01.3445 · Interpellanza · 2001-09-18
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Gli eventi cui si riferisce interpellanza sono deplorevoli e non lasciano indifferente il Consiglio federale. La violenza in generale ma anche la criminalità dei giovani e degli stranieri sono in special modo temi che da tempo preoccupano le autorità federali e cantonali. Le attività più importanti per questo complesso di tematiche possono essere enumerate come segue:
-Il Consiglio federale ha preso atto il 3 luglio 2001 del rapporto finale del gruppo di lavoro Criminalità degli stranieri (AGAK, composto da rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni e delle città). Il rapporto contiene una serie di proposte per la prevenzione e la lotta alla criminalità straniera. Inoltre vi sono anche misure per promuovere l'integrazione, a cui si attribuisce secondo AGAK un significato centrale, infatti la mancanza d'integrazione è indicata come la ragione principale dell'alto grado di criminalità tra gli stranieri. Si aggiungono a ciò misure di controllo preventive e repressive, per quanto siano in primo piano adeguati controlli interni al Paese e ai confini per tenere a distanza le persone con intenzioni criminali. Si propone inoltre un'ottimizzazione della coordinazione delle autorità a livello nazionale e internazionale. Un gruppo di lavoro della Conferenza dei capi dei dipartimenti di giustizia e polizia (CCDGP) elaborerà un progetto per concretizzare le proposte in misure.
- Al momento, sotto la direzione del Servizio di analisi e prevenzione dell'Ufficio federale di polizia, il gruppo di lavoro interdipartimentale "coordinazione e attuazione delle misure nell'ambito dell'estremismo di destra" sta elaborando raccomandazioni concrete per migliorare l'elaborazione dell'informazione, la prevenzione e il perseguimento penale nell'ambito dell'estremismo violento. Il rapporto è sottoposto anche al Consiglio federale. In questo contesto è affrontato anche il tema della tifoseria violenta.
-Con l'entrata in vigore dell'ordinanza sulle armi dal 1° gennaio 1999 il Consiglio federale ha emanato un divieto di porto d'armi per determinati gruppi di persone straniere. L'Ufficio centrale Armi dell'Ufficio federale di polizia (UCA) gestisce una banca dati sull'acquisto di armi da parte di cittadini stranieri privi del permesso di domicilio. Inoltre l'UCA riceve le sentenze emanate dai tribunali riguardanti le infrazioni alla legge sulle armi; queste sono valutate secondo i criteri delle forme di abuso e delle nazionalità dei criminali.
-L'Ufficio federale di statistica (UFS) dedica nell'ultimo annuario (Annuario statistico della Svizzera 2001) uno speciale contributo alla "Criminalità delle persone straniere in Svizzera". L'allegato mostra in base alla statistica delle sentenze penali, lo sviluppo della delinquenza (1991-1998), la situazione come anche i retroscena della delinquenza straniera. Nell'ambito del progetto "Nuova statistica della criminalità" (coordinazione lavori UFS) un gruppo della Commissione svizzera di criminologia sta elaborando delle nuove regole di raccolta per la statistica giudiziaria di polizia (SPG). In questo contesto si devono abbracciare meglio anche gli aspetti della criminalità degli stranieri.
-La Commissione federale contro il razzismo (CFR) osserva tutte le forme di razzismo in base all'articolo 261bis CP. Se le forme di violenza degli stranieri si debbano motivare con il razzismo, allora è compito del CFR analizzarle e trovare le soluzioni per la prevenzione.
-La Commissione federale per la gioventù (CFG) ha il compito legale di osservare lo sviluppo del comportamento dei giovani nella società. Nell'agosto del 1998 ha pubblicato un rapporto sul tema della violenza giovanile ("I giovani: vittime o carnefici?"). Uno speciale capitolo è dedicato anche all'argomento "Jugendkriminalität und immigrierte Minderheiten im Kanton Zürich" (ndt. Criminalità giovanile e minoranze immigrate nel Canton Zurigo).
-Dal 1997 la ricerca sociale, nell'ambito del Programma nazionale di ricerca 40 (PNR 40), si occupa delle questioni di "violenza quotidiana e criminalità organizzata". I punti controversi che ivi vengono sollevati, in particolare sulla "Gioventù violenta", vengono affrontati nelle prime pubblicazioni (bollettino n° 4). Per la "Ricerca delle cause dell'estremismo di destra" il Consiglio federale ha stabilito a metà giugno nell'ambito del PNR 40 un credito aggiuntivo di quattro milioni di franchi.
-In conseguenza agli atti di violenza nell'ambito dell'hockey su ghiaccio e le calcio di questa primavere e in vista della candidatura ai campionati europei di calcio del 2008, per compito del capo del DDPS, anche un gruppo di lavoro dell'Ufficio federale dello sport (UFSPO) si occupa da metà luglio 2001 di un'analisi della situazione sulla violenza durante le manifestazioni sportive.
