01.1009 · Interrogazione ordinaria · 2001-03-20
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Nella risposta alla mozione Grossenbacher (99.3184) del 7 giugno 1999, il Consiglio
federale ha proposto di trasformare la mozione in postulato. La mozione non è stata
trattata in Parlamento e il 22 dicembre 1999 l'intervento è stato tolto di ruolo poiché
l'autrice ha lasciato il Consiglio nazionale.
Ciò nonostante, il Consiglio federale vorrebbe cogliere l'occasione per informare sullo
stato delle attività della Confederazione nell'ambito del gender training per i
partecipanti alle missioni di pace, da quando ha preso posizione sulla mozione
Grossenbacher.
La Svizzera è convinta che la formazione sulle questioni relative ai sessi destinata ad
esperti civili e militari che partecipano a operazioni umanitarie, di salvaguardia delle
condizioni di esistenza e di promozione della pace rivesta un ruolo importante. La
presa in considerazione delle specificità dei sessi può avere un effetto benefico su
queste missioni e, di conseguenza, migliorare la qualità dell'impegno svizzero. È
proprio nel contesto di nuovi conflitti - conflitti etnici intrastatali, destabilizzazione
politica, violazione dei diritti dell'uomo, rifiuto dello Stato di diritto - e della
ricostruzione dopo tali conflitti che le questioni relative ai sessi acquisiscono
importanza, motivo per cui si richiedono maggiori competenze in questo ambito. La
presa in considerazione dei ruoli e dei bisogni specifici degli uomini e delle donne
durante e dopo i conflitti può contribuire in misura considerevole all'adempimento di
una missione.
In seno all'Amministrazione federale sono in corso numerose attività e iniziative in
vista di introdurre moduli di formazione sulle questioni relative ai sessi nel quadro
delle formazioni per le missioni di pace. Si discute in particolare sulle possibilità di
cooperazione tra gli uffici interessati.
Già da qualche tempo, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) dedica
un'attenzione particolare alla sensibilizzazione ai rapporti sociali tra uomo e donna. In
seno alla Direzione politica e alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione
(DSC) diversi collaboratori si occupano in modo specifico di questa tematica. Presso
la Direzione politica trattano essenzialmente temi, quali i diritti delle donne, le donne
nei conflitti, la tratta delle donne, le donne quali rifugiati e la promozione delle
questioni relative ai sessi (gender issues) in seno all'ONU, all'OSCE e nel quadro del
Patto di stabilità.
Dal 1993, la DSC conduce una politica improntata alla parità dei sessi e dal 1991
propone corsi che permettono di acquisire i concetti e gli strumenti di base necessari
a un'analisi e a una pianificazione secondo criteri legati al sesso. Tali corsi sono
aperti sia ai collaboratori della DSC che alle persone esterne interessate. Per
quest'anno è previsto un corso di monitoraggio sul tema gender durante il quale
saranno messi a punto altri strumenti che potranno essere applicati in tutti i settori. Il
servizio competente, che da ottobre 2000 è stato integrato nella Sezione
governanza, dà il suo sostegno a tutte le altre unità amministrative e collabora con
esse. In seno alla nuova Sezione governanza, i lavori relativi al tema "gender e
buona governanza" lasciano un posto particolare al tema "gender e diritti dell'uomo".
Per la nuova sezione prevenzione e risoluzione dei conflitti, le questioni relative ai
sessi sono di primaria importanza. Un accento particolare è posto sul sostegno delle
donne nei loro ruoli specifici prima, durante e dopo i conflitti. Le questioni relative ai
sessi sono altresì trattate negli uffici di coordinamento. È così possibile attirare
l'attenzione delle persone che partecipano a operazioni umanitarie, di salvaguardia
delle condizioni di esistenza o del mantenimento della pace all'estero sulle gender
issues nel contesto specifico del Paese interessato.
Le questioni relative ai sessi sono oggetto di attenzione particolare anche nel quadro
della preparazione alle missioni e del perfezionamento dei membri del Corpo
svizzero di aiuto in caso di catastrofe (ASC). Anziché limitarsi esclusivamente a un
modulo di formazione specifico, tali questioni sono integrate in modo trasversale a
diversi moduli di formazione dell'ASC, sia che si tratti dei corsi d'introduzione o dei
corsi specializzati. Infatti, l'ncaricata per la promozione delle pari opportunità della
DSC partecipa alla concezione di queste formazioni in veste di consulente.
Il 4 dicembre 2000 il Consiglio federale ha deciso di istituire un Pool svizzero di
esperti per la promozione civile della pace (PEP) di cui ha approvato il concetto.
