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01.3164 · Mozione · 2001-03-23

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di togliere la mozione di ruolo.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide il desiderio dell'autore di una maggiore cooperazione della

Svizzera con i Paesi del Bacino a Sud e a Est del Mediterraneo, non solo per la loro

vicinanza geografica o per gli importanti legami storici, ma anche perché questa regione

sta vivendo un difficile periodo di transizione (crisi interne, problemi generali di sviluppo,

conflitti latenti o aperti). Questo contesto rende necessario da parte della Svizzera un

rafforzamento del dialogo e del suo impegno, in particolare nel settore della cultura.

Gli interessi della Svizzera coincidono con quelli dei suoi vicini europei e comprendono

diversi settori (sicurezza, migrazioni, sviluppo economico e sociale ecc.). Ciò nonostante,

non essendo membro dell'Unione europea, la Svizzera non ha accesso alle strutture

multilaterali istituite dai nostri vicini con i loro partner dell'area del Mediterraneo. Deve

quindi concentrare la sua cooperazione nell'ambito di organizzazioni di cui fa parte o agire

a livello bilaterale. A questo proposito può contare sui suoi punti forti, in particolare sulla

sua presenza diplomatica ed economica in ognuno dei Paesi del Mediterraneo,

sull'importanza a livello internazionale delle sue città e delle sue università, sulla sua

tradizione umanitaria e sul suo modello di coesistenza tra diverse comunità linguistiche e

religiose.

Nel suo rapporto scritto del 5 aprile 1995 in risposta alla mozione Spielmann "Zona di

scambio culturale ed economico con i Paesi del Bacino mediterraneo" (95.3046), il cui

contenuto è essenzialmente ripreso nella presente mozione, il Consiglio federale aveva

indicato i settori nei quali la Svizzera è attiva nel Mediterraneo. Aveva inoltre espresso la

sua volontà di intensificare la sua presenza e il suo impegno, concludendo con la proposta

di togliere di ruolo la mozione.

Da allora, le preoccupazioni del Consiglio federale nei confronti dei Paesi del Bacino a

Sud e a Est del Mediterraneo sono rimaste costanti. Nel suo "Rapporto sulla politica estera

2000" sottolinea che "gli sviluppi in questa regione richiedono un'attenzione costante da

parte della politica estera e di sicurezza della Svizzera" e definisce questa regione "una

priorità geografica". Un ampio lavoro di consultazione e di riflessione interdipartimentale

riguardante questa stessa regione sta peraltro terminando; si è concretizzato con la

redazione di una "strategia di politica estera della Svizzera per il Bacino a Sud e a Est del

Mediterraneo" che sarà comunicata al Parlamento al momento opportuno. Questo

documento è uno strumento di attuazione della politica estera della Svizzera nel Bacino

mediterraneo allo scopo di promuovere al meglio i suoi interessi, in particolare politici ed

economici, ma anche di rafforzare le relazioni reciproche mediante il dialogo tra le culture,

le religioni e le civilizzazioni, scambi scientifici e programmi di cooperazione.

Nei settori sociale, culturale e umanitario, la Svizzera si dimostra molto attiva : organizza

conferenze (ad es. ad Amman sui "conflitti e le religioni nel Medio Oriente" o a Nazareth su

"l'entrata nel nuovo millennio: i diritti del fanciullo") o manifestazioni itineranti (esposizioni

di Mario Botta e del fotografo Michael von Graffenried) e partecipa a festival artistici

(musica, cinema, letteratura, architettura). In occasione dell'anno del "dialogo delle

civilizzazioni" delle Nazioni Unite, un progetto iniziato dall'Iran, la Svizzera partecipa

attivamente versando in particolare un aiuto finanziario diretto al segretario generale

dell'ONU, ma anche collaborando all'organizzazione dei colloqui (es. "Africanità e

universalità di Sant'Agostino" ad Algeri) o attuando progetti concernenti la società civile

(per es. le donne). Infine, un'antenna della fondazione Pro Helvetia è stata aperta al Cairo,

allo scopo di favorire progetti culturali orientati anch'essi al dialogo e alla comprensione

reciproca. La Svizzera promuove inoltre gli scambi interuniversitari, concedendo in

particolare borse di studio. In materia di diritti dell'uomo e di diritto umanitario, sono stati

presi provvedimenti bilaterali allo scopo di promuovere il rispetto degli standard umanitari

fondamentali, in particolare in occasione delle visite che il capo del DFAE ha effettuato in

Algeria, Tunisia, Egitto, Siria, Libano, Israele, nei Territori palestinesi e in Turchia e delle

visite effettuate dal segretario di Stato del DFAE in Marocco e in Libia. L'aiuto allo sviluppo

si manifesta sotto forma di progetti diversi come quello della formazione professionale

delle donne, del sostegno all'agricoltura, del sostegno all'attività delle ONG o di programmi

di controllo, di gestione e di riciclaggio dei rifiuti. La Svizzera intende proseguire e

intensificare queste attività, in particolare quelle che servono a creare ponti tra le culture e

le civilizzazioni.

Nell'ambito dell'Organizzazione internazionale della Francofonia, assieme a Francia,

Monaco, Marocco, Tunisia, Egitto, Libano, ma anche Albania e Macedonia, la Svizzera

partecipa inoltre a una cooperazione, pur non limitata al Bacino mediterraneo, in cui il

francese è il vettore di valori comuni soprattutto in campo culturale. Il prossimo vertice

dell'Organizzazione avrà luogo a Beirut nell'ottobre 2001 sul tema del dialogo tra le

culture. Nell'ambito dell'UNESCO, infine, i programmi interculturali concernono anche

questa regione: ad esempio, il Comitato esecutivo della campagna internazionale per

l'istituzione del Museo della Nubia ad Assuan e del Museo nazionale della civilizzazione

egiziana al Cairo è presieduto da un rappresentante svizzero, il professor Michel Vallogia

dell'Università di Ginevra.

Le domande dell'autore della mozione sono quindi soddisfatte.

Il Consiglio federale propone di togliere la mozione di ruolo.