente onerosi la medicina umana e veterinaria. Tuttavia, nel periodo di sussidio 2025–2028 la ripartizione dei compiti non si limiterà soltanto a questo settore ma interesserà anche strumenti interdisciplinari e intersettoriali che generano a loro volta costi elevati, tra cui i) infrastrutture e servizi per generare, elaborare e archiviare dati e informazioni scientifici; ii) calcolatori con elevate capacità di calcolo (high performance computing); iii) tecnologie di imaging e iv) allevamento e sperimentazione animale. In questo senso, il Consiglio delle scuole universitarie raccomanda alla Confederazione di considerare la possibilità di finanziare infrastrutture comuni in virtù dell’articolo 47 capoverso 3 LPSU. Le domande vanno presentate nell’ambito dell’elaborazione della Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca 2023 (cfr. allegato 4) e devono soddisfare i criteri stabiliti nella tabella di marcia oltre che quelli previsti dall’articolo 52 dell’ordinanza concernente la legge sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (O-LPSU). In ogni caso, devono fornire la prova di un coordinamento a livello nazionale e di un aumento dell’efficienza senza perdite di qualità. Trattandosi di un finanziamento iniziale, il finanziamento federale per le domande approvate in questo periodo è limitato al periodo 2025-2028 e non può essere prorogato.

Finanze Conformemente a quanto stabilito dalla LPSU, la Confederazione sostiene le scuole universitarie nell’attuazione delle misure summenzionate attraverso tre strumenti di promozione: sussidi di base, sussidi per gli investimenti edili e per le spese locative (inclusi sussidi per infrastrutture comuni) e sussidi vincolati a progetti. Inoltre, le scuole universitarie, in competizione le une con le altre, possono ottenere indirettamente altri fondi della Confederazione attraverso le attività di promozione del FNS e di Innosuisse e attraverso i programmi quadro dell’UE di ricerca e innovazione o le misure transitorie e complementari nazionali (cfr. n. 2.7 segg.). Sussidi di base I sussidi di base alle università cantonali e alle scuole universitarie professionali sono determinati dalla CSSU nel quadro delle pianificazioni finanziarie della Confederazione e dei Cantoni (cfr. ordinanza CSSU del 20 maggio 2019 108 sui costi di riferimento). Per il calcolo, la CSSU si basa in primo luogo sui costi di riferimento per studente e per gruppo di settori di studio. Per costi di riferimento si intende la spesa necessaria per garantire un insegnamento di elevata qualità basato sulla ricerca. Questi costi si compongono dei costi medi dell’insegnamento e di una quota dei costi della ricerca (costi totali della ricerca dedotti tutti i fondi di terzi di FNS, Innosuisse, UE, altri uffici federali, privati ecc.). La quota dei costi della ricerca imputabile ai costi dell’insegnamento è variabile e tiene conto non solo delle specificità delle università (U) e delle scuole universitarie professionali (SUP) ma anche, nei limiti dei fondi disponibili, di quanto stabilito dal Consiglio delle scuole universitarie per il coordinamento della politica universitaria svizzera (cfr. n. 2.5 «Obiettivi» e

108 RS 414.207.2

«Misure»). Per calcolare l’importo totale, i costi di riferimento vengono moltiplicati per il numero di studenti previsti per un periodo ERI (scenario di riferimento UST). Nel caso delle università cantonali, la crescita media annua del numero di studenti per gli anni 2025–2028 è stimata all’1,3 per cento, mentre nel caso delle SUP all’1,4 per cento 109. L’importo totale dei costi di riferimento così calcolato si attesta a circa 15 144 milioni di franchi per le università cantonali 110, di cui la Confederazione copre, mediante i sussidi di base, il 20 per cento, per un importo di 3028,7 milioni di franchi. Per le SUP, il totale dei costi di riferimento ammonta a circa 7991 milioni di franchi, di cui la Confederazione finanzia il 30 per cento, ovvero 2397,3 milioni di franchi, mediante i sussidi di base (cfr. allegato 2). La parte restante è coperta dai Cantoni che, non essendo vincolati ai costi di riferimento, possono prevedere anche contributi maggiori o minori. I sussidi di base della Confederazione di cui all’articolo 50 LPSU sono uscite vincolate che possono essere sottoposte solo a un’eventuale correzione annua in base al rincaro e offrono quindi alle università cantonali la possibilità di pianificazione per l’intero periodo ERI. L’effetto di questo vincolo si è concretizzato per la prima volta in sede di allestimento del preventivo 2024. I sussidi di base alle università cantonali sono stati esclusi dai tagli lineari del 2 per cento decisi dal nostro Collegio per le spese con un debole grado di vincolo (p. es. settore dei PF). Questo dato va considerato ai fini del raffronto tra i tassi di crescita del settore universitario nel periodo 2025–2028. Sussidi per gli investimenti edili e le spese locative e sussidi per infrastrutture comuni Nell’ambito della pianificazione strategica 2025–2028 di swissuniversities, i Cantoni hanno annunciato per il quadriennio considerato progetti edilizi per un totale di 3,6 miliardi di franchi. Tuttavia, i grandi progetti edilizi richiedono spesso lunghe procedure di approvazione e autorizzazione la cui durata è sempre più difficile da prevedere a causa di possibili obiezioni e ricorsi. Inoltre, poiché i crescenti problemi di fornitura e i prezzi dinamici portano a rallentamenti nell’avanzamento dei lavori, nel periodo ERI considerato non sarà possibile realizzare tutti i grandi progetti

previsti. Dopo la verifica dei progetti inoltrati e per motivi di politica finanziaria, il nostro Collegio chiede perciò, nel quadro del credito d’impegno per i sussidi per gli investimenti edili, lo stanziamento di 362 milioni di franchi per il periodo 2025–2028. Nel caso della definizione di un ordine di priorità in virtù della legge del 5 ottobre 1990 111 sugli aiuti finanziari e le indennità (legge sui sussidi, LSu) occorrerà dare precedenza ai progetti di importanza strategica (cfr. n. 5.6). Tenuto conto dei sussidi per le spese locative, che secondo la pianificazione si attesteranno a 48 milioni di franchi, il nostro Collegio chiede per il periodo ERI 2025– 2028 un credito d’impegno di 410 milioni di franchi per i sussidi per gli investimenti edili e le spese locative.

109 www.bfs.admin.ch > Trovare statistiche > Formazione e scienza > Scenari per il sistema di formazione > Scuole universitarie – Studenti e titoli di studio > Scénarios 2022–2031 pour les hautes écoles - Evolution attendue du nombre d’étudiants et de premiers titres des hautes écoles suisses (stato: 09.09.2022) 110 Comprese le previsioni sul rincaro: 2025 1,2 %; 2026 1,0 %; 2027 1,0 %, 2028 1,0 %. 111 RS 616.1

Secondo l’articolo 47 capoverso 3 LPSU, la Confederazione può finanziare le spese complessive per le infrastrutture comuni delle scuole universitarie e degli altri istituti accademici fino a un massimo del 50 per cento. Queste infrastrutture vengono sostenute solo se non possono essere realizzate in modo più appropriato dalle scuole universitarie stesse e se comportano un vantaggio finanziario e qualitativo per la Svizzera nel suo complesso (guadagno di efficienza). Per il periodo ERI 2025–2028, tale questione è strettamente legata allo sviluppo della Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca 2023 e alla ripartizione dei compiti in settori con costi particolarmente onerosi e in altri ambiti considerati prioritari dal Consiglio delle scuole universitarie (cfr. allegato 4, Roadmap svizzera). Si potrà chiedere un finanziamento solo per i progetti ritenuti di altissima qualità dal FNS. Inoltre, i progetti dovranno essere coordinati a livello nazionale e dimostrare di generare un chiaro valore aggiunto oltre che effetti sinergici. Sulla base di questi elementi, la SEFRI esaminerà le domande e consulterà la CSSU. Le decisioni corrispondenti saranno prese nel corso del 2024, in funzione delle decisioni delle vostre Camere concernenti il preventivo. Per finanziare le infrastrutture comuni il nostro Collegio prevede un credito d’impegno di 70,0 milioni di franchi. I crediti d’impegno per i sussidi per investimenti edili e spese locative e per i sussidi per infrastrutture comuni sono raggruppati in un unico credito d’impegno per un totale di 480,0 milioni di franchi. A copertura degli impegni già approvati e di quelli futuri, per il periodo 2025–2028 sono previste spese per 523,0 milioni di franchi. Per poter compensare i ritardi nei pagamenti verificatisi negli anni 2020–2023, le spese programmate per il periodo 2025–2028 superano il credito d’impegno. Sussidi vincolati a progetti Nel quadro dei sussidi vincolati a progetti chiediamo un credito d’impegno di 130,0 milioni di franchi per il finanziamento di compiti importanti per la politica universitaria a livello nazionale. Conformemente alla LPSU, il processo di selezione per la concessione dei sussidi vincolati a progetti è di competenza del Consiglio delle scuole universitarie. Sulla base dei risultati di una procedura di verifica a più fasi e previa approvazione da parte

delle vostre Camere, la decisione definitiva sui progetti e il relativo finanziamento sarà presa alla fine del 2024. Verranno sostenuti i progetti di cooperazione che corrispondono alle priorità e alle misure stabilite dalla CSSU e che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi comuni. Strumenti di valutazione Ai sensi dell’articolo 69 LPSU il Consiglio federale deve sottoporre al Parlamento ogni quattro anni un rapporto concernente l’efficacia dei fondi pubblici impiegati, le ripercussioni del sistema di finanziamento, la competitività delle scuole universitarie e la spendibilità occupazionale dei diplomati e l’attività da loro svolta al termine degli studi. Il rapporto sarà presentato alle vostre Camere insieme al presente messaggio (cfr. documentazione sulle verifiche dell’efficacia 112). Nel quadro della LPSU il nostro Collegio chiede, per il periodo ERI 2025–2028, lo stanziamento dei sussidi seguenti:

112 www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni

Tabella 7

Limiti di spesa e crediti d’impegno richiesti

Cifre arrotondate (in mio. fr.) Credito Importo

Sussidi di base università (U) Limite di spesa 3 028,7 Sussidi di base scuole universitarie Limite di spesa 2 397,3 professionali (SUP) Sussidi agli investimenti Credito d’impegno 480,0 Sussidi vincolati a progetti Credito d’impegno 130,0

Tabella 8 Spese previste nel periodo ERI 2025–2028

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Sussidi di base U 738,5 745,9 753,4 760,9 768,5 3 028,7 Sussidi di base SUP 583,8 589,7 595,6 602,5 609,5 2 397,3 Sussidi agli investimenti 99,8 125,4 126,0 135,6 135,9 523,0 Sussidi vincolati a progetti 34,3 31,4 32,1 32,9 33,6 130,0 Totale 1 456,5 1 492,4 1 507,1 1 531,9 1 547,6 6 079,1

Cfr. disegno 5: Decreto federale sul finanziamento secondo la legge sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero negli anni 2025–2028

2.6 Cooperazione internazionale in materia di educazione

Il rafforzamento delle reti a livello individuale e istituzionale nel contesto internazionale e la trasmissione delle competenze attraverso le relative reti sono di fondamentale importanza per un sistema formativo in grado di guardare al futuro e di produrre eccellenze. Il nostro Collegio si prefigge di assicurare a lungo termine l’attrattività della Svizzera in quanto polo ERI di fama internazionale. Secondo le linee guida formulate nella Strategia internazionale della Svizzera nel settore della formazione, della ricerca e dell’innovazione 113, la Confederazione promuove la cooperazione internazionale in materia di educazione in Europa e nel mondo. Nel settore degli scambi e della mobilità, in particolare, l’obiettivo della promozione è spezzare l’autoreferenzialità, stimolare la creatività e accrescere la capacità di analizzare criticamente le conoscenze e le competenze acquisite sia sul piano individuale che nelle istituzioni, a tutti i livelli e in tutti i settori della formazione. In questo senso sono fondamentali la cooperazione internazionale tra istituzioni e la mobilità dei singoli individui e dei gruppi di lavoro. La revisione totale della base giuridica, entrata in vigore il 1°aprile 2022 114, si proponeva in primo luogo di ampliare il margine di manovra strategico senza

113 www.sefri.admin.ch > Pubblicazioni e Servizi > Pubblicazioni > Banca dati pubblicazioni > Strategia internazionale della Svizzera nel settore della formazione, della ricerca e dell’innovazione 114 RS 414.51

introdurre nuove misure di sostegno. Si trattava di flessibilizzare in modo mirato gli strumenti che avevano già dimostrato la propria validità e di migliorare allo stesso tempo la coerenza tra questi strumenti. Le misure presentate ai numeri seguenti sono ritenute prioritarie dal nostro Collegio.

2.6.1 Programmi internazionali di mobilità e di cooperazione in

materia di formazione Situazione iniziale Il nostro obiettivo di associare la Svizzera al programma Erasmus+ non è stato finora raggiunto (cfr. n. 2.13.1). La soluzione svizzera per promuovere gli scambi e la mobilità rientra quindi nell’interesse di tutti gli attori del settore della formazione e consente di tenere il passo con la cooperazione internazionale a livello europeo e mondiale. Obiettivi La Svizzera basa la propria elevata capacità innovativa e la propria competitività internazionale su persone che dispongono di un’ottima formazione nonché di competenze e qualifiche chiave e sono in grado di rispondere alle richieste del mercato del lavoro o ai requisiti dell’attività scientifica. Il sistema formativo svizzero ha il compito di sostenere l’acquisizione e lo sviluppo di queste competenze in tutte le fasce di età. Le attività internazionali di mobilità e di scambio si sono dimostrate uno strumento molto valido. Offrono ai giovani un’opportunità di sviluppo personale e l’occasione di imparare ad affrontare situazioni nuove e sconosciute. Questo permette anche di promuovere la costruzione di reti di contatti personali utili per l’attività professionale. Nel complesso, la mobilità internazionale a scopo formativo contribuisce a garantire l’occupabilità a lungo termine e la capacità di apprendimento permanente. Nel 2017, i capi dei due dipartimenti competenti a livello federale, il DEFR e il Dipartimento federale dell’interno (DFI), hanno concordato con i Cantoni una visione generale in virtù della quale tutti i giovani devono poter partecipare durante la formazione a un’attività di scambio o mobilità di lunga durata. Confederazione e Cantoni hanno sottolineato l’importanza di questo approccio con la formulazione di un nuovo obiettivo da affiancare agli obiettivi comuni di politica della formazione (cfr. obiettivo 8, n. 1.3.2), secondo il quale gli scambi e la mobilità devono diventare parte integrante della formazione ed essere promossi a tutti i livelli. Data la stretta interconnessione tra la Svizzera e lo spazio formativo europeo, per il nostro Paese è stato finora decisivo cooperare con l’UE all’interno dei suoi programmi e approfittare così delle sue reti e delle sue procedure ben rodate. Ciò non dovrebbe cambiare radicalmente nei prossimi anni. La base giuridica rivista entrata in vigore

nell’aprile del 2022 (LCMIF) 115 permette di adattare in modo flessibile le attività di promozione alle esigenze degli attori del settore della formazione, per esempio ampliando il focus geografico al di fuori dell’Europa o concentrando il sostegno su progetti innovativi e orientati al futuro.

115 RS 414.51

Con il presente messaggio, il nostro Collegio chiede di portare avanti l’attuale soluzione svizzera anche negli anni 2025–2028, sviluppandola ulteriormente secondo quanto definito nella Strategia internazionale nel settore della formazione, della ricerca e dell’innovazione e in modo da rafforzare la cooperazione internazionale nel settore della formazione (cfr. n. 1.3.3). Questo permetterà di garantire la certezza del diritto e la possibilità di pianificazione per tutti gli attori interessati del settore della formazione. La procedura prevista in caso di associazione della Svizzera ai programmi UE è descritta al numero 2.13.1. Misure Analogamente a quanto fatto per l’attuale soluzione svizzera, per i programmi internazionali di mobilità e cooperazione in materia di formazione nel periodo 2025–

2028 sono previsti due tipi di misure.

Mobilità per l’apprendimento e la cooperazione istituzionale L’aspetto centrale continuerà a essere la promozione della mobilità per l’apprendimento che comprende i soggiorni di studio, di formazione e di formazione continua per studenti di tutti i settori e per il personale docente delle istituzioni. Rientrano in questo campo anche le attività di scambio nell’ambito della promozione della gioventù. Verranno portate avanti le tipologie di scambio che si sono dimostrate valide, come il soggiorno di studio in una istituzione partner, le esperienze di apprendimento, insegnamento e lavoro all’interno di aziende, le attività di volontariato, gli scambi tra gruppi di studenti, i corsi di formazione continua e le attività di insegnamento in istituzioni partner. In sede di attuazione delle attività di mobilità si dovranno prevedere incentivi all’uso di mezzi di trasporto sostenibili. Anche la cooperazione internazionale tra le istituzioni e gli attori del settore della formazione svizzeri ed esteri continuerà a essere promossa. La priorità va data ad attività che contribuiscono ad accrescere la qualità della formazione e del sistema svizzero o che concorrono al riconoscimento internazionale e all’equivalenza dei titoli di studio svizzeri. Si tratta in primo luogo di creare partenariati strategici tra diversi istituti di formazione. La soluzione svizzera che consiste nel promuovere la partecipazione di istituzioni svizzere come partner con lo status di Paese terzo ai progetti di cooperazione Erasmus+ sarà portata avanti (p. es. la partecipazione delle scuole universitarie svizzere all’European Universities Initiative e ad altri tipi di attività innovative). Inoltre, la revisione totale della base giuridica offre la flessibilità necessaria per consentire anche alle istituzioni svizzere di coordinare un progetto di cooperazione con partner europei ed extraeuropei. Misure collaterali e agenzia nazionale Anche nel quadro di una soluzione svizzera è necessario prevedere e portare avanti misure collaterali: il loro scopo è supportare le attività di promozione nei campi della mobilità per l’apprendimento e della cooperazione istituzionale in modo da rafforzarne l’efficacia e l’utilizzo ottimale. Tra le misure collaterali si possono annoverare, per esempio, uffici di contatto, reti o iniziative specifiche.

La Fondazione svizzera per la promozione degli scambi e della mobilità (FPSM) funge, con il nome di «Movetia», da agenzia nazionale per la promozione degli scambi e della mobilità a livello nazionale e internazionale. Grazie alla digitalizzazione dei

processi, l’agenzia nazionale svolge in modo efficiente e sostenibile i compiti che le vengono affidati. La prevista trasformazione della FPSM in un istituto di diritto pubblico della Confederazione non avrà ripercussioni sui compiti di promozione degli scambi internazionali e delle attività di mobilità nel settore della formazione (cfr. n. 1.3.3 Collaborazione a livello nazionale). Finanze Il finanziamento della soluzione svizzera per gli anni 2021–2024 prevedeva un aumento annuale dei contributi per i programmi di mobilità e cooperazione di circa il

7 per cento, fino a raggiungere un totale di 54,7 milioni di franchi nel 2024.

Il nostro Collegio auspica che in questo ambito si mantenga il tasso di crescita del periodo di sussidio in corso. Alla luce degli obiettivi summenzionati, puntiamo quindi a un aumento annuale di un buon 6 per cento fino al 2028. Attraverso i programmi dell’UE, i Paesi europei confinanti investono molto nelle attività internazionali di mobilità e cooperazione per i giovani. Il nostro intento è limitare gli svantaggi per i giovani svizzeri e aumentare il numero dei partecipanti. In totale chiediamo dunque per gli anni 2025–2028 un credito d’impegno di 254,9 milioni di franchi. L’85 per cento del credito d’impegno servirà a promuovere la mobilità per l’apprendimento e la cooperazione istituzionale e al massimo il 15 per cento sarà destinato al finanziamento delle misure collaterali e alla gestione dell’agenzia nazionale. Tabella 9 Spese previste nel periodo ERI 2025–2028

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Programmi internazionali di 54,7 58,1 61,7 65,5 69,6 254,9 mobilità e di cooperazione in materia di formazione Totale 54,7 58,1 61,7 65,5 69,6 254,9

Cfr. disegno 6: Decreto federale sui crediti per la cooperazione internazionale in materia di educazione e delle borse di studio a studenti e artisti stranieri negli anni 2025–2028

2.6.2 Promozione dei talenti e cooperazione internazionale a livello

istituzionale in materia di formazione Situazione iniziale Per garantire la competitività e l’efficienza della piazza ERI svizzera, resta fondamentale sfruttare il potenziale scientifico nazionale nel modo più ampio e completo possibile e sul lungo periodo, sia a livello individuale che sul piano istituzionale. Il sostegno di determinate cooperazioni transfrontaliere in materia di formazione con l’obiettivo di promuovere i talenti e l’eccellenza scientifica a livello transnazionale e transdisciplinare si è dimostrato uno strumento valido. Questo strumento è concepito per completare i programmi internazionali di mobilità e cooperazione nel settore della

formazione e copre aree e attività di cooperazione a lungo termine che non rientrano in una logica di programma. Nel periodo di sussidio 2021–2024, il maggiore sostegno agli attori chiave svizzeri ha permesso in particolare di consolidare la promozione dei talenti e delle nuove leve scientifiche. Il proseguimento di collaborazioni di successo tra istituzioni e attori del settore della formazione in Svizzera e centri di eccellenza e Institutes of Advanced Studies (IAS) all’estero ha permesso di sviluppare competenze e reti di contatti e ha stimolato il trasferimento di conoscenze, lo scambio e approcci scientifici innovativi. Il valore aggiunto di queste attività di cooperazione per la politica in materia di educazione è particolarmente evidente negli ambiti in cui il potenziale scientifico non è ancora sfruttato pienamente. Ne è un esempio l’area prioritaria trasversale dell’Europa orientale e della regione del Mar Nero, dove lo sviluppo mirato delle competenze e delle reti svizzere si è rivelato particolarmente prezioso. Obiettivi In linea di principio, l’obiettivo generale di promuovere i talenti e l’eccellenza a livello transnazionale e transdisciplinare dev’essere portato avanti e verranno mantenute e consolidate le priorità che si sono rivelati efficaci:

  • promozione transnazionale dei talenti;
  • cooperazione con centri di competenza ed eccellenza all’estero;
  • cooperazione con IAS all’estero per la promozione transdisciplinare dell’eccellenza scientifica. Si continuerà a porre l’accento sulla promozione di competenze e sulla creazione di reti nell’Europa orientale o nella regione del Mar Nero nell’ambito delle tre priorità summenzionate. Le attività sostenute nel quadro di queste ultime saranno ulteriormente consolidate e le potenziali sinergie saranno sfruttate più intensamente, per esempio attraverso la presentazione di domande di finanziamento coordinate. I temi trasversali della digitalizzazione, dello sviluppo sostenibile e dell’uguaglianza delle opportunità saranno presi in considerazione in misura maggiore laddove ciò ha senso ed è opportuno. I progetti di cooperazione che non possono essere assegnati a queste priorità e che devono essere considerati piuttosto come progetti individuali specifici continueranno a essere sostenuti dalla Confederazione solo se riguardano temi trasversali rilevanti

per la politica in materia di educazione. Il sostegno della Confederazione a questi progetti sarà maggiormente limitato nel tempo per fare in modo che le attività possano svilupparsi in modo finanziariamente autonomo a medio termine.

Misure Le misure di promozione che si sono rivelate efficaci nell’ambito delle priorità menzionate saranno portate avanti nel periodo di sussidio 2025–2028 e consolidate mantenendo l’attuale livello di sostegno finanziario. Se il margine di manovra finanziario lo permette, verrà esaminata la possibilità di un potenziamento puntuale e mirato dei finanziamenti e di un sostegno a nuove cooperazioni. In relazione alla promozione dei talenti, la Confederazione continua a sostenere gli attori principali (fondazione Scienza e gioventù, Associazione delle Olimpiadi

scientifiche svizzere e Fondazione Svizzera degli Studi) nell’ambito di una strategia generale coordinata. Queste organizzazioni promuovono i giovani talenti prima e all’inizio degli studi e permettono loro di instaurare reti di contatti transnazionali. In un’ottica di continuità, continueranno a essere sostenute anche le cooperazioni esistenti e di comprovata efficacia tra istituzioni e attori svizzeri del settore della formazione e i centri di competenza ed eccellenza esteri come pure la loro partecipazione a reti scientifiche attive a livello internazionale. Tra gli esempi si possono citare la collaborazione dell’Alta scuola pedagogica di Lucerna con l’istituto Yad Vashem di Gerusalemme per la commemorazione e la ricerca sull’Olocausto, l’iniziativa Ukrainian Research in Switzerland (URIS) dell’Università di Basilea o le cooperazioni in rete nella regione del Mar Nero promosse dall’Università di San Gallo. Dato che il modello degli Institutes of Advanced Studies (IAS) si presta particolarmente bene alla creazione di reti internazionali e alla promozione transdisciplinare dell’eccellenza e delle giovani leve, verranno portate avanti le cooperazioni con il Wissenschaftskolleg di Berlino, l’Institut d’Etudes Avancées di Nantes, il New Europe College di Bucarest e il Centre for Advanced Study di Sofia. È inoltre previsto l’ulteriore finanziamento di borse di studio e contributi per studenti svizzeri ammessi in istituti come il Collegio d’Europa di Bruges e Natolin (Varsavia, Polonia) e l’Istituto universitario europeo di Firenze nonché della cattedra svizzera presso quest’ultimo.

Finanze Vista l’attuale situazione delle finanze federali, il nostro Collegio non prevede una crescita significativa per questo credito (aumento medio annuo pari allo 0,7 per cento). L’entità dei mezzi stanziati si basa quindi sullo stato del credito nel 2024. Queste risorse permettono di portare avanti i progetti esistenti al livello attuale. Il potenziamento di determinati finanziamenti o la concessione di nuovi finanziamenti negli anni 2025–2028 sono possibili solo se altre misure di sostegno saranno sospese o ridotte. Per la promozione dei talenti e la cooperazione internazionale a livello istituzionale in materia di educazione il nostro Collegio propone un credito d’impegno di 27,0 milioni di franchi. Tabella 10 Spese previste nel periodo ERI 2025–2028

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Promozione dei talenti e 6,6 6,7 6,7 6,8 6,8 27,0 cooperazione internazionale a livello istituzionale in materia di formazione Totale 6,6 6,7 6,7 6,8 6,8 27,0

Cfr. disegno 6: Decreto federale sui crediti per la cooperazione internazionale in materia di educazione e per le borse di studio a studenti e artisti stranieri negli anni 2025–2028

2.6.3 Borse di studio per studenti stranieri

Situazione iniziale Dal 1961 le borse di studio della Confederazione destinate a studenti stranieri sono uno strumento importante della politica internazionale ERI 116 e, in collaborazione con il DFAE, sono anche parte della politica estera svizzera. La Confederazione concede borse di studio a dottorandi e a post-dottorandi provenienti da tutti i Paesi con cui la Svizzera intrattiene relazioni diplomatiche. Mette inoltre a disposizione borse per artisti provenienti da una trentina di Paesi. Nel caso dei Paesi industrializzati si applica il principio di reciprocità. In questo modo si garantisce che anche gli studenti e i ricercatori svizzeri possano approfittare di soggiorni di studio all’estero. Con una procedura di assegnazione competitiva – che tiene conto dell’uguaglianza delle opportunità – solo i candidati migliori ottengono una borsa di eccellenza della Confederazione. Negli scorsi anni il tasso di successo è stato del 25 per cento circa. Conformemente all’Agenda 2030 117 (obiettivo 4.b) la metà delle borse è assegnata a giovani ricercatori di talento provenienti da Paesi in sviluppo, mentre l’altra metà a talenti di Paesi industrializzati. Questo strumento di promozione è attrattivo per i giovani accademici, favorisce lo sviluppo della loro carriera, sostiene la promozione delle nuove leve scientifiche e rafforza l’interconnessione internazionale a livello universitario.

Obiettivi Per contribuire all’internazionalizzazione dello spazio universitario svizzero, le borse di eccellenza della Confederazione vengono assegnate alle nuove leve straniere più qualificate (cfr. obiettivi 2 e 4 della Confederazione per le scuole universitarie nell’allegato 1). In questo modo la Svizzera attira i giovani talenti, rafforza lo scambio intellettuale e culturale e intensifica la collaborazione con le università estere.

Misure Il programma di borse di studio per studenti stranieri, che prevede l’attribuzione di circa 300 borse all’anno, verrà portato avanti. Per preservare la competitività di questo strumento, l’importo delle borse di studio, rimasto invariato dal 2007, verrà leggermente adeguato. Nell’ottica della trasformazione digitale, in seno alla SEFRI sono in corso preparativi per l’introduzione di una procedura di candidatura elettronica che sostituirà l’attuale software di gestione delle borse d’eccellenza. I mezzi finanziari richiesti permettono, con il supporto della rete di rappresentanze diplomatiche e della rete Swissnex, di garantire anche in futuro l’offerta di borse di studio d’eccellenza della Confederazione in 180 Paesi.

Finanze Per il finanziamento delle borse di studio della Confederazione destinate a studenti e artisti stranieri, il nostro Collegio chiede lo stanziamento di un credito d’impegno di 39,7 milioni di franchi.

116 www.sefri.admin.ch > Pubblicazioni e Servizi > Pubblicazioni > Banca dati pubblicazioni > Strategia internazionale della Svizzera nel settore della formazione, della ricerca e dell’innovazione

117 www.eda.admin.ch > Agenda 2030 e OSS

Tabella 11 Spese previste nel periodo ERI 2025–2028

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Borse di studio per studenti 9,9 9,9 9,9 9,9 9,9 39,7 stranieri Totale 9,9 9,9 9,9 9,9 9,9 39,7

Cfr. disegno 6: Decreto federale sui crediti per la cooperazione internazionale in materia di educazione e per le borse di studio a studenti e artisti stranieri negli anni 2025–2028

2.7 Istituzioni di promozione della ricerca

2.7.1 Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS)

Situazione iniziale Con i suoi strumenti e i suoi programmi, il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) sostiene, in qualità di organo di promozione della Confederazione, la ricerca scientifica in tutte le discipline. Concentra la sua attività sulla promozione:

  • di progetti di ricerca d’eccellenza;
  • di nuove leve scientifiche altamente qualificate;
  • di infrastrutture di ricerca destinate allo sviluppo di settori scientifici in Svizzera e che non rientrano nell’ambito di competenza dei centri di ricerca universitari o della Confederazione;
  • della cooperazione internazionale in materia di ricerca, tenendo conto degli obiettivi e dei provvedimenti della Confederazione (art. 10 cpv. 3 LPRI). Obiettivi Secondo il programma pluriennale 118, gli obiettivi strategici del FNS per il periodo ERI 2025–2028 puntano sulla continuità e consolidano le seguenti priorità strategiche: preservare e promuovere la diversità della ricerca, rafforzare l’importanza della ricerca per la società, garantire la capacità della ricerca di affrontare le sfide future e consolidarne la resilienza. Questi obiettivi strategici verranno concretizzati per il periodo ERI 2025–2028 in base ai seguenti assi prioritari: garantire l’interconnessione e la competitività a livello internazionale, sfruttare integralmente il potenziale offerto dalla ricerca, agire insieme per un futuro sostenibile e utilizzare le opportunità offerte dalla digitalizzazione per la ricerca. Il nostro Collegio condivide la valutazione del FNS secondo cui questi obiettivi sono di grande importanza soprattutto alla luce degli sviluppi attuali, come la pandemia di COVID-19, la guerra in Ucraina o la mancata associazione al programma Orizzonte Europa. Tuttavia, per motivi di ordine generale (motivi di politica finanziaria, altre priorità tematiche) non possiamo tuttavia prendere in considerazione tutte le richieste formulate nel programma pluriennale. Nel quadro degli obiettivi generali della

118 www.snf.ch > À propos > Portrait > Stratégie > Programme pluriannuel 2025–2028

Confederazione per la ricerca e l’innovazione e sulla base del programma pluriennale del FNS, nel periodo ERI 2025–2028 il nostro Collegio, tenuto conto delle condizioni quadro finanziarie, si focalizza sui quattro obiettivi indicati qui di seguito. Rafforzare la promozione di progetti e la promozione delle carriere in quanto compiti di base del FNS La grande flessibilità nella promozione di progetti consente ai ricercatori di reagire tempestivamente ai nuovi sviluppi. Grazie a un approccio tematico aperto, la promozione di progetti fornisce inoltre un importante contributo alla diversità della ricerca scientifica in Svizzera. I vari strumenti di promozione delle carriere completano le attività delle scuole universitarie e contribuiscono alla diversità del panorama universitario svizzero e all’interconnessione internazionale. Il nostro Collegio condivide l’opinione secondo cui la promozione di progetti e delle carriere e i relativi strumenti, proprio perché basati su un approccio bottom-up e orientati all’eccellenza, rientrano nel mandato di base del FNS e devono continuare a occupare un posto di rilievo anche nel nuovo periodo di sussidio. Promuovere maggiormente la ricerca tematica e collaborativa Alla luce delle sfide sociali sempre più complesse, i ricercatori di diverse discipline devono poter cooperare nell’ambito di programmi. Per poter affrontare in modo più mirato le sfide sociali più urgenti, la Confederazione attribuisce grande importanza alla cooperazione tematica, interdisciplinare e transdisciplinare in settori strategicamente importanti (p. es. tecnologie quantistiche, ricerca sullo sviluppo sostenibile [in vista dell’attuazione dell’Agenda 2030], ricerca ambientale, ricerca spaziale e ricerca sanitaria, includendo le scienze umane e sociali). Ampliare le cooperazioni internazionali in materia di ricerca e rafforzare la competitività L’interconnessione internazionale dei ricercatori svizzeri e quindi anche il rafforzamento della competitività della Svizzera come polo di ricerca e innovazione sono più importanti che mai. Occorre pertanto esaminare e attuare misure mirate per rafforzare e diversificare la cooperazione internazionale in materia di ricerca come pure l’interconnessione a livello internazionale, soprattutto in ambiti chiave importanti per la Svizzera.

Sviluppare ulteriormente le infrastrutture di ricerca e di dati e coordinarle con la strategia nazionale sugli Open Research Data La promozione delle infrastrutture di ricerca e di dati rientra nel mandato che la legge conferisce al FNS. Nel suo programma pluriennale, il FNS sottolinea l’importanza di questo settore di promozione. Il nostro Collegio attribuisce grande rilevanza alla promozione coordinata delle infrastrutture di dati e di ricerca nazionali e internazionali per l’ulteriore sviluppo di numerosi ambiti specialistici. Il ruolo del FNS nella promozione di queste infrastrutture è sussidiario rispetto alla promozione delle scuole universitarie e deve essere coordinato con queste ultime e con l’ORD Strategy Council (cfr. n. 1.3.3 sul tema della digitalizzazione). Misure Dagli obiettivi summenzionati risultano le misure generali indicate di seguito, per le quali il FNS definirà nuovamente un ordine di priorità tenendo conto dell’effettivo

aumento dei mezzi finanziari in vista della convenzione sulle prestazioni o di eventuali nuovi sviluppi. Promozione dei progetti e delle carriere Il nostro Collegio condivide in generale l’opinione secondo cui la promozione di progetti fondata su un approccio bottom-up rientra nel mandato di base del FNS. Il FNS dispone di vari strumenti di promozione delle carriere, alcuni dei quali sono stati introdotti di recente o sono stati o saranno rivisti. In generale, la Confederazione ritiene che la strategia di promozione delle nuove leve debba essere ulteriormente sviluppata tenendo conto dei risultati della valutazione complessiva effettuata dal CSS e coordinata con le scuole universitarie. Inoltre, il FNS deve proporre, d’intesa con le scuole universitarie e se la situazione finanziaria lo permette, strumenti adeguati in grado di rafforzare, indipendentemente dagli strumenti di promozione dell’UE, l’attrattiva delle carriere e, di rimando, quella della piazza svizzera della ricerca e dell’innovazione. Per promuovere la diversità nel settore della ricerca, occorre anche sviluppare strumenti appropriati per le scuole universitarie professionali e le alte scuole pedagogiche (comprese procedure di valutazione adeguate). Ricerca tematica e collaborativa Gli strumenti di ricerca esistenti, come i programmi nazionali di ricerca (PNR) o i poli di ricerca nazionali (PRN), possono essere utilizzati in modo mirato per rafforzare la ricerca tematica. Questi due strumenti sono peraltro consolidati e sviluppati ulteriormente nell’attuale periodo di sussidio. La sesta serie di PRN verrà messa a concorso alla fine del periodo ERI 2021–2024 (fine 2023). I mezzi stanziati si attesteranno almeno a un livello equivalente a quello del periodo precedente. Per i PNR verranno stanziati mezzi supplementari. Il nostro Collegio appoggia la volontà del FNS di rafforzare, e se del caso flessibilizzare, le possibilità di ricerca collaborativa nell’ambito degli strumenti esistenti o con i consorzi a partecipazione internazionale che il FNS intende istituire. Cooperazioni internazionali in materia di ricerca Per rafforzare le cooperazioni internazionali in materia di ricerca, il FNS intende ampliare la collaborazione internazionale nell’ambito degli strumenti esistenti (procedure Weave, Lead Agency e International Co-Investigator, accordi bilaterali e

multilaterali) e farvi maggiormente ricorso nonché attrarre sempre più talenti dall’estero e promuovere la ricerca in seno a consorzi internazionali. La Confederazione considera queste misure molto importanti. Infrastrutture di ricerca e dati La Confederazione si aspetta che il FNS sviluppi ulteriormente l’attuale sostegno alle infrastrutture di dati e di ricerca e definisca, nell’ambito di un piano opportunamente rivisto, i principi di promozione, i criteri di sostegno e le priorità. L’attuazione del piano andrà precisata in vista della convenzione sulle prestazioni per il periodo di sussidio 2025–2028. Il FNS continua a finanziare il DaSCH e il FORS e porta avanti i due studi di coorte (lo Studio di coorte svizzero sull’HIV e la Coorte svizzera dei trapianti), che lavorano in stretta collaborazione con il centro nazionale di coordinamento dei dati (DCC). In funzione della situazione finanziaria, coordina ulteriori misure nell’ambito dell’ORD Strategy Council. Il sostegno ai principi «FAIR» e alla strategia ORD sono importanti misure di accompagnamento che il FNS

include nel suo programma pluriennale. Il budget per le infrastrutture di dati e di ricerca dev’essere almeno equivalente a quello del periodo ERI 2021–2024. Compiti supplementari

  • Il programma FLARE nei settori della fisica delle particelle e dell’astrofisica e i programmi bilaterali gestiti dal FNS su incarico della Confederazione verranno riproposti. Il volume dei sussidi al programma verrà aumentato.
  • Il 4 maggio 2022 119, il Consiglio federale ha deciso di rafforzare l’interconnessione internazionale in campi di ricerca di importanza strategica e di mettere a disposizione risorse supplementari per programmi di ricerca internazionali attraverso la misura complementare «Cooperazioni di ricerca bilaterali e multilaterali». L’attuazione di questa misura compete al FNS e sarà coordinata con il pacchetto globale di cooperazioni internazionali in materia di ricerca. Costi indiretti di ricerca (overhead) Considerati i mezzi finanziari della Confederazione disponibili annualmente, per compensare parzialmente i costi indiretti di ricerca sostenuti dalle scuole universitarie (overhead) si prevede di mantenere la quota massima del 15 per cento sui sussidi approvati per i progetti (che danno diritto a sussidi overhead). Finanze Per attuare il suo programma pluriennale, il FNS chiede un sussidio federale di 5169 milioni di franchi per il periodo ERI 2025–2028 (scenario massimo). In base alle domande di sussidio prevenute e tenuto conto dello stato attuale delle finanze, il nostro Collegio chiede per il FNS un totale di 4991,8 milioni di franchi per il periodo 2025– 2028. Nei sussidi di base, pari a 4040,8 milioni di franchi, sono comprese anche le spese relative al programma BRIDGE e al programma di promozione per la ricerca clinica ICCT. Le somme corrispondenti sono stabilite nella convenzione sulle prestazioni sotto forma di valori indicativi. L’entità del contributo concesso nell’ambito del progetto BRIDGE è concordata con Innosuisse. Proponiamo un limite di spesa pari a 70 milioni di franchi per i PNR e a 234,5 milioni di franchi per i PRN. Il sussidio include anche tutte le spese sostenute dal FNS per fornire le proprie prestazioni (spese amministrative e di valutazione scientifica). Per mantenere lo strumento dell’overhead presso il FNS proponiamo un importo di 514,5 milioni di

franchi (valore indicativo), con una quota forfettaria di al massimo il 15 per cento. Infine, il FNS continuerà a svolgere diversi compiti supplementari su mandato della Confederazione. Tra questi figurano le misure per sostenere i ricercatori svizzeri nell’ambito della partecipazione della Svizzera a singoli progetti all’interno di infrastrutture di ricerca internazionali, in particolare nel settore della fisica delle particelle e dell’astrofisica attraverso lo strumento di promozione FLARE (47 mio. fr.), e per promuovere la cooperazione bilaterale della Svizzera in ambito scientifico (35 mio. fr.). Inoltre, nell’ambito delle misure complementari relative al programma Orizzonte Europa, il nostro Collegio chiede mezzi supplementari per 50 milioni di

119 Comunicato stampa del 4 maggio 2022 (www.sefri.admin.ch > Attualità > Comunicati stampa > Il Consiglio federale vara misure relative a Orizzonte Europa e rafforza la cooperazione internazionale nel settore degli affari spaziali)

franchi per il periodo di sussidio 2025–2028 in vista di promuovere l’avvio di programmi di ricerca internazionali (secondo la nostra decisione del 4 maggio 2022 120). La Confederazione concluderà con il FNS una convenzione sulle prestazioni per gli anni 2025–2028 nella quale preciserà, in particolare, le procedure per la misurazione delle prestazioni e per la verifica dell’efficacia di misure specifiche. La cooperazione internazionale e la promozione delle infrastrutture di dati e di ricerca verranno disciplinate in protocolli aggiuntivi alla convenzione. Per il limite di spesa richiesto, pari a 4991,8 milioni di franchi, si prevede di ripartire annualmente il contributo federale al FNS secondo la tabella 12. Tabella 12 Spese previste nel periodo ERI 2025–2028

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Promozione della ricerca: 1 042,3 1 044,0 1 058,1 1 087,2 1 156,1 4 345,3 − Sussidi di base 973,2 974,0 982,1 1 008,7 1 076,1 4 040,8 − PNR 14,8 15,0 18,0 18,5 18,5 70,0 − PRN 54,3 55,0 58,0 60,0 61,5 234,5 Overhead 121,9 124,3 125,3 128,8 136,1 514,5 Compiti supplementari: 29,3 29,8 31,3 34,8 36,3 132,0 − FLARE 10,7 11,0 11,5 12,0 12,5 47,0 − Programmi bilaterali 8,8 8,8 8,8 8,8 8,8 35,0 − Misura complementare 9,8 10,0 11,0 14,0 15,0 50,0 «Cooperazioni di ricerca bilaterali e multilaterali» Totale 1 193,6 1 198,0 1 214,7 1 250,8 1 328,4 4 991,8

Cfr. disegno 7: Decreto federale sul finanziamento delle istituzioni che promuovono la ricerca negli anni 2025–2028

2.7.2 Accademie

Situazione iniziale Le Accademie svizzere delle scienze fungono da organo di promozione della Confederazione incaricato di rafforzare la cooperazione in e tra tutte le discipline scientifiche nonché di radicare la scienza nella società. Sono organizzate sotto forma di associazione (Associazione delle Accademie svizzere delle scienze) e comprendono l’Accademia svizzera di scienze naturali (SCNAT), l’Accademia svizzera di scienze umane e sociali (ASSU), l’Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) e l’Accademia svizzera delle scienze tecniche (ASST) nonché due centri di competenza: la Fondazione Science et Cité e la Fondazione TA-SWISS. Con oltre 100 000 membri, 154 società̀ scientifiche, 132 tra commissioni, gruppi di lavoro

120 Comunicato stampa del 4 maggio 2022 (www.sefri.admin.ch > Attualità > Comunicati stampa > Il Consiglio federale vara misure relative a Orizzonte Europa e rafforza la cooperazione internazionale nel settore degli affari spaziali

e comitati consultivi nonché́ 29 società̀ cantonali e regionali, costituiscono la più grande rete scientifica svizzera organizzata con un sistema di milizia. Nel periodo ERI 2021–2024 l’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze ha adempiuto integralmente i propri compiti: ha elaborato studi con proposte di soluzioni e raccomandazioni sulle attuali sfide economiche e sociali, ha condotto progetti a lungo termine per sviluppare ulteriormente gli ambiti di studio e ha promosso le nuove leve scientifiche nel settore MINT. Inoltre, ha portato a termine l’iniziativa di promozione «Medicina personalizzata» e ha attuato il programma «Digitalizzazione e messa a disposizione delle collezioni naturalistiche» (compiti supplementari) limitato al periodo 2021–2024. La valutazione della struttura organizzativa dell’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze, commissionata con il messaggio ERI 2021–2024, ha dato esito positivo per quanto concerne l’efficienza economico-aziendale 121. Ulteriori potenziali sinergie sono state sfruttate nel quadro dell’attuazione del modello organizzativo raccomandato, ossia un’unione federale, nel periodo ERI–2024. Nel quadro della riorganizzazione si è inoltre proceduto a un chiaro posizionamento del comitato direttivo e della presidenza per quanto riguarda il loro ruolo di guida strategica. La riorganizzazione dell’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze nel periodo di sussidio 2021–2024 è stata infine completata con le revisioni dello statuto. Obiettivi Nella sua pianificazione strategica per il periodo 2025–2028, l’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze si prefigge i seguenti obiettivi:

  • attuerà il proprio mandato di base in modo efficiente, in particolare rafforzando la cooperazione in e tra tutte le discipline scientifiche, instaurando opportune cooperazioni con gli attori all’interno e all’esterno del settore ERI, individuando tempestivamente argomenti socialmente rilevanti, valutando l’impatto dei rischi delle nuove tecnologie, impostando il dialogo tra scienza e società e instaurando partenariati di dialogo con la politica, l’economia e la società;
  • chiarirà il fabbisogno e supporterà o creerà collezioni di dati, sistemi di documentazione, edizioni o strutture analoghe che costituiscono infrastrutture di ricerca necessarie per lo sviluppo di ambiti specialistici;

- contribuirà, con il proprio impegno internazionale, al rafforzamento e all’attrattività della Svizzera come piazza di ricerca, monitorerà la politica scientifica internazionale, coglierà gli sviluppi rilevanti per la Svizzera e promuoverà gli interessi della comunità scientifica svizzera in seno agli organismi internazionali. Il nostro Collegio prevede inoltre di trasferire all’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze i compiti supplementari riguardanti l’attuazione della misura complementare Swiss Quantum Initiative lanciata nel 2023 nonché la responsabilità e la governance del centro di coordinamento dei dati nel settore della medicina personalizzata.

