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0.232.121.3

Accordo di Locarno istitutivo di una classificazione internazionale per i disegni e modelli industriali Conchiuso a Locarno l’8 ottobre 1968 Approvato dall’Assemblea federale il 15 dicembre 1970 Istrumento di ratificazione depositato il 27 gennaio 1971

RU 1971 378; FF 1970 I 722

Traduzione

Entrato in vigore per la Svizzera il 27 aprile 1971

(Stato 31 agosto 2022)

Art. 1 Costituzione di una Unione particolare; adozione di una classificazione internazionale

1) I paesi ai quali si applica il presente Accordo sono costituiti in Unione particolare. 2) Essi adottano, per classificare disegni e modelli industriali, una identica classificazione (denominata in seguito «classificazione internazionale»). 4) La lista delle classi e sottoclassi è quella annessa al presente Accordo, con riserva delle modificazioni e aggiunte che il Comitato di esperti istituito dall’articolo 3 (denominato in seguito «Comitato di esperti») potrebbe introdurvi. 5) L’elenco alfabetico dei prodotti e le note esplicative saranno adottati dal Comitato di esperti secondo la procedura stabilita dall’articolo 3. 6) La classificazione internazionale potrà essere modificata o completata dal Comitato di esperti secondo la procedura stabilita dall’articolo 3.

3) La classificazione internazionale comprende:

  1. una lista delle classi e sottoclassi;
  2. un elenco alfabetico dei prodotti incorporanti disegni e modelli, con l’indicazione delle classi e sottoclassi alle quali essi sono assegnati;
  3. note esplicative.
  1. a) La classificazione internazionale è redatta nelle lingue inglese e francese.
  2. Testi ufficiali della classificazione internazionale saranno stabiliti, previa consultazione dei Governi interessati, in altre lingue su decisione dell’Assemblea contemplata dall’articolo 5, a cura dell’Ufficio internazionale della proprietà intellettuale (denominato in seguito «Ufficio internazionale») contemplato nella Convenzione istitutiva dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale1 (denominata in seguito «Organizzazione»).

Art. 2 Applicazione e portata giuridica della classificazione internazionale

1) Riservati gli obblighi imposti dal presente Accordo, la classificazione internazionale ha di per sé carattere esclusivamente amministrativo. Tuttavia, ciascun paese può attribuirle la portata giuridica che ritiene conveniente. In particolare, la classificazione internazionale non vincola i paesi dell’Unione particolare quanto alla natura e ai limiti della protezione del disegno o modello in questi paesi. 2) Ciascun paese dell’Unione particolare si riserva la facoltà di applicare la classificazione internazionale a titolo di sistema principale o di sistema ausiliario. 3) Le Amministrazioni dei paesi dell’Unione faranno figurare nei titoli ufficiali dei depositi o delle registrazioni dei disegni o modelli e nelle relative pubblicazioni ufficiali, qualora queste vengano effettuate, i numeri delle classi e sottoclassi della classificazione internazionale alle quali appartengono i prodotti incorporanti disegni o modelli. 4) Nella scelta delle denominazioni da includere nell’elenco alfabetico dei prodotti, il Comitato di esperti eviterà, per quanto possibile, di usare denominazioni per le quali esistessero diritti esclusivi. Tuttavia, l’inclusione di una qualsiasi denominazione nell’elenco alfabetico non potrà essere interpretata quale espressione dell’opinione del Comitato di esperti circa l’esistenza o meno di diritti esclusivi.

