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01.3693 · Interpellanza · 2001-11-27

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Prendendo a pretesto l'incidente del San Gottardo e le relative conseguenze per la viabilità, il Consiglio federale sta esaminando a fondo come gestire in modo possibilmente efficiente, ecologico e sicuro il traffico. Il Collegio è tuttora dell'avviso che, a lungo termine, il trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia costituisca l'unica soluzione sensata. Per raggiungere questo obiettivo, il Parlamento e il popolo hanno votato un pacchetto di misure da applicare a tappe.

In seguito all'incidente del San Gottardo, in tutti i Paesi dell'arco alpino si discute intensamente sulle possibilità di rendere il traffico più sicuro. Al vertice dei ministri europei dei trasporti (Zurigo, 30 novembre 2001) è stato deciso un piano di azione comune per la futura politica dei trasporti nell'arco alpino. Con riferimento a questo piano, la riapertura della galleria stradale del San Gottardo è stata accompagnata da una serie di misure collaterali. Al centro dell'attenzione vi sono il dosaggio del traffico pesante e la messa a punto di misure di regolazione dei trasporti. Queste misure sono continuamente sotto osservazione e, all'occorrenza, vengono ottimizzate; esse devono attenersi all'ordinamento giuridico in vigore e non essere discriminanti. Il Consiglio federale è dell'avviso che queste misure consentiranno di ridurre notevolmente la probabilità d'incidente, aumentando così la sicurezza della circolazione. Quale effetto collaterale, esse contribuiscono pure a ridurre il traffico transalpino sulla strada, trasferendolo sulla rotaia.

Risposta del Consiglio federale alle singole domande:

1. Per il San Bernardino, a lungo termine il Consiglio federale è disposto a emanare una prescrizione per il dosaggio del traffico pesante. Concretamente, in particolare per quanto riguarda la lunghezza di un eventuale regime a senso unico, essa verrà definita in base all'analisi della regolamentazione attuale, introdotta come misura urgente dal Cantone.

2. Attualmente, il Consiglio federale non può fissare un limite superiore di veicoli pesanti autorizzati a transitare giornalmente sull'asse del San Bernardino. La situazione del traffico dev'essere esaminata nel suo insieme e non in riferimento a un unico valico alpino. Il Collegio riconosce comunque che la strada del San Bernardino è meno adatta al traffico pesante rispetto ad altri valichi.

3. Per attuare la misura di accompagnamento relativa alla velocità minima, la Confederazione ha lanciato il progetto MINGE. A lavori terminati, si è giunti alla conclusione che è il caso di rinunciare a questo provvedimento. La definizione di velocità minime sarebbe sì possibile dal profilo tecnico, ma al momento dell'applicazione concreta sorgerebbero grosse difficoltà; dimostrare, sul piano giuridico, il non rispetto di una velocità minima, sarebbe infatti molto complicato ed oneroso. Per giunta, per poter obbligare un veicolo a fare marcia indietro, si dovrebbe fare astrazione dalla velocità effettiva del mezzo. Uno dei criteri atti a giustificare l'obbligo di inversione della marcia non ha potuto essere valutato (la relazione tra potenza utile/del motore e la velocità raggiungibile su tratti di montagna non ha potuto essere provata in modo sufficiente).

Nel rapporto finale vengono presentate alcune alternative con le quali raggiungere in modo più efficace gli obiettivi a cui si mirava con la regola della velocità minima. Su richiesta delle autorità grigionesi, l'Ufficio federale delle strade è stato autorizzato a rilasciare il permesso di svolgere delle prove basate sulla potenza minima richiesta per i veicoli che circolano sulla A13.

4. Grazie agli sforzi congiunti dei Cantoni Uri e Ticino, la galleria stradale del San Gottardo ha potuto essere riaperta al traffico già lo scorso 21 dicembre. L'infrastruttura del tunnel presenta lo stesso grado di sicurezza rispetto alla fase precedente l'incendio. D'intesa con le autorità urane e ticinesi, e in considerazione dei problemi di sicurezza manifestatisi al San Bernardino, il traforo del San Gottardo è stato riaperto anche al traffico pesante. Quale misura di accompagnamento, è stato introdotto, come al San Bernardino, un sistema di dosaggio del traffico. Concretamente, al San Gottardo i veicoli pesanti vengono fermati su apposite aree di sosta e in seguito, durante un certo intervallo di tempo, diretti verso la galleria, alternativamente in un senso e nell'altro. Per giunta, anche al San Gottardo, in futuro i camion dovranno rispettare una distanza minima di 150 m. Le misure di carattere costruttivo, riguardanti in particolare i sistemi di ventilazione, verranno realizzate entro la primavera del 2002, a condizione che il tunnel rimanga chiuso al traffico durante le ore notturne.