121 www.aramis.admin.ch > Evaluation der Organisation der Akademien der Wissenschaften Schweiz (in tedesco).

Misure Priorità dell’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze (mandato di base) Scienza, prassi e società: l’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze si impegna per l’uguaglianza delle opportunità, la diversità e il continuo sviluppo del sistema scientifico nonché per la promozione delle nuove leve scientifiche a tutti i livelli. I campi di intervento comprendono anche la promozione della cultura e della comunicazione scientifiche come pure del dialogo con la società e dell’individuazione tempestiva delle sfide future. Società sostenibile: l’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze contribuisce al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite promuovendo la ricerca sulla sostenibilità e sviluppando opzioni di azione, in particolare per quanto riguarda i temi del consumo e della produzione sostenibili nonché del clima, dell’energia e della biodiversità. Mette a disposizione know-how e svolge attività di dialogo e di coordinamento negli ambiti tematici relativi all’invecchiamento della società, alle medical humanities, alla riflessione sul futuro della medicina e alla capacità delle nuove tecnologie di affrontare le sfide future nella (bio)medicina. Società digitale e open science: l’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze analizza il potenziale delle tecnologie emergenti, i loro costi e le opportunità e i rischi ad esse legati, mette a disposizione know-how nei settori delle infrastrutture critiche e della cibersicurezza e promuove le competenze per la gestione della digitalizzazione. Nel quadro della Strategia nazionale sugli Open Research Data (ORD), l’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze è responsabile dell’organizzazione del Sounding Board Researchers e della sensibilizzazione delle comunità scientifiche (cfr. n. 1.3.3 sul tema della digitalizzazione). Promozione delle nuove leve nel settore MINT: nel contesto della trasformazione digitale, questo tipo di promozione continuerà a svolgere un ruolo importante anche nel periodo 2025–2028. Le offerte complementari alla scuola, per motivare e sensibilizzare i giovani, e l’interconnessione degli attori continueranno a essere elementi centrali, come pure la cooperazione con i servizi cantonali (Segretariato generale della CDPE) e federali (SEFRI) competenti. Le prestazioni

dell’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze in questo ambito nel periodo 2025–2028 sono precisate in un protocollo aggiuntivo d’intesa con il Segretariato generale della CDPE. Progetti a lungo termine dell’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze Progetti dell’Accademia svizzera di scienze umane e sociali (ASSU): l’elaborazione scientifica nonché la pubblicazione e la distribuzione dei Vocabolari nazionali, dell’Annuario della politica svizzera, dei Documenti Diplomatici Svizzeri, del Dizionario storico della Svizzera e di otto pubblicazioni nel campo delle scienze umane saranno portate avanti sotto la responsabilità dell’ASSU. Segreterie e piattaforme di coordinamento di programmi coordinati a livello internazionale (reti di ricerca): nel periodo ERI 2021–2024 sono state sostenute sei reti di ricerca. Il piano di promozione dell’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze commissionato con il messaggio ERI 2021–2024 prevede bandi competitivi per il sostegno delle reti di ricerca esistenti e per la concezione e la

creazione di nuove reti di ricerca internazionali nel periodo ERI 2025–2028. La richiesta, formulata nella pianificazione strategica pluriennale, di espandere il canale di promozione, non può essere soddisfatta. Compiti supplementari Swiss Quantum Initiative: il 4 maggio 2022 il nostro Collegio ha deciso di adottare la misura complementare relativa al lancio di un’iniziativa quantistica nazionale. Il suo obiettivo è rafforzare la ricerca in modo mirato attraverso bandi competitivi nonché sviluppare e ampliare le infrastrutture e le piattaforme tecnologiche per il TST in modo coordinato a livello nazionale. Inoltre, in collaborazione con le scuole universitarie, mira a sviluppare programmi di studio interessanti e a promuovere la collaborazione con l’industria e le cooperazioni internazionali. La SCNAT è responsabile dell’attuazione dell’iniziativa. Centro di coordinamento dei dati (Data Coordination Center, DCC): il DCC, istituito nell’ambito dell’iniziativa di promozione «Medicina personalizzata» (Swiss Personalized Health Network, SPHN), che si concluderà nel 2024, serve a standardizzare i dati clinici e altri dati relativi alla salute per collegarli tra loro affinché possano essere messi a disposizione dei ricercatori nel modo più efficiente possibile. Nel periodo di sussidio 2025–2028, il DCC sarà consolidato come centro di coordinamento e competenza nazionale nel settore dei dati sanitari, compresi l’infrastruttura di dati BioMedIT e i National Data Streams (cfr. allegato 6). Il coordinamento nazionale dei dati clinici proseguirà in linea con le attività del settore dei PF in corso (cfr. n. 2.4 Swiss Data Science Center [SDSC+] dei PF e Personalized Health and Related Technologies [PHRT]). In vista del successivo periodo ERI 2029– 2032, il DCC dovrà essere ulteriormente sviluppato sulla base di una nuova governance e di nuovi obiettivi. La governance del DCC è affidata provvisoriamente all’ASSM, con l’inclusione di tutti i principali attori in un organo direttivo nazionale. L’ASSM è responsabile del DCC anche a livello operativo. Finanze Tenuto conto delle priorità previste nella promozione della ricerca, le richieste dell’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze possono essere accolte solo in parte (scenario massimo: 120 mio. fr. per l’adempimento del mandato di base

[inclusi i nuovi compiti previsti dal mandato di base: Open Research Data; roadmap specializzate per le infrastrutture di ricerca; Young Talents in Clinical Research; piattaforma di coordinamento della ricerca clinica; progetto «Ambition CH2030+»; iniziativa INTERFACE: scienze politiche], 63 mio. fr. per i progetti a lungo termine, 13 mio. fr. per la promozione delle nuove leve nel settore MINT). Con il limite di spesa 2025–2028 a favore delle istituzioni di promozione della ricerca, proponiamo di destinare 278,7 milioni di franchi all’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze. Per il mandato di base chiediamo complessivamente 116,2 milioni di franchi e per i progetti a lungo termine 58,3 milioni di franchi. Infine, per i compiti supplementari commissionati dalla Confederazione ai fini dell’attuazione della Swiss Quantum Initiative e del consolidamento del DCC proponiamo 104,2 milioni di franchi. Per il limite di spesa proposto, pari a 278,7 milioni di franchi, è prevista una ripartizione annua del sussidio federale alle Accademie conformemente alla tabella 13.

Tabella 13 Compiti previsti per il periodo ERI 2025–2028

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Mandato di base 27,9 28,0 28,7 29,4 30,2 116,2 − di cui per la promozione 2,7 2,6 2,7 2,7 2,8 10,9 delle nuove leve nel settore MINT Progetti a lungo termine 10,8 14,2 14,2 14,6 15,3 58,3 − di cui pubblicazioni nel 3,3 3,4 3,5 3,6 13,8 campo delle scienze umane 122 Compiti supplementari 16,1 11,1 21,2 34,1 37,9 104,2 − Misura complementare 5,9 6,0 16,0 28,8 32,4 83,2 Swiss Quantum Initiative − Centro di coordinamento 5,1 5,2 5,3 5,5 21,0 dei dati − Iniziativa nazionale di 7,4 0,0 promozione «Medicina personalizzata» − Digitalizzazione delle 2,8 0,0 collezioni naturalistiche Totale 54,8 53,2 64,1 78,1 83,4 278,7

Cfr. disegno 7: Decreto federale sul finanziamento delle istituzioni che promuovono la ricerca negli anni 2025–2028

2.8 Innosuisse

Situazione iniziale L’innovazione consente a imprese e siti di creare valore aggiunto e di rimanere competitivi. La Svizzera è da anni uno dei Paesi più innovativi e competitivi del mondo. Figura inoltre ai primi posti della classifica del Global Resilience Index, anche perché dispone di solidi sistemi regionali di innovazione (SRI) e, di conseguenza, presenta disparità regionali relativamente ridotte. Innosuisse è l’organo di promozione della Confederazione per l’innovazione basata sulla scienza. Sostiene le imprese nelle loro attività di innovazione e collabora con gli attori del settore nelle regioni e nei Cantoni per diffondere le proprie offerte e sfruttare al meglio il potenziale innovativo della Svizzera. I suoi strumenti di promozione sono sempre molto richiesti. Contrariamente a quanto si temeva, la domanda non è crollata neanche durante la pandemia di COVID-19.

122 Nel periodo ERI 2025–2028 nel settore delle Accademie il finanziamento delle pubblicazioni trasferite dal FNS sarà interrotto (trasferimento senza incidenza sui costi).

Obiettivi L’obiettivo generale della promozione dell’innovazione nell’ambito della politica ERI è quello di rafforzare lo sviluppo, basato sulla ricerca, di nuovi prodotti, procedure, processi e servizi a beneficio dell’economia e della società. Nel quadro degli obiettivi generali per la ricerca e l’innovazione e sulla base del programma pluriennale di Innosuisse, per il periodo ERI 2025–2028 abbiamo fissato i seguenti obiettivi:

1. promozione dell’innovazione: la promozione dell’innovazione sarà incentrata

sulla continuità e sulla flessibilità al fine di sfruttare al meglio il potenziale innovativo, nell’interesse della piazza economica svizzera;

2. collaborazione: allo scopo di garantire un panorama di promozione efficace,

come pure la competitività e la resilienza della Svizzera, la collaborazione con gli attori del sistema nazionale dell’innovazione verrà portata avanti e sarà diversificata a livello internazionale; 3. orientamento agli obiettivi e all’efficacia: l’orientamento degli strumenti di promozione garantirà un impiego efficiente ed efficace dei fondi.

Misure Promozione dell’innovazione Per quanto concerne la promozione dell’innovazione nell’ambito della politica ERI della Confederazione, l’attività principale è rappresentata dalla promozione di progetti da parte di Innosuisse, nel cui ambito imprese o organizzazioni private o pubbliche (i cosiddetti partner attuatori) realizzano progetti d’innovazione insieme a uno o più partner di ricerca (promozione standard di progetti). Innosuisse adotta tradizionalmente un approccio bottom-up, ovvero dal basso verso l’alto, e promuove innovazioni basate sulla scienza in tutte le discipline rappresentate negli istituti di ricerca universitari e negli enti di ricerca non commerciali al di fuori del settore universitario. L’obiettivo è, da un lato, garantire a tutte le imprese innovative le stesse opportunità di ricevere un sostegno e, dall’altro, evitare di escludere innovazioni che esulano dai temi su cui si focalizza l’attenzione. Richiedendo una prestazione propria si garantisce che anche i partner attuatori investano nei propri progetti d’innovazione. La promozione standard di progetti è inoltre integrata da nuovi strumenti e approcci finalizzati a portare le innovazioni sul mercato il più rapidamente possibile, in un contesto sempre più dinamico, e a reagire in modo mirato alle sfide del nostro tempo. La promozione dell’imprenditoria basata sulla scienza e del TST affianca la promozione di progetti. In entrambi i settori, visti i mezzi limitati, si tratta di garantire la continuità dell’attività di promozione. Nel periodo di sussidio 2025–2028 il nostro Collegio persegue le seguenti priorità: - in un contesto sempre più dinamico, le imprese devono dare prova di spirito innovativo e capacità di adattamento. La promozione standard di progetti fornisce loro un sostegno in tal senso. È ben accettata e la sua efficacia è comprovata. Per questo motivo vogliamo mantenere almeno il livello di promozione del periodo precedente;

  • per offrire alle start-up del settore scientifico condizioni quadro competitive a livello internazionale e consentire loro di crescere in modo sostenibile sulla piazza economica svizzera, dal 2023 Innosuisse può concedere contributi diretti ai costi di progetto delle start-up che vogliono sviluppare le loro innovazioni basate sulla scienza fino a renderle pronte per il mercato;
  • per evitare che, nell’ambito di progetti d’innovazione internazionali, le imprese svizzere siano svantaggiate rispetto ai loro partner stranieri in termini di margine di manovra finanziario, Innosuisse può versare un importo parziale per i costi di progetto dei partner attuatori svizzeri. Questa possibilità continua a sussistere per i programmi quadro di ricerca e innovazione dell’UE ed è ora applicabile anche ai bandi internazionali a cui partecipa Innosuisse;
  • l’Iniziativa Flagship mira a garantire che, nel campo dell’innovazione, determinati temi particolarmente importanti e di portata intersettoriale siano affrontati in modo collaborativo dagli attori coinvolti. A tale proposito, in linea con le nostre strategie in questo ambito, ci concentriamo sulle principali questioni riguardanti la digitalizzazione nonché sulle sfide legate alla sostenibilità. In netta contrapposizione con il programma energetico SWEET 123 dell’Ufficio federale dell’energia (UFE) – cfr. allegato 7, capitolo Energia – nel nuovo periodo ERI Innosuisse non prevede alcun bando Flagship nel settore dell’energia. In caso di bandi su questioni climatiche direttamente collegate a quelle energetiche (p. es. riduzione delle emissioni), Innosuisse, l’UFE e l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) si consulteranno tempestivamente per sfruttare le possibili sinergie;
  • il passaggio a un’economia sostenibile lungo l’intera catena del valore richiede una graduale sostituzione di prodotti, servizi e procedure che hanno un impatto negativo sulla società e sull’ambiente, e Innosuisse ne tiene debitamente conto nella sua attività di promozione. Cooperazione in materia di promozione dell’innovazione Gli strumenti di promozione dell’innovazione vengono rafforzati attraverso lo scambio attivo e la cooperazione mirata con gli attori del sistema dell’innovazione nazionale e internazionale. Nel periodo di sussidio 2025–2028 sono previste le seguenti priorità di sviluppo:
  • un importante partner nazionale di Innosuisse è il FNS. Il programma congiunto di promozione BRIDGE mira a creare un ponte tra la ricerca fondamentale orientata all’applicazione e l’innovazione basata sulla scienza. Il programma sarà ottimizzato alla luce delle valutazioni effettuate 124;
  • la collaborazione con le regioni (in particolare con i SRI intercantonali sostenuti mediante la Nuova politica regionale [NPR] della Confederazione) sarà portata avanti per dare a tutte le imprese, in linea di principio, le stesse opportunità di sostegno e per sfruttare il potenziale innovativo del Paese. La rete internazionale,

123 www.bfe.admin.ch > Ricerca e cleantech > Programma di promozione SWEET >

Panoramica SWEET 124 Econcept in collaborazione con l’Austrian Institute of Technology (AIT) GmbH su mandato di Innosuisse e del FNS (2023): Evaluation BRIDGE; CSS (2023): Evaluation of the Swiss National Science Foundation

il know-how e gli strumenti sviluppati attraverso la rete Enterprise Europe Network (EEN) saranno utilizzati anche a livello nazionale, ove possibile;

  • a livello internazionale, l’obiettivo è diversificare la cooperazione in materia di promozione dell’innovazione d’intesa con la SEFRI e aggiungere ulteriori strumenti e partner. Orientamento agli obiettivi e all’efficacia Tradizionalmente, la promozione dell’innovazione mira a rafforzare le attività di innovazione delle aziende. Se le sfide vengono affrontate in modo mirato (p. es. in relazione alla sostenibilità o alla delocalizzazione delle start-up), i benefici apportati dai relativi strumenti di promozione (Iniziativa Flagship, promozione di progetti di start-up) sono misurati sulla base del contributo che essi forniscono al superamento di tali sfide. Occorre inoltre analizzare in che misura vengono generati benefici aggiuntivi rispetto alla promozione tradizionale. I nuovi strumenti richiedono quindi nuovi approcci per misurare l’efficacia. Adottare una politica di promozione più agile significa anche fare in modo che gli strumenti possano essere rapidamente adattati o ritirati se il loro valore aggiunto non viene confermato. Nel periodo di sussidio 2025–2028 sono previste le seguenti priorità di sviluppo:
  • la definizione di obiettivi precisi per mezzo di modelli d’impatto non solo rafforza i singoli strumenti di finanziamento, ma anche l’intero portafoglio di promozione, e ne migliora la comprensione comune. Ciò semplifica l’attuazione e la valutazione dell’attività di promozione orientate agli obiettivi;
  • particolare attenzione viene prestata alla verifica dell’efficacia, al fine di soddisfare i requisiti della politica di innovazione agile e consentire un ulteriore sviluppo e un consolidamento del portafoglio di promozione orientati all’efficacia. Finanze Per realizzare il suo programma pluriennale 2025–2028, Innosuisse chiede un sussidio federale di 1651 milioni di franchi in totale (aumento medio annuo di circa l’11 %), da un lato per soddisfare la domanda costantemente elevata e, dall’altro, per poter sfruttare appieno le nuove possibilità di promozione conformemente alla revisione parziale LPRI. Questa richiesta può essere accolta solo in parte. In base alle domande pervenute e tenendo conto dello stato attuale delle finanze, per Innosuisse nel periodo di

sussidio 2025–2028 chiediamo un limite di spesa di 1281,7 milioni di franchi in totale (aumento medio annuo del 3,1 %). Tale limite di spesa comprende anche la compensazione (parziale) dei costi indiretti di ricerca (overhead), legata alla promozione di progetti. In quest’ambito, il nostro Collegio chiede gli stessi importi massimi diversificati applicati nel periodo precedente 125. Il limite di spesa proposto comprende anche tutte le spese necessarie per fornire le prestazioni (circa l’8 % del sussidio federale).

125 FF 2020 3295

Per il limite di spesa proposto, pari a 1281,7 milioni di franchi, è prevista una ripartizione annua del sussidio federale a Innosuisse conformemente alla tabella 14 (valori indicativi). Tabella 14 Spese previste per il periodo ERI 2025–2028

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Settore chiave della 232,2 239,9 249,4 259,2 269,3 1 017,7 promozione di progetti − Promozione standard di progetti 150,0 150,0 152,0 155,0 163,0 620,0 − Progetti d’innovazione di 15,0 18,0 20,0 20,0 20,0 78,0 start-up − Promozione internazionale 24,0 27,0 27,0 30,0 30,0 114,0 di progetti − Iniziativa Flagship 10,2 10,9 15,4 18,2 17,3 61,7 − Sussidi overhead 27,0 28,0 29,0 30,0 33,0 120,0 − Assegno per l’innovazione 6,0 6,0 6,0 6,0 6,0 24,0 BRIDGE 13,0 13,0 13,0 13,0 13,0 52,0 Imprenditoria e TST 26,5 27,0 27,0 27,0 27,0 108,0 − Imprenditoria 12,0 12,5 12,5 12,5 12,5 50,0 − Trasferimento di sapere e tecnologie (TST) 13,0 13,0 13,0 13,0 13,0 52,0 − Trasmissione di 1,5 1,5 1,5 1,5 1,5 6,0 informazioni Spese di funzionamento 25,0 26,0 26,0 26,0 26,0 104,0 Totale 296,7 305,9 315,4 325,2 335,3 1 281,7

Cfr. disegno 8: Decreto federale sul finanziamento delle attività di Innosuisse negli anni 2025–2028

2.9 Parco svizzero dell’innovazione («Switzerland Innovation»)

Situazione iniziale Il parco svizzero dell’innovazione (SIP) è un’iniziativa di partenariato pubblico- privato d’importanza nazionale gestita congiuntamente – dal gennaio del 2016 – dalla Confederazione, dai Cantoni, dal mondo scientifico e dall’economia privata. Le attività dei sei enti responsabili e delle altre dieci sedi del SIP sono orientate al trasferimento di sapere e tecnologie tra ricerca e industria, agli investimenti privati e all’insediamento di gruppi di ricerca e aziende svizzeri ed esteri. In linea di principio, la creazione, il funzionamento e la manutenzione del SIP sono finanziati dai Cantoni responsabili e da investitori privati. Gli introiti delle varie sedi derivano dalla locazione di infrastrutture e dalla fornitura di servizi per gli attori insediati. Il SIP è stato oggetto di una valutazione completa nel 2022 (cfr. allegato 5). La Confederazione sostiene il SIP a titolo sussidiario (per le relative basi legali cfr. allegato 5) e contribuisce così al suo successo.

Obiettivi Il SIP rafforza il ruolo della Svizzera come piazza di ricerca e innovazione nel contesto della concorrenza internazionale e offre ecosistemi attrattivi per l’insediamento di ricercatori e aziende svizzeri ed esteri nonché per investimenti privati nella ricerca e nello sviluppo.

Misure Cessione di terreni: la Confederazione può cedere terreni in diritto di superficie agli enti responsabili. La cessione di parti dell’area dell’aerodromo militare di Dübendorf, nel frattempo completata, ha consentito di realizzare la sede zurighese della rete. La Confederazione continua ad avere a disposizione questo strumento. Fideiussioni: la Confederazione può garantire crediti di capitale di terzi a favore degli enti responsabili (fideiussione). Ciò consente loro di investire in infrastrutture a tassi d’interesse favorevoli. Nel periodo di sussidio 2021–2024 lo strumento della fideiussione è stato richiesto solo raramente. Infatti, visti i tassi d’interesse già bassi, gli enti responsabili non hanno avuto bisogno di ulteriori agevolazioni. Nel frattempo, tuttavia, i tassi d’interessi sono saliti. A partire dal 2025 la fideiussione sarà nuovamente disponibile, in forma leggermente adattata (cfr. allegato 5). Con il presente messaggio vengono richiesti gli adeguamenti da apportare a questo strumento. Contributi alla fondazione «Switzerland Innovation»: in qualità di organizzazione mantello, la fondazione svolge importanti funzioni nell’ambito del coordinamento e della garanzia della qualità dell’intera rete. Inoltre, su mandato della Confederazione, assume compiti relativi alle fideiussioni (cfr. allegato 5). Affinché possa essere garantita l’importante funzione di coordinamento delle sedi del SIP esercitata dalla fondazione, chiediamo di rinnovare il finanziamento delle spese d’esercizio di quest’ultima (cfr. decreto federale 9). Promozione internazionale: il PSI viene fatto conoscere nei Paesi prioritari grazie alla collaborazione tra Switzerland Global Enterprise (S-GE), gli Swiss Business Hub e la fondazione «Switzerland Innovation» 126, con l’obiettivo di attirare attori stranieri della ricerca e dell’industria. Anche gli enti responsabili e le organizzazioni cantonali che si occupano di promuovere la piazza economica svolgono attività di promozione e acquisizione all’estero. La collaborazione tra questi attori dovrà essere ottimizzata in funzione delle esigenze delle sedi e dei nuovi mercati target. Si sta valutando un maggiore coinvolgimento della rete Swissnex.

Finanze Per la fideiussione di crediti di capitale di terzi a favore degli enti responsabili, nel 2015 le vostre Camere avevano approvato un credito quadro di 350 milioni di franchi 127. Questo credito è stato a disposizione fino alla fine del 2023. Con il decreto federale 9 chiediamo un nuovo credito d’impegno (volume: 100 mio. fr./10 anni).

126 Messaggio concernente la promozione della piazza economica negli anni 2024–2027, FF 2023 … 127 FF 2015 6085

Il contratto di diritto pubblico del 5 dicembre 2016 / 30 marzo 2021 128 tra il Consiglio federale e la fondazione «Switzerland Innovation» è valido fino al 31 dicembre 2033. Il contratto aggiuntivo del 5 aprile 2017 129 sul sistema di fideiussione sarà aggiornato dopo l’approvazione del credito d’impegno da parte delle vostre Camere. Il limite di spesa per i sussidi alla fondazione «Switzerland Innovation» è di 3,9 milioni di franchi, con un contributo annuo di 1 milione di franchi al massimo sulla base di una convenzione sulle prestazioni tra la SEFRI e la fondazione (tabella 15). Tabella 15 Spese previste per il periodo ERI 2025–2028

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Spese d’esercizio 1,0 1,0 1,0 1,0 1,0 3,9 «Switzerland Innovation» Totale 1,0 1,0 1,0 1,0 1,0 3,9

Cfr. disegno 9: Decreto federale sul sostegno della Confederazione al parco svizzero dell’innovazione («Switzerland Innovation») negli anni 2025–2028

2.10 Strutture di ricerca d’importanza nazionale

Situazione iniziale Il sostegno alle strutture di ricerca d’importanza nazionale è un’importante misura di promozione della Confederazione volta a garantire l’adempimento di compiti che non possono essere svolti dalle scuole universitarie o da altri istituti accademici esistenti. Queste strutture sono giuridicamente autonome e ricevono un sostegno significativo da Cantoni, Comuni, altri enti pubblici, scuole universitarie o privati. La Confederazione offre il proprio sostegno finanziario a titolo sussidiario. Da un punto di vista funzionale, l’articolo 15 capoverso 3 LPRI distingue tre categorie di strutture di ricerca d’importanza nazionale:

  • le infrastrutture di ricerca (categoria a, art. 15 cpv. 3 lett. a LPRI) forniscono prestazioni scientifiche (p. es. raccolta e trattamento di dati) al servizio delle istituzioni di ricerca, degli enti pubblici o dell’economia privata. Tali infrastrutture stanno acquisendo un’importanza sempre maggiore a seguito della digitalizzazione e di una ricerca sempre più basata sui dati;
  • le istituzioni di ricerca (categoria b, art. 15 cpv. 3 lett. b LPRI) sono di solito altamente specializzate e molto competitive e hanno un elevato potenziale di networking sul piano sia nazionale che internazionale. Sono attive in settori di nicchia importanti per la società e in genere si basano su pertinenti strategie ERI cantonali;
  • i centri di competenza per la tecnologia (categoria c, art. 15 cpv. 3 lett. c LPRI) fungono da importante anello di collegamento tra la ricerca fondamentale condotta nelle scuole universitarie e l’innovazione per l’economia privata.

128 FF 2021 705 129 FF 2017 2897

Contribuiscono al TST e rafforzano i partenariati pubblico-privati (PPP) tra le scuole universitarie, le strutture di ricerca della Confederazione e l’economia privata. Rafforzano la competitività dell’industria svizzera e sono attive principalmente nel campo della ricerca applicata e dello sviluppo. Il loro impatto sull’economia (nazionale) viene sottoposto a una verifica periodica ed è molto elevato 130. Retrospettiva 2021–2024 Nel periodo di sussidio 2021–2024 sono state sostenute 34 strutture di ricerca secondo l’articolo 15 LPRI. Le attività svolte da queste strutture riguardano tutti i settori, tra cui la biologia, la medicina, le scienze ingegneristiche nonché le scienze sociali e umane. Sulla base dei risultati dell’esame condotto nel quadro delle nuove concessioni di sussidi, nel dicembre del 2020 sono state prese decisioni di phasing out (cfr. allegato 6). Digitalizzazione e medicina personalizzata: nel periodo 2021–2024, altri due centri (m4m e Anaxam) realizzati nell’ambito dell’iniziativa per le tecnologie di fabbricazione (AM-TTC) sono stati sostenuti in virtù dell’articolo 15. Inoltre, due ulteriori centri realizzati nel quadro dell’iniziativa AM-TTC (S3C e PITC) sono stati valutati nel 2022 e sostenuti nel periodo 2022–2024 (cfr. allegato 6). L’iniziativa nazionale di promozione «Medicina personalizzata» (SPHN) è stata lanciata dalla SEFRI d’intesa con l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) nel corso del periodo di sussidio 2017–2020 e terminerà a fine 2024. Dal punto di vista istituzionale, il centro di coordinamento dei dati (DCC), che era sotto la responsabilità del SIB, sarà collegato all’ASSM con l’infrastruttura BioMedIT (cfr n. 2.7.2 e allegato 5). Misure: gli obiettivi generali definiti per il periodo di sussidio 2021–2024 (prosecuzione del consolidamento e della definizione delle priorità per le strutture di ricerca già esistenti) sono stati realizzati con le decisioni del dicembre del 2020 relative ai sussidi (cfr. allegato 6). Il sostegno a istituzioni di ricerca (categoria b) è stato sottoposto a un esame generale alla luce degli sviluppi registrati nell’ambito delle scuole universitarie e della ricerca in Svizzera (cfr. anche i postulati 20.3927 e 20.3462). Maggiori dettagli sui risultati della verifica dei sussidi e di quella relativa alla riorganizzazione del SIB sono riportati nell’allegato 6. Obiettivi

Le priorità definite nei due periodi precedenti per i sussidi federali accordati conformemente all’articolo 15 LPRI saranno mantenute nel nuovo periodo di sussidio. Pertanto, gli obiettivi perseguiti sono i seguenti:

  • il sostegno ai centri di competenza per la tecnologia (categoria c) avrà una priorità elevata. Ciò significa rafforzare il più possibile i centri esistenti e, se del caso, sostenere nuovi centri d’importanza nazionale, in particolare in materia di digitalizzazione;
  • anche il sostegno alle infrastrutture di ricerca (categoria a) continuerà ad avere una priorità elevata. Ciò significa consolidare il più possibile le infrastrutture di

130 Inspire AG (2019): Wirkungsmessung 2019 (in tedesco); Biggar Economics (2018): The economic contribution of CSEM (in inglese)

ricerca esistenti. Per quanto riguarda le priorità, il sostegno alle infrastrutture di ricerca esistenti avrà la precedenza sulle nuove domande (estensione minima del volume del sostegno secondo l’art. 15 LPRI); - il sostegno alle istituzioni di ricerca (categoria b) sarà una priorità secondaria (consolidamento, caso per caso, delle istituzioni già sostenute, nessuna estensione, nessuna nuova istituzione). Queste priorità sono sostenute dal CSS.

Misure Gli obiettivi generali perseguiti per il periodo di sussidio 2021−2024, e in particolare la priorità accordata ai centri competenza per la tecnologia (categoria c) e alle infrastrutture di ricerca (categoria a), saranno mantenuti. Nel caso delle istituzioni di ricerca (categoria b), si valuteranno al massimo un consolidamento e, a medio termine, una cessazione graduale del sostegno da parte della Confederazione (phasing out) per le istituzioni che non soddisfano i criteri di eccellenza e le cui prestazioni a favore delle scuole universitarie non sono integralmente indennizzate da queste ultime. Nuova misura: lo Swiss Vaccine Research Institute (SVRI) deve essere valutato nel contesto della Strategia nazionale di vaccinazione della Confederazione. Misure prorogate: le domande delle strutture già sostenute e le nuove domande per il periodo 2025–2028 saranno esaminate secondo la procedura ordinaria definita all’articolo 20 dell’O-LPRI e all’articolo 12 dell’O-LPRI-DEFR. Le decisioni di sostegno saranno prese nel quadro del credito approvato dalle vostre Camere nel quarto trimestre del 2024 e secondo le suddette priorità, nonché tenendo conto delle raccomandazioni del CSS. Per sostenere la trasformazione digitale, il piano d’azione della Confederazione per la digitalizzazione prevede la creazione di appositi centri di competenza per la tecnologia conformemente alla categoria c di cui all’articolo 15 LPRI e la loro promozione al fine di rafforzare il TST 131. Si prevede quindi di continuare a sostenere sia i centri di competenza per la tecnologia già esistenti nel campo delle moderne tecnologie di fabbricazione (advanced manufacturing) sia i nuovi centri che verranno creati in questo settore.

Finanze Le domande di sussidio ai sensi dell’articolo 15 LPRI per le strutture di ricerca già sostenute nel periodo precedente (proroga del sussidio) e quelle per le nuove strutture ammonteranno a 547 milioni di franchi 132 in totale per il periodo 2025–2028 (di cui 73,5 mio. fr. riguardanti nuove domande di sei strutture). Il nostro Collegio chiede 434,0 milioni di franchi per quattro anni, da ripartire tra le tre categorie a, b e c (tabella 16). Dato che gli importi delle domande relative alle strutture già esistenti e alle nuove strutture superano i mezzi finanziari a disposizione,

131 www.sefri.admin.ch > Attualità > Pubblicazioni e Servizi > Pubblicazioni > Banca dati pubblicazioni > Rapporto sulla digitalizzazione 132 Secondo un’informazione preliminare fornita dalle strutture alla SEFRI nel giugno 2022; il termine ultimo per l’invio delle domande è fissato al 30 giugno 2023.

le priorità nella concessione dei sussidi secondo l’articolo 15 LPRI devono essere definite in base agli obiettivi formulati per ogni categoria. Le decisioni definitive saranno adottate dal DEFR nel quarto trimestre del 2024 tenendo conto delle priorità, dei risultati dell’esame delle domande da parte del CSS (disponibili nella primavera del 2024) e del quadro finanziario approvato dalle vostre Camere. Gli importi dei sussidi per le categorie a, b e c sono da considerarsi valori indicativi. Alla luce di quanto sopra, proponiamo un limite di spesa di 434,0 milioni di franchi. Per il limite di spesa proposto è prevista una ripartizione annua del sostegno della Confederazione secondo l’articolo 15 LPRI conformemente alla tabella 16. Tabella 16 Spese previste per il periodo ERI 2025–2028

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Categoria a: 35,1 35,7 36,1 36,6 37,3 145,6 infrastrutture di ricerca Categoria b: 19,6 17,9 18,5 19,3 19,9 75,6 istituzioni di ricerca Categoria c: centri di 50,2 51,7 52,8 53,7 54,6 212,8 competenza per la tecnologia Iniziativa nazionale di 9,2 0,0 promozione «Medicina personalizzata» Totale 114,1 105,2 107,4 109,6 111,8 434,0

Cfr. disegno 10: Decreto federale sul finanziamento delle strutture di ricerca d’importanza nazionale negli anni 2025–2028

2.11 Cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione

La Svizzera si impegna nella cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione poiché la ricerca di punta e l’innovazione si muovono ormai in un contesto di concorrenza globale. Nella strategia internazionale della Svizzera nel settore della formazione, della ricerca e dell’innovazione, il nostro Collegio considera l’accesso alle infrastrutture, ai programmi e ai servizi all’estero un’importante condizione quadro per garantire e migliorare ulteriormente la qualità della ricerca.

2.11.1 Infrastrutture di ricerca internazionali

Situazione iniziale A livello scientifico e tecnologico, le infrastrutture di ricerca internazionali forniscono impulsi che suscitano interesse in tutto il mondo. Una partecipazione mirata della Svizzera a queste strutture rappresenta pertanto un’eccellente strategia per rafforzare la posizione del Paese nel settore della ricerca contribuendo al contempo ad affrontare le sfide trasversali. A tal fine, la Confederazione ha assunto impegni di diritto internazionale a lungo termine. La tabella 17 fornisce una panoramica di tali impegni.

Tabella 17 Panoramica delle spese della Svizzera nel 2023 derivanti da trattati internazionali nell’ambito delle infrastrutture di ricerca internazionali Struttura Ambito di ricerca Inizio Aliquota Sussidio partecipazione contrib. 2023 della Svizzera 2023 (%) (mio. fr.)

[Cifre non ancora disponibili] Strutture di ricerca internazionali CERN Fisica delle particelle 1953 … … EMBL Biologia molecolare 1973 … … ESO Astronomia terrestre 1981 … … ESRF Ricerca sui materiali 1988 … … ITER/Fusion for Energy Fusione nucleare 2007 0 0 European XFEL Ricerca sui materiali 2009 … … ILL Ricerca sui materiali 1988 … … ESS-ERIC Ricerca sui materiali 2015 … … SKAO Astronomia terrestre 2022 … …

Infrastrutture di ricerca coordinate sul piano internazionale (reti) BBMRI ERIC Biomedicina 2023 … … CESSDA ERIC Scienze sociali 2023 … … DARIAH ERIC Lettere e scienze umane 2023 … … ECRIN ERIC Studi clinici 2023 … … ELIXIR Bioinformatica 2015 … … EPOS ERIC Studio dell’involucro 2023 … … terrestre ICOS ERIC Ambiente 2023 … … ACTRIS ERIC Ambiente … ... ...

