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00.3455 · Interpellanza · 2000-09-25

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le pratiche dell'industria del tabacco messe in evidenza dal rapporto peritale dell'OMS pubblicato sotto la direzione di Thomas Zeltner dimostrano chiaramente l'importanza di assicurare la trasparenza in materia di ricerca. Anche i rapporti e delle pubblicazioni della ricerca svizzera devono essere verificati criticamente. Occorre sottolineare che, nonostante le pressioni esercitate sui ricercatori, sul Fondo nazionale svizzero per la ricerca e sulle autorità sanitarie, i risultati degli studi svizzeri concernenti la mortalità dovuta al tabagismo, la nocività del fumo passivo (studio SAPALDIA), il costo sociale del consumo di tabacco in Svizzera e la relazione tra il consumo e la tassazione del tabacco sono stati comunicati al pubblico. D'altro canto, le attività dell'industria del tabacco in Svizzera sono oggetto di un lavoro condotto da ricercatori che esaminano attentamente i documenti confidenziali venuti alla luce nell'ambito dei processi americani. I risultati saranno pubblicati in tempo utile. Sulla base di questi dati si farà un riesame di questi studi per stabilire se è necessario prendere ulteriori misure atte a garantire l'indipendenza dei processi decisionali.

2. Dagli anni Settanta si è a conoscenza del fatto che dei prodotti di degradazione di pesticidi derivati dagli EBDC (etilene-bisditiocarbamati) possono provocare, a grandi dosi, tumori alla tiroide nei ratti e tumori al fegato nei topi.

L'azione cancerogena di una sostanza deve essere stimata sulla base della sua capacità di modificare il materiale genetico. A questo scopo possono essere adottati diversi metodi.

Nel caso di tumori della tiroidea indotti nei ratti, ulteriori ricerche hanno dimostrato che i tumori non sono dovuti a una modifica del materiale genetico, quanto piuttosto a una sollecitazione eccessiva del metabolismo di questa ghiandola. A dosi molto più piccole, simili a quelle che si possono riscontrare nella pratica, questo effetto sul metabolismo della tiroide sparisce completamente e, con esso, l'azione cancerogena che le era associata.

Per quanto concerne i tumori al fegato nei topi, la pratica di numerose autorità sanitarie -

compresa quella delle autorità svizzere - si è modificata negli ultimi anni: fintanto che non esiste l'indizio che una sostanza è capace di modificare il patrimonio genetico, i tumori indotti nel fegato di una specie da dosi elevate di questa sostanza non sono più automaticamente considerati di per sé come indicatori dell'azione cancerogena di questa sostanza su altre specie.

In conclusione, gli studi condotti sui mammiferi con dei derivati degli EBDC non sono riusciti a mettere in evidenza che i tumori osservati su alcuni ratti o alcuni topi siano provocati da una modificazione del materiale genetico imputabile a questi derivati.

D'altronde, molti dei principali derivati degli EBDC saranno riesaminati dalle autorità europee competenti nel quadro della procedura abituale di nuova registrazione che avrà inizio prossimamente. Va anche detto, che il comitato dell'OMS competente per la valutazione degli EBDC (JMPR) ha tenuto nel mese di settembre 2000 una riunione nel corso della quale si è concentrato sulla valutazione degli EBDC eseguita nel passato. Al momento sono allo studio altri procedimenti di controllo.

Sul piano formale, la Svizzera non può esigere dall'OMS la riapertura della procedura concernente la decisione di raccomandare l'utilizzazione di derivati degli EBDC. Invece il nostro Paese può sollevare la questione nel quadro del Consiglio esecutivo dell'OMS, che è abilitato a ordinare la riapertura della procedura in questione.

3. Sul piano mondiale, i derivati degli EBDC rimangono molto utilizzati, sia per la coltura del tabacco sia per quella della verdura e della frutta. Anche in Svizzera tali derivati sono impiegati nella coltura del tabacco. Per le ragioni summenzionate, non vi sono motivi sufficientemente fondati perché la Svizzera prenda delle misure immediate e unilaterali.

4. Le nostre autorità, in particolare le autorità sanitarie, seguono con attenzione tutte le evoluzioni in questo ambito (risultati dello studio dei documenti confidenziali dell'industria del tabacco e del loro impatto in Svizzera, presa di posizione dell'industria nell'ambito della fase preliminare dei negoziati della Convenzione quadro dell'OMS per la lotta anti-tabacco iniziata il 16 ottobre 2000) e soppesano le diverse opzioni per impedire pressioni da parte dell'industria del tabacco. Le autorità devono poter lavorare in modo pragmatico, con serenità e in tutta indipendenza, mantenendo comunque un dialogo aperto e critico con l'industria del tabacco e altri ambienti. Tuttavia non è immaginabile che le autorità sanitarie istaurino una collaborazione per la prevenzione del tabagismo con l'industria del tabacco.

Nel quadro del progetto del Programma 2001-2005 per la prevenzione del tabagismo, messo in consultazione fino al 15 settembre scorso, sono state proposte diverse misure, tra le quali dei provvedimenti che possono limitare la libertà di commercio. Il Consiglio federale prenderà atto dei risultati di questa consultazione prima di pronunciarsi sull'opportunità di proporre un pontenziamento delle misure legislative in questo ambito.

Risposta del Consiglio federale.

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