06.3406 · Interpellanza · 2006-06-23
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:
1. Ha svolto un'analisi interdisciplinare rigorosa delle conseguenze economiche, ma anche sociali, dell'utilizzazione dell'avere LPP per l'avvio di un'attività indipendente? Se sì, quali sono i principali insegnamenti tratti?
2. Quali sono le conseguenze a lungo termine (per esempio al momento del pensionamento) della perdita di fondi LPP in seguito alla cessazione dell'attività indipendente, in particolare per quanto riguarda la diminuzione dei redditi e delle rendite della previdenza per la vecchiaia?
3. Per evitare il rischio accertato di perdita di capitale LPP, in particolare nel quadro dell'avvio di un'attività indipendente quale soluzione ad un periodo di disoccupazione, non sarebbe il caso di stabilire nuove condizioni, più severe, che tengano conto delle capacità dell'interessato di assumere la gestione di un'impresa? Se così fosse, quali sono gli elementi e i criteri di valutazione previsti? (Si vedano le proposte formulate nel rapporto Hornung D. e Röthlisberger T.).
4. Tra l'illusione di poter esercitare un'attività indipendente e le conseguenze sociali negative messe in evidenza in merito, il Consiglio federale intende favorire uno dei due approcci (attività o rischi sociali) completando l'attuale sistema normativo, cioè sottoponendo al Parlamento una modifica della LPP?
Begründung
Un'attività professionale indipendente può essere avviata mediante l'apporto di capitale della previdenza professionale LPP (secondo pilastro). Inoltre, non vi è dubbio che l'assicurazione contro la disoccupazione e i sistemi di aiuto sociale (per esempio nel quadro del reinserimento professionale) prevedano incentivi all'attività professionale indipendente, segnatamente grazie alla possibilità di utilizzare i fondi LPP.
Stando a uno studio pubblicato dalla rivista "Sécurité sociale" (UFAS, n. 5/2005, d/f, e rapporto di ricerca n. 8/2005, Hornung D. e Röthlisberger T., d) si è potuto osservare che:
- l'apporto di capitale LPP è importante (concerne 1/4 delle società di persone create);
- un terzo degli indipendenti investe la totalità del capitale LPP nell'impresa;
- da una parte 2000 a 3000 imprese non avrebbero mai potuto essere fondate senza l'apporto di capitale LPP, dall'altra gli ex lavoratori indipendenti che subiscono perdite di sostanza sono 830 a 1200 l'anno;
- di conseguenza, quando un'attività indipendente è interrotta per ragioni economiche, vi è il rischio di perdere in parte o totalmente il capitale del secondo pilastro.
Inoltre, diversi studi sulla povertà realizzati in Svizzera (PNR 29 e 45, statistiche UST) hanno messo in evidenza due elementi: in primo luogo) i piccoli lavoratori indipendenti costituiscono ormai una frangia fragile e "a rischio" della popolazione; in secondo luogo) il fallimento economico di un'attività indipendente provoca la perdita dei fondi di previdenza LPP, dunque un indebolimento importante della previdenza per la vecchiaia. In questi casi può dunque insorgere una situazione di povertà, con gravi conseguenze sullo standard di vita al momento del pensionamento.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Lo studio sull'impiego del capitale di previdenza al momento del passaggio ad un'attività indipendente realizzato su mandato dell'UFAS ha effettivamente mostrato che il ricorso al capitale LPP gioca un ruolo non indifferente. Annualmente, infatti, i capitali LPP investiti nella creazione di nuove società ammontano a 275 a 400 milioni di franchi.
Ciononostante bisogna relativizzare l'importanza di queste somme. Alle 8000 a 12 000 persone circa che passano annualmente allo statuto di indipendente sono versati capitali LPP per un totale di 1,1 a 1,6 miliardi di franchi. La quota reinvestita in altre forme di previdenza (perlopiù i pilastri 3a e 3b) raggiunge i tre quarti, ragion per cui i capitali LPP svincolati effettivamente impiegati per avviare un'attività indipendente sono in realtà solo un quarto del totale. Nel 27,8 per cento dei casi, l'avvio di un'attività indipendente è finanziato con i mezzi del secondo pilastro. Questa percentuale è inferiore a quella delle persone che hanno utilizzato fondi propri e altre risorse personali (49,4 per cento dei casi).
L'inchiesta realizzata permette dunque di constatare che l'utilizzo di capitali LPP per l'avvio di un'attività indipendente non raggiunge dimensioni tali per cui si possa parlare di un utilizzo eccessivo dei capitali previdenziali.