Il CERN riveste un’importanza particolare per la Svizzera, visto che ha qui la sua sede. Dal 1954, anno della sua fondazione, questo laboratorio si è trasformato nel centro di riferimento mondiale per la fisica delle particelle, con importanti effetti positivi per l’Europa e la Svizzera. La persistenza di tali effetti anche in futuro dipenderà dallo sviluppo del CERN. Per questo motivo, il 12 dicembre 2021 il nostro Collegio ha deciso di rafforzare l’accompagnamento, da parte della Svizzera, dei progetti del CERN, e ha sottoposto alle vostre Camere un progetto legislativo che permette di gestire le esigenze di questa organizzazione in termini di superfici attraverso un piano settoriale federale. È in corso uno studio sulla fattibilità del collisore Future Circular Collider (FCC), considerato prioritario nella strategia europea per la fisica delle particelle adottata dal Consiglio del CERN nel 2020. L’FCC potrebbe consistere in un acceleratore di particelle circolare con una circonferenza di 100 chilometri, da costruire e mettere in funzione in diverse fasi tra il 2030 e il 2090. Una decisione di principio sull’avvio dei lavori di costruzione dell’FCC potrebbe essere sottoposta per approvazione al Consiglio del CERN nel periodo ERI 2025–2028.

Le infrastrutture di ricerca internazionali offrono all’industria svizzera opportunità di mercato e di sviluppo delle proprie competenze. Ogni anno, con le infrastrutture attualmente in funzione vengono stipulati contratti per un volume complessivo di circa 100 milioni di franchi. Anche i lavori per la costruzione di nuove infrastrutture di ricerca internazionali generano importanti appalti per l’industria svizzera. Il promotore è lo Swiss Industry Liaison Office, sostenuto congiuntamente da PFL, PSI, Swissmem, Università di Ginevra e SEFRI.

Obiettivi La partecipazione della Svizzera alle infrastrutture di ricerca internazionali dovrà garantire ai ricercatori la possibilità di accedere agli impianti di cui hanno bisogno e la cui realizzazione sul territorio nazionale non è opportuna o risulta impossibile. Ciò riguarda soprattutto le scienze naturali, ma sono presenti infrastrutture di ricerca internazionali anche nel campo delle scienze umane o ambientali. Queste attività contribuiscono allo sviluppo delle competenze tecnologiche e industriali in Svizzera.

Misure La sempre maggiore complessità della ricerca fa aumentare il fabbisogno di infrastrutture di ricerca, anche internazionali. Monitorando gli sviluppi nel settore della ricerca, la Confederazione può determinare, con l’aiuto delle comunità scientifiche interessate, quali infrastrutture internazionali sono necessarie per migliorare la qualità delle prestazioni della ricerca svizzera. Questo monitoraggio, condotto mediante la Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca, permette anche di valutare l’adeguatezza delle attuali partecipazioni e di proporre eventuali adeguamenti. L’edizione 2023 della Roadmap 133 fornisce una panoramica delle infrastrutture di ricerca pianificate a livello nazionale e internazionale e considerate prioritarie dalle istituzioni responsabili e dal FNS. Le relative conclusioni sono esposte qui di seguito.

  • Le attuali partecipazioni della Svizzera a infrastrutture di ricerca internazionali e le misure di accompagnamento già attuate devono essere portate avanti nel periodo 2025–2028 (cfr. n. 2.11.2).
  • L’accesso alle sorgenti di neutroni internazionali (ESS-ERIC, ILL) deve essere organizzato in modo tale da soddisfare le esigenze delle comunità scientifiche interessate in Svizzera. Tuttavia, la situazione è cambiata rispetto a quanto indicato a questo proposito nel messaggio ERI 2021–2024.
  • I costi supplementari per la costruzione dell’ESS-ERIC sono stati confermati, ma il loro impatto sulla Svizzera è minore del previsto. Dei 165,8 milioni di franchi previsti dal credito d’impegno stanziato, 135 milioni dovrebbero essere sufficienti per finanziare i contributi della Svizzera fino al 2027 compreso. La fase operativa dell’ESS-ERIC, posticipata dal 2026 al 2028, sarà avviata con la messa in funzione di un numero inizialmente limitato di strumenti. Il finanziamento dei contributi per l’esercizio sarà sottoposto alle vostre Camere

133 www.sefri.admin.ch > Ricerca e innovazione > Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca

nell’ambito del messaggio sul preventivo a partire dal 2028, e non nel 2027 come inizialmente previsto 134.

  • Gli Stati responsabili dell’ILL (Francia, Germania e Regno Unito) hanno deciso, da un lato, di non utilizzare più questa sorgente dal 2033 e, dall’altro, di vincolare maggiormente gli impegni assunti da ogni Stato partecipante al livello di accesso concesso ai ricercatori. Di conseguenza, l’importo di 12 milioni di franchi già approvato dalle vostre Camere su proposta del nostro Collegio per finanziare l’accesso dei ricercatori svizzeri all’ILL nel periodo di sussidio 2024–2028 è di gran lunga insufficiente a soddisfare le esigenze della comunità di ricerca svizzera. Tuttavia, è fondamentale che quest’ultima possa continuare a svilupparsi in condizioni favorevoli durante il periodo in questione e soprattutto prepararsi ai nuovi esperimenti che saranno condotti nell’ESS-ERIC a partire dal 2028. Per garantire una transizione ordinata dall’ILL all’ESS-ERIC e in considerazione degli importi alla fine non utilizzati per la costruzione dell’ESS- ERIC, chiediamo un aumento di 14,4 milioni di franchi del credito d’impegno concesso per il finanziamento della partecipazione della Svizzera all’ILL tra il 2024 e il 2028 e la sua estensione fino al 31 dicembre 2033 (cfr. tabella 19). Ciò consentirà al nostro Collegio non solo di negoziare con l’ILL un contratto che garantisca un accesso sufficiente a questa sorgente a partire dal 2025, ma anche di ottenere migliori condizioni contrattuali assumendo un impegno fino alla fine dell’utilizzo dell’ILL.
  • È prevista l’adesione della Svizzera al consorzio CTAO ERIC a partire dal 2025. Un credito d’impegno era già stato approvato a questo scopo dalle vostre Camere nel 2016, ma non era stato possibile mobilitare i relativi mezzi finanziari a causa dei ritardi nell’istituzione del CTAO ERIC e della necessità, da parte della comunità scientifica interessata in Svizzera, di organizzarsi e consolidarsi. Ora, il CTAO ERIC è stato istituito nel 2023 ed è stata avviata la costruzione, per un costo totale stimato di 351,32 milioni di euro (alle condizioni economiche del 2021). Il consolidamento della comunità scientifica interessata in Svizzera è stato completato come annunciato nel messaggio ERI 2021–2024, per cui la Svizzera è già entrata a far parte del CTAO ERIC con uno status di osservatore limitato a

un periodo di tre anni. Dato che il credito d’impegno summenzionato scadrà nel 2024, chiediamo lo stanziamento di un nuovo credito d’impegno di 12,6 milioni di franchi valido fino al 31 dicembre 2030 (cfr. tabella 19). Questo importo consentirà di negoziare un’adesione a un livello commisurato all’utilizzo previsto del CTAO ERIC da parte della Svizzera. Se le vostre Camere approveranno questo credito d’impegno, potremo concludere l’adesione della Svizzera al CTAO ERIC in virtù della delega prevista dall’articolo 31 LPRI. - Secondo la Roadmap svizzera per le strutture di ricerca 2023 135 sono opportune anche nuove partecipazioni a reti di infrastrutture di ricerca. Da una verifica condotta dal DEFR (SEFRI) secondo i criteri previsti nel messaggio del 13 aprile 2022 136 concernente l’adesione della Svizzera a sei reti di

134 FF 2014 5803 5816 135 www.sefri.admin.ch > Ricerca e innovazione > Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca 136 FF 2022 1137

infrastrutture di ricerca con forma giuridica ERIC e la modifica della legge federale sulla promozione della ricerca e dell’innovazione, è emerso che dal 2025 la Svizzera dovrebbe partecipare a CLARIN ERIC, una rete di ricerca già consolidata, e unirsi allo sviluppo delle reti EMPHASIS, SLICES e GGP in vista di una futura adesione. Lo stesso vale per eLTER, ECCSEL ERIC, ESSurvey ERIC e SHARE ERIC, che erano state menzionate nel messaggio 2021–2024 e che sono ancora in fase di sviluppo o di valutazione. Nel caso della rete ACTRIS, anch’essa citata nel messaggio ERI 2021–2024, si prospetta un’adesione per la fine del periodo di sussidio attuale (una volta che l’ERIC sarà costituito). Queste partecipazioni implicano il versamento, da parte della Svizzera, di contributi annuali in virtù della sua qualità di membro o di osservatore. Tali contributi sono pianificati nel credito d’impegno previsto per promuovere la cooperazione in materia di ricerca negli anni 2025–2028 (cfr. n. 2.11.2). Sempre nel periodo 2025–2028 sarà condotta una valutazione della partecipazione della Svizzera alle reti di infrastrutture in cui è coinvolta e il relativo bilancio verrà tracciato nel quadro del prossimo messaggio ERI.

Finanze Nel settore delle infrastrutture di ricerca internazionali chiediamo i seguenti crediti d’impegno: Tabella 18

Crediti d’impegno richiesti

Cifre arrotondate (in mio. fr.) Credito Importo

ILL (proroga e aumento) Credito d’impegno 14,4 CTAO Credito d’impegno 12,6

Tabella 19 Spese previste per il periodo ERI 2025–2028

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

CTAO 0,0 2,1 2,1 2,1 2,1 8,4 ILL 2,4 3,7 3,6 3,6 3,5 14,4 Totale 2,4 5,8 5,7 5,7 5,6 22,8

Cfr. disegno 11: Decreto federale sui crediti per la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione negli anni 2025–2028

2.11.2 Misure di promozione nell’ambito della cooperazione

internazionale in materia di ricerca e innovazione Situazione iniziale In un mondo caratterizzato da grandi sfide e da un aumento della concorrenza internazionale, la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione deve contribuire a rafforzare il dinamismo intrinseco al sistema ERI svizzero. Per garantire

la flessibilità del sistema ERI e dei suoi attori è essenziale fare in modo che le opportunità offerte da strumenti di portata ridotta possano essere sfruttate il più rapidamente possibile.

Obiettivi Attraverso il credito richiesto si continuerà a sostenere l’internazionalizzazione della piazza di ricerca svizzera con misure mirate. Queste ultime permetteranno agli attori svizzeri del settore ERI di partecipare a strumenti di cooperazione riguardanti temi di interesse generale nonché di rafforzare l’attrattiva della Svizzera e di stringere partenariati di eccellenza con determinati Paesi o regioni. Il credito consentirà inoltre alla Svizzera di versare i propri contributi alle reti di infrastrutture di ricerca a cui ha aderito.

Misure Per il periodo 2025–2028 chiediamo lo stanziamento di un credito d’impegno pari a 79,7 milioni di franchi, che dovrà servire in particolare a finanziare le misure esposte qui di seguito. Cooperazione bilaterale e regionale Nel periodo 2025–2028 intendiamo continuare a rispettare gli obblighi che gli accordi bilaterali di cooperazione scientifica e tecnologica implicano per la Confederazione nonché a sviluppare e diversificare i nostri partenariati con Paesi e in regioni che presentano interessanti potenzialità o con cui è stata instaurata una proficua cooperazione. Il FNS continuerà pertanto a pubblicare periodicamente, in collaborazione con le organizzazioni partner nei Paesi in questione, bandi per progetti di ricerca al fine di instaurare relazioni privilegiate e sviluppare meccanismi di cooperazione duraturi. I mezzi finanziari necessari saranno richiesti nel quadro del limite di spesa previsto per le istituzioni che promuovono la ricerca (cfr. n. 2.7.1). Le leading house (scuole universitarie incaricate della gestione di programmi nel quadro della cooperazione bilaterale e regionale) proseguiranno il loro lavoro esplorativo, individuando istituzioni idonee in Paesi al di fuori dell’UE in cui vi sia un valore aggiunto per la Svizzera e allacciando con esse contatti privilegiati. Misure di accompagnamento per la partecipazione alle infrastrutture di ricerca internazionali Per trarre vantaggio da una partecipazione a un’infrastruttura di ricerca internazionale è fondamentale adottare misure di accompagnamento, in particolare durante la fase critica della costruzione. Le misure di accompagnamento legate alla partecipazione della Svizzera ai programmi attuali del CERN (LHC, HL-LHC) e dell’ESO (VLT, ELT) continueranno a essere attuate dal FNS mediante lo strumento FLARE (cfr. n. 2.7.1). Da parte sua, nel periodo 2025–2028 la Confederazione porterà avanti le misure di accompagnamento implementate con successo in relazione alla partecipazione della Svizzera allo SKAO e al CTAO e per lo sviluppo di nuove tecnologie per le future apparecchiature del CERN (collaborazione CHART). Tuttavia, la prospettiva della costruzione dell’FCC e il necessario posizionamento della Svizzera in questo contesto richiedono l’implementazione di un sistema più uniforme di misure di accompagnamento per la partecipazione svizzera alle

infrastrutture di ricerca, simile a quello realizzato per la partecipazione della Svizzera

ai programmi spaziali. Una riflessione su questo tema sarà condotta nel periodo 2025–

2028 e ne potrebbero scaturire proposte in vista del messaggio ERI 2029–2032.

Sostegno mirato a strutture in Svizzera e all’estero Il credito richiesto comprende infine un sostegno a specifiche iniziative di ricerca che vengono attuate da strutture in Svizzera e all’estero e che contribuiscono a garantire l’eccellenza della ricerca svizzera. Tra queste figurano in particolare:

  • «Swissnex in Switzerland», per accrescere la competitività internazionale degli attori ERI, facilitare il loro accesso alla rete Swissnex e rafforzare la loro visibilità;
  • i centri svizzeri di eccellenza nella Repubblica della Costa d’Avorio e in Tanzania, attivi nell’ambito della medicina tropicale;
  • l’Istituto Svizzero di Roma (ISR), cofinanziato da Pro Helvetia, che contribuisce alla reputazione internazionale della Svizzera nel campo della scienza, della cultura e delle arti e offre uno spazio espositivo e di lavoro unico nel suo genere a giovani artisti e scienziati di talento;
  • le attività archeologiche svizzere all’estero, che nei periodi ERI 2017–2020 e 2021–2024 hanno ottenuto risultati eccellenti soprattutto grazie alla spettacolare scoperta, da parte di ricercatori della Scuola svizzera di archeologia in Grecia (ESAG), del santuario di Artemide a Eretria, dove l’estensione del perimetro di scavo dovrebbe consentire ulteriori scoperte;
  • la Global Earthquake Monitoring Foundation (GEM).

Finanze Per le misure di promozione nell’ambito della cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione chiediamo un credito d’impegno di 79,7 milioni di franchi. Tabella 20 Spese previste per il periodo ERI 2025–2028 Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Cooperazione internazionale 16,8 17,9 19,2 20,6 22,0 79,7 in materia di ricerca e innovazione Totale 16,8 17,9 19,2 20,6 22,0 79,7

Cfr. disegno 11: Decreto federale sui crediti per la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione per gli anni 2025–2028

2.12 Affari spaziali

Situazione iniziale Il settore spaziale fornisce contributi importanti a un Paese altamente sviluppato come la Svizzera. Non solo lo spazio svolge un ruolo fondamentale in ambito scientifico (migliorare la comprensione dell’universo), ma i dati satellitari e i servizi basati sullo spazio influenzano anche un numero sempre maggiore di ambiti della nostra vita

quotidiana, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Gli investimenti nel settore spaziale portano ogni giorno notevoli benefici alla società, al mondo scientifico, all’economia e allo Stato, contribuendo così alla prosperità e alla sicurezza. Gli attori del settore ERI fungono da pionieri in questo processo coprendo l’intero spettro delle attività spaziali, dalla ricerca fondamentale ai sistemi operativi. A livello globale, gli investimenti pubblici e privati nel settore spaziale sono in forte crescita: da un lato, i servizi spaziali sono utilizzati per attuare politiche settoriali per esempio in materia di ambiente, sicurezza, mercato finanziario, comunicazione, trasporti e agricoltura (p. es. la sincronizzazione delle reti di telefonia mobile, delle reti elettriche e delle transazioni finanziarie viene effettuata utilizzando segnali orari ad alta precisione provenienti dallo spazio); dall’altro, questi investimenti forniscono un vantaggio competitivo per acquisire quote di mercato in un’economia spaziale in rapida espansione, generando in tal modo crescita economica e posti di lavoro. Negli ultimi anni, la miniaturizzazione dei satelliti e la riduzione dei relativi costi di lancio hanno facilitato ulteriormente l’accesso alle attività spaziali. Le possibilità di sfruttamento dello spazio sono quindi in aumento. Questo dinamismo, già significativo, è ulteriormente rafforzato da diverse tendenze globali, finalizzate per esempio a:

  • raccogliere a livello globale dati di monitoraggio ambientale per caratterizzare i cambiamenti climatici;
  • garantire una risposta rapida e affidabile alle crisi e risolvere le questioni relative alla sicurezza e alla resilienza delle infrastrutture spaziali;
  • sviluppare reti di dati globali più efficienti e protette dai ciber-rischi;
  • promuovere le scienze spaziali e terrestri che riguardano le condizioni e l’identificazione della vita sulla Terra e su altri corpi celesti;
  • tornare sulla Luna per stabilirvi una presenza a lungo termine;
  • tenere conto del fascino esercitato dalle missioni spaziali per soddisfare l’interesse delle nuove leve e contribuire così alla promozione delle professioni MINT. La Svizzera opera nel settore spaziale da oltre 60 anni. È un membro fondatore dell’Agenzia spaziale europea (ESA) e un attore di nicchia altamente specializzato

con capacità che, in alcuni settori, sono uniche nel loro genere. Grazie alle oltre 250 imprese e università attive nel settore spaziale, oggi praticamente nessun satellite o lanciatore europeo vola senza il contributo della Svizzera. La dicitura «Made in Switzerland» è internazionalmente considerata un marchio di qualità e la comunità scientifica svizzera è riconosciuta a livello globale. Attualmente, oltre 60 tra strumenti ed esperimenti svizzeri sono già nello spazio o in fase di preparazione. Tra i più importanti risultati raggiunti nel periodo ERI 2021–2024 figurano: - la valutazione dei dati scientifici di CHEOPS, la prima missione dell’ESA sotto la direzione scientifica svizzera, che migliora la nostra comprensione degli esopianeti e consente ai nostri scienziati di rimanere all’avanguardia in questo campo a livello mondiale;

  • il lancio del telescopio spaziale James Webb, al quale la Svizzera ha fornito diversi contributi scientifici e tecnologici e che è stato portato nello spazio grazie al lanciatore europeo Ariane 5;
  • i voli inaugurali dei nuovi lanciatori europei Ariane 6 e Vega C, che sono stati possibili grazie all’esclusiva tecnologia svizzera e forniscono un importante contributo all’accesso indipendente dell’Europa allo spazio;
  • l’European Space Deep-Tech Innovation Center (ESDI), creato recentemente, che ha sede presso l’Istituto Paul Scherrer, è gestito congiuntamente dall’ESA e dal settore dei PF come centro di competenza e punta a migliorare il trasferimento scientifico al settore privato nonché a intensificare la cooperazione della Svizzera con l’ESA;
  • vari strumenti scientifici, tra cui tre strumenti per la sonda spaziale Jupiter ICy moons Explorer (JUICE) dell’ESA. A seguito dell’aumento delle attività spaziali da parte di vari attori economici, il 16 febbraio 2022 il nostro Collegio ha dato mandato di elaborare un avamprogetto di legge nazionale sullo spazio da porre in consultazione. I relativi lavori non rientrano nell’ambito del messaggio ERI.

Obiettivi Le attività spaziali della Svizzera nel campo della ricerca e dell’innovazione si svolgono principalmente attraverso l’ESA – che è un’organizzazione intergovernativa indipendente – e i suoi programmi. Questa cooperazione è integrata dalla promozione mirata di attività nazionali, che consentono e facilitano la partecipazione della Svizzera ai programmi dell’ESA. Con la politica spaziale 2023 137, il nostro Collegio conferma la sua attuale politica nel settore spaziale e la adegua ai nuovi sviluppi in atto a livello globale. Perseguiamo una politica spaziale che vada a beneficio della società, della scienza, dell’economia, dell’innovazione e, di conseguenza, della competitività della Svizzera. Agendo con lungimiranza, puntiamo a far sì che anche le generazioni future possano sfruttare appieno le opportunità offerte dallo spazio. Il messaggio ERI è uno strumento centrale per l’attuazione della politica spaziale. Per sfruttare la situazione iniziale favorevole e restare al passo con gli sviluppi a livello mondiale ed europeo, il nostro Collegio intende in particolare:

  • migliorare la qualità scientifica attraverso la partecipazione di ricercatori svizzeri a programmi scientifici e di esplorazione internazionali: l’obiettivo è realizzare progetti bilaterali con altri Paesi, per esempio con Stati Uniti, Giappone e Canada;
  • promuovere le imprese e le start-up innovative che realizzano progetti spaziali promettenti dal punto di vista commerciale attraverso i programmi e i meccanismi di innovazione dell’ESA, al fine di sviluppare la loro competitività e aumentare il loro grado di specializzazione;

137 www.sefri.admin.ch > Ricerca e innovazione > Affari spaziali > Politica spaziale della Svizzera

  • rafforzare l’interconnessione e il trasferimento di tecnologia tra scienza e industria. A tal fine possono essere promossi, per esempio, anche progetti faro che riuniscano un grande numero di attori nazionali;
  • garantire un accesso tempestivo agli appalti, ai dati e ai servizi che risultano dalla partecipazione allo sviluppo di programmi infrastrutturali nello spazio. Oltre ai progetti di satelliti, ciò include anche il contributo ai programmi europei di lancio per assicurare all’Europa un accesso indipendente e affidabile allo spazio.

Misure La collaborazione con l’ESA sarà ulteriormente intensificata. La partecipazione della Svizzera a questa agenzia si basa sulla Convenzione ESA 138 e si concretizza sotto forma di contributi obbligatori, che non sono oggetto del presente messaggio, e di contributi di programma. I programmi dell’ESA sono suddivisi in quattro gruppi:

  • scienza ed esplorazione: programma scientifico nonché esplorazione umana e robotica;
  • applicazioni: telecomunicazioni, osservazione della Terra nonché posizionamento, navigazione e sincronizzazione;
  • sicurezza spaziale: monitoraggio del tempo meteorologico spaziale, allerta precoce per gli asteroidi, prodotti per il trasporto spaziale, manutenzione orbitale e rimozione attiva dei detriti spaziali;
  • abilitazione e supporto: sviluppo tecnologico, trasporto spaziale e commercializzazione nello spazio. I programmi pluriennali dell’ESA vengono decisi durante le riunioni del Consiglio dell’ESA a livello ministeriale. Le prossime riunioni ministeriali avranno luogo presumibilmente nel 2025 e nel 2028. La partecipazione della Svizzera deve essere intensificata per restare al passo con i leader del settore a livello mondiale. I mezzi finanziari necessari per portare avanti i programmi avviati in occasione delle precedenti riunioni del Consiglio e per lanciare nuovi programmi, come pure per rafforzare la cooperazione con partner europei e internazionali selezionati nel settore spaziale, sono stabiliti nel quadro del presente messaggio. Non appena il contenuto e gli aspetti finanziari dei nuovi programmi saranno sufficientemente definiti, verranno sottoposti al nostro Consiglio per l’approvazione della partecipazione della Svizzera. Il secondo strumento dopo la partecipazione della Svizzera all’ESA, e indissociabile da questa, è costituito dalle attività nazionali nel settore spaziale. Tali attività sono disciplinate nell’ordinanza del 17 dicembre 2021 139 sulla promozione delle attività nazionali nel settore spaziale (OPANS) e prevedono in particolare:
  • sussidi per progetti di ricerca e innovazione multidisciplinari nel settore spaziale (progetti consorziali);
  • sussidi per l’International Space Science Institute (ISSI) di Berna in quanto istituzione di ricerca d’importanza internazionale per il settore spaziale;

138 Convenzione del 30 maggio 1975 istitutiva di un’Agenzia spaziale europea (ESA), RS 0.425.09 139 RS 420.125

- sussidi per preparare la partecipazione a programmi e progetti spaziali internazionali, per la partecipazione a tali programmi e progetti o per i lavori successivi alla partecipazione.

Finanze Per il periodo ERI 2025–2028 chiediamo un credito d’impegno di 1690,0 milioni di franchi per la partecipazione ai programmi dell’ESA. Tale credito coprirà due riunioni del Consiglio dell’ESA a livello ministeriale (presumibilmente nel 2025 e nel 2028) durante le quali verranno definiti i programmi dell’agenzia. Le spese legate a questi impegni dovranno essere sostenute anche dopo il 2028, motivo per cui non sono riportate integralmente nella tabella 21 in basso. Sempre per il periodo ERI 2025– 2028 chiediamo inoltre un credito d’impegno di 28,4 milioni di franchi per le attività nazionali nel settore spaziale conformemente all’OPANS. Sono possibili trasferimenti minimi tra i due crediti.

Tabella 21 Spese previste per il periodo ERI 2025–2028

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

Partecipazione ai programmi 154,0 156,4 158,8 166,3 168,9 650,5 ESA Attività nazionali nel settore 6,6 6,8 7,0 7,2 7,4 28,4 spaziale Totale 160,6 163,2 165,8 173,5 176,3 678,8

Cfr. disegno 12: Decreto federale sui crediti per la cooperazione nel settore spaziale negli anni 2025–2028

2.13 Settori di promozione senza domanda di credito

2.13.1 Associazione ai programmi di formazione dell’UE

All’inizio del 2021 il nostro Collegio ha adottato un mandato negoziale per un’eventuale associazione a Erasmus+, che richiederebbe impegni e crediti presumibilmente superiori a quelli richiesti nel presente messaggio per i programmi di mobilità e cooperazione internazionali (cfr. n. 2.6.1). Per l’associazione a Erasmus+ sottoporremo eventualmente alle vostre Camere un messaggio di finanziamento separato. La promozione di attività internazionali di scambio e mobilità nel settore della formazione a partire dal 2025 è comunque garantita, indipendentemente dalla possibilità di un’associazione e dalla sua data di inizio. L’UE considera la questione dell’associazione tenendo conto del contesto generale delle relazioni bilaterali con la Svizzera e finora si è rifiutata di avviare colloqui esplorativi o negoziati in merito a un’eventuale associazione a Erasmus+ in quanto non sono ancora state risolte le questioni istituzionali.

2.13.2 Associazione ai programmi quadro di ricerca e innovazione

dell’UE Il programma quadro di ricerca e innovazione è lo strumento principale dell’UE per l’attuazione della sua politica in materia di scienza e innovazione. Con un budget di 95,5 miliardi di euro, l’attuale nono programma quadro Orizzonte Europa (2021– 2027) è il più grande programma di promozione della ricerca e dell’innovazione del mondo. Come la generazione di programmi precedente, anche Orizzonte Europa copre l’intero spettro di attività, dalla ricerca fondamentale all’innovazione orientata al mercato, in tutte le discipline scientifiche. Il suo obiettivo generale è accelerare il progresso scientifico e tecnologico nell’UE aumentando gli investimenti in personale altamente qualificato e nella ricerca di punta. Allo stesso tempo, Orizzonte Europa dovrà contribuire a portare avanti le priorità strategiche dell’UE, in particolare la trasformazione ecologica e digitale. La durata di ogni generazione di programmi è legata alla periodicità del Quadro finanziario pluriennale dell’UE, fissata a sette anni. Poiché la periodicità dei programmi quadro dell’UE non coincide con quella del messaggio ERI (quattro anni), la partecipazione della Svizzera ai programmi dell’UE non viene trattata nell’ambito del presente messaggio, bensì in un messaggio separato. Il 16 dicembre 2020 le vostre Camere hanno per esempio approvato lo stanziamento di 6,15 miliardi di franchi per la partecipazione della Svizzera a Orizzonte Europa nonché ai programmi e alle iniziative ad esso associati (pacchetto Orizzonte 2021–2027) 140. Di questi, 5,42 miliardi di franchi sono destinati ai contributi obbligatori per il programma Orizzonte Europa, il programma Euratom, l’infrastruttura internazionale di ricerca sulla fusione (International Thermonuclear Experimental Reactor, ITER) e il programma Europa digitale. I fondi rimanenti sono utilizzati come riserva (614 mio. fr.) e per le misure collaterali nazionali in Svizzera (117 mio. fr). Al momento della redazione del presente messaggio ERI, nei programmi del pacchetto Orizzonte la Svizzera è trattata come Paese terzo non associato: gli attori svizzeri del settore possono partecipare solo autofinanziandosi e accedere esclusivamente a determinate parti di programma. L’UE considera la questione dell’associazione tenendo conto del contesto generale delle relazioni bilaterali con la

Svizzera e finora si è rifiutata di avviare colloqui esplorativi o negoziati in merito a un’eventuale associazione in quanto non sono ancora state risolte le questioni istituzionali. Il 29 marzo 2023 abbiamo commissionato l’elaborazione dei parametri chiave di un mandato negoziale con l’UE entro la fine di giugno del 2023. Al contempo, andrà anche precisata ulteriormente la base comune con l’UE in vista dell’avvio di negoziati con quest’ultima. Il nostro Collegio conferma chiaramente la via bilaterale con l’UE e porta avanti la dinamica positiva tra la Svizzera e l’UE. Per mitigare in modo mirato ed efficiente le conseguenze dell’attuale mancata associazione della Svizzera al pacchetto Orizzonte 2021–2027, il nostro Collegio ha introdotto apposite misure transitorie. Si tratta di misure che da un lato prevedono il finanziamento diretto di progetti a cui i partner svizzeri possono continuare a partecipare senza ricevere contributi dall’UE (circa due terzi di tutti i bandi relativi a

140 Decreto federale del 16 dicembre 2020 sul finanziamento della partecipazione della Svizzera alle misure dell’Unione europea nel settore della ricerca e dell’innovazione negli anni 2021–2027 (Decreto federale sul pacchetto Orizzonte 2021–2027), FF 2021 73.

Orizzonte Europa) e dall’altro – per esempio nel caso delle misure avviate presso il FNS e Innosuisse nonché attraverso i programmi dell’ESA– consentono di partecipare alle parti del pacchetto Orizzonte precluse alla Svizzera (circa un terzo di tutti i bandi). I mezzi finanziari destinati alle singole misure transitorie e, di rimando, la loro ripartizione tra i diversi attori che le attuano sono stati calcolati in base al ritorno finanziario che la Svizzera potrebbe aspettarsi dai corrispondenti bandi dell’UE se fosse associata al pacchetto Orizzonte 2021–2027 (calcolo basato sulle cifre relative alla partecipazione della Svizzera al programma precedente, Orizzonte 2020). In virtù del decreto federale del 16 dicembre 2020, i fondi destinati ai contributi obbligatori possono essere utilizzati anche per misure transitorie a favore di ricercatori e innovatori in Svizzera nel caso in cui non sia possibile un’associazione. L’impiego di queste misure non avrà pertanto alcuna incidenza finanziaria né sul settore ERI né sul bilancio della Confederazione. Invece di versare il contributo obbligatorio della Svizzera alla Commissione europea, si destineranno infatti i fondi in questione agli attori del settore della ricerca e dell’innovazione in Svizzera. I mezzi finanziari impiegati per le misure transitorie devono quindi essere considerati separatamente da quelli richiesti nel messaggio ERI. Il 25 gennaio 2023, nell’ambito della sua decisione concernente le correzioni di bilancio, il nostro Collegio ha deciso di non mettere più a preventivo il contributo obbligatorio a partire dal 2024 e di prevedere invece fondi per misure transitorie. A questo proposito sottolineiamo esplicitamente che non verranno sottratti fondi alla ricerca. Nel caso in cui sia prevista un’associazione, il contributo obbligatorio verrà richiesto nell’anno corrispondente con un credito aggiuntivo. L’associazione della Svizzera al pacchetto Orizzonte in tempi il più possibile brevi è e rimane l’obiettivo dichiarato del nostro Collegio. Da parte svizzera, sono stati completati i preparativi necessari per l’avvio immediato dei negoziati con l’UE, ossia l’adozione del mandato negoziale e lo stanziamento dei mezzi finanziari.

2.13.3 Ricerca del settore pubblico

Situazione iniziale Per ricerca del settore pubblico si intende la ricerca scientifica che l’Amministrazione federale avvia al fine di ottenere i risultati di cui necessita per adempiere i propri compiti. Questo tipo di ricerca si svolge nel contesto dell’azione amministrativa e nell’interesse pubblico, per esempio con l’elaborazione di basi per lo sviluppo e l’impostazione delle politiche, per le attività esecutive nel quadro delle disposizioni legali, per i lavori legislativi o per le risposte a interventi parlamentari e il loro adempimento. La ricerca del settore pubblico abbraccia gli ambiti più disparati, dalla ricerca fondamentale alla ricerca e allo sviluppo orientati all’applicazione (p. es. nel quadro della progettazione di impianti pilota e di dimostrazione) fino al trasferimento di sapere e tecnologie passando per l’attuazione di misure di accompagnamento relative alla ricerca. Va menzionata per esempio la promozione dell’innovazione nell’ambito della NPR 141, che – in quanto misura di promozione della piazza economica della Confederazione – viene attuata in particolare mediante i SRI nonché nel quadro della promozione dell’innovazione, della collaborazione e dello sviluppo

141 www.regiosuisse.ch

delle conoscenze nel turismo (Innotour). In questo contesto, l’armonizzazione della promozione regionale dell’innovazione nell’ambito della NPR con le attività della Confederazione volte a sfruttare il potenziale innovativo a livello nazionale (in particolare Innosuisse) rappresenta un fattore importante. L’impegno della Confederazione nella ricerca del settore pubblico è legittimato dall’articolo 64 Cost. e la legge quadro è la LPRI. L’articolo 16 LPRI definisce i provvedimenti che la ricerca del settore pubblico può contemplare, ossia: (1) il conferimento di mandati di ricerca, (2) l’esercizio di centri federali di ricerca (p. es. il centro di competenza della Confederazione per la ricerca agronomica Agroscope), (3) la realizzazione di programmi di ricerca propri in collaborazione con centri di ricerca universitari, istituzioni di promozione della ricerca, Innosuisse o altre organizzazioni di promozione e 4) la concessione di sussidi a centri di ricerca universitari per la realizzazione di programmi di ricerca. La ricerca del settore pubblico è disciplinata dalla LPRI, ma si basa anche su disposizioni contenute in leggi speciali e sulle relative ordinanze in diversi settori politici. Oltre alle disposizioni delle leggi speciali, anche i trattati e le convenzioni internazionali, come pure le adesioni a dispositivi internazionali, contengono o implicano impegni in materia di ricerca, motivo per cui la ricerca del settore pubblico svolge un ruolo importante anche a livello internazionale. Le istituzioni della Confederazione partecipano a organismi e programmi di ricerca internazionali (p. es. agenzie internazionali dell’energia, partenariati europei nell’ambito di Orizzonte Europa o contributi a organizzazioni e programmi di sviluppo internazionali per il raggiungimento degli OSS), promuovono l’integrazione dei ricercatori svizzeri in tali programmi nonché il trasferimento del sapere e coordinano gli interessi della Svizzera a livello internazionale. Coordinamento e garanzia della qualità: secondo l’articolo 42 LPRI, il Comitato interdipartimentale di coordinamento della ricerca del settore pubblico svolge due compiti principali: garantire il coordinamento strategico della ricerca del settore pubblico, in particolare per quanto riguarda i lavori di elaborazione dei programmi

pluriennali, ed emanare direttive sulla garanzia della qualità. I programmi pluriennali sono presentati in forma di piani di ricerca plurisettoriali per gli 11 settori politici definiti dal nostro Collegio. Una panoramica dei settori politici è riportata nell’allegato 7. I programmi pluriennali servono a garantire l’armonizzazione ottimale delle priorità di ricerca e, in tale ambito, tengono conto delle interfacce con il settore universitario e con gli organi di promozione. Il piano di garanzia della qualità della ricerca del settore pubblico comprende disposizioni sulla gestione della ricerca, sul resoconto e sulla verifica dell’efficacia.

Misure Nel quadro dei lavori del Comitato interdipartimentale di coordinamento della ricerca del settore pubblico, in vista del periodo ERI 2025–2028 è stata elaborata una presentazione generale della ricerca del settore pubblico in un documento congiunto dei servizi federali. Tale documento contiene un esame delle sfide fondamentali da affrontare in futuro e dei principali campi di intervento specifici nell’ambito della ricerca del settore pubblico. Al fine di garantire una procedura coordinata nell’elaborazione dei piani di ricerca riguardanti i settori politici, il Comitato interdipartimentale di coordinamento ha elaborato appositi principi. I piani di ricerca

serviranno ai servizi federali nel periodo di sussidio 2025–2028 come strumento di pianificazione per condurre la ricerca secondo le priorità definite (cfr. allegato 7). I temi di ricerca trasversali individuati ed elaborati per il periodo ERI 2021–2024, ossia (1) comportamento sostenibile, (2) sharing society, (3) sicurezza dei dati, (4) regioni smart e (5) salute e ambiente, sono concepiti in un’ottica a lungo termine e continueranno a essere portati avanti dai servizi federali responsabili nel periodo 2025–2028 di comune accordo e in base alle esigenze. Per favorire il coordinamento dei contenuti, il Comitato interdipartimentale di coordinamento ha deciso che, in futuro, i temi importanti che richiedono lavori di ricerca da parte di più servizi federali verranno tematizzati proattivamente in seno al Comitato stesso. All’occorrenza, nell’ambito dei lavori del Comitato saranno redatte informazioni, prese di posizione o raccomandazioni destinate al nostro Collegio. Al fine di garantire una migliore considerazione degli interessi dei servizi federali nell’ambito dei PNR in corso, le procedure ormai consolidate saranno portate avanti anche nel periodo ERI 2025–2028, comprese le corrispondenti attività di informazione da parte dei rappresentanti dei PNR nel Comitato interdipartimentale di coordinamento.

Finanze I servizi federali interessati chiedono al Parlamento i mezzi finanziari necessari per la ricerca del settore pubblico conformemente alle loro responsabilità budgetarie e nell’ambito delle normali procedure di stesura dei preventivi. Con il presente messaggio, quindi, non viene presentata nessuna domanda di finanziamento. Una panoramica dei mezzi finanziari previsti per la ricerca del settore pubblico, ripartiti per settori politici, è riportata nell’allegato 7. Nel periodo ERI 2021–2024 sono stati investiti nella ricerca circa 1486 milioni di franchi, mentre nel periodo 2025–2028 sono previste spese per circa 1538 milioni di franchi.

3 Commento alle modifiche legislative

3.1 Legge sulla formazione professionale (LFPr): modifica

(disegno 13) Modifica dell’articolo 59 capoverso 1 LFPr

Situazione iniziale Il sistema di finanziamento orientato alla persona per chi ha frequentato i corsi di preparazione agli esami di professione e agli esami professionali superiori è stato introdotto nel 2018 142. Per impostare in maniera più flessibile l’impiego dei fondi per la formazione professionale, attualmente i contributi forfettari destinati ai Cantoni e i fondi per la formazione professionale superiore vengono iscritti a preventivo in unico credito. Come illustrato nel n. 2.1, la preventivazione dei fondi per il finanziamento orientato alla persona si è rivelata un’operazione difficile. Ogni anno è stato necessario applicare un meccanismo di compensazione legato all’accorpamento in un unico credito che ha reso meno sicura la pianificazione finanziaria dei Cantoni. Inoltre, con la mozione 21.3007 il Consiglio federale è stato invitato a elaborare, in collaborazione con i Cantoni, una proposta volta a migliorare la gestione strategica e la pianificazione del finanziamento della formazione professionale da parte dei Cantoni e a presentarla al Parlamento (cfr. n. 1.5).

Normativa proposta Nell’articolo 59 capoverso 1 si propone di creare un limite di spesa a parte per i contributi forfettari ai Cantoni e di richiedere i fondi per la formazione professionale superiore con un altro limite di spesa a sé stante. In questo modo decade il meccanismo di compensazione attualmente in uso tra i due settori. D’ora in poi i contributi verranno gestiti all’interno di due limiti di spesa separati, come illustrato nel decreto federale 1 (cfr. art. 1 e 2). Con l’introduzione di un limite di spesa specifico per i contributi forfettari ai Cantoni nell’articolo 59 capoverso 1 lettera a LFPr viene soddisfatta la richiesta formulata nella mozione

21.3007. Diventa così più facile prevedere l’importo dei fondi disponibili per i

Cantoni e di quelli per la formazione professionale superiore. In questo modo i Cantoni possono a migliorare la propria pianificazione finanziaria.