Art. 3 Comitato di esperti

1) È istituito, presso l’Ufficio internazionale, un Comitato di esperti incaricato di svolgere i compiti contemplati nell’articolo 1.4), 1.5) e 1.6). Ciascun paese dell’Unione particolare è rappresentato nel Comitato di esperti, il quale si organizza mediante un regolamento interno adottato con la maggioranza semplice dei paesi rappresentati. 2) Il Comitato di esperti adotta, con la maggioranza semplice dei paesi dell’Unione particolare, l’elenco alfabetico e le note esplicative. 3) Proposte di modificazioni o di aggiunte da apportare alla classificazione internazionale possono essere fatte dall’Amministrazione di ciascun paese dell’Unione particolare o dall’Ufficio internazionale. Le Amministrazioni comunicano ogni loro proposta all’Ufficio internazionale. Quest’ultimo trasmette le sue proposte e quelle delle Amministrazioni ai membri del Comitato di esperti almeno due mesi prima che questo si riunisca per esaminarle. 4) Le decisioni del Comitato di esperti, relative alle modificazioni e aggiunte da apportare alla classificazione internazionale sono prese con la maggioranza semplice dei paesi dell’Unione particolare. Tuttavia, se esse implicano la creazione d’una nuova classe o il trasferimento di prodotti da una classe a un’altra la decisione deve essere unanime. 5) Gli esperti hanno la facoltà di votare per corrispondenza. 6) Qualora un paese non abbia designato un esperto per rappresentarlo ad una sessione dei Comitato di esperti oppure l’esperto designato non abbia espresso il suo voto seduta stante o entro un termine stabilito dal regolamento interno del Comitato si riterrà che il paese in questione ha accettato la decisioni del Comitato.

Art. 4 Notificazione e pubblicazione della classificazione e delle sue modificazioni e aggiunte

1) L’elenco alfabetico dei prodotti e le note esplicative adottate dal Comitato di esperti nonché qualsiasi modificazione o aggiunta alla classificazione internazionale decisa dal Comitato stesso sono notificate alle Amministrazioni dei paesi dell’Unione particolare a cura dell’Ufficio internazionale. Le decisioni del Comitato di esperti entreranno in vigore alla ricezione della notificazione. Tuttavia, se esse implicano la creazione di una nuova classe o il trasferimento di prodotti da una classe a un’altra, esse entrano in vigore entro sei mesi dalla data d’invio della notificazione. 2) L’Ufficio internazionale, nella sua qualità di depositario della classificazione internazionale, vi inserisce le modificazioni e aggiunte entrate in vigore. Queste modificazioni e aggiunte formeranno oggetto di avvisi pubblicati nei periodici che l’Assemblea designerà.

Art. 5 Assemblea dell’Unione

5) L’Assemblea adotta il suo regolamento interno.