Il Consiglio federale prende posizione sulle domande come segue:
1.In base alle attività appena ricordate a livello federale e cantonale, ma anche in considerazione del fatto che le misure di sicurezza nel presente ambito sono da attribuire alla competenza cantonale, non vi è ragione per il Consiglio federale allo stato attuale delle cose di prevedere ulteriori misure. Vale la pena infatti aspettare il piano di realizzazione delle proposte del sopracitato AGAK.
2. La legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS) racchiude decisioni, secondo le cui condizioni stranieri e straniere che in Svizzera hanno commesso crimini e che di conseguenza sono stati condannati ad allontanarsi dal nostro Paese, possono essere colpiti da un divieto di entrata in Svizzera oppure può essere ritirato o negato loro il diritto di soggiorno (art. 12 seg. LDDS).
Sulle tre problematiche
mantenere lontani i criminali stranieri
impedire e perseguire i crimini penali commessi da stranieri in Svizzera
impedire recidive ed esecuzione di allontanamento
l'AGAK si è espresso per quella sollevata dagli interpellanti in maniera molto articolata e ha proposto diverse misure. Inoltre si è anche pronunciato a favore che l'esecuzione d'allontanamento sia attuata in modo sistematico e che i tempi della procedura divengano ancor più veloci per i richiedenti d'asilo. Inoltre si deve, per esempio, esaminare la possibilità di far scontare la pena nella loro patria ai sempre più numerosi criminali stranieri.
3.L'applicazione del divieto d'acquistare armi, parti essenziali di armi, accessori di armi, munizioni ed elementi di munizioni nonché il porto di armi secondo l'articolo 9 dell'ordinanza sulle armi cade sotto la responsabilità cantonale. Il Consiglio federale è convinto, che i Cantoni eseguano le loro sopracitate incombenze in modo adeguato, valido ed efficiente. Non vede pertanto né l'occasione né la possibilità di presentare ai Cantoni un esposto a questo proposito.
Per quanto riguarda il controllo delle persone ai confini, lo si può effettivamente rendere più valido ed efficiente, sia con l'ampliamento del Corpo delle guardie di confine, sia mediante l'ottimizzazione della strumentazione tecnica per il controllo dei confini. A questo proposito vale anche la pena di indicare che nell'ambito del progetto USIS (Esame del sistema di sicurezza interna della Svizzera) è stato controllato non soltanto la suddivisione dei compiti di sicurezza tra Confederazione e Cantoni, ma ha rappresentato un particolare tema d'esame proprio il settore dei controlli ai confini. Questi lavori non sono ancora conclusi. Il Consiglio federale ha pertanto deciso, di attendere la conclusione del lavoro di USIS per l'ampliamento del Corpo delle guardie di confine.
4.Il Consiglio federale è consapevole, che anche le cerchie criminali utilizzano mezzi tecnici moderni per comunicazioni veloci, che quasi non richiedono alcun dispendio di tempo. Il Consiglio federale non intende anticipare la possibile discussione in Parlamento sul postulato della Commissione del Consiglio degli Stati degli affari giuridici del 6 settembre 2001 "Cellulari. Identificazione degli acquirenti delle carte prepagate" (01.3430; stato: non trasmesso). Esso testimonia però che telefonare si deve considerare come attività dell'esercizio dei diritti fondamentali della libera comunicazione, per questo una limitazione che riguarda una persona solo perché straniera o richiedente d'asilo, porterebbe a difficoltà appena superabili in base al diritto costituzionale.
5.Una parte delle attività ricordate all'inizio di molti organi federali, commissioni, uffici di ricerca si occupa approfonditamente della propensione alla violenza dei giovani. Anche L'AGAK ritiene che la mancata integrazione delle persone straniere nella società è da considerarsi come la principale ragione della loro criminalità. Ciò riguarda in particolare i giovani. L'AGAK desiste però dal proporre un pacchetto separato di misure per l'integrazione, perché esse devono venir elaborate dalla commissione federale degli stranieri in relazione con le istanze competenti cantonali e municipali nonché con i servizi stranieri coinvolti. In questo modo è espressamente salutata la possibilità di finanziamento dei progetti d'integrazione da parte della Confederazione, creata con il nuovo articolo sull'integrazione della LDDS. Questo progetto è nel frattempo stato attuato con successo, come indica la risposta del Consiglio federale all'interrogazione ordinaria Mugny (01.1049 Commissione federale degli stranieri. Sovvenzione dei progetti).
Non resta ora che attendere i risultati dei lavori ricordati poc'anzi, per poter raggiungere una quanto mai durevole autorità sui ragazzi e i giovani. In particolare sono proprio le autorità educatrici e di polizia dei cantoni quotidianamente occupati ad affrontare in maniera adeguata i relativi problemi.
Risposta del Consiglio federale.