Se la modifica di cui all’articolo 59 capoverso 1 sarà respinta, il decreto federale 1 sarà adeguato di conseguenza e tutti i fondi per i contributi forfettari nonché per la formazione professionale superiore saranno richiesti, come finora, mediante un unico limite di spesa comune.

142 Modifica della LFPr del 16 dicembre 2016, RU 2017 5143.

Abrogazione degli articoli 69–71 LFPr

Situazione iniziale In qualità di commissione extraparlamentare la Commissione federale della formazione professionale (CFFP, art. 69 seg. LFPr) svolge due compiti: fornisce consulenza alle autorità federali, in particolare alla SEFRI, su questioni concernenti la formazione professionale e sulla loro armonizzazione con la politica formativa generale e valuta per conto della SEFRI i progetti e le richieste di sussidi secondo gli articoli 54 e 55 LFPr. Dall’entrata in vigore nel 2004 della LFPr la struttura degli organismi della formazione professionale si è adeguata in base alle esigenze. In seguito all’attuazione dell’iniziativa «Formazione professionale 2030» è emerso tuttavia che la struttura può essere ottimizzata per affrontare meglio le sfide future. Oltre a coordinare meglio gli organismi sarebbe necessario definire in maniera più chiara e trasparente i ruoli e i processi decisionali all’interno della formazione professionale (cfr. n. 2.1). Sulla base di diversi studi relativi al funzionamento della formazione professionale 143, la Confederazione, i Cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro hanno elaborato una nuova governance, introdotta all’inizio del 2021. Da quando è entrata in vigore la LFPr la SEFRI ha acquisito la competenza di valutare tecnicamente le richieste e i progetti e dispone oggi di un vasto know how dal punto di vista tematico e metodologico. Ad ogni modo, avere un punto di vista esterno in fase di valutazione delle richieste è stato comunque utile e ha permesso di garantire la parità di trattamento. La presenza di questo punto di vista esterno può essere garantita anche in una forma diversa rispetto a quella della commissione extraparlamentare. La Commissione federale di maturità professionale (CFMP; art. 71 LFPr), istituita nel 1996 insieme alla legge sulle scuole universitarie professionali, funge da organo consultivo della SEFRI per le questioni inerenti al riconoscimento dei cicli di formazione per la maturità professionale. La CFMP ha svolto un lavoro particolarmente prezioso per quanto riguarda lo sviluppo e il monitoraggio delle procedure di riconoscimento. Inoltre, in virtù del mandato legale conferito, la CFMP si è sempre occupata di questioni fondamentali nei suoi campi di competenza, contribuendo così allo sviluppo della maturità professionale. Nel frattempo la SEFRI

ha ormai acquisito le competenze tecniche necessarie nel settore della maturità professionale.

Normativa proposta Entro il 31 dicembre 2024 gli articoli 69, 70 e 71 devono essere abrogati. Pertanto, alla fine del 2024 la CFFP verrà sciolta. Il compito di fornire consulenza sulle questioni generali della formazione professionale (art. 70 cpv. 1 lett. a LFPr), in particolare su quelle relative agli scambi e al coordinamento tra i partner, sarà assunto dalla Conferenza tripartita della formazione professionale (CTFP), un organismo che ha dimostrato di lavorare in maniera efficiente. Oltre alla collaborazione e al dialogo all’interno del partenariato è garantito il coinvolgimento dei diversi attori. Per la valutazione di progetti e richieste secondo gli articoli 54 e 55 LFPr, ad esempio, la

143 www.tbbk-ctfp.ch > Documentazione > Nuova struttura degli organismi della formazione professionale

SEFRI continuerà ad affidarsi al parere di esperti indipendenti. In fase di selezione saranno applicati diversi criteri come la composizione partenariale, la lingua e la regione di provenienza, il genere e l’esperienza. Il coinvolgimento degli esperti sarà regolamentato nell’ordinanza sulla formazione professionale. Entro la fine del 2024 verrà sciolta ufficialmente anche la CFMP. In futuro la SEFRI gestirà il riconoscimento dei cicli di formazione direttamente con gli esperti, snellendo l’intero iter. Le questioni generali strategico-politiche nel settore della formazione professionale continueranno a essere trattate con l’impiego di gruppi di accompagnamento e gestione.

3.2 Legge sui PF: modifica (disegno 14)

Situazione iniziale Il 21 aprile 2021 il Consiglio federale ha approvato gli obiettivi strategici per il settore dei politecnici federali (settore dei PF) per gli anni 2021–2024 144. Si tratta di priorità strategiche e di obiettivi legati ai compiti che vengono realizzati dal settore dei PF. Sotto il profilo temporale e dei contenuti gli obiettivi sono adeguati al limite di spesa. Oltre agli obiettivi strategici, diversi uffici federali hanno affidato al settore dei PF altri compiti e competenze (p. es. Center for Security Studies, Servizio Sismico Svizzero, Bollettino valanghe nazionale). In base alla politica federale in materia di corporate governance, le unità rese autonome della Confederazione come il settore dei PF devono adempiere i compiti previsti dalla disposizione organizzativa pertinente (in questo caso la legge del 4 ottobre 1991 145 sui PF) ed eventualmente anche da altre leggi federali. Inoltre, sulla base di norme di delega, il Consiglio federale può affidare alle unità scorporate ulteriori compiti, da eseguire in cambio di compensi o di tasse. In linea di principio, tali compiti devono essere definiti a livello di legge e attribuiti dal Consiglio federale per mezzo di un’ordinanza. Sebbene la legge sui PF non contenga alcuna norma di delega nei confronti del Consiglio federale, al settore dei PF sono stati trasferiti ulteriori compiti. Pertanto, al fine di garantire la trasparenza e permettere di avere una visione d’insieme, tale norma è stata inserita sotto forma di soluzione transitoria in allegato agli obiettivi strategici. Al momento dell’approvazione degli obiettivi, il Consiglio federale si è ripromesso alla prossima occasione di proporre una nuova disposizione di legge per disciplinare questa fattispecie. Le modifiche degli articoli 17 e 25a sono di natura puramente formale. La proposta di modifica dell’articolo 37a riguarda la composizione della Commissione di ricorso dei PF.

Normativa proposta

Art. 2 Scopo Il nuovo capoverso 3bis crea la base legale che consente al Consiglio federale di affidare al settore dei PF ulteriori compiti da eseguire in cambio di un compenso o della possibilità di riscuotere tasse. I compiti già delegati e riportati in allegato agli

144 FF 2021 1038 145 RS 414.110

obiettivi strategici del settore dei PF per gli anni 2021–2024 sono finanziati con l’attuale limite di spesa oppure sono in vigore le apposite norme in materia di tasse. Sono previsti ulteriori compensi solo in caso di nuovi compiti. Il nuovo capoverso 3ter stabilisce che i PF e gli istituti di ricerca emanano le decisioni necessarie all’adempimento dei compiti, ad esempio la riscossione delle tasse per la raccolta, il condizionamento e il collocamento in un deposito intermedio di sostanze radioattive provenienti da medicina, ricerca e industria. Durante l’elaborazione delle modifiche proposte è emerso che il titolo dell’articolo 2 non era coerente con il contenuto dell’articolo. Esso infatti non definisce lo scopo della legge sui PF bensì descrive i compiti dei due PF e degli istituti di ricerca. Pertanto, il nuovo titolo recita: «Compiti dei PF e degli istituti di ricerca».

Art. 17 Rapporti di lavoro del personale e dei professori La modifica riguarda soltanto il testo francese. Nella versione vigente della legge sui PF il termine «Professorenverordnung» è stato tradotto in francese con «ordonnance sur le corps professoral». Tuttavia, nel diritto in lingua tedesca che disciplina il settore dei PF il termine «Professorenkörper» non esiste. I professori, infatti, sono parte del corpo docente («Lehrkörper») ma non costituiscono un ulteriore «corpo» a sé stante. Trattandosi di una traduzione non ottimale, la revisione offre l’occasione per modificarla: d’ora in poi in francese verrà utilizzata l’espressione «ordonnnance concernant les professeurs».

Art. 25a Limitazione del diritto di voto e ricusazione Il capoverso 1 del presente articolo stabilisce gli ambiti nei quali i membri interni del settore dei PF non hanno diritto di voto. In particolare, la lettera c menziona la nomina dei membri della Commissione di ricorso dei PF e altre decisioni su questioni relative alla Commissione di ricorso dei PF. Con la modifica del 19 marzo 2021 146 la nomina dei membri della Commissione di ricorso dei PF e l’emanazione del regolamento della Commissione sono state delegate al Consiglio federale (art. 37a cpv. 1 e 5). Pertanto, dato che il Consiglio dei PF non ha più alcun potere elettivo né decisionale nei confronti della Commissione, la lettera c del capoverso 1 è diventata obsoleta.

Art. 34d Tasse Nell’articolo 34d viene inserito il nuovo capoverso 5. L’articolo viene modificato specificando che i PF e gli istituti di ricerca riscuotono tasse solo nel caso in cui non ricevano già un compenso per i compiti di cui all’articolo 2 capoverso 3bis. Inoltre, si stabilisce che la competenza di emanare le norme in materia di tasse spetta al Consiglio federale qualora debba essere finanziato uno dei compiti da esso delegato di cui all’articolo 2 capoverso 3bis. Art. 37a Commissione di ricorso dei PF Dalla modifica di legge del 19 marzo 2021 147 i membri della Commissione di ricorso dei PF vengono nominati dal Consiglio federale. Secondo l’articolo 37 capoverso 3

146 RU 2021 603 147 RU 2021 603

della legge sui PF, la Commissione valuta le decisioni dei PF e degli istituti di ricerca. I ricorsi riguardano principalmente il diritto universitario e del personale. Le decisioni della Commissione di ricorso dei PF possono essere impugnate dinanzi al Tribunale amministrativo federale e, in ultima istanza, davanti al Tribunale federale. Attualmente, in base alla legge sui PF la maggioranza dei membri della Commissione deve far parte del settore dei PF (art. 37a cpv. 1, secondo periodo). Sebbene sia senz’altro necessaria la presenza di persone che, grazie all’esperienza diretta, possono rappresentare le specificità del settore, nelle decisioni che riguardano indirettamente i rapporti di lavoro dei membri interni (diritto del personale) è importante poter contare su una valutazione giuridica indipendente. Con una maggioranza di membri esterni è possibile garantire tutto ciò. Per questo con la presente modifica si propone di introdurre una regola per cui sui sette membri della Commissione di ricorso almeno quattro non devono far parte del settore dei PF. Nei limiti del possibile e in base agli interessi interni del settore i tre posti rimanenti devono essere occupati da membri interni (studenti, corpo intermedio e docenti). Già oggi il Consiglio federale ha stabilito che i membri esterni della Commissione di ricorso dei PF debbano conoscere il settore universitario. Questa norma si è rivelata efficace e viene pertanto mantenuta.

3.3 Legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore

universitario svizzero (LPSU): modifica (disegno 15) Situazione iniziale La modifica proposta della legge federale del 30 settembre 2011 148 sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero riguarda il numero di membri del Consiglio svizzero di accreditamento che lavorano all’estero. L’articolo 21 capoverso 1 LPSU stabilisce che il Consiglio svizzero di accreditamento è composto di 15–20 membri. Nell’ultimo periodo dello stesso capoverso il legislatore afferma che una minoranza di almeno cinque membri deve svolgere le proprie attività principalmente all’estero. Dopo l’entrata in vigore della LPSU per il primo mandato di quattro anni il Consiglio delle scuole universitarie ha eletto 20 membri. La maggior parte di loro è stata rieletta per un altro periodo di quattro anni e così è stato possibile rispettare anche la condizione legata al numero di membri attivi all’estero. Tuttavia, dalla prassi è emerso che in futuro non saranno più necessari 20 membri, tant’è vero che per il prossimo mandato quadriennale il Consiglio delle scuole universitarie ne ha eletti 15. Di conseguenza il rigido criterio previsto per i membri attivi all’estero non è più conforme. Se il Consiglio delle scuole universitarie dovrà continuare ad applicarlo, gli altri gruppi d’interesse avranno meno membri nel Consiglio di accreditamento. Pertanto, il criterio legato al numero di membri tenuti a svolgere le proprie attività all’estero dovrebbe essere modificato in funzione del totale dei membri del Consiglio di accreditamento. I membri tenuti a svolgere le proprie attività principalmente all’estero saranno compresi fra tre e cinque.

148 RS 414.20

Normativa proposta

Art. 21 Consiglio svizzero di accreditamento Viene modificato il criterio, piuttosto rigido, in base al quale almeno cinque membri del Consiglio di accreditamento devono svolgere le proprie attività principalmente all’estero. D’ora in poi i membri tenuti a svolgere le proprie attività principalmente all’estero dovranno essere compresi fra tre e cinque.

3.4 Legge federale sulla promozione della ricerca e dell’innovazione

(LPRI): modifica (disegno 16) Situazione iniziale A seguito di una revisione interna è stato raccomandato di disciplinare per legge le riserve delle Accademie svizzere delle scienze. L’importo massimo delle riserve libere era già stato introdotto nel 1999 sotto forma di direttiva.

Normativa proposta

Art. 11 cpv. 6bis Accademie svizzere delle scienze La norma sulle riserve conferisce alle Accademie svizzere delle scienze una certa flessibilità per quanto riguarda lo svolgimento dei progetti. A livello di ordinanza sarà introdotta una disposizione d’esecuzione adattata alla situazione delle Accademie la quale stabilirà che nel rispettivo anno contabile l’ammontare delle riserve non può eccedere il 10 per cento del sussidio federale annuo e che non sono previste deroghe per il superamento di questa percentuale. A differenza del FNS, gli istituti che fanno capo alle Accademie non contraggono per gli anni successivi impegni non iscritti a bilancio. Questi impegni vengono assicurati mediante accantonamenti. Per questo, a differenza dei rapporti di revisione del FNS, quelli delle Accademie non contemplano operazioni fuori bilancio.

4 Ripercussioni

4.1 Ripercussioni per la Confederazione

Spese di riversamento Le seguenti tabelle (cfr. tabella 23, tabella 24, tabella 25) forniscono informazioni su:

  • l’evoluzione delle spese nel settore ERI 2021–2028;
  • i mezzi di promozione richiesti nei decreti federali;
  • le spese previste nel periodo 2025–2028, descritte nel numero 2. Poiché le cifre riportate sono arrotondate potrebbero esservi differenze di arrotondamento al momento della somma. Le previsioni sul rincaro su cui si fondano i limiti di spesa e i crediti d’impegno saranno riportate nei disegni dei decreti federali. Le previsioni attuali si fondano sul valore di 104,4 punti dell’indice nazionale dei prezzi al consumo di dicembre 2022 con base «dicembre 2020 = 100 punti». Nel processo di elaborazione del preventivo, i crediti a preventivo annuali sono adeguati alle previsioni sul rincaro. Fino all’approvazione del Messaggio ERI da parte del Consiglio federale, prevista per il 2024, è probabile che questa previsione subisca delle modifiche. Per questo nei disegni dei decreti federali non è ancora riportato il rincaro.

Tabella 22 Previsioni sul rincaro 2025 2026 2027 2028

(104,4 punti; dic. 2020 = 100)

Spese proprie La SEFRI è competente per l’attuazione della politica ERI della Confederazione nel contesto nazionale e internazionale. La sua attività si estende dai compiti strategici e sovrani fino alla fornitura di servizi. La SEFRI dispone di un budget globale annuo di circa 86,2 milioni di franchi (2023), di cui circa 49,9 milioni destinati al personale. Secondo le stime attuali del DEFR e della SEFRI per l’attuazione delle misure previste saranno necessari probabilmente tre posti (equivalenti a tempo pieno). In vista dell’elaborazione del messaggio, il volume e il finanziamento del fabbisogno supplementare di risorse saranno riesaminati e se necessario illustrati nel dettaglio. Oltre all’attuazione delle misure proposte nel presente messaggio, la SEFRI svolge anche altre attività come per esempio le misure transitorie nazionali per compensare la mancata associazione ai programmi quadro europei per la ricerca e l’innovazione, il riconoscimento di cicli di formazione e delle qualifiche professionali e lo svolgimento degli esami federali di maturità.

Tabella 23 Evoluzione dei crediti a preventivo ERI 2021–2028 (cifre arrotondate in mio. fr.)

Periodo ERI 2021–2024 Periodo ERI 2025–2028 Periodo ERI 2021–

Consuntivo 2021 Crediti richiesti Crediti a Variazione Variazione Variazione Preventivo 2022–2024 preventivo

Formazione professionale Contributi forfettari, formazione professionale 3 454 -0,1 % 3 638 3 638 1,9 % 0,9 % superiore Contributi all’innovazione e ai progetti 181 11,7 % 187 187 2,9 % 7,2 % SUFFP 153 -0,9 % 167 167 3,1 % 1,1 % Altre misure formative Formazione continua, sussidi all’istruzione 157 6,9 % 178 178 1,7 % 4,3 % Cooperazione internazionale in materia di educazione 257 7,3 % 322 322 4,9 % 6,1 % Scuole universitarie Settore dei PF 10 750 1,1 % 11 355 11 355 1,6 % 1,3 % Università & SUP 5 579 0,8 % 5 906 5 949 1,6 % 1,2 % Sussidi vincolati a progetti 127 -17,2 % 130 130 -0,5 % -9,3 % Ricerca e innovazione FNS 4 652 2,8 % 4 992 4 992 2,7 % 2,7 % Innosuisse 1 200 4,4 % 1 282 1 282 3,1 % 3,7 % Istituti di ricerca 455 1,7 % 434 434 -0,5 % 0,6 % Accademie 206 4,9 % 279 279 11,0 % 7,9 % Parco dell’innovazione 4 104 4 0,8 %

Periodo ERI 2021–2024 Periodo ERI 2025–2028 Periodo ERI 2021–

Consuntivo 2021 Crediti richiesti Crediti a Variazione Variazione Variazione Preventivo 2022–2024 preventivo

Cooperazione internazionale 75 5,9 % 107 102 9,5 % 7,7 % Ricerca & Innovazione Affari spaziali 612 2,7 % 1 718 679 2,3 % 2,5 % Totale 27 860 1,4 % 30 798 29 697 2,0 % 1,7 %

Tabella 24 Mezzi di promozione richiesti nei decreti federali Cifre arrotondate (in mio. fr.) Tipo di credito Mezzi richiesti Totale

1 Decreto federale sul finanziamento della formazione

professionale negli anni 2025–2028 3991,3 – Contributi forfettari ai Cantoni secondo Art. 1: 2 958,1 l’articolo 52 capoverso 2 LFPr limite di spesa – Contributi secondo l’articolo 52 Art. 2 cpv. 1: 680,0 capoverso 3 lettera c LFPr per limite di spesa l’organizzazione degli esami federali di professione e degli esami professionali federali superiori nonché per cicli di formazione nelle scuole specializzate superiori Contributi secondo l’articolo 52 capoverso 3 lettera d LFPr alle persone che hanno seguito i corsi di preparazione – Contributi secondo l’articolo 52 Art. 3 cpv. 1: 186,5 capoverso 3 lettera a LFPr per progetti di credito d’impegno sviluppo della formazione professionale e di sviluppo della qualità Contributi secondo l’articolo 52 capoverso 3 lettera b LFPr per prestazioni speciali di interesse pubblico – Copertura del fabbisogno finanziario della Art. 4: 166,7 Scuola universitaria federale per la limite di spesa formazione professionale (SUFFP) secondo l’articolo 48 LFPr

2 Decreto federale sul finanziamento della formazione continua negli anni 76,8

2025–2028 – Contributi alle organizzazioni della Art. 1: 76,8 formazione continua e ai Cantoni limite di spesa

3 Decreto federale sul finanziamento di contributi ai Cantoni per sussidi 101,3

all’istruzione negli anni 2025–2028 – Contributi ai Cantoni per i sussidi Art. 1: 101,3 all’istruzione (borse e prestiti di studio) limite di spesa nella formazione terziaria

4 Decreto federale concernente il limite di spesa per il settore dei PF negli 11 355,4 anni 2025–2028 – Copertura del fabbisogno finanziario del Art. 1: 11 355,4 settore dei PF per l’esercizio e gli limite di spesa investimenti

5 Decreto federale sul finanziamento secondo la legge sulla promozione e sul 6 036,1 coordinamento del settore universitario svizzero negli anni 2025–2028 – Sussidi di base secondo l’articolo 50 lettera Art. 1: 3 028,7 a LPSU limite di spesa

Cifre arrotondate (in mio. fr.) Tipo di credito Mezzi richiesti Totale

– Sussidi di base secondo l’articolo 50 Art. 2: 2 397,3 lettera b LPSU limite di spesa – Sussidi per gli investimenti edili e per le Art. 3 cpv. 1: 480,0 spese locative secondo l’articolo 54 credito d’impegno capoverso 1 LPSU

– Sussidi vincolati a progetti secondo Art. 4 cpv. 1: 130,0 l’articolo 59 LPSU credito d’impegno

6 Decreto federale sui crediti per la cooperazione internazionale in materia 321,6 di educazione e per le borse di studio a studenti e artisti stranieri negli anni 2025–2028 – Attività nell’ambito dei programmi Art. 1 cpv. 1: 254,9 internazionali di mobilità e di cooperazione credito d’impegno – Attività nell’ambito della promozione di Art. 1 cpv. 1: 27,0 talenti e delle cooperazioni istituzionali credito d’impegno internazionali – Borse di studio a studenti e artisti stranieri Art. 2 cpv. 1: 39,7 in Svizzera credito d’impegno

7 Decreto federale sul finanziamento delle istituzioni che promuovono la 5 270,5

ricerca negli anni 2025–2028 – Attività del Fondo nazionale svizzero per la Art. 1: 5 270,5 ricerca scientifica secondo l’articolo 10 limite di spesa capoversi 2, 4 e 6 LPRI Attività delle Accademie svizzere delle scienze secondo l’articolo 11 capoversi 2, 4, 5 e 6 LPRI Attività secondo l’articolo 41 capoverso 5 LPRI

8 Decreto federale sul finanziamento delle attività di Innosuisse negli anni 1 281,7 2025–2028 – Promozione dell’innovazione secondo gli Art. 1 cpv. 1: 1 281,7 articoli 18 capoversi 1–2 e 19–23 LPRI limite di spesa (incl. spese di funzionamento)

9 Decreto federale sul sostegno della Confederazione al parco svizzero 103,9

dell’innovazione («Switzerland Innovation») negli anni 2025–2028 – Spese d’esercizio della fondazione Art. 1: 3,9 «Switzerland Innovation» limite di spesa – Fideiussione di prestiti a destinazione Art. 2 cpv. 1: 100,0 vincolata acquisiti dagli enti responsabili credito d’impegno del parco svizzero dell’innovazione sui mercati finanziari 10 Decreto federale sul finanziamento delle strutture di ricerca d’importanza 434,0 nazionale negli anni 2025–2028 – Sostegno delle strutture di ricerca Art. 1: 434,0 d’importanza nazionale di cui limite di spesa all’articolo 15 LPRI

Cifre arrotondate (in mio. fr.) Tipo di credito Mezzi richiesti Totale

11 Decreto federale sui crediti per la cooperazione internazionale in materia 106,7 di ricerca e innovazione negli anni 2025–2028 – Partecipazione della Svizzera alla Art. 1 cpv. 2: 12,6 costruzione e all’esercizio del Cherenkov credito d’impegno Telescope Array Observatory (CTAO) – Aumento della partecipazione della Art. 2 cpv. 2: 14,4 Svizzera all’Istituto Max von Laue – Paul credito d’impegno Langevin (ILL) di Grenoble – Partecipazione della Svizzera a Art. 3 cpv. 1: 79,7 infrastrutture e istituti di ricerca credito d’impegno internazionali e alla cooperazione scientifica bilaterale e multilaterale in materia di ricerca

12 Decreto federale sui crediti per la cooperazione nel settore spaziale negli 1 718,4 anni 2025–2028 – Partecipazione ai programmi dell’Agenzia Art. 1 cpv. 1: 1 690,0 spaziale europea (ESA) credito d’impegno – Promozione di attività nazionali che Art. 1 cpv. 2: 28,4 valorizzano la partecipazione ai programmi credito d’impegno dell’ESA sul piano nazionale

Totale mezzi finanziari richiesti nel presente 30 797,6 messaggio

Tabella 25 Spese previste 2025–2028

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

2.1 Formazione

professionale Contributi forfettari ai Cantoni 705,0 712,2 730,6 751,0 764,3 2 958,1 (art. 53 LFPr) Formazione professionale 164,3 167,0 169,0 171,0 173,0 680,0 superiore − Organizzazione degli esami 42,0 43,0 43,6 44,1 44,7 175,4 federali e dei cicli di formazione nelle scuole specializzate superiori (art. 56 LFPr) − Contributi alle persone che 122,3 124,0 125,4 126,9 128,3 504,6 hanno seguito i corsi di preparazione agli esami federali (art. 56a LFPr) Sviluppo della formazione 44,6 45,0 45,5 46,0 50,0 186,5 professionale e prestazioni speciali di interesse pubblico (art. 4 e art. 52 cpv. 3 LFPr) SUFFP (art. 48 LFPr) 38,6 40,1 41,0 42,0 43,6 166,7 Totale 952,4 964,3 986,1 1 010,0 1 030,9 3 991,3 Ricerca nel settore della 4,0 4,1 4,1 4,2 4,2 16,5 formazione professionale (art. 4 cpv. 1 LFPr) Ubicazione della SUFFP in 2,4 2,5 2,5 2,5 2,5 9,9 edifici federali Spese per beni e servizi 2,6 2,6 2,6 2,6 2,6 10,4 formazione professionale Totale 961,4 973,5 995,3 1 019,2 1 040,1 4 028,1

2.2 Formazione continua

Organizzazioni della 4,3 4,4 4,4 4,5 4,5 17,7 formazione continua Aiuti finanziari ai Cantoni 13,8 14,1 14,6 15,0 15,4 59,1 nell’ambito delle competenze di base Totale 18,0 18,5 19,0 19,4 19,9 76,8

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

2.3 Sussidi all’istruzione

Sussidi all’istruzione 24,7 24,9 25,2 25,5 25,7 101,3 Totale 24,7 24,9 25,2 25,5 25,7 101,3

2.4 Settore dei PF

Esercizio e investimenti 2 736,9 2 743,4 2 798,5 2 857,1 2 912,4 11 311,4 Riserve, disattivazione e 11,0 11,0 11,0 11,0 11,0 44,0 smaltimento acceleratori PSI Totale 2 747,9 2 754,4 2 809,5 2 868,1 2 923,4 11 355,4

2.5 Promozione secondo la

LPSU Sussidi di base U 738,5 745,9 753,4 760,9 768,5 3 028,7 Sussidi di base SUP 583,8 589,7 595,6 602,5 609,5 2 397,3 Sussidi agli investimenti 99,8 125,4 126,0 135,6 135,9 523,0 Sussidi vincolati a progetti 34,3 31,4 32,1 32,9 33,6 130,0 Totale 1 456,5 1 492,4 1 507,1 1 531,9 1 547,6 6 079,1

2.6.1 Programmi internazionali di mobilità e di cooperazione in materia di formazione Programmi internazionali di 54,7 58,1 61,7 65,5 69,6 254,9 mobilità e di cooperazione in materia di formazione Totale 54,7 58,1 61,7 65,5 69,6 254,9

2.6.2 Promozione dei talenti e cooperazioni istituzionali internazionali

Promozione dei talenti e 6,6 6,7 6,7 6,8 6,8 27,0 cooperazioni internazionali a livello istituzionale in materia di formazione Totale 6,6 6,7 6,7 6,8 6,8 27,0

2.6.3 Borse di studio per studenti stranieri

Borse di studio per studenti 9,9 9,9 9,9 9,9 9,9 39,7 stranieri Totale 9,9 9,9 9,9 9,9 9,9 39,7

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

2.7.1 Fondo nazionale svizzero (FNS)

Promozione della ricerca: 1 042,3 1 044,0 1 058,1 1 087,2 1 156,1 4 345,3 − Contributo di base 973,2 974,0 982,1 1 008,7 1 076,1 4 040,8 − PNR 14,8 15,0 18,0 18,5 18,5 70,0 − PRN 54,3 55,0 58,0 60,0 61,5 234,5 Overhead 121,9 124,3 125,3 128,8 136,1 514,5 Compiti supplementari: 29,3 29,8 31,3 34,8 36,3 132,0 − FLARE 10,7 11,0 11,5 12,0 12,5 47,0 − Programmi bilaterali 8,8 8,8 8,8 8,8 8,8 35,0 − Misura complementare 9,8 10,0 11,0 14,0 15,0 50,0 «Cooperazioni di ricerca bilaterali e multilaterali» Totale 1 193,6 1 198,0 1 214,7 1 250,8 1 328,4 4 991,8

2.7.2 Accademie

Mandato di base 27,9 28,0 28,7 29,4 30,2 116,2 − di cui per la promozione 2,7 2,6 2,7 2,7 2,8 10,9 delle nuove leve MINT Progetti a lungo termine 10,8 14,2 14,2 14,6 15,3 58,3 − di cui per pubblicazioni nel 3,3 3,4 3,5 3,6 13,8 campo delle scienze umane Compiti supplementari 16,1 11,1 21,2 34,1 37,9 104,2 − Misura complementare 5,9 6,0 16,0 28,8 32,4 83,2 «Swiss Quantum Initiative» − Centro di coordinamento dei 5,1 5,2 5,3 5,5 21,0 dati − Iniziativa di promozione 7,4 0,0 nazionale «Medicina personalizzata − Digitalizzazione delle 2,8 0,0 collezioni di scienze naturali Totale 54,8 53,2 64,1 78,1 83,4 278,7

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

2.8 Innosuisse

Settore fondamentale della 232,2 239,9 249,4 259,2 269,3 1 017,7 promozione di progetti − Promozione di progetti 150,0 150,0 152,0 155,0 163,0 620,0 ordinaria − Progetto d’innovazione per start-up 15,0 18,0 20,0 20,0 20,0 78,0 − Promozione di progetti 24,0 27,0 27,0 30,0 30,0 114,0 internazionali − Iniziativa Flagship 10,2 10,9 15,4 18,2 17,3 61,7 − Contributi overhead 27,0 28,0 29,0 30,0 33,0 120,0 − Assegni per l’innovazione 6,0 6,0 6,0 6,0 6,0 24,0 BRIDGE 13,0 13,0 13,0 13,0 13,0 52,0 Imprenditoria e TST 26,5 27,0 27,0 27,0 27,0 108,0 − Imprenditoria 12,0 12,5 12,5 12,5 12,5 50,0 − Trasferimento di sapere e 13,0 13,0 13,0 13,0 13,0 52,0 tecnologie (TST) − Trasmissione di informazioni 1,5 1,5 1,5 1,5 1,5 6,0 Spese di funzionamento 25,0 26,0 26,0 26,0 26,0 104,0 Totale 296,7 305,9 315,4 325,2 335,3 1 281,7

2.9 Parco svizzero dell’innovazione («Switzerland Innovation»)

Spese d’esercizio di 1,0 1,0 1,0 1,0 1,0 3,9 «Switzerland Innovation» Totale 1,0 1,0 1,0 1,0 1,0 3,9

2.10 Strutture di ricerca d’importanza nazionale

Categoria a: infrastrutture di 35,1 35,7 36,1 36,6 37,3 145,6 ricerca Categoria b: istituzioni di 19,6 17,9 18,5 19,3 19,9 75,6 ricerca Categoria c: centri di 50,2 51,7 52,8 53,7 54,6 212,8 competenza per la tecnologia Iniziativa di promozione 9,2 0,0 nazionale «Medicina personalizzata» Totale 114,1 105,2 107,4 109,6 111,8 434,0

Cifre arrotondate (in mio. fr.) 2024 2025 2026 2027 2028 2025–2028

2.11.1 Infrastrutture di ricerca internazionali

CTAO 0,0 2,1 2,1 2,1 2,1 8,4 ILL 2,4 3,7 3,6 3,6 3,5 14,4 Totale 2,4 5,8 5,7 5,7 5,6 22,8

2.11.2 Misure di promozione nell’ambito della cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione Cooperazione internazionale 16,8 17,9 19,2 20,6 22,0 79,7 in materia di ricerca e innovazione Totale 16,8 17,9 19,2 20,6 22,0 79,7

2.12 Affari spaziali

Partecipazione ai programmi 154,0 156,4 158,8 166,3 168,9 650,5 ESA Attività nazionali nel settore 6,6 6,8 7,0 7,2 7,4 28,4 spaziale Totale 160,6 163,2 165,8 173,5 176,3 678,8

Totale Messaggio ERI 7 110,8 7 179,5 7 318,4 7 501,5 7 697,6 29 697,0

4.2 Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni, per le città, gli

agglomerati e le regioni di montagna Il presente messaggio non dovrebbe avere ripercussioni sul piano amministrativo, organizzativo o giuridico per i Cantoni e i Comuni. La ripartizione dei compiti tra Confederazione, Cantoni e Comuni rimane invariata. Il ruolo della Confederazione nei confronti dei Cantoni per quanto riguarda la politica ERI è descritto nei numeri 1 e 1.1.2. I fondi richiesti con il presente messaggio vanno, direttamente o indirettamente, a beneficio di Cantoni e Comuni: direttamente mediante i contributi alla formazione professionale, alla formazione continua, ai sussidi all’istruzione e alle scuole universitarie, indirettamente attraverso le spese legate a progetti di ricerca e innovazione. Il numero 2 illustra i finanziamenti nel dettaglio.

4.3 Ripercussioni per l’economia

Le modifiche legislative illustrate nel numero 3 non dovrebbero comportare ripercussioni economiche diverse da quelle già descritte. Le spese ERI della Confederazione sono investimenti nel futuro, che rafforzano la competitività della nostra economia e della nostra società. In un mondo globalizzato

sia gli individui che le sedi ERI devono affrontare una forte concorrenza internazionale. Investimenti cospicui, in combinazione con prestazioni ERI di alta qualità e condizioni quadro interessanti, sono alla base del benessere e della prosperità del nostro Paese e creano reddito e posti di lavoro. Le ripercussioni sull’economia pubblica delle misure proposte si deducono dagli obiettivi presentati al numero 1.

4.4 Ripercussioni sulla società

Il sostegno della formazione, della ricerca e dell’innovazione ha molteplici ripercussioni sociali. Le principali ripercussioni delle misure previste si deducono dagli obiettivi presentati al numero 1.3.2 dalle misure illustrate nel numero 2. Nel numero 1.3.3 vengono affrontati importanti temi trasversali, successivamente illustrati nel numero 2 mediante misure specifiche, come ad esempio le formazioni o la ricerca legate alla digitalizzazione. Inoltre, l’uguaglianza delle opportunità, in particolare tra uomini e donne, rappresenta una dimensione sociale importante. Per le misure specifiche si veda il numero 2 nonché la documentazione sulle attività relative ai temi trasversali 149.

4.5 Ripercussioni sull’ambiente

Le misure di promozione proposte nell’ambito del presente messaggio contribuiscono a far sì che l’educazione, la ricerca e l’innovazione trattino gli aspetti legati allo sviluppo sostenibile e possano così favorire la riduzione dell’inquinamento ambientale. Le considerazioni riassuntive sono riportate al numero 1.3.3 (cfr. n. 2 Temi trasversali e sviluppo sostenibile nonché documento d’accompagnamento sulle attività relative ai temi trasversali). Le principali ripercussioni sull’ambiente delle misure proposte nel presente messaggio derivano dagli obiettivi riportati nel numero 1 e descritti con maggiore precisione nel numero 2.

149 www.sefri.admin.ch > Attualità > Consultazioni > Temi trasversali

5 Aspetti giuridici

5.1 Costituzionalità

La competenza dell’Assemblea federale per questi decreti di stanziamento deriva dall’articolo 167 Cost. Nella seguente tabella 26 sono elencate le disposizioni complementari sulla competenza di delibera e sull’impiego dei crediti figuranti nelle leggi speciali. Tabella 26

1 Decreto federale sul finanziamento della formazione professionale negli anni 2025– Decisioni LFPr, art. 59 cpv. 1 Impiego del credito LFPr, art. 52 cpv. 2 e 3, art. 48 cpv. 2

2 Decreto federale sul finanziamento della formazione continua negli anni 2025–2028 Decisioni LFCo, art. 17 cpv. 1 e 2 Impiego del credito LFCo, art. 17 cpv. 3; art. 12 cpv. 1 e art. 16 cpv. 1

3 Decreto federale sul finanziamento di contributi ai Cantoni per sussidi all’istruzione negli anni 2025–2028 Decisioni Legge sui sussidi all’istruzione, art. 3 Impiego del credito Legge sui sussidi all’istruzione, art. 3

4 Decreto federale concernente il limite di spesa per il settore dei PF negli anni 2025– Decisioni Legge sui PF, art. 34b cpv. 2 Impiego del credito Legge sui PF, art. 33a, cpv. 3

5 Decreto federale sul finanziamento secondo la legge sulla promozione e sul

coordinamento del settore universitario svizzero negli anni 2025–2028 Decisioni LPSU, art. 48 Impiego del credito LPSU, art. 47 cpv. 1 e 3

6 Decreto federale sui crediti per la cooperazione internazionale in materia di

educazione e per le borse di studio a studenti e artisti stranieri negli anni 2025–2028 Decisioni Legge federale sulla cooperazione e la mobilità internazionali in materia di formazione (LCMIF), art. 7 Legge federale sulle borse di studio a studenti e artisti stranieri in Svizzera, art. 9 Impiego del credito Legge federale sulla cooperazione e la mobilità internazionali in materia di formazione (LCMIF), art. 4 Legge federale sulle borse di studio a studenti e artisti stranieri in Svizzera, art. 2

7 Decreto federale sul finanziamento delle istituzioni che promuovono la ricerca negli anni 2025–2028 Decisioni LPRI, art. 36 lett. a Impiego del credito LPRI, art. 10 cpv. 2, 4 e 6; art. 11 cpv. 2 e 6; art. 41 cpv. 5

8 Decreto federale sul finanziamento delle attività di Innosuisse negli anni 2025–2028 Decisioni LPRI, art. 36 lett. c Impiego del credito LPRI, art. 18 e 19-23; LASPI, art. 3 cpv. 3 e 4

9 Decreto federale sul sostegno della Confederazione al parco svizzero dell’innovazione («Switzerland Innovation») negli anni 2025–2028 Decisioni LPRI, art. 36 lett. e Impiego del credito LPRI, art. 33 cpv. 1 lett. f

10 Decreto federale sul finanziamento delle strutture di ricerca d’importanza nazionale negli anni 2025–2028 Decisioni LPRI, art. 36 lett. b Impiego del credito LPRI, art. 15; art. 41 cpv. 5

11 Decreto federale sui crediti per la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione negli anni 2025–2028 Decisioni LPRI, art. 36 lett. d Impiego del credito LPRI, art. 29

12 Decreto federale sui crediti per la cooperazione nel settore spaziale negli anni 2025– Decisioni LPRI, art. 36 lett. d Impiego del credito LPRI, art. 29

5.2 Compatibilità con gli impegni internazionali della Svizzera

Il presente progetto è compatibile con gli impegni internazionali della Svizzera.

5.3 Forma dell’atto

Il presente progetto comprende 12 decreti di finanziamento e quattro modifiche di leggi in vigore. Secondo l’articolo 163 capoverso 2 Cost., l’articolo 25 capoverso 2 della legge del 13 dicembre 2002 sul Parlamento (LParl) e varie disposizioni contenute in leggi speciali (cfr. n. 5.1), per i decreti di finanziamento sono previsti atti emanati sotto forma di decreto federale semplice non sottostanti a referendum.

5.4 Freno alle spese

Secondo l’articolo 159 capoverso 3 lettera b Cost., i decreti di finanziamento implicanti nuove spese uniche superiori a 20 milioni di franchi o nuove spese ricorrenti superiori a 2 milioni di franchi richiedono il consenso della maggioranza dei membri di ciascuna Camera.

La tabella 27 mostra quali disposizioni dei vari decreti federali sottostanno al freno alle spese.

