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00.3157 · Interpellanza · 2000-03-24

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale è conscio della violenza cui sono esposte le guardie di confine nell'esecuzione dei loro compiti. Per tale motivo l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) deve quindi cercare di migliorare costantemente la sicurezza e le condizioni lavorative delle guardie di confine.

2. e 3. Per ottimizzare la sicurezza dei funzionari guardie di confine sono stati recentemente consegnati a titolo personale dei giubbotti antiproiettile da indossare sotto l'uniforme nonché uno spray di difesa. Inoltre, i veicoli utilizzati per gli interventi vengono equipaggiati con luci blu e contrassegnati in modo che possano essere più facilmente riconoscibili.

È pure stata avviata la modernizzazione urgente della rete di radiotrasmissione conversazionale e numerica. Trattasi d'una rete appartenente al Cgcf concepita tuttavia modularmente per essere integrata ulteriormente in una rete di sicurezza nazionale. Gli indispensabili mezzi finanziari sono stati inseriti nella pianificazione finanziaria. La realizzazione scaglionata si protrarrà sino alla fine del mese di luglio 2001. Tuttavia, a causa dell'entrata in vigore il 1° febbraio 2000 dell'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI) ci si possono aspettare ritardi e spese suppletorie elevate.

Con il messaggio del 29 marzo 2000 concernente la prima aggiunta al preventivo 2000, il Consiglio federale ha chiesto un credito supplementare di 2,1 milioni di franchi per l'acquisizione di ulteriore materiale di sicurezza. Se il Parlamento darà seguito alla richiesta, il relativo materiale potrà essere acquistato ancor prima della fine dell'anno.

4. Poiché le esigenze del personale nel campo delle sicurezza sono come sempre molto diversificate, è opportuno considerare il problema globalmente. A causa del massiccio aumento degli incidenti al confine, segnatamente nella regione di Ginevra, attualmente si stanno esaminando diverse varianti al fine di rafforzare il personale del Cgcf. Le possibili soluzioni verranno sottoposte per decisione al Consiglio federale ancor prima delle vacanze estive. Vista la situazione odierna, il rafforzamento del Cgcf con agenti del Corpo della guardia di fortificazione s'impone anche dopo il 2000.

5. In qualità di datore di lavoro, la Confederazione cerca di assicurare una retribuzione proporzionata ai rischi e conforme alle leggi di mercato. I compiti principali del Cgcf si sono chiaramente spostati dall'ambito fiscale al campo della sicurezza. Tale cambiamento e il rischio residuo ad esso connesso non sono stati completamente presi in considerazione nell'evoluzione dei salari. In generale, per quanto concerne i salari iniziali e gli stipendi il Cgcf non è quindi totalmente competitivo. Questo è il risultato dello studio di un gruppo di lavoro interno all'amministrazione che ha effettuato diversi confronti salariali con istituzioni che operano nel campo della sicurezza. L'amministrazione delle dogane sta attualmente riesaminando gli stipendi del Cgcf ed elaborando un nuovo concetto in materia di salario e di carriera. Il rapporto finale sarà presentato alla fine del mese di giugno 2000. Su tale base si deciderà in merito ad eventuali provvedimenti.

L'OPPAn sarà mantenuta sino all'entrata in vigore della nuova legge sul personale federale. Si prenderà in considerazione una modifica che sarà sottoposta al Consiglio federale nel corso di quest'anno. Il principio secondo il quale le guardie di confine possono andare in pensione a 58 anni a causa dell'onere fisico deve essere previsto anche nell'ordinamento successivo.

6. Il Consiglio federale non condivide tale opinione. Da un canto, la missione della SWISSCOY contribuisce, ai sensi dell'assistenza sul posto, a consolidare la pace e la stabilità in Kosovo. Essa rappresenta una condizione indispensabile per il ritorno dei profughi. D'altro canto, il DDPS e l'Esercito hanno già fornito più volte prestazioni preziose nel campo della sicurezza interna, anche per quanto concerne la sicurezza al confine.

Risposta del Consiglio federale.