00.3729 · Mozione · 2000-12-15
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale segue con attenzione e preoccupazione l'evoluzione della situazione nel
Vicino Oriente. Nella sua veste di Stato contraente delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera si
impegna risolutamente a favore del rispetto del diritto internazionale e concentra segnatamente i
suoi sforzi per lenire le sofferenze delle vittime palestinesi della grave crisi attuale. La politica
umanitaria della Svizzera dispone di più strumenti, fra i quali il sostegno finanziario agli attori
umanitari (CICR, UNRWA, per esempio) e gli interventi bilaterali fondati sull'articolo 1 comune
alle Convenzioni di Ginevra, in virtù dei quali i 189 Stati partecipanti "si impegnano a rispettare e
a fare rispettare queste convenzioni in qualsiasi circostanza". La coerenza di questa politica si
manifesta parimenti nell'applicazione della legge federale sull'esportazione di materiale bellico.
L'azione della Svizzera quale depositaria delle Convenzioni di Ginevra si iscrive nell'ambito delle
attribuzioni del depositario previste dal diritto internazionale; i suoi compiti consistono
principalmente nell'informare e se del caso consultare gli Stati contraenti. La Lega dei Paesi Arabi
ha invitato gli Stati contraenti alle Convenzioni di Ginevra a riunirsi nuovamente "nell'ottica della
situazione del terreno, in applicazione della sua decisione del 15 luglio 1999, per garantire il
rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra nel Territorio palestinese occupato, compresa
Gerusalemme Est". Inoltre, riunita in sessione d'urgenza il 20 ottobre 2000, l'Assemblea generale
delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione ES-10/7, che invita in particolare "il depositario della
Quarta Convenzione di Ginevra a informarsi in merito all'evoluzione della situazione umanitaria
sul terreno conformemente alla dichiarazione adottata il 15 luglio 1999 dalla summentovata
Conferenza delle Alte Parte contraenti alla Convenzione, per fare rispettare la Convenzione in
qualsiasi circostanza, conformemente all'articolo 1 comune alle quattro Convenzioni".
1. La Svizzera ha chiesto agli Stati contraenti il loro parere sull'opportunità e se
del caso sugli obiettivi di una nuova riunione della prospettata Conferenza
nell'ottica dell'evoluzione della situazione umanitaria sul terreno. Spetta agli
Stati contraenti pronunciarsi sul seguito da dare a una simile proposta; quanto
al processo successivo, esso dipenderà dalle risposte ricevute. Allo stadio
attuale non si prevede la tenuta di una simile Conferenza degli Stati contraenti
alle Convenzioni di Ginevra sotto l'egida dell'ONU, organizzazione che
dispone di meccanismi propri per trattare la questione palestinese.
2. Di fatto il compito del depositario non rientra nell'ambito dei buoni uffici, ma si
fonda sulle attribuzioni proprie previste dalla legislazione.
3. Come la stragrande maggioranza della comunità internazionale, la Svizzera
non fonda le sue posizioni sulla risoluzione n. 181 del Consiglio di sicurezza,
bensì sulle risoluzioni n. 242 (novembre 1967) e n. 338 (settembre 1973) del
Consiglio di sicurezza. L'obiettivo dei negoziati israelo-palestinesi nell'ambito
stabilito dalla "Dichiarazione di principio" di Washington del 1993 è di attuare
queste due risoluzioni e stabilisce pertanto il principio di base di questi
negoziati, ossia "Land for peace". Il Consiglio federale rimane convinto che il
proseguimento senza indugi dei negoziati sulla base di questo principio è
l'unico modo di dare una soluzione ai problemi che sono all'origine del conflitto
tra Palestinesi e Israeliani. La Svizzera incoraggia le parti a intraprendere tutto
per giungere a un rapido accordo sulla base delle pertinenti risoluzioni del
Consiglio di scurezza. Tale accordo dovrebbe comprendere:
- la creazione di un Stato palestinese sovrano, democratico e pacifico su un
territorio vitale;
- una capitale palestinese a Gerusalemme Est;
- le linee direttrici di una soluzione alla questione dei rifugiati nell'ambito
stabilito dal diritto internazionale.
4. Nell'ambito delle sue relazioni bilaterali con Israele la Svizzera ha già
effettuato numerosi interventi in merito alle violazioni delle Convenzioni di
Ginevra e continuerà ad adoperarsi a favore del rispetto di queste
Convenzioni.
5. Il Consiglio federale non ritiene opportuno - né dal profilo della politica estera
né da quello della politica di sicurezza e della difesa nazionale - di cessare
ogni cooperazione militare con Israele. Una simile decisione non
contribuirebbe peraltro affatto al componimento del conflitto israelo-
palestinese. Inoltre in applicazione della pertinente legislazione federale, la
Svizzera non esporta di massima materiale bellico verso Israele.
Dalle osservazioni che precedono risulta che il Consiglio federale intraprende tutto quanto è in
suo potere per promuovere e rafforzare il rispetto delle Convenzioni di Ginevra e per contribuire
alla conclusione del processo di pace nel Vicino Oriente. Il Consiglio federale è peraltro convinto
che il rispetto del diritto è costitutivo di una pace giusta e duratura.
Il Consiglio federale adempie sin d'ora taluni obiettivi della mozione. Nondimeno il
Consiglio federale non ritiene opportuno né auspicabile avviare i passi
preconizzati dall'autore della mozione e propone pertanto il rigetto della mozione,
il cui oggetto costituisce comunque un ambito che rientra nella competenza
originaria del Consiglio federale in materia di politica estera.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.