  1. a) L’Unione particolare ha un’Assemblea composta dei paesi dell’Unione particolare.
  2. Il Governo di ogni paese dell’Unione particolare è rappresentato da un delegato, che può essere assistito da supplenti, consiglieri ed esperti.
  3. Le spese di ciascuna delegazione sono a carico del Governo che l’ha designata.
  4. a) Riservate le disposizioni dell’articolo 3; l’Assemblea:i)tratta le questioni concernenti il mantenimento e lo sviluppo dell’Unione particolare e l’applicazione del presente Accordo;ii)impartisce all’Ufficio internazionale le direttive concernenti la preparazione delle conferenze di revisione;iii)esamina e approva le relazioni e le attività del Direttore generale dell’Organizzazione (denominato in seguito: «Direttore generale») relative all’Unione particolare e gli impartisce le necessarie direttive sulle questioni che sono di competenza dell’Unione particolare;iv)stabilisce il programma, adotta il bilancio biennale2 dell’Unione particolare e ne approva i conti di chiusura;v)adotta il regolamento finanziario dell’Unione particolare;vi)decide che vengano stabiliti testi ufficiali della classificazione internazionale in lingue diverse dall’inglese e dal francese;vii)istituisce, oltre il Comitato di esperti indicato nell’articolo 3, gli altri comitati di esperti e i gruppi di lavoro che ritiene utili per realizzare gli scopi dell’Unione particolare;viii)decide quali paesi non membri dell’Unione particolare, quali organizzazioni intergovernative e quali organizzazioni internazionali non governative possono essere ammessi alle riunioni come osservatori;ix)adotta le modificazioni da apportare agli articoli 5 a 8;x)intraprende qualsiasi altra azione intesa al conseguimento degli scopi dell’Unione particolare;xi)svolge qualsiasi altro compito che il presente Accordo comporta.
  5. L’Assemblea statuisce su questioni che interessano anche altre Unioni amministrate dall’Organizzazione, dopo aver consultato il Comitato di coordinamento dell’Organizzazione.
  6. a) Ciascun membro dell’Assemblea dispone di un voto.
  7. La metà dei paesi membri dell’Assemblea costituisce il quorum.
  8. Nonostante le disposizioni del comma b), qualora il numero dei paesi rappresentati in una sessione risulti inferiore alla metà, ma uguale o superiore a un terzo dei paesi membri dell’Assemblea, questa può deliberare; tuttavia, le risoluzioni dell’Assemblea, eccettuate quelle concernenti la procedura, divengono esecutorie solo quando siano soddisfatte le condizioni seguenti: L’Ufficio internazionale comunica dette risoluzioni ai paesi membri dell’Assemblea che non erano rappresentati, invitandoli a esprimere per iscritto, entro tre mesi dalla data della comunicazione, il loro voto o la loro astensione. Se, allo scadere del termine, il numero dei paesi che hanno espresso il loro voto o la loro astensione risulta almeno uguale al numero dei paesi mancanti per il conseguimento del quorum durante la sessione, le dette risoluzioni divengono esecutorie, purché nel contempo sia acquisita la maggioranza necessaria.
  9. Riservate le disposizioni dell’articolo 8.2), l’Assemblea decide con la maggioranza dei due terzi dei voti espressi.
  10. L’astensione non è considerata voto.
  11. Un delegato può rappresentare un solo paese e votare soltanto a nome di esso.
  12. a) L’Assemblea si riunisce una volta ogni due anni3 in sessione ordinaria, su convocazione del Direttore generale e, salvo casi eccezionali, durante il medesimo periodo e nel medesimo luogo in cui si svolge l’Assemblea generale dell’Organizzazione.
  13. L’Assemblea è convocata in sessione straordinaria dal Direttore generale a richiesta di un quarto dei paesi membri dell’Assemblea.
  14. L’ordine del giorno di ogni sessione è predisposto dal Direttore generale.

Art. 6 Ufficio internazionale

2) Il Direttore generale e i membri del personale da lui designati intervengono, senza diritto di voto, a tutte le riunioni dell’Assemblea, del Comitato di esperti e di qualsiasi altro comitato di esperti o gruppo di lavoro, che l’Assemblea o il Comitato di esperti avessero istituito. Il Direttore generale o un membro del personale da lui designato è, d’ufficio, segretario di questi organi. 4) L’Ufficio internazionale svolge gli altri compiti che gli sono attribuiti.

  1. a) I compiti amministrativi spettanti all’Unione particolare sono svolti dall’Ufficio internazionale.
  2. In particolare, l’Ufficio internazionale prepara le riunioni e assume la segreteria dell’Assemblea, del Comitato di esperti e di qualsiasi altro comitato di esperti o gruppo di lavoro che l’Assemblea o il Comitato di esperti avessero istituito.
  3. Il Direttore generale è il più alto funzionario dell’Unione particolare e la rappresenta.
  1. a) L’Ufficio internazionale prepara, in base alle direttive dell’Assemblea, le conferenze di revisione delle disposizioni dell’Accordo, eccettuate quelle degli articoli 5 a 8.
  2. L’Ufficio internazionale può consultare organizzazioni intergovernative e organizzazioni internazionali non governative sulla preparazione delle conferenze di revisione.
  3. Il Direttore generale e le persone da lui designate intervengono, senza diritto di voto, alle deliberazioni di dette conferenze.

Art. 7 Finanze

2) Il bilancio dell’Unione particolare è stabilito tenendo conto delle esigenze di coordinamento con i bilanci delle altre Unioni amministrate dall’Organizzazione. 5) L’ammontare delle tasse e somme dovute per servizi resi dall’Ufficio internazionale in relazione all’Unione particolare è stabilito dal Direttore generale, che ne fa rapporto all’Assemblea. 8) La verifica dei conti è effettuata, secondo le modalità previste dal regolamento finanziario, da uno o più paesi dell’Unione particolare oppure da controllori esterni designati, col loro consenso, dall’Assemblea.