Tabella 27

1 Decreto federale sul finanziamento della formazione professionale negli anni 2025– Art. 1 Sì Art. 2 cpv. 1 Sì Art. cpv. 2 No Art. 3 cpv. 1 Sì Art. 3 cpv. 2 No Art. 4 Sì Art. 5 No Art. 6 No

2 Decreto federale sul finanziamento della formazione continua negli anni 2025–2028 Art. 1 Sì Art. 2 No Art. 3 No

3 Decreto federale sul finanziamento di contributi ai Cantoni per sussidi all’istruzione negli anni 2025–2028 Art. 1 Sì Art. 2 No Art. 3 No

4 Decreto federale concernente il limite di spesa per il settore dei PF negli anni 2025– Art. 1 Sì Art. 2 No Art. 3 No

5 Decreto federale sul finanziamento secondo la legge sulla promozione e sul

coordinamento del settore universitario svizzero negli anni 2025–2028 Art. 1 Sì Art. 2 Sì Art. 3 cpv. 1 Sì Art. 3 cpv. 2 No Art. 4 cpv. 1 Sì Art. 4 cpv. 2 No Art. 5 No Art. 6 No

6 Decreto federale sui crediti per la cooperazione internazionale in materia di

educazione e per le borse di studio a studenti e artisti stranieri negli anni 2025–2028 Art. 1 cpv. 1 Sì Art. 1 cpv. 2 No Art. 2 cpv. 1 Sì

Art. 2 cpv. 2 No Art. 3 No Art. 4 No

7 Decreto federale sul finanziamento delle istituzioni che promuovono la ricerca negli anni 2025–2028 Art. 1 Sì Art. 2 cpv. 1 No Art. 2 cpv. 2 No Art. 3 No Art. 4 No

8 Decreto federale sul finanziamento delle attività di Innosuisse negli anni 2025–2028 Art. 1 cpv. 1 Sì Art. 1 cpv. 2 No Art. 2 No Art. 3 No

9 Decreto federale sul sostegno della Confederazione al parco svizzero dell’innovazione («Switzerland Innovation») negli anni 2025–2028 Art. 1 No Art. 2 cpv. 1 Sì Art. 2 cpv. 2 No Art. 3 No Art. 4 No Art. 5 No

10 Decreto federale sul finanziamento delle strutture di ricerca d’importanza nazionale negli anni 2025–2028 Art. 1 Sì Art. 2 No Art. 3 No

11 Decreto federale sui crediti per la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione negli anni 2025–2028 Art. 1 cpv. 1 Sì Art. 1 cpv. 2 No Art. 2 cpv. 1 No Art. 2 cpv. 2 Sì Art. 3 cpv. 1 Sì Art. 3 cpv. 2 No Art. 4 No Art. 5 No

12 Decreto federale sui crediti per la cooperazione nel settore spaziale negli anni 2025– Art. 1 cpv. 1 Sì Art. 1 cpv. 2 Sì Art. 1 cpv. 3 No Art. 1 cpv. 4 No Art. 3 No

13 Legge federale sulla formazione professionale (LFPr)

Numero I, art. 59 cpv. 1 lett. a e ater No Numero I, art. 69–71 No Numero II No

14 Legge federale sui politecnici federali (Legge sui FPF)

Numero I, art. 2 cpv. 3bis e 3ter No Numero I, art. 17 cpv. 2, 6 e 7 No Numero I, art. 25a cpv. 1 lett. c No Numero I, art. 34d cpv. 5 No Numero II No

15 Legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU) Numero I, art. 21 cpv. 1, terzo periodo No Numero II No

16 Legge federale sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (LPRI)

Numero I, art. 11 cpv. 6bis No Numero II No

5.5 Rispetto del principio di sussidiarietà e del principio

dell’equivalenza fiscale Conformemente al nostro rapporto del 12 settembre 2014 sul rispetto dei principi della Nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC), nei messaggi su disegni che riguardano la ripartizione o l’adempimento dei compiti da parte di Confederazione e Cantoni occorre formulare considerazioni sul rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di equivalenza fiscale. I decreti di credito e le modifiche legislative proposti non incidono sul rispetto di questi due principi.

5.6 Conformità alla legge sui sussidi

I messaggi concernenti i decreti di credito o i limiti di spesa devono rendere conto dell’osservanza dei principi fissati nella legge del 5 ottobre 1990 sui sussidi (LSu, RS 616.1). Con i 12 decreti di finanziamento vengono concessi diversi sussidi. La tabella 28 qui di seguito risponde alle principali domande in merito al rendiconto sui sussidi. I mezzi finanziari previsti per raggiungere gli obiettivi perseguiti figurano nella tabella sui mezzi richiesti (cfr. tabella 25). Le modifiche legislative proposte (disegni 13–16) non hanno ripercussioni sulla LSu.

Tabella 28 1 Decreto federale sul finanziamento della formazione professionale negli anni 2025– Importanza per gli obiettivi L’articolo 63 Cost. sancisce la competenza della Confederazione fissati dalla Confederazione in materia di formazione professionale. Una formazione professionale di qualità, un’offerta sufficiente di posti di tirocinio e una formazione professionale superiore d’eccellenza sono importanti per fornire all’economia professionisti e dirigenti qualificati. A tal fine la Confederazione versa contributi forfettari ai Cantoni e contributi alle persone che hanno seguito un corso di preparazione a un esame federale sostenendo il relativo esame. Può anche versare contributi per l’organizzazione di questi esami e per i cicli di formazione delle scuole specializzate superiori. Inoltre, la Confederazione sostiene le innovazioni e i progetti di sviluppo della formazione professionale necessari per affrontare sfide quali l’evoluzione demografica, la digitalizzazione e i cambiamenti sociali. Infine, per favorire lo sviluppo della pedagogia e della formazione professionale in Svizzera la Confederazione gestisce la Scuola universitaria federale per la formazione professionale (SUFFP). Ridurre in modo sostanziale i contributi impedirebbe alla Confederazione di farsi carico della responsabilità finanziaria prevista per legge, con ripercussioni negative sul sistema di formazione professionale e quindi sulla piazza economica svizzera. Gestione materiale e La partecipazione della Confederazione alle spese della finanziaria formazione professionale è calcolata in base alla media dei costi netti sostenuti dall’ente pubblico nel corso dei quattro anni civili precedenti. Contributi forfettari: i contributi forfettari sono versati ai Cantoni in funzione del numero di contratti di formazione professionale di base. La Confederazione non ha nessun potere sull’utilizzo dei fondi. Formazione professionale superiore: i contributi per l’organizzazione degli esami federali di professione e degli esami professionali federali superiori, nonché dei cicli di formazione delle scuole specializzate superiori, vengono versati a seguito della presentazione di una domanda e della relativa verifica. I contributi alle persone che hanno seguito i corsi che preparano agli esami federali vengono versati su richiesta dei partecipanti.

I costi computabili dei corsi prevedono soglie minime e massime. Contributi all’innovazione e ai progetti: le domande vengono esaminate singolarmente e valutate in base a criteri approvati dalla Commissione federale della formazione professionale. Scuola universitaria federale per la formazione professionale (SUFFP): il Consiglio federale definisce gli obiettivi strategici della SUFFP per quattro anni. Ogni anno la SUFFP presenta un rapporto di gestione e alla fine del periodo ERI un rapporto dettagliato sul raggiungimento degli obiettivi. Procedura di concessione Contributi forfettari: per quanto riguarda i contributi forfettari ai dei contributi Cantoni, nella formazione professionale il nuovo accertamento dei costi permette di migliorare la trasparenza e la comparabilità dell’utilizzo dei fondi.

Formazione professionale superiore: il processo di concessione dei contributi per l’organizzazione degli esami federali di professione e degli esami professionali federali superiori, nonché dei cicli di formazione delle scuole specializzate superiori, è trasparente e istituzionalizzato. La procedura per il versamento dei contributi a chi segue i corsi che preparano agli esami federali è disciplinata nell’ordinanza sulla formazione professionale (OFPr). Contributi all’innovazione e ai progetti: la procedura è istituzionalizzata e disciplinata in maniera trasparente. Il controllo federale delle finanze (CFF) ha esaminato il sovvenzionamento di questi contributi 150 in un apposito rapporto, nel quale raccomanda alla SEFRI di garantire in tutti i punti il rispetto delle prescrizioni in materia di diritto dei sussidi. Scuola universitaria federale per la formazione professionale (SUFFP): I contributi vengono versati per le prestazioni e gli obiettivi definiti negli obiettivi strategici del Consiglio federale, in conformità con il corrispondente limite di spesa.

2 Decreto federale sul finanziamento della formazione continua negli anni 2025–2028 Importanza per gli obiettivi Le organizzazioni della formazione continua assumono diversi fissati dalla Confederazione compiti di informazione e coordinamento. L’acquisizione e il mantenimento delle competenze di base degli adulti sono indispensabili per integrarsi nella società e rimanere nel mercato del lavoro. I tagli in questo settore formativo potrebbero avere conseguenze a livello sociale (assicurazione contro la disoccupazione, aiuto sociale). Gestione materiale e Aiuti finanziari alle organizzazioni della formazione continua: la finanziaria LFCo stabilisce alcune categorie di prestazioni per le quali le organizzazioni della formazione continua possono richiedere aiuti finanziari. A tal fine, la SEFRI tiene conto delle raccomandazioni contenute nel rapporto della CFF «Verifica della vigilanza sulle organizzazioni della formazione continua» 151. Per ottimizzare il processo di valutazione e di decisione e illustrare gli interessi della Confederazione, la SEFRI ha elaborato una direttiva concernente l’articolo 12 della legge sulla formazione continua. Aiuti finanziari ai Cantoni per la promozione delle competenze di base degli adulti: con il coinvolgimento delle organizzazioni del mondo del lavoro la SEFRI e i Cantoni stabiliscono obiettivi strategici da attuare mediante programmi cantonali. Procedura di concessione Gli aiuti finanziari alle organizzazioni della formazione continua dei contributi vengono erogati sulla base di accordi di prestazione. Gli aiuti finanziari ai Cantoni per la promozione delle competenze di base degli adulti vengono concessi sulla base di accordi di programma.

150 Controllo federale delle finanze, Verifica dei sussidi concessi alla formazione professionale sotto forma di contributi a innovazioni e progetti. Berna 2022 (rapporto in tedesco con riassunto in francese e in italiano) 151 Controllo federale delle finanze, Verifica della vigilanza sulle organizzazioni della formazione continua. Berna 2021 (rapporto in tedesco con riassunto in francese e in italiano)

3 Decreto federale sul finanziamento di contributi ai Cantoni per sussidi all’istruzione negli anni 2025–2028 Importanza per gli obiettivi Lo scopo dei sussidi federali è agevolare l’accesso alla formazione fissati dalla Confederazione e migliorare le pari opportunità. In base alla ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni, la competenza per quanto riguarda i sussidi all’istruzione spetta ai Cantoni, mentre la competenza promozionale della Confederazione è sussidiaria. Attualmente il sussidio federale copre quasi il 14 % delle spese cantonali nella formazione terziaria. Gestione materiale e Il calcolo del sussidio avviene sulla base delle cifre dell’anno finanziaria precedente. Al momento di assegnare il sussidio la Confederazione dispone già dei dati dei Cantoni. Procedura di concessione Gli importi dei sussidi vengono fissati per decisione della SEFRI dei contributi in base ai dati demografici dell’Ufficio federale di statistica e possono essere impugnati dai Cantoni mediante ricorso al Tribunale amministrativo federale.

4 Decreto federale concernente il limite di spesa per il settore dei PF negli anni 2025– Importanza per gli obiettivi In virtù dell’articolo 63a capoverso 1 Cost., la Confederazione fissati dalla Confederazione gestisce i politecnici federali. Senza sussidi il settore dei PF non è in grado di assolvere i suoi compiti in materia di insegnamento, ricerca e prestazione di servizi. Il volume dei mezzi si giustifica con la necessità di adempiere tali compiti. Se i mezzi venissero ridotti in modo sostanziale, questo obiettivo potrebbe non essere raggiunto oppure non completamente. Gestione materiale e Il Consiglio federale gestisce il settore dei PF in base a obiettivi finanziaria strategici. Le Camere federali esercitano l’alta vigilanza e sorvegliano la tutela degli interessi della Confederazione da parte del Consiglio federale. Il Consiglio dei PF, in qualità di organo di direzione strategica, conclude accordi sugli obiettivi con i PF e gli istituti di ricerca e ripartisce i mezzi finanziari della Confederazione (art. 33a cpv. 3 della legge sui PF). Il Consiglio dei PF presenta al Consiglio federale un rapporto annuale sul raggiungimento degli obiettivi e sull’impiego dei fondi. A sua volta il Consiglio federale informa il Parlamento. Procedura di concessione Gli obiettivi strategici sono conformi al limite di spesa. I diversi dei contributi strumenti di rendicontazione forniscono alla Confederazione e alle Camere federali un quadro dell’impiego dei fondi.

5 Decreto federale sul finanziamento secondo la legge sulla promozione e sul

coordinamento del settore universitario svizzero negli anni 2025–2028 Importanza per gli obiettivi In virtù dell’articolo 63a Cost., la Confederazione e i Cantoni fissati dalla Confederazione provvedono insieme alla competitività e al coordinamento del settore universitario svizzero. I sussidi di base sono un contributo importante della Confederazione ai costi di esercizio delle università cantonali, delle scuole universitarie professionali e di altri istituti accademici aventi diritto ai sussidi. Una riduzione sostanziale metterebbe a rischio il livello di qualitativo raggiunto. I sussidi vincolati a progetti permettono di istituire cooperazioni fra diversi tipi di scuole universitarie. I progetti vengono approvati dalla Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU). Gli istituti partecipano di norma con una prestazione propria pari al contributo federale. Un’eventuale riduzione comprometterebbe la realizzazione di numerosi progetti.

Con i sussidi per gli investimenti edili e le spese locative la Confederazione può intervenire direttamente sulla qualità dell’infrastruttura universitaria. Una riduzione sostanziale comporterebbe ritardi in alcuni investimenti necessari. I sussidi alle infrastrutture comuni che non possono essere realizzate autonomamente e in maniera appropriata dalle scuole universitarie permettono di aumentare l’efficienza su scala nazionale. I progetti devono essere coordinati a livello nazionale e attestare un chiaro valore aggiunto nonché la capacità di creare sinergie. Gestione materiale e Sussidi di base: per quanto riguarda la gestione materiale, la finanziaria Confederazione si avvale indirettamente della chiave di ripartizione dei sussidi di base. Questi ultimi vengono concessi solamente se gli istituti dispongono di un accreditamento istituzionale del Consiglio svizzero di accreditamento da rinnovare periodicamente. Sussidi vincolati a progetti: la Confederazione presiede la CSSU, la quale si fa carico della scelta e del finanziamento dei progetti. Secondo il mandato di prestazioni, i beneficiari dei sussidi presentano annualmente un rapporto alla Confederazione sul raggiungimento degli obiettivi e sull’impiego dei mezzi finanziari. Sussidi per gli investimenti edili e le spese locative: tutti i progetti edili vengono esaminati conformemente alla LPSU, alla O-LPSU e alla relativa ordinanza dipartimentale e valutati sul piano della qualità e dei costi. Una volta ultimati i lavori e presi in consegna gli edifici si procede a un esame dell’esecuzione e dell’utilizzo. Il metodo delle spese forfettarie in base ai costi di superficie consente di esaminare efficacemente i costi e la redditività dei progetti aumentando l’efficienza. Le domande di sussidi per le infrastrutture comuni vengono valutate ed eventualmente approvate dalla Confederazione. Procedura di concessione Sussidi di base: la procedura per il calcolo dei sussidi di base si dei contributi fonda sui costi di riferimento. Dell’importo globale dei costi di riferimento stabilito dalla CSSU il sussidio di base della Confederazione di cui all’articolo 50 LPSU ammonta al 20 % per le università cantonali e al 30 % per le scuole universitarie professionali cantonali. Durante il periodo ERI i sussidi federali sono fortemente vincolati. Tuttavia, i Cantoni rimangono liberi di definire i loro sussidi.

I sussidi vincolati a progetti vengono erogati a favore di compiti importanti per la politica universitaria a livello nazionale. Poiché normalmente le istituzioni coinvolte partecipano nella stessa misura della Confederazione ciò garantisce che i compiti servano a soddisfare un’esigenza reale. Sussidi per gli investimenti edili e le spese locative: grazie al metodo delle spese forfettarie in base ai costi di superficie la procedura è efficiente, efficace ed economica. I sussidi alle infrastrutture comuni vengono concessi mediante convenzioni sulle prestazioni. La selezione dei progetti si basa sull’apposito ordine di priorità del DEFR. Secondo una verifica del CFF (n. 21320) l’efficacia dei sussidi per gli investimenti edili in quanto strumento di promozione sarebbe scarsa e vi sarebbe il rischio di effetti di trascinamento. Per questo nel 2023 la SEFRI ha commissionato una valutazione approfondita e modificato i moduli di domanda per poter individuare eventuali effetti di trascinamento.

6 Decreto federale sui crediti per la cooperazione internazionale in materia di

educazione e per le borse di studio a studenti e artisti stranieri negli anni 2025–2028 Importanza per gli obiettivi La cooperazione internazionale nella formazione fa esplicitamente fissati dalla Confederazione parte della politica di promozione ERI (cfr. la Strategia internazionale della Svizzera nel settore della formazione, della ricerca e dell’innovazione 2018). L’integrazione della Svizzera in un contesto internazionale attraverso la mobilità e la cooperazione le garantisce una posizione di spicco nel settore della formazione e della ricerca. Una riduzione sostanziale delle sovvenzioni per la mobilità internazionale nella formazione metterebbe a rischio i fattori di successo del polo industriale e intellettuale svizzero: la capacità di trasmettere competenze chiave internazionali (p. es. interculturali o linguistiche) durante la formazione e la formazione continua, la qualità del sistema formativo, il prestigio internazionale e la competitività del polo di formazione e di ricerca nonché la competitività e la capacità innovativa della piazza economica svizzera. Inoltre le borse d’eccellenza della Confederazione per studenti stranieri sostengono gli scambi fra i ricercatori e contribuiscono alla collaborazione internazionale delle scuole universitarie svizzere. Una riduzione dei contributi federali ridurrebbe il tasso di ammissioni (oggi intorno al 25 %). Gestione materiale e La Confederazione gestisce i fondi per la cooperazione finanziaria internazionale in materia di educazione mediante decisioni e mandati di prestazioni. Nell’ambito dei programmi internazionali di mobilità e di cooperazione in materia di formazione, mediante un mandato di prestazioni un’agenzia nazionale gestisce in primo luogo i fondi per le attività di mobilità e di cooperazione, in secondo luogo i propri fondi d’esercizio e infine una parte delle misure di accompagnamento. Finché non sarà completata l’imminente trasformazione dell’agenzia in un ente di diritto pubblico, l’attuazione del mandato di prestazioni sarà garantita dall’organo direttivo, che riunisce la SEFRI, l’UFC, l’UFAS e la CDPE. Le restanti misure di accompagnamento vengono di norma assegnate alle istituzioni coinvolte perlopiù mediante mandati annuali, che prevedono la stesura di rapporti periodici. I fondi non utilizzati o utilizzati solo in parte devono essere restituiti.

Nella promozione dei talenti e nella cooperazione istituzionale internazionale vengono definiti obiettivi chiaramente misurabili. Il mancato raggiungimento degli obiettivi può comportare la sospensione dei versamenti non ancora effettuati e la restituzione degli importi già erogati. La gestione delle borse d’eccellenza della Confederazione si fonda sull’offerta annuale di borse federali stabilita in base a Paesi e regioni. L’offerta per i Paesi industrializzati è vincolata al principio della reciprocità; questa condizione non si applica invece ai Paesi in via di sviluppo. Le borse della Confederazione vengono concesse solamente ai candidati che soddisfano pienamente i requisiti e che arrivano primi nella selezione. Procedura di concessione L’esperienza maturata negli anni di gestione funge da base per il dei contributi calcolo dei fondi d’esercizio destinati all’agenzia nazionale per finanziare i programmi internazionali di mobilità e di cooperazione in materia di formazione. La SEFRI esaminerà regolarmente tutti i rapporti dell’agenzia, anche quelli relativi alle misure di accompagnamento ad essa delegate, sotto il profilo della legalità e dell’efficienza. Anche le restanti misure di accompagnamento verranno esaminate e assegnate in modo mirato, in base ad obblighi e obiettivi ben definiti.

Nella promozione dei talenti e nella cooperazione istituzionale internazionale i mezzi disponibili vengono stanziati sotto forma di contributi volontari a organizzazioni internazionali o a terzi per progetti di cooperazione nel settore formativo. Organismi come i consigli scientifici e di sorveglianza provvedono a garantire la qualità e un impiego dei mezzi efficace e conforme allo scopo. I rapporti annuali degli attori sostenuti vengono esaminati da revisori esterni conformemente alle disposizioni di legge in vigore per la verifica dei libri di commercio. La Commissione federale delle borse per studenti stranieri (CFBS) e la rappresentanza diplomatica svizzera all’estero sono responsabili della verifica e della valutazione qualitativa delle candidature. L’attribuzione da parte della CFBS avviene su base competitiva nel quadro dell’offerta di borse di studio federali per candidati provenienti da 183 Paesi.

7 Decreto federale sul finanziamento delle istituzioni che promuovono la ricerca negli anni 2025–2028 Importanza per gli obiettivi La promozione della ricerca su scala nazionale è compito della fissati dalla Confederazione Confederazione. I Cantoni vi partecipano però attraverso la gestione delle scuole universitarie cantonali e mediante prestazioni specifiche (infrastruttura e sistema di milizia) nel settore di promozione dell’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze. Ridurre in modo sostanziale i contributi federali porterebbe a un netto indebolimento della promozione federale della ricerca e dell’innovazione fondata sul principio della libera concorrenza, con ripercussioni negative sulla posizione internazionale della ricerca svizzera, la perdita della funzione di perizia e la sospensione di progetti a lungo termine nel settore delle Accademie. Gestione materiale e Sulla base dei programmi pluriennali vengono concluse due finanziaria convenzioni sulle prestazioni, una con il FNS e una con l’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze, nelle quali sono disciplinati gli obiettivi, le misure e la ripartizione dei fondi. Procedura di concessione Le convenzioni sulle prestazioni indicano gli obiettivi e le misure. dei contributi Basandosi su procedure di controlling interne, il FNS e l’Associazione delle Accademie svizzere delle scienze riferiscono annualmente alla SEFRI sul raggiungimento degli obiettivi. Eventuali deroghe sono analizzate o concordate in occasione dei colloqui di controlling annuali.

8 Decreto federale sul finanziamento delle attività di Innosuisse negli anni 2025–2028 Importanza per gli obiettivi In qualità di ente federale di diritto pubblico indipendente, fissati dalla Confederazione Innosuisse sostiene l’innovazione fondata sulla scienza mediante progetti di cooperazione tra partner di ricerca e partner economici o attuatori (soprattutto PMI), la costituzione e lo sviluppo di imprese dal potenziale d’innovazione elevato e il consolidamento delle reti di TST. Questi compiti rafforzano la Svizzera quale società del sapere e la sua capacità di innovazione. Ridurre i sussidi federali in maniera sensibile potrebbe portare a un indebolimento della forza innovativa delle PMI. Gestione materiale e Innosuisse attribuisce i mezzi finanziari disponibili secondo criteri finanziaria chiaramente definiti ed esamina le domande alla luce di perizie svolte dal Consiglio dell’innovazione. Il Consiglio federale stabilisce ogni quattro anni gli obiettivi strategici di Innosuisse e verifica il raggiungimento degli obiettivi mediante un rapporto annuale.

Procedura di concessione Innosuisse emana decisioni o sottoscrive contratti di dei contributi sovvenzionamento. La procedura è stabilita nell’ordinanza sui sussidi di Innosuisse. I partner attuatori forniscono prestazioni proprie per un importo compreso tra il 40 e il 60 % dei costi diretti complessivi, dimostrando così un vero interesse alla valorizzazione dei risultati del progetto.

9 Decreto federale sul sostegno della Confederazione al parco svizzero

dell’innovazione («Switzerland Innovation») negli anni 2025–2028 Importanza per gli obiettivi Il finanziamento delle spese d’esercizio della fondazione è fissati dalla Confederazione necessario per garantire la continuità operativa del parco svizzero dell’innovazione. La fondazione coordina gli enti responsabili delle sedi, a cui compete la garanzia della qualità, e sostiene la promozione commerciale del parco. Inoltre, svolge dei compiti che altrimenti sarebbero di competenza della Confederazione (procedura di approvazione e controlling in materia di fideiussioni federali, procedura di verifica in caso di estensione della rete). Indirettamente la fondazione contribuisce a stimolare nelle varie sedi gli scambi scientifici tra gli istituti di ricerca che godono già di un certo prestigio (PF, PSI, ecc.) e le start-up innovative. In un’ottica più generale contribuisce a far sì che la Svizzera in quanto polo dell’innovazione mantenga la propria attrattiva nei confronti degli attori della ricerca e delle aziende innovative sia elvetiche che straniere, favorendone l’insediamento nel nostro Paese. Anche il sostegno della Confederazione al parco svizzero dell’innovazione mediante fideiussioni alle reti regionali, che permettono di investire nelle infrastrutture a condizioni più favorevoli, contribuisce a far sì che il parco possa continuare a svilupparsi all’interno del panorama svizzero dell’innovazione mantenendo prestigio e attrattiva. Gestione materiale e Il rapporto giuridico tra la Confederazione e la fondazione nonché finanziaria i contratti di affiliazione sono disciplinati nel contratto di diritto pubblico tra il Consiglio federale svizzero e la fondazione «Switzerland Innovation» concernente il parco svizzero dell’innovazione. La SEFRI stabilisce in un accordo di prestazioni di durata quadriennale le prestazioni che la fondazione deve fornire e gli obiettivi che deve raggiungere. La gestione è disciplinata da un accordo di prestazioni e da un rapporto annuale presentato da Switzerland Innovation. Procedura di concessione In base all’accordo di prestazioni, ogni anno la SEFRI emana una dei contributi decisione fondata sul bilancio annuale presentato dalla fondazione «Switzerland Innovation».

10 Decreto federale sul finanziamento delle strutture di ricerca d’importanza nazionale negli anni 2025–2028 Importanza per gli obiettivi Mediante la partecipazione al finanziamento di base di istituzioni fissati dalla Confederazione di ricerca, infrastrutture di ricerca e centri di competenza per la tecnologia extrauniversitari si promuove una ricerca di alto livello, per la quale nelle scuole universitarie svizzere non vi sono le condizioni adeguate, nonché il TST. Il contributo federale sussidiario può ammontare al massimo alla metà dei costi d’esercizio. In caso di riduzione sostanziale del sussidio verrebbero finanziate meno infrastrutture di ricerca e non sarebbe possibile finanziare nuove strutture oppure sarebbe necessario ridurre la percentuale del finanziamento. Gestione materiale e Le domande di sussidio sono esaminate sulla base dei programmi finanziaria pluriennali inoltrati (incluso il piano finanziario) e della procedura definita per legge mentre la procedura di domanda si conclude con

le decisioni di sussidio nell’ambito dell’ordine di priorità e dei crediti ERI disponibili. Il DEFR è inoltre autorizzato a vincolare i contributi federali a specifiche condizioni. Con le istituzioni che in un periodo di sussidio ricevono globalmente più di 5 milioni di franchi si stipulano convenzioni sulle prestazioni che indicano gli obiettivi, le misure e la ripartizione dei mezzi. A livello delle singole istituzioni la gestione avviene mediante rapporto annuale (scientifico e finanziario). Procedura di concessione I contributi sono accordati direttamente alle istituzioni aventi dei contributi diritto mediante decisione.

11 Decreto federale sui crediti per la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione negli anni 2025–2028 Importanza per gli obiettivi L’integrazione della Svizzera in un contesto internazionale le fissati dalla Confederazione garantisce una posizione di spicco nel settore della ricerca e dell’innovazione. In caso di sensibile riduzione dei fondi i ricercatori svizzeri non avrebbero accesso e la Svizzera non potrebbe partecipare agli strumenti della cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione e si assisterebbe a una perdita di competitività a livello internazionale, oltre che a una diminuzione dei vantaggi diretti per l’industria. Gestione materiale e Per esercitare la sua influenza sugli strumenti della cooperazione finanziaria internazionale in materia di ricerca e innovazione, la Confederazione può, ad esempio, inviare delegazioni presso vari organismi e comitati. Inoltre, le cooperazioni con gli istituti si basano su decisioni contenenti obiettivi specifici e, in caso di mancato adempimento, gli istituti devono restituire totalmente o parzialmente i sussidi ricevuti. Procedura di concessione I fondi vengono investiti sotto forma di contributi volontari a dei contributi organizzazioni internazionali, contributi obbligatori a strumenti internazionali oppure stanziati direttamente mediante contributi a terzi in progetti di ricerca. All’interno delle organizzazioni i Paesi membri si assicurano negli organismi e nei comitati pertinenti che i contributi nazionali siano utilizzati in maniera mirata ed efficiente e che i rapporti annuali siano esaminati da verificatori esterni.

12 Decreto federale sui crediti per la cooperazione nel settore spaziale negli anni 2025– Importanza per gli obiettivi I programmi e i progetti dell’Agenzia spaziale europea (ESA) fissati dalla Confederazione sono il principale strumento di attuazione della politica spaziale svizzera nonché delle attività di ricerca e sviluppo in ambito spaziale. La partecipazione del nostro Paese ai programmi dell’ESA permette al settore economico e scientifico svizzero di prendere parte alle gare d’appalto dell’Agenzia, alle missioni spaziali e alla costruzione dei vettori, come pure di accedere a dati e servizi. Le attività nazionali nel settore spaziale svolgono un ruolo complementare. Una riduzione sostanziale dei fondi destinati alle attività nazionali metterebbe a rischio la preparazione degli attori svizzeri in vista della partecipazione ai programmi dell’ESA e indebolirebbe sensibilmente il nostro Paese in quanto polo di ricerca nel settore spaziale. Di conseguenza, non sarebbe possibile valorizzare questi programmi in Svizzera. Gestione materiale e La Svizzera è uno dei membri fondatori dell’ESA. La finanziaria Confederazione gestisce le attività esercitando il proprio diritto di voto nei diversi organismi e comitati dell’ESA e partecipando in maniera mirata a programmi e progetti. Nel quadro delle attività nazionali, le cooperazioni con gli istituti si basano su decisioni e

convenzioni sulle prestazioni contenenti obiettivi specifici e, in caso di mancato adempimento, gli istituti devono restituire totalmente o parzialmente i sussidi ricevuti. Procedura di concessione I fondi vengono investiti sotto forma di contributi per programmi dei contributi e progetti destinati all’ESA oppure stanziati direttamente mediante contributi a terzi nel contesto delle attività nazionali. All’interno dell’ESA i Paesi membri si assicurano negli organismi e nei comitati che i contributi nazionali siano utilizzati in maniera mirata ed efficiente e che i rapporti annuali siano esaminati da verificatori esterni. In particolare, l’ESA garantisce che tutti gli Stati membri partecipino, in maniera proporzionale al loro contributo finanziario, all’attuazione dei programmi spaziali e allo sviluppo delle tecnologie correlate (principio del ritorno geografico). Le procedure di concessione dei contributi per le misure nazionali si basano sulle disposizioni della LPRI (RS 420.1) e dell’OPANS (RS 420.125).

Elenco delle abbreviazioni ACTRIS Aerosols, Clouds and Trace Gases Research Infrastructure AIE Agenzia internazionale dell’energia AM-TTC Advanced Manufacturing Technology Transfer Centers APS Anné Politque Suisse ARAMIS Administration Research Actions Management Information System Art. Articolo ASP Alta scuola pedagogica ASSM Accademia svizzera delle scienze mediche Associazione Accademie svizzere delle scienze delle Accademie ASSU Accademia svizzera di scienze umane e sociali AVS Biobanking and Biomolecular Resources Research Infrastructure BRIDGE Programma di promozione del FNS e di Innosuisse CDEP Conferenza dei direttori cantonali dell’economia pubblica CDPE Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione CERN Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire CF Consiglio federale CFBS Commissione federale delle borse per studenti stranieri CFFP Commissione federale della formazione professionale CFMP Commissione federale di maturità professionale CHEOPS Missione ESA CII Collaborazione interistituzionale CLARIN ERIC Common Language Resources and Technology Infrastructure CORE Commissione federale per la ricerca energetica Cost. Costituzione federale (RS 101) Cpv. Capoverso CSCS Centro Svizzero di Calcolo Scientifico CSEC Commissioni per la scienza, l’educazione e la cultura CSEM Centro svizzero di elettronica e microtecnica CSRE Centro svizzero di coordinamento della ricerca educativa CSS Consiglio svizzero della scienza CSSU Conferenza svizzera delle scuole universitarie CTAO Cherenkov Telescope Array Observatory CTFP Conferenza tripartita della formazione professionale CU Consultazione degli uffici DCC Data Collaboration Center DDPS Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

DEFR Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca DFAE Dipartimento federale degli affari esteri DFI Dipartimento federale dell’interno DN Dizionari nazionali Dodis Documenti diplomatici svizzeri DSC Direzione dello sviluppo e della cooperazione EAWAG Istituto federale per l’approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque ECCSEL ERIC European Carbon Dioxide Capture and Storage Laboratory Infrastructure EEN Enterprise Europe Network ELIXIR European Life Science Infrastructure for Biological Information eLTER Integrated European Long-Term Ecosystem, critical zone and socio-ecological Research EMPA Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca EMPHASIS European Infrastructure for Multi-scale Plant Phenomics and Simulation ERA European Research Area Erasmus+ Programma europeo in materia di educazione, formazione professionale, gioventù e sport ERI Formazione, ricerca e innovazione ERIC Consorzio per un’infrastruttura di ricerca europea ESA Agenzia spaziale europea ESDI European Space Deep-Tech Innovation Center ESRF Laboratorio europeo delle radiazioni al sincrotrone ESS Educazione allo sviluppo sostenibile ESS-ERIC European Spallation Source - European Research Infrastructure FAIR Principi FAIR per la gestione dei dati: Findable (rintracciabili), Accessible (accessibili), Interoperable (interoperabili), Reusable (riutilizzabili) FF Foglio federale FLARE Funding Large International Research Projects FNS Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica

FPS Formazione professionale superiore FPSM Fondazione svizzera per la promozione degli scambi e della mobilità Fr. Franchi GGP The Generations and Gender Programme GLP Global Land Programme

HPCN International Conference on High-Performance Computing IAS Institute of Advanced Studies ICOS Integrated Carbon Observation System IHEID Institut de hautes études internationales et du développement IICT Investigator Initiated Clinical Trials ILL Instituto Max von Laue–Paul Langevin (sorgente di neutroni) IMPACT Isotope and Muon Production with Advanced Cyclotron and Target Technology IRB Istituto di Ricerca in Biomedicina ISSI International Space Science Institute ITER International Thermonuclear Experimental Reactor IVI Istituto di virologia e immunologia JUICE Jupiter ICy moons Explorer KOF Centro di ricerche congiunturali del PF di Zurigo KoorA-RF Comitato interdipartimentale di coordinamento della ricerca del settore pubblico LADI Legge sull’assicurazione contro la disoccupazione LAgr Legge federale del 29 aprile 1998 sull’agricoltura (RS 910.1) LAI Legge federale del 19 giugno 1959 sull’assicurazione per l’invalidità (RS 831.20) LASPI Legge federale sull’Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione LCMIF Legge federale del 25 settembre 2020 sulla cooperazione e la mobilità internazionali in materia di formazione (RS 414.51) Legge sulla Legge federale del 25 settembre 2020 sulla Scuola universitaria SUFFP federale per la formazione professionale (RS 412.106) Lett. Lettera LF Legge federale LFCo Legge federale del 20 giugno 2014 sulla formazione continua (RS 419.1) LFPr Legge federale del 13 dicembre 2002 sulla formazione professionale (RS 412.10) LPRI Legge federale del 14 dicembre 2012 sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (RS 420.1) LPSU Legge federale del 30 settembre 2011 sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (RS 414.20) LStrI Legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri e la loro integrazione (RS 142.20) LSu Legge federale del 5 ottobre 1990 sugli aiuti finanziari e le indennità (RS 616.1) MINT Matematica, informatica, scienze naturali e tecnica Mio. Milioni

N. Numero NFP Programma nazionale di ricerca OCSE Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico

OFPr Ordinanza del 19 novembre 2003 sulla formazione professionale (RS 412.101) OIL Organizzazione internazionale del lavoro (International Labour Organization) O-LPSU Ordinanza del 23 novembre 2016 concernente la legge sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (RS 414.201) Oml Organizzazione del mondo del lavoro OMPI Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale ONU Organizzazione delle Nazioni Unite OPANS Ordinanza del 17 dicembre 2021 sulla promozione delle attività nazionali nel settore spaziale (RS 420.125) ORD Open Research Data ORM Ordinanza del 15 febbraio 1995 concernente il riconoscimento degli attestati liceali di maturità (RS 413.11) OSS Obiettivi di sviluppo sostenibile PF Politecnico federale PFL Politecnico federale di Losanna PHRT Personalized Health and Related Technologies PMI Piccole e medie imprese PRN Polo di ricerca nazionale PRT Technology Readiness Level PSI Istituto Paul Scherrer R&I Ricerca e innovazione R&S Ricerca e sviluppo RRM Regolamento della CDPE concernente il riconoscimento degli attestati liceali di maturità RS Raccolta sistematica RU Raccolta ufficiale SAHRE ERIC Survey of Health, Ageing and Retirement in Europe SATW Accademia svizzera delle scienze tecniche SCNAT Accademia svizzera di scienze naturali SCTO Swiss Clinical Trial Organisation SDSC+ Swiss Data Science Center SECO Segreteria di stato dell’economia SEFRI Segreteria di stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione SGC Dizionario storico della Svizzera

S-GE Switzerland Global Enterprise SIB Istituto svizzero di bioinformatica SIP Parco svizzero dell’innovazione SISAL Swiss Biosites for Sustainable Agriculture and Agroecology SKAO Square Kilometre Array Observatory SLICES Scientific Large-scale Infrastructure for Computing/Communication Experimental Studies SPHN Swiss Personalized Health Network SRI/RIS Sistemi regionali di innovazione SSS Scuola specializzata superiore SSS Strategia per uno sviluppo sostenibile SUFFP Scuola universitaria federale per la formazione professionale SUP Scuola universitaria professionale SVRI Swiss Vaccine Research Institute TA-SWISS Centro per la valutazione delle scelte tecnologiche TIC Tecnologie dell’informazione e della comunicazione TST Trasferimento di sapere e tecnologie U Università e PF UE Unione europea UFAG Ufficio federale dell’agricoltura UFAM Ufficio federale dell’ambiente UFAS Ufficio federale delle assicurazioni sociali UFC Ufficio federale della cultura UFE Ufficio federale dell’energia UFPP Ufficio federale della protezione della popolazione UFSP Ufficio federale della sanità pubblica UNESCO Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura URIS Ukrainian Research in Switzerland UST Ufficio federale di statistica USTRA Ufficio federale delle strade WSL Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio

Allegati Allegato 1 Obiettivi della Confederazione per il settore ERI 2025–2028 1) Obiettivi per l’educazione generale, la formazione professionale e la formazione continua Obiettivo 1: Le offerte formative svizzere mantengono un’elevata qualità, sono radicate sul territorio, connesse a livello internazionale e orientate al futuro. I programmi di scambio e di cooperazione proseguiranno. Per affrontare i cambiamenti globali, infatti, è importante che la formazione sia fortemente radicata a livello internazionale. Il valore e l’importanza della formazione professionale duale in Svizzera devono essere messi in risalto. Ambiti d’intervento: programmi internazionali di mobilità e di cooperazione in materia di formazione; cooperazione negli organismi multilaterali; valorizzazione della formazione (professionale) svizzera a livello internazionale; riconoscimento dei diplomi; efficienza formativa mediante la convalida delle prestazioni di formazione e l’ammissione ai cicli formali. Obiettivo 2: La formazione punta a promuovere le capacità di apprendimento individuali, nonché l’idoneità al mercato del lavoro e agli studi universitari. La formazione non si limita a trasmettere nozioni e competenze nel contesto scolastico ma è sempre più orientata a sviluppare l’apprendimento permanente. Pertanto, la formazione professionale non è rivolta solo ai giovani ma offre delle opportunità anche alle persone che vogliono riorientarsi o reinserirsi nel mercato del lavoro. Sia l’educazione generale che la formazione professionale permettono ai giovani e agli adulti di specializzarsi, crescere professionalmente e scegliere percorsi formativi adatti alle loro esigenze. Ambiti d’intervento: nel quadro dell’iniziativa «Formazione professionale 2030»: analisi delle attuali offerte formative per verificare la loro idoneità all’apprendimento permanente (percorsi di carriera verticali e orizzontali); riconoscimento delle competenze formali e non formali ai fini della formazione professionale; qualificazione professionale degli adulti; integrazione delle categorie svantaggiate. Verifica dell’adattabilità e dell’idoneità al mercato del lavoro delle offerte formative; sfruttamento delle sinergie formative nelle professioni affini e nella formazione professionale continua (p. es. offrendo condizioni quadro ottimali nello sviluppo delle

professioni); contributo al posizionamento dell’orientamento professionale, universitario e di carriera nel contesto dell’apprendimento permanente; attuazione del progetto «Sviluppo della maturità liceale». Obiettivo 3: La politica della Confederazione in materia di formazione continua viene coordinata e aggiornata in base alle esigenze. Le condizioni

quadro per la promozione delle competenze di base degli adulti vengono consolidate. La Svizzera ha un tasso di partecipazione alla formazione continua molto elevato. L’organizzazione della formazione continua pertiene principalmente al settore privato e la responsabilità rimane sul piano individuale. Occorre dedicare particolare attenzione al coinvolgimento delle persone con scarse qualifiche. L’intervento dello Stato si limita al livello sistemico. La Confederazione partecipa alla promozione della formazione continua mediante l’emanazione di leggi speciali. Se nel contesto di fenomeni con un impatto globale come la digitalizzazione dovessero emergere esigenze specifiche sarà necessario coordinare meglio ed eventualmente intensificare le misure statali in vigore. Le legge sulla formazione continua mette l’accento sulla promozione delle competenze di base degli adulti in collaborazione con i Cantoni. I programmi di promozione cantonali vengono adeguati e consolidati. La promozione delle competenze di base sul posto di lavoro nelle aziende rientra fra i temi prioritari. Tutti gli adulti hanno la possibilità di acquisire le competenze di base necessarie e di partecipare alla vita sociale al fine di migliorare la propria occupabilità. Ambiti d’intervento: intensificare la promozione delle competenze di base degli adulti, in particolare migliorando le attività di comunicazione, informazione, consulenza e sensibilizzazione; la trasmissione delle competenze di base nell’ambito delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione permette alla popolazione adulta di stare al passo con i cambiamenti; accordi con le organizzazioni della formazione continua per fornire prestazioni di rilevanza sistemica in materia di informazione, coordinamento e garanzia della qualità. Obiettivo 4: Il sistema formativo svizzero sfrutta le opportunità offerte dalla digitalizzazione. La formazione professionale consente l’aggiornamento delle competenze richieste dalla digitalizzazione ai docenti, agli apprendisti e agli studenti garantendo così la competitività della piazza economica svizzera e la partecipazione dei singoli ai cambiamenti sociali e strutturali. La protezione e la sicurezza dei dati nello spazio formativo digitale sono garantite in quanto compito comune della Confederazione e dei Cantoni. Infatti, nel 2019 è stato

definito un ulteriore obiettivo comune di politica della formazione (obiettivo 7) in base al quale le nuove sfide costituite dalla digitalizzazione del mondo del lavoro e della società devono essere affrontate con lungimiranza (cfr. n. 1.3.2). Ambiti d’intervento: messa a punto di una politica di utilizzo dei dati per lo spazio formativo svizzero; miglioramento delle competenze digitali di docenti, apprendisti e studenti; ulteriore rafforzamento della promozione MINT; impostazione delle offerte della formazione professionale di base e superiore in funzione dei nuovi sviluppi; intensificazione del coordinamento nello spazio formativo svizzero.

