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05.462 · Iniziativa parlamentare · 2005-12-15

Liquidato

Wortlaut

In virtù dell'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e dell'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:

Chiediamo l'elaborazione di una legge quadro che preveda la rinazionalizzazione di Swisscom nella forma di impresa di diritto pubblico non quotata in borsa. In particolare la legge deve garantire l'attuazione dei seguenti punti:

- Swisscom e le infrastrutture necessarie alla sua attività devono appartenere al 100 per cento all'ente pubblico. Se del caso la Confederazione può associare altri enti pubblici (cantoni, comuni);

- l'impresa deve essere gestita in base a rinnovate forme di controllo democratico che prevedano in particolare la partecipazione degli utenti e dei lavoratori alla gestione sia strategica che esecutiva;

- nel settore delle telecomunicazioni deve essere messo in atto un piano di sviluppo a lungo termine del servizio pubblico che ponga l'accento sul miglioramento e sull'estensione dei servizi di base offerti alle stesse condizioni alla popolazione di tutte le regioni del Paese;

- si deve tener conto pienamente delle dimensioni democratiche, sociali ed ecologiche correlate con lo sviluppo di questo settore;

- la regolamentazione del settore delle telecomunicazioni deve consacrare il legittimo primato del servizio pubblico sui meccanismi del mercato e della finanza e deve potersi appoggiare su un servizio pubblico di monopolio in tutti i settori dove ciò corrisponde all'interesse generale della collettività;

- deve essere applicata una struttura tariffaria che mira a consentire a tutti i ceti un ampio accesso ai servizi di base, senza la pretesa di conseguire utili di nessun genere o di instaurare un sistema di fiscalità indiretta.

Begründung

Oggi stiamo vivendo l'ultimo atto di un'opera teatrale che ha visto il debutto nel periodo 1997-1998, quando si è proceduto allo smantellamento delle PTT (contro cui noi abbiamo combattuto) e all'instradamento del settore delle telecomunicazioni verso la privatizzazione, in violazione dell'articolo 36 della vecchia Costituzione federale. Nel frattempo gran parte del percorso è già stata compiuta.

Ora il Consiglio federale, dietro iniziativa dei signori Blocher e Merz (che, ne diamo atto, applicano il programma ultraliberale che li ha portati all'elezione), intende smantellare completamente l'impegno della Confederazione in questo settore, invocando in particolare un preteso conflitto fra i due ruoli che spettano all'ente pubblico in qualità di proprietario e di regolatore del settore. I due consiglieri federali in questione ritengono infatti che lo Stato debba indietreggiare e assumere unicamente un ruolo di secondo piano per lasciare libero spazio alla concorrenza, alle "leggi" del mercato ecc.

Noi riteniamo assurda questa dicotomia neoliberale che può essere utilizzata in modo generico per smantellare tutti i servizi pubblici. I cittadini, gli utenti e i lavoratori del settore, che lo Stato è tenuto a rappresentare, devono potersi pronunciare sull'orientamento - sia immediato che strategico - da imprimere a questa evoluzione, analogamente a quanto previsto per le regole di funzionamento e per le condizioni quadro relative a un servizio pubblico.

Le scelte del Consiglio federale condurrebbero infatti, col tempo, l'intero settore sotto il controllo di monopoli privati transnazionali che tenderebbero a operare solo in base agli interessi a breve scadenza dei propri azionisti, a tutto svantaggio del servizio pubblico e in particolare dell'occupazione.

Il dibattito emerso in seguito al colpo di roulette sparato maldestramente o intenzionalmente dal Consiglio federale nel casinò della borsa, fra chi sostiene e chi nega che Swisscom abbia perso circa 2 miliardi di franchi di valore in qualche giorno, dimostra che tale "valore" non ha alcun rapporto con il valore derivante dalle prestazioni offerte quotidianamente agli utenti di Swisscom e non può quindi fungere da bussola.

Se il Parlamento dovesse decidere la privatizzazione di Swisscom al 100 per cento noi lanceremo il referendum. Si tratta di una battaglia che può e deve essere vinta dal popolo attivando il largo fronte che comprende tutti quelli che oggi rifiutano le pozioni ultraliberali dopo averne osservato gli effetti concreti in Svizzera e ai quattro angoli del pianeta.

Ma non ci si può fermare a metà del guado! Infatti in una recente dichiarazione pubblica riportata dall'AGEFI il 12 dicembre 2005, il "capo" di Swisscom Jens Alder ha giustamente detto che "se la privatizzazione di Swisscom dovesse fallire si dovrà procedere a una rinazionalizzazione".

Ma una rinazionalizzazione effettiva, nel pieno senso del termine, non può limitarsi "unicamente" al fatto che la Confederazione ridiventi proprietaria di Swisscom al 100 per cento, ma deve essere completata dall'instaurazione di una logica diversa da quella del mercato e della borsa e di nuovi meccanismi di controllo democratico per sopperire alle attuali lacune. Questo è il senso della presente iniziativa parlamentare di "A gauche toute!".