  1. a) L’Unione particolare ha un bilancio preventivo.
  2. Il bilancio preventivo dell’Unione particolare comprende gli introiti e le spese proprie dell’Unione particolare, il suo contributo al bilancio delle spese comuni alle Unioni e, se è il caso, la somma messa a disposizione del bilancio della Conferenza dell’Organizzazione.
  3. Sono comuni alle Unioni le spese che non vengono attribuite esclusivamente all’Unione particolare bensì anche a un’altra o ad altre Unioni amministrate dall’Organizzazione. Il contributo dell’Unione particolare a tali spese comuni è proporzionale all’interesse che le medesime presentano per essa.

3) Il bilancio dell’Unione particolare è finanziato dalle seguenti risorse:

  1. a) Per determinare la quota contributiva secondo l’alinea 3) i), i paesi dell’Unione particolare sono assegnati alla classe cui appartengono secondo l’Unione di Parigi per la protezione della proprietà industriale e pagano contributi annui in rapporto al numero di unità stabilito per tale classe in quell’Unione.
  2. Il rapporto tra l’ammontare del contributo annuo di ciascuno dei paesi dell’Unione particolare e il totale dei contributi annui al bilancio dell’Unione particolare pagati da questi paesi è uguale al rapporto tra il numero di unità della classe in cui il paese è posto e il numero totale di unità dell’insieme dei paesi.
  3. I contributi sono esigibili al I’ gennaio di ogni anno.
  4. Un paese in mora nel pagamento dei contributi non può esercitare il suo diritto di voto in nessuno degli organi dell’Unione particolare, se l’ammontare del suo arretrato risulta uguale o superiore a quello dei contributi da esso dovuti per i due anni completi trascorsi. Tuttavia, un tale paese può essere autorizzato a conservare l’esercizio del suo diritto di voto in seno a detto organo finché quest’ultimo ritiene il ritardo attribuibile a circostanze eccezionali e inevitabili.
  5. Qualora il bilancio non sia stato ancora adottato all’inizio di un nuovo esercizio, il bilancio dell’anno precedente va ripreso secondo le modalità del regolamento finanziario.
  1. a) L’Unione particolare possiede un fondo di cassa costituito mediante un pagamento unico effettuato da ciascun paese dell’Unione particolare. Se il fondo diviene insufficiente, l’Assemblea ne decide l’aumento.
  2. L’ammontare del pagamento iniziale di ciascun paese a tale fondo o della sua partecipazione ad un aumento è proporzionale al contributo del paese per l’anno in cui il fondo di cassa è costituito o l’aumento è deciso.
  3. La proporzione e le modalità di pagamento sono stabilite dall’Assemblea, su proposta del Direttore generale e dopo aver consultato il Comitato di coordinamento dell’Organizzazione.
  4. a) L’accordo di sede concluso con il paese sul cui territorio l’Organizzazione è stabilita deve prevedere che, ove il fondo di cassa si riveli insufficiente, questo paese conceda delle anticipazioni. L’ammontare delle anticipazioni e le condizioni di concessione saranno oggetto, di volta in volta, di un particolare accordo tra questo paese e l’Organizzazione.
  5. Il paese contemplato nel comma a) e l’Organizzazione hanno ciascuno la facoltà di denunciare l’impegno di concedere anticipazioni mediante notificazione scritta. La denuncia prende effetto tre anni dopo la fine dell’anno in cui è stata notificata.