2) Obiettivi per le scuole universitarie Obiettivo 1: Le istituzioni del settore dei PF consolidano la loro eccellenza nella didattica e nella ricerca e contribuiscono in maniera significativa al superamento delle sfide più urgenti in ambito scientifico, economico, politico e sociale. Con le sue strategie di ricerca orientate alle esigenze e con la sua didattica basata sulla ricerca il settore dei PF fornisce importanti contributi al superamento di grandi sfide socioeconomiche. Inoltre, garantisce la formazione degli specialisti e dei dirigenti in ambito accademico ed extrauniversitario, in particolare nei settori caratterizzati dalla carenza di personale qualificato (MINT, medicina, ecc.), e funge da motore per la realizzazione tecnologica ed economica del sapere. Infine, sviluppa e gestisce importanti infrastrutture di ricerca e svolge per conto della Confederazione anche compiti che non rientrano strettamente nel suo mandato di base. Ambiti d’intervento: cinque orientamenti strategici (uomo e salute; energia; clima e sostenibilità ambientale; trasformazione digitale responsabile; tecnologie e materiali avanzati; impegno e dialogo con la società); aggiornamento delle infrastrutture di ricerca esistenti e creazione di nuove infrastrutture. L’organizzazione e la struttura del settore dei PF saranno esaminate al fine di aumentarne ulteriormente l’efficienza e l’efficacia. Obiettivo 2: Le scuole universitarie formano un numero sufficiente di nuove leve in campo economico, scientifico e sociale. Promuovendo la diversità, l’uguaglianza delle opportunità e l’inclusione è possibile sfruttare al massimo il potenziale di talenti. Le nuove leve scientifiche contribuiscono in maniera decisiva alla qualità dell’insegnamento e della ricerca in Svizzera e forniscono al mercato del lavoro extrauniversitario specialisti e dirigenti qualificati. Meritano un’attenzione particolare i settori afflitti da carenza di personale (soprattutto MINT, medicina e professioni sanitarie). La trasformazione digitale richiede la formazione e la formazione continua di lavoratori qualificati nonché la trasmissione di competenze applicative in tutti i settori. Per sfruttare in maniera ottimale il potenziale di talenti saranno intraprese ulteriori iniziative in materia di diversità, uguaglianza delle opportunità e inclusione.

Ambiti d’intervento: promozione delle nuove leve scientifiche (per una carriera dentro o fuori l’università); aumento duraturo del numero di diplomati in medicina umana e nel settore sanitario; formazione e formazione continua degli specialisti TIC; promozione delle competenze digitali dei diplomati e del personale scientifico; diversità, inclusione e uguaglianza delle opportunità nello sviluppo delle scuole universitarie; promozione dell’inserimento, del reinserimento e del cambiamento di indirizzo di studi; misure per ridurre le interruzioni degli studi.

Obiettivo 3: Le scuole universitarie mantengono i loro profili specifici e li aggiornano. Grazie ai PF e alle università cantonali (università e politecnici federali, U), oltre che alle scuole universitarie professionali (SUP) e alle alte scuole pedagogiche (ASP), la Svizzera dispone di un sistema universitario variegato, complementare, permeabile e di qualità. I profili specifici vengono mantenuti. Le U continuano a focalizzarsi sulle formazioni di carattere scientifico e tecnologico basate sulla teoria e sulla ricerca, mentre le SUP si concentrano su formazioni professionalizzanti e orientate alla pratica e le ASP, in quanto università professionali a impostazione scientifica, formano i docenti e gli specialisti in pedagogia. Ambiti d’intervento: dare la priorità alle offerte formative complementari; diversificazione e personalizzazione delle offerte formative e delle carriere (carriere non lineari); adeguamento costante delle offerte e delle metodologie alle esigenze socioeconomiche; rafforzamento della cooperazione istituzionalizzata fra i diversi tipi di scuole universitarie e dell’interdisciplinarietà; rafforzamento del doppio profilo di competenze per le nuove leve scientifiche delle SUP e delle ASP mediante la collaborazione con le U. Obiettivo 4: Le scuole universitarie rafforzano le loro collaborazioni internazionali per garantire la competitività del sistema ERI svizzero nel suo complesso e aumentarne la resilienza. La collaborazione internazionale è una condizione imprescindibile per una didattica, una ricerca e un’innovazione di qualità. Le scuole universitarie svizzere attirano giovani talenti e ricercatori affermati da tutto il mondo e offrono a dottorandi, post-dottorandi e professori ottime condizioni quadro. Inoltre, incentivano la mobilità dei propri membri e forniscono ai propri laureati le qualifiche necessarie sia per iniziare una carriera scientifica a livello nazionale o internazionale sia per integrarsi nel mercato del lavoro mondiale. Ambiti d’intervento: sviluppo di nuovi partenariati e gestione delle reti esistenti; promozione della mobilità internazionale degli studenti e del personale scientifico; partecipazione alle piattaforme digitali per una scienza e una formazione aperte; aumento della capacità di attrarre i migliori ricercatori dall’estero; sfruttamento della rete Swissnex; promozione transfrontaliera delle nuove

leve scientifiche (p. es. borse d’eccellenza della Confederazione per ricercatori stranieri, collegi scientifici, Maison suisse Paris, Cotutelles de thèses). 3) Obiettivi per la ricerca e l’innovazione Obiettivo 1: La promozione della Confederazione permette di realizzare una ricerca fondamentale, una ricerca applicata e un’innovazione di altissimo

livello e punta sulle opportunità offerte dallo sviluppo sostenibile e dalla svolta digitale. Le misure di promozione della Confederazione permettono di realizzare una ricerca fondamentale, una ricerca applicata e un’innovazione basate sulla scienza di altissimo livello. L’attività del FNS si concentra principalmente sulla promozione della ricerca fondamentale (progetti) e sulle nuove leve scientifiche. Inoltre, per incentivare la varietà della ricerca il FNS dispone di misure di promozione e strumenti specifici per le scuole universitarie professionali. Viene dedicata un’attenzione particolare alle cooperazioni di ricerca bilaterali e multilaterali con alcuni Paesi europei ed extraeuropei in ambiti tematici d’importanza strategica per il polo scientifico svizzero. Il FNS contribuisce anche in maniera decisiva al superamento delle sfide trasversali legate allo sviluppo sostenibile e alla svolta digitale. Inoltre, nell’ambito della strategia nazionale «Open Science / Open Data» persegue insieme a swissuniversities lo scopo di garantire l’accesso ai dati di ricerca conformemente ai principi FAIR e di coordinare le banche dati. Innosuisse sostiene gli attori della ricerca applicata e dell’innovazione nonché gli operatori economici. Applica i propri strumenti di promozione di comprovata efficacia e ne inaugura di nuovi, come previsto dalla revisione della LPRI, al fine di sfruttare al meglio il potenziale innovativo disponibile. Inoltre, ottimizza la collaborazione con il FNS tenendo conto dei risultati delle valutazioni, rafforza il coordinamento con gli attori regionali e cantonali e consolida il proprio impegno all’interno delle reti internazionali dell’innovazione e delle cooperazioni con le agenzie di promozione all’interno e all’esterno dell’Europa. Le innovazioni tecnologiche più significative (industria 4.0, trasformazione digitale) sono sostenute in maniera adeguata mediante progetti innovativi, iniziative Flagship e reti nazionali. Ambiti d’intervento: Attuazione della Strategia nazionale sugli Open Research Data, compresa l’eventuale creazione di un SDSC+; definizione di una strategia quantistica nazionale (nel quadro dell’iniziativa nazionale sulle scienze quantistiche); partecipazione di Innosuisse all’istituzione di un eventuale fondo per l’innovazione per migliorare il finanziamento delle start-up; aggiornamento

orientato all’efficacia degli strumenti di Innosuisse (in particolare dell’Iniziativa Flagship) per ottenere nuove conoscenze in merito all’approccio top-down. Obiettivo 2: La collaborazione tra settore scientifico ed economico viene rafforzata sul lungo periodo. Il settore privato copre gran parte delle spese complessive di R&S in Svizzera, il che rappresenta un importante vantaggio competitivo per il sistema nazionale della ricerca e dell’innovazione. Oltre alla stabilità delle condizioni quadro economiche, che garantiscono l’attrattiva della piazza economica

svizzera per gli investimenti internazionali nella ricerca, è necessario che il trasferimento di sapere e tecnologie (TST) tra ricerca ed economia funzioni in maniera rapida ed efficiente al fine di preservare il nostro know how specifico, portare avanti le innovazioni concorrenziali e rimanere fra i Paesi più innovativi al mondo. Data l’accelerazione dei cicli del progresso tecnologico il TST diventa sempre più importante per il sistema nazionale R&I. Ambiti d’intervento: Incentivare ulteriormente la politica di promozione dei centri di trasferimento tecnologico (sostegno nell’ambito delle strutture di ricerca d’importanza nazionale ai sensi dell’art. 15 LPRI); potenziare in maniera mirata il TST nel quadro degli strumenti di promozione tradizionali (PNR e PRN) con il coinvolgimento di Innosuisse; portare avanti il sostegno sussidiario al parco svizzero dell’innovazione (SIP) da parte della Confederazione e integrare maggiormente altre forme di promozione delle attività innovative in Svizzera; aumentare la capacità di attrarre partner internazionali, anche coinvolgendo l’economia privata; incrementare il monitoraggio sistematico e il confronto internazionale del TST per individuare le criticità e intervenire in maniera mirata. Obiettivo 3: La Svizzera promuove le relazioni globali degli attori nazionali della ricerca e migliora costantemente le possibilità di accesso alle infrastrutture, ai programmi e alle cooperazioni internazionali. La partecipazione a programmi e organizzazioni nonché alle cooperazioni internazionali in materia di R&I avviene nell’interesse degli attori della ricerca e con l’intento di rendere attrattiva la Svizzera in quanto polo di ricerca e innovazione. Così facendo il nostro Paese rafforza la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione nelle regioni, nei temi e nei settori ritenuti fondamentali. La partecipazione della Svizzera ai programmi quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione (generazione Orizzonte Europa 2021–2027 e programmi successivi a partire dal 2028) nonché alle iniziative e ai programmi correlati (Euratom, ITER, Europa Digitale) continua ad avere la massima priorità. Tuttavia, per motivi strutturali, è necessario diversificare e intensificare la cooperazione anche con Paesi e regioni al di fuori dell’Europa. Qui di seguito

le altre priorità: consolidare la partecipazione svizzera a organizzazioni di ricerca internazionali dando maggior peso alla partecipazione alle reti di infrastrutture di ricerca (tra cui le reti ERIC) e intensificando la collaborazione dei nostri centri di ricerca universitari con enti internazionali come ad esempio il CERN, anche al fine di ottimizzare la definizione delle priorità e la ripartizione dei compiti nel settore universitario. Ambiti d’intervento: Incrementare in maniera adeguata i fondi stanziati per la promozione della cooperazione internazionale nella ricerca al fine di raggiungere gli obiettivi summenzionati, compresa l’incentivazione della partecipazione alle reti di

infrastrutture di ricerca; completare la partecipazione alle organizzazioni internazionali di ricerca rilevanti per il nostro Paese mediante la piena attuazione di tutti i crediti d’impegno approvati dal Parlamento nell’ambito dei precedenti messaggi ERI, compreso il CTAO; aggiornare gli strumenti (compreso il FLARE) per garantire che la partecipazione della Svizzera alle organizzazioni di ricerca internazionali vada a buon fine; impostare la politica (estera) ERI bilaterale e multilaterale d’intesa con gli attori interessati, garantire i requisiti e l’orientamento degli attori e della politica nazionale di promozione dell’innovazione. Obiettivo 4: La Svizzera intensifica la collaborazione con l’Agenzia spaziale internazionale (ESA) e con alcuni partner internazionali selezionati e contribuisce, mediante misure mirate, a rafforzare sul lungo periodo la piazza scientifica ed economica svizzera. Le telecomunicazioni satellitari, l’osservazione ambientale, la meteorologia e la navigazione sono parte integrante della nostra quotidianità. Il settore spaziale contribuisce alla digitalizzazione e funge anche da importante fonte di informazioni digitali. La ricerca basata sulla tecnologia spaziale estende i nostri orizzonti e ci permette di capire meglio il nostro pianeta, il sistema solare e l’universo. L’accesso indipendente dell’Europa allo spazio rimane un obiettivo strategico di grande attualità. A livello mondiale, gli investimenti nel settore spaziale si mantengono costantemente su livelli elevati. Intensificando le relazioni con l’ESA e con i partner internazionali attivi nel settore spaziale le scuole universitarie e il mondo economico possono aggiornare le competenze altamente specializzate di cui dispongono e svilupparne di nuove. La Svizzera deve continuare a impegnarsi a livello europeo qualificandosi come partner credibile, distinguendosi come polo di ricerca e innovazione attrattivo sul piano internazionale e rafforzando la sua leadership mondiale nel campo delle imprese spaziali specializzate e innovative. Ambiti d’intervento: Consolidamento della partecipazione ai programmi europei e internazionali, soprattutto grazie a una più stretta collaborazione con l’ESA; rafforzamento della posizione internazionale della Svizzera in ambito spaziale mediante la collaborazione con Paesi partner selezionati e la promozione

dell’International Space Science Institute (ISSI) in Svizzera; sviluppo di un know how unico nel suo genere, accelerazione del TST mediante misure di carattere nazionale e iniziative comuni coordinate con l’ESA. Velocizzazione del ricambio generazionale nel settore spaziale.

Allegato 2 Costi di riferimento 2025–2028 secondo la LPSU a) Costi di riferimento per gruppo di settori di studio e per studente 2025–2028 152 Obiettivo: i costi di riferimento per gruppo di settori di studio e per studente sono determinanti per la ponderazione degli studenti nella ripartizione dei sussidi di base che la Confederazione versa alle singole scuole universitarie. Università Media / Media / gruppo Gruppo di settori gruppo di Costi di Settori di studio di settori di di studio settori di riferimento studio studio

Costi Quota della d'insegnamento* ricerca**

Teologia Lingue e letteratura Scienze storiche e culturali Scienze sociali Scienze umane e sociali 10'240 6'880 17'120 Scienze umane e sociali interdisciplinari Scienze economiche Diritto Materie interdisciplinari e altro

Scienze esatte Scienze naturali Scienze esatte e naturali, altro Farmacia Scienze naturali e tecnica 18'263 20'903 39'166 Medicina e farmacia interdisciplinari Edilizia e geodesia Ingegneria meccanica ed elettronica Scienze agricole e forestali

Medicina umana1 Medicina Medicina dentaria 27'403 41'175 68'578 Medicina veterinaria

* Costi d’insegnamento: costi d’esercizio della formazione di base (BA, MA, diploma, licenza) e formazione approfondita (dottorato, DEA, DESS) / numero di studenti. ** Quota della ricerca: 85 % dei costi d’esercizio della ricerca rimanenti dopo la deduzione dei fondi di terzi (FNS compresi overhead, Innosuisse, UE, altri uffici federali, privati) / numero di studenti. 1 Costi della medicina umana: valori medi della contabilità analitica delle università (esclusi i costi dell’ospedale di Ginevra). Fonte: UST, Finanze delle scuole universitarie nel 2019 e nel 2020.

152 Decisione della Conferenza svizzera delle scuole universitarie del 17 novembre

Scuole universitarie professionali

Media / gruppo Media / gruppo di di settori di settori di studio studio Costi di Settori di studio riferimento *Costi **Quota della d'insegnamento ricerca

Economia e servizi 18'714 1'917 20'630 Lavoro sociale Psicologia applicata 20'226 3'253 23'479 Linguistica applicata Sanità 25'793 2'307 28'100 Architettura, edilizia e progettazione 32'535 4'115 36'650 Design 34'819 2'676 37'495 Tecnica e tecnologia dell'informazione 35'113 5'504 40'617 Musica, teatro e altre arti 46'750 2'357 49'107 Agricoltura ed economia forestale 40'712 7'926 48'638 Chimica e scienze della vita

* Costi d’insegnamento: costi d’esercizio della formazione di base (BA, MA) / numero di studenti in equivalenti a tempo pieno (ETP). **Quota della ricerca: 50 % dei costi d’esercizio della ricerca rimanenti dopo la deduzione dei fondi di terzi der (FNS compresi overhead, Innosuisse, UE, altri uffici federali, privati) / numero di studenti (ETP). Fonte: SEFRI, Finanzielles Reporting der Fachhochschulen 2019 e 2020. b) Totale costi di riferimento 2025–2028 e sussidio di base della Confederazione L’importo globale dei costi di riferimento si basa sui costi per gruppo di settori di studio e per studente ed è conforme al coordinamento nazionale della politica universitaria, alla ripartizione dei compiti nei settori con costi particolarmente onerosi e alle previsioni sugli studenti e sul rincaro. Affinché l’importo globale dei costi di riferimento sia in linea con la pianificazione finanziaria della Confederazione e dei Cantoni la quota dei costi della ricerca, inclusa nei costi dell’insegnamento, funge da «strumento di regolazione» contabile. La modifica della quota dei costi per la ricerca non influisce sulla ponderazione degli studenti nei modelli di ripartizione dei sussidi di base. Mio. franchi (cifre arrotondate) Università SUP Totale costi insegnamento 100 % 7 978 100 % 7 693 Quota costi della ricerca 73 % 7 166 13 % 298 Totale (Cantoni e Confederazione) 15 144 7 991 di cui sussidio di base federale 20 % 3 029 30 % 2 397 Base di calcolo: Studenti: scenari per le scuole universitarie 2022–2031 (scenario di riferimento), studenti e diplomati, Ufficio federale di statistica (UST). Previsioni sul rincaro: 2025: 1,2 %; 2026: 1 %; 2027: 1 %; 2028: 1 %.

Allegato 3 Valutazione istituzionale globale del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) In quanto autorità federale competente, la SEFRI verifica periodicamente la politica svizzera di promozione della ricerca e dell’innovazione (cfr. art. 44 LPRI). A parte alcune valutazioni parziali, il FNS è stato sottoposto per l’ultima volta a una valutazione istituzionale globale nel 2001. Su incarico della SEFRI, tra novembre 2020 e ottobre 2022 il Consiglio svizzero della scienza (CSS) ha effettuato tale valutazione. In particolare, ha analizzato il ruolo e la funzione del FNS nel sistema nazionale ERI alla luce del nuovo «spazio universitario svizzero» con l’obiettivo di valutare la qualità con cui il FNS adempie il proprio mandato legale e i compiti che gli vengono assegnati, oltre ai settori nei quali vi sono margini di miglioramento. Il mandato conferito al CSS dalla SEFRI includeva la verifica dell’attività di promozione del FNS, nonché dell’efficienza e delle potenzialità di sviluppo in relazione al sistema ERI, alla competitività internazionale e alla capacità di fare rete.

Risultati principali Il FNS è un’istituzione indispensabile, che svolge importanti compiti promozionali nel sistema ERI e che gode di grande prestigio nel mondo universitario e nella comunità scientifica. Detiene una posizione importante nella promozione della ricerca su base competitiva, ha un peso finanziario ed economico-strutturale rilevante e di conseguenza anche una forte influenza sul piano sistemico.

  • I contributi del FNS fungono da importanti indicatori di prestazione per le scuole universitarie e svolgono un ruolo significativo nella promozione delle carriere dei giovani ricercatori.
  • Il FNS è in grado di reagire ai cambiamenti (e alle crisi) del sistema ERI svizzero e di conferire a quest’ultimo un nuovo dinamismo.
  • È ben inserito nelle reti internazionali ed è attivo anche in ambiti tematici rilevanti per la comunità scientifica, come l’aggiornamento dei processi di valutazione e la promozione dell’uguaglianza delle opportunità. La promozione della ricerca implementata dal FNS in base al principio bottom-up è molto efficace e concede una grande libertà agli scienziati che si occupano di ricerca fondamentale in Svizzera.

Settori chiave con potenziale di miglioramento Nonostante i risultati raggiunti, la valutazione ha individuato una serie di settori nei quali vi sono margini di miglioramento.

Strategia Il CSS raccomanda al FNS di riconsiderare il proprio ruolo all’interno del sistema ERI e di mettere a punto una strategia coerente con la propria visione e compatibile con gli obiettivi del sistema. Inoltre, il FNS dovrebbe impostare un meccanismo che gli consenta di verificare i progressi compiuti nel raggiungimento degli obiettivi strategici nonché i principali indicatori di prestazione. Sebbene nel 2018 il FNS abbia elaborato la sua prima strategia (piano d’azione 2021–2024), si raccomanda di misurare gli avanzamenti in maniera più sistematica e di aggiornare i processi di sviluppo strategico, in particolare definendo una procedura chiara per la costituzione di un portafoglio e di un processo formale di definizione delle priorità al quale gli attori ERI possano partecipare. Governance Il CSS consiglia di specificare i processi decisionali del Consiglio della ricerca, del Consiglio di fondazione e della segreteria. Inoltre, raccomanda al FNS di definire chiaramente le strutture direttive e di aumentare la trasparenza in tutti i processi decisionali, nonché per quanto riguarda la nomina del presidente del Consiglio della ricerca e dei membri di altri organismi. Infine, secondo il CSS il presidente del Consiglio della ricerca dovrebbe avere maggiori competenze e il Consiglio di fondazione dovrebbe essere ridotto ma al tempo stesso coinvolto in maniera più diretta nei processi decisionali. Poiché gli organismi e i criteri di valutazione del FNS sono concepiti principalmente per giudicare la ricerca fondamentale, lo studio del CSS raccomanda di impostare le procedure di valutazione in modo tale da tenere conto in maniera adeguata della diversità delle scuole universitarie nonché della ricerca applicata presso le SUP e le ASP. Strategia di portafoglio Il CSS consiglia al FNS di elaborare una strategia con criteri chiaramente definiti al fine di agevolare la creazione di un portafoglio più coerente, stabile e mirato. Ricerca applicata La ricerca applicata viene praticata da tutti i tipi di scuole universitarie e comprende un ampio spettro di discipline, dalle scienze ingegneristiche alla ricerca sulla formazione fino agli studi clinici. Dalla valutazione emerge che, dopo l’istituzione delle SUP, il FNS non è riuscito a diventare un’agenzia di promozione in grado di sostenere adeguatamente tutte le forme di ricerca, il

che ha comportato un deficit di finanziamento nella catena del valore da imputare allo stesso FNS. Lo strumento BRIDGE, cofinanziato da FNS e Innosuisse, facilita l’interazione tra ricerca fondamentale e ricerca applicata. Benché la domanda sia stata elevata, le proposte di progetti inviate dai ricercatori delle SUP e delle ASP non sono sufficienti. Sarà necessario tenerne conto nella fase di ulteriore sviluppo.

Ricerca orientata alla missione Secondo la definizione del CSS, la ricerca orientata alla missione è un approccio interdisciplinare con obiettivi ambiziosi che permettono di affrontare sfide sociali urgenti. Dalla valutazione emerge che, nel confronto internazionale, il FNS finanzia questa ricerca in misura minore e solo su mandato della Confederazione. Ne consegue che in Svizzera c’è ancora spazio da dedicare alla ricerca orientata alla missione. Tuttavia, il documento non fornisce indicazioni su come debba essere sfruttato. Cooperazioni internazionali La collaborazione internazionale è un importante fattore di successo del sistema ERI. Dato che la Svizzera non è al momento associata al programma Orizzonte Europa, le attività internazionali del FNS e la creazione di nuovi strumenti rivestono un ruolo importante. Lo studio consiglia al FNS di verificare la compatibilità tra i propri strumenti e quelli dei programmi europei e di prendere in considerazione diversi scenari a seconda dello status che avrà in futuro la Svizzera nei programmi dell’UE. Infrastrutture di ricerca La promozione delle infrastrutture di ricerca è fondamentale per lo sviluppo di settori specifici. La Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca, di competenza della Confederazione (SEFRI), è uno strumento strategico nazionale che coordina insieme agli attori ERI il finanziamento e lo sviluppo di (nuove) infrastrutture di ricerca in Svizzera. Nell’ambito dell’aggiornamento della roadmap dovrà essere chiarito quale sarà il peso strategico del FNS all’interno di questo strumento. Prima di definire con precisione il ruolo specifico del FNS, la valutazione propone di analizzare l’intero processo della roadmap.

Allegato 4 Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca 2023 (parte nazionale) Disporre di infrastrutture di ricerca aperte e multidisciplinari è fondamentale per conseguire progressi scientifici in diversi settori. Come previsto dalle basi legali pertinenti (art. 41 LPRI e art. 55 O-LPRI), la Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca (Roadmap 2023) garantisce il coordinamento materiale delle infrastrutture di ricerca in funzione delle esigenze nazionali e la coerenza degli approcci di promozione della ricerca sul piano nazionale e internazionale. A livello svizzero la competenza di creare e gestire le infrastrutture necessarie spetta alle scuole universitarie e agli istituti di ricerca del settore dei PF. La Roadmap 2023 è uno strumento di pianificazione in vista del messaggio ERI 2025–2028. Il suo scopo è fornire una panoramica a) dei nuovi progetti nazionali ritenuti molto importanti a livello scientifico inclusi nei piani strategici delle scuole universitarie e degli altri istituti di ricerca (compresi quelli del settore dei PF) e b) dei nuovi progetti di infrastrutture di ricerca internazionali ai quali la Svizzera dovrebbe partecipare per promuovere il proprio settore della ricerca e favorirne lo sviluppo. Quattordici nuovi progetti di infrastrutture nazionali (10 per le università cantonali e 6 per il settore dei PF, di cui 2 in comune) sono stati ritenuti prioritari e inseriti nella Roadmap

2023 al termine di un processo in tre fasi che prevede la selezione da parte

delle scuole universitarie e del settore dei PF (fase 1), la valutazione scientifica da parte del FNS (fase 2) e una verifica della fattibilità da parte delle scuole universitarie e del settore dei PF (fase 3). I progetti selezionati saranno realizzati dalle scuole universitarie e dal settore dei PF a partire dal periodo 2025–2028. Conformemente all’articolo 47 capoverso 3 LPSU, a determinate condizioni e nei limiti dei crediti disponibili, le infrastrutture di ricerca possono beneficiare di un finanziamento straordinario per un periodo di quattro anni (per maggiori dettagli si veda il rapporto sulla Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca 2023 153). A livello internazionale cinque nuove partecipazioni della Svizzera sono state giudicate importanti per la comunità scientifica e saranno esaminate durante il periodo 2025–2028 in vista di un’eventuale adesione. Per quanto riguarda le partecipazioni svizzere alle reti di infrastrutture di ricerca coordinate a livello internazionale negli anni 2025–2028 si veda il n. 2.11.1.

153 www.sefri.admin.ch > Ricerca ed innovazione > Roadmap svizzera per le

infrastrutture di ricerca

Allegato 5 Parco svizzero dell’innovazione Informazioni di base Sei anni dopo il lancio, avvenuto nel 2016, sotto il marchio «Switzerland Innovation» si è sviluppata una rete composta da sei enti responsabili e 10 altre sedi con la partecipazione di 23 Cantoni. Due degli enti responsabili si trovano presso i politecnici federali di Zurigo e Losanna mentre gli altri hanno sede in Argovia, a Basilea, Bienne e San Gallo. In qualità di organizzazione mantello, la fondazione di diritto privato «Switzerland Innovation» è competente per il coordinamento e la qualità della rete globale, oltre che per l’immagine pubblica del marchio «Switzerland Innovation». Inoltre, si occupa delle procedure che riguardano l’adesione di nuove sedi e le fideiussioni federali e organizza periodicamente la valutazione della rete in base ai criteri stabiliti dalla Conferenza dei direttori cantonali dell’economia pubblica (CDEP). Basi legali Con la revisione totale della LPRI 154, avvenuta nel 2012, le Camere federali hanno creato le basi legali per consentire alla Confederazione di sostenere il parco dell’innovazione (SIP). Le modalità di questo sostegno sono menzionate nell’articolo 33 LPRI e specificate nel messaggio concernente l’impostazione e il sostegno del parco svizzero dell’innovazione 155 nonché nel messaggio concernente la promozione della piazza economica 2020–

2023 156. I compiti della fondazione sono disciplinati nel Contratto di diritto

pubblico del 21 dicembre 2016 157 tra il Consiglio federale e la fondazione «Switzerland Innovation» concernente il parco dell’innovazione. La concessione di fideiussioni è regolamentata dal Contratto aggiuntivo del 5 aprile 2017 tra il Consiglio federale e Switzerland Innovation. Stato attuale Da quando nel 2021 sono entrate a far parte della rete l’ente responsabile di San Gallo e le sedi del Ticino e della Svizzera centrale il SIP è presente in quasi tutte le regioni del Paese. Pertanto, sebbene possano ancora aggiungersi nuove sedi, la fase di avvio e di espansione può considerarsi conclusa. Il SIP è diventato una colonna portante del sistema svizzero dell’innovazione e fornisce un contributo essenziale all’attrattività della Svizzera in quanto polo economico e degli investimenti. Dal 2016 i Cantoni e gli investitori privati hanno investito circa 38 milioni di franchi nello sviluppo e nella gestione della fondazione e degli enti responsabili. In particolare, alla fine del 2021 i Cantoni e gli investitori privati

154 RS 420.1; art. 32–34.

155 FF 2015 2455 156 FF 2019 2035 157 FF 2021 705

avevano approvato o stanziato circa 500 milioni di franchi per i progetti di potenziamento, mentre nell’ambito dei partenariati per l’innovazione le imprese investono attualmente 600 000 franchi all’anno nei progetti realizzati presso le sedi del parco. Da parte sua, la Confederazione sostiene il SIP con 1,3 milioni di franchi all’anno mediante la promozione della piazza economica e i sussidi alle spese d’esercizio della fondazione «Switzerland Innovation». Finora presso le sedi del parco dell’innovazione si sono stabilite oltre

300 aziende, di cui circa 100 provenienti dall’estero. Ciò ha permesso di

creare circa 2700 nuovi posti di lavoro. Dal punto di vista tematico il SIP copre un ampio spettro: le attività dei sei enti responsabili e delle 10 sedi spaziano dalle scienze della vita all’energia, passando per l’industria 4.0, le enabling technologies e le scienze dei materiali fino alla mobilità sostenibile e alla digitalizzazione. Grazie allo sviluppo di tecnologie e soluzioni innovative il SIP contribuisce al superamento delle grandi sfide globali e in particolare al raggiungimento degli obiettivi legati alla trasformazione digitale e alla sostenibilità (cfr. n. 1.3.3 sul tema della digitalizzazione). Valutazioni e raggiungimento degli obiettivi Nel 2022 il Controllo federale delle finanze (CDF) ha effettuato una valutazione del SIP prendendo come esempio tre delle sue sedi 158. Per quanto riguarda l’attuazione e il raggiungimento degli obiettivi il parco ha ottenuto un voto complessivamente buono. Il CDF segnala però alcuni rischi potenziali che devono essere tenuti in considerazione. Ad esempio, l’obiettivo del completo autofinanziamento rimane una sfida e ci sono margini di miglioramento per quanto riguarda la commercializzazione. Gli attori interessati affronteranno queste sfide nel quadro dell’ulteriore sviluppo del parco svizzero dell’innovazione. Il CDF ha formulato una serie di raccomandazioni per la SEFRI. In particolare, raccomanda di verificare insieme alla fondazione «Switzerland Innovation» come risolvere il conflitto di obiettivi tra la necessità di garantire un esercizio delle sedi il più possibile autonomo sotto il profilo economico e la necessità di attirare rapidamente gli attori favorevoli all’innovazione offrendo loro spazi adeguati al fine di insediarsi nel parco. Inoltre, il CDF consiglia di definire meglio il ruolo della Confederazione nella gestione del SIP. Attualmente le raccomandazioni del CDF sono in fase di attuazione (in collaborazione con la fondazione «Switzerland Innovation» e con gli enti responsabili delle sedi) e sono in corso gli approfondimenti del caso. Per quanto riguarda il SIP, la Confederazione continuerà a svolgere un ruolo

158 www.efk.admin.ch > Pubblicazioni > Formazione e ricerca > «Fattori critici di successo per le sedi selezionate del parco svizzero dell’innovazione» (rapporto disponibile in tedesco con riassunto in francese e in italiano)

sussidiario. Ad ogni modo le misure relative al parco verranno ottimizzate, in particolare migliorando il coordinamento con le attività dei vari attori che si occupano di promozione e acquisizione in Svizzera e all’estero (cfr. n. 2.9) e rimodulando lo strumento delle fideiussioni (cfr. sezione «Fideiussioni»). Nel 2022 è stata inoltre effettuata una valutazione esterna del SIP da parte della Commissione per la garanzia della qualità (un gruppo di esperti istituito dal Comitato del Consiglio di fondazione e incaricato di valutare il SIP in base ai criteri di qualità della CDEP). Sono stati valutati tutti gli enti responsabili e tutte le sedi. Rispetto a quattro anni fa, la commissione ha constatato grandi passi avanti: in ogni sede sono state avviate nuove iniziative e sono state fornite o predisposte infrastrutture ottimali. Anche l’interazione tra mondo scientifico ed economico è stata incentivata e il SIP si è affermato come motore dell’espansione di centri di competenza per il trasferimento di sapere e tecnologie. Per quanto riguarda la maturità e il livello di sviluppo delle sedi e degli enti responsabili permangono delle differenze. Altre differenze significative concernono la governance e i modelli commerciali. Infine, il finanziamento a lungo termine con l’obiettivo di rendere il SIP autosufficiente continua a rappresentare una sfida. Nel quadro dell’ulteriore sviluppo del SIP, le considerazioni e le raccomandazioni scaturite dalla valutazione esterna, in particolare quelle sulla governance (riorganizzazione dei ruoli della fondazione e degli enti responsabili delle sedi) e sulla commercializzazione del parco a livello nazionale e internazionale, saranno analizzate dagli attori interessati. Fideiussioni Dal 2025 lo strumento della fideiussione sarà rimodulato. I criteri di valutazione per concedere le fideiussioni stabiliti nel contratto aggiuntivo vengono mantenuti, così come le procedure di verifica e quelle relative al controlling. Tuttavia, per attirare maggiormente gli aventi diritto e i finanziatori senza aumentare i rischi per la Confederazione, questo strumento sarà modificato come segue: La durata delle fideiussioni, che ammonta a 10 anni, rimane invariata ma può essere prolungata, su richiesta per un massimo di altri 5 anni. La SEFRI verifica caso per caso, decide in merito all’autorizzazione e stanzia un credito

d’impegno sufficiente per il periodo rimanente (cfr. decreto federale 9).

  • Come avvenuto finora, un avente diritto e un finanziatore devono presentare un «term sheet» vincolante che riporta il tasso d’interesse nel caso in cui il credito sia garantito da una fideiussione federale. La novità consiste nel fatto che non è più necessario presentare una garanzia per i crediti concessi senza fideiussioni federali (tasso d’interesse indicativo).
  • Inoltre, per ridurre ulteriormente il rischio a carico della Confederazione, l’importo massimo di una singola fideiussione è limitato a 8 milioni (anziché 30), mentre la quota del credito garantito dalla fideiussione federale rimane dell’80 %.

Il volume del credito d’impegno viene ridotto da 350 a 100 milioni di franchi per un periodo di dieci anni. I valori sono stati stabiliti in base alle previsioni e ai valori registrati nel periodo precedente. Per attuare le modifiche è necessario un aggiornamento del contratto aggiuntivo sul sistema di fideiussione.

Allegato 6 Panoramica delle strutture di ricerca d’importanza nazionale secondo l’articolo 15 LPRI (retrospettiva, periodo 2021–2024) Consolidamento e definizione delle priorità La definizione delle priorità nel messaggio ERI 2021–2024 in materia di sostegno ai sensi dell’articolo 15 LPRI è stata realizzata con le decisioni di sussidio del dicembre 2020. Complessivamente sono pervenute 39 domande di sussidio federale in quanto struttura di ricerca d’importanza nazionale ai sensi dell’articolo 15 LPRI. Sette nuove domande sono state respinte per motivi finanziari, formali o materiali (definizione delle priorità). Mediante il limite di spesa approvato dal Parlamento, nel periodo 2021–2024 sono state finanziate 14 infrastrutture di ricerca, dieci istituzioni di ricerca e dieci centri di competenza per la tecnologia (categoria c). Un’istituzione di ricerca ha ricevuto una decisione di phasing out (cessazione graduale del finanziamento) in vista del periodo ERI 2025–2028. I fondi sono ripartiti in tre categorie secondo i criteri seguenti:

  • 202,1 milioni di franchi per dieci centri di competenza per la tecnologia (cinque già sovvenzionati e cinque nuovi);
  • 142,9 milioni di franchi per 14 infrastrutture di ricerca (11 già sovvenzionate e tre nuove). L’iniziativa di promozione nazionale «Medicina personalizzata» (SPHN) è stata portata avanti (v. sotto);
  • 77,2 milioni di franchi per dieci istituzioni di ricerca (tutte già sovvenzionate). Nuove priorità di promozione Dopo che il Consiglio svizzero della scienza (CSS) ha esaminato le loro domande sotto il profilo della giustificazione fattuale, della richiesta di finanziamento e dell’importanza per il panorama nazionale della ricerca, nel periodo di sussidio 2021–2024 le seguenti istituzioni di ricerca hanno ricevuto per la prima volta il sussidio federale:
  • Swiss Center for Design and Health (SCDH): il SCDH è un centro di competenza per la tecnologia che mette in relazione salute e design, nel periodo 2021–2024 ha ricevuto un sussidio federale di 8 milioni di franchi, il finanziamento è limitato a un massimo di otto anni;
  • Fondazione Gosteli: la Fondazione Gosteli è un’infrastruttura di ricerca che raccoglie diverse fonti sulla storia delle donne e dei movimenti femministi in Svizzera, nel periodo 2021–2024 ha ricevuto un sussidio federale di 2,3 milioni di franchi;

- Fondazione EuroTube: lo scopo della Fondazione EuroTube (infrastruttura di ricerca) è accelerare l’avvento del trasporto intercontinentale ecologicamente sostenibile all’interno di tubi

parzialmente sottovuoto, nel periodo 2021–2024 ha ricevuto un sussidio federale di 6,1 milioni di franchi;

  • Swiss Polar Institute (SPI): questa infrastruttura di ricerca ha l’obiettivo di sostenere gli studi della comunità scientifica nella zona dell’Artico, dell’Antartico e nelle regioni a elevata altitudine, nel periodo 2021–2024 ha ricevuto un sussidio federale di 4 milioni di franchi. Inoltre, durante il periodo 2021–2024 sono state finanziate quattro domande relative alla priorità tematica advanced manufacturing (nuove tecnologie di produzione) nell’ambito dell’iniziativa AM-TTC (Advanced Manufacturing Technology Transfer Centers) 159:
  • Analytics for Advanced Manufacturing (Anaxam): Anaxam aiuta le aziende a eseguire le analisi dei materiali attraverso raggi X e di neutroni, nel periodo 2021–2024 ha ricevuto un sussidio federale di 3,2 milioni di franchi;
  • Swiss m4m Center AG (m4m): questo centro promuove lo sviluppo e l’utilizzo della stampa 3D per la produzione di protesi mediche innovative, nel periodo 2021–2024 ha ricevuto un sussidio federale di 4,4 milioni di franchi;
  • Swiss Cobotics Compentence Center (S3C): il S3C sviluppa l’impiego di robot che interagiscono fisicamente con l’uomo (cobot) nelle catene di montaggio, nel periodo 2021–2024 ha ricevuto un sussidio federale di 2,3 milioni di franchi;
  • The Swiss Photonics Integration Technology Center (Swiss PITC): questo centro elabora soluzioni per l’assemblaggio di sistemi nel settore della fotonica, nel periodo 2021–2024 ha ricevuto un sussidio federale di 2,2 milioni di franchi. Priorità di ricerca nell’ambito dell’iniziativa nazionale «Medicina personalizzata» (SPHN) L’iniziativa SPHN, lanciata durante il periodo di sussidio 2017–2020, puntava a creare entro la fine del 2024 un’infrastruttura di dati nazionale per i dati clinici e i dati correlati a scopi di ricerca. In questa prospettiva sono stati forniti importanti contributi dall’Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM), incaricata di attuare l’iniziativa, e dalle due infrastrutture di ricerca gestite dall’Istituto svizzero di bioinformatica (SIB) ovvero il Centro nazionale di coordinamento dei dati (DCC) e BioMedIT (contributi federali 2021–2024 per il SIB: 37,3 mio. fr. di cui 7 mio. per il DCC, 18,6 mio. per BioMedIT e 11,7 mio. per le misure di promozione, a cui si aggiungono

29,6 mio. a favore dell’ASSM). Il consolidamento del DCC e delle infrastrutture di dati è previsto entro la fine del periodo ERI 2025–2028 (cfr. n. 2.7.2).

