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04.1092 · Interrogazione · 2004-06-18

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

La politica monetaria è condotta dalla Banca Nazionale Svizzera (BNS). La BNS (art. 5 Legge sulla Banca Nazionale) deve garantire la stabilità dei prezzi e a tale scopo tenere conto dell'evoluzione congiunturale. Secondo l'articolo 99 capoverso 2 della Costituzione e l'aticolo 6 della Legge sulla Banca Nazionale, essa prende le sue decisioni indipendentemente da Consiglio federale e Parlamento. Tuttavia Consiglio federale e BNS si incontrano regolarmente, scambiano le loro valutazioni sulla situazione congiunturale e si informano vicendevolmente sulle decisioni importanti.

Nel mese di marzo 2003, la Banca Nazionale ha abbassato un'ultima volta gli interessi di mezzo punto percentuale raggiungendo il minimo storico dello 0,25 per cento. Allora, tale provvedimeto fu motivato dal contesto economico e politico precario, appena prima dello scoppio della guerra irachena, che avrebbe causato un indesiderato apprezzamento del franco. Tale apprezzamento avrebbe provocato un ritardo nella ripresa economica in Svizzera e suscitato il timore di una deflazione.

L'attuale contesto non si può assolutamente comparare con la situazione vissuta nel mese di marzo 2003: la ripresa economica in Svizzera è in atto. Durante il primo trimestre 2004 il PIL della Svizzera è aumentato dello 0,4 per cento rispetto a quello del quarto trimestre 2004 (non su base annua) e quindi ha, per la prima volta dopo quattro trimestri, chiaramente superato il livello dell'anno precedente (+1,5 %). L'evoluzione degli indicatori anteriori (ad es. il barometro congiunturale del CRC, l'indice dei compratori dell'industria) indica un miglioramento costante della congiuntura. Anche la sperata accelerazione della congiuntura nella zona euro entro il 2004 dovrebbe sostenere l'economia svizzera. La Banca Nazionale si aspetta per l'anno completo una crescita economica del 2 per cento circa. Tale valutazione è condivisa dal gruppo di esperti delle previsioni congiunturali della Confederazione. Complessivamente il valore reale del franco si è deprezzato: l'indice dei tassi di cambio ponderato in funzione delle esportazioni è passato da appena 104 punti per il mese di marzo 2003 a circa 101 punti del mese di luglio 2004, anche se il franco ha subito un chiaro apprezzamento nei confronti del dollaro ma si è deprezzato in egual misura nei confronti dell'euro.

Questo contesto radicalmente modificato giustifica la decisione del 17 giugno della BNS di aumentare di 1/4 di punto percentuale i tassi direttori al fine di dimezzare l'espansione decisa nella primavera 2003. Il leggero aumento d'interesse indica un primo passo verso delle condizioni quadro neutre a livello di politica monetaria. Il corso della politica monetaria resta però in generale fortemente espansivo. Dal punto di vista del Consiglio federale lo scatto di interesse effettuato dalla BNS, che tra l'altro era stato anticipato dai mercati finanziari almeno una settimana prima dell'annuncio, è considerato come adeguato: non rappresenta una minaccia per la ripresa economica. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interrogazione quando scrive che, a corto termine, non vi è la minaccia di un aumento d'inflazione. La politica monetaria deve però agire preventivamente poiché i suoi provvedimenti agiscono sul rincaro solo due o tre anni più tardi. La Banca Nazionale tiene conto di tali circostanze nelle sue decisioni di politica monetaria, in cui le previsioni d'inflazione comprendono un periodo di tre anni. Secondo tali previsioni tra tre anni, il rincaro avrebbe superato, con i medesimi interessi, la soglia concertata con la stabilità dei prezzi del 2 per cento.

Risposta del Consiglio federale.