Art. 8 Modificazione degli articoli 5 a 8

1) Proposte di modificazione degli articoli 5, 6 e 7 e del presente articolo possono essere presentate da ciascun paese dell’Unione particolare o dal Direttore generale. Questi comunica le proposte ai paesi dell’Unione particolare almeno sei mesi prima che vengano sottoposte all’esame dell’Assemblea. 2) Qualsiasi modificazione degli articoli elencati nell’alinea 1) va adottata dall’Assemblea. La maggioranza richiesta è dei tre quarti dei voti espressi; tuttavia, le modificazioni dell’articolo 5 e del presente alinea esigono la maggioranza dei quattro quinti dei voti espressi. 3) Ogni modificazione degli articoli elencati nell’alinea 1) entra in vigore un mese dopo che il Direttore generale ha ricevuto, per iscritto, le notificazioni d’accettazione, effettuate conformemente alle rispettive regole costituzionali, da parte di tre quarti dei paesi che erano membri dell’Unione particolare al momento in cui la modificazione è stata adottata. Una modificazione degli articoli accettata in tal modo vincola tutti i paesi che sono membri dell’Unione nel momento in cui la modificazione stessa entra in vigore o che ne divengono membri più tardi; tuttavia, una modificazione che accresca gli obblighi finanziari dei paesi dell’Unione particolare vincola soltanto quelli che hanno notificato di accettarla.

Art. 9 Ratifica, adesione; entrata in vigore

1) Qualsiasi paese partecipe della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale 4 può ratificare il presente Accordo, se lo ha firmato, oppure aderirvi. 2) Gli strumenti di ratifica e di adesione vanno depositati presso il Direttore generale. 4) La ratifica o l’adesione implica, di pieno diritto, l’accessione a tutte le clausole e a tutti i benefici riconosciuti nel presente Accordo.

  1. a) Nei riguardi dei primi cinque paesi che hanno depositato strumenti di ratifica o di adesione, il presente Accordo entra in vigore tre mesi dopo il deposito del quinto strumento di ratifica o d’adesione.
  2. Nei riguardi di qualsiasi altro paese, il presente Accordo entra in vigore tre mesi dopo la data della notificazione, da parte del Direttore generale, della ratifica o dell’adesione, salvo che una data posteriore sia stata indicata nello strumento di ratifica o d’adesione. In quest’ultimo caso, il presente Accordo entra in vigore, nei riguardi di detto paese, alla data così indicata.

Art. 10 Valore e durata dell’Accordo

Il presente Accordo ha lo stesso valore e la stessa durata della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale 5 .

Art. 11 Revisione degli articoli 1 a 4 e 9 a 15

1) Gli articoli 1 a 4 e 9 a 15 del presente Accordo potranno essere riveduti allo scopo di introdurvi i miglioramenti auspicati. 2) Ogni revisione sarà oggetto d’una conferenza dei delegati dei paesi dell’Unione particolare.

Art. 12 Denuncia

1) Ciascun paese potrà denunciare il presente Accordo mediante notificazione indirizzata al Direttore generale. Tale denuncia avrà effetto solo nei riguardi del paese che l’avrà fatta, l’Accordo rimanendo in vigore ed esecutivo per gli altri paesi dell’Unione particolare. 2) La denuncia avrà effetto un anno dopo il giorno in cui il Direttore generale ne avrà ricevuto la notificazione. 3) La facoltà di denuncia prevista dal presente articolo non potrà essere esercitata prima che sia trascorso un periodo di cinque anni a partire dalla data in cui il paese è divenuto membro dell’Unione particolare.

Art. 13 Territori

Sono applicabili al presente Accordo le disposizioni dell’articolo 24 della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale 6 .

Art. 14 Firma, lingue, notificazioni

2) Il Direttore generale cura la preparazione di testi ufficiali, previa consultazione dei Governi interessati, nelle altre lingue che l’Assemblea potrà indicare. 3) Il Direttore generale trasmette due copie, certificate conformi dal Governo della Svizzera, del testo firmato del presente Accordo ai Governi che l’hanno firmato e al Governo di qualsiasi altro paese che ne faccia domanda. 4) Il Direttore generale fa registrare il presente Accordo presso la Segreteria dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. 5) Il Direttore generale notifica ai Governi di tutti i paesi dell’Unione particolare la data d’entrata in vigore dell’Accordo, le firme, i depositi di strumenti di ratifica o d’adesione, le accettazioni di modificazioni del presente Accordo e le date in cui queste modificazioni entrano in vigore, nonché le notificazioni di denuncia.