159 Cfr. Messaggio ERI 2021–2024, FF 2020 3295.

Riorganizzazione del SIB Sono state effettuate diverse valutazioni in merito alla riorganizzazione del SIB, decisa nel quadro del Messaggio ERI 2021–2024, e sono state esaminate in maniera approfondita diverse opzioni. L’eventuale riorganizzazione presuppone che l’offerta del SIB possa essere organizzata in maniera più efficace ed efficiente. La prima opzione prevede il mantenimento dello status quo, associato alla ridefinizione e all’ottimizzazione dei compiti dell’istituto. La seconda opzione prevede invece che il SIB venga integrato nel settore dei PF. Dall’analisi di questa seconda opzione è emerso che, in primo luogo, l’integrazione dovrebbe avvenire all’interno di una struttura già esistente, senza creare un nuovo istituto di ricerca nel settore dei PF e, in secondo luogo, che sarà necessario sfruttare al massimo il know how già presente nel settore dei PF. Poiché non è stato possibile concludere le discussioni sull’eventuale riorganizzazione del SIB entro i tempi previsti, per il periodo 2025–2028 l’istituto presenterà una domanda in base alla sua struttura attuale e seguirà la procedura ordinaria. La decisione in merito alla riorganizzazione dovrà essere presa in base ai risultati di ulteriori accertamenti durante il periodo ERI 2025–

2028 in vista dell’attuazione nel periodo successivo (2029–2032), anche alla

luce della Strategia nazionale sui dati di ricerca (cfr. n. 1.3.3 sul tema della digitalizzazione). Rinunce e proroghe Gli obiettivi prioritari hanno comportato la cessazione del sostegno alla Fondation Jean Monnet pour l’Europe (FJME) a partire dal 2025 (cfr. Messaggio ERI 2021–2024). I due istituti di ricerca SVRI e IOR hanno ottenuto una proroga del finanziamento fino al 2022 secondo l’articolo 15 LPRI nonostante alla fine del periodo 2017–2020 fosse prevista la decisione di phasing out. Nel caso dell’IOR la proroga di due anni intende consentire all’istituto di esaminare la propria riorganizzazione con l’IRB. Per quanto riguarda lo SVRI, con la proroga fino al 2022 si voleva permettere all’istituto di presentare un nuovo assetto istituzionale basato su una convenzione con le scuole universitarie interessate. Malgrado ciò, non è stato possibile trovare una soluzione valida. Nel contesto della pandemia di COVID-19, alla luce del potenziale di ricerca dello SVRI per la strategia vaccinale è stata accordata un’ulteriore proroga di due anni fino alla fine del periodo ERI 2021–2024. Analisi nell’ambito del Messaggio ERI 2021–2024 e dei postulati 20.3927 e 20.3462 L’analisi dei sussidi federali e delle basi legali pertinenti (LPSU e LPRI) è giunta alla conclusione che non è prevista alcuna modifica legislativa per quanto riguarda il sostegno alle strutture di ricerca d’importanza nazionale della categoria b (istituzioni di ricerca).

Nanotecnologie Le nanotecnologie sono importanti per la società, l’ambiente e l’economia, come testimonia la presenza di numerosi nanomateriali naturali o sintetici all’interno di moltissimi prodotti (medicamenti, generi alimentari, materiali da costruzione, cosmetici, ecc.). Ciò comporta l’obbligo legale per i fabbricanti di caratterizzare (analizzare) i nanomateriali. In quest’ottica la SEFRI ha sostenuto in via transitoria (dal 2022 al 2024) la «Swiss NanoAnalytics Platform» dell’Istituto Adolphe Merkle dell’Università di Friburgo. Valutazioni In vista del nuovo periodo ERI 2025–2028, tra il 2021 e il 2024 sono stati valutati un centro di competenza per la tecnologia (CSEM) e un’infrastruttura di ricerca (SCTO). Nel caso del CSEM l’obiettivo era analizzare l’impatto dei suoi programmi di ricerca sull’innovazione e sull’ecosistema svizzero nonché l’importanza della sua rete regionale e il coordinamento con i programmi di promozione della ricerca già avviati 160. La valutazione del CSEM, condotta tra il 2021 e il 2022, ha evidenziato che il centro dispone di un orientamento strategico che gli garantisce un buon posizionamento nel sistema universitario svizzero. Fornisce infatti prestazioni di alta qualità e apporta benefici alle aziende industriali. Funge inoltre da anello di congiunzione tra la ricerca fondamentale, la ricerca applicata e l’implementazione sul mercato, svolgendo così un ruolo importante all’interno dell’ecosistema svizzero dell’innovazione. Lo sviluppo decentralizzato delle sedi regionali viene valutato positivamente nell’ottica del trasferimento di sapere e tecnologie (TST). Dalla valutazione è emerso che i campi in cui ci sono margini di miglioramento per il CSEM sono la comunicazione dei temi di ricerca e la notorietà nella Svizzera tedesca ma soprattutto presso le piccole e medie imprese. Inoltre, potrebbe essere potenziata la creazione di start-up e spin-off. Per quanto riguarda la SCTO sono stati valutati il ruolo e l’importanza dei servizi forniti dalle Clinical Trial Units (CTU) ai ricercatori clinici e le modalità con cui le piattaforme tematiche della SCTO rafforzano la ricerca clinica. In generale la valutazione riconosce alle CTU e alle piattaforme delle buone prestazioni, così come un ruolo importante nel sostenere i ricercatori che effettuano studi clinici. La SCTO ha preso atto delle proposte di

miglioramento formulate nella valutazione e le ha esaminate con provvedimenti appropriati. Per maggiori dettagli è possibile consultare il rapporto di valutazione 161.

160 www.sefri.admin.ch > In primo piano > Pubblicazioni e servizi > Pubblicazioni > Banca dati pubblicazioni > Valutazione del «Centre suisse d’électronique et de microtechnique» (CSEM)

161 www.scto.ch > news > 21 ottobre 2022 > Bericht zur Evaluation des CTU-

Netzwerkes und der Plattformen der Swiss Clinical Trial Organisation (SCTO)

Allegato 7 Ricerca del settore pubblico Settori politici della ricerca del settore pubblico La ricerca del settore pubblico è suddivisa in settori politici dal nostro Collegio nell’interesse del coordinamento e della collaborazione tra gli uffici federali interessati. Per ognuno di questi settori politici viene elaborato sotto la guida dell’ufficio federale competente e in collaborazione con esperti esterni un piano di ricerca quadriennale in base ai principi del Comitato interdipartimentale di coordinamento della ricerca del settore pubblico. I piani di ricerca forniscono una panoramica sui settori politici e sulle priorità di ricerca del nuovo periodo ERI nonché sulla pianificazione dei finanziamenti. Qui di seguito presentiamo una breve rassegna delle sfide e delle priorità dei settori politici nei quali sono stati elaborati piani di ricerca.

Salute (ufficio responsabile: UFSP) Retrospettiva 2021–2024 La ricerca del settore pubblico in ambito sanitario tratta questioni connesse alla protezione della salute pubblica, alla prevenzione, alla promozione della salute e all’approvvigionamento sanitario. Si basa sulle esigenze illustrate nella strategia del Consiglio federale nel settore sanitario (Sanità2030) e sull’adempimento dei compiti dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e di altri uffici che si occupano di tematiche inerenti alla salute. Nel periodo 2021–2024 sono stati conclusi con successo molti progetti di ricerca. L’UFSP e i suoi partner si avvalgono dei risultati di questi progetti, nonché delle iniziative ancora in corso, per l’attuazione delle strategie di politica sanitaria e di altro genere. La ricerca del settore pubblico svolta dal National Centre for Climate Services (NCCS, rete nazionale della Confederazione per i servizi climatici) fornisce alla Svizzera basi importanti per la gestione del cambiamento climatico. Sotto l’egida di MeteoSvizzera, vi si impegnano gli Uffici federali UFAM, UFAG, UFSP, UFPP, USAV e UFE, nonché il Politecnico federale di Zurigo e l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL. La lotta alla pandemia di COVID-19 è stata una sfida particolare, alla quale hanno fornito un contributo importante sia la ricerca del settore pubblico, sia i programmi nazionali di ricerca (PNR 78, PNR 80) sia l’Istituto di virologia e immunologia (IVI). Inoltre sono stati conclusi con successo i seguenti PNR nel settore della sanità: PNR 72 «Resistenza antimicrobica» e PNR 74 «Assistenza sanitaria». Per quanto riguarda il rafforzamento della ricerca sull’assistenza e della promozione dell’innovazione, il Fondo nazionale svizzero (FNS), Innosuisse e l’UFSP partecipano al partenariato europeo «Transforming Health and Care Systems THCS» nel quadro di Horizon Europe 2021–2027.

Prospettiva 2025–2028 Le priorità stabilite dall’UFSP e dall’USAV per il periodo 2025–2028 consistono da una parte nel proseguimento di progetti di ricerca rilevanti, specialmente nei settori delle malattie trasmissibili e non trasmissibili, della sicurezza delle derrate alimentari e dell’alimentazione, delle dipendenze e della biomedicina e sulla valutazione degli effetti dell’ingegneria biomedica (health technology assessment). Per l’IVI le nuove malattie virali che colpiscono gli animali e possono essere trasmesse anche all’uomo stanno assumendo un’importanza sempre maggiore. L’approccio One Health, basato sulla comprensione della stretta correlazione tra la salute dell’essere umano, degli animali e dell’ambiente, sarà ulteriormente rafforzato. Inoltre hanno un’importanza diretta o indiretta per il settore sanitario temi trasversali come sviluppo sostenibile, digitalizzazione, uguaglianza delle opportunità e cooperazione nazionale e internazionale. Una sfida imminente è costituita dall’avvio / dalla realizzazione di uno «Studio svizzero sulla salute / coorte nazionale basata sulla popolazione», a cui si aggiungono gli sforzi per la promozione a lungo termine della ricerca e dello sviluppo nel campo dei vaccini in Svizzera. Sicurezza sociale (ufficio responsabile: UFAS) Retrospettiva 2021–2024 Basandosi su un nuovo database per i dati fiscali e sui registri dell’UST sono stati realizzati diversi progetti relativi alla situazione economica delle diverse fasce della popolazione e dei vari gruppi di assicurati in età attiva e in età di pensionamento. In questo modo è stato possibile includere nell’analisi anche il punto di vista delle economie domestiche. Ancora una volta è emerso chiaramente che sono soprattutto le economie domestiche composte da una sola persona e le famiglie monoparentali a disporre di mezzi finanziari esigui o molto esigui. Al contrario, nelle altre tipologie il rischio di cadere nella precarietà si riduce notevolmente proprio tra le persone con pensioni e redditi bassi. Anche una parte dei lavoratori indipendenti, dei migranti e dei lavoratori agricoli sono maggiormente esposti a rischi di carattere economico. Due progetti del programma di ricerca sull’assicurazione invalidità sono stati dedicati al sostegno all’alloggio a domicilio. Mentre il primo progetto ha individuato alcune possibilità di sviluppo mettendo a confronto le esperienze

compiute a livello internazionale (Belgio, Paesi Bassi, Svezia e Svizzera), il secondo progetto ha esaminato il potenziale di ottimizzazione degli strumenti di valutazione dei bisogni per il sostegno all’alloggio a domicilio. In un altro studio sono stati illustrati determinati approcci per l’aggiornamento del modello di finanziamento delle prestazioni di consulenza e di sostegno secondo l’articolo 74 della legge federale sull’assicurazione per l’invalidità (LAI).

Tra gli ulteriori temi affrontati vi sono stati gli effetti della pandemia di coronavirus sulla povertà e sulle diseguaglianze nonché la politica famigliare, in particolare il calcolo dei costi del congedo parentale, il finanziamento dei servizi di custodia di bambini istituzionale e le tariffe a carico dei genitori e i servizi alle famiglie. Inoltre, è stata condotta una valutazione sugli effetti degli aiuti finanziari per l’aumento dei sussidi cantonali e comunali. Prospettive 2025–2028 Anche nel prossimo periodo ERI le attività di ricerca e valutazione dell’UFAS si baseranno sulle priorità tematiche strategiche dell’Ufficio e sulle condizioni politiche generali. Tra queste vi sono l’impostazione e l’aggiornamento della previdenza per la vecchiaia, ambito nel quale è previsto il graduale avvio di un programma di ricerca sul tema dell’invecchiamento. Inoltre, nel quadro del programma di ricerca sull’assicurazione per l’invalidità sarà effettuata una valutazione della riforma «Ulteriore sviluppo dell’AI», entrata in vigore il 1 gennaio 2022. In particolare, saranno analizzati gli adeguamenti dei provvedimenti d’integrazione dell’AI relativi al reinserimento professionale dei giovani e delle persone con disturbi psichici. Altre priorità tematiche strategiche concernono la politica famigliare in senso lato, ad esempio un maggiore coinvolgimento di bambini e giovani, nonché il potenziamento della lotta alla povertà grazie a un monitoraggio sistematico e alla protezione sociale dei rapporti di lavoro precari. Ambiente (ufficio responsabile: UFAM) Retrospettiva 2021–2024 La ricerca ambientale è alla base di una politica dell’ambiente e delle risorse efficace ed efficiente e contribuisce a individuare tempestivamente nuovi problemi ambientali e a valutare rischi e opportunità delle nuove tecnologie. Sono state elaborate le seguenti priorità: 1) interventi per la conservazione di un ambiente intatto, 2) protezione contro le immissioni nocive, 3) protezione e utilizzo sostenibile delle risorse e degli ecosistemi, 4) gestione dei cambiamenti climatici e prevenzione dei rischi. Mediante 18 settori di ricerca vengono coperti tutti gli ambiti d’intervento dell’UFAM in cui sono necessari risultati di ricerca. Importanti progetti hanno riguardato ad esempio l’elaborazione di nuovi scenari idrologici, indispensabili per determinare gli effetti dei cambiamenti

climatici sulla gestione delle acque e individuare le giuste contromisure. Inoltre, sono state analizzate la composizione e la provenienza delle polveri sottili al fine di migliorare la qualità dell’aria e ridurre in maniera più incisiva le emissioni dovute alla circolazione stradale. Durante questo periodo ERI è stata dedicata un’attenzione particolare ai temi trasversali come le tecnologie a emissioni negative (per cercare di raggiungere gli obiettivi climatici) e il problema delle microplastiche.

Prospettive 2025–2028 Le quattro priorità «interventi atti a conservare un ambiente intatto», «protezione contro le immissioni nocive», «sfruttamento sostenibile delle risorse e degli ecosistemi» e «gestione dei cambiamenti climatici e prevenzione dei pericoli» saranno portate avanti anche nel periodo ERI 2025–

2028. All’interno delle priorità i settori di ricerca elencati qui di seguito

coprono tutti gli ambiti d’intervento dell’UFAM in cui sono necessari risultati di ricerca: economia ambientale ed efficienza delle risorse, monitoraggio ambientale, educazione e comunicazione ambientale, diritto ambientale, politica ambientale mondiale, lotta contro l’inquinamento fonico e tutela della quiete, protezione dalle radiazioni non ionizzanti, siti contaminati, aria, suolo, acqua, biodiversità, paesaggio, foresta e legno, gestione dei rifiuti e delle materie prime, prodotti chimici, biosicurezza, riduzione e gestione dei cambiamenti climatici, gestione dei rischi naturali e dei rischi tecnici. L’importanza di un’analisi sistemica per garantire la realizzazione dei risultati ottenuti è ormai ampiamente riconosciuta. Ciò richiede la trattazione di questioni e argomenti più vasti, che devono essere descritti mediante temi trasversali ben definiti ed esaminati all’interno dei singoli settori di ricerca. Ad esempio, nell’ambito dell’ambiente e della salute, il programma di ricerca sugli effetti delle radiazioni non ionizzanti dovrebbe fornire risultati significativi. Filiera agroalimentare (competenza: UFAG) In virtù dell’articolo 7 capoverso 3 dell’ordinanza del 14 giugno 1999 sull’organizzazione del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (Org-DEFR; RS 172.216.1) e degli articoli 113 e

114 della legge federale del 29 aprile 1998 sull’agricoltura (LAgr; RS 910.1),

la Confederazione sostiene mediante l’elaborazione e la trasmissione di conoscenze gli sforzi dell’agricoltura volti a produrre in modo razionale ed ecologicamente sostenibile. Gestisce a questo scopo l’istituto di ricerca agronomica Agroscope, che è subordinato all’UFAG. La collaborazione con Agroscope è importante anche per altri uffici federali che nella loro sfera di competenza presentano punti in comune con i contenuti e le ripercussioni delle attività agricole, come ad esempio l’USAV (compreso l’IVI). Retrospettiva 2021–2024 I tre campi di ricerca pluritematici di particolare rilevanza per la filiera agroalimentare sono stati i seguenti: 1) ricerca per la competitività della produzione e dei prodotti; 2. ricerca per un impiego sostenibile e per la protezione delle risorse di produzione; 3. ricerca per una produzione, prodotti e prestazioni di elevata qualità e trasparenza. Inoltre, nel settore della salute animale, l’USAV e l’IVI hanno realizzato progetti per la prevenzione delle malattie infettive e per la lotta contro le resistenze agli antibiotici, oltre a progetti per garantire il benessere degli animali da reddito, da compagnia e da laboratorio.

Sulla scorta del Piano direttore della ricerca per l’agricoltura e la filiera alimentare 2021–2024, Agroscope ha definito come base per il Programma d’attività 2022–2025 15 campi di ricerca strategici che si orientano alle sfide centrali della filiera agroalimentare con 6 priorità: 1) l’agricoltura dinanzi ai cambiamenti climatici; 2) protezione delle risorse naturali; 3) sistemi di produzione agroecologici; 4) detenzione degli animali da reddito redditizia e adeguata; 5) alimentazione sostenibile e sana; 6) produzione competitiva di derrate alimentari. Con l’attuazione della nuova strategia di ubicazione, Agroscope ha realizzato delle stazioni sperimentali decentrate, che avvicinano la ricerca ai fruitori di prestazioni, rispondendo a quesiti di ricerca orientati alla pratica di interesse nazionale nel rispettivo contesto regionale e climatico. I risultati e le conoscenze ottenuti dalle attività di Agroscope sono stati resi accessibili ai gruppi d’interesse e all’opinione pubblica mediante diversi canali di comunicazione. Prospettive 2025–2028 Nel quadro dell’elaborazione del Piano direttore della ricerca per l’agricoltura e la filiera alimentare 2025–2028, insieme a esperti del Consiglio Agroscope, della ricerca e dell’Amministrazione nonché a rappresentanti di ulteriori gruppi d’interesse vengono individuati ambiti tematici rilevanti per i quali, in aggiunta alle sfide attuali, in futuro sarà necessario intensificare le attività di ricerca. Nel Programma d’attività 2026–2029 Agroscope terrà conto delle sfide economiche e ambientali della filiera agroalimentare, dei conflitti di obiettivi ad esse associati e dei nuovi ambiti tematici individuati e contribuirà ad affrontarli grazie a una ricerca applicata sistemica, all’elaborazione di conoscenze nonché alla messa in campo di soluzioni direttamente realizzabili nella pratica così come di conoscenze operative favorevoli all’innovazione. Agroscope condivide know how su temi di ricerca specifici legati alle sfide che riguardano i siti agricoli o il progresso tecnologico. Dal punto di vista contenutistico, Agroscope si dedicherà alle tematiche seguenti: 1) sviluppo di sistemi di produzione agricoli efficienti sotto il profilo delle risorse e rispettosi dell’ambiente, incentrati sulla protezione dei vegetali, sulla conservazione della fertilità del suolo e sulla riduzione delle emissioni di gas serra; 2)

miglioramento della competitività sui mercati in Svizzera e all’estero; 3) promozione della produzione di derrate alimentari sicure e di qualità, nonché valorizzazione di tali derrate; 4) utilizzo della digitalizzazione come leva per promuovere una filiera agroalimentare sostenibile in linea con le esigenze della società in continuo mutamento. Sulla base delle sue priorità di ricerca, l’USAV si occuperà, tra gli altri, dei temi seguenti: nel campo della salute animale, ad esempio, di sistemi innovativi per prevenire le malattie infettive o dell’utilizzo di banche dati nel contesto della piattaforma interdisciplinare «One Health». Per quanto riguarda invece la protezione degli animali, assumeranno un ruolo importante gli sviluppi sociali nell’ambito del rapporto uomo-animale (condizioni di detenzione di animali da reddito, da compagnia e selvatici, uccisione di

animali, aspetti rilevanti per la protezione degli animali nell’allevamento). Le priorità dell’IVI rimangono la ricerca fondamentale e lo sviluppo di strategie preventive, come i vaccini contro le epizoozie altamente contagiose e le principali epizoozie virali. Inoltre, l’attenzione si concentra sempre di più sui nuovi agenti patogeni virali che possono trasmettersi dall’animale all’uomo.

Energia (ufficio responsabile: UFE) L’UFE contribuisce sia all’attuazione degli obiettivi stabiliti nel Piano direttivo della ricerca energetica della Confederazione elaborati dalla Commissione federale per la ricerca energetica (CORE), sia al coordinamento della ricerca energetica svizzera nel suo insieme. L’ufficio garantisce la partecipazione dei ricercatori svizzeri ai programmi di ricerca dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) e sostiene la loro partecipazione ai programmi di ricerca ERA-NET e ad altri accordi di ricerca bilaterali e multilaterali. Retrospettiva 2021–2024 L’UFE ha svolto un ruolo di coordinamento attivo a livello nazionale e internazionale. Nel contesto dell’AIE, ha esteso le sue attività, ad esempio partecipando a un altro programma di ricerca dell’agenzia dedicato alla parità di trattamento in ambito energetico, assumendo ulteriori funzioni direttive all’interno di diversi enti e organizzando incontri sul trasferimento del sapere in Svizzera e tra i ricercatori. Nei diversi programmi di ricerca sono stati pubblicati bandi finalizzati all’elaborazione di soluzioni per il raggiungimento degli obiettivi energetici della Confederazione, mentre sono stati promossi in via sussidiaria progetti conformi ai criteri dei piani direttivi per la ricerca energetica della Confederazione e dell’UFE. Un altro strumento rivelatosi importante per illustrare in maniera trasversale l’intera catena del valore aggiunto dell’innovazione, dai livelli di maturità tecnologica (Technology Readiness Level – TRL) più bassi a quelli più alti, è stato il programma pilota e di dimostrazione (programma P+D), che contribuisce anche al raggiungimento degli obiettivi della Strategia energetica 2050. Il programma di promozione SWEET (SWiss Energy research for Energy Transition) è entrato nel vivo e ha permesso di lanciare numerosi bandi di concorso per progetti consorziali a sostegno della Strategia energetica 2050. Per quanto riguarda i temi proposti dalla CORE – tra cui integrazione delle energie rinnovabili, infrastrutture critiche e Living & Working, co-evoluzione della società e sistema energetico nonché combustibili e carburanti sostenibili – se ne stanno occupando consorzi di ricerca che fanno capo ai partner universitari e attuatori. Prospettive 2025–2028 La ricerca energetica dell’UFE continuerà a svolgere il proprio ruolo di

coordinamento nella ricerca energetica svizzera grazie alla promozione sussidiaria della ricerca, al rafforzamento del programma pilota e di

dimostrazione e alla prosecuzione fino al 2032 della seconda parte del programma SWEET, già prevista nella sua pianificazione e che sarà autorizzata dal Consiglio federale. Le due parti permetteranno di svolgere sette bandi di gara SWEET fino al 2025 compreso. In vista della Strategia energetica 2050, sarà necessario avviare un nuovo programma basato su SWEET che consentirà di organizzare otto bandi di gara riguardanti vari temi, tra cui la sicurezza dell’approvvigionamento in un sistema energetico con bilancio netto pari a zero. Per raggiungere questo scopo, l’UFE e l’UFAM hanno in programma di chiedere, in un messaggio speciale, un credito d’impegno di 151,1 milioni di franchi dal 2025 al 2036. Tra i compiti della ricerca energetica dell’UFE vi sono anche il proseguimento dell’attività di coordinamento internazionale in materia di ricerca energetica nonché la verifica regolare delle priorità di ricerca in collaborazione con la CORE. Queste ultime sono incluse nel Piano direttivo della ricerca energetica della Confederazione 2025–2028. Nei settori «Energia, società e misure politiche», «Abitare e lavorare», «Mobilità», «Sistemi energetici» e «Processi industriali» saranno portate avanti le attività di ricerca volte a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento e a realizzare gli obiettivi energetici e climatici della Confederazione. La ricerca interdisciplinare, le analisi sistemiche e il trasferimento di sapere e tecnologie saranno impiegati per fornire, stoccare, utilizzare ed efficientare l’energia, rendendola nel contempo più pulita e riducendo le emissioni. In questo periodo sarà posto un accento particolare sulla valorizzazione dei risultati della ricerca mediante il trasferimento di sapere. Anche il programma di ricerca SWEET fornirà un contributo fondamentale, tanto più che si focalizza sulla ricerca applicata negli ambiti tematici pertinenti e sulla realizzazione pratica dei risultati. Un’ulteriore priorità sarà costituita dalle Negative Emissions Technologies (tecnologie a emissioni negative, NET). Con le sue «Prospettive energetiche 2050» l’UFE ha modellato il sistema energetico svizzero. Nonostante l’incentivazione delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, le emissioni difficilmente evitabili, in particolare quelle industriali e agricole, continueranno a produrre i loro effetti. Affinché la Svizzera possa raggiungere

gli obiettivi climatici ed energetici è necessario che il CO2 venga catturato e stoccato in maniera sostenibile. Sviluppo sostenibile del territorio e mobilità (ufficio responsabile: ARE) Retrospettiva 2021–2024 La ricerca del settore pubblico nello sviluppo del territorio si basa soprattutto sul principio costituzionale dell’appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e di un ordinato insediamento del territorio, sul coordinamento dei trasporti nonché sui principi costituzionali relativi allo sviluppo sostenibile. Sono stati avviati lavori nei seguenti ambiti tematici:

  • Mobilità sostenibile: sviluppo del settore del traffico, ad esempio nell’ambito della modellizzazione del traffico o della promozione di comportamenti sostenibili nel traffico del tempo libero.
  • Armonizzazione dei trasporti e degli insediamenti: basi per lo sviluppo del Programma Traffico d’agglomerato e delle piattaforme dei trasporti, creazione di un tool per eseguire una valutazione quantitativa e lungimirante dell’efficacia dei programmi infrastrutturali della Confederazione in materia di sviluppo del territorio.
  • Sviluppo sostenibile del territorio: elaborazione di nuovi metodi e approcci per soluzioni innovative in settori quali la digitalizzazione a disposizione del servizio universale; insediamenti che promuovono percorsi brevi, movimento e incontri; strategie di sviluppo integrali, cambiamenti demografici; stili di vita e modalità abitative di domani, potenziale della qualità del paesaggio. Prospettive 2025–2028 Rispetto al periodo ERI 2021–2024 il mandato politico nell’ambito dei compiti dell’ufficio non subisce cambiamenti sostanziali. Le priorità di ricerca verranno stabilite durante l’elaborazione del piano di ricerca 2025–2028. L’incessante crescita della popolazione, soprattutto nei grandi agglomerati urbani e il parallelo aumento delle superfici impermeabilizzate renderanno necessario un aggiornamento della gestione delle superfici e della politica degli agglomerati. L’ottimizzazione e lo sviluppo del sistema globale dei trasporti in un’ottica di lungo periodo e in armonia con l’ambiente e il territorio rimangono obiettivi prioritari. Inoltre, dovranno essere affrontate le questioni di ricerca specifiche che riguardano le aree rurali e le regioni di montagna (approvvigionamento, abitazioni secondarie, ecc.). Per affrontare le sfide legate alla sicurezza dell’approvvigionamento e riuscire a incentivare l’impiego delle energie rinnovabili è necessario ponderare attentamente gli interessi di chi vuole tutelare il paesaggio con quelli di chi vuole potenziare le fonti energetiche rinnovabili. Anche l’impatto tangibile dei cambiamenti climatici sulla natura e sugli insediamenti richiede l’adozione di basi concettuali e l’acquisizione di conoscenze più approfondite sulla gestione delle situazioni di crisi. Nel campo dello sviluppo sostenibile occorrerà elaborare nuove basi concettuali, in particolare per quanto riguarda strumenti

e processi legati alla realizzazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Sviluppo e cooperazione (unità responsabile: DSC) La ricerca viene finanziata mediante i crediti quadro per la cooperazione internazionale. I fondi impiegati sono accreditati alla cooperazione pubblica allo sviluppo. Retrospettiva 2021–2024 Nell’ambito del suo mandato, la DSC sostiene la ricerca e l’innovazione in campo scientifico in quanto elementi fondamentali per garantire lo sviluppo

sostenibile e la lotta alla povertà. La ricerca finanziata dalla DSC si basa sugli obiettivi della Strategia di cooperazione internazionale 2021–2024 della Svizzera e si concentra su alcuni temi prioritari specifici, come sicurezza alimentare e nutrizione, salute, istruzione e occupazione, cambiamenti climatici, ambiente e prevenzione delle catastrofi, governance, prevenzione dei conflitti e promozione dei diritti umani, migrazioni, risorse idriche. In questo modo contribuisce a ridurre la povertà e i rischi globali, a incentivare lo sviluppo sostenibile a livello mondiale e ad aiutare i Paesi in via di sviluppo nell’attuazione dell’Agenda 2030. La DSC investe ogni anno circa 50 milioni di franchi in numerosi programmi e progetti di ricerca in oltre 50 Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America latina. Un esempio di strumento di promozione innovativo nel contesto della ricerca Nord-Sud è il Swiss Programme for Research on Global Issues for Development, noto come programma r4d, cofinanziato dalla DSC e dal FNS e che si concluderà nel 2023. In questo periodo di sussidio i risultati del programma saranno sintetizzati e divulgati. Inoltre, la DSC ha elaborato nuovi approcci di promozione con lo scopo di avvicinare la ricerca al mondo della pratica e riuscire a replicare e diffondere su vasta scala il know how acquisito. Ne è un esempio il Solution- Oriented Research for Development Programme (programma SOR4D), gestito dalla DSC e dal FNS, che coinvolge fin dall’inizio diversi attori del settore umanitario (ONG, fondazioni, ministeri e partner del settore privato) nei partenariati della ricerca Nord-Sud, assegnando loro il ruolo di partner a pieno titolo. Prospettive 2025–2028 In tutti i settori della cooperazione internazionale la ricerca inter e transdisciplinare nonché le innovazioni tecnologiche e sociali continueranno a svolgere una funzione significativa. Lo sviluppo, ma soprattutto la diffusione e lo sfruttamento di nuovo sapere e di approcci innovativi, hanno un ruolo sempre più importante nel realizzare gli OSS. Per farlo, sarà necessario intensificare la collaborazione tra Stati, settori, discipline e culture. Pertanto, nel quadro della cooperazione internazionale della Svizzera, continueranno ad essere prioritarie la promozione della ricerca applicata interdisciplinare orientata alle soluzioni nonché l’evoluzione tecnologica e

l’innovazione incentrate sui problemi dello sviluppo. La DSC applica una grande varietà di approcci differenti con lo scopo di avvicinare la ricerca al mondo della pratica e riuscire a replicare e diffondere su vasta scala il know how acquisito. Grazie alla pluriennale collaborazione con istituzioni di ricerca in Svizzera, Africa, Asia e America Latina e grazie agli investimenti in programmi di ricerca mondiali, il nostro Paese ha accesso alle reti internazionali e alle conoscenze scientifiche in alcuni ambiti tematici rilevanti per il settore dello sviluppo.

Politica di sicurezza e di pace (unità responsabili: DDPS: armasuisse, S+T; UFPP; DFAE: DPDU/DSI) Retrospettiva 2021–2024 armasuisse S+T: nell’ambito del piano di ricerca 2021–2024 i temi prioritari «vigilanza tecnologica», «tecnologia al servizio delle capacità operative», «integrazione tecnologica per simulatori» e «innovazione e temi trasversali» sono stati costantemente approfonditi e le conoscenze acquisite messe a disposizione sotto forma di consulenze specialistiche. L’obiettivo era fornire ai servizi competenti dell’esercito e ai servizi appaltanti un sostegno professionale, dalla pianificazione allo smaltimento dell’equipaggiamento dell’esercito dal punto di vista tecnico-scientifico. Grazie all’istituzione del Centro svizzero dei droni e della robotica l’esercito svizzero e altre autorità hanno potuto ricevere il sostegno necessario per gestire la robotica nel settore della sicurezza. Anche lo sviluppo del Cyber-Defence Campus è stato sostenuto, con l’obiettivo di individuare i rischi emergenti e contrastare efficacemente mediante soluzioni innovative le minacce provenienti dal cyberspazio. Inoltre, data la sua crescente rilevanza a livello militare e spaziale, è stato lanciato un nuovo programma di ricerca che punta a stare al passo con i rapidissimi sviluppi tecnologici del cyberspazio e a potenziare le competenze. Grazie al coordinamento, ormai consolidato, con le truppe e la pianificazione dell’esercito è stato possibile orientare in tempo reale i programmi di ricerca e i loro ambiti di competenze ai bisogni della difesa. Infine, sono stati creati gli spazi di innovazione del DDPS per far sì che l’esercito possa disporre più rapidamente delle tecnologie di ultima generazione. UFPP: all’interno del piano di ricerca 2021–2024 sono state elaborate le basi per proseguire lo sviluppo del sistema integrato della protezione della popolazione e per la protezione civile. L’analisi nazionale «Catastrofi e situazioni d’emergenza in Svizzera» (CES), essenziale per la gestione integrata dei rischi nell’ambito della protezione della popolazione, è stata aggiornata sotto il profilo metodologico e integrata con altri dossier sui pericoli per un totale di 44. Tra il 2020 e il 2023 i risultati sono stati e saranno documentati in numerose pubblicazioni. Nell’autunno 2022 è stato avviato l’aggiornamento della CES attraverso la verifica del metodo, del catalogo dei

pericoli e dei pericoli da analizzare. Nell’analisi delle tendenze sono stati esaminati diversi aspetti tra cui l’impatto dei cambiamenti geopolitici, i sistemi senza equipaggio, le ripercussioni dei cambiamenti climatici sulla protezione della popolazione e gli effetti della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale. Ad esempio, nel quadro del progetto pilota sui cambiamenti climatici, l’UFPP ha redatto uno studio dedicato alle conseguenze dei cambiamenti climatici per la protezione della popolazione in Svizzera e ha aggiornato il metodo contenuto nella «Guida al rischio accettato». Inoltre, l’Ufficio partecipa al programma d’impatto del National Centre for Climate Services (NCCS).

L’elaborazione di strategie di protezione integrate per le infrastrutture critiche ha permesso di porre le basi per una migliore resilienza. Conformemente alla decisione del Consiglio federale sulla gestione del rischio sismico, l’UFPP ha partecipato all’elaborazione del modello svizzero del rischio sismico sviluppato dal Servizio Sismico Svizzero (SED) e ha elaborato sotto la propria responsabilità il «Manuale per la valutazione degli edifici dopo un terremoto». I lavori per l’implementazione della protezione NBC hanno riguardato la rilevazione della presenza di armi chimiche, la caratterizzazione di microrganismi altamente patogeni, lo sviluppo di strategie terapeutiche, le ricerche di criminalistica nucleare e la protezione CBRNE per le infrastrutture critiche. Nel settore delle costruzioni di protezione (rifugi per la popolazione, impianti di protezione per gli organi di condotta e le unità di protezione civile) ci si è concentrati sulle innovazioni digitali, in particolare sull’integrazione del metodo BIM (Building Information Modeling) per il risanamento degli impianti di protezione. Inoltre, sono state gettate le basi per lo scambio automatizzato dei dati (linked data) relativi alle costruzioni di protezione tra i Cantoni e la Confederazione. Le applicazioni dell’Internet delle cose possono essere utilizzate anche negli impianti di protezione, ad esempio per monitorare la temperatura e l’umidità. Grazie all’istituzione di uno standard minimo per le TIC è stato possibile aiutare i gestori dei beni culturali e fornire loro istruzioni specifiche per migliorare la propria resilienza TIC. Nel settore della pianificazione d’emergenza, la protezione dei beni culturali ha elaborato strategie, piani attuativi e prodotti concreti che agevolano i Cantoni nelle attività di pianificazione preventiva. Nell’ambito dei sistemi di comunicazione sicura è particolarmente importante guardare al futuro in un’ottica strategica. Per questo è stata effettuata una verifica e sono stati fissati nuovi ordini di priorità per armonizzare i progetti e gestirli all’interno di una strategia complessiva. Su questa base è stato possibile iniziare le attività concernenti il Sistema nazionale per lo scambio di dati sicuro (SSDS). Inoltre, i futuri canali di allarme e di informazione sono stati analizzati all’interno di diversi studi e parzialmente integrati nella

strategia multicanale e sono stati avviati i lavori per la stesura degli appositi messaggi indirizzati al Consiglio federale. DFAE DPDU / DSI: nel settore della politica di sicurezza e di pace nonché dei buoni uffici è stata dedicata un’attenzione particolare alle sfide del lavoro nelle zone di conflitto e all’individuazione di opportunità per gestire i conflitti. Sono stati quindi commissionati studi sulle dinamiche nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa e sulla presenza internazionale in Afghanistan. Un altro tema prioritario è stato quello delle opportunità offerte dalla digitalizzazione e dalle nuove tecnologie nel settore della politica di sicurezza

e di pace. Infine, alcuni progetti hanno analizzato le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla sicurezza. Prospettive 2025–2028 armasuisse S+T: il tema prioritario «individuazione precoce degli sviluppi tecnologici» verrà portato avanti nella forma attuale con lo scopo di mettere in luce l’impatto degli sviluppi tecnologici sulle capacità delle forze di sicurezza. Nel tema prioritario «tecnologia al servizio delle capacità operative» l’attenzione sarà invece puntata sulle tecnologie che promuovono lo sviluppo delle capacità nello spazio fisico come nel cyberspazio o che determinano una superiorità a livello di informazioni. Infine, con il tema prioritario «integrazione tecnologica nelle piattaforme» si vuole sottolineare l’impatto di nuove, dirompenti tecnologie sugli scenari operativi delle forze d’intervento. In questo contesto l’attenzione è puntata sulle tecnologie nel settore dell’autonomia nella robotica nonché sulle tecnologie spaziali e le alternative a queste ultime. Infine, all’interno dei «temi trasversali» le attività di ricerca si concentreranno sulle tecnologie che hanno un forte impatto sulle capacità dell’esercito e su aspetti quali l’autarchia e la produzione di energia senza l’impiego di fonti fossili. Quest’ultimo tema deve essere esaminato in collaborazione con altri uffici federali al fine di sfruttare le sinergie ed evitare sovrapposizioni di competenze. UFPP: Il piano di ricerca 2025–2028 funge da guida e opera di riferimento per la ricerca e lo sviluppo nell’ambito della protezione della popolazione. L’UFPP continuerà a perfezionare le basi per sviluppare ulteriormente il sistema integrato di protezione della popolazione e la protezione civile, anche alla luce della situazione internazionale, sempre più tesa sul piano della sicurezza. In questo contesto saranno importanti come sempre i risultati dell’analisi nazionale dei rischi. Inoltre, le misure per incentivare la resilienza nel quadro della gestione integrale dei rischi, per proteggere le infrastrutture critiche e per l’adattamento ai cambiamenti climatici, ma anche lo sfruttamento delle opportunità offerte dalla digitalizzazione, dall’impiego dell’intelligenza artificiale, dai sistemi senza equipaggio e dalla sharing economy rivestono un ruolo prioritario. Saranno attuate in particolare nel quadro dell’aggiornamento coordinato delle analisi settoriali dei rischi e della

vulnerabilità. Poiché la protezione NBC deve soddisfare aspettative e requisiti sempre più elevati in materia di rilevazioni, analisi, diagnosi, mezzi preventivi e terapeutici, decontaminazione e sistemi di protezione è indispensabile aggiornare in maniera mirata il know how mediante le attività di ricerca e sviluppo e stare al passo con le principali innovazioni tecnologiche. Ciò comprende sempre più spesso anche aspetti di carattere forense a sostegno di eventuali attribuzioni intenzionali. Un ulteriore obiettivo è quello di garantire una maggiore chiarezza per quanto riguarda la manutenzione, lo stato e la disponibilità delle costruzioni di protezione. In particolare, occorre semplificare la costruzione, la

ristrutturazione e la manutenzione degli edifici e l’assegnazione dei piani di protezione per tutti i soggetti coinvolti (Confederazione, Cantoni, Comuni, fornitori, committenti). A tal fine, occorre stabilire un metodo comune (p. es. il BIM) che funga da standard per la pianificazione e la ristrutturazione delle opere, includendo anche le banche dati pertinenti, come quelle degli impianti di protezione e dei componenti nel settore della protezione civile. Alla luce degli effetti delle nuove tecnologie belliche e delle esperienze maturate con i conflitti armati in corso (guerra in Ucraina) è necessario riesaminare e adeguare la costruzione, la funzionalità e l’impiego delle costruzioni di protezione. Nel settore della protezione dei beni culturali la ricerca si concentrerà sulla conservazione a lungo termine dei beni culturali digitali, mentre in vista della revisione dell’Inventario svizzero dei beni culturali saranno elaborati alcuni principi metodologici per consentire una gestione pertinente degli oggetti digitali contenuti nell’inventario. Entro la fine del 2027 le ubicazioni del SSDS saranno collegate e messe in funzione. I lavori concernenti il sistema nazionale di analisi integrata della situazione, la sostituzione funzionale del sistema di messaggistica Vulpus, il sistema di accesso ai dati e al sistema di comunicazione mobile sicuro a banda larga e ai futuri nuovi canali di allarme e di informazione proseguiranno con la massima priorità. DFAE DPDU / DSI: anche nei prossimi anni la ricerca del settore pubblico nel campo della politica di sicurezza e di pace si occuperà della nascita dei conflitti, della loro gestione e delle loro conseguenze. L’attenzione sarà puntata sulle ripercussioni della guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina a livello locale, regionale e internazionale. Rimangono d’attualità i conflitti nel mondo arabo e le tensioni crescenti tra le potenze mondiali nel settore tecnologico e in altri settori. I cambiamenti climatici nel contesto della politica di sicurezza, le sfide e le opportunità delle nuove tecnologie, le questioni legate alla resilienza della democrazia e dello Stato di diritto e gli sviluppi del diritto internazionale saranno ulteriori temi oggetto di ricerca. Spesso si tratta di reagire rapidamente all’evoluzione politica commissionando studi a breve termine

che si orientino specificatamente alle necessità del DFAE. Ricerca sulla formazione professionale (ufficio responsabile: SEFRI) In base al mandato sancito dalla legge (art. 4 LFPr), la Confederazione promuove la ricerca nel settore della formazione professionale. L’obiettivo del programma di promozione della ricerca in questo settore è garantire lo sviluppo di un’attività di ricerca sistematica e sostenibile e fornire informazioni utili per la gestione e lo sviluppo della formazione professionale. A tal fine la SEFRI sostiene sia i centri di competenza (leading house) sia i progetti specifici.

