01.3031 · Mozione · 2001-03-06
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il rapidissimo sviluppo economico che ha caratterizzato gli ultimi anni ha provocato
un aumento della domanda di personale qualificato. Ciò si osserva segnatamente nel
settore delle tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni. Il Consiglio
federale deve però tenere conto anche delle esigenze di altri settori che godono degli
stessi diritti. A prescindere dal fatto che il benessere della popolazione dipende
anzitutto da una struttura economica poliedrica, le esigenze formulate vanno
parimenti situate in un contesto socio-politico.
Il Consiglio federale è conscio dell'importanza delle tecnologie di punta per lo
sviluppo futuro della nostra economia. Già nel 1998 esso approvava una strategia
volta a promuovere la società dell'informazione nel nostro Paese. I Dipartimenti
interessati sono attualmente al lavoro per attuare tale strategia. Onde colmare il più
rapidamente possibile il fabbisogno di informatici sono stati consentiti sforzi enormi
segnatamente nel settore della formazione e del perfezionamento, mediante la
realizzazione di nuovi assetti nonché l'istituzionalizzazione delle scuole universitarie
professionali.
Dal punto di vista politico, la creazione di un contingente speciale annuo di 10 000
unità destinato all'insediamento di nuove imprese tecnologiche sarebbe tuttavia
difficilmente difendibile. La motivazione della mozione spiega che questa richiesta
poggia essenzialmente su un'inchiesta svolta dall'associazione professionale "Le
Réseau" a Ginevra. Queste cifre non possono però essere applicate all'intera
Svizzera. Le indagini svolte presso numerose imprese dall'Istituto di ricerche
congiunturali del politecnico di Zurigo, ad esempio, non rilevano una carenza
generale di personale specializzato nelle tecnologie di punta tale da ostacolare in
maniera rilevante lo sviluppo economico nel nostro Paese. Le imprese sembrano
peraltro trovare da sé soluzioni praticabili.
A fine ottobre 2000 il grado di utilizzo delle unità di contingente a disposizione per i
permessi annuali ha raggiunto, con il 90%, il livello più elevato mai registrato. Stando
alle domande depositate presso la Confederazione, il 20% di questi contingenti è
andato a beneficio del settore dell'informatica. Il fabbisogno prospettato a fine marzo
2001 dall'economia supera nuovamente il valore registrato l'anno precedente, per cui
il Consiglio federale segue con vivo interesse l'ulteriore sviluppo.
Sinora il Consiglio federale ha sempre rifiutato di accordare contingenti speciali a
determinati settori, tantopiù che la legge vieta alla Confederazione di imporre ai
Cantoni il rilascio di permessi. Tra i motivi principali dell'attuale penuria di personale
specializzato vi è la velocità vertiginosa con cui le tecnologie sono evolute - processo
difficilmente prevedibile all'inizio degli anni Novanta. Un ulteriore motivo, stando a
pertinenti indagini, risiederebbe nel fatto che numerose imprese non hanno praticato
una pianificazione del personale a lungo termine e sono dunque state sorprese dai
cambiamenti intervenuti rapidamente. Ora, proprio in situazioni di forte domanda di
personale qualificato, anche l'economia è chiamata ad adoperarsi per accelerare la
formazione di nuove forze lavoro.
Va detto inoltre che è difficile prevedere quanto tempo durerà l'attuale forte domanda
di informatici. Osservando i recenti valori tecnologici registrati in borsa non sarebbe
da escludere che, in un futuro ravvicinato, si assisterà a una fase di consolidamento.
Per le imprese "higtech" ciò potrebbe significare la fusione o la scomparsa dal
mercato - come dimostrato dalla prassi. Sarebbero così costantemente liberati degli
specialisti che potrebbero essere impiegati da altre imprese. Data l'attuale ricchezza
delle possibilità di formazione nel settore, è inoltre lecito presumere che tra alcuni
anni gli informatici che accederanno al mercato del lavoro basteranno a soddisfare il
fabbisogno di personale specializzato (sostituzioni e nuove assunzioni).
Sinora, di regola, le unità di contingente erano messe a disposizione senza problemi
purché fossero rispettate le condizioni salariali e lavorative in uso nella regione e
nella professione. Nel contesto del trasferimento di quadri o di mandati di ricerca vi è
inoltre la possibilità, mediante appositi moduli, di beneficiare di un trattamento
accelerato da parte delle competenti autorità cantonali e federali. Ora, se la
procedura di permesso non implicasse i Cantoni non sarebbe possibile tenere conto
dei bisogni regionali né valutare correttamente la situazione del mercato del lavoro
sul posto.
Un confronto con gli USA appare per molti versi discutibile. In primo luogo non vi è
un altro Paese al mondo con una tale concentrazione di imprese-leader a livello
mondiale nel settore della software. L'elevato fabbisogno di specialisti che
caratterizza l'America del Nord è direttamente legato a questa situazione. Va detto
poi che numerosi specialisti stranieri già si trovano in territorio americano per cui non
è necessario, come in Svizzera, reclutare dapprima tale personale - in una regione
non anglofona. Questi specialisti sono sovente neo-diplomati di rinomate università
statunitensi desiderosi di intraprendere un'attività nell'industria privata americana. Si
osservi infine che, sulla base di una stima effettuata dal "Bundesverband der
deutschen Informatik-Branche" secondo cui mancherebbero al Paese circa 75'000
esperti in informatica, il Governo tedesco ha deciso di rilasciare 20 000 "Green-
Cards". La "Bundesanstalt für Arbeit" di Norimberga ha tuttavia comunicato che
sinora tale possibilità è stata sfruttata solo in minima parte.
Il Consiglio federale condivide in linea di massima l'opinione dell'autore della
mozione secondo cui la possibilità di disporre di personale qualificato costituisce un
criterio d'investimento essenziale in vista dell'insediamento di nuove imprese. La
scelta dell'ubicazione dell'impresa non dipende tuttavia esclusivamente dalla
disponibilità di contingenti e dall'efficacia della procedura di ammissione per il
personale straniero. Nella decisione entrano in gioco numerosi altri fattori che
sfuggono in parte o interamente all'influsso del Consiglio federale. Sono inoltre
determinanti le condizioni geografiche, l'offerta di alloggi e di locali commerciali
adeguati, spesso anche la possibilità per i figli di frequentare la scuola in inglese,
senza dimenticare poi il contesto economico generale nonché aspetti fiscali.
Con l'entrata in vigore dell'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE,
inoltre, il padronato svizzero potrà disporre di ulteriori 150 milioni di lavoratori. Come
sottolineato nel contesto della votazione sugli accordi bilaterali con l'UE e di quella
sull'iniziativa del 18% e, più di recente, nel disegno di una nuova legge sugli stranieri,
il Consiglio federale perseguirà anche in avvenire gli obiettivi della politica in materia
di stranieri:
- libera circolazione con i Paesi dell'UE/AELS e
- ammissione restrittiva di personale qualificato proveniente da Stati terzi.
Il Consiglio federale respinge pertanto le quattro mozioni Neirynck, Polla, Frey Claude e
Cornu in quanto non opportune.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.