03.3054 · Interpellanza · 2003-03-13
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nel settore delle telecomunicazioni, la salvaguardia del servizio pubblico è resa sempre più ardua dalla rapida evoluzione della tecnica. Nel mercato liberalizzato, l'obiettivo di redditività perseguito anche dalle aziende con un mandato pubblico tende inoltre, sotto la pressione della concorrenza, a prevalere sulle considerazioni di servizio pubblico.
Chiedo perciò se, allo scopo di garantire in misura più consistente il servizio pubblico nel settore delle telecomunicazioni, il Consiglio federale non intenda esaminare la possibilità di sottoporre la rete fissa e la sua gestione al totale e unico controllo della Confederazione.
Begründung
La liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni sottopone il servizio pubblico ad una intensa pressione.
Anche Swisscom, che ha il compito di garantirlo, si muove (in parte vi è costretta) lungo un asse di tangibile ambiguità. Esibisce una facciata di servizio pubblico, ma non vi ispira più (o non riesce più a ispirarvi) in misura soddisfacente la sua politica aziendale. Per le caratteristiche stesse del mercato delle telecomunicazioni, la conciliazione tra la libera concorrenza, da un lato, e la garanzia del servizio pubblico, dall'altro, risulta infatti sempre più ardua.
Nell'intento di meglio assicurare il servizio pubblico anche in questo settore e di sottrarlo al risucchio destabilizzante del mercato, potrebbe risultare opportuno procedere ad uno scorporo delle attività, riconducendo sotto il completo controllo pubblico perlomeno la rete fissa.
L'intero controllo delle infrastrutture fisse da parte della Confederazione consentirebbe:
- di garantire più efficacemente il servizio pubblico, sottraendolo alle pressioni e ai condizionamenti del mercato;
- di promuovere il costante miglioramento delle infrastrutture in diretta relazione e coerenza con gli obiettivi di sviluppo dell'economia nazionale;
- di puntare in modo programmato al potenziamento della società dell'informazione;
- di risolvere, tra l'altro, la controversia tuttora aperta sull'ultimo chilometro.
Dal profilo pratico, questo settore è del resto già oggi strutturato in maniera distinta all'interno di Swisscom. Sono infatti state costituite due specifiche unità: Fixnet (rete fissa) e Cablex (gestione sottostruttura). Lo scorporo di queste due unità risulterebbe perciò agevolato.
Il loro passaggio sotto l'egida della Confederazione non abolirebbe d'altronde la concessione relativa al servizio universale per le altre prestazioni di servizio pubblico.
Chiedo perciò se il Consiglio federale non intenda approfondire questa ipotesi di impostazione del servizio pubblico nel settore delle telecomunicazioni.
Stellungnahme des Bundesrates
Uno dei principali obiettivi dell'odierno ordinamento sulle telecomunicazioni è quello di garantire il servizio pubblico e il servizio universale nel settore delle telecomunicazioni. Secondo la legge sulle telecomunicazioni, la Confederazione ha sin d'ora un ben preciso ruolo nel fissare e garantire le prestazioni del servizio universale. Il Consiglio federale ha dunque adattato la portata delle prestazioni del servizio universale alle attuali necessità economiche e sociali e allo stato della tecnica, aggiungendo ad esempio i servizi ISDN al catalogo delle prestazioni. Le nuove disposizioni legali sono entrate in vigore il 1° gennaio 2003.
La Commissione federale delle comunicazioni ha rilasciato a Swisscom la concessione per il servizio universale per una durata di cinque anni. Rinnovando la sua candidatura nel 2002, l'ex monopolista non ha richiesto contributi d'investimento per eventuali costi scoperti del servizio universale. Nel fornire le relative prestazioni, la concessionaria del servizio universale deve rispettare determinati criteri qualitativi e investire ulteriormente nella manutenzione della propria rete. Le autorità competenti controllano che le prestazioni del servizio universale siano fornite in base a standard qualitativi predefiniti e che i prezzi non superino i limiti legali fissati. In questo modo continua ad essere garantito il servizio universale nel settore delle telecomunicazioni, senza dover scorporare la rete fissa da Swisscom sottoponendola al totale controllo della Confederazione.
L'attuale legge sulle telecomunicazioni parte dal presupposto che spetta alle aziende concessionarie esercitare le reti di telecomunicazione e fornire i servizi di telecomunicazione. Nel 1998, la liberalizzazione del mercato è avvenuta in modo armonizzato a livello internazionale ed è stata vincolata a obblighi di diritto internazionale nell'ambito del GATS.
Scorporare la rete fissa da Swisscom e statalizzarla comporterebbe inoltre considerevoli problemi finanziari poiché si dovrebbero versare miliardi agli azionisti di Swisscom SA per risarcirli della perdita di valore delle loro azioni. Inoltre, una statalizzazione forzata della rete fissa di Swisscom frenerebbe gli investimenti dell'intera economia svizzera, in quanto gli investitori privati finirebbero per dubitare della sicurezza giuridica degli investimenti nelle infrastrutture elvetiche.
Il 26 febbraio 2003, il Consiglio federale ha deciso di disaggregare l'ultimo chilometro mediante una modifica d'ordinanza entrata in vigore il 1° aprile 2003, sottoponendo la questione anche al Parlamento in occasione dei dibattiti sulla revisione delle legge sulle telecomunicazioni attualmente in corso.
Per promuovere la società dell'informazione, nella sua strategia del 1998 il Consiglio federale ha optato per misure di promozione e iniziative mirate nell'ambito dei servizi e delle applicazioni. Date le ottime infrastrutture di telecomunicazione di cui dispone la Svizzera, il Consiglio federale ritiene che non sia necessario che lo Stato intervenga a livello d'infrastrutture, ma piuttosto nell'ambito della formazione e della promozione dell'utilizzo.
Di conseguenza, il Consiglio federale non ritiene necessario scostarsi dai principi dell'attuale legge sulle telecomunicazioni, sottoponendo la rete fissa di Swisscom e la sua gestione al controllo della Confederazione. Nell'ambito della revisione della legge attualmente in corso è comunque disposto a discutere le varie opzioni di regolamentazione delle telecomunicazioni e, se necessario, a preparare le basi perché il Parlamento possa decidere.
Risposta del Consiglio federale.