  1. a) Il presente Accordo è firmato in un solo esemplare nelle lingue inglese e francese, i due testi facendo egualmente fede; esso è depositato presso il Governo della Svizzera.
  2. Il presente Accordo rimane aperto alla firma, a Berna, fino al 30 giugno 1969.

Art. 15 Disposizione transitoria

Fino all’entrata in funzione del primo Direttore generale, i riferimenti testuali all’Ufficio internazionale dell’Organizzazione o al Direttore generale vanno intesi come fatti rispettivamente agli Uffici internazionali riuniti per la protezione della proprietà intellettuale (BIRPI) o al loro Direttore.

In fede di che, i sottoscritti, all’uopo debitamente autorizzati, hanno firmato il presente Accordo.

Fatto in Locarno, l’8 ottobre 1968.

(Seguono le firme)

Allegato7

Lista delle classi e delle sottoclassi della classificazione internazionale

Risoluzione

Adottata dalla Conferenza di Locarno il 7 ottobre 1968

1) È istituito presso l’Ufficio internazionale un Comitato provvisorio di esperti. Questo Comitato comprende un rappresentante di ciascun Paese firmatario dell’Accordo di Locarno istitutivo di una classificazione internazionale per i disegni e modelli industriali.

2) Il Comitato provvisorio è incaricato di sottoporre all’Ufficio internazionale progetti dell’elenco alfabetico dei prodotti e delle note esplicative menzionate nell’articolo 1.5) dell’Accordo. Esso riesaminerà inoltre la lista delle classi e sottoclassi annessa all’Accordo e sottoporrà all’Ufficio internazionale, ove sia il caso, progetti di modificazioni e di aggiunte da apportare a tale lista.

3) L’Ufficio internazionale è invitato a preparare i lavori del Comitato provvisorio e a convocarlo al più presto.

4) Appena l’Accordo sarà entrato in vigore, il Comitato di esperti previsto nell’articolo 3 prenderà una decisione in merito ai progetti elencati nel precedente alinea 2).

5) Le spese di viaggio e di soggiorno dei membri del Comitato provvisorio sono a carico dei paesi che essi rappresentano.

0.232.121.3

Campo d’applicazione il 31 agosto 20228

Stati partecipanti

Ratifica

Adesione (A)

Dichiarazione di successione (S)

Entrata in vigore

Albania

16 ottobre

2018 A

16 gennaio

2019

Arabia Saudita

3 settembre

2020 A

3 dicembre

2020

Argentina

9 febbraio

2009 A

9 maggio

2009

Armenia

13 aprile

0207 A

13 luglio

2007

Austria

22 giugno

1990

26 settembre

1990

Azerbaigian

14 luglio

2003 A

14 ottobre

2003

Belarus

24 aprile

1998 A

24 luglio

1998

Belgio

23 marzo

2004

23 giugno

2004

Bosnia e Erzegovina

2 giugno

1993 S

1° marzo

1992

Bulgaria

27 novembre

2000 A

27 febbraio

2001

Ceca, Repubblica

18 dicembre

1992 S

1° gennaio

1993

Cina

17 giugno

1996 A

19 settembre

1996

Corea (Nord)