Retrospettiva 2021–2024 Nel periodo ERI 2021–2024 il programma di promozione della ricerca sulla formazione professionale è stato portato avanti. Un’attenzione particolare è stata riservata all’istituzionalizzazione della ricerca nelle strutture nazionali esistenti che si occupano di promuoverla (art. 2 OFPr 162). Ad esempio, è stata avviata la trasformazione della leading house dedicata alle tecnologie per la formazione professionale (DUAL-T) che ora si chiama «Digital Vocation, Education and Training (D-VET) Hub» ed è stata integrata nelle strutture del PFL. L’attività della leading house «Economics of Education, Firm Behaviour and Training Policies (ECON)» è stata conclusa ed è stato creato un nuovo istituto denominato «VPET-ECON» che si occupa di economia della formazione professionale. Infine, la leading house «Governance in Vocational and Professional Education and Training (GOVPET)» è entrata con successo nella fase di consolidamento. Infine, è stata promossa parallelamente anche la ricerca basata sui progetti individuali. Prospettive 2025–2028 Il programma di promozione della ricerca nel settore della formazione professionale deve essere nuovamente sottoposto a una valutazione complessiva per accertare se il suo sviluppo è conforme con quanto stabilito nell’articolo 2 OFPr. Per il resto, dovrà essere portato avanti con gli strumenti attualmente a disposizione. Il trasferimento del DVET Hub nelle strutture del PFL deve essere portato a termine mentre per la leading house GOVPET occorre trovare una soluzione che permetta di istituzionalizzarla a lungo termine dopo la terza fase di promozione. Infine, per quanto riguarda la leading house VPET-ECON occorre fare in modo che, anche dopo il conferimento del titolo di professore emerito all’attuale direttore, sia possibile un’istituzionalizzazione dal punto di vista organizzativo e del personale. Nell’ambito della promozione di progetti individuali, le transizioni I e II devono rimanere una categoria prioritaria. Sport e attività fisica (ufficio responsabile: UFSPO) Il piano direttore di ricerca «Sport e movimento» contribuisce in maniera fondamentale a mettere in luce il valore sociale dello sport e del suo sviluppo a livello nazionale. I risultati delle ricerche vengono presi in considerazione in fase di realizzazione e aggiornamento delle misure politiche per la

promozione dello sport e dell’attività fisica. Retrospettiva 2021–2024 Nel periodo ERI 2021–2024 è stato particolarmente presente come tema trasversale la promozione della diversità, delle ragazze e delle donne. Ad esempio, nello sport di prestazione sono stati realizzati progetti riguardanti l’insegnamento del ritmo negli allenamenti e i fattori chiave per integrare le donne nelle funzioni direttive e per avvicinare le ragazze al mondo dello sport

162 RS 412.101

favorendone la permanenza. Il know how scaturito dai progetti è ora parte integrante delle formazioni in ambito sportivo. La conclusione dello studio «Sport Svizzera 2020» e uno studio del 2022 sul comportamento sportivo della popolazione svizzera hanno fornito importanti risultati e informazioni sui cambiamenti di abitudini in termini di sport e movimento in seguito alla pandemia di COVID-19. Infine, lo studio «Sport di prestazione in Svizzera 2019» ha valutato l’efficacia delle misure di politica dello sport realizzate tra il 2011 e il 2018, evidenziando tra le altre cose il miglioramento della situazione finanziaria degli atleti. Lo studio ha messo in luce i punti forti e le lacune del nostro sistema di promozione, paragonandolo e inserendolo nel contesto di altri sistemi internazionali; su questa base sono stati individuati sei ambiti d’intervento potenzialmente ottimizzabili. Prospettive 2025–2028 Anche nel periodo ERI 2025–2028 le priorità della ricerca e della valutazione si baseranno sugli obiettivi generali relativi alla promozione dello sport e dell’attività fisica. Le priorità tematiche generali nell’ambito dello sport popolare e dello sport di prestazione saranno portate avanti. L’obiettivo è mantenere la continuità e definire una gerarchia tra le questioni attuali maggiormente importanti.

  • Promozione generale dello sport e dell’attività fisica: un tema centrale rimane l’analisi dell’accesso alle offerte di sport e movimento e la loro fruizione da parte della popolazione svizzera. Occorre poi esaminare il ruolo delle federazioni sportive in una società in continuo mutamento e portare avanti le rilevazioni sulle attività fisiche e sportive di bambini e giovani, monitorando a livello scientifico eventuali interventi su gruppi specifici.
  • Sport di prestazione: occorre analizzare approfonditamente, in collaborazione con l’associazione mantello delle federazioni sportive svizzere, i sistemi di promozione nel nostro Paese per verificare gli effetti delle decisioni prese negli ultimi anni in materia di politica dello sport. La ricerca empirica sull’efficacia e sull’efficienza di progetti e misure di promozione dello sport di prestazione a livello federale rientra fra i compiti principali della ricerca del settore pubblico in ambito politico. La salvaguardia dell’integrità fisica e psichica nello sport riveste una grande

importanza. La portata di eventuali misure in tale ambito verrà definita con l’ausilio di una ricerca di accompagnamento al progetto «Etica nello sport» in parallelo all’elaborazione del piano direttore di ricerca. Trasporti e sostenibilità (uffici responsabili: UFT, USTRA) L’Ufficio federale delle strade (USTRA) e l’Ufficio federale dei trasporti (UFT) coordinano la ricerca pubblica nel settore «Trasporti e sostenibilità», che abbraccia tutte le tematiche relative alla mobilità ferroviaria e stradale (inclusa la ciclopedonalità).

L’USTRA ha la responsabilità delle attività di ricerca in ambito stradale, come sancito dall’articolo 37 della legge federale del 22 marzo 1985 concernente l’utilizzazione dell’imposta sugli oli minerali a destinazione vincolata (RS 725.116.2) e precisato nell’ordinanza del DATEC del 23 febbraio 2012 sul promovimento della ricerca nel settore stradale (RS 427.72). All’UFT competono la ricerca pubblica e l’innovazione in materia di infrastruttura ferroviaria (RS 742.140) e Strategia energetica 2050 nei TP (RS 730.0), le innovazioni nel traffico regionale viaggiatori (RS 745.1 e RS 745.16), le innovazioni tecniche nel traffico merci (RS 742.41) e la ricerca pubblica per la riduzione del rumore ferroviario (RS 742.144). Retrospettiva 2021–2024 Ricerca nel settore stradale / USTRA: Nel periodo 2021–2024 l’USTRA ha riorganizzato le attività di ricerca, costituendo cinque gruppi di lavoro e introducendo nuovi processi. Per tutte le tematiche pertinenti a infrastruttura e circolazione stradale, inclusa la mobilità lenta, sono state individuate priorità tangibili, trasposte in progetti di ricerca concreti a cura dei gruppi di lavoro Manufatti, gallerie e geotecnica, Tracciati e ambiente, Mobilità 4.0, Rapporto uomo/macchina e Ingegneria dei trasporti. Questo modus operandi ha permesso di orientarsi alle esigenze effettive in maniera ancora più mirata e ottenere risultati spendibili con maggiore efficacia. UFT: Nel periodo ERI 2021–2024 l’UFT si è dedicato alle tematiche prioritarie stabilite e strettamente correlate all’ambito di attività dell’Ufficio. Sono stati realizzati progetti incentrati sugli argomenti chiave enunciati nei programmi Ricerca infrastruttura ferroviaria, Strategia energetica 2050 nei TP, Innovazioni nel traffico regionale viaggiatori, Innovazioni tecniche nel traffico merci e Riduzione del rumore ferroviario. È stato creato il programma d’incentivazione per le innovazioni nel traffico regionale viaggiatori e sono stati definiti i necessari processi. Prospettiva 2025–2028 Ricerca nel settore stradale / USTRA: Anche per il periodo successivo occorrerà coprire l’intera gamma di attività dell’USTRA mettendo a disposizione i risultati fondamentali della ricerca, per cui i cinque gruppi di lavoro tematici rimangono in essere. I fondi a disposizione devono essere utilizzati per indagare gli argomenti di

interesse e acquisire fondamenti scientifici che contribuiscano tra l’altro a:

  • ridurre significativamente gli effetti negativi del traffico stradale su ambiente e popolazione nonché organizzare la mobilità necessaria nel modo più ecologico possibile;
  • aumentare l’efficienza dell’intero sistema dei trasporti;
  • sfruttare adeguatamente il potenziale tecnologico (mobilità intelligente e connessa);
  • garantire l’efficienza, la disponibilità e la manutenzione dell’infrastruttura stradale nel lungo periodo;
  • mantenere elevato il livello di sicurezza stradale;
  • ridurre a un grado accettabile i rischi derivanti da eventi naturali e incidenti;
  • soddisfare le crescenti esigenze di mobilità in modo quanto più efficiente nonché compatibilmente con la sostenibilità economica nazionale. UFT: Anche per il periodo successivo l’UFT persegue l’obiettivo di garantire trasporti pubblici (TP) e traffico merci su rotaia più efficienti, ecologici e a misura dell’utenza. Si propone inoltre di contribuire a ottimizzare i costi e ad aumentare sicurezza, efficienza energetica e sostenibilità ambientale nei propri ambiti di attività. I risultati giovano al comparto dei TP e all’intera economia del Paese, incrementandone anche la produttività.

Risorse finanziarie nella ricerca del settore pubblico La tabella qui di seguito è stata allestita a scopo informativo dagli uffici federali responsabili. Le risorse necessarie non sono soggette ad alcuna decisione nel quadro del presente messaggio, bensì sono attribuite dagli uffici responsabili secondo la procedura di preventivazione annuale.

Finanze Settore politico (in mio. fr.) Fondi previsti 163 Fondi effettivi 164 Fondi previsti 165 2021–2024 2021–2024 2025–2028

1. Salute 38 42 38

2. Sicurezza sociale 4,4 5,1 5,2

3. Ambiente 56 56 66

4. Industria agroalimentare 560 614 604

5. Energia 179 176 192

Programma di promozione 52 51 70 Energia (SWEET)

6. Sviluppo sostenibile del 6,4 6,0 6,7

territorio e mobilità

7. Sviluppo e cooperazione 200 201 200

8. Politica di sicurezza e di pace 94 136 133

9. Formazione professionale 13 16 17

10. Sport e attività fisica 8 7,7 8,0

11. Trasporti e sostenibilità 48 59 83

Altri uffici federali con ricerca del 128 117 115 settore pubblico

Totale 1 387 1 486 1 538

Osservazioni relative alla tabella 2. Sicurezza sociale: l’aumento dei fondi per il periodo 2021–2024 rispetto a quelli originariamente previsti per il Messaggio ERI 2021–2024 è dovuto all’assegnazione di nuovi compiti con relativo fabbisogno di ricerca del settore pubblico (valutazioni incluse). Poiché non sono ancora disponibili i piani finanziari per le previsioni 2025– 2028, dal 2024 in poi l’importo sarà estrapolato. 3. Ambiente: sono esclusi la promozione delle tecnologie ambientali (15,4 mio. fr.) e il fondo per la ricerca forestale e del legno (1,9 mio. fr.). 4. Industria agroalimentare: oltre ai costi di ricerca lordi di Agroscope, i fondi effettivi 2021–2024 e il piano finanziario 2025–2028 contengono le spese dell’UFAG (72 o

77 mio. fr.).

5. Energia: inclusi i contributi all’IFSN, senza SvizzeraEnergia.

7. Sviluppo e cooperazione: la ricerca non viene finanziata né gestita mediante un budget specifico. L’importo di 50 milioni di franchi all’anno (fondi previsti) rappresenta un valore indicativo. La ricerca viene finanziata mediante leggi speciali sui

163 Secondo i piani finanziari 2021–2024 degli uffici federali.

164 Somma dei fondi effettivi 2021, preventivo 2022 e piano finanziario 2023/2024. 165 Somma secondo i piani finanziari 2025–2028 degli uffici federali (estrapolazione in assenza di dati da parte degli uffici federali).

crediti quadro della cooperazione internazionale. Non si tratta di fondi di ricerca bensì di un aiuto pubblico allo sviluppo.

8. Politica di sicurezza e di pace: fondi effettivi 2021–2024: armasuisse S+T

122 milioni di franchi; UFPP 7,8 milioni di franchi; DPDU 3,8 milioni di franchi; DSI

2 milioni di franchi; 2025–2028: armasuisse S+T 120 milioni di franchi; UFPP

7,2 milioni di franchi; DPDU 4 milioni di franchi; DSI 2 milioni di franchi. 10. Sport e attività fisica: comprese le spese intramuros (ca. 1,5 mio. fr. all’anno). 11. Trasporti e sostenibilità: 2021–2024 fondi effettivi: USTRA 33 milioni di franchi; UFT 26 milioni di franchi; 2025–2028: USTRA 34 milioni di franchi; UFT 49 milioni di franchi.

Disegno 1

Decreto federale Disegno sul finanziamento della formazione professionale negli anni 2025–2028

del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo 167 della Costituzione federale 1, visto l’articolo 59 capoverso 1 della legge del 13 dicembre 2002 2 sulla formazione professionale (LFPr); visto il messaggio del Consiglio federale … 3, decreta:

Art. 1 Limite di spesa contributi forfettari Per gli anni 2025–2028 è approvato un limite di spesa di 2958,1 milioni di franchi per i contributi forfettari ai Cantoni secondo l’articolo 52 capoverso 2 LFPr.

Art. 2 Limite di spesa formazione professionale superiore 1 Per gli anni 2025–2028 è approvato un limite di spesa di 680,0 milioni di franchi per: a. contributi secondo l’articolo 52 capoverso 3 lettera c LFPr per l’organizzazione degli esami federali di professione e degli esami professionali federali superiori nonché per i cicli di formazione delle scuole specializzate superiori; b. contributi secondo l’articolo 52 capoverso 3 lettera d LFPr alle persone che hanno seguito i corsi di preparazione agli esami federali di professione e agli esami professionali federali superiori.

2 L’1,5 per cento al massimo del credito a preventivo può essere utilizzato per

contributi all’esecuzione secondo l’articolo 56a LFPr.

1 RS 101 2 RS 412.10 3 FF …

Finanziamento della formazione professionale «%ASFF_YYYY_ID» negli anni 2025–2028. DF

Art. 3 Credito d’impegno promozione di progetti 1 Per gli anni 2025–2028 è stanziato un credito d’impegno di 186,5 milioni di franchi per: a. contributi secondo l’articolo 52 capoverso 3 lettera a LFPr per progetti di sviluppo della formazione professionale e di sviluppo della qualità; b. contributi secondo l’articolo 52 capoverso 3 lettera b LFPr per prestazioni speciali di interesse pubblico.

2 I singoli impegni possono essere contratti fino al 31 dicembre 2028.

Art. 4 Limite di spesa per la Scuola universitaria federale per la formazione professionale Per gli anni 2025–2028 è approvato un limite di spesa di 166,7 milioni di franchi per la copertura del fabbisogno finanziario della Scuola universitaria federale per la formazione professionale secondo l’articolo 48 capoverso 2 LFPr.

Art. 5 Previsioni sul rincaro I limiti di spesa e il credito d’impegno si fondano sull’indice nazionale dei prezzi al consumo di dicembre 202x (xxx,x punti; dicembre 20xx = 100 punti) e sulle seguenti previsioni sul rincaro: a. 2025: + x,x per cento; b. 2026: + x,x per cento; c. 2027: + x,x per cento; d. 2028: + x,x per cento.

Art. 6 Referendum Il presente decreto non sottostà a referendum.

Disegno 2

Decreto federale Disegno sul finanziamento della formazione continua negli anni 2025–2028

del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo 167 della Costituzione federale 1; visto l’articolo 17 capoverso 2 della legge federale del 20 giugno 2014 2 sulla formazione continua (LFCo); visto il messaggio del Consiglio federale del … 3, decreta:

Art. 1 Limite di spesa Per gli anni 2025–2028 è approvato un limite di spesa di 76,8 milioni di franchi per il finanziamento dei contributi alle organizzazioni della formazione continua e ai Cantoni.

Art. 2 Previsioni sul rincaro Il limite di spesa si fonda sull’indice nazionale dei prezzi al consumo di dicembre 202x (pari a xxx,x punti; dicembre 20xx = 100 punti) e sulle seguenti previsioni sul rincaro: a. 2025: + x,x per cento; b. 2026: + x,x per cento; c. 2027: + x,x per cento; d. 2028: + x,x per cento.

Art. 3 Referendum Il presente decreto non sottostà a referendum.

1 RS 101 2 RS 419.1 3 FF …

Disegno 3

Decreto federale Disegno sul finanziamento di contributi ai Cantoni per sussidi all’istruzione negli anni 2025–2028

del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo 167 della Costituzione federale 1; visto il messaggio del Consiglio federale del … 2, decreta:

Art. 1 Limite di spesa Per gli anni 2025–2028 è approvato un limite di spesa di 101,3 milioni di franchi per il finanziamento di contributi ai Cantoni per i loro sussidi all’istruzione (borse e prestiti di studio) nella formazione terziaria.

Art. 2 Previsioni sul rincaro Il limite di spesa si fonda sull’indice nazionale dei prezzi al consumo di dicembre 202x (pari a xxx,x punti; dicembre 20xx = 100 punti) e sulle seguenti previsioni sul rincaro: a. 2025: + x,x per cento; b. 2026: + x,x per cento; c. 2027: + x,x per cento; d. 2028: + x,x per cento.

Art. 3 Referendum Il presente decreto non sottostà a referendum.

1 RS 101 2 FF …

Disegno 4

Decreto federale Disegno concernente il limite di spesa per il settore dei PF negli anni 2025–2028

del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo 167 della Costituzione federale 1; visto l’articolo 34b capoverso 2 della legge federale del 4 ottobre 1991 2 sui PF; visto il messaggio del Consiglio federale del … 3, decreta:

Art. 1 Limite di spesa Per gli anni 2025–2028 è approvato un limite di spesa di 11 355,4 milioni di franchi per coprire il fabbisogno finanziario del settore dei PF relativo alle spese d’esercizio correnti e agli investimenti immobiliari.

Art. 2 Previsioni sul rincaro Il limite di spesa si fonda sull’indice nazionale dei prezzi al consumo del 202x (pari a xxx,x punti; dicembre 20xx = 100 punti) e sulle seguenti previsioni sul rincaro: a. 2025: + x,x per cento; b. 2026: + x,x per cento; c. 2027: + x,x per cento; d. 2028: + x,x per cento.

Art. 3 Referendum Il presente decreto non sottostà a referendum.

RS ………. 1 RS 101 2 RS 414.110 3 FF …

Disegno 5

Decreto federale Disegno sul finanziamento secondo la legge sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero negli anni 2025–2028

del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo 167 della Costituzione federale 1; visto l’articolo 48 della legge del 30 settembre 2011 2 sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU); visto il messaggio del Consiglio federale del … 3, decreta:

Art. 1 Sussidi di base destinati alle università cantonali e ad altri istituti accademici Per gli anni 2025–2028 è approvato un limite di spesa di 3028,7 milioni di franchi per i sussidi di base secondo l’articolo 50 lettera a LPSU destinati alle università cantonali e ad altri istituti accademici.

Art. 2 Sussidi di base destinati alle scuole universitarie professionali Per gli anni 2025–2028 è approvato un limite di spesa di 2397,3 milioni di franchi per i sussidi di base secondo l’articolo 50 lettera b LPSU destinati alle scuole universitarie professionali.

Art. 3 Sussidi per gli investimenti edili e per le spese locative nonché sussidi a infrastrutture comuni 1 Per i sussidi per gli investimenti edili e per le spese locative secondo l’articolo 54 capoverso 1 LPSU e per i sussidi a infrastrutture comuni secondo l’articolo 47 capoverso 3 LPSU è stanziato un credito d’impegno di 480,0 milioni di franchi.

2 I singoli impegni possono essere contratti fino al 31 dicembre 2028.

RS ……….. 1 RS 101 2 RS 414.20 3 FF …

Finanziamento secondo la LPSU negli anni 2025–2028. DF «%ASFF_YYYY_ID»

Art. 4 Sussidi vincolati a progetti 1 Per i sussidi vincolati a progetti secondo l’articolo 59 LPSU è stanziato un credito d’impegno di 130,0 milioni di franchi. 2 Del credito d’impegno di cui al capoverso 1 possono essere impiegati al massimo 16 milioni di franchi per aumentare il numero di diplomi in cure infermieristiche nelle scuole universitarie professionali cantonali.

3 I singoli impegni possono essere contratti fino al 31 dicembre 2028.

Art. 5 Previsioni sul rincaro I limiti di spesa e i crediti d’impegno si fondano sull’indice nazionale dei prezzi al consumo di dicembre 202x (pari a xxx,x punti; dicembre 20xx = 100 punti) e sulle seguenti previsioni sul rincaro: a. 2025: + x,x per cento; b. 2026: + x,x per cento; c. 2027: + x,x per cento; d. 2028: + x,x per cento.

Art. 6 Referendum Il presente decreto non sottostà a referendum.

Disegno 6

Decreto federale Disegno sui crediti per la cooperazione internazionale in materia di educazione e per le borse di studio a studenti e artisti stranieri negli anni 2025–2028

del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo 167 della Costituzione federale 1; visto l’articolo 7 della legge federale del 25 settembre 2020 2 sulla cooperazione e la mobilità internazionali in materia di formazione (LCMIF); visto l’articolo 9 della legge federale del 19 giugno 1987 3 sulle borse di studio a studenti e artisti stranieri in Svizzera; visto il messaggio del Consiglio federale del … 4, decreta:

Art. 1 Cooperazione internazionale in materia di educazione 1 Per le seguenti attività di promozione secondo l’articolo 4 della legge federale del 25 settembre 2020 5 sulla cooperazione e la mobilità internazionali in materia di formazione sono stanziati, per gli anni 2025–2028, i seguenti crediti d’impegno: a. 254,9 milioni di franchi per le attività nell’ambito dei programmi internazionali di mobilità e cooperazione nell’educazione; b. 27,0 milioni di franchi per le attività nell’ambito della promozione di talenti e delle cooperazioni istituzionali internazionali nell’educazione.

2 I singoli impegni possono essere contratti fino al 31 dicembre 2028.

Art. 2 Borse di studio a studenti e artisti stranieri 1 Per gli anni 2025–2028 è stanziato un credito d’impegno di 39,7 milioni di franchi per le borse di studio a studenti e artisti stranieri in Svizzera.

RS …….. 1 RS 101 2 RS 414.51 3 RS 416.2 4 FF … 5 RU 2022 164

Crediti per la cooperazione internazionale in materia di educazione «%ASFF_YYYY_ID» e per le borse di studio a studenti e artisti stranieri negli anni 2025–2028. DF

2 I singoli impegni possono essere contratti fino al 31 dicembre 2028.

Art. 3 Previsioni sul rincaro I crediti d’impegno si fondano sull’indice nazionale dei prezzi al consumo di dicembre 202x (pari a xxx,x punti; dicembre 20xx = 100 punti) e sulle seguenti previsioni sul rincaro: a. 2025: + x,x per cento; b. 2026: + x,x per cento; c. 2027: + x,x per cento; d. 2028: + x,x per cento.

Art. 4 Referendum Il presente decreto non sottostà a referendum.

Disegno 7

Decreto federale Disegno sul finanziamento delle istituzioni che promuovono la ricerca negli anni 2025–2028

del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo 167 della Costituzione federale 1; visto l’articolo 36 lettera a della legge federale del 14 dicembre 2012 2 sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (LPRI); visto il messaggio del Consiglio federale del … 3, decreta:

Art. 1 Limite di spesa Per gli anni 2025–2028 è approvato un limite di spesa di 5270,5 milioni di franchi per le seguenti attività di promozione della ricerca: a. le attività del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica secondo l’articolo 10 capoversi 2, 4 e 6 LPRI; b. le attività delle Accademie svizzere delle scienze secondo l’articolo 11 capoversi 2, 4, 5 e 6 LPRI; c. le attività secondo l’articolo 41 capoverso 5 LPRI.

Art. 2 Limitazioni all’utilizzo dei fondi 1 Del limite di spesa di cui all’articolo 1 possono essere utilizzati al massimo:

a. 234,5 milioni di franchi per i poli di ricerca nazionali; b. 70,0 milioni di franchi per i programmi nazionali di ricerca; c. 50,0 milioni di franchi per la «promozione della cooperazione bilaterale e multilaterale nella ricerca»; d. 83,2 milioni di franchi per la «Swiss Quantum Initiative».

2 Del limite di spesa di cui all’articolo 1 possono essere utilizzati al massimo

514,5 milioni di franchi (valore indicativo) per compensare i costi indiretti di ricerca

RS ……… 1 RS 101 2 RS 420.1 3 FF …

Finanziamento delle istituzioni che promuovono «%ASFF_YYYY_ID» la ricerca negli anni 2025–2028. DF

(overhead) sostenuti nell’ambito della promozione del Fondo nazionale svizzero. La compensazione forfettaria non deve superare il 15 per cento.

Art. 3 Previsioni sul rincaro Il limite di spesa si fonda sull’indice nazionale dei prezzi al consumo di dicembre 202x (pari a xxx,x punti; dicembre 20xx = 100 punti) e sulle seguenti previsioni sul rincaro: a. 2025: + x,x per cento; b. 2026: + x,x per cento; c. 2027: + x,x per cento; d. 2028: + x,x per cento.

Art. 4 Referendum Il presente decreto non sottostà a referendum.

Disegno 8

Decreto federale Disegno sul finanziamento delle attività di Innosuisse negli anni 2025–2028

del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo 167 della Costituzione federale 1; visto l’articolo 36 lettera c della legge federale del 14 dicembre 2012 2 sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (LPRI); visto il messaggio del Consiglio federale del … 3, decreta:

Art. 1 Limite di spesa 1 Per gli anni 2025–2028 è approvato un limite di spesa di 1281,7 milioni di franchi per la promozione dell’innovazione secondo gli articoli 18 capoversi 1–2 e 19–23 LPRI, comprese le spese di funzionamento di Innosuisse. 2 Del limite di spesa di cui al capoverso 1 possono essere utilizzati 120,0 milioni di franchi (valore indicativo) per compensare i costi indiretti di ricerca (overhead); per i centri di competenza per la tecnologia la compensazione forfettaria non deve superare il 25 per cento, per tutti gli altri centri di ricerca non deve superare il 15 per cento.

Art. 2 Previsioni sul rincaro Il limite di spesa si fonda sull’indice nazionale dei prezzi al consumo di dicembre 202x (pari a xxx,x punti; dicembre 20xx = 100 punti) e sulle seguenti previsioni sul rincaro: a. 2025: + x,x per cento; b. 2026: + x,x per cento; c. 2027: + x,x per cento;

SR .......... 1 RS 101 2 RS 420.1 3 FF …

Finanziamento delle attività di Innosuisse negli anni 2025–2028. DF «%ASFF_YYYY_ID»

d. 2028: + x,x per cento.

Art. 3 Referendum Il presente decreto non sottostà a referendum.

Disegno 9

Decreto federale Disegno sul sostegno della Confederazione al parco svizzero dell’innovazione («Switzerland Innovation») negli anni 2025–2028

del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo 167 della Costituzione federale 1; visti gli articoli 32 capoverso 2 e 36 lettera e della legge federale del 14 dicembre

2012 2 sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (LPRI);

visto il messaggio del Consiglio federale del … 3, decreta:

Art. 1 Limite di spesa per le spese d’esercizio Per gli anni 2025–2028 è approvato un limite di spesa di 3,9 milioni di franchi per le spese d’esercizio della fondazione «Switzerland Innovation».

Art. 2 Credito d’impegno per la fideiussione di prestiti 1 È approvato un credito d’impegno di 100,0 milioni di franchi per la fideiussione di prestiti a destinazione vincolata acquisiti dagli enti responsabili del parco svizzero dell’innovazione («Switzerland Innovation») sui mercati finanziari.

2 A carico del credito d’impegno possono essere contratti impegni dal 1° gennaio

2025 fino al 31 dicembre 2037.

Art. 3 Liberazione del credito d’impegno La liberazione del credito d’impegno di cui all’articolo 2 avviene in due rate: a. la prima rata di 50,0 milioni di franchi è liberata con il presente decreto; b. la seconda rata di 50,0 milioni di franchi è liberata dal Consiglio federale dopo aver preso atto dei progressi nell’ambito del parco svizzero

1 RS 101 2 RS 420.1 3 FF …

Sostegno della Confederazione al parco svizzero dell’innovazione «%ASFF_YYYY_ID» («Switzerland Innovation») negli anni 2025–2028. DF

dell’innovazione e del grado di utilizzo della prima rata.

Art. 4 Previsioni sul rincaro Il limite di spesa e il credito d’impegno si fondano sull’indice nazionale dei prezzi al consumo di dicembre 202x (pari a xxx,x punti; dicembre 20xx = 100 punti) e sulle seguenti previsioni sul rincaro: a. 2025: + x,x per cento; b. 2026: + x,x per cento; c. 2027: + x,x per cento; d. 2028: + x,x per cento.

Art. 5 Referendum Il presente decreto non sottostà a referendum.

Disegno 10

Decreto federale Disegno sul finanziamento delle strutture di ricerca d’importanza nazionale negli anni 2025–2028

del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo 167 della Costituzione federale 1; visto l’articolo 36 lettera b della legge federale del 14 dicembre 2012 2 sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (LPRI); visto il messaggio del Consiglio federale del … 3, decreta:

Art. 1 Limite di spesa Per gli anni 2025–2028 è approvato un limite di spesa di 434,0 milioni di franchi per sostenere le strutture di ricerca d’importanza nazionale di cui all’articolo 15 LPRI.

Art. 2 Previsioni sul rincaro Il limite di spesa si fonda sull’indice nazionale dei prezzi al consumo di dicembre 202x (pari a xxx,x punti; dicembre 20xx = 100 punti) e sulle seguenti previsioni sul rincaro: a. 2025: + x,x per cento; b. 2026: + x,x per cento; c. 2027: + x,x per cento; d. 2028: + x,x per cento.

Art. 3 Referendum Il presente decreto non sottostà a referendum.

RS ……… 1 RS 101 2 RS 420.1 3 FF …

Disegno 11

Decreto federale Disegno sui crediti per la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione negli anni 2025–2028

del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo 167 della Costituzione federale 1; visto l’articolo 36 lettera d della legge federale del 14 dicembre 2012 2 sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (LPRI); visto il messaggio del Consiglio federale del … 3, decreta:

Art. 1 Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO) 1 Per gli anni 2025–2030 è approvato un credito d’impegno di 12,6 milioni di franchi per la partecipazione della Svizzera alla costruzione e all’esercizio del Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO ERIC).

2 I singoli impegni possono essere contratti fino al 31 dicembre 2030.

Art. 2 Istituto Max von Laue – Paul Langevin (ILL) 1 La durata del credito d’impegno di 12,0 milioni di franchi per la partecipazione della Svizzera all’Istituto Max von Laue – Paul Langevin (ILL) conformemente all’articolo 2 del decreto federale del 16 settembre 2020 4 sui crediti per la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione negli anni 2021–2024 è prolungata fino al 2033.

2 Il presente credito d’impegno è aumentato di 14,4 milioni di franchi.

Art. 3 Cooperazione internazionale in materia di ricerca 1 Per gli anni 2025–2028 è stanziato un credito d’impegno di 79,7 milioni di franchi per le misure di promozione nell’ambito della partecipazione della Svizzera a infrastrutture e istituti di ricerca internazionali, per la cooperazione scientifica

1 RS 101 2 RS 420.1 3 FF … 4 FF 2020 7529

Crediti per la cooperazione internazionale in materia di ricerca «%ASFF_YYYY_ID» e innovazione negli anni 2025–2028. DF

bilaterale e multilaterale in materia di ricerca nonché per i contributi obbligatori alle reti internazionali di infrastrutture di ricerca.

2 I singoli impegni possono essere contratti fino al 31 dicembre 2028.

Art. 4 Previsioni sul rincaro I crediti d’impegno si fondano sull’indice nazionale dei prezzi al consumo di dicembre 202x (pari a xxx,x punti; dicembre 202x = 100 punti) e sulle seguenti previsioni sul rincaro: a. 2025: + x,x per cento; b. 2026: + x,x per cento; c. 2027: + x,x per cento; d. 2028: + x,x per cento.

Art. 5 Referendum Il presente decreto non sottostà a referendum.

Disegno 12

Decreto federale Disegno sui crediti per la cooperazione nel settore spaziale negli anni 2025–2028

del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo 167 della Costituzione federale 1; visto l’articolo 36 lettera d della legge federale del 14 dicembre 2012 2 sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (LPRI); visto il messaggio del Consiglio federale del … 3, decreta:

Art. 1 Cooperazione nel settore spaziale 1 È stanziato un credito d’impegno di 1690,0 milioni di franchi per la partecipazione ai programmi dell’Agenzia spaziale europea (ESA). 2 Per gli anni 2025–2028 è stanziato un credito d’impegno di 28,4 milioni di franchi

per la promozione di attività nazionali che valorizzano la partecipazione ai programmi dell’ESA sul piano nazionale. 3 La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione può effettuare

trasferimenti esigui tra gli impegni di cui ai capoversi 1 e 2.

4 I singoli impegni possono essere contratti fino al 31 dicembre 2028.

Art. 2 Previsioni sul rincaro I crediti d’impegno si fondano sull’indice nazionale dei prezzi al consumo di dicembre 202x (pari a xxx,x punti; dicembre 20xx = 100 punti) e sulle seguenti previsioni sul rincaro: a. 2025: + x,x per cento; b. 2026: + x,x per cento;

RS.......... 1 RS 101 2 RS 420.1 3 FF …

Crediti per la cooperazione nel settore spaziale negli anni 2025–2028. DF «%ASFF_YYYY_ID»

c. 2027: + x,x per cento; d. 2028: + x,x per cento.

Art. 3 Referendum Il presente decreto non sottostà a referendum.

Disegno 13

Legge federale Disegno sulla formazione professionale (Legge sulla formazione professionale, LFPr)

Modifica del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto il messaggio del Consiglio federale del … 1, decreta:

I

La legge federale del 13 dicembre 2002 2 sulla formazione professionale è modificata come segue:

Art. 59 cpv. 1 lett. a e ater 1 Mediante decreto federale semplice, l’Assemblea federale approva di volta in volta per un periodo pluriennale di sovvenzionamento: a. il limite di spesa per i contributi forfettari ai Cantoni secondo l’articolo 53; a.bis. … ater. il limite di spesa per:

1. i contributi di cui all’articolo 56 per l’organizzazione degli esami federali

di professione e degli esami professionali federali superiori nonché per i cicli di formazione nelle scuole specializzate superiori, 2. i contributi di cui all’articolo 56a alle persone che hanno seguito i corsi di preparazione;

Art. 69–71 Abrogati

RS.......... 1 FF … 2 RS 412.10

Legge federale sulla formazione professionale. LF «%ASFF_YYYY_ID»

II

1 La presente legge sottostà a referendum facoltativo.

2 Il Consiglio federale ne determina l’entrata in vigore.

Disegno 14

Legge federale Disegno sui politecnici federali (Legge sui PF)

Modifica del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto il messaggio del Consiglio federale del … 1, decreta:

I La legge del 4 ottobre 1991 2 sui politecnici federali è modificata come segue:

Compiti dei PF e degli istituti di ricerca 3bis Negli ambiti di cui al capoverso 1 il Consiglio federale può delegare loro ulteriori compiti; per tali compiti i PF e gli istituti di ricerca ricevono un compenso o possono riscuotere tasse. 3ter Essi emanano le decisioni necessarie all’adempimento dei compiti.

Art. 17 cpv. 2, 6 e 7, terzo periodo Concerne soltanto il testo francese

1 Durante le sedute del Consiglio dei PF, i membri di cui all’articolo 24 capoversi 1 lettere c e d nonché 3 non hanno diritto di voto in merito: c. Abrogato

RS.......... 1 FF … 2 RS 414.110

Legge federale sui politecnici federali. LF «%ASFF_YYYY_ID»

5 I PF e gli istituti di ricerca riscuotono tasse per le prestazioni da loro fornite per adempiere i compiti supplementari delegati dal Consiglio federale di cui all’articolo 2 capoverso 3bis purché non ricevano già appositi compensi. Il Consiglio federale stabilisce le tasse per tali prestazioni.

Art. 37a cpv. 1, secondo periodo

1 ... Almeno quattro di questi membri non possono far parte del settore dei PF.

II

1 La presente legge sottostà a referendum facoltativo.

2 Il Consiglio federale ne determina l’entrata in vigore.

Disegno 15

Legge federale Disegno sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU)

Modifica del …

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto il messaggio del Consiglio federale del … 1, decreta:

I La legge federale del 30 settembre 2011 2 sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero è modificata come segue:

Art. 21 cpv. 1, terzo periodo

1 … Da tre a cinque membri devono svolgere le proprie attività principalmente

all’estero.

II

1 La presente legge sottostà a referendum facoltativo.

2 Il Consiglio federale ne determina l’entrata in vigore.

RS……

Promozione dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione negli anni 2025–2028 (Messagio ERI 25–28) | Lexipedia | Lexipedia