5. Pur non potendo fissare un numero massimo di veicoli, come detto il Consiglio federale è disposto ad aumentare la sicurezza nella galleria del San Gottardo con misure di dosaggio. Mancano invece le basi legali per ordinare un contingentamento dei veicoli pesanti.

6. Cfr. sopra

7. Subito dopo l'incidente del San Gottardo, le ferrovie hanno ampliato la propria offerta a tutti i livelli; oltre a ripristinare il servizio dei treni navetta tra Göschenen e Airolo, sono state aumentate le capacità per il trasporto merci (autostrada viaggiante, traffico di container). Dallo scorso 12 novembre, inoltre, è stata messa in esercizio un'ulteriore autostrada viaggiante tra Brunnen e Lugano. Le offerte ferroviarie, rivelatesi positive quale misura urgente, complessivamente sono state ben sfruttate; dopo la riapertura della galleria del San Gottardo le frequenze sulla tratta Brunnen - Lugano sono però diminuite in modo massiccio. Attualmente si sta valutando se, e in quale misura, mantenere l'offerta ferroviaria supplementare. Il trasporto di merci pericolose su strada è disciplinato, anche in Svizzera, dalle pertinenti prescrizioni internazionali (ADR). Quest'ultime sanciscono a quali condizioni le merci pericolose possono essere trasportate su strada (per es. volumi massimi, tipi di imballaggio, equipaggiamento dei veicoli). Per il trasporto di alcune merci pericolose attraverso gallerie stradali svizzere, grazie all'ordinanza concernente il trasporto di merci pericolose su strada (ADR) sono in vigore prescrizioni ancora più severe. In alcune gallerie, il trasporto di determinate merci è addirittura proibito e le quantità massime ammesse sono più limitate rispetto ad altre strade. A livello internazionale, queste prescrizioni vengono continuamente riesaminate in vista di un eventuale ulteriore inasprimento; a questo scopo si analizzano gli incidenti rilevanti e si prendono in considerazione i più recenti sviluppi tecnici. Non esistono invece le basi legali per costringere i trasportatori a trasferire le merci pericolose su rotaia.

8. Per consentire "l'autosalvataggio" dei conducenti, il tunnel del San Bernardino verrà munito di un cunicolo di emergenza; i relativi lavori dovrebbero concludersi nel 2005. Il rapporto finale della task force "Gallerie" attesta un sufficiente standard di sicurezza alle gallerie situate lungo la A13, sia in base a parametri nazionali che internazionali. Gli altri tunnel a una sola canna situati lunga la rete delle strade nazionali, non soltanto nei Grigioni, sono molto più brevi, meno trafficati e, di conseguenza, non direttamente paragonabili al San Gottardo.

9. Quale importante misura di attuazione dell'accordo bilaterale sui trasporti terrestri con l'Ue, a partire dal 1° gennaio 2001 sono stati intensificati i controlli del traffico pesante. In una prima fase è stato aumentato il numero dei controlli dei veicoli; la Confederazione indennizza gli oneri supplementari a carico dei Cantoni in base ad accordi sulle prestazioni. L'obiettivo concordato per il 2001, ossia 62'000 ore di controllo supplementari, è stato superato di circa 10'000 ore. Per il 2002 gli accordi, in termini di ore, sono analoghi e la Confederazione mette a disposizione un credito di circa 20 milioni di franchi per le ore di controllo supplementari effettuate da squadre mobili della polizia cantonale. In primo luogo vengono controllati il peso dei veicoli, le ore di riposo dei conducenti e i carichi. Non si tratta peraltro di controlli "a tappeto", bensì di garantire una presenza costante degli agenti sulle strade. In un secondo tempo, si prevede di creare, lungo gli assi di transito, dei centri di competenza che forniranno assistenza tecnica e materiale. I lavori preliminari sono già iniziati; i centri verranno probabilmente realizzati nei Cantoni Uri, Ticino, Grigioni, Soletta, Vaud e Vallese. Altre ubicazioni sono attualmente allo studio, in collaborazione con i Cantoni interessati.

Risposta del Consiglio federale.

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