2. La valutazione delle conseguenze delle perdite subite dopo aver investito capitali è uno degli oggetti del summenzionato studio. Sul totale delle persone che avviano un'attività indipendente, un quinto è costretto all'abbandono per motivi economici. La quota delle persone che vedono allo stesso tempo diminuire la propria sostanza complessiva (e dunque anche la propria previdenza) non supera il 10 per cento. L'analisi del "gruppo a rischio" ha mostrato che le persone più esposte sono i giovani (che non hanno ancora accumulato un capitale LPP ingente) senza formazione superiore e con redditi bassi. Il 48 per cento del gruppo a rischio riesce tuttavia ad aumentare o perlomeno a mantenere invariata la propria sostanza complessiva.
Viceversa, lo studio ha mostrato chiaramente che le persone meno giovani, che dispongono di un capitale LPP più cospicuo, sono più propense a reinvestire il proprio capitale in un'altra forma di previdenza e a ricorrere ad altre fonti di finanziamento. Questa tendenza si accentua ulteriormente presso le persone con formazione superiore.
3. Nonostante lo studio confermi l'esistenza del rischio che i lavoratori indipendenti vengano a trovarsi in difficoltà al momento del pensionamento, il Consiglio federale ritiene che le dimensioni del problema non siano tali da giustificare l'adozione di norme più restrittive.
L'assicurazione contro la disoccupazione può sostenere persone che presentano un progetto di attività lucrativa indipendente, economicamente sostenibile e duratura. Questo sostegno consiste nella concessione di un massimo di 90 indennità di disoccupazione durante la fase di elaborazione del progetto, durante la quale l'assicurato è esonerato dall'adempimento delle condizioni relative all'idoneità al collocamento. Alla fine di questo periodo di preparazione, l'assicurato potrà decidere se intraprendere o meno un'attività indipendente. Ogni anno, 2500 a 3000 persone elaborano un progetto di attività indipendente con l'aiuto dell'assicurazione contro la disoccupazione. Il 20 a 30 per cento dei progetti restano irrealizzati. Rispetto al numero totale di imprese create annualmente (11 800 nel 2004), l'incidenza dell'assicurazione contro la disoccupazione resta modesta.
D'altro canto, il ruolo dell'autorità competente è soprattutto quello di esaminare le condizioni di sostenibilità economica del progetto. I beneficiari di questa prestazione di sostegno che non possiedono le conoscenze necessarie per iniziare un'attività indipendente devono seguire un corso di preparazione sovvenzionato dall'assicurazione contro la disoccupazione. L'autorità competente può inoltre concedere all'assicurato un coaching per sostenerlo individualmente anche dopo che ha deciso di diventare indipendente. L'assicurazione contro la disoccupazione sta inoltre cercando di sviluppare un sistema di microcrediti, che potrebbe rappresentare un'alternativa al ricorso al capitale LPP, ma questo progetto è per il momento ancora sostanzialmente limitato a livello locale.
4. La legislazione è già particolarmente restrittiva. Infatti, conformemente all'articolo 5 della legge sul libero passaggio, coloro che si mettono in proprio possono ritirare il capitale LPP solo per iniziare l'attività indipendente, mentre è escluso qualsiasi prelievo successivo. Dalla 1a revisione della LPP, l'articolo 4 capoverso 4 della LPP impedisce inoltre agli indipendenti di utilizzare il proprio capitale LPP come conto corrente per effettuare investimenti nella propria impresa. Il Consiglio federale ritiene dunque che la situazione attuale sia equilibrata e che non vi sia motivo di adottare ulteriori misure per proteggere il capitale previdenziale o, sull'altro fronte, per promuovere la libertà imprenditoriale e la responsabilità individuale.
Per quanto concerne le varie misure proposte a conclusione dello studio summenzionato, il Consiglio federale ritiene che molte di esse, al lato pratico, sarebbero difficili da applicare. Pensa in particolare alle misure che tendono a introdurre il versamento a tappe del capitale LPP, dal momento che sarebbe difficile stabilire sia importi in cifre assolute che percentuali del capitale previdenziale. Definizioni uniformi si scontrerebbero con le inevitabili differenze esistenti tra i progetti e i settori d'attività interessati. Per gli organi interessati, questo tipo di meccanismi comporterebbe inoltre una gestione più onerosa, piena di compiti di controllo. Lo stesso vale per l'adozione di misure restrittive mirate. Disposizioni legali più restrittive causerebbero discriminazioni sia verso persone che verso progetti. Sarebbe invece più indicato intervenire a monte della realizzazione di progetti, potenziando l'informazione sui rischi, gli organi incaricati di valutare la sostenibilità economica dei progetti e gli strumenti di sostegno disponibili (p. es. garanzia fideiussoria).
Risposta del Consiglio federale.