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03.3070 · Interpellanza · 2003-03-19

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Il 26 maggio 1992 il Consiglio federale ha depositato una domanda di adesione all'Unione europea. Dopo la reiezione dell'Accordo SEE il 6 dicembre 1992, il Con-siglio federale ha deciso in primo luogo di approfondire le relazioni contrattuali con l'UE mediante la via bilaterale. La domanda di adesione è stata congelata. Alla fine del 1993, il Consiglio federale ha confermato nel suo rapporto sulla politica esterna della Svizzera negli anni '90 la corresponsabilità del nostro Paese in Europa e l'obiettivo della politica di integrazione a lungo termine, ossia l'adesione. Nel rappor-to sulla politica esterna 2000, il Consiglio federale ha chiaramente esposto la sua poli-tica europea; l'adesione all'UE resta un obiettivo a lungo termine. Esso è convinto che la Svizzera può difendere meglio i suoi interessi quale membro dell'UE, piuttosto che restandone fuori.

Tre condizioni devono tuttavia essere soddisfatte prima della ripresa dei negoziati per l'adesione: in primo luogo la Svizzera intende trarre esperienze dai sette accordi bila-terali. In secondo luogo gli effetti dell'adesione devono essere chiariti in modo appro-fondito e devono essere formulate le necessarie proposte di riforma. Infine è necessa-rio che l'obiettivo dell'adesione abbia un ampio sostegno da parte della politica inter-na. Per questo il Consiglio federale deciderà soltanto durante la legislatura 2003-2007 se i tempi sono maturi o meno per riprendere i negoziati in vista dell'adesione all'UE.

Nel suo rapporto sulla neutralità del 29 novembre 1993 il Consiglio federale ha espo-sto in dettaglio la sua concezione della neutralità e la posizione della stessa nell'ambito della politica esterna. Tale rapporto costituisce a tutt'oggi il fondamento della politica della neutralità del Consiglio federale. La posizione esposta nel rapporto è stata confermata anche nel rapporto d'integrazione 1999, nel rapporto sulla politica estera 2000, nel rapporto sulla politica di sicurezza 2000 e nel messaggio sull'adesione della Svizzera all'ONU, pure del 2000.

La neutralità è un mezzo sperimentato per garantire la sicurezza esterna del nostro Pa-ese. Storicamente e dal punto di vista del diritto costituzionale, la neutralità in quanto tale non è mai stata un obiettivo del governo, ma uno strumento di politica esterna e di politica di sicurezza al servizio degli interessi nazionali. [La neutralità non è ancorata in un articolo della Costituzione federale svizzera che definisce gli obiettivi; essa ap-pare soltanto fra le competenze dell'Assemblea federale (art. 173 cpv. 1 lett. a Cost.) e del Consiglio federale (art. 185 cpv. 1 Cost.)]

Il diritto internazionale della neutralità obbliga lo Stato neutrale a non partecipare at-tivamente a un conflitto armato fra Stati. Esso non deve inoltre fornire il proprio so-stegno militare a nessuna parte in conflitto. In tempo di pace, lo Stato neutrale in per-manenza non può assumere relazioni giuridiche che nell'eventualità di un conflitto lo indurrebbero a violare i suoi obblighi in materia di neutralità.

Considerato come si presentano attualmente l'UE e la sua politica di sicurezza e di di-fesa, uno Stato neutrale può aderire all'UE senza rinunciare alla sua neutralità. Secon-do il trattato sull'Unione europea, la politica estera di sicurezza e di difesa (PESD) "non concerne il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri" (art. 17). L'Austria, la Finlandia e l'Irlanda hanno finora mantenuto la loro neutralità e l'adesione all'UE rimane aperta agli Stati neutrali (Malta per esempio). Il fatto che la Svezia menzioni la neutralità soltanto come possibilità alla quale ricorrere in caso di conflitto armato nella regione non cambia nulla. La Svezia non ha agito sot-to la pressione di altri Stati membri dell'UE né dell'UE, ma ha determinato autono-mamente che la libertà di alleanza avrebbe dovuto sostituirsi alla neutralità.

Nessuna politica europea comune di difesa è stata sinora istituita nel senso militare del termine. La PESD si limita ora alla gestione dei conflitti e non concerne il settore della difesa del territorio. La futura evoluzione della PESD dipenderà anche dal pro-cesso di allargamento in corso. Attualmente la neutralità e l'adesione all'UE sono compatibili e non vi è contraddizione tra il fatto che il Consiglio federale conserva la neutralità come strumento di politica esterna e di politica di sicurezza ma anche l'adesione quale obiettivo a lungo termine. Occorre continuare a esaminare regolar-mente, come menzionato nei rapporti succitati, in quale misura la neutralità consente di contribuire alla sicurezza - indipendentemente dalla questione dell'impegno dei negoziati di adesione all'ONU - alla luce dei futuri cambiamenti nell'ambito della po-litica esterna e della politica di sicurezza.

Risposta del Consiglio federale.

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