Questo pool raggruppa in una medesima banca dati i pool esistenti costituiti da
personale civile incaricato di promuovere la pace. Il concetto stabilisce inoltre le
procedure di reclutamento, di formazione e di assistenza dei membri del pool. La
formazione riveste un ruolo particolare. Al riguardo, possono essere utili le
esperienze maturate nell'ambito del corso di formazione per osservatori dei diritti
dell'uomo. In effetti, questo corso impartito dal 1999 dalla Divisione politica IV della
Direzione politica comprendeva già elementi legati alla problematica uomo-donna.
La formazione di base del PEP, che avrà luogo per la prima volta nel novembre
2001, non deve avere quale principale obiettivo di trasmettere conoscenze teoriche.
Numerosi esercizi pratici, discussioni, giochi di ruolo e studi di casistiche dovranno
infatti permettere ai partecipanti di acquisire i principi di base, le tecniche e le
strategie che potranno applicare tenendo conto delle esigenze specifiche di una
missione e del contesto in cui operano. Le questioni relative ai sessi devono essere
possibilmente trattate ripetutamente e in modo trasversale in numerosi esercizi
pratici, come è già stato attuato con successo nel corso di formazione destinato agli
osservatori dei diritti dell'uomo. È inoltre previsto un modulo di formazione che si
riferisce esclusivamente alle questioni relative ai sessi concepito secondo gli
standard dell'OCSE, come lo è del resto anche l'insieme del corso.
Presso il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e
dello sport (DDPS), il tema gender è già sin d'ora trattato in maniera specifica nei
moduli di formazione previsti per gli osservatori dell'ONU e i membri della Swisscoy
per quanto concerne il diritto internazionale dei conflitti armati e i diritti dell'uomo.
Inoltre prossimamente verranno formati esperti giuridici che potranno consigliare, in
questa veste, il comandante del contingente interessato sulla problematica uomo-
donna.
Dall'inizio del 2001, la Svizzera dispone altresì di un corso di formazione completo
intitolato "Gender and Peace Keeping Operations" che è stato elaborato su mandato
del Canada e della Gran Bretagna. Il DFAE e il DDPS stanno determinando se, e
secondo quali modalità, questo corso potrebbe essere impartito nell'ambito della
formazione di esperti civili e militari della pace.
La Svizzera si impegna inoltre affinché la formazione nelle questioni relative ai sessi
riceva tutta l'attenzione voluta nelle organizzazioni internazionali - in particolare
l'OSCE e l'ONU - per le quali esperti svizzeri effettuano missioni. Fino alla fine del
1999, la Svizzera aveva messo a disposizione del Segretariato dell'OSCE una
consulente per i diritti delle donne, posto da allora finanziato mediante il bilancio
ordinario dell'organizzazione. Detta consulente ha messo a punto una formazione
sulle questioni relative alle donne seguita da tutti coloro che partecipano per la prima
volta a una missione.
Nelle direttive inerenti alla formazione dei partecipanti alle missioni, che sono state
pubblicate l'anno scorso dal Segretariato dell'OSCE per il progetto REACT (Rapid
Expert Assistance and Cooperation Teams), sono presi in considerazione anche gli
aspetti legati al sesso. La consulente per i diritti delle donne dell'OCSE ha messo a
punto, sulla base degli standard di formazione per REACT, un modulo di formazione
sulle gender issues nelle situazioni di conflitto.
Il DDPS prevede di sostenere un progetto dell'UNITAR che si prefigge di allestire una
formazione appositamente destinata alle donne. Questo progetto si inserisce
nell'ambito della promozione delle donne nelle operazioni di mantenimento e di
sostegno della pace. Nel corso dei prossimi anni, l'ONU aumenterà al 30 per cento la
quota delle donne che operano al servizio della pace, al fine di migliorare le
possibilità di successo delle missioni di pace. In un primo tempo, occorrerà rilevare i
bisogni, le aspettative e le esperienze delle donne che hanno già partecipato o che si
prevede di destinare a una missione di pace. La seconda fase del progetto
consisterà nell'assicurare una formazione commisurata alle donne che la seguono.
Dato che le missioni di pace civili e militari acquisiranno maggiore importanza anche
in futuro, aumenterà anche il fabbisogno di personale qualificato e con una buona
formazione. In questo contesto, la Svizzera continuerà a rivolgere una grande
attenzione alla sensibilizzazione sui rapporti tra i sessi.
Risposta del Consiglio federale.