6 marzo

1997 A

6 giugno

1997

Corea del Sud

17 gennaio

2011 A

17 aprile

2011

Croazia

28 luglio

1992 S

8 ottobre

1991

Cuba

9 luglio

1998 A

9 ottobre

1998

Danimarca a

27 gennaio

1971

27 aprile

1971

Danimarca*

27 gennaio

1971

27 aprile

1971

Estonia

31 luglio

1996 A

31 ottobre

1996

Finlandia

15 febbraio

1972

16 maggio

1972

Francia

11 giugno

1975

13 settembre

1975

Guadalupa

11 giugno

1975

13 settembre

1975

Guayana francese

11 giugno

1975

13 settembre

1975

Isole Wallis e Futuna

11 giugno

1975

13 settembre

1975

Martinica

11 giugno

1975

13 settembre

1975

Nuova Caledonia

11 giugno

1975

13 settembre

1975

Polinesia francese

11 giugno

1975

13 settembre

1975

Riunione

11 giugno

1975

13 settembre

1975

St. Pierre e Miquelon

11 giugno

1975

13 settembre

1975

Territori Australi e
Antartici Francesi

11 giugno

1975

13 settembre

1975

Germania

25 luglio

1990

25 ottobre

1990

Giappone

24 giugno

2014 A

24 settembre

2014

Grecia

4 giugno

1999 A

4 settembre

1999

Guinea

5 agosto

1996 A

5 novembre

1996

India

7 giugno

2019 A

7 settembre

2019

Iran

12 aprile

2018

12 luglio

2018

Irlanda

9 luglio

1970 A

27 aprile

1971

Islanda

23 dicembre

1994 A

9 aprile

1995

Italia

2 maggio

1975

12 agosto

1975

Kazakstan

7 agosto

2002 A

7 novembre

2002

Kirghizistan

10 settembre

1998 A

10 dicembre

1998

Lettonia

14 gennaio

2005 A

14 aprile

2005

Macedonia del Nord

23 luglio

1993 S

8 settembre

1991

Malawi

24 luglio

1995 A

24 ottobre

1995

Marocco

22 aprile

2022

22 luglio

2022

Messico

26 ottobre

2000 A

26 gennaio

2001

Moldova

1° settembre

1997 A

1° dicembre

1997

Mongolia

16 marzo

2001 A

16 giugno

2001

Montenegro

4 dicembre

2006 S

3 giugno

2006

Norvegia

27 gennaio

1971

27 aprile

1971

Paesi Bassi

23 dicembre

1976

30 marzo

1977

Aruba

8 novembre

1986

8 novembre

1986

Paraguay

31 maggio

2021 A

31 agosto

2021

Perù*

18 luglio

2022 A

18 ottobre

2022

Polonia

22 ottobre

2013 A

22 gennaio

2014

Regno Unito

21 luglio

2003 A

21 ottobre

2003

Isola di Man

23 dicembre

2020

23 marzo

2021

Romania

31 marzo

1998 A

30 giugno

1998

Russia*

8 settembre

1972

15 dicembre

1972

Serbia

14 giugno

2001 S

27 aprile

1992

Singapore

19 dicembre

2019 A

19 marzo

2020

Slovacchia

30 dicembre

1992 S

1° gennaio

1993

Slovenia

12 giugno

1992 S

25 giugno

1991

Spagna

10 agosto

1973

17 novembre

1973

Svezia

7 luglio

1970

27 aprile

1971

Svizzera

27 gennaio

1971

27 aprile

1971

Tagikistan*

14 febbraio

1994 S

21 dicembre

1991

Trinidad e Tobago

20 dicembre

1995 A

20 marzo

1996

Turchia

31 agosto

1998 A

30 novembre

1998

Turkmenistan

7 marzo

2006 A

7 giugno

2006

Ucraina

7 aprile

2009 A

7 luglio

2009

Ungheria

28 settembre

1973

1° gennaio

1974

Uruguay

19 ottobre

1999 A

19 gennaio

2000

Uzbekistan

19 aprile

2006 A

19 luglio

2006

  1. Riserve e dichiarazioni.
  2. Le riserve e le dichiarazioni non sono pubblicate nella RU, ad eccezione di quelle della Svizzera. I testi in francese ed in inglese si possono consultare sul sito internet
    dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI): www.wipo.int/ > Français > Sources d’information > Traités administrés par l’OMPI > Classification, oppure ottenuti presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione trattati internazionali, 3003 Berna.
  3. L’Acc. non si applica alle Isole Faroe.