Regole internazionali applicabili alle imprese militari e alle imprese private di sicurezza
04.3796 · Mozione · 2004-12-17
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché la Svizzera si adoperi in ambito internazionale a favore dell'adozione di normative vincolanti che disciplinino le responsabilità delle imprese militari e delle forze di sicurezza private in materia di rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti dell'uomo.
Begründung
Negli ultimi anni si assiste al trasferimento di un numero crescente di missioni di guerra a mercenari, agenti di sicurezza e imprese militari private. Ne è nata un'industria attiva su scala mondiale che ha modificato sia la condotta della guerra sia la politica internazionale. Mentre alcune società propongono esclusivamente servizi logistici come la preparazione di pasti o la manutenzione di sistemi d'arma, altre trasmettono conoscenze di tipo strategico, dispensano insegnamenti o propongono attività tipiche dei servizi di intelligence. Infine, diverse imprese mettono pure a disposizione veri e propri mercenari oppure armi per operazioni di combattimento.
Si stima che questo settore di attività realizzi attualmente su scala internazionale una cifra d'affari di circa 100 miliardi di dollari US. Una cinquantina di Paesi hanno concluso contratti con siffatte società. Soltanto in Iraq si ritiene che siano attualmente in attività circa 20 000 mercenari. Del resto, anche la Svizzera ha fatto capo ai servizi di un'impresa sudafricana per garantire la sicurezza della sua ambasciata a Bagdad.
A livello internazionale non esiste alcuna norma che disciplini il ricorso a imprese militari private né alcuna regola di diritto internazionale per contenere lo sviluppo di questo tipo di attività. Lo statuto giuridico e la responsabilità (penale) delle imprese militari private ("private military contractors") e delle società di sicurezza private ("private security companies"), ma anche del loro personale, è assai vago. Mentre i soldati americani che hanno inflitto torture nella prigione di Abu Ghraib sono già stati giudicati o stanno per esserlo, i sei privati che hanno proceduto agli interrogatori non sono ancora stati citati in giudizio né arrestati. A tutt'oggi non è possibile affermare con certezza se sotto il profilo del diritto internazionale bellico gli impiegati di imprese militari private sono considerati civili o soldati. A questo proposito, in quanto depositaria delle Convenzioni di Ginevra la Svizzera deve intervenire a livello internazionale affinché siano emanate norme chiare. Le lacune giuridiche del diritto internazionale, segnatamente del diritto internazionale bellico, vanno colmate e la Svizzera dispone di notevole credibilità sulla scena internazionale per assumere l'iniziativa in materia. Come il Consiglio federale lo ha rilevato nella sua risposta all'interrogazione Haering 04.1045, il centro per il controllo democratico della forze armate (DCAF), con sede a Ginevra, ha già svolto importanti lavori preliminari a tal fine, come del resto anche altre scuole universitarie e istituti scientifici.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il ricorso da parte di Stati ai servizi di imprese militari o di sicurezza private nel quadro di conflitti armati ha assunto dimensioni significative e rischia di aumentare ulteriormente in futuro. Questa privatizzazione di compiti tradizionalmente statali pone evidentemente alcuni problemi, segnatamente per quanto concerne il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti dell'uomo da parte di dette imprese e del loro personale.
Secondo l'attuale diritto internazionale, gli Stati assumono già alcune responsabilità relative alle imprese militari e di sicurezza a cui assegnano mandati. Quando siffatte imprese sono impiegate in situazioni di conflitto armato sono loro applicabili le norme del diritto internazionale umanitario ma anche, a determinate condizioni, le convenzioni internazionali relative ai diritti dell'uomo. Se ad esempio un membro del personale di una di queste imprese commette un crimine di guerra, può esserne ritenuto responsabile ai sensi del diritto penale internazionale. Lo sviluppo di nuove regole giuridiche internazionali costituisce dunque soltanto una delle possibili opzioni per assicurare la promozione del rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti dell'uomo. In questo senso, si può ad esempio perseguire l'obiettivo di un migliore rispetto delle norme esistenti. Se del caso, queste norme dovranno essere precisate. Altre misure sono pure possibili al livello delle singole nazioni.
Si è già discusso in seno all'amministrazione federale sul modo in cui la Svizzera possa fornire un contributo a livello internazionale per promuovere il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti dell'uomo. Il Consiglio federale si propone di proseguire le sue riflessioni su un contributo proficuo e sulle opzioni che promettano più successo. In adempimento del postulato Stähelin 04.3267 (Imprese di sicurezza private), il Consiglio federale prevede inoltre di sottoporre tra qualche mese al Parlamento un rapporto in cui sarà esaminata anche la questione di un contributo della Svizzera in questo campo. Nel rapporto, le istanze della promotrice della mozione saranno debitamente considerate.
Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.