01.1026 · Interrogazione ordinaria · 2001-05-07
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
La DCL Data Care AG, in qualità di centro di servizi incaricato dai Comuni di effettuare il censimento nel 2000, si occupa di tutti i compiti comunali legati al rilevamento dei dati del 90 % della popolazione (prestampa dei questionari con i dati dei registri degli abitanti, imbustamento automatico e invio dei questionari, controllo dei ritorni e invio di richiami). L'Ufficio federale di statistica (UST) ha incaricato la DCL Data Care AG di procedere alla registrazione e allo spoglio dei dati della rilevazione strutturale. Tale mandato si basa sull'articolo 25 dell'ordinanza sul censimento federale della popolazione del 2000, sulle direttive emanate per il centro di servizi dell'UST, sui contratti tipo stipulati con i Comuni e i Cantoni per la fornitura delle prestazioni e, per quanto concerne i compiti federali, sul contratto di produzione tra l'UST e la DCL AG.
Anche questo mandato, come tutti i censimenti, rappresenta una situazione eccezionale limitata nel tempo. Per svolgere i compiti legati a questo progetto, la DCL AG di Kriens ha dovuto assumere circa 450 collaboratori a tempo parziale. Nonostante si trattasse di assunzioni limitate nel tempo, non è stato possibile indicare nei contratti una data di scadenza precisa, visto che quest'ultima dipendeva essenzialmente dall'andamento del progetto. Contrariamente ai censimenti precedenti, che prevedevano l'impiego di un determinato numero di contatori, un metodo già conosciuto, nel 2000 si è optato per nuove tecniche diversificate. La popolazione ha potuto, per esempio, per la prima volta rinviare il questionario per posta o compilarlo su internet. Oltre a queste innovazioni, che non permettevano previsioni precise, vi erano anche molte incertezze in merito alle tecnologie utilizzate nell'ambito dello scanning dei questionari.
La registrazione dei questionari, per esempio, ha richiesto soltanto quattro mesi al posto dei previsti cinque e l'85 % delle risposte è pervenuto senza bisogno di sollecitazioni (contrariamente allo scenario più pessimista che prevedeva una quota pari al 60 percento). Tuttavia, determinati programmi EED utilizzati attualmente per la verifica dei dati sono più lenti di quanto immaginato.
La DCL AG ha illustrato queste particolari circostanze ai collaboratori in questione sia prima dell'assunzione che durante il rapporto di lavoro, ribadendo a più riprese che i contratti erano limitati a una durata che poteva variare da 6 ad un massimo di 18 mesi. I contratti di lavoro a tempo indeterminato con una disdetta di un mese sono stati stipulati a partire dal 20 novembre 2000. Nell'aprile 2001 si è conclusa un'importante prima fase del progetto ed è per questo motivo che il 21 aprile 150 collaboratori a tempo parziale su 370 sono stati licenziati per la fine di maggio. Si è trattato di collaboratori ausiliari il cui impiego, come previsto, non era più giustificato in seguito alla diminuzione del volume di lavoro.
La procedura adottata dalla DCL AG per le assunzioni e i licenziamenti corrisponde alla prassi e tutti gli interessati erano a conoscenza delle relative condizioni. Non si può perciò parlare di licenziamenti fuori dalla norma o problematici. I collaboratori sono stati informati correttamente, sin dall'inizio e anche periodicamente durante la durata del rapporto di lavoro. Di conseguenza, non erano possibili malintesi circa il futuro professionale.
Inoltre, la DCL AG ha contattato per tempo l'ufficio collocamento, informandolo correttamente in merito alla situazione. Nonostante la ditta sotto il profilo legale e contrattuale non sia obbligata a stilare un piano sociale, essa è disposta ad esaminare la possibilità di adottare misure bilaterali per i casi socialmente difficili. Per di più, la DCL AG intrattiene buoni contatti con diverse imprese della regione. Da verifiche dell'UST è risultato che metà maggio erano state segnalate alla DCL AG circa 80 offerte di lavoro concrete presso imprese attive in campi analoghi. Visto il tasso di occupazione del personale licenziato, i posti vacanti superavano il bisogno effettivo (il tasso di occupazione complessivo dei 150 collaboratori licenziati corrisponde a 70 posti a tempo pieno). Si poteva dunque partire dal presupposto che la maggior parte delle persone licenziate avrebbe trovato rapidamente un altro impiego, grazie alla buona congiuntura economica nella Svizzera centrale.
In questo contesto va precisato che la DCL AG si è sempre impegnata a offrire le migliori condizioni di lavoro possibili ai collaboratori assunti nell'ambito del progetto "censimento 2000". In particolare adempiendo le richieste in materia di lavoro a tempo parziale, offrendo la possibilità di partecipare gratuitamente a corsi di informatica e istituendo, appositamente per questo progetto, un asilo nido all'interno dell'edificio.
Spetterebbe al tribunale competente decidere eventualmente in merito alla legalità. Il Consiglio federale non può prendere posizione in merito all'eventuale giudizio del tribunale sui licenziamenti della DCL AG summenzionati.
Nel caso dovessero essere pagati dei risarcimenti, gli oneri andrebbero interamente a carico della DCL AG che ha assunto e in seguito licenziato il personale nel quadro delle sue competenze e delle sue responsabilità sancite dal diritto privato. I contratti di lavoro sono stati stipulati esclusivamente tra la DCL AG e i suoi collaboratori, la Posta non è coinvolta in nessun modo.
Nel frattempo, la DCL AG e i sindacati sono giunti ad un accordo, per cui non dovrebbe più essere attuale il problema del risarcimento.
Risposta del Consiglio federale.