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01.3029 · Mozione · 2001-03-06

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il rapidissimo sviluppo economico che ha caratterizzato gli ultimi anni ha provocato un

aumento della domanda di personale qualificato. Ciò si osserva segnatamente nel settore

delle tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni. Il Consiglio federale deve però

tenere conto anche delle esigenze di altri settori che godono degli stessi diritti. A prescindere

dal fatto che il benessere della popolazione dipende anzitutto da una struttura economica

poliedrica, le esigenze formulate vanno parimenti situate in un contesto socio-politico.

Il Consiglio federale è conscio dell'importanza delle tecnologie di punta per lo sviluppo futuro

della nostra economia. Già nel 1998 esso approvava una strategia volta a promuovere la

società dell'informazione nel nostro Paese. I Dipartimenti interessati sono attualmente al

lavoro per attuare tale strategia. Onde colmare il più rapidamente possibile il fabbisogno di

informatici sono stati consentiti sforzi enormi segnatamente nel settore della formazione e

del perfezionamento, mediante la realizzazione di nuovi assetti nonché l'istituzionalizzazione

delle scuole universitarie professionali.

Dal punto di vista politico, la creazione di un contingente speciale annuo di 10 000 unità

destinato all'insediamento di nuove imprese tecnologiche sarebbe tuttavia difficilmente

difendibile. La motivazione della mozione spiega che questa richiesta poggia essenzialmente

su un'inchiesta svolta dall'associazione professionale "Le Réseau" a Ginevra. Queste cifre

non possono però essere applicate all'intera Svizzera. Le indagini svolte presso numerose

imprese dall'Istituto di ricerche congiunturali del politecnico di Zurigo, ad esempio, non

rilevano una carenza generale di personale specializzato nelle tecnologie di punta tale da

ostacolare in maniera rilevante lo sviluppo economico nel nostro Paese. Le imprese

sembrano peraltro trovare da sé soluzioni praticabili.

A fine ottobre 2000 il grado di utilizzo delle unità di contingente a disposizione per i permessi

annuali ha raggiunto, con il 90%, il livello più elevato mai registrato. Stando alle domande

depositate presso la Confederazione, il 20% di questi contingenti è andato a beneficio del

settore dell'informatica. Il fabbisogno prospettato a fine marzo 2001 dall'economia supera

nuovamente il valore registrato l'anno precedente, per cui il Consiglio federale segue con

vivo interesse l'ulteriore sviluppo.

Sinora il Consiglio federale ha sempre rifiutato di accordare contingenti speciali a determinati

settori, tantopiù che la legge vieta alla Confederazione di imporre ai Cantoni il rilascio di

permessi. Tra i motivi principali dell'attuale penuria di personale specializzato vi è la velocità

vertiginosa con cui le tecnologie sono evolute - processo difficilmente prevedibile all'inizio

degli anni Novanta. Un ulteriore motivo, stando a pertinenti indagini, risiederebbe nel fatto

che numerose imprese non hanno praticato una pianificazione del personale a lungo termine

e sono dunque state sorprese dai cambiamenti intervenuti rapidamente. Ora, proprio in

situazioni di forte domanda di personale qualificato, anche l'economia è chiamata ad

adoperarsi per accelerare la formazione di nuove forze lavoro.

Va detto inoltre che è difficile prevedere quanto tempo durerà l'attuale forte domanda di

informatici. Osservando i recenti valori tecnologici registrati in borsa non sarebbe da

escludere che, in un futuro ravvicinato, si assisterà a una fase di consolidamento. Per le

imprese "higtech" ciò potrebbe significare la fusione o la scomparsa dal mercato - come

dimostrato dalla prassi. Sarebbero così costantemente liberati degli specialisti che

potrebbero essere impiegati da altre imprese. Data l'attuale ricchezza delle possibilità di

formazione nel settore, è inoltre lecito presumere che tra alcuni anni gli informatici che

accederanno al mercato del lavoro basteranno a soddisfare il fabbisogno di personale

specializzato (sostituzioni e nuove assunzioni).

Sinora, di regola, le unità di contingente erano messe a disposizione senza problemi purché

fossero rispettate le condizioni salariali e lavorative in uso nella regione e nella professione.

Nel contesto del trasferimento di quadri o di mandati di ricerca vi è inoltre la possibilità,

mediante appositi moduli, di beneficiare di un trattamento accelerato da parte delle

competenti autorità cantonali e federali. Ora, se la procedura di permesso non implicasse i

Cantoni non sarebbe possibile tenere conto dei bisogni regionali né valutare correttamente la

situazione del mercato del lavoro sul posto.

Un confronto con gli USA appare per molti versi discutibile. In primo luogo non vi è un altro

Paese al mondo con una tale concentrazione di imprese-leader a livello mondiale nel settore

della software. L'elevato fabbisogno di specialisti che caratterizza l'America del Nord è

direttamente legato a questa situazione. Va detto poi che numerosi specialisti stranieri già si

trovano in territorio americano per cui non è necessario, come in Svizzera, reclutare

dapprima tale personale - in una regione non anglofona. Questi specialisti sono sovente neo-

diplomati di rinomate università statunitensi desiderosi di intraprendere un'attività

nell'industria privata americana. Si osservi infine che, sulla base di una stima effettuata dal

"Bundesverband der deutschen Informatik-Branche" secondo cui mancherebbero al Paese

circa 75'000 esperti in informatica, il Governo tedesco ha deciso di rilasciare 20 000 "Green-

Cards". La "Bundesanstalt für Arbeit" di Norimberga ha tuttavia comunicato che sinora tale

possibilità è stata sfruttata solo in minima parte.

Il Consiglio federale condivide in linea di massima l'opinione dell'autore della mozione

secondo cui la possibilità di disporre di personale qualificato costituisce un criterio

d'investimento essenziale in vista dell'insediamento di nuove imprese. La scelta

dell'ubicazione dell'impresa non dipende tuttavia esclusivamente dalla disponibilità di

contingenti e dall'efficacia della procedura di ammissione per il personale straniero. Nella

decisione entrano in gioco numerosi altri fattori che sfuggono in parte o interamente

all'influsso del Consiglio federale. Sono inoltre determinanti le condizioni geografiche,

l'offerta di alloggi e di locali commerciali adeguati, spesso anche la possibilità per i figli di

frequentare la scuola in inglese, senza dimenticare poi il contesto economico generale

nonché aspetti fiscali.

Con l'entrata in vigore dell'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE, inoltre, il

padronato svizzero potrà disporre di ulteriori 150 milioni di lavoratori. Come sottolineato nel

contesto della votazione sugli accordi bilaterali con l'UE e di quella sull'iniziativa del 18% e,

più di recente, nel disegno di una nuova legge sugli stranieri, il Consiglio federale perseguirà

anche in avvenire gli obiettivi della politica in materia di stranieri:

- libera circolazione con i Paesi dell'UE/AELS e

- ammissione restrittiva di personale qualificato proveniente da Stati terzi.

Il Consiglio federale respinge pertanto le quattro mozioni Neirynck, Polla, Frey Claude e

Cornu in quanto non opportune.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.