05.3796 · Interpellanza · 2005-12-14
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
La Svizzera - come qualsiasi altro Paese - può essere colpita in ogni momento da un attentato terroristico di entità più o meno grande. Preparare il Paese a simili eventi in maniera adeguata alla minaccia rientra nei compiti fondamentali del governo federale. Al riguardo, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Il governo federale ha condotto un'analisi dei rischi nell'ottica di possibili attentati terroristici? Quanto è dettagliata tale analisi dei rischi? Essa è costantemente ampliata e aggiornata?
2. Sulla base di questa analisi dei rischi, sono anche elaborati scenari che - analogamente a quanto avviene in altre nazioni - costituiscono il punto di partenza per esercitazioni realistiche da parte di tutti gli organi di sicurezza, a tutti i livelli dello Stato (esercito, polizia, corpo delle guardie di confine, protezione della popolazione, pompieri, sanità pubblica, ecc.)?
3. In caso di risposta affermativa alle domanda 2: nell'ambito di tali esercitazioni, oltre agli Stati Maggiori sono impiegate anche squadre degli organi di sicurezza menzionati? La popolazione civile è stata coinvolta in simili esercitazioni?
4. In caso di risposta affermativa alle domanda 2: come sono valutate tali esercitazioni? Le valutazioni hanno fornito indicazioni concrete? Come sono comunicate alla popolazione le indicazioni risultanti da tali esercitazioni?
5. Quale valore attribuisce il Consiglio federale alla neutralità, nell'era della guerra terroristica?
Begründung
Non vi è alcun modo di impedire o perlomeno di prevedere con certezza gli attentati terroristici. Ne consegue che ogni nazione deve ritenersi un possibile bersaglio di attentati terroristici.
Le esperienze ricavate dai gravi attentati che hanno colpito altre nazioni europee hanno chiaramente mostrato che nei Paesi in cui le forze di sicurezza e i cittadini si sono familiarizzati, nell'ambito di esercitazioni su larga scala, con le possibili modalità e conseguenze di attacchi terroristici la popolazione ha reagito in maniera più avveduta e calma ad attentati reali (esempio: attentato nella metropolitana di Londra) rispetto alle popolazioni di città che non si erano mai confrontate con le conseguenze di eventuali attentati terroristici (esempio: Madrid).
Anche la Svizzera dovrebbe prepararsi a simili eventi, sia con l'obiettivo della prevenzione, sia con quello della gestione accorta e decisa di un evento reale. L'allestimento accurato di un'analisi dei rischi a livello nazionale costituisce la precondizione irrinunciabile di una prevenzione efficace e dell'adozione delle misure adeguate per far fronte alle possibili minacce.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Già nel 2002, il Consiglio federale ha allestito un'analisi della situazione attuale e dei rischi per la Svizzera (rapporto del Consiglio federale al Parlamento del 26 giugno 2002). Ciò è avvenuto non da ultimo in seguito agli interventi parlamentari successivi agli attentati dell'11 settembre 2001. Preparativi realistici per la gestione di attentati presuppongono un'analisi dei rischi che - oltre alle intenzioni e alle capacità degli agenti terroristici - tenga anche conto della vulnerabilità della Svizzera. Tale analisi costituisce però anche una necessità per l'altrettanto importante lotta preventiva agli agenti terroristici.
L'organo direttivo in materia di sicurezza segue costantemente, per conto della giunta del Consiglio federale in materia di sicurezza, lo sviluppo della minaccia terroristica. Questa attività ha luogo in relazione a eventi specifici, ma anche nell'ottica di una detezione tempestiva a lungo termine. Mentre attentati come quelli dell'11 settembre 2001 sono stati pianificati sul lungo termine e in maniera mirata sotto la direzione di Al-Qaida, al giorno d'oggi singoli gruppi sono in grado di pianificare ed eseguire autonomamente attentati in base a proprie considerazioni d'opportunità. Ciò aumenta inevitabilmente l'insicurezza nell'ambito della valutazione dei rischi, anche per nazioni come la Svizzera che non figurano tra gli obiettivi primari nel discorso degli estremisti islamici.
2.-4. In seguito agli attentati dell'11 marzo 2004 a Madrid, la Confederazione ha costituito - insieme a una rappresentanza dei cantoni - un gruppo di pianificazione per la sicurezza, il quale ha elaborato diversi scenari e una visione d'insieme in merito alle possibili misure in caso di incremento della minaccia terroristica o di attacco. L'approfondimento degli scenari relativi alla minaccia terroristica è uno dei compiti più urgenti del nuovo Stato Maggiore della giunta del Consiglio federale in materia di sicurezza. Scopo di tali scenari è anche la verifica della pianificazione a tutti i livelli in caso di eventi concreti. Le esercitazioni costituiscono un mezzo utile per effettuare le debite verifiche, in particolare per evidenziare lacune e difetti. Infatti, lo scopo dell'"esercitazione di condotta strategica 2005: epidemia in Svizzera" era quello di sottoporre a verifica il funzionamento della collaborazione interdipartimentale, la chiarificazione delle competenze in seno all'organizzazione di condotta e l'informazione e comunicazione quale parte dei processi di condotta.
Per le esercitazioni di Stato Maggiore Mikado 05 (reg ter 2) e Mikado 06 (reg ter 4), nelle quali sono stati e sono coinvolti i cantoni dotati di posti di comando, l'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) ha elaborato e sottoposto a esercitazione anche uno scenario "attacco terroristico" ("C-Terror"). Nel gennaio 2005, a Zurigo, ha avuto luogo l'esercitazione di Stato Maggiore "Herkules", avente quale tema la cosiddetta "dirty bomb", nell'ambito della quale è stata sottoposta a verifica la collaborazione tra organi della Confederazione e organi cantonali. Queste esercitazioni sono valutate ogni volta nei rapporti finali, e l'opinione pubblica è informata per il tramite dei mezzi di informazione. In vista di Euro 2008, saranno sviluppati dall'UFPP possibili scenari di attacchi terroristici. È prevista l'esecuzione, in collaborazione con i rispettivi Stati Maggiori delle località ospitanti, di esercitazioni di Stato Maggiore nonché di esercitazioni con le competenti forze d'intervento. Infine, anche in seno all'esercito saranno pianificate ed effettuate diverse esercitazioni di Stato Maggiore relative alla tematica della sicurezza del territorio e fondate su scenari terroristici.
5. Fino ad ora, non hanno potuto essere identificati attori statali all'origine degli attentati perpetrati dopo l'11 settembre 2001 da gruppi terroristici di matrice islamica. Dal momento che non si è in presenza di una guerra tra Stati, il diritto della neutralità non può essere applicabile. Per quanto concerne la politica di neutralità, è escluso - per motivi morali e politici - che la Svizzera rimanga neutrale di fronte al terrorismo. Per contro, il Consiglio federale, nell'ambito delle sue decisioni concernenti i mezzi e le modalità di partecipazione della Svizzera alla lotta contro il terrorismo, considera senz'altro anche i pertinenti aspetti relativi alla politica di neutralità.
Risposta del Consiglio federale.